sabato 20 luglio 2013

Soriano nel Cimino - In memoria di Emanuele Giuntella, eroe della dignità umana


Ricorre quest'anno il centenario della nascita di Vittorio Emanuele Giuntella (Soriano nel Cimino, 8 luglio 1913 - Roma, 27 novembre 1996), uno dei grandi maestri di vita e testimoni della dignità umana del Novecento.

Ufficiale degli alpini, dopo l'8 settembre rifiutò di porsi al servizio dei nazisti e fu internato in lager.

Docente di storia dell'età dell'Illuminismo all'Università di Roma, ha formato generazioni di studenti all'amore per il sapere e per l'umanità, al rigore intellettuale e morale, all'impegno culturale e civile.

Fondatore dell'Opera Nomadi ed impegnato in numerose iniziative di solidarietà, ha sempre difeso i diritti umani di tutti gli esseri umani.

Ha scritto saggi e libri di incomparabile profondità, la cui lettura rende migliori.
E' stato un uomo coraggioso e generoso, un luminoso esempio di amore per la verità, un autentico maestro di nonviolenza.

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Non so se in occasione del centenario della nascita la città in cui è nato e quelle in cui ha vissuto, o le istituzioni culturali cui ha dato contributi egregi come studioso, docente, testimone, gli abbiano già dedicato incontri di studio e di commemorazione. Se non lo avessero fatto, vorrei con queste righe esortare a farlo: sarebbe un dono grande non solo per noi che lo avemmo indimenticabile maestro, ma anche per tutte le persone che vorranno accostarsi alla sua imperitura lezione di sapienza e di umanità.


Peppe Sini

"Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac@tin.it e centropacevt@gmail.com 

venerdì 19 luglio 2013

Pesaro, 26 luglio 2013 - Fisco, o son fesso? - Tavola rotonda di Barricate


Fisco e Costituzione? Fanno a pugni.

Nel senso che il modo che lo Stato repubblicano ha di farci pagare le tasse non è proprio in linea con i dettami costituzionali. Insomma, ci sarebbero figli e figliastri, e tutto con la connivenza dei vari Governi. Eppure le soluzioni ci sarebbero. Più d'una.


Pensate che chi le propone si senta parte di una stessa squadra contro l'odiato sistema vessatorio?


O forse nell'Italia delle Italie anche quando si dovrebbe essere d'accordo si litiga? Vi ricordate gli uccellini di Linus in corteo? No? 

Beh, non mancate il 26 luglio a Pesaro (Sala della Provincia, ore 18) all'incontro dal titolo FISCO, O SON FESSO?, tavola rotonda organizzata da BARRICATE.

In Luglio è in edicola il quarto numero del bimestrale indipendente  BARRICATE- L’informazione in movimento.


Tema centrale del numero, il cammino dei DIRITTI UMANI, con approfondimenti e interviste alla Ministra Cécile Kyenge sul diritto di cittadinanza; a Don Andrea Gallo, “il prete che si è fatto uomo”; allo storico, Giovanni De Luna sulla crescente endemicità delle guerre; al funzionario di polizia e scrittore Ennio Di Francesco sulla democratizzazione delle forze dell’ordine; alla scrittrice Silvana De Mari sulla Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo; all’attore e ora regista Luigi Lo Cascio ed altri. Dai rappresentanti delle istituzioni agli intellettuali, dagli artisti agli studenti, un solo canto: la giustizia è tale solo se garantisce dignità e libertà ad ogni persona.
In questo numero alcune novità, come la collaborazione con il portale Peacelink e con la rivista Pressenza. Prosegue inoltre la collaborazione con Balloons e cresce il numero di collaborazioni con disegnatori e fumettisti.


L’inserto B! Ragazzi si arricchirà a partire dal prossimo numero di apporti dei lettori più giovani: potranno inviare le loro storie, idee, giochi, che Barricate farà illustrare dai suoi disegnatori.

Per quanto mi riguarda, sono presente con due servizi, uno - come già detto - sul tema fisco e legittimità costituzionale, con la voce di altre opinioni dopo quella di Torelli in maggio; l'altro su un allevamento di maiali che paiono proprio felici, almeno fino alla macellazione. Ma questo, loro, non se lo aspettano.


