venerdì 6 settembre 2013

Tolentino - Recensione di Lectio Pop, la filosofia dell'umorismo


Popsophia, Festival del Contemporaneo - “O combatti, o scappi, oppure… ridi”

Lectio Pop: La filosofia dell’umorismo - Massimo Donà, Davide Grossi
Tolentino / Castello della Rancia / 1 settembre 2013 h18 (circa)


      Chiude così la “Lectio Pop” sull’umorismo, Davide Grossi, con le parole di Totò in una lontana intervista: “Il comico è la lotta tra il bene e il male, e alla fine vince la guardia notturna”.

      Fulminante condensato di filosofia della comicità che riconduce questa alla sua unica possibile essenza: l’insensatezza del tutto che nel momento in cui è colta diviene oggetto di riso.

      Partono da lontano, Massimo Donà e Davide Grossi, nel ragionare di comicità e umorismo, in questa Lectio Pop incastonata nella poderosa cornice del Castello della Rancia. Stuzzicati dalla brava, acuta Lucrezia Ercoli ad un ping pong filosofico che ci porgerà interpretazioni alte, forse inattese, del comico e del riso, non si accontentano di riandare a Leopardi e Bergson, a Nietzsche e Pirandello, ma giungono a ritroso fino ad Apuleio, ad Aristofane, al Democrito ed Eraclito dei Dialoghi lucianei, agli Inni omerici. Attualizzano classicità e mito rintracciandovi le radici del comico, e di questo storicizzano le forme moderne collegando all’antico perfino lo sberleffo di Totò e Peppino.

      E’ leopardiano il riso “alto” che si affaccia per primo nel dialogo tra i due filosofi: il comico è ciò che scaturisce dalla mancanza di senso del reale, esso è dunque prerogativa di chi comprende che la stessa domanda di senso è insensata e pertanto ride di sé; di chi vive il polemos, il gioco polemico tra uomo e natura con la chiara coscienza che questa non risponde alle sue richieste. Nell’Elogio degli uccelli (Operette Morali) il riso umano, a differenza del canto degli uccelli che nasce dall’armonia con la natura, ha radice nella disarmonia: l’uomo, “la creatura più consapevole dei meccanismi della ragione e della infelicità della vita, racchiude in sé la possibilità di un comportamento irrazionale come il riso” (in Fillide, n.6, aprile 2011). Ecco allora che il riso “alto” della filosofia leopardiana riconduce a quello democriteo: in uno del Dialoghi di Luciano è Democrito che, a differenza del piangente Eraclito, ride perché sa di dover rinunciare alla pretesa di senso del reale; egli è il filosofo che ride della vanità delle vicende terrene (“Democrito ride di tutto, trova in tutte le cose, piccole e grandi, motivi di ilarità, ritenendo che la vita intera non è nulla!” scrivono i cittadini di Abdera in una preoccupata lettera ad Ippocrate, in un’altra invenzione di anonimo autore).

      Se il riso nasce dalla disarmonia e dal contrasto, esso può essere “alto” e filosofico ma anche stemperarsi nel riso comune e nella comicità: Bergson esemplifica nella persona che cade goffamente, suscitando il riso, quel corto circuito tra la naturale mutevolezza della vita (e dell’essere umano) e l’accidentale contrarsi, rattrappirsi di questa in una rigidità meccanica e abnorme, da cui scaturisce la risata (Grossi scherza malizioso sulla propria poderosa fisicità, ipotizzando il crollo della poltrona che lo contiene e che mandandolo gambe all’aria susciterebbe ilarità. A Donà successe davvero, dice, ah ah…). Perché il comico si esalta di qualcosa che è antinaturale, di qualcosa che rende “rigido” e meccanico ciò che è naturale: parole, atteggiamenti, gesti, che relegano qualcuno a “marionetta di se stesso”. Il comico sottrae lo spirito alla materia, rendendola automatica; calzante l’esempio di Totò che interpreta le rigide movenze del burattino Pinocchio, in cui ciò che è umano diventa antiumano. L'umorismo che nasce dal contrasto è anche nel pirandelliano “sentimento del contrario”: il riso nasce dall’avvertimento del contrasto tra ciò che non è naturalmente fisso e l’innaturale fissità della maschera, o del burattino.

