Viviamo un tempo nel quale l’essere umano, obnubilato dal mito del falso progresso tecnologico, sta demolendo, sempre più velocemente, i pilastri che hanno sostenuto, per secoli, la ragione della sua presenza su questo pianeta: la cultura della memoria.
Oggi, più che mai, vagando in quei luoghi, borghi e frazioni, privati da tempo della presenza dell’uomo, si avverte quel (profondo) disagio interiore perché, ormai, più nessuno sente il bisogno di mantenerne vivo il ricordo. Il termine "storia", dal latino Historia, ricerca, ha lontane radici indo-europee: dal sanscrito vettas, testimone e vedmi (so, giudico, riconosco); per cui la parola greca histor, che ne deriva, indica colui che, testimone, vede e sa o cerca, si informa e, quindi, indaga.
In verità, per dirla in breve, la storia non è altro che la vita dell'esperienza nella quale, giornalmente, siamo immersi e del cui peso ne ignoriamo la profonda importanza che riveste.
E presto quei borghi e frazioni, votati a un destino inesorabile di disfacimente totale, verranno consegnati all'oblio del tempo, se non saranno oggetto di testimonianza da parte di qualche volenteroso che ne comprenda appieno il vero valore.
Ma l'individuo può, nello scorrere dei suoi giorni, esperendo una (personale) percezione animica del mondo che lo circonda, apprendere, giudicare e riconoscere questo valore e, attraverso la scrittura, testimoniarne la presenza nel passato per consegnarla ai posteri.
Maurizio Angeletti
Transizione
Come foglie sugli alberi, in autunno
di bosco ceduo che conserva la vita
e si prepara a un letargo, sopita
nella promessa serena...
dal sonno rapita
di bosco ceduo che conserva la vita
e si prepara a un letargo, sopita
nella promessa serena...
dal sonno rapita
Nessun commento:
Posta un commento