Mauro Ferri - mauroferri@mauroferri.it

giovedì 18 luglio 2013

Carpignano Salentino - Scoperto esemplare unico di Quercus Caroppoi

Quercus caroppoi. 14 sett 2012..JPG

Foto di Oreste Caroppo - Quercia Elegante

Eccezionale scoperta botanica nel Salento: la Quercia Elegante (Quercus caroppoi) esemplare unico al mondo e sconosciuto

Dalla scoperta alla tutela
Il valore della BIODIVERSITA'  per la SALVAGUARDIA, per la VALORIZZAZIONE e la PROMOZIONE dell’ AMBIENTE e dell'IDENTITA' di un TERRITORIO.
 
Che il Salento, l’Apulia Salentina, fosse terra di meraviglie, questo lo si sapeva già, ma oggi ancor di più il Salento si scopre e mostra in tutta la sua ricchezza territoriale e biologica, fregiandosi di una perla rarissima, anzi, unica al mondo! A Carpignano Salentino, borgo simbolo di agricoltura e tradizioni fortissime e millenarie, la già ricca biodiversità salentina oggi si arricchisce di una gemma preziosissima. Proprio nel territorio di Carpignano Salentino è stato scoperto un inedito e unico esemplare al mondo di una nuova entità di quercia, tanto da meritarsi quale nome scientifico lo stesso nome del suo scopritore, Oreste Caroppo, difatti questa perla rarissima di biodiversità è stata battezzata, dai botanici dell’ Università del Salento, che l’hanno studiata, quale “Quercus caroppoi”, in termini di nomenclatura scientifica, e per la sua innegabile bellezza ed eleganza si è meritata il nome di “Quercia Elegante di Carpignano Salentino”.

La pianta si è rivelata essere una sempreverde, o semi-sempreverde, presenta foglie coriacee, lucenti, dentate lungo il margine, talune anche con denti, sempre mucronati, ma profondamente incisi; le foglie sono molto spinescenti, sempre sul margine, nelle plantule; la pagina inferiore della foglia è di un verde ancor più chiaro. Nel complesso numerose sue caratteristiche, nel confronto con le querce selvatiche pugliesi conosciute, son parse, allo studio attuale, intermedie tra la Quercia spinosa, diffusa nel basso Salento, e il Cerro, i cui esemplari selvatici più prossimi oggi si ritrovano sulle Murge nel nord della Terra d’Otranto, e nella vicina Lucania. L’ambiente in cui vive l’olotipo di questa nuova entità quercina, che non si può escludere ora possa portare alla scoperta di altri esemplari simili sopravvissuti all’antropizzazione eccessiva, è quello tipico della macchia mediterranea adattata a estati secche e suoli calcarei a terre rosse, in ambiente pianeggiante, a poche decine di metri sul livello del mare, ad alcuni chilometri dal mare nell’entroterra salentino.  

La meravigliosa Quercia Elegante (Quercus x caroppoi), è stata scoperta la mattina del 13 settembre 2012, alle prime luci dell’alba, dallo studioso Oreste Caroppo. Essa mostra nell’ insieme tratti unici ad oggi sconosciuti alla scienza trattandosi dell’unico esemplare vivente finora conosciuto di questa nuova e inedita entità botanica.

