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martedì 3 luglio 2018

Nonviolenza ed ecologia profonda



Risultati immagini per Azione nonviolenta, 3 - 2018

E' uscito il numero 3-2018 (maggio-giugno) di "Azione nonviolenta", rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, bimestrale di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Azione nonviolenta, 3 - 2018
(Anno 55, n. 627 - maggio-giugno)

Numero monografico su Ecologia e Nonviolenza
In questo numero:

Editoriale di Mao Valpiana: Nei saggi antichi miti cosmologici l’idea moderna di ecologia profonda.
Riannodare il legame ombelicale con la madre Terra e l'ecosistema, di Gabriella Falcicchio; Ecologia integrale e spiritualità ecologica, di Guidalberto Bormolini; Profughi e rifugiati ambientali: chi e quanti sono? chi li riconosce?, di Paola Moggi; L'ntreccio perverso: petrolio, energia, clima, di Vittorio Cogliatti Dezza; Morire d'inquinamento nelle case e città avvelenate, di Gianni Silvestrini; Tutelare i territori aggrediti dall'uomo, vittima e carnefice, di Ugo Leone; Riabilitare il campanile, l'autonomia, per tutelare l'ambiente, bene pubblico, di Simone Belci; Reinventare il benessere per essere felici con meno, di Wolfgang Sachs; Il mio programma per il Ministero dell'Ambiente, di Giorgio Nebbia; Gandhi e la società nonviolenta. Un'utopia contro il progresso, di Adriano Mariani.



Rubriche
Canzoni d'autore
Ci vuole orecchio, quello di Enzo Jannacci, di Enrico de Angelis.

In copertina: Gea, Gaia, Terra
In seconda di copertina: Sommario
In settima: Biani alla settima: Quelli economici no
In terza di copertina: Rinnovo abbonamento
In quarta di copertina: Francesco e gli uccelli migranti

Direzione e amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. e fax 0458009803 (da lunedì a venerdì: ore 9-13 e 15-19)  an@nonviolenti.org  - www.azionenonviolenta.it

Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 32 euro sul ccp n. 18745455 intestato al Movimento
Nonviolento, via Spagna 8, 37123 Verona (Iban: IT 35 U 07601 11700 000018745455).

Abbonamento solo in formato elettronico, 20 euro




Mao Valpiana  - mao@nonviolenti.org

lunedì 26 settembre 2011

Enrico Peyretti.... e le note critiche sulla Perugia- Assisi, "della pace marcia?!"



.... note critiche  sulla Perugia- Assisi,  della pace marcia?



    Chi ha fatto la marcia non si è accorto della manipolazione strumentale dei politici, favoriti da Flavio Lotti (ha ragione Lorenzo, mezzo anonimo, vedi http://retedellereti.blogspot.com/2011/09/marcia-pacifista-assisi-perugia-bella.html).


La Perugia-Assisi non vale per le loro parole, ma per i piedi che hanno camminato, guidati da cuori e menti.    Anche 70-80enni (come me), anche mezza-età, ma soprattutto giovani, in grande maggioranza. Direte che è facile un momento di libera espressione e di entusiasmo, in grande compagnia. E' vero: è la debolezza dei giovani. Vale meno di una serata di riflessione e di una lettura di approfondimento. Ma la spinta emotiva aiuta la ragione e l'impegno, anche se gli impegnati saranno assai meno numerosi. Il lavoro per la pace, quello che conta, avviene nel pensoso silenzio quotidiano, nella collaborazione, nella tenacia ininterrotta, nella organizzazione faticosa dei giorni grigi. Senza di ciò, è schiuma.


    E poi, gli slogan contro la guerra sono solo il primo insufficiente passo. Bello, giusto, soddisfacente, facile, inutile se non è seguito da tanti altri passi. La marcia deve insegnare questo.     Una carenza di questa edizione è stata l'assenza di pause di riflessione.


La cerimonia della partenza non basta. All'arrivo, solo dispersione, per i più non saliti alla Rocca (davvero faticoso dopo 24 km).     Il pacifismo è del tutto insufficiente se non matura in nonviolenza attiva, fino alla disobbedienza civile; in analisi delle cause strutturali e culturali della violenza bellica; in riforma culturale e spirituale, educativa, anche religiosa; in critica frontale delle politiche correnti, a sinistra come a destra. 


