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venerdì 21 settembre 2018

Valori bioregionali e contadini alla riscossa - Macerata, 22 settembre 2018

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Tornano a Macerata gli appuntamenti per raccontare l'Identità contadina, i valori che ci sostengono, le storie che bussano alla nostra porta, per comprendere meglio da dove veniamo e costruire il futuro.... l'urgenza di riconnettersi alla terra riporta in città il tema dell'agricoltura,

Sabato 22 settembre 2018 alle ore 17,
presso la sala Castiglioni (Biblioteca Comunale, Piazza Vittorio Veneto - Macerata) avremo un ospite d'eccezione: Massimo Angelini,  antropologo, coltivatore di idee nell'orto della vita, storico della cultura, fabbricante di lunari, editore di Pentagora,

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che introdurrà il ricco programma autunnale con

LA FORMA UMANA DELLA BELLEZZA: TERRA E CONTADINI, TRA AGRICOLTURA ED AGRIUSURA


CulturaHumusBellezza: dall'incontro di queste tre parole può nascere un pensiero su come manteniamo la terra (e la nostra vita) e su come potremmo contribuire per mantenerla e per rigenerare e fare tornare vivo e fertile questo nostro mondo che sempre più sta diventando arido e sterile.

Introduzione a cura del ruralista Roberto Brioschi (edizioni Altraeconomia); la conversazione ci accompagnerà alla ricerca di una via umana all'agricoltura e, più in generale, alla bellezza.

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Al termine condivisione di pane, olio e vino.

Il  Gruppo informale maceratese Identità Contadine, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale  si avvale di relazioni amiche ed accoglie ogni  contributo in termini di idee, tempo ed energie.

Un cordiale saluto da

Letizia Carducci
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lunedì 17 ottobre 2011

Cronache vegane marchigiane... da Civitanova Marche a Macerata con i Troglotribe



Resoconto degli eventi vegani occorsi in ottobre 2011 nelle Marche:

Sabato 8 e domenica 9 ottobre 2011, a Civitanova Marche si è svolta la fiera degli stili di vita sostenibili “Io scelgo io cambio”.

Al nostro stand di Campagne per gli animali si sono fermate diverse persone e, nonostante l’evento non abbia potuto contare su una partecipazione di massa, abbiamo avuto l’occasione di parlare in maniera approfondita sulle tematiche vegan e antispeciste.

Soprattutto, sono venute alla luce le profonde contraddizioni che legano ancora il mondo della sostenibilità, della decrescita, dell’ecologia e dell’attenzione sociale, allo sfruttamento animale.

Abbiamo discusso con alcuni responsabili dei Gas e anche con l’organizzatore della fiera della sostenibilità di Fano. Abbiamo riscontrato una notevole apertura, tanto che si sono poste le basi per realizzare la prossima fiera di Fano con un menù totalmente e dichiaratamente vegan, supportato da una serie di spiegazioni sulle motivazioni etiche, sociali ed ecologiche di tale scelta.

Domenica 16 ottobre 2011, presso il b&b l’Amaca a Macerata, si è svolto un piacevole evento vegan-artistico. Abbiamo avuto l’occasione di conoscere personalmente diversi vegan di Ancona che sono intervenuti movimentando felicemente l’evento. Le veganzette sono andate a ruba! La merenda vegan è stata preparata da Laura presso un forno (Pane e Luna) che offre pane, pizze, torte (fatte con la pasta madre) senza alcun ingrediente di origine animale.


Sono venute anche diverse persone vicine al movimento della decrescita felice e le discussioni sull’inconsistenza di una decrescita basata sulla violenza nei confronti degli animali e sullo specismo ha colto proprio nel segno. Alcuni di loro sono già vegan e la contaminazione sta dando i suoi frutti.
I tranci di sapone vegano alla rosa offerti da Luigi e Lucia della Saponaria sono piaciuti molto, continuano così le piccole offerte che andranno a Ippoasi (la fattoria della Pace).
Era presente anche l’artista Giuditta Chiaraluce con la sua mostra “Sospensione momentanea 1”. Anche lei molto interessata alle tematiche vegan.
L’evento è riuscito e si è rivelato una piacevole occasione di incontro, dialogo, informazione. Se qualcuno ha la possibilità e il desiderio di proporne uno simile (e certamente vegan) entro l’anno sarebbe davvero un’ottima idea! In tal caso ci contatti per parlarne.
Ringraziamo le tante persone intervenute che stanno rendendo possibile la costruzione di un mondo libero e basato sul rispetto di tutti gli esseri con occhi, mani, code, ali, piedi, pinne, orecchie.... che stanno prospettando la possibilità e la necessità di aprire ogni gabbia.

Troglotribe - troglotribe@libero.it

martedì 12 luglio 2011

Porto Recanati (Macerata), spiaggia libera? Sì di sporcare.....! Vacanza di un giorno sul litorale marchigiano



Nell'immagine:  Paolo D'Arpini sulla spiaggia di Porto Recanati, in un altro  momento

Porto Recanati (Macerata), spiaggia libera? Sì di sporcare.....! Vacanza di un giorno sul litorale marchigiano

Stamattina, con la gioia nel cuore per essere di fronte a un bel mare, con il dolce Paolo al mio fianco, tutti i confort necessari e utili ho pensato che al nostro ritorno a casa (a Treia) avrei fatto un bel resoconto. In realtà, in questo momento, sono un po' sofferente per la scottatura che mi sono presa e quindi meno baldanzosa, ma mi proverò lo stesso.