L’esemplare scoperto è anche un’antichissima testimonianza, ancora viva e vegeta, del mitico variegatissimo e lussureggiante “Bosco dei Greci”, e prima ancora dei Messapi, ricordato, a tutt’oggi, dagli anziani e dagli abitanti di questi luoghi magici; bosco di straordinaria bellezza che si estendeva da Calimera, dove ancora oggi, presso la famosissima chiesetta di San Vito, (nel cui interno si trova l’apotropaica megalitica pietra forata, oggetto ancora di riti pagani di rinascita, da parte dei locali, consistenti nel passaggio attraverso il suo stretto foro per propiziare fecondità), si possono ancora notare degli imponenti esemplari di Leccio (Quercus ilex, una quercia sempreverdelocalmente chiamata in vernacolo “lizza”),  guardiani e custodi di una delle porte di accesso nell’area boschiva che, a partire da lì, ammantava il territorio fino alle porte di Martano, comprendendo il borgo di Carpignano Salentino e Serrano, declinando da un lato verso Borgagne e Roca Vecchia e le attuali marine di Melendugno, quali Torre dell’Orso-Sant’Andrea-San Foca, fin su a congiungersi con la foresta delle Cesine e di Rauccio, la Foresta di Lecce, e dall’altro lato unendosi a sud-est con l’area boschiva e macchiosa dei Laghi Alimini e Otranto, e a sud fino a fondersi con le selve (la Silva) della immensa e antichissima Foresta di Cutrofiano e del Bosco Belvedere, nel cuore del basso Salento, ricchissima di biodiversità mediterranea e di una relitta flora appenninica, propria solitamente di ambienti collinari e montani più freschi, e anche igrofila, lì conservatasi grazie a particolari condizioni microclimatiche, idro-geologiche e orografiche, sin dalle epoche preistoriche; selve che a loro volta si congiungevano a sud con le macchie di Tricase ricche di Querce Vallonee (Quercus macrolepis, specie quercina, questa, emblematica e vivente in Italia soltanto in Terra d’Otranto, salvata recentemente dall’estinzione locale, grazie alla corale partecipazione spontanea dei salentini, che ne hanno preso le ghiande e l’hanno ripropagata quasi ovunque possibile; una mobilitazione civico-ambientalista che fa oggi ben sperare per una rapida massima diffusione di questa nuova, e, forse, anche molto antica, entità quercina, la Q. caroppoi, ritrovata e vivente in territorio di Carpignano.

Questa strabiliante scoperta, oltre a riempire di indicibile gioia tutti i cittadini del Salento, a dimostrazione dell’estrema importanza e vitalità che giorno dopo giorno ci regala questa straordinaria terra, impone un’importante presa d’impegno da parte di tutti, e, soprattutto, da parte di tutte le istituzioni, ovvero la doverosa attivazione di un programma di massima salvaguardia e tutela di questo esemplare unico al mondo, con, da un lato, la tutela dell’ esemplare, nel massimo rispetto del paesaggio, al più con staccionate e cartelli in legno, dall’altro, con la creazione pianificata di una campagna di propagazione tramite un sano e doveroso piano di ripristino naturale dei luoghi storico-naturali degradati dall’ uomo, con sistematiche azioni di riforestazione e salvaguardia, con azioni puntuali di bonifica-decementificazione e deasfaltizzazione, rinaturalizzazione, seguendo un certosino restauro paesaggistico-territoriale. 

Un’entità botanica, che, elemento importante, si è rivelata estremamente fertile, ma che, data l’ estrema rarità, unicità ad oggi, che la pongono al vertice di ogni possibile Lista Rossa delle specie da aiutare massimamente, ha ora bisogno dell’amore di tutti affinché le sue preziosissime ghiande siano raccolte da terra, una volta mature, e coltivate con massima cura negli orti e giardini del territorio pugliese per un’azione partecipata econdivisa volta alla salvezza di questa splendida, e bisognosa di cure, Quercia Elegante, il cui habitat così tanto è stato contratto a causa dell’uomo. Allo stesso tempo è importante la ripropagazione e diffusione da parte del Corpo Forestale dello Stato di questa inedita entità quercina al fine di preservarne le sue caratteristiche genetiche.

Qui a seguire si può leggere l’importante e ufficiale relazione redatta dal prof. Piero Medagli ricercatore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali (Di.S.Te.B.A.) dell’Università del Salento. Lettera all’Amministrazione di Carpignano per segnalare l’eccezionale scoperta della Quercia Elegante di Carpignano e la necessità della sua tutela e ripropagazione:

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Lecce 21 maggio 2013
Spett.le Amministrazione Comunale di Carpignano Salentino,
su segnalazione di Oreste Caroppo e verifica del sottoscritto con successive indagini bibliografiche e di laboratorio, è stata accertata la presenza in agro di Carpignano Salentino di un esemplare arboreo bicormico (con due tronchi separati partenti da un ceppo comune) di una quercia di origine ibridogena derivante dall’incrocio tra quercia di Palestina o quercia spinosa (Quercus calliprinos Webb) e cerro (Quercus cerris L.). Benché gli ibridi nel genere Quercus siano abbastanza diffusi in natura, l’ibrido in questione risulta costituito da una combinazione nuova e del tutto inedita alla scienza e si tratta dell’unico esemplare vivente fino ad ora conosciuto di questa rara entità alla quale è stato ufficialmente dato il nome di Quercia di Carpignano, sulla base della sua collocazione geografica (nome scientifico Quercus x caroppoi in onore di colui che per primo ha posto attenzione su questa nuova entità ibrida). I due tronchi risultano avere un’età di circa 20 anni ciascuno e sembrano scaturire alla base da un ceppo di circa 300 anni di età attualmente ricoperto e nascosto da un muretto a secco. Forse si tratta di un esemplare residuo di un’antica formazione forestale oggi scomparsa. La assoluta rarità di questo esemplare unico al mondo, sulla base delle conoscenze attuali e la sua collocazione lungo un bordo strada, impone rigorose misure di salvaguardia dell’esemplare ed iniziative volte alla conservazione e adeguata diffusione del nuovo ibrido con la creazione di nuovi individui prodotti da autoimpollinazione naturale e collocazione in aree idonee da individuare, al fine di scongiurarne l’estinzione. Ovviamente gli studi scientifici su questa entità sono ancora in corso presso l’Orto Botanico dell’Università del Salento e mirano a ricostruire le caratteristiche e le modalità di formazione del nuovo ibrido la cui origine, come accennato risale a circa tre secoli fa, in un contesto ambientale assai diverso dall’attuale. In ogni caso le informazioni acquisite sono sufficienti affinché venga data ufficialmente comunicazione all’Amministrazione Comunale di Carpignano Salentino allo scopo di predisporre adeguate iniziative di tutela. Ovviamente sia il sottoscritto che l’amico Oreste Caroppo restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento. Con i migliori saluti.
Dott. Pietro Medagli – Botanico Università del Salento
 

Q. caroppoi, foto del 18 sett. 2012.jpg


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Presentazione de
 LA QUERCIA ELEGANTE (Quercus Caroppoi).
 
CARPIGNANO SALENTINO (Le)
ATRIO "PALAZZO DUCALE GHEZZI"
VENERDI' 19 LUGLIO 2013
ORE 20.30
PRESENTAZIONE DE
"LA QUERCIA ELEGANTE (Quercus Caroppoi) dalla scoperta alla tutela". 
Il valore della BIODIVERSITA' per la SALVAGUARDIA, per la VALORIZZAZIONE e la PROMOZIONE dell'AMBIENTE e dell'IDENTITA' di un TERRITORIO.
Saluti
Roberto ISOLA / Sindaco del Comune di Carpignano Salentino (LE)
Leonardo MANGIA / Assessore all’ ecosostenibilità  del Comune di Carpignano Salentino (LE)
Antonio D’OSTUNI Presidente Associazione “Officine Culturali”
Interverranno:
Luigi DE BELLIS - Direttore Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali- UNISALENTO
Piero MEDAGLI - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali UNISALENTO
Rita ACCOGLI - Curatrice Ortobotanico UNIVERSITA' DEL SALENTO
Oreste CAROPPO – Naturalista / Independent Researcher e scopritore della pianta
Francesco MANNI - Presidente dell’Associazione NUOVA MESSAPIA

L’Associazione Officine Culturali -documentazione, ricerca, cultura e promozione-, e il Comune di Carpignano Salentino con la collaborazione del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università del Salento, organizzano, nella cornice dell’atrio di Palazzo Ducale Ghezzi in via Roma a Carpignano il giorno 19 Luglio 2013 alle ore 20:00, la presentazione de: “ LA QUERCIA ELEGANTE (Quercus Caroppoi) dalla scoperta alla tutela. Il valore della BIODIVERSITA' per la SALVAGUARDIA, per la VALORIZZAZIONE e la PROMOZIONE dell'AMBIENTE e dell'IDENTITA' di un TERRITORIO”.
Oggetto dell’incontro sarà la presentazione al pubblico della “sensazionale scoperta fatta nel mese di settembredell'anno scorso, dopo otto mesi di verifiche scientifiche, dell’inedito e unico esemplare al mondo di quercia, perla rarissima di biodiversità che è stata battezzata “Quercus caroppoi” e che per la sua innegabile bellezza ed eleganza si è meritata il nome di “Quercia Elegante di Carpignano Salentino.”
L’esemplare di Quercia scoperto in agro di Carpignano da Oreste CAROPPO – Naturalista/ Independent Researcher, e attivissimo membro dell’Associazione “Ambiente e Salute”, è anche una viva testimonianza del mitico e lussureggiante Bosco dei Greci e prima ancora Bosco dei Messapi che si estendeva da Calimera a Martano sino alle Marine di Melendugno.
L’iniziativa rappresenta una tappa importante nell’avvio del processo di salvaguardia e promozione che l’Amministrazione Comunale, di concerto con le associazioni presenti sul territorio e l’Università del Salento, porterà avanti. Il punto di partenza di un percorso di tutela e valorizzazione della biodiversità del Salento, la cui già pregevole e prestigiosa ricchezza, fatta anche di peculiarità paesaggistiche e naturalistiche, può oggi contare anche su questa nuova e preziosissima perla.
A Carpignano Salentino, borgo con tradizioni fortissime e millenarie, la già ricca biodiversità salentina oggi si arricchisce di una gemma preziosissima.
 
