martedì 22 dicembre 2015

L'Argentina sceglie la morte lenta per avvelenamento da Glifosato, il pusher è Monsanto




Il glifosato, uno degli erbicidi più usati al mondo in campo agricolo, ha effetti devastanti e drammatici sulla salute delle persone che sono costrette a vivere in suo contatto. Questa volta a sostenerlo non è un’organizzazione ambientalista o, meglio ancora, qualche agenzia che fa capo all’Organizzazione mondiale della sanità. 

Lo dimostra, con immagini e testimonianze, un reportage realizzato da Pablo Ernesto Piovano, un fotografo argentino che nel 2014 ha deciso di documentare la condizione della popolazione del suo paese che lavora o vive nei pressi dei campi coltivati a soia ogm dove si usano dosi massicce di diserbanti.


Il costo umano dei pesticidi

Il reportage si chiama El costo humano de los agrotóxicos, il costo umano dei pesticidi, ed è stato esposto all’edizione 2015 del Festival della fotografia etica di Lodi. Le foto di Piovano sono una denuncia senza appello alla Monsanto, la multinazionale che si è inventata l’accoppiata ogm-Roundup, ovvero la coltivazione di soia geneticamente modificata abbinata all’utilizzo del diserbante Roundup (al quale la soia è resistente) che contiene glifosato.

“Questo lavoro è stato dettato dal mio amore per la natura. Ho lavorato per trovare prove su questa situazione, trascorrendo giorni interminabili da solo con la mia macchina fotografica, viaggiando per oltre seimila chilometri sulla mia auto di vent’anni, per dare il mio contributo affinché tutto questo finisca”, ha dichiarato Piovano a Burn, il magazine dedicato ai fotografi emergenti.

Fracrán, San Vicente, provincia di Misiones, Argentina
A Fabián Piris era stato diagnosticato solo un anno di vita. Oggi ha 8 anni e soffre di idrocefalia e di un ritardo mentale irreversibile. Sua madre durante la gravidanza è entrata in contatto con il pesticida Roundup.
La scelta sciagurata dell’Argentina

Tutto ha avuto inizio nel 1996 quando il governo argentino ha deciso di approvare la coltivazione e la commercializzazione di soia transgenica e l’uso del glifosato senza condurre alcuna indagine interna, ma basando la sua decisione solo sulle ricerche pubblicate dalla Monsanto. Da allora, la terra coltivata a ogm è arrivata a coprire il 60 per cento del totale e solo nel 2012 sono stati spruzzati 370 milioni di litri di pesticidi tossici su 21 milioni di ettari di terreno. In quelle stesse terre, i casi di cancro nei bambini sono triplicati in dieci anni, mentre i casi di malformazioni riscontrate nei neonati sono aumentate del 400 per cento. A dir poco incalcolabili i casi di malattie della pelle e i problemi respiratori riscontrati senza motivo apparente nei giovani come negli adulti.

Alicia baja- Colonia Aurora, Misiones, Argentina
Il bambino di cristallo. Lucas Techeira ha 3 anni ed è nato con ittiosi, malattia che sgretola la pelle. Sua madre è entrata in contatto con il glifosato del suo orto durante la gravidanza.

Un terzo degli argentini soffre per colpa del glifosato
Un’indagine recente, secondo quanto riportato da Burn, ha calcolato che 13,4 milioni di argentini (un terzo della popolazione totale) ha subìto gli effetti negativi del glifosato. A fronte di tutto ciò, l’Argentina non ha preso alcuna decisione per bloccare questo dramma, né ha commissionato nuovi studi per capire cosa stia accadendo alla popolazione.

Fracrán, San Vicente, Misiones, Argentina
Jesica Sheffer ha 11 anni. Da quando ne aveva 7 soffre di una malformazione ai tendini che le impedisce di mantenere una posizione eretta.

Il reportage, però, non è passato inosservato vincendo diversi premi come il Festival internacional de la imagen, in Messico, e si è piazzato al terzo posto del concorso POY Latam, nella categoria “Carolina Hidalgo Vivar el medio ambiente”. Ma l’omertà e la forza di una multinazionale del calibro della Monsanto sono nemici duri da sconfiggere, molto più potenti dell’evidenza e del dolore.

