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martedì 5 gennaio 2021

Capracotta. Bioregionalismo e democrazia partecipata (o partecipativa)




Oggi desidero comunicarvi questa proposta che faccio a tutte/i le/i residenti di Capracotta, alle/i emigrate/i e a tutte/i le/gli amanti di Capracotta. Questo perchè tra pochi mesi ci saranno le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale e sia come cittadino di Capracotta che come coordinatore dell'Associazione Vivere con Cura desidero proporre un nuovo, per Capracotta ma non il resto dell'Italia e dell'Europa- percorso per la presentazione dei programmi e delle candidature.

Mi riferisco a quel metodo chiamato "Democrazia Partecipata", inaugurata in Italia circa 20 anni fa dall'ex sindaco di Grottammare, nelle Marche.

In cosa consiste?

Che ogni cittadina/o ma anche chi ama il territorio fa a tutto il pubblico proposte, problemi e soluzioni. E ne nasce un ampio dibattito con alla fine la elaborazione della soluzione oppure si arriva ai voti per prendere una decisioni. Ma il dibattito è favorito, non esorcizzato o depresso.

Ormai c'è anche una forma di democrazia da social, che non escludo. Anzi la considero  complementare perchè non essendoci tradizione di discussioni tranquille, spesso ho notato che invece di ragionare si perde la calma e questo non favorisce la riflessione e l'elaborazione.

L'importante è favorire l'espressione della popolazione residente e no. Anche se poi alla fine saranno le persone residenti a dire l'ultima parola.

Ebbene ci troviamo nella situazione in cui tra pochi mesi ci saranno le elezioni e invece di aspettare partiti o personalità forti il mio invito è rivolto, ripeto, sia  alle/i residenti, sia alle/i emigranti che a turiste/i e chi ama Capracotta e non ultimo alle associazioni presenti sul territorio e che ognuna/o faccia le proprie proposte e che ci sia un gruppo che ci dedichi del tempo, e forse sarebbe auspicabile di aprire una pagina,su internet o un sito o qualcosa di simile (sono poco esperto in materia) in modo da raccogliere il tutto e far si che nasca un dibattito sereno e costruttivo.

Vedrei bene che, secondo, me, fosse l'ass. Amici di Capracotta a gestire questa prima operazione di democrazia partecipata.

Da parte mia quanto prima farò le mie proposte frutto di anni di riflessioni con le animatrici e animatori dell'Ass Vivere con cura e la Casa delle Erbe.

Infine vorrei dire che questa proposta si innesta in un periodo gravissimo a livello sociale, ambientale e culturale. Mi riferisco alla Pandemia, ai disastri ambientali che vanno affrontati con scelte radicali e alla povertà incombente, e non ultimo al malessere psicologico.

Per cui ben vengano proposte e riflessioni nella massima libertà e senza paura.

Antonio D'Andrea - barchettaebbra@gmail.com





domenica 3 maggio 2020

Università conviviale "Vivere con Cura" di ecologia ed economia domestica e bioregionale

La ribellione fatta in casa - Comune-info
Vivere con Cura a Capracotta

Dialogo tra Elena (E) di Rovenna (Como) e Antonio (A) di Capracotta (Isernia) del movimento e associazione vivere con Cura.

E: Buongiorno Antonio. Avevamo programmato per fare il 3 convegno sull'Alloro sul lago di Como (Lario da laurus) per la seconda metà di aprile 2020 ma per il Covid è saltato. Dopo quasi due mesi di quarantena ormai va tutto reimpostato e risignificato. lo spettro di catastrofi e pandemie ci costringe a rimetterci in discussione. E a usare con attenzione i social perché sia è possibile che saltino incontri in carne e ossa e sia per motivi ecologici (spostarsi il meno possibile) e sia perché ciascuna/o si concentri di più sul proprio territorio.

