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mercoledì 19 settembre 2012

Commemorazioni storiche - Roma, 20 settembre 1870: "Porta Pia ed entrata empia..."

Paolo D'Arpini, nel dubbio!



Roma 20 settembre 1870: "Porta Pia ed entrata empia..." – XX Settembre, ricordate? Ricorre l’anniversario della presa di Roma, ovvero si festeggia la breccia di porta Pia attraverso la quale i “nostri” bersaglieri poterono penetrare in città. Il papa Pio IX aveva emesso una scomunica su chi avesse consentito l’accesso degli stranieri nella città eterna.. e siccome i militi piemontesi erano tutti ferventi cattolici e non si trovava nessuno disposto ad accollarsi la maledizione papale, l’ordine di aprire il fuoco e praticare la fessura fu impartito da un ufficiale ebreo, così le anime cristiane furono salve e il merito della presa di Roma restò ai giudei.

Questo fatto simbolico ancora “pesa” sull’unità d’Italia. Sono in molti a criticare quel 20 settembre 1870 che consegnò l’Italia intera ai Savoia. Una dinastia di poca qualità. Ma almeno, con la breccia di Porta Pia è finito questo strazio delle scomuniche papaline! Infatti il 20 settembre si celebra la caduta del potere temporale del papato (o meglio dire il suo ridimensionamento).

Accadde con l’entrata strombettante dei bersaglieri dalla breccia di Porta Pia. “Alla breccia di Porta Pia sono entrati i bersaglieri…” faceva il ritornello della canzoncina allegra che si cantava una volta nelle scuole il 20 settembre, ed io l'ho cantata. Oggi non si canta più comunque la data resta a segnare un momento cruciale della nostra storia patria e dell’affermazione (sia pur per un breve momento storico) dei valori della laicità dello stato: “..perché niun savio dell’avvenire – reo di verità discoperta – s’inginocchiasse a un prete..”. Diceva il poeta evidentemente riferendosi alla disavventura di Galileo Galilei, costretto a piegarsi dinnanzi al papa ed a rinnegare la verità dei fatti per salvarsi la pelle.

Parlando di eretici mi sovviene anche l’eretico per antonomasia, nato il 21 settembre del 1452, Gerolamo Savonarola il quale si scontrò con il papa Alessandro VI (il Borgia) e finì sul rogo… Per lui niente cerimonie di commemorazione anche se Gramsci così lo ricorda: “Chi lo ritiene uomo del medioevo non tiene conto della sua lotta al potere ecclesiastico che voleva rendere indipendente Firenze dal potere feudale della chiesa”.

La storia è solo un racconto. L’angolazione del giudizio sui fatti esaminati dipende solo dalla propensione emozionale a vedere le cose per come le sentiamo vere. Sappiamo però che la storia non è mai qualla raccontata e nemmeno quella percepita con le budella.

La storia, anche nella migliore delle ipotesi, è un mosaico di piccoli particolari ed eventi disgiunti che solo all’analisi successiva appaiono consequenziali… " è comunque fondamentale, assolutamente fondamentale, capire e conoscere i fatti. Non credo al relativismo, credo alla verità e la differenza di punti di vista, nella sua infinita varietà, può essere, tra l’altro, tra due errori, tra un errore ed una verità e tra due verità" (Luca Zolli)

Nella nostra vita abbiamo lo stimolo di rispondere adeguatamente alle occasioni più diverse che ci capitano e non possiamo dire che il filo conduttore sia la nostra volontà di ottenere i risultati che ci siamo prefissati… Succede quel che succede e poi noi esprimiamo il nostro parere: ho fatto questa cosa e mi piace, ho fatto quella cosa e non mi piace… In realtà nessuno fa nulla c’è solo un’intersecazione e commistione di forze diverse che agiscono attraverso di noi. Quel che resta sono i semplici fatti, non le ragioni o le intenzioni. Comunque tendiamo ad esaminare quei fatti con la nostra visione personale ed il nostro senso del giudizio.

