lunedì 23 giugno 2014

SinergiNatura - Intervento all'Incontro Collettivo Ecologista 2014



Rete bioregionale -  Incontro Collettivo Ecologista al centro Olis di Montesilvano: 21-22 Giugno 2014.  Una data da ricordare, come tante tra l'altro, d'incontri che segnano il passo, mostrano i simboli e indicano la strada, siamo qui per dare il nostro contributo il nostro sostegno e di esprimere con semplicità ciò che siamo.


SinergiNatura nasce nel 2012 quasi per gioco, un attività che muove i suoi passi nel cambiamento, un percorso rivoluzionario per certi versi, un ritorno nella dimensione umana quella vera a confronto con quanti vogliono farci credere che il sistema attuale sia il migliore possibile, un sistema basato sul consumo e la crescita infinita. Da circa due anni ci dedichiamo alla riscoperta della natura, del nostro ruolo in essa come parte di un unico disegno, attingiamo dai suo frutti e dal suo divenire ciò che ci serve per sostenerci, la trasformiamo artigianalmente e la rendiamo fruibile in modo naturale tramite confettura,succhi e preparati. Questo ci ha spinti alla realizzazione di orti sinergici coltivati in maniera consapevole e alla salvaguardia della biodiversità, il primo a Spoltore (Pe) il secondo a Montorio al vomano (Te) due tappe fondamentali nella realizzazione di ciò che siamo, gli insegnamenti che provengono dal grande spirito ci ha portati a curare temi come la permacultura e la sostenibilità agricola-naturale i quali ci danno la possibilità di esprimerci al meglio. L'arte ci ha spinti a perlustrare ogni angolo della nostra espressività, nei momenti di creatività realizziamo oggetti con il riciclo della carta di giornale che in qualche maniera rendono un materiale destinato al rifiuto con qualcosa di nuovo e di riutilizzabile in maniera ecologica. Tutto questo lo portiamo sempre con noi nei nostri spostamenti e negli eventi-mercati a cui partecipiamo, nei nostri progetti sul territorio regionale come Snodo e Terraemani, due iniziative che stanno interconnettendo come una rete le diverse realtà presenti dall'agricoltura, all'artigianato passando per tutto ciò che fa riscoprire le nostre tradizioni tra cultura ed attività produttive, la dualità spirito materiale si sta assottigliando unendosi in un vortice di passione, unione e condivisione.

Snodo è un gruppo aperto fondato nel 2012 al fine di creare una rete di luoghi, attività e persone che condividono esperienze per vivere in armonia con se stessi, gli altri e la natura, sognando un mondo abbondante e felice. Il gruppo svolge attività di riscoperta delle tradizione attraverso laboratori di auto-sostenibilità e non solo. Nel blog troverete molte informazioni http://www.snodo.net/blog/

Il connettivo Terraemani nato nel 2013 tra artigiani e produttori agricoli con l'intento di realizzare una serie di eventi-mercati sul palcoscenico regionale portando cibo sano e creatività artigianale alla disponibilità delle persone, seguendo le linee guida del genuino clandestino. La realizzazione di uno statuto e carta di intenti ha definito ciò che il connettivo si è prefissato di fare e di cooperare per il benessere di chi ne fa parte e di tutti quelli che lo sosterranno. Eventi sono già stati avviati tra la provincia di Pescara e di Chieti, la collaborazione ora si sta avvalendo di altri connettivi sul territorio come lo spazio sociale zona 22 a S. Vito Chietino che in sinergia con terraemani sta dando nuove energie al progetto e alla visione di noi tutti.

Forza e coraggio ci accompagnano, l'essere umano sta riscoprendo chi egli è veramente, gioia e amore trascinano le nostre azioni con l'aiuto di tutti ogni cosa è possibile. A volte può sembrare difficile, in effetti lo è ma noi siamo venuti qui per un motivo e nessuno può impedirci di realizzare il nostro sogno personale, insieme all'anima del mondo che ci sostiene, e se pensiamo che sia impossibile, che tutto ci vada contro.. basta semplicemente fare un altro passo, rialzarsi sulla propria spada e comprendere che il confine tra uomo e dio non è più così lontano.