A. Sono pienamente d'accordo. Si è aperto nel mondo eco-pacifista e femminista un largo dibattito su come affrontare il futuro e secondo me, noi di Vivere con Cura abbiamo da dire le nostre proposte che da anni, dal 1986 quando a Milano sono nati i primi incontri di Vivere con Cura, portiamo avanti senza quello spirito di militanza-missione che ritengo/niamo nocivo. Vivere con cura, affermazione fatta da Carla Lonzi nel suo fondamentale libro-diario "Taci anzi parla" e che quindi è il testo base del nostro movimento di scuola o meglio di ludo scuola perché la scuola o è anche ludo o non è, centrato sull'autocoscienza sia ecologica che relazionale in primis tra donne e uomini...

E- ...concordo pienamente. Se i maschi si fossero interrogati e avessero vissuto con cura, come nelle antiche -ma anche attuali società matriarcali-gilaniche- non si sarebbe arrivati né alle guerre, né alle violenze verso le donne e né verso il pianeta.
Detto questo ho la sensazione che potremmo e dovremmo fare un ulteriore passo in avanti. Voglio dire che ci siamo in questi ultimi sette anni concentrati sulle Erbe Spontanee e abbiamo fatto tanto e in tutta Italia e anche fuori per promuovere le Case delle Erbe per insegnare a riconoscerle e raccoglierle per tutti gli usi possibili (alimentari, cosmetici, fitoterapici e altro) e stiamo divulgando e attivando la Medicina della Foresta nata in Giappone oltre 30 anni fa. Ritengo che avendo queste basi possiamo fare un salto in avanti soprattutto vedendo in questi anni come vi siete mossi a Capracotta e in Molise. Anche se ho poco tempo per via del lavoro (dal Covid lavoro in casa) e l'impegno familiare però da anni vi seguo. per esempio mi ha coplito la grande importanza che date alle Ludoteche e Scuole nel Bosco per Bambine/i e mi dico: perchè non estenderle anche agli adulti. Mi pare che Marcello Bernardi, il bravissimo e acuto pedagogo scomparso qualche anno fa affermava, soprattutto rivolto ai maschi che ogni adulto dovrebbe anche essere bambino e aveva coniato il termine Bambulto (contrazione di BAMBino con adULTO). E nel vostro crogiuolo molisano avete elaborato qualcosa?

A- Da tre anni sono iniziate tante collaborazioni fuori da Capracotta e soprattutto nella regione Molise con altre associazioni o singole realtà promuovendo incontri, scambi, riflessioni e visite reciproche per conoscere appunto i tanti germogli che sono nati e nascono. Oltre al riferimento internazionale di FFF, il movimento nato da Greta Thunberg per fermare il  riscaldamento del Pianeta.

Ebbene per farla breve da tutti questi incontri è nata la proposta di aprire e attivare le UNIVERSITA' CONVIVIALI "VIVERE CON CURA" DI ECOLOGIA E ECONOMIA DOMESTICA E TERRITORIALE. Contenitore complessivo di tante Scuole/Istituti interdisciplinari.

Desidero fare una premessa. In questi giorni di quarantena ho avuto modo e tempo di leggere tanti libri della collana, tutt'ora in edicola: Le Grandi Donne che consiglio vivamente. L'ultima è sulla biografia di Lise Meitner, la scienziata che scoprì la fissione nucleare ma non ottenne il Nobel. Ebbene lei racconta del periodo trascorso nella prestigiosa e più importante Università di Fisica d'Europa e forse del mondo. Siamo negli anni 1910-1920. In quella Università passarono le "menti" migliori: Planck, Einstein solo per fare alcuni esempi. Era un centro teorico e pratico con laboratori attrezzati al meglio, scambi e discussioni, produzioni di libri e saggi su riviste internazionali. Grazie a questa impostazione arrivarono a fare molte scoperte -molte purtroppo utilizzate a fini militari e economici distruttivi del pianeta ma per ora sorvoliamo. Voglio dire che se dobbiamo mettere al centro del grande tema-problema come salvare il pianeta e fare una vita non solo ecologica ma anche ludica che coniughi saperi passati il più semplici possibili con tutte le moderne acquisizioni e scoperte che vanno dal digitale ai social ebbene ci dobbiamo attrezzare e quella Università, come tutte le università, mi ispira anche se vanno fatte parecchie modifiche di cui poi ne parleremo.

