giovedì 22 gennaio 2026

Vaticano. Dagli angeli agli alieni...

 


Sin da ragazzo ero un grande appassionato di fantascienza, forse era un modo di sfuggire alla mia realtà quotidiana gravida di problemi e con la fantasia  immaginavo mondi e modi di essere diversi. Anche recentemente vedo che l'interesse per il paranormale e per la fantascienza hanno un grande appeal sugli uomini, anche quelli religiosi. Soprattutto dopo l'elezione del nuovo papa americano Leone (non ricordo più il numero...)

Andiamo verso una  nuova religione mondialista che deve sostituire gli angeli con gli  extra-terrestri.  Gli inganni si fanno sempre più raffinati e la voglia di "mistero" è sempre un'esca dove si nasconde un amo...  

Un potente telescopio di "ordine religioso" è entrato in servizio alcuni anni fa sul Monte Graham in  Arizona, parte di un progetto targato "gesuiti" che coinvolge il Vaticano.   I gestori  lo hanno battezzato  "Lucifer".  Stando alle loro affermazioni il nome è stata una scelta obbligata  poiché si tratta dell’acronimo di "Large Binocular Telescope Near-ifrared  Utility with Camera and Integral Field Unit for Extragalactic Research".  Insomma si devono essere scervellati a lungo per farci ingoiare la pillola  dell'acronimo!  


(University of Arizona, Vatican and Jesuits Name New  Telescope ‘Lucifer’:   https://it.scribd.com/document/54220164/Why-Did-the-Vatican-Name-It-s-New-Arizona-Telescope-Lucifer)
 
 Da fan della fantascienza, io non escluderei che questo sia un tentativo  di nascondere proprio la veggenza (che è un contatto diretto con il mondo "spirituale", un po' come andare coscientemente a mettere la testa di là e vedere le cose  dall'altra parte), che è una delle vie indicate da Steiner.

Per depistare le provano tutte: alieni, fisica quantistica, AI...  Poi ci sono i complottisti che sotto il profilo d'individuare i veri "burattinai" propongono la seguente sintesi: "va bene individuare e denunciare il potere dei Gesuiti, ma bisogna chiedersi... CHI SONO IN REALTA' I GESUITI?  Come e da chi furono fondati? Ricordo che il loro fondatore fu Ignazio da Lojola, noto "ebreo marrano, convertito al cristianesimo"... ed ecco che il cerchio si chiude:  Gesuiti = Vaticano... ma infiltrato da marrani che controllano entrambi!"  Vedi:   https://blog.libero.it/UOMONATURA/11982784.html


 Sul tipo di ispirazione "spirituale" (invertita?!) di Ignazio da Loyola" riporto un secondo brano dello stesso blog: "Ignazio di Loyola racconta nelle sue memorie che è stato investito da un serpente luminoso che «gli dava molta consolazione poiché questa forma era estremamente bella, e aveva molte cose che brillavano come occhi". È lui stesso a confessarlo, tramite i suoi biografi ufficiali nel "Testament d'Ignace de Loyola raconté par lui-même" padre Luis Gonzàles di Camara.

Paolo D'Arpini - Comitato per la Spiritualità Laica







Leggi anche:  LE NEUROSCIENZE: DALLA NATURA DELLA BESTIA ALLA CIVILTÀ DEL CAMBIAMENTO   di Antonella Randazzo

martedì 20 gennaio 2026

...temi specifici su foglio bianco a caratteri neri...

 


fara dei figli di pietro: scrivo perchè nessuno ascolta i rimasugli, copia di mille riassunti; se il paradiso è qui, sicuramente odora di gas di scarico, soprattutto tra le colline del paese di fara filiorum petri. lungo queste strade di campagna dove i trattori trasportano le farchie, enormi fasci di canne, che saranno innalzate e bruciate nella notte, tra canti suoni di organetti e il sapore dolciastro del vino che tinge la labbra dei giovani inebriati da tanta bellezza.
 