Tommaso Perrone


lunedì 21 dicembre 2015

Protezione dell'habitat e monitoraggio aerobiologico



Il Consiglio federale del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), nella seduta che si è tenuta a Rimini il 3.11.2015, ha deliberato di adottare le “Linee guida POLLnet”, documento regolatore tecnico e organizzativo della Rete italiana di monitoraggio aerobiologico del Sistema nazionale (POLLnet) per la protezione dell’ambiente.

Un risultato molto importante, che ha premiato il lavoro svolto in questi anni dalla Rete dei Referenti, è stato inoltre la ratifica - con la stessa delibera - della Rete dei referenti “Pollini” come Rete Permanente del SNPA.

Questo organismo, i cui componenti sono nominati dalle Agenzia ambientali e da ISPRA, individua le tematiche da approfondire, propone le azioni da sviluppare per promuovere le attività ed elabora piani di lavoro di dettaglio da sottoporre, per l’approvazione al Comitato tecnico permanente del sistema agenziale, sovraintende a tutte le attività di POLLnet e per le quali esprime parere vincolante.
Le indicazioni contenute nelle “Linee Guida”sono già state recepite da ARPAT nella stesura della Procedura di Prova integrativa (PP) “Campionamento e conteggio dei granuli pollinici e delle spore fungine aerodisperse”.

Come è nata la rete POLLnet
Nel 2001 APAT, con i fondi messi a disposizione dalla legge 23.03.2001 n.93 recante “disposizioni in campo ambientale “ ha finanziato la realizzazione di una Rete Nazionale di Monitoraggio di pollini e spore fungine di interesse allergenico, agronomico ed ambientale attualmente denominata POLLnet.

In questi anni gli esperti del monitoraggio aerobiologico di alcune Agenzie regionali e provinciali hanno lavorato confrontandosi con le esperienze nazionali ed internazionali costruendo, vista la rilevanza di questa attività nell’ambito del complessomonitoraggio ambientale, una rete integrata del SNPA nell’ottica di razionalizzare, armonizzare e rendere più efficaci le attività di diffusione delle informazioni ambientali.

Nel 2010 il Consiglio Tecnico Permanente (CTP), nell’ambito della Programmazione 2010-2012, ha nominato una prima Rete dei Referenti delle Agenzie, nella quale era stata fin da subito presente ARPAT.

Successivamente la rete è stata ampliata e ha dato impulso alla stesura del documento “Linee guida Pollnet” che affronta sia aspetti gestionali che tecnici , ora approvato e diventato documento ufficiale del SNPA.

(Fonte: Arpat)

domenica 20 dicembre 2015

Il dottor gatto, che ci aiuta a guarire...



Con il loro misterioso fascino, i gatti hanno sempre popolato i miti di tutto il mondo, perché, fin dall’antichità, si è ritenuto che possedessero poteri magici e qualità soprannaturali. Oggi è la scienza a dimostrare che non si tratta di leggende, ma che i gatti possono realmente migliorare la qualità della nostra vita e dell’ambiente in cui viviamo.

Nell’antico Egitto, il gatto era legato principalmente alla dea Bast (o Bastet) ed era simbolo della femminilità, della sensibilità e della magia; proteggeva, inoltre, i bambini, l’amore, la fertilità, la famiglia e la casa. In tutte le culture troviamo riferimento ai gatti e, ad esempio, in India la dea Shasti è una divinità felina simbolo di fertilità e maternità.

Gli scienziati hanno analizzato gli effetti terapeutici delle fusa scoprendo qualcosa che può davvero sorprendere chi non ha mai avuto gatti. Le fusa, vibrano tra i 25 e i 50 hertz, dando sollievo a chi soffre di reumatismi. Si tratta, infatti, della stessa frequenza usata in ortopedia. Per quanti soffrono di pressione alta, invece, può rivelarsi utile semplicemente accarezzare il proprio micio per veder diminuire il ritmo cardiaco. Ospitare un gatto, si è rivelato un valido rimedio contro lo stress, l’ansia e la depressione. Molto benefico anche per l’insonnia, perché la sua vicinanza costituisce uno dei più potenti sonniferi naturali.

Véronique Aiache nel libro La terapia delle fusa afferma: “Sapevamo che accarezzare un gatto fa abbassare la pressione arteriosa e il ritmo cardiaco. Avevamo constatato anche che le fusa del gatto hanno un effetto calmante sul bambino che si muove nel ventre della madre. Studi più recenti rivelano che le fusa faciliterebbero inoltre la guarigione di disturbi osteoarticolari, muscolari, tendinei e respiratori”.

