domenica 29 settembre 2019

Eliminiamo gli oggetti inutili in plastica cominciando dalle nostre case... - Possiamo così modificare la produzione industriale con le nostre scelte


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Negli ultimi tempi, siamo sempre più sollecitati a riflettere sulle nostre scelte di consumo, in particolare, siamo invitati in vario modo a ridurre la presenza della plastica usa e getta nella nostra vita.

Ognuno di noi, quando fa un acquisto, può mandare precisi messaggi alle imprese. Infatti acquistando un prodotto invece di un altro, possiamo incidere fortemente sulle politiche e strategie dell’azienda, chiedendo alle imprese di essere più attente all’ambiente, ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e ai diritti umani.

Purtroppo per i singoli non è sempre facile reperire informazioni sul grado di sostenibilità ambientale  di un’impresa, sugli ingredienti o le materie prime usate o sulla provenienza delle stesse, per molti di questi parametri non esistono etichette che sintetizzino queste informazioni.

Questo non deve scoraggiare e per fare acquisti consapevoli, o più consapevolmente di quanto fatto sinora, può risultare utile partire da sé stessi, dalle proprie abitudini e dall'analisi di quale e quanta plastica sia presente nelle nostre abitazioni. Non mancheranno di sicuro bottiglie e bottigliette in plastica per bevande e contenitori per alimenti, soprattutto quelli usati per il take away, o cannucce, cotton fioc e altri oggetti di uso quotidiano, che ritroviamo nell' ’elenco dei rifiuti che vengono abbandonati più frequentemente.

Fotografare quanti oggetti in plastica, in particolare oggetti usa e getta, utilizziamo quotidianamente oppure valutare quanti e quali sono presenti nella nostra abitazione, rappresenta un primo passo per rendersi conto dello “stato dell’arte” ed acquisire consapevolezza su cosa vogliamo veramente.

Possiamo avviare questo nuovo percorso registrando tutti gli oggetti di plastica, sia usa e getta che non, che sono presenti nella nostra abitazione, può bastare un quaderno oppure possiamo farci aiutare dalla tecnologia, utilizzando un foglio elettronico su un computer e magari possiamo fotografarli, rendendo più facile la classificazione. Per fare questo lavoro, è preferibile dividere la propria casa in più aree, magari di piccole dimensioni, una planimetria può essere di grande aiuto, in quanto ha già la suddivisione degli spazi: cucina, sala da pranzo, bagno, camera da letto, giardino, garage ecc. Il lavoro potrebbe richiedere un impegno di qualche giorno ma alla fine avremo una maggiore consapevolezza di quanta plastica, e di che tipo, sia presente nei luoghi in cui viviamo.

In questa attività ricognitiva, un passo importante è valutare la tipologia degli oggetti in plastica, una sorta di “plastic-analisi”. Questo è il vero fulcro di tutta l’attività perché rende consapevoli non solo della quantità ma soprattutto della qualità degli oggetti in plastica presenti nella nostra casa.

Per individuare il tipo di plastica, è necessario verificare il simbolo presente sulla confezione, ma questo è visibile solo sugli imballaggi, che rappresentano spesso i cd rifiuti in plastica usa e getta. Consultando la simbologia- etichettatura, possiamo capire a quale tipologia di plastica corrisponda un preciso involucro.  Certamente non è facile comprendere bene il significato delle etichette, dei simboli che troviamo sugli imballaggi, per questo può essere utile tenere a portata di mano le linee guida per l'etichettatura ambientale degli imballaggi predisposte da Comieco.

Una volta catalogati gli oggetti, è il momento di decidere se tenerli o sostituirli con altri di un materiale più sostenibile, gli imballaggi in plastica, ad esempio, possono essere sostituiti con altri in vetro o in acciaio inox, pensiamo a molti contenitori e attrezzi presenti in cucina, mentre, altri oggetti in plastica possono essere sostituiti con analoghi in legno.

Naturalmente non si tratta di una sostituzione alla cieca, che comporterebbe soltanto la produzione di rifiuti, ricordiamoci che i rifiuti plastici, compresi svariati imballaggi in plastica, vengono destinati, per lo più, allo smaltimento in discarica o all’inceneritore o, nella migliore ipotesi, utilizzati in processi di riciclaggio ma spesso di “down-cycled”.

Quello che dobbiamo cercare di fare, quindi, è acquisire una maggiore sensibilità che ci indirizzerà soprattutto nei nostri acquisti futuri

  • evitando o riducendo l’acquisto di plastica usa e getta
  • sostituendo i nostri prodotti (imballaggi e non) in plastica con altri alternativi ma ambientalmente più sostenibili.
Infine, per fare scelte di consumo più consapevoli e rispettose dell’ambiente, possiamo seguire alcuni semplici accorgimenti, quindi, se e quando possibile:

  • optiamo per i prodotti sfusi o ricaricabili, in mancanza scegliamo formati di grandi dimensioni, in questo modo ridurremo gli imballaggi
  • prediligiamo materiali durevoli e di qualità, anche se di costo maggiore
  • scegliamo prodotti di seconda mano
  • iscriviamoci ad un gruppo di acquisto, anche questo è un modo per ridurre il numero degli imballaggi, comprando grandi quantitativi si evita il singolo imballaggio, riducendo il numero di rifiuti prodotti.
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(Fonte: Arpat)

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