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mercoledì 4 luglio 2018

Ginevra, dal 30 ottobre al 1 novembre 2018 - Convegno su inquinamento atmosferico e salute


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A fronte dei crescenti impatti sulla salute causati da condizioni meteorologiche estreme e da inquinamento atmosferico, l'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) e l'Organizzazione mondiale della sanità (WHO) hanno concordato di intensificare le azioni comuni.
Ogni anno, infatti, oltre 12 milioni di persone muoiono a causa dei rischi derivanti da inquinamento atmosferico, cattiva qualità dell’acqua, esposizione a sostanze chimiche invisibili. Inoltre, il clima che cambia sta esponendo la popolazione a condizioni meteorologiche sempre più estreme, tra cui tempeste, siccità e modelli mutevoli di malattie infettive. Molte malattie trasmesse come la malaria e la febbre dengue dipendono dalle precipitazioni e dalla temperatura.
Le due organizzazioni hanno quindi siglato un nuovo accordo di collaborazione su clima, ambiente e salute che le impegna ad accelerare le azioni per migliorare i risultati sanitari, concentrandosi sul rafforzamento della comprensione e gestione dei rischi per la salute associati a eventi meteorologici e climatici estremi  a lungo termine. Questo include un migliore accesso ed utilizzo di dati meteorologici e climatici per la valutazione del rischio, la pianificazione dell'adattamento e lo sviluppo di servizi su misura. Le previsioni stagionali sono ad esempio vitali per prevenire e gestire le malattie che dipendono dal clima.
L'accordo vuole dunque facilitare il coordinamento più stretto tra i servizi meteorologici, che monitorano e prevedono la qualità dell'aria, e le autorità sanitarie che si occupano dell'impatto dell'esposizione umana agli inquinanti.
Uno degli obiettivi principali è quello di promuovere politiche e pratiche che siano benefiche sia per la salute pubblica che per ridurre le emissioni di gas serra.
Il nuovo accordo è allineato all'agenda internazionale sullo sviluppo sostenibile, la riduzione del rischio di catastrofi e l'adattamento ai cambiamenti climatici. Dà particolare rilievo al raggiungimento delle popolazioni più vulnerabili nei paesi in via di sviluppo, nelle piccole isole in via di sviluppo e nelle aree urbane.
L’accordo ufficializza e formalizza decenni di collaborazione tra le due organizzazioni che hanno già un Ufficio comune per il clima e la salute.
Uno dei risultati più immediati della coalizione sarà la conferenza globale su inquinamento atmosferico e salute che si terrà a Ginevra dal 30 ottobre al 1 ° novembre 2018.

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(Fonte: Arpat)

lunedì 18 giugno 2018

La UE fa fuoco e fiamme: "Avanti con le biomasse!"


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L'Unione Europea vara la nuova politica energetica e affonda ogni ambizione di leadership mondiale  sulla protezione dell'ambiente. Infatti la nuova direttiva sulle energie rinnovabili approvata il 14 giugno 2018, e che sarà effettiva fino al 2030, continuerà a incentivare l’incenerimento delle biomasse, portando all’abbattimento di alberi interi, fino al ceppo, esclusivamente per la produzione (inefficiente) di energia elettrica.
 
L'UE ha adottato criteri in base ai quali l’energia da biomasse sarà incentivata, senza regole in grado di impedire metodologie che in realtà aumentano le emissioni. Al contrario, L'incentivazione dell'uso della biomassa aumenterà ulteriormente il prelievo di legname dalle foreste, portando a livelli di prelievo insostenibili.

Quando si parla di "energie rinnovabili” tutti pensano al vento o al sole. E invece la principale fonte di energia rinnovabile europea sono le biomasse legnose. Studi scientifici hanno dimostrato come l’energia da biomassa sia tutt’altro che “neutrale” e secondo le associazioni ambientaliste, può emettere perfino più del carbone se proveniente da ecosistemi preziosi.

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"Di fronte alle critiche ambientaliste e alle crescenti prove scientifiche, l'UE non è riuscita a cambiare radicalmente la sua politica distruttiva basata sulla combustione di legno per produrre energia", ha dichiarato Linde Zuidema, del Fern. "Il rinnovo della direttiva sulle energie rinnovabili ha offerto l’opportunità di  affrontare alcuni dei casi più eclatanti di utilizzo della biomassa, che sono stati screditati innumerevoli volte dagli scienziati. Ma l’UE ha ampiamente fallito".

La decisione va anche direttamente contro gli obiettivi dell'accordo di Parigi, che mira a mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi e che riconosce l'importante ruolo delle foreste nell'assorbimento del carbonio dall'atmosfera. L'accordo richiede che gli Stati mantengano e migliorino tale capacità di assorbimento delle foreste. La decisione odierna incoraggia tuttavia i paesi a fare quasi esattamente l'esatto opposto: ad aumentare il prelievo, portando a ridurre l'assorbimento di carbonio da parte delle foreste.