La vita è tutta una meravigliosa sorpresa e voler stabilire il suo significato è semplice arroganza! Questa la mia opinione…

Saul Arpino, alias Paolo D’Arpini

lunedì 23 aprile 2012

Spiritualità Laica: quattro strofe in metrica libera - Lay Spirituality: four verses in free metrics

Vento Siberiano - Dipinto di Sofia Minkova


“La conoscenza di ciò che appare nella coscienza non è vera conoscenza.  Conoscenza di Sé  significa essere quella coscienza in cui tutto appare” (Saul Arpino)



Indagine

Può esistere lo sforzo nel pensiero?
Oppure  è un semplice pensiero dello sforzo?
Allorché eserciti la volontà cosa pensi?
Non è solo un pensiero di volontà?
Quindi la “scelta” non è che il pensiero della scelta.

......


Analisi

Desinenza, desiderio, destino
Io, tu, egli
Noi, voi, essi,
rosae, rosarum, rosis..
“Coraggio, è solo questione di numeri, un processo di triplicazione attraverso cui i tre aspetti primari (azione, inerzia, armonia) si combinano per dar vita al mondo”

………….

Contemplazione 

Sulla riva di un mare blù
Come il cielo
Che si unisce all’orizzonte
Senza confine..
Seduto sulla spiaggia
Conto i granelli di polvere
Tu, tu, tu…
Io, io, io…
Non ce n’è uno uguale!

…………..

Abbandono

Anima mia beata
Così piccina  mi apparivi
Che non potevo discernerti.
Non sapevo se tu fossi
O non fossi.
Poi quando riuscii a scorgerti
La mia attenzione fu presa,
non potei vedere altro che te,
e l’osservatore se n’è andato!

…………..



Lay Spirituality – Four  verses in free metrics  on Self-knowledge  

“The knowledge on what appears in the consciousness is not true knowledge. Knowledge  of the Self means to be that consciousness in which anything appears” (Saul Arpino)



Investigation

Can the effort exist in  thought?
Or is it a simple thought of the effort?
When you exercise the will what do you think about?
Is it not just a thought of will?
So the “choise” is the thought of the choise.

……………………

Analysis

Ending, desire, destiny
I,  Thou, He, She, It,
We, You, They,
rosae, rosarum, rosis
“Cheer up, it is just a matter of numbers, a triple process through the three main aspects (action, inaction, harmony) arrange themselves to give shape to the world”

……………

Contemplation

Onshore of a blue sea
as the Sky
That is united to the horizon
without landline….
Sitting on the beach
I count the grains of dust
You, You, You….
I,  I,  I….
No one is the same!

…………

Surrender 

My blessed soul
you seemed to me so little
that I couldn’t  discern you.
I didn’t know if You were
or you were not.
Hindsight when I was able to make out you
my attention was captured,
I couldn’t see anything else but you,
and the observer  faded  away!


Paolo D’Arpini

domenica 22 aprile 2012

Il verbo degli uccelli.. il cuore lo comprende, la mente lo cataloga

 
"Sono sprofondato sulla terra e sono assunto in cielo, godo di ciò che la vita mi offre e se uso certe espressioni è solo per toccare.. e succede che anche altri siano toccati, come lo sei tu e come lo sono io, perché il toccarci é un riconoscimento. D’altronde nessuno è migliore o peggiore poiché non vi é reale separazione fra noi, noi tutti che continuiamo a fare il gioco della separazione.  …Abbandonarsi alla volontà di Dio è l’unica azione consona alla sua volontà!” (Saul Arpino)
 
 
 
 
 
Ma che valgono le parole? Tu sfuggi a ogni descrizione! Che mai posso osare non avendo conoscenza? O cuore,se desideri cercare,incamminati lungo la via, guarda innanzi e indietro,divieni cosciente! Osserva i viandanti che giunsero a corte, sostenendosi l’uno all’altro.

Ogni atomo trova una porta diversa, una via particolare che a Lui conduce. Ma come puoi sapere quale strada percorrerai,da quale direzione entrerai in quella corte? Quando segretamente Lo cerchi, Egli si palesa; quando Lo cerchi apertamente, Egli si cela. Così se andrai alla ricerca di Lui, Egli rimarrà celato; se invece Lo cercherai in segreto, Egli si renderà manifesto. E in qualunque modo Lo cercherai, Egli sfuggirà comunque, essendo inafferrabile.