      C’è dunque una “materialità” nell’umorismo: non a caso la parola rimanda ad “umori” e alla teoria ippocratica dei flussi corporali il cui equilibrio determina il carattere. L’umorismo fa leva su questa materialità, il suo oggetto è ciò che ci proviene dal ventre, dal basso e non dipende dalla nostra volontà. E’ questa la materia del comico, ed è ciò che rende comico l’uomo. Ecco dunque lo sberleffo, la pernacchia, il potere liberatorio della risata: esso ci porta alla “prima risata del’Occidente”, a Demetra oppressa dal dolore per Persefone rapita, che ride davanti alla gestualità oscena della vecchia brutta e laida.

      La verità “fa ridere” (“Nessuna verità che non faccia ridere è una verità”, secondo Nietzsche”), ma non può essere detta ridendo: per questo non si può essere comici e ridere, e il clown, che fa ridere, ha una lacrima dipinta sulla faccia. La verità può solo essere seria e “alta” (lalotta tra il bene e il male di Totò) e ridere di se stessa (e alla fine vince la guardia giurata).

      Mmmm… chissà se ho capito bene… Intanto rido.

                                               Sara Di Giuseppe 
                                                                utmagazineblog.blogspot.it

giovedì 5 settembre 2013

La produzione di biocarburanti contribuisce alla distruzione del pianeta

Foto di Gustavo Piccinini


Limitare la produzione di biocarburanti provenienti da materie prime alimentari o prodotti sfruttando ingenti quantità di terra e acqua, affinché non entrino in diretta competizione con la produzione di cibo. E' questa la rischiesta di Oxfam Italia e ActionAid che lanciano una petizione per chiedere agli europarlamentari italiani e ai ministri Andrea Orlando (Ambiente) e Flavio Zanonato (Sviluppo economico) di rivedere la normativa oggi in vigore sui biocarburanti. Proprio per evitare la competizione tra produzione di biocarburanti e produzione di cibo, la Commissione europea ha proposto, a ottobre 2012, di stabilire un tetto massimo di consumo del 5% (in relazione all'obiettivo del 10% di energia da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti).

Secondo Oxfam Italia e ActionAid, tale misura va sostenuta e ulteriormente rafforzata, prevedendone l'introduzione in entrambe le direttive che regolano la politica europea sui biocarburanti ed estendendone l'applicazione anche alle coltivazioni energetiche dedicate. ''Ricavare benzina o diesel a partire da colture alimentari o da colture non alimentari dedicate a fini energetici significa sottrarre terra e acqua alla produzione di cibo. Questo non è sostenibile nè eticamente accettabile, perché contribuisce ad alimentare la fame, gli accaparramenti di terra e i cambiamenti climatici'', afferma Elisa Bacciotti, direttrice campagne di Oxfam Italia.

L'attuale normativa europea sui biocarburanti, spiega Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, "ha dei costi sociali ormai non più sostenibili. Basta pensare che i prodotti della terra utilizzati per produrre biocarburanti nel solo 2008 avrebbero potuto sfamare 127 milioni di persone, riducendo la fame nel mondo di quasi il 15%. O che tra il 2009 e il 2013 sei milioni di ettari di terreno, ovvero una superficie grande quanto tutto il centro Italia, sono stati acquisiti da imprese europee in Africa sub sahariana a scapito dei bisogni alimentari delle comunità locali''.


Nella plenaria di settembre il Parlamento Europeo si esprimerà sulla proposta di una nuova direttiva che propone la riduzione del consumo di biocarburanti prodotti da materie prime alimentari.


(Fonte: ADNkronos) 

mercoledì 4 settembre 2013

Treia - 12 settembre 2013 – 61° anniversario dell’AVI – al Circolo Vegetariano VV.TT. - Si festeggia con una raccolta di immondizie e frutti selvatici


Treia - Benvenuto al Circolo Vegetariano VV.TT.