Riassumendo. Occorre che ogni territorio abbia una Università (c'è chi dice che dovremmo chiamarla MultiVersità per affermare la molteplicità di percorsi che però devono poter dialogare e confliggere senza distruggerersi) con tante Scuole/Istituti ove ciascuna/o possa imparare di tutto e di più sulla vita ecologica e relazionale-conviviale in modo anche interdisciplinare. E chiaramente in collaborazione con le Università nei vari territori. E i centri principali possono e devono essere in Montagna e i Boschi e le Fattorie/Masserie Animaliste le Cellule Principali, i due fuochi dell'Ellisse.

E. Sono d'accordo. Per una vita realmente ecologica occorre che le Mega Città dimagriscano e le zone di Montagna o di abbandono rinascano, rifioriscano come già da anni sostiene l'antropologa Michela Zucca che è stata presidente dell'associazione mondiale Donne e Montagne. La stessa ha affermato che le due cose più importanti emerse dopo anni di incontri, ripeto a livello mondiale, sono: che le comunità ruotano attorno alle donne e poi che occorre cultura nei piccoli centri e/o fattorie altrimenti si preferisce la vità di città anche se superinquinata e non ultimo la libertà che si puà respirare in città fuori dal controllo spesso morboso verso coloro che vivono in paese, contrade e fattorie. Ecco perchè occorre che nascano anche le scuole/istituti di educazione sessuale, sentimentale, relazionale. E avete già iniziato a fare una bozza di Istituti/Scuole?