    Né la sinistra né la chiesa hanno imparato davvero pace e nonviolenza. Con loro e oltre loro deve camminare la pace. Come ha fatto Capitini.


    Io portavo sul petto un cartello "L'Italia civile è qui", plurifotografato, motivo di due interviste in qualche tv. Daniele Lugli per tutto il tempo ha portato, con  qualche cireneo in aiuto, una copia esatta dello striscione di Capitini usato nel 1961.
 


   La pace nonviolenta (c'è anche quella violenta!) non è una strada per entrare in politica, in questa politica, ma una rivoluzione della politica, della stessa forma dello stato moderno, sposato alla violenza, ma anche impegnato per Costituzione a ripudiarla, e chiamato alla nonviolenza dalla cultura dei diritti umani, interamente intesa.


    Buona strada, dal basso, reciprocamente!

Enrico Peyretti

(mir-mn), 26 settembre 2011.

 

domenica 4 settembre 2011

25 settembre 2011 - Lo spirito di Aldo Capitini, non violento e vegetariano, alla marcia Perugia Assisi

Pronto alla marcia


Non molti sanno che in Italia il Movimento Nonviolento fu fondato da Aldo Capitini quasi contemporaneamente alla fondazione della Società Vegetariana Italiana (oggi AVI).

Avvenne nei primi anni ’50 quando parlare di non violenza e di vegetarismo sembrava  un’utopia…. Il mondo era appena reduce da una guerra mondiale e si viveva in piena guerra fredda, mentre il messaggio  della bistecca facile cominciava ad imporsi come nuovo modello alimentare e sociale.

Aldo Capitini maturò la sua esperienza vegetariana e nonviolenta  attraverso lo studio e l’esempio di Gandhi, il liberatore pacifico dell’India dal giogo coloniale inglese. Capitini fu un accademico famoso e stimato ma allorché si oppose alla conquista dell’Etiopia da parte del governo di Benito Mussolini e fu ostracizzato e messo in disparte. Purtroppo anche dopo la caduta del regime non fu riabilitato come sarebbe stato giusto (infatti l’Italia era caduta sotto l’influenza americana, che non è  propriamente una potenza pacifista nè vegetariana).

Aldo Capitini fu consapevole che la sofferenza data agli animali è la stessa cosa della sofferenza imposta agli uomini con la guerra, infatti  la sofferenza che l’uomo subisce su di sé è la diretta conseguenza di un atteggiamento violento, in generale, nei confronti della vita. Questa presa di coscienza forse potrà portare molti a cambiare abitudini alimentari e di costume ed a rispettare la vita degli animali che hanno il solo scopo di dare gioia e amore all’uomo e di cooperare nella vita del pianeta e nell’ecosistema di cui siamo parte. Diceva Carl G. Jung: "“Negli istituti di fisiologia dove si indebolisce volutamente la capacità di giudizio morale degli studenti attraverso sperimentazioni barbare e nocive e torture di animali contrarie a qualsiasi senso di umanità si dovrebbe invece insegnare che nessuna verità va cercata con mezzi immorali”.

Aldo Capitini, perciò,  denuncia e condanna ogni forma di violenza, da quella brutalmente fisica a quella psicologica, da quella sugli uomini a quella sugli animali (giustificata dall’antropocentrismo cattolico), all’inganno della disinformazione che rende tutti inconsapevoli e nello stesso tempo responsabili, convinto che ogni innovazione debba sempre ri-partire dal basso.

E con queste premesse che si manifesta la marcia Perugia Assisi che ogni anno si svolge a memoria dello spirito nonviolento e vegetariano del suo fondatore. Termino invitando tutte le persone nonviolente, ecologiste, spiritualiste laiche e vegetariane a partecipare alla  marcia che si svolge il 25 settembre 2011.
 

Paolo D’Arpini

Circolo Vegetariano VV.TT.
Rete Bioregionale Italiana