domenica 30 marzo 2025

L'inquinamento atmosferico uccide lentamente...

 


Il monitoraggio dell’aria negli ambienti esterni è diventato una priorità assoluta per le amministrazioni locali, le aziende e i cittadini consapevoli.

Le città ad alto traffico veicolare, le aree industriali e persino le zone verdi nascondono insidie invisibili che influiscono direttamente sulla salute pubblica. Comprendere la qualità dell’aria attraverso una rete diffusa di sensori ambientali permette di avere una mappa accurata dell’inquinamento atmosferico e agire in modo efficace.

Secondo i dati più recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno circa 7 milioni di persone muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento dell’aria. Di queste, oltre 4 milioni sono attribuite all’inquinamento atmosferico esterno, responsabile dell’aumento di malattie respiratorie,   cardiovascolari e tumori polmonari. 

Le polveri sottili (PM2.5 e PM10), il biossido di azoto (NO2), l’ozono troposferico (O3) e altri gas tossici sono tra i principali imputati.

Il monitoraggio esterno dell’aria, pertanto,  non deve limitarsi esclusivamente ai “punti caldi” noti, come incroci trafficati o zone industriali. Anche le aree verdi e periferiche vanno osservate attentamente per ottenere un quadro realistico della situazione. Solo così si può calcolare una media significativa e comprendere  davvero l’esposizione quotidiana della popolazione all’inquinamento.

Prof. Luigi Campanella - Fondazione Acqua


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