Era già un po' che covavo dentro la voglia del mare, del sole, dell'acqua, dei bagni e soprattutto dello iodio. Ultimamente infatti mi sento un po' deboluccia ed ho pensato che questo elemento, secondo me un po' carente in Emilia Romagna, mi avrebbe giovato e così pure che il sole e i bagni di mare avrebbero forse contribuito all'asciugamento anche se impercettibile della mia linea, ormai sempre più "fuori moda" forse a causa della scarsa attività fisica e del rallentato metabolismo, in conseguenza dell'età.

La bilancia, negli ultimi mesi mi ha riservato non poche sorprese, dato che la mia frequentazione di quest'arnese è alquanto sporadica e, da una volta all'altra, la differenza è sempre notevolmente in più e mai in meno. Le avvisaglie certo le avrei dovute notare in quanto gli abiti del mio guardaroba cominciavano già da tempo ad andarmi sempre più stretti, per non parlare dei pantaloni. Ormai cerco di indossare solo indumenti larghi od estensibili in cui le mie forme "giunoniche" possano trovare modo di esprimersi serenamente e non debbano sentirsi represse.

Si capirà che sto comunque cercando di accettare la mia trasformazione, mia madre e mia nonna erano due donne "panciute" ed io in parte assomiglio a loro, la cosa che un po' mi urta è che continuo a metter su ciccia nonostante l'alimentazione sana e moderata, ma il metabolismo rallentato della menopausa, si sa, è il responsabile dell'allargamento delle forme nella donna matura.

Paolo, quindi, bontà sua, ha accettato di buon grado di compiere con me questa gita, nonostante lui sia per rimanere sempre nel suo metro quadro, ma solo purché si andasse alla spiaggia libera, attrezzati di ombrellone, sdraietta, con un minimo di cibarie e soltanto mezzo litro d'acqua naturale. Quindi stamattina, dopo il cappuccino di rito preso al bar del borgo di Treia, il bar dei vecchietti, il più economico in assoluto, ed un'occhiata veloce ai giornali (Corriere Adriatico e Resto del Carlino) spulciando le ormai solite notizie catastrofiste (ma che paiono o sono sempre più vere), siamo partiti alla volta di Porto Recanati.

Dopo circa 40 minuti siamo arrivati sul posto, parcheggiato sotto l'ombra di alcuni pini e chiesto ad un'arzilla vecchietta l'accesso per la spiaggia libera. Ci siamo caricati di ombrellone, sdraietta, borsa con asciugamani e cibarie e ci siamo incamminati prendendo un'altra direzione, e sbagliando quindi strada per aver voluto fare di testa nostra, ma di poco... (non c'eravamo fidati dell'anziana...).

Approdiamo infine su una spiaggia abbastanza grande e con pochissime persone. La spiaggia è formata da minuti sassolini e abbastanza sgombra, apparentemente, ma dopo esserci sistemati ci siamo dati un'occhiata intorno e avvistiamo alcuni elementi non proprio piacevoli: qua e là ammassi di rifiuti, bottiglie vuote di birra, sacchetti di plastica dal contenuto misterioso, tracce di fuochi spenti, etc. alle nostre spalle un casotto in cemento mezzo diroccato (senza tetto e senza infissi) presso cui (all'ombra) sosta un gruppo di stranieri di colore.

Ci sono anche alcune sedie di plastica qua e là. Chiedo a due ragazze sdraiate lì dappresso, se sono le loro e mi rispondono che no, non sono di nessuno, qualcuno le ha portate da qualche bar e le ha abbandonate lì. Ne prendo una e mi ci siedo comodamente sopra.

Paolo, dopo circa un'oretta va a fare un sopralluogo "fisiologico" in mezzo ai tamerici che formano una piccola pineta dietro la spiaggia. Il luogo in distanza appare come un'oasi di ombra dove si potrebbe andare a godersi un po' di fresco, ma in breve egli ritorna alquanto inorridito riferendo che si tratta di una discarica piena di ogni specie di sozzume, lasciato con tutta probabilità da visitatori serali che vi hanno bivaccato, mangiando e bevendo di tutto e di più, forse troppo affaticati per portarsi via i resti delle loro imprese.

Battuta di Paolo: "Spiaggia libera, si, libera di sporcare!"

Mi chiedo se, essendo zona demaniale o comunale, qualche ente pubblico non sia responsabile del decoro e della pulizia di questo tratto di spiaggia che, altrimenti, sarebbe molto bello.

Ma forse al Comune di Porto Recanati interessa di più attirare bagnanti spendaccioni che frequentino la serie di stabilimenti balneari, di bar, di ristoranti, in una parola, le attività commerciali, numerosissime.... Per il nostro caro ambiente naturale, per la nostra buona Madre Terra, degli uccelli, dei pesci, etc. le risorse sono difficili da trovare soprattutto di questi tempi.....

E' ovvio che chi compie lo scempio, per qualsiasi motivo lo faccia (ignoranza, superficialità, scarsa educazione e poca coscienza civica, desiderio di oltraggiare una terra che forse non è stata ospitale come si pensava...) non ha giustificazione.

La giornata comunque è trascorsa serena, abbiamo consumato il nostro frugale pranzetto (e per fortuna era frugale), il vento era corroborante, ma anche ingannevole, infatti, verso le 13.30 ci siamo alzati e siamo ripartiti in fretta e furia per Treia cominciando a sentire un certo imbambolamento. Il viaggio di ritorno fortunatamente è stato breve e senza intoppi, arrivati a casa ci siamo fiondati sotto la doccia per rinfrescarci: due gamberi, nonostante fossimo stati quasi tutto il tempo sotto l'ombrellone.

Ma che estate è senza neanche una piccola scottatura?

Caterina Regazzi