Oh tu che nulla hai voluto perdere,non cercare! Egli non è quel che tu credi, e allora taci una buona volta! Ogni tua parola, ogni tua conoscenza si riferisce a te soltanto -e però conosciti meglio- non a Lui!

………Ma non osare analogie, o tu che vuoi conoscere Iddio, perché un azione indescrivibile non le tollera. La sua gloria sconvolse la mente e il cuore di coloro che ti precedettero, lasciandoli attoniti a mordersi le dita.

Contemplando la sua perfezione, lo spirito e l‘intelletto annichilirono: l’uno si scompose e l’altro si confuse.

Né i profeti, né gli inviati riuscirono a cogliere un solo atomo del tutto e alla fine, dichiarandosi impotenti, chinarono il capo e ammisero:” Non Ti conosciamo”.

Ma chi sono io per poter aspirare a conoscerLo? Può farlo solamente chi stabisca con Lui un rapporto totale.

…………..Scompari a te stesso, giacché questo richiede l’unione! Perditi in Lui,giacché tutto il resto non è che delirio. Entra nell’Uno, da “due” trasformati in Uno! Sii un cuore, un volto, una direzione.


Da “Il verbo degli uccelli” di FARID AL-DIN ‘ATTAR

domenica 18 marzo 2012

Lao Tze, Tao-te-king ed il Ritorno.... – La verità é una cosa molto semplice….

Canto in grotta - Paolo D'Arpini


“La verità non può essere perseguita, è sempre presente e manifesta, altrimenti non sarebbe verità ma semplice descrizione. E la descrizione non é mai la sostanza…” (Saul Arpino)

L’idea del “ritorno”, che costituisce uno degli elementi di primaria importanza nel Tao-te-king, affiora già nel Libro dei Mutamenti (I Ching).

Sotto l’esagramma Fu si legge: “Ritornare é pervenire al Tao..”.

Un commento attribuito a Confucio dice: “La ragione del Cielo é abbagliante e si abbassa sino alla terra. La ragione della Terra é umile e si eleva al Cielo. La ragione del Cielo diminuisce ciò che é elevato ed aumenta ciò che é basso. Gli spiriti nuocciono a ciò che é pieno e fanno del bene a ciò che è vuoto. La ragione del Cielo detesta ciò che é pieno di sé ed ama colui che é umile. L’umiltà é onorata e splendente: essa si abbassa e non può essere sormontata, essa é il fine del saggio!”

L’esaltazione della semplicità, descritta nel Tao-te-king preesisteva a Lao Tze. Un moderno filosofo cinese, Lang-si-ciao ritiene che il “non agire” taoista corrisponda alla “semplicità” dell’I Ching.

Se Lao Tze rielaborò alcuni pensieri già esistenti nella Cina antica e si valse di essi come pietre per edificare la montagna di Golconda del suo sistema filosofico, non é però detto -come alcuni studiosi sostengono- che tali concetti provenissero dall’antica India… E’ vero che la filosofia Vedica  sembrerebbe la più antica elaborata dall’uomo, e le sue implicazioni influenzarono il pensiero metafisico del mondo conosciuto. Ma questo é ciò che appare in quanto tale ricerca del vero risulta “codificata” nella memoria e quindi si fa riferimento ad essa come ad una “fonte”. Personalmente sono dell’opinione che sia il Taoismo che il Vedanta, entrambi di natura non-dualistica, fiorirono spontaneamente per logica propria.  Simili sistemi trovarono luce non solo in Cina ed in India ma pure in Europa, in Asia minore, in Africa e nelle Americhe. Tutto avvenne  a partire da quel periodo di “Fioritura Culturale” che potrebbe essere indicato nella fine del neolitico, con la scoperta dell’agricoltura e quindi dell’aumento delle risorse alimentari disponibili, che facilitarono lo sviluppo del pensiero  analitico concettuale ed artistico, ed è contemporaneo alla scoperta della scrittura. Alcune immagini non dualistiche sono riconoscibili, ad esempio,  nel pensiero ebraico  con “Io sono quell’Io sono” o nella filosofia presocratica…. con il concetto del “Tutto” che continuamente si svolge in se stesso.

