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venerdì 16 settembre 2011

OGM - Brevetti sul vivente: un tacito saccheggio del nostro patrimonio comune


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Siamo coinvolti in una guerra che rischiamo di aver perso prima ancora di averne preso conoscenza. E’ la guerra dei brevetti sulla materia  vivente, che privatizzano, per fini commerciali, ciò che da sempre costituisce il patrimonio più importante dell’umanità: piante, animali e parti dello stesso corpo umano (ad esempio i geni e l’embrione).
I brevetti concessi sulla materia vivente stanno poco a poco mettendo in mano ad un pugno di multinazionali il controllo di tutto quanto è, sul nostro pianeta, vita.

Dalla fine del secolo scorso le nuove leggi brevettuali hanno sconvolto, con il pretesto delle modifiche genetiche, un sistema giuridico in cui i “beni comuni” erano ovunque tutelati. Ciò è stato possibile anche grazie all’uso di metodi spesso illeciti - e sempre antidemocratici - per la promozione degli organismi geneticamente modificati (Ogm), in particolare in agricoltura (dove le piante gm si distinguono da quelle tradizionali proprio per essere proprietà privata, e per consentire al detentore del brevetto di riscuoterne i diritti ad ogni ciclo riproduttivo).

Il Comitato Scientifico EQUIVITA (già CSA, Comitato Scientifico Antivivisezionista), capofila nel movimento europeo contro la privatizzazione del vivente, ha rilanciato il 23 maggio scorso l’appello della coalizione “No patents on seeds” di cui fa parte.


Esso ha chiesto a tutti i sostenitori di firmare una lettera rivolta ai Deputati europei e alla Commissione, in cui si denunciava la recente consuetudine dell’EPO di rilasciare brevetti anche su piante e animali riprodotti con metodi convenzionali. Questi brevetti infrangono infatti la EPC, Convenzione Europea del Brevetto (art.53b) in quanto concessi su piante “riprodotte con procedimenti essenzialmente biologici”. La lettera chiedeva inoltre la revisione della direttiva europea 98/44, detta “dei brevetti sul vivente”.

Le speranze di una revisione erano alimentate anche dalla sentenza del Giudice federale statunitense Sweet del marzo 2010. Testimoniando un’inversione di tendenza nella legge brevettuale degli USA, Sweet aveva chiesto il ritiro di due brevetti su geni umani (BRCA1 e BRCA2, associati al cancro al seno) in quanto essi sono un “prodotto della natura”. Ma l’ultima sentenza della Corte d’Appello USA dello scorso luglio, riconoscendo invece la validità di questi brevetti, ha infranto le speranze di molti di noi  e ha ristabilito la corrente di pensiero precedente. Un pensiero che nega il valore intrinseco della vita (l’essere vivente viene assimilato ad una macchina), e allo stesso tempo frena il libero sviluppo scientifico attraverso la privatizzazione e la monopolizzazione della conoscenza.

Inoltre l’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti, che avrebbe dovuto emettere da lungo tempo la sentenza promessa sul “caso giuridico” del broccolo e su quello del pomodoro (per stabilire formalmente se le piante riprodotte con procedure convenzionali possono essere brevettate oppure no) ha usato il suo consueto metodo del silenzio e dell’ambiguità. Esso infatti, rinviando la decisione, ha continuato ad infrangere la Convenzione Europea, concedendo nuovi brevetti su piante riprodotte con “procedimenti essenzialmente biologici” (ad esempio il brevetto EP1587933 su di un melone dal nuovo gusto al limone).

Continua inoltre l’attacco alla sovranità alimentare degli Stati attraverso gli Ogm, promossi e imposti in mille modi dalle multinazionali biotech e dalle autorità governative conniventi, malgrado il dissenso dei cittadini (vedi le notizie su questa strategia segreta svelate da Wikileaks). Ci limitiamo a citare, tra le tante sentenze che non sembrano tenere conto dei dati scientifici, quella recente della Corte Europea, contraria al divieto della Francia di coltivare il mais Mon810, in base alla “clausola di salvaguardia”.

Attualmente i danni alla salute causati degli Ogm sono dimostrati da numerosi studi scientifici. Essi riguardano principalmente il fortissimo incremento nell’uso dei pesticidi, sia quelli presenti nella stessa pianta geneticamente modificata che quelli irrorati nei campi per il controllo delle erbe infestanti. La crescente resistenza di piante e insetti ai pesticidi utilizzati è causa di un costante aumento nell’impiego di queste sostanze chimiche.
Come sottolineato anche da un recente studio argentino il loro impatto sulla salute umana è devastante: incremento di tumori, aborti spontanei, mutazioni genetiche della discendenza, malattie degenerative…. A tal proposito, i medici e cittadini argentini hanno lanciato una petizione pubblica per ottenere una riclassificazione dei pesticidi, che stabilisca il loro grado di pericolosità partendo dai dati ottenuti direttamente sull’uomo (le valutazioni di tossicità ottenute con dati umani differiscono enormemente da quelle usate dall’Oms in base agli studi su animali e sono state causa di gravi danni alla salute).

