giovedì 19 febbraio 2015

Treia - Operazione strade sempre pulite



Mi chiamo Carini Piero, sono nato a Roma, ho 76 anni e dal 1954 abito a Genova.  Da 21 anni, andato in pre-pensionamento dall’Italimpianti, importante Società di Progettazione di grandi impianti industriali, vista la situazione ambientale, sto portando avanti in parziale realizzazione il Progetto in oggetto a Genova, Tigullio e Cuneese.
 
    A seguito della segnalazione di Google Alert: ”Treia: perlustrazione ambientale e proposta per l’educazione civica e la pulizia delle strade” - https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2015/02/05/treia-perlustrazione-ambientale-e-proposta-per-leducazione-civica-e-la-pulizia-delle-strade/ 
spero di fare cosa gradita il dono di quanto segue, dal quale trarre delle idee per affrontare alcuni problemi sociali, tra i quali quelli ambientali e del decoro urbano.
 



        ALCUNE CONSIDERAZIONI MATURATE

  A.          I risultati in moltissimi campi non sono soddisfacenti: sanità, educazione, Ambiente, ecc.;

  B.          I problemi sono grandi, quotidiani e capillari;

  C.          Le cause in sintesi dipendono da una insufficiente serietà eprofessionalità di moltissimi;

  D.          Per migliorare in maniera soddisfacente, non prima di alcune generazioni, le situazioni in detti campi tra i quali quello Ambientale, occorre sviluppare con molte persone sufficientemente corrette nei comportamenti: regole, insegnamento e controllo, per passare da questo momento di menefreghismo, egoismo e non rispetto delle regole, ad un’attenzione-educazione all’Altro, tanto che l’Altro sia in difficoltà, quanto che stia compiendo delle azioni negative verso l’Ambiente e che molti devono pagare.

          Sarebbe necessaria l’ufficializzazione, attraverso anche alle continue e massicce pressioni dei Cittadini e delle Religioni a UNEP, Ue, Governo, Regioni e Comuni, del Principio-norma di portata mondiale sviluppato dal Progetto dal 1995 (vedi SSP Sintesi punto 6) e allegati:

 

        “OGNUNO HA IL DOVERE DI SALVAGUARDARE L’AMBIENTE E IL DIRITTO-DOVERE DI CHIEDERE CORTESEMENTE AI TRASGRESSORI L’AZIONE CORRETTIVA”.

 

  E.          Le Istituzioni e i Servizi, anche se volessero, da soli non ce la possono fare a migliorare concretamente i risultati; ¡ non si può mettere uno spazzino e un vigile dietro ad ognuno !;

  F.          I Cittadini, anche per il principio di sussidiarietà, dovrebbero avere il diritto-dovere d’interessarsi, affiancando le Istituzioni e i Servizi, collaborando per definire regole, insegnando, collaborando nelle realizzazioni del Comune, e controllando a modo;

 G.          Anni fa i giovani dovevano fare il servizio militare per la difesa della Patria. Oggi è diventato necessario e impellente difendere il bene-interesse di tutti, visto anche con l’occhio di chi paga; per questo l’Ue potrebbe emettere una direttiva  e poi in cascata una legge degli Stati, per un SERVIZIO CIVILE INTERNAZIONALE OBBLIGATORIIO (3° Settore), affinché nell’arco della vita ogni Cittadino, per uno-due anni e a tempo parziale, si debba obbligatoriamente interessare per gli ALTRI e indirettamente anche per sé, nel settore a sua scelta: sanità, educazione, ambiente, ecc.; la partecipazione potrebbe essere compensata con un accattivante pacchetto di sconti pubblici-privati;

  H.          Il momento non è maturo; si possono soltanto elaborare e seminare proposte;

    I.          Le Religioni, ancor di più se insieme, e tenendo presenti i problemi attuali, potrebbero aiutare l’uomo a migliorarne la serietà:

         (il Cardinale Tettamanzi ai genovesi 1995: “Partecipazione meno individualistica e critica e più comunitaria e costruttiva ai problemi della città e della Società");