A. Sì. Parto da quelli attivati in questi anni e poi i possibili da aggiungere. Questo ripeto sia a Capracotta che per il Molise ove già da tre anni abbiamo realizzato una Mappa che cresce di anno in anno se non di mese in mese.
Scuola/Istituto di:
-Erbe Spontanee. (Con relativa Casa-Fattoria-Masseria (Masseria viene da massaia e significa saper fare e fare tante cose per la sopravvivenza il più decorosa per tutte/i umane e animali)/Laboratorio Permanente (e per le altre non ripeterò questo)
-Ludoteca di Montagna-Scuola del Bosco.
-Foresta Terapia-Medicina della foresta. Tutto sugli Alberi. In particolare con la raccolta e uso della legna per oggetti, e il fuoco per Camini o termocamini e stufe o termostufe per Cucinare e riscaldare e l'Acqua calda.
-Orticultura e Giardinaggio con i vari indirizzi e coltivazioni sempre bio. Con attenzione particolare per la Canapa e i Microrganismi. Attivando Scuola di compostaggio con raccolta nel Territorio limitrofo e non.
-Apicultura
-Alimentazione e cucina salutista-bio-selvatica a km zero o quasi soprattutto vegan-vegetariana ma anche onnivora ma animalista, nelle varie versioni (mediterranea, crudista, macrobiotica....). Privilegiando la cottura con le Stufe e i Camini a Legna. Tutto anche più buono, salutare e poetico
- Legata alla precedente: Panificazione e Pizzeria; Pasticceria e produzioni conviviali di Conservazione di frutta e verdura (marmellate, salamonia, cibi fermentati...quelle che una volta venivano chiamate "le Provviste". Succhi e Liquoreria e Tinture Vinose e Aceti medicinali (entrambi con infusioni di Erbe, radici...)
-Pratiche di prevenzione e Medicina Naturale e Biointegrata) (Ginnastiche Dolci, Yoga, Trattamenti e Massaggi) e produzione di integratori e fitofarmaci semplici (sempre sotto la direzione di esperte/i): p.e. Tinture Madri, Gemmoderivati, Fiori di Bach...
- Cosmesi Naturale
- saponificazione e detergenti per la casa/Masseria e il benessere anche di animali e delle piante
-economia domestica e di cura per quanto riguarda tutti i gesti e le cura verso sé e la casa e chi ci vive. Tieni conto che in Finlandia nelle scuole hanno reintrodotto economia domestica per bambini/e. non ultimo le ricerche su materassi e cuscini in fibre vegetali (foglie, crine...)
ogni anno vengono buttati, si stima, solo in Italia circa un milione di materassi. C'è da riflettere.
-Falegnameria, Restauro e Riciclo anche di oggetti del territorio. Quindi attivando una ragnatela di raccolta e conferimento.
-Argilla, Ceramica e Terracotta. Per produzione di oggetti per uso quotidiano, artistico e simbolico-salutistico (maschere, impacchi, cataplasmi..)
-cucito, maglieria e sartoria soprattutto di riuso. Sviluppando in particolare la manutenzione degli indumenti che dovrebbero diventare stracci solo alla fine di un lungo percorso. Il cucito contrasta gli effetti negativi dell'uso dei social in quanto stimola le capacità attentive.
- bricolage di ogni materiale
-bioarchitettura e bio muratura
-energie dolci
-Studio del territorio e i suoi abitanti (Bioregionalismo). Il Territorio occorre conoscerlo e studiarlo con gli animali selvatici e domestici. Questo significa tutto l'ecosistema ove si vive e dove svolge la sua vita l'università e/o qualcuna delle sue Scuole. Ma anche conoscenza della Storia del territorio e degli abitanti nel passato con i propri saperi che giocoforza erano quasi sempre eco-logici. E quindi attivare ricerche, anche in ambito archeologico. E per fare questo l'invito è attivare e promuovere tanti tipi di camminate e escursioni che diventano scuola e svago insieme. Quindi sentieri erboristici, di foresta terapia, archeologici..... Rivalutando il camminare a piedi, possibilmente con le/gli amiche/i a 4 zampe.
-Arte e Natura. Questo parla da sé. Comunque due parole. Ogni gesto che facciamo dovrebbe essere fatto con amore, armonia e poesia e le attività artistiche potrebbero e dovrebbero essere realizzate prima di tutto per ornare e rendere affascinante la casa/masseria e tutta la zona vicina e/o il paese. Ricordando la frase di W. Goethe: "Vero/a Artista è chi non guasta le opere grandiose della Natura". Ne discende che mettere tanta attenzione nel non consumo, nel riuso e nel raccogliere spazzatura anche fuori dai propri confini di competenza (e senza odiare chi inquina o lascia spazzatura in giro perché è il frutto velenoso di questa società-cultura centrata sul consumismo e mito del genio che disprezza o banalizza la cura e le conseguenze delle proprie azioni.

Detto questo Vedo bene una scuola delle arti, tutte, anche quelle cosiddette minori che erano relegate soprattutto alle donne. chiaramente con materiali ecologici e di riuso e con colori possibilmente realizzati direttamente-
All'interno di questo anche musica e canto, sempre con strumenti eco. possibilmente realizzati e senza, sempre possibilmente, aiuto di energia elettrica per rendere i suoni più accattivanti. Secondo ne non dobbiamo cercare il massimo in ogni cosa a qualsiasi costo ma il buono appunto senza inquinamento di nessun genere e la differenza sarà data dal processo nel costruire le "opere" o gli eventi e nel modo più collaborativo possibile.

Tutte queste e altre "discipline", argomenti andranno trattati a 360 gradi. E cioè, facendo un esempio sulle Erbe spontanee, di esse andranno studiate l'utilizzo nel corso dei secoli, etno botanica, i miti, le leggende, gli scritti in letteratura anche componendoli insieme a testi da cantare, suonare, danzare. E anche le varie correnti di pensiero. per esempio c'è la visione antroposofica-biodinamica. Quella magica-animista....
Ognuno degli Istituti potrebbe e dovrebbe fornire e essere centro di studi e ricerche nè più nè meno degli istuti universitari come quello di fisica a Berlino degli anni '10/20. E con tanto di biblioteca e centro digitale usato quest'ultimo cum grano salis cioè senza eccedere...