Contro gli Ogm si scagliano oggi molte popolazioni locali, prime vittime di un’organizzazione agricola più orientata ai profitti dei pochi che alla salute di tutti. Ne è un esempio, oltre alla coalizione argentina, il movimento Navdanya guidato da Vandana Shiva per far fronte alle problematiche sociali causate dalla privatizzazione delle sementi. Il fine di tale movimento è quello di restituire a quei popoli affamati dalle multinazionali biotech (che detengono i brevetti sulle sementi) la loro sovranità alimentare, nonché un’agricoltura più sostenibile e solidale.
 
Per tutti questi ed altri motivi (non va dimenticato che gli Ogm danneggiano e alterano l’equilibrio ambientale) ci uniamo alla mobilitazione del 26 ottobre 2011 a Monaco, indetta da “No patents on seeds” per denunciare ancora una volta il problema della privatizzazione della vita, costringendo l’EPO a prendere una posizione netta invece di consentire il tacito saccheggio del patrimonio comune.

 
Per informazioni:

Comitato Scientifico EQUIVITA
Via P.A. Micheli, 62 – 00197, ROMA

+ 39.06.3220720, + 39.335.8444949Email:
equivita@equivita.it

martedì 31 maggio 2011

Lettere bioregionali sul grande fermento sociale, culturale e spirituale in corso....

Lettere bioregionali sul grande fermento sociale, culturale e spirituale in corso....


Non lasciamoci trascinare dal male

 
In quest'epoca di grandi cambiamenti, che da più parti viene frenata o addirittura sviata verso le retrovie, una cosa è ormai chiara, i popoli hanno cominciato a prendere coscienza di sé. Ma se ci accontentassimo di questo, il cambiamento rimarrebbe zoppo e prima o poi ristagnerebbe. Ristagnare, nella logica evolutiva di tutto il creato, significa retrocedere. Occorre completare l'opera e al più presto, per impedire che le forze avverse, potenti e con risorse inimmaginabili, possano passare alla controffensiva e riportarci alla schiavitù e alla miseria, materiale e spirituale, più di quella a cui ci hanno costretto finora. Occorre prendere coscienza che DENTRO DI NOI C'E' TUTTO CIO' DI CUI ABBIAMO BISOGNO. Perciò bisogna stravolgere tutto quello che ci ha fatto credere di esserci emancipati e che in realtà ci ha schiavizzati.

DENARO: basta sperare di arricchirsi investendo in borsa alle spalle di quelli che si impoveriscono, grazie soltanto a stratagemmi matematici e notizie tendenziose diffuse ad-hoc. Il Sistema Terra è sempre in equilibrio: se da una parte c'è ricchezza, eccessiva ricchezza, da un'altra parte c'è povertà, eccessiva povertà. E poiché la dinamica della vita, lo dice il nome stesso, non è mai statica, prima o poi chi è ricco diventerà povero e viceversa e chi domina sarà dominato; ciò crea continui squilibri, tensioni e disastri fra le popolazioni. Bisogna dare valore solo a ciò che ha un riscontro positivo nella vita del maggior numero possibile di persone e non del singolo.

  • SALUTE : il nostro corpo è una macchina perfetta; se gli diamo il carburante sano e lo nutriamo con pensieri giusti e sani, si autoguarisce e rimane in salute senza l'aiuto di nessuna medicina e di nessun medico. Basta dare ai camici bianchi gli onori e la riverenza in altri tempi riservata agli dei! Possiamo fare tutto, e bene, da soli. E, quando è arrivato il momento, essere felici di "passare a miglior vita". La medicina allopatica sta dando prove che ha fallito e ne darà a breve sempre di più. Il concetto "ci ammaliamo a causa dei virus e dei microbi, distruggiamoli" si sta dimostrando sbagliato. La medicina naturale e omeopatica rispettano di più l'essere umano e la natura, ma sono pur sempre spinte dal business (massaggi, tisane, tinture, ecc. ecc.). La vera medicina, quella del futuro, è la medicina spirituale e i medici più bravi presto saranno non coloro che conoscono a menadito le funzioni di ogni singola cellula del nostro corpo, ma quelli che riusciranno a guidare i malati, che non riusciranno a farlo da soli, verso le motivazioni più recondite nel nostro subconscio che ci fanno agire contro la natura, contro l'equilibrio nostro proprio e quindi di tutto l'universo, della Creazione. La medicina del futuro sarà la medicina SPIRITUALE, perché all'origine di ogni più piccolo disturbo e di ogni disgrazia c'è un errato pensare contro il TUTTO.
SPIRITO : dentro di noi c'è l'energia dell'universo, l'energia che muove ogni cosa, impariamo ad incanalarla nella giusta direzione e saremo noi stessi degli dei. Non a caso Gesù disse: "Voi siete dei e farete cose più grandi di me". Quindi, basta delegare la salvezza della nostra anima a caste sacerdotali, di qualunque credo siano, arroganti e rapaci. Il solo fatto che si arroghino il diritto di essere i portavoce di Dio li rende blasfemi e li rivela per quello che sono: degli impostori, poiché Dio è dentro di noi, ognuno di noi, ci è più vicino delle nostre braccia e delle nostre gambe. Di chi dobbiamo aver bisogno, allora, per ascoltarlo e per parlarci e farci guidare ? Di nessuno, solo della nostra volontà.