        -  partecipando ad una “Tavola rotonda operativa interreligiosa”, (vedi in all. lettera del Rabbino Capo di Genova e dell’Imam del Tigullio e parte finale “SSP Fuga dalle responsabilità ...”) che potrebbe promuovere la Comunità di Sant’Egidio o altra Associazione, affinché i responsabili delle Religioni definiscano le linee guida da inviare ai Pastori sul territorio, per esortare negli incontri: omelie, ecc. più volte l’anno i Cittadini-Turisti a migliorare i loro comportamenti per la “Salvaguardia del Creato-Ambiente”, ad impegnarsi nei problemi sociali, partecipando nelle iniziative che li affrontano;

        -  elaborando un breve scritto sulla “Salvaguardia del Creato” della rispettiva Religione e un insegnamento che collima con detto Principio-norma (“correzione fraterna”, da inserire nelle prime pagine del vademecum);

        -  partecipando alle lezioni interreligiose di educazione ambientale, e oltre.

     

    Nel ringraziare per l’attenzione e nella speranza di essere stato di utilità, porgo distinti saluti.
 
 
 
Carini Piero  3288839648  piero.carini@libero.it


Visualizzazione di SSP 10-06-2010 25a lezione Genova Benedettine - Momigliano, Castagneto, Carini, Farah, Salah compressa.jpg


P Rispetta l'ambiente: ¡¡¡ NON SPORCARE È PIÙ FACILE CHE PULIRE !!!

mercoledì 18 febbraio 2015

2015... è l'anno della Capra (di Legno)




Dopo oltre un ventennio di analisi comparate, facendo oroscopi alle persone più disparate, posso tranquillamente affermare che lo zodiaco cinese, soprattutto se abbinato al sistema archetipale dell'I Ching, ci prende per davvero! Le caratteristiche dimostrate dai nativi dei 12 animali, più i cinque elementi, i riferimenti all'anno, all'ora, al mese ed al luogo di nascita  ritraggono in un quadro preciso le tendenze innate delle persone esaminate. Sembra impossibile,  in passato non avrei potuto crederci, ma oggi posso confermare che gli antichi cinesi hanno scoperto un sistema per individuare senza errore tutti gli aspetti della psiche umana.

Ed il 19 febbraio 2015, con l'avvento della 13a luna nera dell'anno,  si festeggia l'arrivo della Capra di Legno. Benvenuta a lei che porterà fantasia e gioiosità a tutti i romantici ed alle persone che sanno amare.

L’archetipo della Capra, afferma: “La fortuna sorride sul mio volto. Tutte le cose fioriscono nella gentilezza del mio amore”. L’esagramma dell’I Ching correlato è quello del “Farsi Incontro”, ovvero del femminile che va incontro al maschile. E da questa unione nasce la vita. La simbologia del “Farsi incontro” è vicina ai valori matriarcali. Nell’I Ching è detto: “Quando cielo e terra si incontrano, tutte le creature acquistano solide forme. Quando il solido incontra il mezzo ed il giusto, ogni cosa sotto il cielo progredisce con splendore. Grande invero è il senso del Farsi incontro.”.

L’avvicinarsi spontaneo del femminile che va incontro al maschile avviene in modo naturale come per “un melone, che viene riposto a maturare fra le foglie di salice”. Perciò l’unione fra i due generi non da luogo ad alcun intervento violento come nel caso del frutto tenuto in custodia, che perviene alla sua naturale completezza (insomma si aspetta che spontaneamente il femminile si conceda). Ed ecco che l’amore matura da sé, non è una cosa fatta ad arte, bensì un decreto del destino al quale ci si attiene… Queste sono alcune delle caratteristiche della Capra di Legno che quest’anno ci tocca in sorte… Dal che se ne deduce che non sarà necessario compiere sforzi deliberati per ottenere l’incontro, sarà sufficiente lasciar maturare le situazioni, prendendosi cura delle piccole cose giornaliere e nutrendo noi stessi e gli altri con pari sollecitudine.

Molto importante sarà il considerare come degna di valore la vita di tutti gli esseri senzienti. Ed a livello pratico sarà fondamentale impostare la propria vita su principi di semplicità, essenzialità e cooperazione. In questa ottica ridurre il più possibile i consumi e contestualmente la nostra dipendenza dal sistema appare fondamentale poiché essi rappresentano una delle cause del dramma ecologico e morale che stiamo vivendo. Ed un agire forzato, anche nel senso di voler correggere alcune situazioni che sono aldilà del nostro controllo, non porta ad alcun benessere reale. La Capra di Legno chiede solo attenzione e cura nelle piccole cose.


