...potremmo vivere ecologicamente anche nelle città, senza allevamenti intensivi. Basta cambiare completamente l'impostazione, diminuendo drasticamente il consumo della carne si possono aumentare la coltivazione di frutta, verdura, legumi recuperando suolo ed acqua che viene impegnato per produrre quello che mangiano gli animali nei 24 mesi della loro crescita.
Naturalmente bisognerebbe anche riprogrammare la distribuzione evitando gli sprechi.
Se noi smettessimo di comprare cetrioli quando è tempo di broccoli, avocado invece che arance, mandorle anziché anacardi, se le industrie alimentari smettessero di indirizzare verso i consumi più redditizi e scegliessero quelli che con lo stesso sforzo e la stessa acqua producessero una maggiore quantità di prodotti altrettanto proteici, che possano sfamare un numero maggiore di persone, se la grande distribuzione, la piccola distribuzione smettessero di sprecare cibo distribuendolo meglio, ecc.
Se tutti insomma smettessimo di sprecare ed il cibo fosse ridistribuito in modo logico non ci sarebbe più chi butta e chi digiuna E l'ho semplificata ovviamente, ma partiamo da un concetto già acclarato che è "lavorare meno, lavorare tutti" parafrasando si potrebbe dire "mangiare meglio, mangiare tutti" e ovviamente per meglio intendo in modo più organizzato e responsabile...
Emanuela Gennuso - Movimento Decrescita Felice
"Mangiare meglio, mangiare tutti" è un concetto legato alla sostenibilità alimentare, che mira a combinare diete salutari con l'accessibilità universale al cibo, garantendo la sicurezza alimentare globale. Questo approccio, spesso esteso in "mangiare sano, mangiare moderatamente, mangiare tutti", punta su diete basate su prodotti bioregionali, di stagione, eliminando in gran parte il consumo di prodotti di origine animale.
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