domenica 28 giugno 2026

Parliamo di caccia...



Fuori del tempo, incuranti dei rischi reali che l’umanità sta per affrontare a causa dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento inarrestabile dei mari e dei suoli, c’è chi ancora parla di caccia. 

In Parlamento giorni fa è spuntata una proposta di legge a beneficio degli ultimi “signori della caccia”. Purtroppo è passata al Senato, poi passerà alla Camera. Da una nostra inchiesta dell’anno scorso avevamo appreso che, finalmente, il numero dei cacciatori incalliti in Italia era sceso sensibilmente sotto le 500mila unità, e tra questi quasi la metà, soprattutto per l’età avanzata, ha “appeso il fucile al chiodo”.

Quindi per qualche voto in più si cerca di rilanciare un’attività che appartiene ormai al passato. Si è cercato, nel presentare il disegno di legge, di elevare il cacciatore alla stregua di un nobile ecologista ritenendolo un “Bioregolatore della Natura”. Un’affermazione questa che non trova riscontro sia nella realtà giuridica che in quella scientifica. Il controllo della fauna selvatica è un’attività pubblica, distinta dall’attività venatoria, per cui il cacciatore è solo un individuo che aspira a raggiungere il proprio godimento personale aldilà di realtà ed esigenze più importanti sociali e ambientali. 

A questo punto ci auguriamo che tale proposta di legge venga bocciata alla Camera...



(Fonte: Energy and Life 12)

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