Paolo D’Arpini -  circolovegetariano@gmail.com

Circolo Vegetariano VV.TT. - Treia (Mc) - Tel. 0733/216293 


martedì 17 febbraio 2015

Pizzone - Memoria di un incontro bioregionale

Memoria dell'incontro bioregionale del 18, 19 e  20 Maggio 2007 - Pizzone (Isernia), Rifugio il Falco, Pianoro delle Forme, Alta Valle del Volturno




Ricordo che l’incontro della Rete Bioregionale del 2007  si svolse in una struttura gestita dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.  Il rifugio che ci ospitava  è situato a 1500 mt. e sulla cima di Pizzone c'era ancora un po’ di neve,  la notte si battevano i denti  malgrado  dormissi vestito (non c'erano coperte a disposizione, solo materassini). Io dormii per terra su un materassino poiché non potevo sopportare di stare su un letto a castello con tre brande una sull'altra, mi sembrava che la struttura potesse crollare al minimo movimento. Per cercare di scaldarmi avevo comprato da Manu, una delle partecipanti, un cappelletto di lana che indossavo la notte. Stranamente di tutti i cappelletti che ho avuto in vita mia quello ancora lo conservo, ce l'ho qui con me a Treia.   Fortunatamente la struttura disponeva di una comoda cucina provvista di pentoloni, piatti, posate e bicchieri per tutti e non ci sono state difficoltà a preparare i pasti e le colazioni (dabbasso potete vedere una foto che mi ritrae in cucina). Ognuno di noi aveva portato qualcosa per riempire la “cambusa”  mentre le verdure fresche erano state comprate all’esterno, da Elena e Gigi, che avevano organizzato l'incontro.

Io ci andai assieme a Luisa (la potete vedere nella foto in fondo che siede su un sasso a fianco di Etain) e non abbiamo avuto difficoltà a raggiungere il posto. L'atmosfera era molto conviviale e debbo dire che questo è stato uno degli  incontri della Rete Bioregionale  in cui ho sentito un senso di vera  fraternità. Forse sarà stata l'atmosfera molisana ed  il sentirsi completamente fuori dal mondo.  

Paolo D'Arpini


Reportage fotografico sull'incontro di Pizzone (Parco Nazionale d'Abruzzo). Tre giornate di dibattito, festa, poesia, musica e tanta natura.  Foto di Stefano Panzarasa





