Se li porta bene, come è giusto per una vegetariana, ed il 12 settembre 2013 in occasione del 61° della fondazione  dell’Associazione Vegetariana Italiana, si organizza a Treia una bella passeggiata lungo i viottoli delle scarpate sotto le mura. Appuntamento alle ore 18, al Circolo Vegetariano VV.TT. in via Sacchette 15/a. Cercheremo di ripercorrere  quelle sensazioni vissute nella natura settembrina dai nostri padri, raccogliendo rifiuti abbandonati e cercando frutti selvatici ed  erbe selvatiche.

Nell’antica Roma questo giorno, antecedente le idi di settembre, era dedicato ai giochi ed anche noi compiremo questo gioco, accompagnati dal canto degli uccellini,  ci riforniremo nel supermercato della natura che in questo periodo ha moltissimo da offrire: fichi, rosa canina, ultime more, nespole, prugnoli… tutte cose gratuite,  buone e …. vegetariane. Ed inoltre forniremo il buon esempio ripulendo un po' la campagna offesa da malaccorti "gitanti".


Vorremmo intanto ricordare alcune valide ragioni per il nostro essere vegetariani. L’industria legata alla produzione di carne e suoi derivati è la più potente del mondo e provoca il maggior danno ambientale: pascoli ottenuti da disboscamento, inquinamento di aria, acqua e terra (le deiezioni animali portano ad un accumulo nel suolo di nitrati che si trasformano in nitrosammine cancerogene). Con il nostro no alla carne mettiamo in atto la rivoluzione più pacifica ed efficace. Rinunciare alla carne morta porta benefici alla salute e ci da il conforto di non essere complici di questa insensata violenza contro gli altri esseri viventi e la Terra.

Perciò il nome della nostra scelta di vita è: vegetarismo.



Per info e adesioni - 
Paolo D'Arpini:  

circolo.vegetariano@libero.it - Tel. 0733/216293

(La manifestazione e libera e gratuita e non è coperta da assicurazione infortunistica, chi partecipa lo fa a proprio rischio e pericolo, venire muniti di sacche per la raccolta)


La Storia

Il Circolo Vegetariano VV.TT. (fondato  nel 1984 a Calcata) aderì da subito all'AVI. organizzando in collaborazione  diverse manifestazioni  sia a Roma che in diversi luoghi della Tuscia, ma anche in Umbria, in Emilia, in Veneto ed altre regioni ed ora anche nelle Marche.

L’Associazione Vegetariana Italiana nasce il 12 Settembre 1952 a Perugia, con il nome di Società Vegetariana Italiana, per volontà di Aldo Capitini, noto esponente del movimento nonviolento in Italia.

Nel 1968, dopo la scomparsa del suo fondatore, la Società Vegetariana viene trasferita a Milano, città di appartenenza del successore, Dr. Ferdinando Delor, che trasforma il nome in Associazione Vegetariana Italiana per questioni di carattere legale.

martedì 3 settembre 2013

Panspermia cosmica – Tracce di vita trovate in meteoriti provenienti da Marte



Una serie di rocce marziane, scagliate nello spazio a causa di impatti di comete e meteoriti su Marte, finite poi nell’orbita terreste e successivamente sul nostro suolo (vedi la famosa meteorite antartica), avrebbero aperto la strada alla vita sul nostro pianeta. Si perché queste rocce marziane hanno dimostrato di contenere elementi propedeutici alla vita, spore e fossili di microorganismi.

Alcuni anni fa un esperimento durato sei mesi sulla stazione orbitante terrestre organizzato e gestito dalla NASA anche con la collaborazione dell’Università della Tuscia, dimostrò in maniera inequivocabile che la vita sul nostro pianeta poteva essere arrivata dal cosmo. L’esperimento consisteva nell’esporre nel vuoto dello spazio micro funghi e muschi in appositi contenitori posti all’esterno della stazione orbitante. Dopo sei mesi di esposizione ai micidiali raggi cosmici e alle fortissime escursioni termiche, i funghi ed i muschi tornati sulla Terra dimostrarono di sopravvivere anche in condizioni difficilissime, come nello spazio. Da quel momento la teoria della Panspermia Cosmica (La vita nasce nell’universo e questa attraverso le comete si trasferisce su tutti i pianeti) fu finalmente accettata dal mondo scientifico.