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Video: la Quercia Elegante, (Quercus caroppoi), esemplare unico al mondo e ad oggi sconosciuto

Fonte: TG Norba 24 - servizio emittente Telenorba 

mercoledì 17 luglio 2013

La Regione Marche si preoccupa della salute dei suoi cittadini?


Marche, malate poco curate?

Giungiamo a conoscenza che l’Agenzia Regionale Sanitaria , sia pronta a predisporre la convenzione con l’Università di Camerino per la costituzione del registro tumori, in base alla legge regionale 10 aprile 2012, n. 6.che istituisce l’ Osservatorio Epidemiologico Regionale.

Tale proposta costituisce uno strumento indispensabile per poter effettuare un monitoraggio e una analisi epidemiologica approfondita, utile anche per valutare le connessioni esistenti tra inquinamento e patologie come tumori e leucemie.

Attualmente il registro è in uno stato di limbo burocratico in mano al Segretario Generale della Regione Marche Dr.ssa Moroni.

Nei prossimi giorni verrà elaborata una proposta di convenzione con l’Università di Camerino che verrà sottoposta all’attenzione della Giunta Regionale Marche.
Alla luce degli ultimi eventi, ove si è evidenziata la mancanza di questo prezioso strumento di indagine epidemiologica (centrali biogas, Inceneritore COSMARI, cementificio SACCI,..) ci auguriamo che tutti gli organi coinvolti, ivi compresi la Giunta Regionale e il Segretario Regionale, procedano alla immediata approvazione della convenzione e alla istituzione dell’ufficio preposto.

Considerato inoltre che l’avvicinarsi delle ferie estive potrebbe far slittare ulteriormente le tempistiche di entrata in esercizio, e che sono state reperite tutte le risorse finanziarie e il personale idoneo per la gestione di questo prezioso strumento, è quanto meno opportuno che si giunga ad una immediata risoluzione della questione.

Comitato Petriolo per il territorio
Comitato Salute e conservazione del territorio per Corridonia
Comitati in Rete

martedì 16 luglio 2013

Bologna, 20 luglio 2013 - Luna piena, Gurupurnima, Riciclaggio della Memoria, recite, canti, danze sacre.. all'Orto dei Giusti

Notturno all'Orto dei Giusti

“Hanno distrutto il tuo amore e ti hanno dato una logica priva di vita.
Hanno distrutto la tua intelligenza e l’hanno sostituita con l‘intelletto.
Hanno distrutto la tua vita, la tua vitalità e ti hanno imposto un modello di vita impantanato, un programma di vita.
Hanno distrutto tutta la tua celebrazione e ti hanno trasformato in un bene di mercato”

(Georges Ivanovitch Gurdjieff)


Ultimi giorni di preparazione per la grande festa di Luna piena e Gurupurnima che si tiene a Bologna, all'Orto dei Giusti, il 20 luglio 2013 a partire dalle h. 21. 

Ieri sera, Caterina ed io, siamo andati al Centro Yoga di Mara Lenzi a provare i mantra e gli strumenti che ci accompagneranno. La prova è stata coinvolgente ed esaltante, tutte le ragazze erano ispirate e sciolte...  le  ho contate  e sono rimasto meravigliato, sono più di due dozzine, tutte variopinte e belle.  Così mi sono immaginato la scena sulla spianata vicino alla Yurta a Bologna, questa massa umana colorata e melodiosa,  più le tre attrici  che reciteranno le storie sull'Umiltà, più  i mariti, compagni, amiche, fratelli, più Upahar e Venu...  insomma lo spazio sarà riempito all'uovo, e farà "caldo"... sino al punto di sentire il desiderio di spogliarci delle nostre corazze mentali....  

