sabato 15 agosto 2015

Basta con l'agricoltura dei veleni...


Agli organi “compettenti”: Vietare  i Pesticidi Neonicotinoidi tossici e gli altri Agrofarmaci chimici di sintesi sostituibili con tecniche alternative biologiche registrate al commercio e riconvertire l’Agricoltura Italiana al biologico.
E’ necessario Vietare immediatamente i Neonicotinoidi e gli altri insetticidi chimici tossici, sostituibili con tecniche alternative biologiche efficienti.
Tali prodotti sono stati eliminati dall’uso come concianti dei semi, in quanto pericolosi a distanza di mesi sulle api che venivano in contatto con i fiori o le altre parti di piante nate da semi trattati chimicamente (con microdosi di neonicotinoidi)… …ma gli stessi prodotti chimici vengono ancora incredibilmente irrorati, in quantità molto maggiori, con pericolo grave ed attuale per la salute degli operatori agricoli e dei consumatori, sulle coltivazioni stesse per controllare afidi e altri insetti dannosi, che possono essere ridotti al disotto delle soglie economiche di danno attraverso l’impiego di insetti utili e/o insetticidi naturali, quali saponi potassici, olii piretro naturale, azadiractina ed altri prodotti “biologici” tutti regolarmente registrati al commercio e, pertanto sottoposti alle relative prove di efficacia.
Vista la pericolosità dei Neonicotinoidi è pertanto necessario applicare il principio di precauzione con comparazione di tecnologia, sospendendo immediatamente l’uso dei neonicotinoidi in ogni ambito.
Gli apicoltori del Piemonte sono stati in sciopero della fame per tutto il 2011e il procuratore Raffaele Guariniello ha aperto un’indagine a tal proposito.
Si fa appello e denuncia alle autorità competenti per un divieto immediato di tutti i Pesticidi chimici di sintesi sostituibili da tecniche biologiche registrate al commercio e sottoposte a prove di efficacia.
Si ricorda inoltre che gli agronomi e gli agricoltori sono tenuti in primis ad impiegare e prescrivere tutte le tecniche disponibili, regolarmente registrate al commercio, alternative all’uso di Pesticidi e diserbanti chimici, pericolosi per la salute e l’ambiente, al fine di rispettare i diritti inviolabili tutelati dalla Costituzione (Art.32 e 9). E in base al principio di precauzione.
Nello stesso tempo i commercianti di Prodotti chimici di sintesi o gli agronomi a loro collegati da interessi commerciali non possono prescrivere gli interventi sulle coltivazioni, in quanto trattasi di abuso di professione nell’ambito dell’atto fitosanitario, delegato alla professione dell’Agronomo iscritto all’Albo professionale (vedasi relativa circolare sull’atto fitosanitario e deontologia professionale dell’agronomo).
Si rammenta inoltre che i Neonicotinoidi come moltissimi altri Prodotti chimici di sintesi sono inseriti e consentiti (in quantità molto superiore al normale uso convenzionale) nei cosiddetti disciplinari di Produzione agricola Integrata, attraverso i quali si stanno sperperando le enormi risorse agroambientali europee e regionali, destinate in realtà all’agricoltura biologica e alla “sostituzione” dei pesticidi chimici di sintesi in agricoltura, ovvero all’Agricoltura Integrata, con priorità di applicazione di tutti i mezzi biologici disponibili sul mercato, cosi come definito dall’allegato (Norme OILB sulla Produzione Integrata) alla decisione CE 30-12 1996, sulla stessa produzione integrata.
Si rammenta che i Pagamenti Agroambientali furono istituiti proprio per i maggiori costi e minori ricavi eventuali, conseguenti all’uso dei mezzi tecnici biologici, prioritari ed obbligatori nella Produzione Integrata. Mentre vengono erogati da amento 15 anni per presunte riduzioni di impiego di prodotti chimici di sintesi, non verificabili, ne tantomeno controllabili.
L’Italia (Dati OMS) ha raggiunto il record mondiale dei tumori dell’infanzia (con tasso doppio di tumori neonatali rispetto ad alla media UE) e l’aspettativa di vita sana nel nostro paese è crollata di oltre 10 anni dal 2004 ad oggi (Eurostat), mentre il mercato degli agrofarmaci chimici di sintesi, principali concause aggravanti di moltissime malattie degenerative umane, invece di ridursi, com’è accaduto in altri paesi europei in modo drastico (in certi casi di oltre l’80%, grazie a programmi agroambientali adeguati), in Italia è aumentato continuamente, sostenuto da Pagamenti Agroambientali dei PSR Regionali (attivi dal 1992) il cui obiettivo avrebbe dovuto essere invece la “sensibile riduzione degli stessi prodotti chimici di sintesi”.
Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo

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