...perché le "lezioni" avranno come sede principale boschi, masserie all'aria aperta, "en plain aire" come diceva Monet. E questa era l'indicazione di Maria Montessori e di tutta la pedagogia Umanistica Naturalistica. creando anche strutture "leggere" per i mesi tiepido-caldi. Tende, teatri di paglia, capanne in modo da poter organizzare Scuole campeggi. vivere il più possibile all'aperto fa bene e questa potrebbe e dovrebbe essere la direttrice delle nostra attività sia manuali che intellettuali.

- Scuola dei movimenti e saperi tradizionali locali e internazionali. troppo spesso si dato del troglodita, barbaro o come minimo sorpassato a chi si rifà a quei saperi quasi sempre ecologici. E sono stati relegati e disprezzati e spesso perseguitati. Nel corso della Storia, per esempio, l'Ecocidio con tanto di femminicidio è stato quello chiamato "caccia alle Streghe". Questo per permettere lo sfruttamento intensivi della terra e del sottosuolo e costringere tutte/i al Mercato/Supermercato per diventare Consumatori/trici con il processo di Urbanizzazione arrivata al giorno d'oggi a livelli incredibili insieme all'industrializzazione che aveva bisogno di continua manodopera dalle campagne e montagne.

Una Università che si definisca Ecologica non può ignorare la persecuzione e il disprezzo verso le donne che è avvenuto da circa 5000 anni fa e che ha portato a questa situazione di catastrofe. A differenza delle Università istituzionalizzate noi potremmo e dobbiamo fare ricerca su tutti quei saperi e movimenti storici e globali che invece hanno sempre cercato la pace e l'amore verso la Natura e cercato di costruire vita e costumi sociali non solo sostenibili ma pieni di vita e cultura. E questo lo si trova molto tra i movimenti delle donne.

Cos'altro aggiungere? Che in questa università, centrata anche sul pensiero libero, chiunque può trasmettere i propri saperi esperienziali e teorici. Chiaramente con le modalità della coerenza e sintonia dell'impostazione. E sempre con la possibilità di osservazioni e spirito critico.
E di essere punto di riferimento a disposizione della comunità ove si vive e non una setta di Eletti.

Mi fermo qui dopo quasi 4 ore totali (interrotte dal pranzo).
Non rileggo neanche. Correggi e aggiungi perché è chiaramente una bozza.

attività 2018 vivere con cura Archivi | Amici di Capracotta
Capracotta. Antonio D'Andrea - barchettaebbra@gmail.com

mercoledì 29 agosto 2012

Paradiso terrestre, yin e yang, armonia fra maschile e femminile e recupero dell'amore fra i generi

Inshallah - Collage di Belisir
 
 
Occorre “inquadrare” la moderna cultura matristica in un contesto più ampio che è quello dell’integrazione fra il maschile ed il femminile, paragonando anche il vissuto in tal senso nelle antiche civiltà d’oriente e d’occidente e nella società presente.
 
Ad esempio, un esperimento in tal senso è quello proposto dal Movimento degli Uomini Casalinghi fondato da Antonio D'Andrea(di cui il sottoscritto è un sostenitore), in questo percorso non soltanto si partecipa complementariamente ad una pratica paritaria in vari ambiti della vita quotidiana,  cercando altresì ispirazione anche dell’esperimento vissuto durante l’antica civiltà matriarcale naturale che distinse l’intero paleolitico sino al neolitico.
 
Quest'anno, il 31 agosto 2012, sono in Molise con la mia compagna Caterina Regazzi, nella casa di Antonio, per festeggiare la Luna Blu, simbolo matristico per antonomasia. Infatti la 13a luna piena, ovvero la seconda  di uno stesso mese,  è un archetipo femminile classico (le lunazioni durano 28 giorni e la prima luna piena di agosto è caduta il 2).  Inoltre la sera del  1 settembre leggeremo, al suono dell'arpa, alcuni brani dal nostro libro "Vita senza Tempo",  sulla scalinata Marconi del paesino molisano (vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/08/15/capracotta-aspettaci-arriviamo-on-stage-il-1-settembre-2012-vita-senza-tempo-sulla-scalinata-falconi/).
 