Come si usa in India festeggeremo il Guru (https://en.wikipedia.org/wiki/Guru_Purnima) seduti per terra, però durante la recita susseguente e durante il discorso ci si  potrebbe spostare sulle sedie... se ne ce saranno abbastanza.  Altrimenti continueremo a stare tutti per terra, pubblico compreso (esclusi pochi anziani e donne incinte). L'impatto generale della festa sarà notevole... il pubblico infine sarà coinvolto nella grande danza in cerchio sotto la luna piena....  magari davanti ad un focherello.

L'incontro prevede anche la presentazione, al lume di candela, del mio  libro "Riciclaggio della Memoria" (Ed. Tracce) ed un discorso sulle tradizioni nomadiche. Questo del nomadismo è un discorso importante. 

L’uomo infatti non sa più vivere in uno spazio diffuso e condiviso con tutti gli altri esseri viventi  ed  il danno maggiore di questo suo atteggiamento alienante è la profonda lesione del “tessuto connettivo”   senza per altro riconoscerlo. Il tema culturale che verrà trattato durante l'incontro ci riconduce quindi alla necessità di  considerare nel nostro quotidiano l’attuazione di una ecologia profonda e di una spiritualità naturale, o laica.


Paolo D'Arpini
Referente Rete Bioregionale Italiana


Indicazioni  per arrivare all'Orto dei Giusti (Via Colli 54): da Bologna, utilizzando l'asse attrezzato che segue Crespellano, proseguire senza problemi fino al raccordo con la tangenziale. Sempre dritto in direzione Bologna percorrendo circa 2,5 Km dal ponte fiume Reno fino alla rotonda Romagnoli (zona Certosa) indi uscire a destra direzione Centro. Percorri altri 2,5Km e si arriva all'incrocio con i Viali della città. Svoltare a destra seguendo la circonvallazione; poi  a Porta Saragozza  prendere via Saragozza verso San Luca, al 3 o 4 semaforo a sinistra via di Casaglia e percorrerla tutta circa 7 km fino a parco Cavaioni, raggiunto Parco Cavaioni ancora 300 metri avanti sulla destra.   Parcheggiare lungo la strada.


Info. 333.6023090 - bioregionalismo.treia@gmail.com 



Ah,  chi volesse ascoltare in anteprima alcune note e canti di Upahar Anand (il magic singer anglo-indiano)  clicchi qui: http://www.youtube.com/watch?v=NgsUtJQlDpQ 

lunedì 15 luglio 2013

L'Isola di Montecristo tornerà a vivere ... (forse)

Foto di Gustavo Piccinini


Si è conclusa il 12 luglio 2013 presso l'Isola di Montecristo la spedizione scientifica di Accademia Kronos del Lazio e delle Marche per accertare lo stato di salute dell'ecosistema Montecristo. 

Il tutto dopo un'operazione di riequilibrio biologico, finanziato dal progetto Life, durato due anni.

Tre anni fa ci si accorse che i ratti, trasportati involontariamente nel passato dai velieri che approdavano all'isola, avevano letteralmente colonizzato l'isola, aumentando di numero a dismisura, al punto da distruggere tutti i nidi di uccelli marini e di terra, nonché lucertole e piccoli anfibi. Oltre a ciò l'eccessiva popolazione di capre, circa 800, stava per desertificare completamente tutta l'isola. 

L'isola di Montecristo, nominata anni fa patrimonio dell'umanità, come riserva biogenetica è la più importante a livello europeo, da qui la necessità d'intervento radicale per riportare l'equilibrio biologico originale. In due anni di operazioni di derattizzazione e di limitazione del numero di capre, l'operazione oggi può definirsi conclusa: eliminati tutti i ratti dell'isola e riportato il numero delle capre a cento unità. 

La fase successiva sarà quella di aiutare la vegetazione originaria a riprendere il proprio territorio e nel frattempo consentire agli uccelli marini e terrestri, rapaci compresi, di poter nuovamente nidificare nell'isola.