Grazie a tutti per esserci.

Fabrizio - sinerginatura2@virgilio.it

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Articolo collegato: 

venerdì 20 giugno 2014

Jesi. Il fiume Esino, l'habitat, gli animali e gli uccelli



Ho una passione e venerazione per gli animali e passo ore ad ammirarli, lo faccio attraverso le ottiche di una fotocamera digitale in una piccola riserva naturale presso il fiume Esino, nelle Marche. Appena mi è possibile cerco di andare anche in altre zone umide per osservare gli uccelli migratori che vi risiedono o che vi soggiornano.

Per me tutto questo è una fonte d’indescrivibile ricchezza e magnificenza: è la Luce, la Creazione in azione attraverso continue mutazioni e metamorfosi che agiscono sia fuori di me sia in me stesso, senza soluzione di continuità.

Ho cercato di definire tutto questo con un termine, mi è arrivato il termine fotosofia e di seguito una metodologia che possa permettere anche ad altre persone d’immergersi in tale fonte d’inesauribile energia.

Quello che provo in quei momenti è un’esperienza “quantica” e nello stesso tempo poetica, dove non esiste la separazione tra vista, odorato, udito, gusto, contatto. E’ facile e naturale entrare in tutt’uno col divino che è in noi e fuori di noi.

Nelle mie zone la varietà degli uccelli non è elevata, ma in compenso mi soffermo ad osservare le variazioni di luce che si producono nello stagno col passare del tempo.

E non è tutto! Non pago di tutto ciò vado in ogni mese a fare delle passeggiate alla luna piena per avere l’esperienza “femminile” e ricettiva, dell’aspetto complementare della forza “maschile” del Sole.

Buone giornata a tutti voi.

Renato Tittarelli

giovedì 19 giugno 2014

Pino bianco per purificare l’acqua dai batteri




Pino bianco detto anche Pino di Weymouth, per purifcare l’acqua dai
batteri con un pezzo di legno.


La carenza di acqua potabile è un problema sempre più sentito,
specialmente per quanto riguarda i Paesi in via sviluppo. Causando
siccità, carenza di igiene, ampia diffusione delle più svariate
malattie e alti tassi di mortalità. Da sempre ricerca scientifica
cerca di ovviare a tali inconvenienti e oggi pare aver raggiunto un
risultato straordinario: la possibilità di purificare l’acqua dai
batteri con un pezzo di legno.

I ricercatori del Massachussets Institute of Technology di Boston
sostengono infatti di esser riusciti ad eliminare dall’acqua il 99%
dei batteri di escherichia coli, grazie a un pratico sistema di
filtraggio ottenuto dal ramo di pino bianco (anche detto pino strobo).

Secondo lo studio, pubblicato su Plos One, si possono produrre 4 litri
di acqua potabile al giorno, e potrebbe esser diffuso nelle zone
rurali povere, dove le acque sono ancora largamente contaminate e i
sistemi di filtraggio poco efficienti.

Le moderne membrane per la filtrazione hanno pori nanometrici che non
possono esser facilmente producibili artificialmente. L’idea è di
ricorrere a una membrana già disponibile: basta prendere un pezzo di
legno e farne un filtro. Lo studio è, infatti, frutto di una lunga
analisi del sistema linfatico degli alberi; a volte basta osservare la
Natura per riuscire a trovare le soluzioni ai nostri vari problemi.

Il segreto risiede nello xilema, un tessuto poroso che conduce la
linfa dalle radici ai germogli, filtrando le bolle d’aria. In pratica,
viene opposta una resistenza minima alla salita della linfa, ma i
piccoli pori nanometrici impediscono la cavitazione. Quest’ultimi, la
cui dimensione varia fino ad un massimo di 500 Nm a seconda delle
piante, riescono quindi a trattenere gli organismi patogeni, impedendo
il loro passaggio.

