mercoledì 7 dicembre 2016

Enea presenta un misuratore portatile della qualità dell'aria


Risultati immagini per “MONItoraggio Cooperativo della qualità dell'Aria” vedi

ENEA ha lanciato il suo primo progetto di ‘citizen science’, letteralmente la scienza dei cittadini, una modalità innovativa di partecipazione pubblica e di comunicazione della ricerca e dei suoi risultati, ben conosciuta negli Stati Uniti e in Canada.

Il progetto intorno al quale è stata costruita la campagna si chiama MONICA (sigla che sta per “MONItoraggio Cooperativo della qualità dell'Aria”), un sistema multisensore portatile e un’app per smartphone, in grado di misurare gli inquinanti dell’aria. La novità sta nel fatto che un ente pubblico di ricerca quale l’ENEA sperimenti un progetto di scienza condivisa affiancandolo con una campagna di crowdfunding e di comunicazione social.

“L’idea è partita da un gruppo di giovani ricercatori, convinti dell’importanza di sperimentare nuove tecnologie e, allo stesso tempo, modalità innovative per comunicarle, in modo da avvicinare il pubblico alla ricerca scientifica, evidenziandone le ricadute positive nella vita di tutti i giorni”, ha spiegato il presidente ENEA Federico Testa al momento della presentazione dell'iniziativa.

La campagna è accessibile su Eppela.com/monica, una piattaforma di crowdfunding utilizzata anche da altre istituzioni pubbliche, e avrà come canali di comunicazione principali Facebook, Twitter e prossimamente anche Instagram.

Montato su bici, passeggini o scooter, il “navigatore antismog” o smog tracker fornisce informazioni sintetiche sulla qualità dell'aria e su alcuni inquinanti atmosferici lungo il percorso, le visualizza sullo smartphone tramite un’app e le condivide con altri utenti, creando vere e proprie mappe green della qualità dell’aria.

“L’obiettivo – ha aggiunto Testa - non è solo di trovare finanziamenti in tempi notoriamente complessi per la ricerca, ma di sperimentare un approccio di comunicazione diretta, partecipata e consapevole ai problemi dell’ambiente e della salute”. Gli interessati potranno non solo contribuire direttamente al progetto, ma partecipare ai test, visitare i laboratori, sperimentare il sensore in prima persona e ricevere newsletter sugli sviluppi e i risultati del progetto.

MONICA Smog Tracker è un progetto sviluppato nel Centro di Ricerca ENEA di Portici dai ricercatori del Laboratorio di Sensoristica avanzata, con un’ampia esperienza su diverse tipologie di “nasi elettronici” utilizzati nell’industria aeronautica e nel monitoraggio dei gas vulcanici.

(Fonte: Arpat)

martedì 6 dicembre 2016

7 dicembre 2016 - Allarme natura: è arrivato il giorno della decisione

Risultati immagini per Allarme natura

Dopo quasi due anni e 500.000 raccolte dai cittadini europei la Commissione Europea sta per prendere la decisione finale sulle leggi che difendono la natura in Europa: le Direttive Natura.

All’inizio del 2016 la Commissione Europea ha già stabilito che le direttive sono “adeguate per il loro scopo”, cioè proteggono efficacemente la Natura e gli animali, e quindi svolgono bene il compito per cui sono state realizzate. Nonostante questo, la Commissione europea è rimasta immobile per mesi, senza prendere la decisione finale. Mesi preziosi per la Natura che ha continuato ad essere maltrattata e distrutta, e per le direttive, che sono tuttora a rischio. 

Ora finalmente è stata fissata una data: il 7 dicembre 2016 tutti i 28 Commissari europei dovranno decidere se salvare veramente la natura difendendo e facendo applicare le Direttive. Dobbiamo essere sicuri che i Commissari portino avanti il nostro messaggio e diano tutto il peso necessario alle 500.000 firme che abbiamo raccolto con  Allarmenatura

Aiutaci a ricordarglielo! Cliccando il bottone qui di seguito puoi mandare un tweet al Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e dirgli che vuoi che la tua firma venga rispettata e che le Direttive Natura siano protette.



Benvenuti alla Fierucola delle Eccellenze Bioregionali dell'8 dicembre 2016 di Passo Treia



Eccoci  giunti  alla seconda edizione della Fierucola delle Eccellenze Bioregionali dell'8 dicembre. Quest'anno è un anno particolare, c'è stato il terremoto che ancora a momenti fa tremare la terra, la crisi economica si sente, Treia è silenziosa e raccolta in se stessa.... ma non si perde di coraggio! 