Il gruppo di studio di Accademia Kronos ha così preso atto della situazione, dichiarandosi soddisfatto dell'operazione di recupero di tutto l'ecosistema; operazione effettuata dai forestali e dai tecnici della riserva naturale dell'Arcipelago Toscano. Ogni due anni questo gruppo di studio di AK tornerà per valutare i progressi dell'operazione "Salva Isola".

Fonte: A.K.

domenica 14 luglio 2013

Diminuisce la riserva di acqua potabile in Italia



Quasi tutti i Paesi africani, l'Italia e in parte la Grecia, per quanto riguarda la distribuzione delle acque per uso potabile usano la logica "del fai da te", ogni comune s'arrangia come può. 

Nelle regioni settentrionali dell'Italia, grazie all'abbondanza di fiumi, sorgenti e laghi la captazione delle acque avviene quasi sempre in superficie, come in tutti gli altri Stati europei. Ma man mano che scendiamo nelle regioni centrali e poi meridionali della penisola e nelle isole, le acque per uso potabile invece vengono catturate in profondità, a volte attingendo in serbatoi naturali di acque fossili. Un danno irreversibile per quanto riguarda la circolazione delle acque di profondità, nonché per la salute dei cittadini. 

Un esempio per tutti è la situazione delle acque di falda della Puglia. La pressione delle acque sotterranee che sfociano nel mare è stata fortemente affievolita e in alcuni casi annullata, il risultato è che il mare è riuscito a penetrare nelle falde sotterranee, arrivando fino a 30/40 chilometri dalle coste. 

Morale della favola: da molti pozzi si estrae acqua salmastra inutilizzabile perché salinizza e sterilizza i terreni. Se analizziamo i rischi alla salute umana causati dall'utilizzazione di acque di falda, il caso più eclatante è quello del viterbese dove la gran parte di acque per uso potabile viene prelevato dai pozzi. Essendo l'area del viterbese di origine vulcanica, inevitabilmente nelle acque per uso potabile si trovano alte percentuali di Arsenico e di Uranio 238, elementi questi altamente cancerogeni. 

Non meglio nella Pianura Padana dove dall'acqua dei pozzi si possono trovare alte concentrazioni di sostanze chimiche tossiche percolate in profondità dopo che erano state "disinvoltamente e irresponsabilmente"sparse nei campi coltivati.

Quale è allora la risposta a tutto ciò? La nascita di una rete intelligente di condotte collegate dal nord al sud capaci di trasportare acqua potabile in tutt'Italia, un po' come avviene come la distribuzione dell'energia elettrica. 

Tutto questo è contenuto in uno studio recente elaborato dallo scienziato Vincenzo Ferrara per conto del ministero dell'ambiente. Secondo questo studio le acque potabili in eccesso al nord e in parte del centro potrebbero essere distribuite al sud senza più il bisogno di attingere acque di falde acquifere di profondità. Nel viterbese e in altre aree vulcaniche finirebbe così il rischio tumori a causa della presenza di arsenico e uranio 238.

Altra nota dolente dell'uso dell'acqua potabile in Italia è data dall'agricoltura che in molti casi "ruba" acqua già depurata per spargerla nei campi. Si pensi che il 70% di acqua per uso umano finisce nei campi e il più delle volte con la non sensibilità ambientale e sociale di alcuni agricoltori che in piena estate la consumano irrorando i campi anche quando il Sole è alto. In questo modo facendo evaporare l'80% dell'acqua prima che questa raggiunga le radici delle piante. Anche qui Vincenzo Ferrara propone di vietare l'uso di acque depurate per uso umano in agricoltura. In alternativa propone di utilizzare le acque provenienti dai depuratori che invece di finire in mare potrebbero essere dirottate nei campi. Sempre Ferrara propone di ripristinare o costruire nuove cisterne sotterranee capaci durante l'autunno e inverno d'immagazzinare le acque meteoriche.


Il problema dell'acqua presto potrebbe diventare "esplosivo" anche per l'Italia, per cui invece di pensare ad inutili e costose opera infrastrutturali, si potrebbe cominciare, per il bene di oltre 60 milioni di cittadini, a pensare seriamente a risolvere questo problema così come esposto nel recente studio del Ministero dell'Ambiente, di cui abbiamo riportano alcuni passaggi.    

Gabriele La Malfa