Questa osservazione ha ispirato i ricercatori, che hanno ideato un
filtro naturale pensando proprio al meccanismo di funzionamento dello
xilema e alla naturale capacità dell’alburno (la parte più giovane del
legno degli alberi) di filtrare le particelle più grandi di 70 Nm,
quanto basta per trattenere i batteri ma non i virus, che sono più
piccoli. Ecco quindi un sistema innovativo, decisamente più ecologico
ed economico rispetto ai metodi di depurazione tradizionali, quali
bollitura, pastorizzazione, clorazione, trattamento con ozono,
disinfezione coi raggi UV o filtrazione con membrane.

Veniamo ora ai materiali necessari per la costruzione di questo filtro
low-cost. I ricercatori hanno individuato il legno ideale in quello
del pino bianco (pinus strobus), di forma conica e con gli aghi di una
lunghezza media di 11 cm, che cresce in Massachussets. Da questa
pianta vengono recisi i rami dai quali sarà estratto il legno
necessario al filtraggio. L’importante è che sia fresco, perché
secondo gli stessi ricercatori i test effettuati con parti essiccate
hanno avuto un esito negativo.

Il filtro è costituito essenzialmente da una sezione di legno di pino
decorticato, inserita in un tubo in PVC e bloccata da un fermo
metallico. La sua capacità di rimuovere i batteri dall’acqua – gli
escherichia coli cilindrici del diametro di 1 micron, inattivati e
resi fluorescenti – ha dato risultati sorprendenti. Usando tre
differenti filtri, la percentuale dei batteri respinti è stata stimata
al 99,9%!

Al MIT di Boston son sicuri di aver dimostrato che questo sistema – lo
xilema rilevato dall’alburno delle conifere – abbia un notevole potere
depurativo se utilizzato per la filtrazione dell’acqua, poiché la
disposizione gerarchica delle membrane nel tessuto amplifica l’area
utile per la filtrazione stessa, garantendo alte portate.

Se consideriamo la facile costruzione di questi strumenti, realizzati
con materiali biodegradabili, di ottima reperibilità e poco costosi,
possiamo esser ottimisti: basterà perfezionarli e diffonderli per
sconfiggere le malattie dovute all’acqua infetta.

Il progetto è ancora agli inizi e le sfide future riguarderanno la
maggiore efficacia di questi filtri basati sullo xilema, alla ricerca
del miglior legno possibile e del modo per evitare che si secchino.

All’istituto di Boston non si pensa ai brevetti, data l’importanza che
questa scoperta potrebbe avere in futuro, ma si spera che una ricerca
di tal portata continui a ricevere fiducia e i necessari investimenti.
D’altronde, il problema della carenza di acqua potabile potrebbe avere
gravi conseguenze politiche ed economiche: agire per arginarlo deve
essere per tutti un imperativo d’obbligo.

Fonti: 
http://www.tuttogreen.it
http://ogigia.altervista.org/

mercoledì 18 giugno 2014

Marche - Una lista civica regionale per amministrare adeguatamente il territorio

Caro Paolo D'Arpini, il prossimo incontro regionale sarà decisivo per la creazione di un SOGGETTO ELETTORALE REGIONALE UNITARIO E INDIPENDENTE (da tutti i partiti) in vista delle elezioni ragionali del prossimo anno nelle Marche. Il progetto è aperto a tutti e  qui trovi un documento esplicativo introduttivo, un abbraccio
Italo Campagnoli

Per cambiare la politica marchigiana, come del resto quella italiana, è necessario portare in Consiglio Regionale persone che sappiano garantire e rappresentare una nuova visione della Politica stessa, un nuovo modo di fare Politica e una reale attenzione alla nostra terra. 