Ma il gatto avrebbe un ruolo ancora più sottile nel migliorare la nostra vita e proteggere la nostra casa. Sebbene non sia stato ancora dimostrato, nella cultura orientale dove sono comunemente accettati concetti di Prana, che descrivono l’energia sottile che penetra tutta la realtà, è risaputo che il gatto è fonte di energia positiva, assorbe le energie negative e le purifica armonizzando l’ambiente. Nella cultura orientale sono molto diffuse le statuine di “Maneki-neko” (il gatto portafortuna) oppure dei “bar dei gatti” giapponesi, veri e propri locali dove, oltre a prendersi un tè, si può accarezzare un gatto.

Loris Castagnoli, terapeuta e dedito da anni al lavoro con le energie sottili, spiega come i gatti ci proteggono e assistono: “Proprio come i cani, che sono i nostri guardiani nel mondo fisico e darebbero la loro vita per salvarci, i gatti sono i nostri protettori dell’energia spirituale e farebbero di tutto per proteggerci quando la nostra energia si abbassa. Quando siamo svegli, il gatto “ripulisce” la nostra casa dalle energie intruse. Quando dormiamo, filtra e trasforma quest’energia. Spesso il gatto cerca e guarda nel “nulla”… vede le cose che noi non vediamo. Spesso, il gatto che va in una casa che non conosce inizia a miagolare, non lo fa solo per attirare l’attenzione, è una sorta di avvertimento che sta dando: sente che la qualità di energia deve migliorare in quel posto.

I gatti di solito ci accompagnano e ci proteggono in questi viaggi astrali (durante il sonno il corpo astrale e fisico si staccano), oltre a prendersi cura di noi contro le energie spirituali indesiderate mentre dormiamo. Queste sono le ragioni per le  quali  a loro piace dormire con noi nel letto.

Il gatto è un trasformatore di energia che aiuta nella guarigione. Ci insegna ad amare. Non a sottometterci, ci insegna quell’amore gratuito che fa la differenza. Infatti tante persone hanno difficoltà a vivere con i gatti trovandoli  “animali interessati”. In primo luogo, si deve guadagnare la fiducia del gatto. Quindi bisogna imparare a rispettarla. Dopo di che mostrerà affetto quando si è realmente pronti. Dal punto di vista energetico, le persone che sono “allergiche” ai gatti sono persone che nella loro vita hanno difficoltà a lasciarsi andare all’amore e alla sensibilità e sensualità”

Secondo Caroline Connor, se ci sono molte persone nella famiglia e un solo gatto, questo può sovraccaricarsi ad assorbire tutte le negatività. In questi casi è bene avere più di un gatto per dividere il carico tra loro.

Forse allora varrebbe proprio la pena accogliere in casa un micio, magari salvandolo dai pericoli della strada. Chi ancora non ne ospita uno, forse adesso avrà parecchie buone ragioni per procurarselo e trattarlo molto BENE……!

Riccardo Lautizi 




(Fonte: La stella – Altervista

sabato 19 dicembre 2015

Aja. La Monsanto è stata denunciata per crimini contro l'umanità



La multinazionale Monsanto è stata denunciata  da un gruppo internazionale di giuristi. Il procedimento giudiziario è previsto dal 12 al 16 ottobre 2016 all’Aja nei Paesi Bassi. Non avrà valore legale ma sarà un’occasione per accertare le violazioni dell’azienda sull’ambiente e sulla salute delle persone. Il processo è stato organizzato e promosso dalla fondazione Tribunal Monsanto.


L’iniziativa del Tribunal Monsanto deriva da una coalizione
rappresentante tutti i settori della società civile e include nel suo
comitato guida, Vandana Shiva di Navdanya, il precedente ministro
francese dell’ambiente Corinne Lepage, la giornalista  e autrice del
documentario (il mondo secondo Monsanto) Marie-Monique Robin, il
biologo molecolare e tossicologo ricercatore delle tossicità del GMO e
degli erbicidi glifosati Giles-Eric Séralini, Hans herren del
Millennium Institute e il precedente Rappresentante Speciale dei
diritti alimentari dell’ONU Olivier De Schutter.

“Monsanto – si legge in un comunicato dell' Institute of Science in
Society è l’elemento portante dei peggiori eccessi dell’agricoltura
industriale: avvelenando la gente e il pianeta per mezzo di
agrochimici, causando malattie e morte e accelerando la perdita della
biodiversità e contribuendo massicciamente al riscaldamento globale
dovuto alla sua pesante dipendenza dai carburanti fossili e di
conseguenza alla distruzione delle foreste e delle praterie”.