Resoconto - Giornate bioregionaliste


Nella  primavera del 2007 ho fatto un incontro con un gruppo di gente strana. C'era una donna che danzava con la spada, uno che cantava con la chitarra le fiabe di Rodari, un altro che si ostinava a farci ascoltare le parole degli alberi (che di nome fa Mario), c'era un ragazzone americano che recitava poesie sulla campagna umbra e un omino britannico magro magro, vestito come un aviatore, che non conosceva bene l’italiano ma parlava in continuazione, c'era poi un prete che suonava uno strumento fatto con la pelle di montone e una ragazza dalla voce che ti impregnava il cuore, c'erano bambini che andava in giro come piccoli selvaggi e selvaggi che sembravano bambini, c'era un filosofo buddista che si lamentava di mangiare sempre fave con la sua compagna: una sensibile traduttrice; c'era una brava attrice che desiderava creare un orto clandestino a villa Ada e un poeta dei boschi che vendeva tisane, c'era una ragazza tedesca che produceva del buon vino italiano e una scrittrice inglese capace di stare di fronte a qualunque cosa il destino le manda (che di nome fa Etain); un ragazzo abruzzese, rapito dagli orgoni di Reich più che dal suo bel figliolo biondo, con la silenziosa moglie francese e due guardiacaccia genovesi con un agronomo di Savona, c'era una autostoppista romana, e un ingegnere che portava in macchina materassi nuovi, su cui poi avrei dormito, c'erano due fratelli che allevavano lumache e una logopedista napoletana all’apparenza più attratta dallo sguardo del contadino venuto dal nord (che di nome fa Giuseppe) che dalla sua lucidità di pensiero e dal fatto che fosse il fondatore e portavoce italiano di tutto quel movimento. Intorno una magnifica distesa di verde con l'aria straordinariamente buona e un cielo tanto bello e azzurro da sembrare un mare rovesciato, che invece delle barche di notte si riempiva di stelle, e ancora montagne con spruzzi di neve, quasi fossimo in Abruzzo, anche se eravamo in Molise. Nel casermone dove alloggiavamo non c'era luce, al bagno di notte si andava con la candela, mancava l'acqua calda, e a pranzo cena e colazione servivano sempre fave eppure ovunque regnava un'aria di festa. Ve lo dico così, ma è un evento importante: accade una volta l'anno e lo chiamano incontro bioregionalista. Solitamente si fa tra i monti o in aperta campagna. È una cosa bella, che sa di resistenza, di ideali, di amicizia, di solidarietà, di passione, di amore, di pensiero, di gioia, di conquista, di realizzazione, quelle cose insomma per cui un uomo è (o dovrebbe essere) destinato a vivere. Ma non è una cosa da provare a descrivere è una cosa da vivere. Così non vi racconto nulla di quel che è accaduto in quei tre giorni, ma vi dico quel che, a me cittadino, quei tre giorni e quel gruppo di gente mi ha permesso di comprendere. Ve lo dico perché mi sembra una cosa, che alla fin fine può essere utile anche a voi.
Bene, ho capito cosa vuol dire «Abitare».
«Abitare» non è solo occupare uno spazio fisico, significa innanzitutto il rapporto vivo che abbiamo con noi stessi, con chi amiamo, con chi ci è vicino, con il territorio ben più vasto dei nostri desideri e ricordi. «Abitare» è sapere cosa è essenziale nella vita, saper distinguere in ogni momento ciò che conta veramente, innanzitutto le relazioni vive, da ciò di cui invece possiamo fare a meno. Un buon «Abitare» è fonte di agio e di felicità che si irradiano sul territorio e dunque nel mondo.Voglio dire che non importa dove siamo nati: possiamo «Abitare» in ogni luogo, se comprendiamo realmente cosa vuol dire e ce la portiamo con noi. Ho capito anche che è fondamentale sapere (questo concetto lo devo a Etain) perché si abita in un luogo piuttosto che in un’altro e se quella in cui si risiede non è la città natale, occorre chiedersi come e perché vi si è giunti e con quali aspettative, sentimenti e motivazioni. Queste domande sono importanti perché la ricchezza e la vivacità di un ambiente dipendono da ognuno di noi, dal modo in cui ci diamo da fare, quanto vi investiamo in termini di cura del territorio, lavoro fatto bene, relazioni sociali, invenzione di nuovi forme di rapporti e di convivenza civile. (...)


Dario Fani 

lunedì 16 febbraio 2015

Salviamo l'Italia e l'Europa dal TTIP (Trattato di libero scambio tra USA e UE)




2Il TTIP Trans-Atlantic Trade and Investment Parnership  intende dar vita alla più grande area di commercio ed investimenti al mondo tra le due sponde dell’Atlantico in cui si concentrano il 50% del PIL mondiale ed un bacino di consumatori pari a 800 milioni di persone. Secondo la narrazione ufficiale il trattato si tradurrebbe in una cura miracolosa per la sofferente economia europea, come associazione aderente alla campagna Stop-TTIP Italia ci siamo chiesti quali siano i reali costi sociali, economici ed ambientali a fronte di una timida crescita dello 0.5% del PIL a tre anni dall’entrata in vigore del trattato come dichiarato dalle stessa relazione di impatto commissionata dal governo italiano.

A inquietare non è soltanto la segretezza con cui stanno avvenendo i negoziati, ma anche quel principio di armonizzazione delle normative che vorrebbe adeguare le regolamentazioni americane ed europee anche in settori particolarmente delicati per la salute pubblica come la produzione ed il commercio di beni alimentari (tra cui OGM e carne agli ormoni) o la salubrità dell’ambiente minacciata da una possibile esportazione del pericoloso gas di scisto. Preoccupante è poi la volontà di introdurre il sistema di arbitrato internazionale, c.d ISDS, che in decine di Stati come l’Australia, l’Uruguay, la Germania, il Canada sta violando il principio di sovranità nazionale costringendo i governi ed i loro cittadini a pagare costosissime multe per aver anteposto la tutela dei diritti agli interessi delle multinazionali impedendo che prodotti e produzioni pericolose possano valicare i confini e minacciare la popolazione.
[Cos'è prevede nello specifico la sigla del TTIP? APPROFONDISCI]

FIRMA CONTRO IL TTIP!