Da qui la necessità di raccogliere tutte le forze antagoniste all'attuale sistema, non fondendo vari soggetti politici e nemmeno confederandoli, ma unendoli in progetto politico capace di esprimere un soggetto elettorale nuovo, mantenendo le proprie identità e diversità ma partendo dalla condivisione di alcuni punti fondamentali e vincolanti.

Il primo di questi deve essere assolutamente una nuova modalità di organizzarsi, esprimere rappresentanti e garantire la partecipazione diretta dei cittadini: la strada passa per le assemblee territoriali (circoscrizionali) che eleggono i propri candidati con il voto della maggioranza degli aderenti, candidati che saranno vincolati al mandato e sempre revocabili. Le stesse assemblee decideranno gli obiettivi specifici del programma elettorale che le forze politiche che le promuovono saranno tenuti ad accettare, come mandato, pur nel caso non si riconoscessero in alcune specifiche posizioni.

Il secondo punto irrinunciabile sta nel premettere che nessuna alleanza elettorale e di governo potrà essere praticata con i partiti politici tradizionali o che non riconoscano i punti fondanti.

Il terzo è nell'impegno a combattere la battaglia per cambiare le modalità della politica attraverso leggi che garantiscano una reale democrazia partecipata, l'abolizione dei privilegi di casta, un corretto compenso, l'impossibilità  di accumulare cariche, il limite di due mandati, la revoca, ecc. 


Il quarto punto la difesa dell'Ambiente attraverso un modello di sviluppo economico sostenibile (questioni energetiche), solidale (politiche del lavoro ed economiche) ed efficace (grandi opere diffuse). 


Il quinto punto l'applicazione dei principi della Costituzione e la loro ricaduta a livello territoriale, in tutte le sue parti, dalla fiscalità al rifiuto della guerra, alla Legalità, alla difesa del lavoro.

Alternativa Marche
Azione Civile Marche
Lista Civica Italiana Marche


Prossimo incontro: ANCONA martedì 24 giugno, ore 17,30, presso la sede dell'ACU in via Flaminia 96


martedì 17 giugno 2014

Contro ictus e infarto mangiare pomodori e conserva



Una ricerca dell'Università di Cambridge ha ribadito le proprietà benefiche del licopene, sostanza particolarmente presente nel pomodoro, tanto da poter stare in una pillola e avere effetti di sostegno alle ordinarie prassi preventive contro infarto ed ictus. 

Il licopene è una molecola ampiamente presente nel pomodoro, responsabile del suo colore rossastro. Da tempo ne sono noti gli effetti antiossidanti e, quindi, idonea per  pazienti a rischio infarto e ictus.

Uno studio congiunto delle University of Cambridge e Cambridge University Hospitals National Health Service Foundation Trust ha valutato gli effetti di questa pillola a base di licopene su un gruppo di 72 adulti, di cui la metà soffriva di malattie cardiache. Prima di iniziare la ricerca sono stati raccolti per ogni partecipante i parametri più importanti relativi alla salute del cuore come ad esempio i livelli di grassi nel sangue, il flusso ematico, la pressione, l'eventuale presenza di rigidità arteriosa, ecc.

I volontari a rischio di infarto che hanno partecipato allo studio hanno assunto ogni giorno 7 milligrammi di licopene (contenuti in una pillola), mentre un gruppo di controllo, formato da soggetti sani, ha ricevuto la pillola al pomodoro o un placebo.

I ricercatori hanno potuto evidenziare così come la nuova pillola sia in grado di migliorare alcuni parametri indicativi del buon funzionamento dei vasi sanguigni, diminuendo quindi la possibilità di sviluppare problemi. Il gruppo dei partecipanti che aveva assunto la pillola infatti, a differenza degli altri, aveva migliorato nel 53% dei casi il flusso di sangue dell’avambraccio. Gli altri parametri invece erano rimasti invariati.