Insomma inutile cercare ove il pensiero originale dell’Assoluto, “che tutto comprende e da cui tutto é originato ed a cui tutto ritorna” (inteso come superamento del teismo personale), sia apparso per la prima volta… si può invece supporre che tale filosofia sorga all’interno di varie famiglie umane, nel momento in cui la raffinatezza del pensiero raggiunge un culmine.

“Tutto é Uno e perfetto in se stesso”, affermano le Upanishad dell’India ed il perseguire il “perfezionamento” é solo la proiezione di un  concetto basato su un altro concetto… la verità é qualcosa di molto semplice….
 
E per finire un’invocazione di Chuang-tze: “Mio Maestro, mio Maestro, tu che distruggi senza essere cattivo! Tu che edifichi senza essere buono! Tu che fosti prima dei tempi e che non sei vecchio! Tu che copri tutto come il Cielo, che porti tutto come la Terra, che sei autore di tutto senza essere abile.. Comprenderti così, ecco la gioia celeste. Sapere che io sono nato per la tua influenza, che alla mia dipartita rientrerò nella tua Via, che riposando comunico allo Yin la tua modalità passiva, che agendo comunico allo Yang la tua modalità attiva: ecco la felicità suprema… L’azione dell’Illuminato si confonde con l’azione del Cielo, il suo riposo col riposo della Terra. Il suo saldo Spirito domina il mondo!”

Paolo D’Arpini    

…………………..

Commento di Caterina Regazzi: “…per essere astratto è astratto… e non ho capito il concetto del “ritorno”, anzi, ho riletto il pensiero per la terza volta e forse ora ho capito, come, dopo la seconda volta, forse ho capito tutto il resto…… Ma perché se “La ragione del Cielo detesta ciò che é pieno di sé ed ama colui che é umile. L’umiltà é onorata e splendente: essa si abbassa e non può essere sormontata, essa é il fine del saggio!”……. voi filosofi non scrivete in modo tale che anche l’umile ed il semplice possano capirvi?”

Mia rispostina: “..sapessi come dici bene …  sei completamente nel giusto… ma le parole non possono arrivare a tanto… solo il silenzio!”


......................

..E lentamente,
anche l’ultima notte
diventa
eterna
attraverso
il solco
bagnato di pioggia
che
in silenzio
si spegne
tra la neve bianca
dei ricordi
antichi…..
Parlaci ancora
di te,
lascia
che il seme
nella terra umida
possa sempre
far fiorire
il tempo
del perdono;
possa la tua
anima
disegnare
la storia
di ogni luogo
che visiterai,
possa
la fragile
mano che ora scrive..
raccontare
Paolo D’Arpini
e la bellezza
di un canto
sciolto tra
le note
di una chitarra..
e un fiume
che ha mille anime
abbracciate
strette
al cuore
dell’amato.

Antonella Pedicelli



Alla sorgente
Dipinto di Franco Farina

venerdì 10 febbraio 2012

Zen e spiritualità laica - La verità é una cosa molto semplice….

Asino nascosto che guarda - Foto di Gustavo Piccinini


“La verità non può essere perseguita, é sempre presente e manifesta, altrimenti non sarebbe verità ma semplice descrizione. E la descrizione non é mai la sostanza…” (Saul Arpino)

L’idea del “ritorno”, che costituisce uno degli elementi di primaria importanza nel Tao-te-king, affiora già nel Libro dei Mutamenti (I Ching).

Sotto l’esagramma Fu si legge: “Ritornare é pervenire al Tao..”.

Un commento attribuito a Confucio dice: “La ragione del Cielo é abbagliante e si abbassa sino alla terra. La ragione della Terra é umile e si eleva al Cielo. La ragione del Cielo diminuisce ciò che é elevato ed aumenta ciò che é basso. Gli spiriti nuocciono a ciò che é pieno e fanno del bene a ciò che è vuoto. La ragione del Cielo detesta ciò che é pieno di sé ed ama colui che é umile. L’umiltà é onorata e splendente: essa si abbassa e non può essere sormontata, essa é il fine del saggio!”