 
 
fiordinando. un re dei tempi antichi aveva un figlio chiamato fiordinando che non si levava mai d’in sui libri… leggeva, sempre chiuso nella sua stanza; chiudeva il libro e guardava dalla finestra il giardino e il bosco e riprincipiava a leggere e pensare, dalla sua camera non usciva che per colazione e per pranzo; di rado lo si vedeva fare due passi nel giardino…
 
 
 
sappiamo che, nell’America pre colombiana, e questa tradizione è stata ripresa negli ultimi decenni, annualmente, nel corso di grandi feste e cerimonie, le popolazioni originarie, partendo a piedi dalle regioni più remote delle ande, recavano con se, avvolte nei grandi scialli colorati, quantità di sementi. nel momento culminante delle celebrazioni, svuotavano gli scialli riunendo e mescolando insieme i semi dei legumi. ciascuno riprendeva e riportava a casa la stessa quantità che aveva portato e non le stesse varietà. questo si faceva anche con il mais e con le varie specie commestibili del nuovo mondo…
 
 
 
progresso: nella periferia urbana della città dove sono nato e cresciuto, negli anni sessanta solo campi di grano a perdita d’occhio, poi man mano, sostituiti da svincoli, capannoni, superstrade, rotatorie… quando si dice il progresso!
 
 
 
terra chiara al chiaro di luna corolle capovolte di erbe rigogliose vita di fiori silenzi risate insetti uccelli bellezza e amore caldo freddo voglio questo e voglio quello. turno battuta terra senza lei senz’arte ne parte sulla strada sei tu stesso la strada punto gi poeta dell’indistinto e dell’abbondanza soprattutto poeta dell’essere… senza soldi in tasca, allora verso casa tornò e trovò lei che l’aspettava e come gocce d’acqua dalle foglie dopo la pioggia si guardarono negli occhi: amoriraristantisparsiesmarriti condivisero una sola casa terraferma sulla via della luce… il sesto senso genesico il settimo sigillo l’ottavo nano il nono luigi il decimo… boh!

Ferdinando Renzetti



 
 

lunedì 19 gennaio 2026

In Groenlandia qualcuno c'era già...

 

Sarah Joe Qinuajua, Ready to Leave for the Hunt, 1983, stonecut print on paper. Gift of Jane and Raphael Bernstein

Prima che ci sbilanciamo nelle fantasmagoriche visioni dei bombardieri statunitensi che colpiscono la Danimarca, facendo attivare l’articolo 5 della Nato e dunque, le contraeree europee contro gli stealth, e innescando così la rivoluzione mondiale (ho letto anche questo ve lo giuro), suggerisco sommessamente di dare un occhio a cos’è e com’è la Groenlandia.

Una serie “leggera” su Netflix può essere utile, giusto per capire il “sentiment”: Borgen – il potere.

Dea del mare che nutre i piccoli da etsy.com

Innanzitutto stiamo parlando di una terra abitata da 56.000 persone. Un normale quartiere di una città medio piccola italiana. Perché è danese nonostante sia geograficamente molto più vicina agli Usa e al Canada che a Copenhagen? Per via del colonialismo. Un lungo processo storico, dai Vichinghi alla colonizzazione norvegese e poi danese dal 1700, fa diventare la Groenlandia parte integrante del Regno di Danimarca nel 1953. Ha ottenuto un elevato grado di autonomia attraverso l’autogoverno (Home Rule) nel 1979 e il Self-Government Act nel 2009, ma la sovranità è danese su difesa e politica estera.

Particolare importante, che credo faccia comprendere meglio quale possa essere una delle leve che The Donald potrebbe utilizzare per il successo della sua “negoziazione armata” o, come ho sentito definire per l’operazione militare speciale in Venezuela, per l’ “OPA ostile” (molto calzante secondo me come qualificazione): attraverso referendum nel 1982, i 50.000 cittadini della terra del ghiaccio scelgono l’uscita dalla Comunità economica europea che avverrà nel 1985. Quindi la Groenlandia a differenza della Danimarca, non fa più parte dell’Unione Europea, e ha cambiato il suo status in Territorio Speciale dell’Unione Europea, un territorio dipendente che ha una relazione speciale con uno stato membro dell’UE.