E se, invece, mangiassimo pomodori e basta?

In natura in un chilogrammo di pomodori rossi e maturi sono presenti circa 50 milligrammi di licopene. Ciò significa che mangiando 140 grammi di pomodori si può raggiungere la stessa quantità di composto utilizzato nel corso dello studio.

Se poi si prende in considerazione che la biodisponibilità del licopene aumenta quando il pomodoro viene cotto, come ad esempio la salsa che utilizziamo per condire la pasta, allora facilmente i 7 milligrammi possono essere raggiunti.


(Fonte notizia: redazione@teatronaturale.it)

lunedì 16 giugno 2014

Andar per boschi fra vipere, fulmini e temporali, scivoloni e perdita dell’orientamento.



Sono tanti i pericoli dietro l’angolo quando si affrontano escursioni in montagna, sempre più frequenti con la bella stagione. E se è vero che “la montagna è un ambiente bellissimo che regala emozioni e fa bene a tutti, fa bene al cuore, alla circolazione, a chi soffre di depressione e aumenta i globuli rossi”, basta rispettare alcuni semplici consigli “per passare una piacevolissima giornata da ricordare durante tutto l’anno”, spiega all’Adnkronos Vincenzo Romeo, vice questore aggiunto del Corpo Forestale dello Stato, responsabile nazionale del servizio Meteomont dedicato alla sicurezza in montagna.

Ed ecco un pratico vademecum per un’escursione sicura, a partire da abbigliamento ed equipaggiamento. Ai piedi né scarpe da ginnastica né sandali, anche se è estate, ma scarponi alti e calzettoni spessi fino al ginocchio che riparano dai morsi delle vipere e in mano racchette o bastoni se la vegetazione è alta, per fare rumore. Messi al riparo piedi e gambe fino al ginocchio, si può anche partire in calzoncini e t-shirt, ma nello zaino mettere sempre giacca a vento e maglione per proteggerci dagli improvvisi cambi di temperatura e dal vento che in quota c’è sempre. Sulla testa cappello e poi occhiali da sole.

Nello zaino non possono mancare acqua e viveri (preferibilmente dolci); per non perderci (e per essere in grado di fornire la posizione esatta in caso di incidente) altimetro, barometro, bussola e mappa; un kit base di autosoccorso (lozione per punture di insetti, acqua ossigenata e garze); il cellulare sempre acceso e carico per chiamare il 118 se necessario.

L’escursione va sempre preparata con cura, ed ecco come. Si programma il giorno prima consultando i bollettini del tempo, “noi ne facciamo uno dedicato proprio alla montagna consultabile su www.meteomont.org”, sottolinea Romeo. Se sono previsti temporali, meglio evitare escursioni. “Questa stagione promette bene per i temporali, ce ne sono stati e ne arriveranno altri con forte attività elettrica, cioè fulmini”, annuncia il vice questore del Corpo Forestale.

Anche se le previsioni sono buone, ricordare che in montagna sono tipici i temporali improvvisi, quindi vale sempre la regola fondamentale: osservare. Se si alza il vento, se sono in arrivo nubi o foschia, meglio tornare indietro o avvicinarsi a un rifugio. Nella pianificazione dell’escursione, quindi, bisogna sempre prevedere rifugi e ricoveri lungo l’itinerario. Osservare il barometro: se la pressione diminuisce rapidamente significa che il tempo sta peggiorando. E osservare anche il terreno le cui condizioni possono cambiare tra pendenze e caduta massi. Comunque, non allontanarsi mai dal sentiero.

Seguire sempre la cosiddetta “regola del 3x3”: controllare tre aspetti (condizioni di salute e dell’attrezzatura proprie e del gruppo, condizioni del meteo e del terreno che percorriamo) in tre momenti diversi (il giorno prima dell’escursione; il giorno dopo, prima di partire; durante l’itinerario).