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(Fonte: Salva le Foreste)

domenica 18 settembre 2011

Dalla balza di Treia alla piana di Tarquinia: piccioni in volo!

Colombe come spia del disequilibrio dell'umanità

 
A completamento e corroborazione di quanto espresso nell'articolo di Paolo D'Arpini:
sul problema dei piccioni in eccesso a Tarquinia e sulle soluzioni per contenerne il numero, aggiungo che:

Stamattina, al solito bar di Treia, dove con Paolo facciamo colazione e diamo un'occhiata ai giornali, ci siamo confrontati sulla notizia che il sindaco di Tarquinia ha emesso un'ordinanza per l'uccisione (da parte di cacciatori) di colombi, onde arrivare ad una riduzione della popolazione di questi animali, così apprezzati da turisti e animalisti, e così odiati da amministratori (almeno alcuni), agricoltori, allevatori, mangimisti, ecc.

Secondo il mio parere, essendo arrivati a situazioni di disagio per la popolazione, e di possibile danneggiamento per certe strutture, monumenti in primis, che necessiterebbero di ripulisti continui per evitarne la corrosione, forse quello previsto dal sindaco Mazzola è il sistema più rapido, meno costoso e che, in certi ambienti dove la caccia è ancora ampiamente praticata e quindi più che tollerata, consente di prendere "due piccioni con una fava" nel vero senso del termine: si fanno felici gli amanti delle doppiette e si risolve, almeno MOMENTANEAMENTE il problema del sovra-numero di questi animali.

Consiglierei però vivamente a questi amministratori di prevedere altre misure per il futuro: ordinanza per il divieto di dare cibo a questi animali, dotare gli edifici pubblici di dispositivi (punte) per evitare la nidificazione, sollecitare, magari tramite contributi, i privati ai medesimi interventi.

Paolo diceva e non posso che dargli ragione, che questo proliferare di piccioni (ma anche per gli stessi motivi, di topi, ratti, gabbiani, ecc., cioè i cosiddetti "sinantropi" cioè animali che vivono vicino all'uomo, ma non sono domestici) dipende dall'alterazione dell'ecosistema creata dall'uomo.

In effetti è sotto gli occhi di tutti la distruzione dell'equilibrio naturale, la scomparsa dei nemici naturali di questi sinantropi (falchi e altri rapaci, piccoli e grandi mammiferi selvatici come gli istrici, le volpi) e l'abbondanza di cibo sparso nell'ambiente e a loro disposizione: discariche di rifiuti a cielo aperto, depositi di granaglie per l'alimentazione umana ma soprattutto del bestiame, ecc.) e dalla disponibilità, nelle nostre città, piccole o grandi che siano, di poter nidificare indisturbati.

Se però, a questo punto ci troviamo in questa situazione, cosa possiamo fare?
Smettere di intervenire in qualsiasi modo lasciando che si instauri un nuovo equilibrio? Ma chissà quando avverrebbe e chissà che tipo di equilibrio sarebbe!

Il problema è che l'uomo si sente un po' "un dio" e che soprattutto negli ultimi 50-70 anni, ha creduto di poter governare il mondo, di essere invincibile, complici soprattutto la medicina e la tecnologia, non pensando che ad ogni azione seguono conseguenze che non sono solo quelle che noi ci attendiamo (benefiche), ma ci possono essere spesso "effetti collaterali".... la vita umana si allunga? Si diffondono e si moltiplicano forme morbose degenerative del sistema nervoso, circolatorio, digerente, tutto l'organismo insomma sopravvive più a lungo ma in condizioni che necessitano continui interventi medicinali o chirurgici; abbiamo a disposizione nuove (vecchie ormai) fonti energetiche che ci consentono di spostarci velocemente sul globo e di poter disporre di materie prime e prodotti che provengono da centinaia o migliaia di chilometri?

Abbiamo un inquinamento atmosferico che ci comporta un'intossicazione cronica, con aumento dei tumori e delle allergie; disponiamo di cibo di tutti i tipi e di tutte le provenienze nel negozio sotto casa? i frigoriferi e le dispense si riempiono di merci in eccesso,che spesso vanno sprecate, e gettate nell'ambiente; abbiamo tutti il nostro bel computer a casa con cui navigare in giro per il mondo e sapere in tempo reale o anche un po' in ritardo con quante escort il nostro presidente del Consiglio ha intrattenuto rapporti intimi? non andiamo più a trovare il nostro vicino di casa che ci ha fatto tanto del bene negli anni passati e che sarebbe felice di una nostra visita (lui è anziano e il computer non ce l'ha, al massimo passa un'oretta davanti alla tv....)

Continuo?

In questo sistema di vita, scusate, ma l'uccisione dei piccioni non sarebbe un ulteriore alterazione? Se vogliamo migliorare il mondo cominciamo da noi stessi..... (io per prima, ora vado a trovare il mio vicino).
A presto!

Caterina Regazzi