A Sud ha aderito, insieme alla campagna Stop-TTIP Italia, all'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE o ECI) che permette di chiedere alla Commissione di apportare modifiche alla legislazione europea, promulgare nuove proposte ed esprimersi su determinate questioni. Siamo convinti sia nostro diritto come cittadini dell'UE l'avere voce in capitolo sulle questioni che ci riguardano da vicino.

L'obiettivo è raccogliere 2 milioni di firme in tutta Europa entro ottobre, per ribadire che il TTIP non va firmato. Aiutaci a raggiungere l'obiettivo. 

FIRMA E DIFFONDI L'INIZIATIVA

Firma e fai firmare la petizione online contro TTIP E CETA direttamente sul sito di A Sud

Oppure

Firma e fai firmare la petizione cartacea contro TTIP E CETA

Scarica i moduli per la raccolta firme sul sito stop-ttip-italia.net ed inviali compilati a: 
Ass. A Sud, Piazzale del Giardino Zoologico n°2 - 00197 Roma.
 

 
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Info e contatti con la campagna Stop TTIP Italia:

domenica 15 febbraio 2015

Bioregione Italia: "...gli aborigeni sono in via di estinzione!"




Nel 2014 in Italia si sono registrate 509 mila nascite e 597 mila morti. Un evidente divario tra chi se ne va e chi arriva. Un crollo di nascite che mette a rischio la sopravvivenza delle popolazioni originarie italiane. 

Non è da oggi che assistiamo a questo forte decremento delle nascite, in parte compensate dalla presenza di stranieri molto più prolifici di noi. Il tutto è iniziato dieci anni fa, subito dopo l’entrata del nostro Paese nell’Euro. 

Le immediate difficoltà economiche che sono scattate subito dopo la “trappola” dell’euro, hanno condizionato la scelta delle famiglie a fare figli. -“Quale futuro possono avere i nostri figli in questa società? Preferisco quindi non farli…” è una delle tante risposte date dalle donne italiane in un intervista apparsa un paio di anni fa in una rivista italiana sul tema delle nascite in calo. 

Purtroppo è una pura e triste verità che condividono milioni di famiglie in Italia. Tutto questo per far “contenti” le banche del nord Europa, la Germania della Merkel e i grandi speculatori finanziari stranieri. Ma del popolo italiano qualcuno dei nostri super pagati politici si è mai interessato?

Il nostro Parlamento invece di “giocare” a fare politica (per se stessi), dando spettacoli squallidi di litigi e scazzottate, pensi un attimo a come bloccare questa annunciata estinzione della "specie" italica.

Filippo Mariani

sabato 14 febbraio 2015

Pescara. Semi Sogni 2015 - 8 marzo all'orto dei semi

Buongiorno paolantonio ilario de martino detto saul


Stiamo  organizzando, per l'8 marzo 2015,  con le associazioni Terra  e Radici, l'otto marzo all'orto urbano di via Sacco a Pescara una giornata dedicata allo scambio dei semi dei saperi e delle appartenenze [semi suoni e parole]  ed  entrare in sumenta come si diceva un tempo. 'Ndra' in sumend' rete sociale di appartenenza e protezione e bla bla bla. Sono ammesse libere  interpretazioni nei diversi linguaggi che ognuno possiede. fumetto musica poesia azioni teatrali storie raccontate, importante che il tema centrale siano sempre i semi

Ci saranno diversi laboratori interattivi, sarà tutto molto relativo aleatorio e informale, tutti possono partecipare annunciando e illustrando brevemente il loro  intervento

Ferdinando Renzetti - f.renzetti@casediterra.it



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Semi Sogni [remix]