Gli Stati Uniti sono stabilmente piazzati in Groenlandia dal 1951. In base al trattato di difesa stipulato con la Danimarca. La Pituffik Space Base (in passato Thule Air Base) è un’enclave amministrativa statunitense nel comune di Avannaata, nella Groenlandia settentrionale. Inizialmente erano censiti ufficialmente 235 militari, oggi sono qualche migliaio, ovviamente in aumento, nel quadro della centralità geostrategica dell’Artico, contesa dagli Usa con le altre due potenze imperiali, Russia e Cina.

Quindi a me sembra che non occorra al nuovo Monroe del “baciami il culo”, scatenare guerre (quelle vanno bene se a morire sono soldati e popoli non occidentali) per sostenere “l’acquisizione “ della Groenlandia sotto un quadro “legale”. La lotta al narco-terrorismo qui è inutilizzabile, a meno che Trump non convinca il mondo che tutta quella distesa bianca non è ghiaccio ma coca congelata ( cosa anche possibile visti i tempi ).

L’Opa ostile potrebbe essere incardinata a partire da un rinnovato afflato di spinta indipendentista groenlandese trasformato in volontà della maggioranza, bastano due decine di migliaia di persone, di affrancarsi definitivamente dal controllo danese, per poi diventare la 51ma stella sulla bandiera americana. D’altronde cosa ci vuole, pistola alla mano da una parte, e promessa di un reddito pro capite per i 56.000 dall’altra, tale da far vivere da nababbi per generazioni? “La vita è tutto un business” ha detto il Tycoon, quando descriveva la strategia adottata sul Venezuela, per ottenere un “chavismo ad amministrazione controllata”. E certo la ricompensa di 50 milioni di dollari messa sulla testa di Maduro, sembra che abbia contato eccome per organizzare la sua cattura.

Uccello raro con pesce azzurro, da Etsy.com

Tutto si compra, in Trumpworld. E quando mai il “commercio” non ha avuto a che fare con la “pistola”? Nel 1848 con il trattato di Guadalupe Hidalgo, gli Stati Uniti si comprarono, per 15 milioni di dollari di allora, la California dal Messico. E finì la Guerra messicano-americana. Pistola e soldi. E che dire della Louisiana, quarant’anni prima? Comprata dai francesi.

Ecco c’è un piccolo particolare, insignificante per The Donald e quelli come lui: che dentro quelle terre, e anche in Groenlandia, ci sono delle persone, dei popoli, delle storie antiche. Gli Stati Uniti nascono dallo sterminio di chi abitava prima quelle terre, di chi ci era nato. L’ostacolo più grande per l’annessione della Groenlandia ad esempio, non sono certo i pusillanimi dell’Ue – un’entità che non esiste secondo Trump che la vuole smembrare attraverso le sue quinte colonne tra cui la proconsole di casa nostra. L’Europa non parla e se parla, come dice Massimo Cacciari, fa danni. Ma quei nativi organizzati per difendere la loro terra dal saccheggio minerario e di devastazione ambientaleQuello che c’è sopra quella terra, quello che è vivo, non interessa a Trump: il morto, ciò che giace sottoterra, è il desiderio necrofilo di questa grande politica del nostro tempo. E se quello che c’è sotto terra fosse vivo, beh si elimina.

Si dice che Trump voglia stupire con effetti speciali su questo tema, il 4 di luglio. Indipendence Day, appunto.

E noi? Dalla parte di quelli che Trump definisce “della slitta con i cani”. Dalla parte degli Inuit. Dei cani da slitta, delle slitte.

Luca Casarini, da qui 

https://www.inuitartfoundation.org