lunedì 31 marzo 2025

Pescara. L'ultima spiaggia... tra asfalto e cemento

 


Una foto della duna pescarese oggi trasformata in riviera giardino dell'asfalto e del cemento con centinaia di palme del Nilo che poverine,  piantate in fila come soldatini di piombo, non fanno ombra non attraggono insetti e uccelli non fanno da cortina frangi vento e sono pure molto costose, questo il frutto della laboriosità dei solerti amministratori locali... 

 
Ferdinando sulla spiaggia: 


 
...il mio solo compagno è il silenzio poi il vento, la pioggia, il mare e la sabbia, sul mio corpo, morbida e intensa. Nel frattempo mentre prendo il sole, in mare a poche decine di metri dalla riva, decine di barche pescherecci turbosoffianti con un rombo assordante aspirano, distruggendo tutta la vita dai fondali sottomarini. Nei paraggi la motonave della guardia costiera controlla se tutto il lavoro di distruzione viene svolto con perizia e precisione. Contemporaneamente sulla spiaggia con rumori ancora più forti alcuni trattori spianano le dune strappando tutta la vegetazione dunale e le giovani piantine. Non contenti con trattori ancora più piccoli setacciano tutta la sabbia togliendone tutti i semi e impoverendola di tutta l’energia vitale. 

Ecco ora un mare completamente sterile e una duna appiattita e smunta. Questo lavoro viene ripetuto con determinazione più volte con cura e pazienza. Dall’alto un aereo passa col suo rumore lasciando la sua scia bianca in sintonia come se ci fosse un segreto ritmo o patto con i trattori e pescherecci del mare e della sabbia come un dialogo riflesso. a volte le parole scivolano senza lasciare traccia sul nostro essere assente come flusso indistinto di un linguaggio continuamente frammentato e continuamente ricomposto anche visionario in uno sfasamento sincronico unidirezionale, pensando questo e altro passeggiando distratto sulla spiaggia ferdinando vede una ragazza che prende il sole sul bagnasciuga con le trecce il costume bianco e gli occhialini rotondi. inizia a girarle intorno raccogliendo legnetti che le stanno nei paraggi. Quando lei si alza lui le dice: grazie dei legnetti! perche ho fatto qualcosa? come ti chiami? spirituale! ah ecco perche! perche cosa? ecco perché i legnetti si stavano allontanando, quando lo spirito abbonda la materia scappa! vorrai dire quando la materia abbonda lo spirito scappa? lo aveva corretto spirituale. preferisco quando la materia abbonda lo spirito balla! ecco ho raccolto questi legnetti per farne una specie di scultura volatile e leggera che mi pare si chiami scacciapensieri che si muovono al minimo alito di vento. 

I legnetti producono suoni muti e silenziosi. lo metterò nell’orto! nel frattempo arriva amore amica di spirituale e ascoltando il discorso. timidamente ferdinando chiede: posso chiedervi un favore? di che si tratta! rispondono incuriosite le ragazze. ora vi leggo quel che ho scritto stamane: mi giro e mi rigiro la pizza come mi pare, in verità so ancora poco qual’è il mio trip, aspetto di sentirmelo dire, mi sento poco rivoluzionario, da tempo seguo l’estetica della relovetion al posto della revolution. attraverso le azioni della gioia cerco quel che si chiama il punto dell’acqua il centro armonico l’incontro tra le diverse tendenze, anime presse e perplesse nell’accellerazione della memoria come un tocco immaginario respiro sguardo movimento gesto, più in grande lo spirito vitale. 

Bell’inizio sai che non ci avevo mai pensato alla parola relovetion - rinnamoramento, ritorno all’amore, benvenuta relovetion addio revolution. reinnamoriamoci dell’essere. Voglio scrivere su una maglietta che porterò con me relovetion.
 
 
In tutti questi anni dalla adolescenza fino a oggi lo sviluppo del cosmo rurale è stato multipolare e radiocentrico.  tomoli di terreno lasciati incolti da epoca immemorabile sono stati dissodati resi giardini del cemento dell’asfalto e della plastica dalla corta zappa del laborioso trattore figlio del progresso. 

Terre brulle e sassose ormai non sono più desolate lande, ora vi si trovano palazzi e costruzioni strade rotonde superstrade marciapiedi supermercati centraline lampioni fili elettrici treni ferrovie. ci si sente rallegrare l’animo alla vista di quanto si è fatto in tutti questi anni. quali e quante fatiche quali e quanti sacrifici sono costati al povero e disperato lavoratore della terra: perdita della proprietà impoverimento della biodiversità, abbassamento della falda acquifera, inquinamento da idrocarburi e pesticidi; perdita della coscienza di classe, dell’appartenenza e dell’identità sociale.
 
Oggi dopo quasi una settimana di burrasca e piogge intense sono tornato al mare, un bel sole caldo e luminoso, la sabbia ancora umida, sulla spiaggia dopo la grande mareggiata, un intero alfabeto marino lineare continuo aleatorio frammentato sparso e disperso. Il fiume ha portato forme contorte alberi tronchi rami radici salici e canne tante canne. Ho pensato subito a quante capanne si potrebbero realizzare con tutto questo materiale organico. 

 


Ferdinando Renzetti

P.S. - Ho raccolto alcune canne e ho costruito tubular bells di diverse forme e grandezze...

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