L’esaltazione della semplicità, descritta nel Tao-te-king preesisteva a Lao Tze. Un moderno filosofo cinese, Lang-si-ciao ritiene che il “non agire” taoista corrisponda alla “semplicità” dell’I Ching.

Se Lao Tze rielaborò alcuni pensieri già esistenti nella Cina antica e si valse di essi come pietre per edificare la montagna di Golconda del suo sistema filosofico, non é però detto -come alcuni studiosi sostengono- che tali concetti provenissero dall’antica India… E’ vero che la filosofia Vedica  sembrerebbe la più antica elaborata dall’uomo, e le sue implicazioni influenzarono il pensiero metafisico del mondo conosciuto. Ma questo é ciò che appare in quanto tale ricerca del vero risulta “codificata” nella memoria e quindi si fa riferimento ad essa come ad una “fonte”.

Personalmente sono dell’opinione che sia il Taoismo che il Vedanta, entrambi di natura non-dualistica, fiorirono spontaneamente per logica propria.  Simili sistemi trovarono luce non solo in Cina ed in India ma pure in Europa, in Asia minore, in Africa e nelle Americhe. Tutto avvenne  a partire da quel periodo di “Fioritura Culturale” che potrebbe essere indicato nella fine del neolitico, con la scoperta dell’agricoltura e quindi dell’aumento delle risorse alimentari disponibili, che facilitarono lo sviluppo del pensiero  analitico concettuale ed artistico, ed è contemporaneo alla scoperta della scrittura.

Alcune immagini non dualistiche sono riconoscibili, ad esempio,  nel pensiero ebraico  con “Io sono quell’Io sono” o nella filosofia presocratica…. con il concetto del “Tutto” che continuamente si svolge in se stesso.

Insomma inutile cercare ove il pensiero originale dell’Assoluto, “che tutto comprende e da cui tutto é originato ed a cui tutto ritorna” (inteso come superamento del teismo personale), sia apparso per la prima volta… si può invece supporre che tale filosofia sorga all’interno di varie famiglie umane, nel momento in cui la raffinatezza del pensiero raggiunge un culmine.

“Tutto é uno e perfetto in se stesso”, affermano le Upanishad dell’India ed il perseguire il “perfezionamento” é solo la proiezione di un  concetto basato su un altro concetto… la verità é qualcosa di molto semplice….

Ed ora una storiella Zen (come è stata ri-raccontata da Alberto Aliberth Mengoni): Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d’acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto. Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: “Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l’acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa”. La vecchia sorrise: ”Ti sei accorto che dalla tua parte del sentiero ci sono dei fiori, ma non ci sono dalla parte dell’altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa”. Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma proprio la crepa e il difetto che ognuno ha, fa sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante. Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c’è di buono in lui.

E per finire un’invocazione di Chuang-tze: “Mio Maestro, mio Maestro, tu che distruggi senza essere cattivo! Tu che edifichi senza essere buono! Tu che fosti prima dei tempi e che non sei vecchio! Tu che copri tutto come il Cielo, che porti tutto come la Terra, che sei autore di tutto senza essere abile.. Comprenderti così, ecco la gioia celeste. Sapere che io sono nato per la tua influenza, che alla mia dipartita rientrerò nella tua Via, che riposando comunico allo Yin la tua modalità passiva, che agendo comunico allo Yang la tua modalità attiva: ecco la felicità suprema… L’azione dell’Illuminato si confonde con l’azione del Cielo, il suo riposo col riposo della Terra. Il suo saldo Spirito domina il mondo!”

Paolo D’Arpini  



Dulcis in fundo una storiella sul Buddha:


This is what the Buddha did. He didn’t say, “I’ll try.” He didn’t say, “I hope I’ll find the Truth.” He didn’t say, “I’ll do my best.” He didn’t say, “If not in this lifetime, then maybe next lifetime.” He came to the point where he didn’t look for anyone else to tell him the Truth or show him the Truth. He came to the point where he took it all on himself. He sat alone under the Bodhi Tree and vo...wed never to give up until the Truth be realized.

The power of this very simple, yet unshakable intention and absolute stand to be liberated in this lifetime propelled him to awaken to the simple fact that he and all beings are liberated—that all beings are freedom itself. Pure awakeness.