Il mondo agricolo sta cambiando


nel nuovo millennio stiamo imparando a separare

i chicchi buoni, quelli selezionati sul campo di generazione in generazione, da quelli cattivi selezionati e manipolati nei laboratori,

e raccoglierli in sacchi diversi


non sono semi di riso amaro

quelli su cui sgranare gli occhi

o le ore del giorno

ma chicchi preziosi

frutti delle nostre terre


come seguire

le lunghe strisce di vuoto

create dai macigni

che si staccano dalle montagne

ammirare lungo il percorso

la superba meraviglia

dei colori cangianti delle farfalle

cercando di togliere gli spilli

che ne fermano il volo

per liberarle nell aria

come minuscoli puntini colorati

che danzano in mezzo alle gocce

di acqua piovana


passando per le terre del matto

le vette della coscienza

dove danza l arcano numero 0

il matto appunto

stato di coscienza condivisa

che può succedere

tra individui o in gruppo

quando tutto entra

in magica sintonia con il tutto

il luogo della pura coincidenza e sincronicita

in questa minuscola parte del mondo

capita spesso di rallentare

e ascoltare il flusso dei pensieri

che si mettono in accordo

con il colore del cielo

e il suono della natura

la felicita da eterea

aerea esteriore

si trasforma in

fluido interiore

liquido come il te

caldo e profumato

venerdì 13 febbraio 2015

"Tiziano Terzani: la forza della verità." - Recensione

Siamo lieti di annunciare l’uscita del terzo libro di Gloria Germani   "Tiziano Terzani: la forza della verità." 

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Per dirla con le parole dell’autrice: “Perché tanta insistenza? Perché Terzani è - a mio avviso - il più grande saggio o filosofo dei nostri tempi.

Dopo Tiziano Terzani:  La rivoluzione dentro di noi Decrescita, digiuno, nonviolenza (Longanesi 2008 - TEA 2012), che  esaminava in dettaglio il messaggio di Terzani nella sua parte critica e in quella rivoluzionaria e costruttiva, l’economista francese Serge Latouche ha voluto inserire la sua figura nella prestigiosa collana “I Precursori della Decrescita” (Terzani, La rivoluzione della coscienza, Jaca book 2014) e, oltre a presentare un’antologia  di testi selezionati, il libro traccia il ruolo innovativo di Terzani nello smascherare miti e stilemi  che erroneamente danno corpo al pensiero economicista dominante e alle sue inevitabili  crisi.  


Con la biografia intellettuale Tiziano Terzani: La forza della Verità (Edizioni Punto di Incontro 2015), ripercorriamo la seconda meta del Novecento soprattutto dall’ottica dei paesi colonizzati e oggi  globalizzati. Il ritorno alla Natura, Grande Maestra, alla semplicità e all’abbondanza frugale saranno il punto di arrivo di Terzani, in piena sintonia con Gandhi, ma in totale distacco dalla Fabbrica del Consenso costituita dal giornalismo e dai Mass Media.

Spero che questo  libro possa costituire un potente spunto di  riflessione per i nostri difficili tempi.”


Sarò lieta di farvi inviare, su richiesta, copia omaggio (pdf o cartaceo) per recensione o segnalazione.

Grazie per l'attenzione, 
Silvia Brugnaro

Edizioni Il Punto d’Incontro
Tel. 0444-239189
www.edizionilpuntodincontro.it

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Tiziano Terzani è diventato una delle voci spirituali più amate del nostro tempo. L’inesorabile evoluzione della sua coscienza si snoda nitida attraverso i libri che ci ha lasciato. Dalla prima cronaca di guerra in Vietnam, all’impegno post 11 settembre fino alla lucida attesa della morte, la vita di Terzani procede senza accomodamenti e compromessi, scandita dalla riflessione sulla storia recente dell’Asia.

Dov’è l'uomo che vive più contento, più in pace con se stesso e con la natura? Terzani, che era scappato dall’Europa in cerca di una società più giusta, intravista all’inizio nel socialismo di Mao, finirà per compenetrarsi sempre più a Gandhi, al digiuno dal consumismo e a quella forza della verità con cui il Mahatma combatteva i colonizzatori inglesi.

La questione fondamentale rimane sempre e solo quella della conoscenza, e lo sguardo di Terzani smaschera i limiti della visione materialistica e scientifica della modernità, impegnata nella falsa impresa di impossessarsi del mondo esterno. Egli ci ricorda che ogni vita, la mia o quella di un albero, è parte di quel tutto dalle mille forme che è la vita. La strada verso una dimensione collettiva e sociale più in sintonia con la natura coincide con un percorso spirituale ispirato alla saggezza dell’Oriente e che, allo stesso tempo, coincide con le nuove scoperte della fisica subatomica e quantistica.