Alcuni dicono che è colpa dell'industria automobilistica, di quella delle armi, delle centrali atomiche, della produzione elettrica non sostenibile, etc.... Ma non solo queste sono le ragioni dell'avvelenamento del pianeta Terra. In verità la maggiore fonte di inquinamento globale è causato dall'allevamento industriale... Per produrre l'enorme massa di "carne" che entra nei nostri intestini viziati....
Si stima che oltre due miliardi di bovini siano allevati nei cinque continenti, a cui vanno aggiunti gli allevamenti intensivi di numerosi miliardi di suini, ovini, caprini, pennuti, etc. Ed i costi del surriscaldamento globale pesano sempre più sull’ambiente. Per invertire la rotta verso l’autodistruzione occorre impostare politiche capaci di abbattere da subito gli agenti inquinanti immessi nell’atmosfera, nelle acque e sui terreni.
A questo punto è importante che si ragioni su quel che stiamo facendo e questo include anche una seria riflessione sulla nostra alimentazione.
Secondo i dati delle Nazioni Unite la produzione di carne è una delle fonti principali di inquinamento. Di conseguenza bisogna modificare la dieta quotidiana e bisogna che i governi si accordino per interrompere la produzione di cibi «inquinanti», ivi comprese le grandi piantagioni di foraggio e di cereali per uso animale ed umano, il tutto impestato da diserbanti, concimi chimici, antiparassitari, per non parlare delle coltivazioni OGM… queste ultime un vero pericolo per la vita vegetale (e di conseguenza animale) sul pianeta.
Secondo stime recenti l’allevamento degli animali in batteria produce addirittura oltre la metà di tutti i gas serra che l’umanità immette ogni anno nell’atmosfera… Questo considerando le emissioni di CO2 legate alla filiera alimentare dell’allevamento (refrigerazione con perdite di CFC, trattamento, cottura), e tenendo in conto non solo della deforestazione annua, per fare posto ai pascoli e alle colture da mangime, ma anche la deforestazione complessiva e le monoculture
A questi dati va aggiunto l'inquinamento massiccio dei mari e dei laghi dovuto alle "coltivazioni" di pesce in riserve costiere e conseguente avvelenamento da farmaci e antibiotici immessi continuamente nelle acque, nonché dalla continua immissione di sostanze venefiche proveniente da fiumi e piogge acide. Per non parlare di plastiche, residuati bellici e ceneri atomiche...
Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana
Nessun commento:
Posta un commento