Infine, in caso di temporale, in montagna il rischio fulmini è sempre più elevato e non è da sottovalutare perché l’uomo è un buon conduttore di elettricità e “2-3 folgorazioni l’anno le abbiamo sempre”, ricorda Romeo. Se non è possibile raggiungere un rifugio, cercare riparo in un bosco, evitando però gli alberi isolati e quelli alti e dominanti che svettano sugli altri.

Non tenere entrambi i piedi a terra, ma saltellare per non attirare i fulmini. Stare lontani dai torrenti, sia perché attirano i fulmini sia perché in caso di temporale si possono gonfiare e diventare impetuosi. Evitare di indossare tutto ciò che è metallico, dai braccialetti alle collane ai reggiseni con il gancetto metallico.

Se invece ci si trova in un rifugio, evitare di stare affacciati o sull’uscio della porta e non accendere fuochi. Le auto e i mezzi su gomma (anche le roulotte) sono sicuri, ma non accendere la radio e stare lontani dalle portiere. Un segnale del fulmine in arrivo sono i capelli che si ‘drizzano’, ma le persone colpite non sono cariche elettricamente quindi non c’è pericolo a soccorrerle. No ad ombrelli, ombrelloni, aquiloni e canne da pesca.


(Fonte: PROMETEO) 

Treia nel pallone


Treia è lo specchio d'Italia. L'ho compreso dal fermento che in questi giorni si avverte al solito baretto. E non solo a quel baretto in piazza anche negli altri. E non solo ai baretti ma anche per strada e addirittura per telefono. Sì, anche per telefono. Ho infatti ricevuto telefonate in proposito e pure assistito ad alcune discussioni iniziate due o tre giorni fa in cui alcuni "sportivi" si lamentavano che il comune non avesse concesso l'istallazione di un maxi schermo sotto l'ex mercato coperto in modo che il popolo potesse seguire le partite che più interessano il popolo. Il contendere era soprattutto sugli orari che secondo i "tifosi" dovevano andare dalla mezzanotte alle due di mattina, mentre secondo le autorità comunali  dovevano limitarsi alle ore serali.  Immagino che il problema sia relativo all'ordine pubblico ed ai rumori molesti... e non si può in questo caso criticare l'amministrazione se intende limitare i "danni".  Dal mio punto di vista personale, considerando quello che è successo in Brasile in seguito al campionato di calcio (morti e feriti e sedizioni) e  considerando inoltre che abbiamo problemi ben più gravi da risolvere che quello di sapere se la squadra italiana ha palleggiato bene, sono addirittura dell'idea che sarebbe ora di finirla con questo  sistema del "panem et circenses"... anche perché in questo caso "il pan ci manca" (come recita la poesia: Sul ponte sventola bandiera bianca) e restano solo i circenses, che sono una offesa alla miseria.

Paolo D'Arpini - Cittadino "pro tempore" di Treia



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Commento di A.P.: "Ed allora quando in agosto c'è la notte bianca.... siamo più  silenziosi?"


Mia rispostina: "E' detto "semel in anno licet insanire" soprattutto riferendosi al carnevale o ad altre feste goliardiche, ed aveva un senso in passato quando la società era molto chiusa e bigotta, ma oggigiorno in cui la trasgressione è diventata un vanto ed una abitudine (vedi aumento della perversione pornografica, droga, alcolismo, etc. etc.) trovo che la "notte bianca" sia di alcun valore, anzi... di cattivo esempio. Se fosse una notte bianca per osservar le stelle, camminare in silenzio, suonare dal vivo il flauto, guardare negli occhi la propria amata/o, allora andrebbe ancora bene... ma scolarsi lattine di birra ed aperitivi, stordirsi con musicacce tecno e lasciare le tracce di tanta inutilità sotto forma di strade piene di rifiuti... Che valore ha? Spero di non esserci a questa notte bianca di agosto, anzi fatemi sapere quand'è che mi defilo... (P.D'A.)"