Che la scintilla della vita sia arrivata da Marte è la conclusione in cui è giunto il professor Steven Benner e il suo team del «The Westheimer Insitute for Science and Technology» (Usa) analizzando la presenza del molibdeno ossidato ritenuto presente su Marte. «Questo elemento quando viene ossidato – spiega Benner – è in grado di influenzare la nascita delle prime forme di vita».

Fino a qualche anno fa gli scienziati si sono sbizzarriti attraverso esperimenti di ogni tipo per cercare, ma mai convincendoci, che la vita sulla Terra era nata da un brodo primordiale che univa vari elementi minerali con l’elettricità fornita dai fulmini, ecc. Che si sospettasse invece che la vita fosse nata grazie alla combinazione di qualche Supernova con nubi cosmiche di gas contenenti acqua e carbonio e che poi questa fosse distribuita nei vari sistemi solari da comete, meteore e da altri corpi erranti, era venuta alla mente degli scienziati subito dopo il fortunato esperimento NASA dei muschi e dei funghi nello spazio. Per il prof. Benner l’elemento base per dire che la vita sulla Terra è arrivata da Marte è il molibdeno, un metallo utilizzato oggi per rendere più robusto l’acciaio.

Un minerale che per fondere ha bisogno di temperature altissime, più di tutti gli altri metalli. Una caratteristica questa che gli avrebbe consentito di resistere anche al calore prodotto dall’attrito della nostra atmosfera. La fase di passaggio da molecole organiche semplici a quelle più complesse, fino all’organizzazione di strutture biologiche di base, sarebbe stata possibile grazie ai composti ossidanti di molibdeno.

Circa tre miliardi di anni fa il nostro pianeta era povero d’ossigeno o addirittura non lo aveva proprio, per cui il processo di ossidazione non si sarebbe potuto attivare sul molibdeno, fase questa determinante per la produzione di molecole organiche semplici. Secondo Benner e il suo team invece Marte possedeva in quel periodo una sua atmosfera con ossigeno e vapor acqueo, quindi, i composti ossidanti del molibdeno erano attivi e pronti ad innescare il processo dell’inizio della vita, anzi, per lo scienziato, su Marte la vita si era già avviata verso fasi più complesse dell’evoluzione.

Ma qualcosa andò storto, forse un grande impatto con un grande corpo celeste errante, sta di fatto che il pianeta rosso perse la sua atmosfera, le sue acque evaporarono o percolarono all’interno del pianeta, generandosi ovunque un deserto sterile senza più vita.

Da quell’eventuale scontro con un gigantesco meteorite frammenti di Marte furono scagliati nello spazio ed alcuni di essi raggiunsero il nostro pianeta. Da questi frammenti la vita sopravvissuta di Marte trovò terra fertile e così lentamente si rigenerò avviandosi verso la colonizzazione di tutto il nostro pianeta.

Sembra una storia tratta da un libro di Urania, invece è realtà. Una realtà che dà ragione al martire Giordano Bruno, antesignano di chi ha sempre creduto nella vita in altri pianeti e a tutti quelli che fino a qualche anno fa hanno sempre ritenuto che l’uomo fosse un figlio delle stelle e non un prodotto esclusivo della Terra.

Gabriele La Malfa – Accademia Kronos

lunedì 2 settembre 2013

Pianeta Terra - Vi piacerebbe vivere in un mondo interamente ghiacciato...?