Treia è un bellissimo paese, ed io  ho nei suoi confronti  un affetto particolare, essendo il paese di origine di mia madre e di mia nonna ed avendoci trascorso tutte le vacanze estive da bambina e tornandoci ancora oggi sempre più spesso. Questa Fierucola, che è stata promossa dal Comitato Treia Comunità Ideale  con la collaborazione di varie associazioni e privati cittadini di buona volontà, vuole essere un incentivo ad andare avanti con un pizzico di entusiasmo aggiunto, ripartendo dalle cose semplici, che qui non mancano mai: il buon cibo, l'artigianato, le arti tutte che allietano la vita e la rendono colorita, il piccolo commercio di cose belle ed utili, le attività  creative e i lavori inventati  che ci fanno stare in buona salute e più sereni.

Partecipare alla Fierucola, che  stavolta si tiene nella frazione di Passo  Treia, è un'occasione per incontrarsi fuori dalle mura di casa e condividere alcune ore in serenità, incontrando persone note e sconosciute, respirando un po' di aria natalizia, assaggiando cose semplici e naturali, entrando in contatto con nuove realtà che avanzano e accogliendo le proposte di persone che con buona volontà si mettono in gioco nella prospettiva di contribuire al bene comune.

A questo proposito mi sento di ringraziare il Comune di Treia che ha concesso il patrocinio e l'uso della Torre Mulino, la parrocchia di Treia, nella persona di Don Gabriele, che ha subito acconsentito all'uso del portico della chiesa della Natività, ad alcuni membri della  Protezione civile, che  si sono offerti di preparare un pranzo  sociale (il cui ricavato va a favore della Protezione Civile stessa) e ringrazio  tutti gli espositori ed i privati che si sono messi in gioco per la riuscita della manifestazione. 

Un particolare grazie va alle associazioni che collaborano all'evento: l'ass. Acli La Torre, che ha allestito la struttura in Piazza Tarcisio Carboni  (denominata "Rinasce la Speranza") e che ha organizzato vari allestimenti musicali e ludici, la coop. La Talea per le degustazioni tipiche locali ed altro ancora,  e le associazioni Avis, Ente disfida, Proloco,  Fotocineclub il Mulino che contribuiscono  con i loro stand all'arricchimento dell'iniziativa,  senza dimenticare la banda ed i musicanti, i cantanti e gli stornellatori ed i poeti che si esibiranno in varie performances.

Ci vediamo tutti l'8 dicembre 2016 a Passo di Treia, allora!

Caterina Regazzi 
Risultati immagini per logo treia comunità ideale caterina regazzi

Rete Bioregionale Italiana


domenica 4 dicembre 2016

Bioregionalismo applicato all'economia - Quanto vale la Natura?

Risultati immagini per Quanto vale (economicamente) la Natura
Quanto vale una specie animale? Una montagna? O un lago?
La conservazione della natura è una responsabilità alla quale, oggi più che mai, non possiamo sottrarci, ma questo ormai lo sanno tutti. La crescita inesorabile della popolazione, la necessità sempre maggiore di risorse ci chiedono uno sforzo di lungimiranza e attenzione che mai era stato necessario nella storia.
Alla base di molte riflessioni di studiosi ed esperti, c’è una domanda: perché dobbiamo conservare la natura? E anche una seconda: qual è l’approccio migliore per pianificare la conservazione?
In questo campo esiste una storica (e forse fuorviante) sfida fra due correnti di pensiero, due approcci con radici filosofiche ma con effetti decisamente reali: antropocentrismo e biocentrismo (bioregionalismo applicato).
In parole molto povere, dobbiamo conservare la natura in funzione dell’utilità che essa ha per l’uomo oppure dobbiamo conservarla per il suo valore intrinseco?
In un interessante opinion paper pubblicato sul Journal for Nature conservation, sono state affrontate e confrontate queste due visioni, apparentemente opposte, del nostro rapporto con la natura.
Si sente spesso parlare di “Sevizi Ecosistemici”, cioè dei benefici che gli ecosistemi forniscono al genere umano, la quantificazione economica del valore della natura.
Questo sembra essere uno strumento immediato e molto pratico per la conservazione, ma per contro ci restituisce una visione estremamente semplificata e incompleta della complessità degli ecosistemi. La classe politica, essendo generalmente sprovvista delle competenze in materia ambientale, ha bisogno di strumenti semplici e soprattutto persuasivi nei confronti dei cittadini e in quest’ottica l’individuazione dei servizi ecosistemici è manna dal cielo.
Per capire di cosa stiamo parlando, dobbiamo pensare al Millennium Ecosystem Assessment, un progettone internazionale per valutare gli ecosistemi terminato nel 2005, che ha consacrato ufficialmente l’approccio antropocentrico facendolo diventare un modo di fare d’avanguardia.
La natura, però, è molto più complessa di come la vorremmo, ragionando e operando solo in funzione del benessere dell’uomo rischiamo quindi di trascurare moltissime informazioni e perdere interazioni fondamentali.
Ad esempio, per molto tempo si è proposto di calcolare il valore degli uccelli in funzione della loro utilità come “pesticidi” in agricoltura, cosa apparentemente molto utile, ma quando poi sono arrivati i pesticidi veri (quelli chimici) che offrivano risultati migliori a costi più bassi ecco che la potenziale attenzione verso gli uccelli è presto svanita. Si capisce, quindi, che per quanto sia alta la nostra capacità di valutare i possibili effetti diretti e indiretti del valore di un bene naturale, sembra davvero impossibile prevederli proprio tutti.
Una cosa molto interessante che sottolineano gli autori del paper di cui sopra, è che i due approcci non sono da considerare come lati opposti della stessa medaglia. Una conservazione biocentrica alla fine avrà effetti positivi anche su benessere umano. Non dobbiamo commettere l’errore di considerarci qualcosa di diverso da quello che siamo: anche se particolarmente creativi e ambiziosi, siamo comunque una specie animale.


: 

sabato 3 dicembre 2016

Geopolitica. La destra mascherata da sinistra e la sinistra mascherata da destra


Risultati immagini per La destra nel guanto della sinistra

Un documento della DIA (servizi segreti della Difesa americani) del 2012 e recentemente declassificato dichiarava fin da allora che l'Esercito Arabo Siriano avrebbe vinto perché i Siriani di ogni confessioni erano in grandissima maggioranza compatti in suo sostegno. Il documento faceva piazza pulita delle narrazioni sugli Alawiti oppressori e Sunniti oppressi. Nello stesso periodo alcune survey governative statunitensi registravano con stupore e irritazione che più del 70% dei Siriani stava con Assad e una buona percentuale era neutrale. I governi occidentali e la presstitute parlavano di "ribelli moderati" ben sapendo di mentire ma a crederci veramente c'era innanzitutto la "sinistra".


Purtroppo tale sinistra dopo un secolo è ritornata ai nefasti dei "crediti di guerra" e al linciaggio di chi si oppone alle guerre imperialiste. La storia di questa parabola, di questa sorta di corruzione aristotelica deve essere ancora capita. Io in parte la imputo al crollo (momentaneo?) dell'idea di comunismo e delle sue organizzazioni, cosa che ha lasciato correre a briglia sciolta quella intellettualità un po' bohémien e molto ideologica - e quindi non politica - che era tenuta a freno dai partiti comunisti storici. Non sto facendo un'apologia dei modi in cui questa disciplina era imposta. Rilevo però che era ritenuta necessaria dal marxismo politico, innanzitutto da Gramsci e da Lenin. Invito a rileggere gli "Scritti Corsari" di Pier Paolo Pasolini per capire cosa intendo, anche se so che qualcuno - con cui per altro mi trovo in sintonia su tutto il resto - non sarebbe d'accordo con questo invito.


Raffaele Scirtino su "Infout" afferma che la sinistra è ormai strutturata nel potere, non quindi nemmeno senso parlare di "tradimento". E ha perfettamente ragione. Io infatti penso che sia meglio parlare di "corruzione in senso aristotelico", una forma di decadenza da uno stato originario. D'altra parte questo tipo di sinistra bohémien e ideologica non è mai stata di classe. Ed essendo ideologica era facile preda delle parole o, per dirla con Gramsci, dei camuffamenti di obiettivi reazionari con scimmiottamenti de modi di agire della classe. Le "rivoluzioni colorate" ne sono un fulgido e moderno esempio. L'inganno è stato bene apparecchiato e una lunghissima schiera di ex rivoluzionari ci è cascata, spesso pensando di essere così fedele ai propri ideali. 


Altri non ci sono "cascati" perché semplicemente sono divenuti parte attiva dell'inganno stesso. Si pensi solo a quanti ex leader del Sessantotto in Europa si sono messi attivamente al servizio delle truppe imperiali, senza nemmeno avere quel residuo di prudenza, seppur confusionaria, che era espressa nel vecchio appello in questione.



Se poi qualcuno mi chiedesse perché io invece la penso in un altro modo pur avendo fatto le medesime esperienze a sinistra, francamente dovrei metterci un po' a rispondere. Ma la prima cosa che posso dire è che tutte queste guerre scatenate dall'Impero da quando l'Unione Sovietica è implosa, mi hanno fatto venire il voltastomaco. La mia analisi politica è figlia di questo voltastomaco, viene dopo, non prima.


Piotr



Risultati immagini per La destra nel guanto della sinistra

venerdì 2 dicembre 2016

Nutrirsi di abominio e di cadaveri



Non abbiamo mai potuto farci un concetto del bene e del male se non in rapporto a noi umani.

Le sofferenze degli animali ci sembrano dei mali perché, essendo anche noi animali, pensiamo che saremmo molto da compiangere se a noi si facesse altrettanto. Sentiremmo la stessa pietà per una pianta o per una pietra se sapessimo che, quando viene tagliata, essa soffre, ma la compiangeremo molto meno di un animale, perché la pianta e la pietra ci somigliano meno. Del resto, noi cessiamo presto di commuoverci per la morte spaventosa degli animali riservati alla nostra tavola. I bambini, che piangono la morte del primo pollo che vedono sgozzare, la seconda volta ridono. Infine, è fin troppo certo che quella spaventosa carneficina messa senza posa in mostra nelle nostre beccherie e nelle nostre cucine non ci sembra un male, anzi, consideriamo quell'orrore, spesso pestilenziale, come una benedizione del Signore; e recidiamo  ancor oggi preghiere in cui lo si ringrazia di quegli assassinii. Eppure, c'è forse qualcosa di più abominevole del nutrirsi continuamente di cadaveri ?...

Eppure io non vedo tra noi nessun moralista, nessuno dei nostri loquaci predicatori, nessuno nemmeno dei nostri Tartufi, che abbia mai fatto la minima riflessione su quest'orrenda abitudine divenuta in noi natura.

Bisogna risalire fino al buon Porfirio, ai compassionevoli pitagorici, per trovare qualcuno che abbia cercato di farci vergognare della nostra cruenta ghiottoneria; oppure bisogna recarsi tra i brahamani. Infatti i nostri monaci, costretti dal capriccio dei fondatori dei loro ordini, a rinunciare alla carne, sono assassini di sogliole e di rombi, quando non lo sono di pernici e quaglie. E né tra i monaci né nel concilio di Trento né nelle nostre assemblee del clero né nelle nostre accademie si è mai pensato di chiamare male quella carneficina universale. Nei concili non vi si è pensato più di quanto si usi pensare nelle taverne.

Voltaire

giovedì 1 dicembre 2016

Libri dal sapore bioregionale - "Non ho tempo per la fretta" di Felice Rosario Colaci - Recensione



Felice (Rosario Colaci), 
NON HO TEMPO PER LA FRETTA
dicembre 2016,  167 pagine, 12 euro, con 60 illustrazioni di Daniele Garota.

Non avrei mai pensato di pubblicare un libro così, sono sincero, ma la sua semplice bellezza mi ha conquistato, con parole di buon senso, senza ostentazione, senza citazioni, senza complicazioni, in rima baciata indifferente alla metrica, naif come Ligabue (il pittore) ma con una sonorità che ricorda i testi rap: semplicemente prezioso come i disegni di Daniele Garota che lo accompagnano.


Ama la terra, cantale la tua canzone, anche se sei stonato,
l'importante è che nel cuore tu le sia grat
o.


Risultati immagini per felice rosario colaci

Felice, contadino di 62 anni, laureato sulla terra (a pieni voti!), vive a San Severino nelle Marche; con il secondo terremoto un mese fa ha perso il cascinale dove viveva, ma non si perde d'animo e continua a ringraziare la vita, lo stesso. Quando non zappa scrive versi a modo suo, dove, senza riccioli letterari, senza retorica, racconta come ha rinunciato al superfluo provando ad accordarsi con l’orologio della natura, orientato alla terra con la bussola del buonsenso verso l’autosufficienza, distante dal consumismo, dalla competizione, dalle luci artificiali, dalle ossessioni cosmetiche e, per quanto può, dal denaro.

Nella loro semplicità, i versi in rima baciata di Felice sono viatico per una buona vita.

Il libro di Felice lo faccio uscire ora, perché sento che sarebbe un bellissimo REGALO, delicato, di buon gusto, per tutti: chi l'ha letto me l'ha confermato così. Quest'anno sarà il mio regalo!

Massimo Angelini
http://www.pentagora.it
ordini@pentagora.it - 019.811800