Fin dall’inizio del secolo scorso, Monsanto ha sviluppato e venduto
prodotti altamente tossici inclusi PCBs ( Policlorobifenili) che è uno
dei 12 Inquinanti Organici (POPs) che incidono  sulla fertilità umana
e animale; 2,4,5,T (2,4,5 Acido triclorofenossiacetico), una diossina
che contiene componenti dell’ Agente Arancio, utilizzato dall’esercito
americano durante la guerra del Vietnam e che tutt’oggi continua a
causare malformazioni alla nascita e cancro, Lasso, un erbicida
contenente un ingrediente attivo bandito dall’Europa dal 2006 e
classificato come probabile cancerogeno umano dall ‘EPA;  e il
Roundup/ glifosato “la fonte del piu grande scandalo per la salute e
l’ambiente nella storia moderna”, e falsamente considerato dalla
Monsanto come innocuo e sicuro e che altro non è che l’erbicida più
utilizzato . Questo ha causato ondate sempre crescenti di
malformazioni alla nascita, cancro, malattie neonatali fatali,
sterilità e dozzine di altre malattie.

Monsanto è accusata di aver persistentemente ignorato i danni sulla
salute e ambientali causati dai suoi prodotti attraverso una strategia
di accordi sistematici: facendo pressioni sulle agenzie di controllo e
agenzie governative, corrompendo, finanziando studi scientifici
fraudolenti, manipolando la stampa e i Media ecc.

Il Tribunale Monsanto all’Aja valuterà le accuse contro la società e
per valutare i danni causati, il Tribunale si affiderà ai “Principi
guida sui Diritti Umani e Commerciali” adottata dalle Nazioni Unite
nel 2011. Dibatterà anche sulla potenziale responsabilità criminale
della società, sulla base dello Statuto di Roma che ha creato la Corte
Internazionale contro i crimini all’Aja nel 2002 e considererà se una
riforma della legge internazionale contro i crimini possa includere i
crimini contro l’ambiente o l’ecocidio, come atto criminale
perseguibile.

venerdì 18 dicembre 2015

I popoli nativi contribuiscono a difendere l'ambiente




Con  la loro gestione delle foreste e di ambienti incontaminati,  i popoli indigeni sono i guardiani di circa un quinto degli stock mondiali di carbonio, in forma di foreste tropicali. E’ quanto emerge da un rapporto presentato nel corso di un evento collaterale al vertice COP 21 a Parigi. Ben 168 miliardi di tonnellate di carbonio sono protetti nei territori indigeni - tre volte le emissioni annuali del pianeta. Un patrimonio che rischia di essere vanificato - e disperso nell’atmosfera -  se le strutture sociali dei popoli che se ne occupano non saranno protette e rafforzate.

“Il rispetto e il riconoscimento dei diritti dei popoli indigeni, il possesso dei loro territori e le conoscenze tradizionali hanno contribuito a una gestione sostenibile di grandi ecosistemi e paesaggi", ha detto Grazia Balawag, del partenariato dei popoli indigeni sui cambiamenti climatici, le foreste e lo sviluppo sostenibile. Lo studio è stato presentato da un'alleanza di associazioni dei popoli indigeni provenienti da Africa, Asia e America Latina.


La copertura forestale è essenziale per assorbire e trattenere l’anidride carbonica (CO2), il potente gas serra che minaccia il clima globale. Proteggere e ampliare le foreste aiuta a eliminare la CO2 dall’atmosfera, e ad arginare il riscaldamento globale. "Il mondo non ha mai visto una prova così evidente del ruolo delle popolazioni autoctone nella conservazione delle foreste,  che rappresentano la sola soluzione al cambiamento climatico esistente", ha aggiunto Abdon Nababan, che dirige l’ Alleanza  delle popolazioni indigene dell’Arcipelago indonesiano. Eppure i popoli indigeni faticano a vedere riconosciuto il loro ruolo nella protezione del clima, e sono esclusi dalla partecipazione ai negoziati.



(Fonte: http://www.salvaleforeste.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4111&Itemid=999)

giovedì 17 dicembre 2015

I dati 2015 dell'Organizzazione meteorologica mondiale confermerebbero l'effetto serra



Molto probabilmente il 2015 sarà l’anno più caldo da quando sono cominciate le misurazioni regolari della temperatura, arrivando a toccare la quota di 1° C al di sopra del periodo pre-industriale. Il mese di ottobre 2015 è stato il più caldo della storia, con una temperatura globale di 0,98° C in più rispetto alla media del secolo scorso.