The Buddha was no different from you. No different. That is why he serves as a good model, because he was as you are now. So don’t worship the Buddha. Don’t put him on a pedestal. Don’t even look up to him. Become him. Have the same intentions, take the same stand. Be the Buddha now! Put an end to all delaying, to all excuses, to all bowing down to saintly figures of the past or present. Stand up!

You are the Buddha! You are freedom itself! Stop dreaming your dream! Stop pretending that you are in bondage—stop telling yourself that lie! Stop pretending to be someone, or something! You are no one, you are no-thing! You are not this body or this mind. This body and mind exist within who and what you are. You are pure consciousness, already free, awake, and liberated. Stand up and walk out of your dream. I am here to say that you can do this.

Step out of the dream of your concepts and ideas. Step out of the dream of what you imagine enlightenment to be. Step out of the dream of who you think you are. Step out of the dream of everything you have ever known. Step out of your dream of being a deluded person. Stop telling yourself those lies and dreaming those dreams. Step out of all of that. You can do it. Nothing is holding you back. There are no requirements and no prerequisites to awaken. There is nothing to be done, nothing to think, nowhere to go.

Just stop all dreaming. Stop all doing. Stop all excuses. Just stop and be still. Effortlessly be still. Grace will do the rest.

At each and every moment from here on out, have the intention to directly experience Truth, your true liberated Self. Don’t think about the Truth—directly return to your experience here, now, moment to moment. Experience Truth. Experience your Self. Dive into your experience. Your experience! Your experience of hearing, of seeing, of tasting, of breathing, of your heart beating, of your feet touching the floor, of the birds, of the wind.

Experience the vastness of who you are. Experience the freedom of who you are. You are the Buddha—experience that. You are the Buddha.
Adyashanti

venerdì 18 novembre 2011

Lay Spirituality and Reality... Are We Really Aware What We want to Know/Understand?

 
"When the cat is away, the rats dance..." (Saul Arpino)
 
 
... Let me try to clarify about the reality itself so that "unnecessary/unwarranted" "discussion/ argument/interaction" may be avoided.
 
When we talk about reality we have various perceptions of our own based on the experiences accumulated till the moment.
 
But all those perceptions can be divided into two categories.
 
1. Practical Reality - We are the body and mind which is evident from our symptomatic behaviours. This cannot be avoided at any cost as they are necessary for smooth functioning in the society. This is based upon the experiences gained with the help of sense organs and the so called mind too. They do have their utility values and cannot be brushed aside.
 
2. The background reality (In a sense this is practical too) - There are many things working in the background about which normally we are not aware of and perhaps can never be known directly . Only possibility is to draw inferences after thorough investigation and analysis taking the evidences (which may be available) into account. For example the atomic particles, various microwaves (TV signals, mobile signals, other radio signals known and unknown both) are although not perceived by us but their existence can be inferred/proved by their effects.
 
 
Beyond category:
 
But the problem with the existence of "abstracts concepts" represented by the word God or any such words is that they can never be infered/proved like waves, atomic particles, and all.
 
Only inferences / guesswork can be made.
 
All of us just try to draw inferences about these abstract concepts and try to explain them logically with or without some evidences which ultimately may or may not be true.
 
"But the inference which is most logical and scientific and has maximum no. of evidences in its support, is going to be accepted by all the open minded persons."
 
Thus the wheel of discussion goes on for eternity.
 
In these groups or for that matter in real world too what is happening is that we are mixing these both and go on lingering the discussion.
 
If in the initial stage itself we remain aware of this reality (factual position--what we are looking for) then perhaps more fruitful inferences can be drawn.
 
The mind is always interested outside (including fiction/imagination) simply because it is made up of outside stuff ; hence it gets energy from its source (outside) to continued survival.

The mind (not working mind) being luxury needs as much energy as possible.

And the source of this excess energy is available only in abstract things (words) like God/Enlightenment etc. related to the so called spirituality and religion.

This gets hardly any energy from the "FACTS" (understood /clarified /doubtless/ truth) which is just sufficient for its survival not for luxurious survival.
 
Nisarga Raman