Una delle pagine, scelte da Caterina, verte proprio sulla 
nostra  esperienza amorosa in chiave matristica...  Ma non voglio anticipare troppo del discorso... anche se ho già parlato in precedenti articoli dei modi che mi hanno aperta la strada della riscoperta di quell’affascinante mondo popolato al femminile, che nei miei sogni innocenti considero una sorta di paradiso terrestre.
 
 
Arcadia
 
Ma dal paradiso terrestre siamo stati scacciati, almeno così dice la Bibbia, forse però questa è solo una assunzione “religiosa” patriarcale – magari anche  pretenziosa – poiché sulla terra ci siamo ancora e forse potremmo immediatamente ritrovarci in quel “paradiso perduto” il momento stesso che la nostra vita trovasse l’armonia fra uomo, natura ed animali. Prima di tutto -però- quel che è da riequilibrare è il rapporto fra i due generi della nostra specie, il femminile ed il maschile…
 
Yin e Yang, come dicono i cinesi, sono le due forze interconnesse, Terra e Cielo, che creano il mondo… Ma ora non voglio solo parlare di cultura cinese, vorrei qui approfondire il discorso sullo studio del periodo pre-patriarcale e di come viene descritto dai vari ricercatori che si occupano di questo tema.


Collage di Belisir

Ora vediamo che dalle moderne ricercatrici, come Sara Morace, esaminando la vita sociale nelle società antiche, questa armonia fra il maschile ed il femminile viene definita “matrismo” (talvolta gilania), che dal punto di vista etimologico non é il ‘potere delle madri’ contrapposto a quello dei padri (patriarcato), bensì la comprensione che queste società tengono in alta considerazione la funzione materna come principio intorno a cui si organizza la società, per cui essendo il rapporto d’amore e di cura madre-figli l’aspetto fondante della società non esistono le gerarchie tipiche del patriarcato.

Nell’incontro equanime fra i generi non c’è il dominio, il valore centrale è il rispetto delle differenze, per cui non esiste la disparità. Questa armonizzazione rappresenta un’alternativa praticabile al patriarcato maschilista. E non comporta la femminilizzazione dell’uomo o la mascolinizzazione della donna, bensì l’armonia fra le funzioni maschili e femminili.



Questo concetto viene espresso chiaramente nell’esagramma T’Ai in cui è detto: “Cielo e Terra si congiungono, l’immagine della Pace. Cielo e Terra sono in comunicazione, ciò produce un tempo di generale fioritura e prosperità”

Paolo D’Arpini




Vita senza Tempo

mercoledì 15 agosto 2012

Capracotta (Isernia), 1 settembre 2012 - Finalmente on stage Vita senza Tempo con Paolo D'Arpini e Caterina Regazzi

Capracotta ... viva! - Foto di Gustavo Piccinini
  

Già nei primi anni '50 del secolo scorso sarei dovuto andare a Capracotta, accompagnato da un mio zio che doveva visionare certi lavori tecnici  in Abruzzo. A quel tempo ovviamente non sapevo ancora nulla dell'esistenza di Antonio D'Andrea anzi  eravamo sconosciuti l'uno all'altro.   Ma alla fine non ci andai, forse perchè il viaggio era troppo lungo ed a quel tempo, ero ancora un bambino, soffrivo di mal d'auto.

Poi allorchè conobbi Antonio, che venne a trovarmi da Milano a Calcata nel 1992 (circa),per organizzarvi il primo Festival degli Uomini Casalinghi, sentii da lui nominare Capracotta, il suo paese originario. Mi invitò ad andarlo a trovare durante l'estate poichè -mi disse- aveva intenzione di riprendere possesso della casa avita per organizzarvi una convivenza stabile con persone in sintonia con il suo pensiero matristico, del vivere con cura.

Sono trascorsi diversi anni da allora e per una ragione o per l'altra la mia visita a Capracotta è stata sempre rimandata, anzi quasi dimenticata... Però da quando mi sono trasferito a Treia, nella bella casa antica di Caterina, Capracotta si è fatta più vicina e finalmente, dietro invito specifico dell'ass. Vivere con Cura, diretta da Antonio D'Andrea e Michele Meomartino, ecco che la mia escursione capracottana si sta materializzando.

