giovedì 15 ottobre 2015

Arezzo - Misteriose morie di pesci in diversi laghi



Lo scorso 12 ottobre tecnici ARPAT sono stati allertati dall’Ufficio
Ambiente del Comune di Cavriglia (AR) per una considerevole moria di
pesci, segnalata da un cittadino della zona, nell’invaso artificiale
della diga di San Cipriano all’interno della zona naturale protetta
del Parco di Cavriglia.

I tecnici hanno potuto verificare l’importante consistenza del fenomeno.

In particolare, lungo la sponda che costeggia un locale pubblico, fino
a circa un metro di distanza dall’acqua (che in quel punto è profonda
circa 8 centimetri), era presente una grande quantità di pesci morti
appartenenti alla specie siluriforme Ameurius melas, detta comunemente
pesce gatto, di dimensioni comprese tra i 2 e i 10 centimetri.

Sotto la superficie dell’acqua erano ancora vivi altri pesci della
stessa specie e medesime dimensioni.

Dal grado di putrefazione degli esemplari sulla riva si è ipotizzato
che la moria possa essere stata conseguente ad un evento improvviso e
di breve durata, presumibilmente accaduto due giorni prima.

Gli operatori ARPAT hanno provveduto a prelevare campioni di acqua,
che sono in corso di analisi, per individuare le cause del fenomeno.
Nel frattempo, visto che il numero di pesci rinvenuti sulle sponde è
particolarmente consistente, il Dipartimento di Arezzo ha proposto
all’Amministrazione Comunale la loro raccolta e smaltimento secondo le
procedure previste dalle norme vigenti.

Altri pesci morti in provincia di Arezzo:

13 ottobre 2015, in seguito alla richiesta della Polizia Provinciale,
tecnici ARPAT del Dipartimento di Arezzo sono intervenuti per indagini
su una moria di pesci che si è verificata nel laghetto di attingimento
a servizio di un’azienda agricola in località Brolio.

Sul posto i tecnici hanno osservato lo stesso fenomeno accaduto nel
laghetto della diga del Parco Naturale di Cavriglia, segnalato e
indagato il giorno precedente.

Anche in questo caso si è osservata un’importante moria di pesci della
specie siluriforme Ameurius melas, detta comunemente pesce gatto, di
dimensioni comprese tra i 2 e i 10 centimetri. Alcuni esemplari
seppure ancora in vita, davano segni di sofferenza in prossimità della
riva. Nelle acque più alte, altri esemplari più grandi sembravano
normalmente vitali.

La Polizia provinciale ha prelevato alcuni esemplari per indagini zoo
profilattiche.

I tecnici di ARPAT hanno eseguito le indagini immediate sul campo -
tra le quali misurazioni delle concentrazioni di ossigeno,
temperatura, pH e rilevazione della conducibilità elettrica per la
caratterizzazione dell’acqua - e prelevato, come di prassi, campioni
di acqua, attualmente in corso di analisi.

Si sta cercando di comprendere se ci possa essere qualche connessione
tra i due fenomeni che, in ogni caso, si sono verificati in zone molto
distanti tra loro, visto che Cavriglia si trova nell’alto Valdarno e
Brolio in Valdichiana.




(Fonte:  Arpat)

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