Auguri a tutti, Marco Bracci
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Il melone non è un'invenzione

L’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), con sede a Monaco di Baviera, fu istituito nel 1972 per l’applicazione della Convenzione Europea sui Brevetti (EPC), allora elaborata e sottoscritta da 19 stati in Europa. Tale convenzione comprendeva il divieto di brevettare la materia vivente, ma L’EPO (che gode di grande libertà perché non sottoposto ad alcuna Corte Internazionale) riuscì, con un’irregolare modifica del regolamento applicativo della Convenzione, a rilasciare brevetti su piante ed animali prima ancora che fosse recepita la direttiva europea 98/44, e fossero dunque autorizzati i brevetti sulle cosiddette “invenzioni biotecnologiche” (ma solo in 15 dei 19 stati che avevano aderito alla Convenzione: i 15 che avevano costituito l’Unione Europea).

Oggi l’EPO continua ad agire allo stesso modo: forzando sempre i limiti della legge.
L’EPO sta infatti rilasciando brevetti anche oltre i limiti stabiliti dall’Unione Europea con la direttiva 98/44 (già difficilmente accettabili). Questa esclude dalla brevettabilità piante e animali riprodotti con “procedimenti essenzialmente biologici”, ovvero con metodi convenzionali. Ma oggi i brevetti su piante e animali riprodotti con metodi convenzionali o tradizionali, senza alcuna modifica genetica, vengono richiesti in numero sempre crescente, e l’EPO ne ha autorizzati svariati (un brevetto è stato concesso sui maiali che, nutriti con mangime Monsanto, diventano solo per questo proprietà della Monsanto)..

Nel 2008, in seguito alla forte protesta delle associazioni ed essendo in corso un’azione legale promossa da due aziende biotech (Limagrain e Syngenta) contro il brevetto EP 1069819 B1 rilasciato per un broccolo convenzionale alla Plant Bioscience, fu stabilito che il caso del broccolo sarebbe stato il “caso giuridico” che avrebbe definito in Europa i limiti della brevettabilità. Il caso del broccolo fu successivamente affiancato da quello del pomodoro, al quale era stato concesso il brevetto EP 1211926, ugualmente contestato. La sentenza era in mano alla Corte che purtroppo è la sola preposta a tali valutazioni: l’Alta Corte d’Appello dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (corte interna all’EPO, unica alla quale sia consentito ai cittadini europei di fare ricorso…).

Fabrizia Pratesi, Equivita

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ADESSO È IL MOMENTO PER FARE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE

1) l’attuale legge "porcellum" è antidemocratica perchè non consente al cittadino di scegliere i propri candidati e decidere chi deve andare a casa; essa ha fatto sì che l’eletto non risponda più ai suoi elettori, al suo territorio, ma sia leale soltanto al Capo di partito che l’ha nominato, diventandone così un maggiordomo in livrea e facilitando in questo modo la corruzione, la protervia e l’impunità.

2) è una legge truffa perché il premio di maggioranza a chi vince stravolge l'orientamento manifestato dagli elettori: con il 30% circa dei voti si ha il 55% dei seggi in Parlamento e questo non è giusto perchè ci devono essere delle maggioranze che rispecchino la realtà del Paese.

3) così permetterà di eleggere il presidente della Repubblica a chi ottiene anche solo il 34% dei voti.

4) è stata legittimata la tendenza Presidenzialista, neofascista e leaderista a trasformare le elezioni in una investitura popolare del Capo politico, attraverso l’obbligo giuridico di indicare sulla scheda il capo unico della coalizione. In questo modo il sistema elettorale tende surrettiziamente a modificare la Costituzione, comprimendo la centralità del Parlamento ed il ruolo del Presidente della Repubblica

5) ha snaturato la nostra vita democratica perché non c’è più un’iniziativa parlamentare, un’interrogazione, una proposta di legge se non dell’opposizione, e ci sono parlamentari che non sentono il dovere di partecipare alle Commissioni parlamentari e vanno soltanto per votare i provvedimenti del Governo

6) anche l'argomentazione che vuole l'attuale legge “porcellum” come antidoto all'infiltrazione mafiosa è debole: alcuni partiti, come il Pdl certo non brillano per il controllo etico e penale dei loro candidati, spesso indicati e nominati dimenticando volontariamente l'alone criminoso che li avvolge. E forse addirittura scelti proprio in virtù di esso.

Franco Pinerolo