Grazie a Caterina, mia fedele compagna ed accompagnatrice, saremo la sera del 1 settembre 2012 sulla Scalinata Falconi di Capracotta alle ore 18.00.  Per presentare il nostro romanzo Vita senza Tempo  (scambio epistolare amoroso). Ad intercalare la dizione poetica di brani tratti dal testo, con la spiegazione delle situazioni vissute, un soffuso suono d'arpa.  Infatti nell'ambito della stessa serata ci sarà il concerto dell'arpista Roberta Pestalozza.

Paolo D'Arpini


Come è nato il libro "Vita senza Tempo"

Io e Paolo D'Arpini abbiamo iniziato a conoscerci poco più di tre anni fa grazie ad una corrispondenza telematica che si è via via approfondita tanto da suscitare in me la curiosità di conoscere questa persona apparentemente abbastanza "normale" ma ad un approccio più profondo, secondo me molto "speciale" in quanto a chiarezza di vedute (sempre comunque opinabili) e a onestà di comportamento.


Così, dopo alcuni mesi di questa corrispondenza, all'inizio sporadica, poi sempre più fitta, ho colto l'occasione di alcuni giorni di ferie, per andarlo a trovare a Calcata. Uscivo da un periodo alquanto difficile della mia vita: certo, tutti abbiamo gioie e dolori ma fino a quando non siamo noi stessi a viverli, ci sembra di essere immuni a tutto e ne siamo indifferenti. Del resto, affrontare la vita vuol dire anche trovare speranza, forza e gioia sufficienti per andare avanti per la nostra strada. Dopo due anni di malattia di mia madre, Gina, originaria di Treia, e dopo aver seppellito proprio qui i miei genitori nel giro di cinque mesi, mi sono sentita "autorizzata" e libera finalmente, di pensare un po' a me stessa e di affrontare, col cuore leggero questo viaggio da Spilamberto (di circa quattro ore in auto) per raggiungere il misterioso "uomo delle grotticelle del Tempio della spiritualità della Natura".

Ne è nato subito un Amore, basato su affinità di spirito, su una visione simile della concezione della vita, basata per me sulla ricerca della semplicità.

Rileggendo per caso dopo più di un anno, alcune nostre vecchie mail, ci è venuta voglia di fare una selezione di quelle che ci sono sembrate significative, non solo per noi. Vi si parla anche di ecologia, alimentazione naturale, modi di vivere più consapevoli. Ne è scaturito un libro, "Vita senza Tempo", pubblicato con la casa editrice Viverealtrimenti

Caterina Regazzi


Paolo D'Arpini e Caterina Regazzi

lunedì 7 novembre 2011

Diversi modi descrittivi della spiritualità laica e della solidarietà al femminile - Argomento di dialogo per l'8 dicembre 2011 a Treia

Discorso sul matrismo - Da sinistra: Jim Koller, Mariagrazia Pelaia, Paolo D'Arpini


 
A partire dalla mia adesione (nel 1992) al Movimento degli Uomini Casalinghi, fondato da Antonio D'Andrea, sorse per me il problema di "inquadrare" la mia partecipazione anche ai vari ambiti di ricerca che fanno riferimento alla riscoperta dell'antica civiltà gilanica che distinse l'intero neolitico.

Ho già parlato in precedenti articoli di vari ricercatori con i quali sono entrato in confidenza e che mi hanno aperta la strada della ricerca in quell'affascinante mondo popolato al femminile, che nei miei sogni innocenti considero una sorta di paradiso terrestre.

Ma dal paradiso terrestre siamo stati scacciati, almeno così dice la Bibbia, forse però questa è solo una assunzione "religiosa" - magari anche un po' pretenziosa - poiché sulla terra ci siamo ancora e forse potremmo immediatamente ritrovarci in quel paradiso perduto il momento stesso che la nostra esperienza tornasse all'armonia fra natura, animali e società umana.