L’allarme è stato lanciato dall'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) a pochi giorni dall'apertura della Conferenza di Parigi.

Anche il 2014 era stato l'anno più caldo della storia e il periodo 2011-2015 si appresa quindi ad essere il quinquennio più caldo mai registrato.
Tali temperature sono conseguenza di due fenomeni:
  • il riscaldamento globale di origine antropica: le emissioni di gas serra che hanno raggiunto nuovi livelli massimi;
  • El Niño, il periodico riscaldamento delle acque del Pacifico, che si verifica in media ogni cinque anni causando un aumento di almeno 0,1°C delle temperature atmosferiche globali.
Il nuovo Bollettino sui gas serra - pubblicato nel mese di novembre dalla stessa Organizzazione mondiale - afferma che la quantità di gas serra cumulatasi nell’atmosfera ha raggiunto un nuovo record nel 2014. Le concentrazioni atmosferiche di CO2 – il più importante gas a effetto serra – hanno raggiunto 397,7 parti per milione (ppm) nel 2014 e nella primavera del 2015 hanno superato la barriera simbolicamente significativa delle 400 parti per milione.

(Fonte: Arpat)


mercoledì 16 dicembre 2015

Accademia Kronos si attiva contro il cambiamento climatico con un Progetto di educazione pubblica



Al COP21 di  Parigi c’era anche  Accademia Kronos che ha partecipato sia ai lavori interni che alle manifestazioni esterne nel centro di Le Bourget. Nello stesso giorno in cui è stato approvato il documento per la mitigazione climatica tra tutti i delegati provenienti da 190 Paesi, in una riunione tra le organizzazioni non governative presenti, Accademia Kronos ha aderito all’invito di diventare parte attiva nel proprio Paese nell’organizzazione di iniziative atte ad informare e sensibilizzare il pubblico sui reali rischi ambientali e sociali legati all’aumento della temperatura terrestre.  Pertanto i dirigenti dell’associazione hanno deciso di informare al più presto il ministro Galletti sull’intenzione di operare sul territorio nazionale in una sorta di missione educativa da portare nelle scuole e comunque nei luoghi pubblici.

Accademia Kronos dispone di esperti a livello internazionale sulla climatologia, sulla fisica dell’atmosfera e sull’oceanografia disposti a tenere conferenze e seminari  dove richiesti.  Intanto le 50 sezioni periferiche dell’Associazione, situate in tutt’Italia, stanno per essere fornite di materiale audiovisivo utile per il progetto di sensibilizzazione e informazione al pubblico. Lo scopo delle conferenze o dei seminari non è sarà solo quello d’informare la gente su cosa ci si deve aspettare nel prossimo futuro, ma come organizzarsi. Lo scopo è anche quello di creare figure professionali adatte alla situazione.  Si parlerà quindi di strategie nazionali verso i cambiamenti climatici e come approntare piani di adattamento per insediamenti umani e città.

A Parigi gli scienziati hanno dimostrato che in questo stravolgimento climatico sarà penalizzata per prima l’agricoltura e poi a caduta libera la salute umana, il turismo e l’economia di una nazione.

Quello che sta accadendo in Italia in queste settimane, con una siccità allarmante che al nord sta per superare i due mesi, è una dimostrazione evidente che avvalora le affermazioni degli esperti.  Quindi non c’è più tempo per le parole, i salotti e i distinguo, è giunto il momento di agire. Parigi l’ha dimostrato, davanti l’evidenza di una crisi climatica globale, anche le nazioni più riluttanti, come l’India e la Cina, alla fine hanno firmato il documento della COP21.

Accademia Kronos ha già contattato alcune università per proporre la nascita di master sul clima che cambia e sulle risposte da dare a questo fenomeno, anche l’università della Tuscia è stata coinvolta in questa richiesta e tra giorni si avrà la risposta.

Intanto Accademia Kronos ha messo in piedi uno staff di 12 esperti pronti ad andare a gestire conferenze e seminari la dove verranno richiesti. Pertanto si pensa di iniziare ad operare subito dopo le feste di Natale e nel frattempo è possibile prenotare le visite di questi esperti attraverso l’indirizzo email: ak@accademiakronos.it.

Gabriele La Malfa