La Terra dei ghiacci

E' forse il titolo di un film di fantascienza? Proprio no, è la pura verità! Circa 700 milioni di anni fa la Terra dai poli all'equatore era tutta ghiacciata. Dallo spazio non appariva più come una Terra azzurra, ma come un pianeta bianco come alcune lune di Saturno e di Giove. La teoria della Snowball Earth ( Terra palla di ghiaccio ) fu avanzata nel 1965 da parte di alcuni scienziati che trovarono depositi sedimentari di chiara origine glaciale ai tropici. Per alcuni decenni il mondo accademico si divise in chi credeva alla glaciazione globale del pianeta e chi invece no.

Recentemente studiosi delle più prestigiose università americane ed australiane hanno scoperto in Australia segni indelebili di un periodo molto freddo. Scoprendo antiche rocce levigate che solo avrebbe potuto fare il ghiaccio. Quindi 700 milioni di anni fa il nostro pianeta era completamente imprigionato dal ghiaccio. Con uno spessore che andava da diversi chilometri d'altezza ai poli fino a 3 o 4 metri all'equatore. 

 Cosa era accaduto? Perché il nostro pianeta era stato invaso e soffocato dal ghiaccio? Gli scienziati ipotizzano che furono le rocce basaltiche che a causa delle continue e violente eruzioni vulcaniche avevano coperto gran parte delle terre emerse, rocce che sfaldandosi a causa dei fenomeni meteorologici e poi trasportate nei mari, abbiano trasformato quest'ultimi in una sorta di gigantesca spugna capace di assorbire tutta la CO2 presente nell'atmosfera. 

In effetti le rocce basaltiche, a differenza di quelle granitiche, essendo porose hanno la caratteristica, una volta disciolte in acqua, di assorbire l'anidride carbonica contenuta nell'acqua e quindi anche nei mari. Particelle di basalto dopo aver catturato la CO2 finirono per precipitare nei fondali dei laghi e dei mari, formando sedimenti sempre più spessi. In questo modo i mari si trasformarono in implacabili spugne capaci di assorbire a loro volta anche la CO2 atmosferica. 

Questo è uno dei motivi addotti dagli scienziati. A questo si è aggiunto quello della minore intensità della luce e del calore solare che può aver accelerato il processo di glaciazione terrestre. Processo, ovviamente, sviluppatosi in decine di milioni di anni. Così il ghiaccio che dai poli man mano si allargava verso le zone più temperate del pianeta, produceva quello che è conosciuto come effetto albedo, cioè i raggi solari venivano riflessi verso lo spazio, determinando così un'ulteriore accelerazione del processo glaciale. 

Viene spontaneo domandarsi se a quel punto la vita sul pianeta scomparve del tutto. 

Non proprio, un miliardo di anni fa la Terra era popolata da organismi semplici e primitivi come i Cianobatteri, i quali riuscirono a sopravvivere lungo l'equatore in pozze d'acqua non coperte completamente dal ghiaccio, in attesa di "tempi migliori". 

Oltre a ciò già esistevano altri microorganismi che proliferavano nei pressi delle innumerevoli sorgenti termali come i solfobatteri, ancora oggi presenti nei camini vulcanici sottomarini. Questi ed altri microorganismi estremofili resistettero per milioni di anni fin quando l'attività vulcanica del pianeta non riprese vigore è l'atmosfera fu abbondantemente arricchita da anidrite carbonica e da metano (quest'ultimo gas serra è 22 volte più efficace della CO2 ). 

Gas questi che riuscirono a ridare all'atmosfera la capacità di imprigionare i raggi solari, iniziando lentamente a far crescere la temperatura del pianeta. Contemporaneamente per molti scienziati la nostra stella aumentò le sue radiazioni elettromagnetiche e, quindi, l'energia calorica verso la Terra, causando l'inizio della fusione dei ghiacci sul pianeta. Nel frattempo nei mari acidificati dall'eccessiva presenza di CO2, i Cianobatteri si riunirono in colonie (Stromatoliti), ancora presenti in alcune aree australiane, e grazie a ciò nei mari fecero aumentare la presenza di ossigeno. 

Negli oceani preistorici così poterono si svilupparsi cellule capaci di convivere con l'ossigeno divenuto ormai abbondante, non solo, ma queste cellule preistoriche riuscirono ad utilizzarlo per i loro processi vitali. L'evoluzione della vita sul nostro pianeta riprese il suo cammino. Grazie a ciò oggi esistiamo come esseri pensanti.


Chi l'avrebbe mai detto che il nostro pianeta 700 milioni di anni fa si era trasformato in una grande palla di neve. Eppure ciò è avvenuto realmente ed ora la paura di alcuni è che ciò possa ripetersi, ma gli scienziati ci dicono di stare tranquilli, a meno che il Sole decida diversamente. Ora invece c'è il rischio contrario: quello di trasformare la Terra in un inferno di calore. Stiamo parlando dell'effetto serra, il tanto temuto "global warming".  

Gabriele La Malfa

Arcevia - 8 settembre 2013 - Convegno sugli OGM con Vandana Shiva

Pane al pane


EMERGENZA OGM

CAMPO DEL CONSUMO.  


Ormai da decenni è stata permessa l'importazione di Mais e Soia OGM per i mangimi animali che vengono massicciamente utilizzati, provenienti dall'estero. Gli Italiani, senza saperlo e senza volerlo (con l'inganno) sono costretti a mangiare prodotti animali (carni, latticini, uova) derivanti da animali nutriti con mangimi OGM.

E' oramai appurato, da svariate ricerche indipendenti dalla multinazionali degli OGM, che gli OGM sono nocivi alla salute, alla crescita, alla riproduzione e sono cancerogeni e allergenici.  Inoltre inquinano irreversibilmente la vita del terreno, distruggono la biodiversità e, se entrano in Italia, distruggono l'eccellenza italiana sull'alimentare, rendendo la produzione del cibo dipendente da poche multinazionali degli OGM e da poche varietà di colture standardizzate.


CAMPO DELLA PRODUZIONE.


Sono stati seminati abusivamente migliaia di ettari di Mais OGM, in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, senza che le autorità facciano qualcosa per opporsi, individuare e distruggere le colture in campo. Semine dimostrative di OGM sono state fatte di fronte alle autorità senza opposizione, nonostante non siano permesse che dietro procedure legali che non sono state seguite e che siano quindi abusive.  I politici e le autorità sono totalmente succubi del prepotenti.
La multinazionali OGM si preparano ad invadere l'Italia anche con i grani OGM. Dopo di che l'eccellenza produttiva italiana sarà definitivamente distrutta. E' in avanzata elaborazione un accordo commerciale USA-UE con il quale gli USA cercheranno di costringere l'Europa a importare e coltivare OGM di tutte le cultivar.

Le imprese che si fanno corrompere a coltivare OGM e i politici che li sostengono sono accusabili di alto tradimento del popolo italiano, della sua cultura, del suo cibo, delle sue eccellenze, della sua economia, della sua salute.

E' ora il momento di dichiarare una guerra di lunga durata (culturale, scientifica, legislativa), ben organizzata, ai nemici dell'Umanità e dell'Italia!



Un modello di agricoltura per una nuova società

in un momento in cui l'emergenza OGM si fa sempre più acuta, arriva benefica la presenza di Vandana Shiva, per intensificare l'opposizione all'avanzata OGM e per definire tutti insieme un nuovo modello di agricoltura

Domenica 8 settembre 2013 dalle ore 10.00, per tutto il giorno a Piticchio di Arcevia ed Arcevia

evento promosso e organizzato dalla cooperativa agricola biologica La Terra e il Cielo e dell'associazione Navdanya international.  Siete tutti invitati a partecipare. 

Il seminario del mattino è a prenotazione, tuttavia, siccome ne sono già arrivate oltre il previsto, abbiamo predisposto un allargamento dello spazio a disposizione, che ci permette di accogliere circa 320 persone.  Per la conferenza di Vandana del pomeriggio non ci sono limiti di numero, perché avverrà nella piazza centrale di Arcevia.

Nel seminario del mattino verrà discusso ed approvato un'importante documento, di riferimento per l'agricoltura ecologica del prossimo periodo, la Carta d'Arcevia "Un modello di agricoltura per una nuova società"

Qui di seguito tutti i link per documentarsi e informarsi sull'evento.

-  programma dell'incontro
-  carta Arcevia
-  premio tesi di laurea
-  aspetti organizzativi
-  programma serale



Cari saluti e buona vita   Loris Asoli

Info. loris@laterraeilcielo.it

domenica 1 settembre 2013

Treia - Dialogo tra una vegana ed una persona comune, sul rapporto uomo e animali....



Ciao Caterina, ho trovato questa risposta alla domanda che mi avevi posto, e che sintetizza il mio pensiero in merito.

Tu mi chiedesti:  "Se tu fossi solo, su un'isola deserta, con solo un maiale, lo mangeresti o ti lasceresti morire di fame?"

Mhhhhh, se tu non fossi solo ma abitassi in un pianeta con altri 7 miliardi di esseri umani, se avessi accesso illimitato a frutta di ogni tipo, verdure, vegetali vari, semi oleosi, fagioli e tanti altri cibi salutari, se sapessi che gli animali soffrono e muoiono di morti orribili in modo che tu possa mangiare le loro carni quando in realtà non ne hai bisogno per sopravvivere, continueresti a mangiarli?

La differenza tra queste due questioni è che il tuo scenario è improbabile e difficilmente diventerà reale, invece il mio è attuale e reale: è una situazione che affronti ogni giorno.


A quale domanda pensi valga la pena rispondere, ora?"

Lettera Firmata


.............................

Risposta: 

....non ricordo di averti posto una domanda in questi termini, comunque poco importa..... ti rispondo così e ti rispondo ad entrambe le domande: se io fossi su quell'isola deserta non so cosa farei, spinta dalla fame, in quanto non so se sarei capace, fisicamente e psicologicamente, di uccidere un maiale (un maiale pesa più di me e non è remissivo come una pecora, ed immobilizzarlo non è cosa da donnicciole come me). Forse sarei più capace di uccidere una cavalletta, un pesce, un topo o mangiare una carcassa di un animale anche più grosso se lo trovassi morto.

Alla seconda domanda ti rispondo così: nel mondo in cui io vivo non mangio carne di animali terrestri o acquatici QUASI MAI. La mangio se mi invitano e capisco che chi ha cucinato l'ha fatto con AMORE nel miei riguardi e non potrebbe capire le mie spiegazioni (gente di campagna abituata in un certo modo, parenti emiliani che HANNO FATTO LA FAME DA GIOVANI e che erano abituati a mangiare carne un pezzetto una volta alla settimana, ecc.). 

E' inutile ammantarsi in questi casi di atteggiamenti giudicativi, non verrebbero capiti e si otterrebbe un effetto di antipatia come spesso i vegani suscitano (non è il tuo caso, anzi, ti ammiro molto per la tua determinazione). Se lo ritengo opportuno spiego le mie ragioni per cui normalmente non consumo carne. 

Per quanto riguarda uova e latte e latticini, ritengo si debbano fare dei distinguo: le uova vengono sempre prodotte in sovra-numero in situazioni domestiche (dalle galline che vivono con l'uomo per intenderci e non parlo ovviamente di allevamenti intensivi), il latte se ottenuto da animali a cui viene lasciato anche il figlio da allattare, anche in questo caso non mi pare sfruttamento: gli animali domestici che vivono con l'uomo hanno a disposizione cibo e riparo che altrimenti non avrebbero e molto probabilmente bovini e pecore delle razze domestiche non sopravviverebbero se non accuditi dall'uomo e quindi non esisterebbero. E' questo che vuoi? Quanti animali tipo galline, maiali, mucche, ecc. pensi potrebbero sopravvivere nei modi da te auspicati, cioè nelle fattorie di animalisti? Non sarebbe meglio trovare una simbiosi mutualistica?

Ti saluto con affetto
Caterina Regazzi

   Caterina Regazzi a Treia con galline