Prima di tutto quello che è da riequilibrare è il rapporto fra i due generi della nostra specie, il femminile ed il maschile…

Nelle civiltà antiche Terra e Cielo  sono le due forze interconnesse che creano il mondo…

Ora vediamo che negli studi matriarcali portati avanti da ormai un ventennio ad opera di numerosi studiosi e studiose  convenuti per la prima volta al convegno mondiale di Bruxelles nel 2003 la questione matrismo e matriarcato è un tema oggetto di discussione, con varie posizioni.

Come afferma Mariagrazia Pelaia, in uno scambio di mail privato: "La Gimbutas utilizzava il termine matristico per definire le antiche società neolitiche, Riane Eisler per risolvere il problema ha coniato addirittura un nuovo termine, gilania, unendo la radice greca di femminile (gyn) e maschile (an) con una 'l', lettera che evoca il termine link, 'legame'.

Invece Heide Göttner Abendroth, che possiamo definire la fondatrice di questa corrente di studi, considera la parola adeguata da usare matriarcato, e lo spiega dal punto di vista etimologico non come 'potere delle madri', bensì come 'antiche madri', da cui la semplice evidenza che queste società tengono in alta considerazione la funzione materna come principio intorno a cui si organizza la società, per cui essendo il rapporto d'amore e di cura madre-figlio l'aspetto fondante della società non esistono le gerarchie tipiche del patriarcato.

Nel matriarcato non c'è il dominio, il valore centrale è il rispetto della vita e delle differenze, per cui non esiste la disparità fra generi. Esso rappresenta un'alternativa praticabile al patriarcato poiché storicamente già esistito, vedi il saggio di Riane Eisler sulla storia umana letta in chiave di società della dominanza e società della partnership (Il calice e la spada).

Secondo la Abendroth è importante utilizzare il termine 'matriarcato' anche per ragioni culturali, essendo stato tale termine oggetto di spietata censura da parte della cultura patriarcale, quindi va difeso e sostenuto, riabilitato, e non mascherato con neologismi. Dunque, il dibattito è aperto".

Mariagrazia Pelaia non fa mistero di condividere il punto di vista della Abendroth, avendo trovato in lei, nella Gimbutas, nella Eisler e altri studiosi l'ispirazione per le sue ricerche astrologiche sugli zodiaci alternativi femminili scoperti da Lisa Morpurgo per la quale ha adottato la definizione di astrologia matriarcale (vedi anche l'oroscopo da lei fatto alla mia persona in: http://www.programmiastral.com/ritrattimatriarcali.pdf   Paolo D'Arpini).


Nel commentare un parere da me espresso, in merito alla capacità creativa delle donne e degli uomini vissuti nel neolitico, Mariagrazia Pelaia afferma: "L'arte nel neolitico faceva parte della vita quotidiana, il vasellame è riccamente decorato e descrive una società elegante che si modella sulla bellezza della natura e non solo, perché è anche un'arte molto astratta, simbolica e quindi con livelli di comprensione molto raffinati e complessi.

L'arte è una componente essenziale della quotidianità, e la quotidianità da sempre è l'ambito femminile per eccellenza.
La cosa sorprendente di quei tempi è che la quotidianità era condivisa alla pari e considerata sacra, e dunque era patrimonio comune dei due sessi. 

Astrologicamente invece la situazione è molto chiara: l'arte è simbolicamente connessa ai pianeti femminili Luna e Venere. Gli uomini devono avere una parte femminile molto sviluppata per diventare artisti. E mi pare che non ci siano dubbi al proposito. In età patriarcale le donne sono state relegate al ruolo di muse, segnalando comunque una stranezza di fondo: perché mai le custodi e le ispiratrici delle arti sono donne e non uomini se si tratta di produzioni del genio maschile?

Paolo D'Arpini


P.S. L'8 dicembre 2011, il pomeriggio alle h. 17,  nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT. a Treia, Via Sacchette 15/a, tratteremo questi temi in forma di Tavola Rotonda sul Matrismo.

Vedi Locandina: