domenica 19 febbraio 2017

San Severino Marche – Piantumazione bioregionale condivisa



Umanità splendente, vi chiedo aiuto per una piantumazione di alberi. Si tratta di più di 190 piantine che vogliono incontrare la terra e mettere radici il prima possibile.

Diventeranno per lo più siepi, mentre altre andranno ad ampliare il frutteto. Allori, acacie, noccioli, meli, peri, alberi di giuda, bagolari, noci, biancospini e sanguinelli. Il tutto per favorire la bellezza bioregionale, la biodiversità, ed ostacolare degradamento e smottamento del terreno. 

Alcune siepi sono messe a mo' di frangivento, altre lungo la strada e altre ancora a dividere i campi a parer mio troppo grandi.

Mi auguro che vogliate partecipare al progetto donando una giornata del vostro tempo e il vostro impegno nel lavoro.

Sarebbe bello incontrarci la mattina di buon ora (ognuno comunque è il benvenuto con i suoi tempi) e andare avanti fino a sera facendo un bel pranzo tutti insieme.
Chi vuole può aiutare a piantare, oppure può aiutare in cucina nella preparazione del pranzo, e/o portando cose già pronte da condividere.

Per potermi organizzare datemi conferma della vostra presenza. 3391031521 sms o chiamata.

Ho calcolato che in una quindicina/ventina dovremmo riuscire a finire in giornata.
Vi spiegherò come intendo mettere a dimora le piantine e verificherete che l'incedere sarà veloce e accurato.
A tal proposito siete invitati, o voi felici possessori di vanga e zappa, a portarvi i preziosi attrezzi. E pure più di un paio se ne avete in modo che anche chi non ne è possessore possa esserlo per un giorno. 😊

La giornata prescelta è quella di Mercoledì  22 Febbraio 2017.

Spero vogliate venire.

Giovanni Dellacasa

San Severino Marche - .Info: prehistoricfuture@hotmail.com

P.S. 
Prossimo Scambio dei Semi  della rete del Seminasogni. Saremo ospiti da Franco Verdicchio... non lontano da Macerata. Domenica 12 Marzo 2017

sabato 18 febbraio 2017

Anche il mare è "bioregionale"


Risultati immagini per bioregionalismo al mare

Quasi si odono i prodromi di una primavera mai tanto attesa, dopo un inverno gelido e carico di tragedie che hanno duramente colpito l’Abruzzo. Oggi l’aria è tersa e il sole illumina le montagne ancora innevate. La luce filtra tra i rami spogli ad allungare l’ombra sui prati non ancora fioriti. In campagna si vedono le prime lucertole rincorrersi tra i sassi e qualche tenero germoglio s’intravede tra i rami di un sambuco ai bordi della strada.

Com’è mia abitudine, durante le ore più calde, amo fare jogging al mare. Se nelle scorse settimane la spiaggia era semideserta, oggi c’è una discreta presenza. Un variopinto campionario umano che mi sorprende e mi suscita una sana curiosità. Ma il mare è innanzitutto una dilazione dello spazio interiore, è il luogo di tutti e di nessuno, specie in questa stagione. Il mare, quando è calmo, svuota la mente e accompagna l’assenza dei pensieri con la fluidità dell’emozioni. Il mare è un’ emozione radiante, non è un contenitore di acqua dolce, è una poesia senza versi!

Durante la passeggiata vengo rapito da alcune situazioni che destano la mia attenzione. Incontro una donna anziana che in costume da bagno avanza verso gli scogli. La donna leggermente curva si siede nell’acqua bagnandosi completamente. Con questo freddo, che coraggio! Mi chiedo.

L’insolita scena frena i miei passi e mi avvicino con discrezione ad un’altra donna che staziona sulla riva e le chiedo, non senza un certo imbarazzo, se tutto è a posto. La donna con un italiano incerto mi rassicura che la persona anziana è sua madre e che provengono dalla Russia. Sono abituati a farsi il bagno nelle acque gelide dei loro mari, altro che Adriatico! Vedi, mi sono detto, tutto è relativo, cerca di mettere a fuoco e scoprirai il bersaglio!

Proseguo la mia passeggiata, mentre sta rientrando un peschereccio. E’ a pochi metri dalla riva e i due uomini a bordo ridono a crepapelle. Il più anziano invita il più giovane, che nel frattempo è sceso, ad azionare il verricello per tirare la barca sulla battigia. I due uomini erano talmente euforici che ho pensato ad un pescato generoso! Oppure a qualche episodio esilarante. Bontà loro!

Riprendo il mio jogging, il mare è quasi piatto e sulla linea dell’orizzonte un leggero velo impedisce di cogliere con nitidezza la linea di confine tra il cielo e il mare. Tutto sembra immobile. Sono giunto quasi al giro di boa, quando vedo un uomo di mezza età seduto su una sedia a sdraio. E’ già mezzo abbronzato, ha i capelli brizzolati ed gli occhi chiusi. La sua faccia esprime un mezzo sorriso tra il godereccio e il sornione. Sarà un vecchio lupo di mare? Mi chiedo con una lieve punta di malizia! Oppure un uomo che semplicemente si gode beato il suo sole.

Il clima è mite e il sole illumina gli scogli su cui è appollaiato uno stormo di gabbiani. Durante il mio ritorno, due donne, probabilmente mamma e figlia, visto che sono simili come due gocce d’acqua, portano a spasso un grosso cane. Camminano lentamente, ma il cane all’improvviso comincia a tirare il guinzaglio e corre verso l’acqua obbligando la ragazza ad assecondare il suo movimento. Entrano in acqua, schizzi dappertutto, e la mamma dalla riva senza scomporsi osserva la scena.

La sensazione di felicità è palpabile mentre il cane e la ragazza, usciti bagnati dall’acqua, si mettono a correre a perdifiato! Fine della passeggiata. Prima risalire in macchina una fontanella mi “invita” a sorseggiare la sua acqua e poi un ultimo sguardo all’orizzonte verso questa linea puramente immaginaria che tanto ci cattura dilatando il nostro spirito.

Montesilvano, 17 Febbraio 2017

Michele Meomartino

L'immagine può contenere: oceano, cielo, spazio all'aperto, acqua e natura

venerdì 17 febbraio 2017

Scoprire la propria bioregione camminando - Programma "Immersioni nel paesaggio"


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Immersioni nel paesaggio ricomincia il 25 febbraio 2017 con una splendida escursione nel blu intenso e irreale di un breve tratto del paesaggio fluviale di Stifone di Narni, e nelle campagne circostanti, leggeremo la storia del rapporto millenario tra uomo e acqua, pietre, terra, in uno scenario naturale dal tocco spettacolare!

POI vi invito a visionare il CALENDARIO DELLA STAGIONE ESTIVA 2017 con le nuove proposte di immersioni nel paesaggio anche nella TUSCIA FALISCA! Segnatevi le date e seguite gli aggiornamenti:




DESCRIZIONE
L’area della bassa valle del Nera fu dall’antichità uno snodo importantissimo per i traffici fluviali tanto che si pensa che fosse utilizzato dai romani come luogo strategico per la cantierizzazione navale, infatti nei pressi del piccolo borgo medievale di Stifone, villaggio rivierasco sulle sponde del nera, è presente un sito diruto che si pensa fosse un antico cantiere navale romano. l’abbondanza d’acqua a Stifone, necessaria per concepire un utilizzo di questo genere, la verificheremo in questa escursione. Stifone infatti è famoso per le sue innumerevoli e ricchissime sorgenti carsiche, aperte nel ventre della montagna, acque cristalline ricche di minerali e di un colore incredibile, un blu cobalto quasi da fiaba, tale abbondanza ha determinato il fiorire della cultura millenaria dello sfruttamento idrico fluviale a fini agricoli e industriali e del relativo paesaggio. Ci godremo questo spettacolo della natura e della cultura, inserito e compreso nel contesto delle campagne intorno, un paesaggio davvero intatto e incantevole.

PER PRENOTARE  mandare una mail a graziano@ager-landscape.org
o telefonare al 3403366002

giovedì 16 febbraio 2017

Marte inospitale - Una nuova teoria per spiegare perché Marte non ha più un'atmosfera consistente come la nostra...


Perché Marte si è trasformato in un pianeta inospitale?
Dalle foto trasmesse dalla sonda Curiosity si sono viste pietre conficcate nei presunti letti di fiumi non appartenenti alla tipologia geologica dell'area controllata. La conclusione ovvia è che sono state trasportate, come per i nostri ciottoli di fiume, da regioni più lontane e geologiche diverse e rimaste incastrate più a valle negli anfratti dei corsi d'acqua.
Quindi Marte aveva un'atmosfera, acqua, vegetazione e qualche forma di via.
Ma cosa può essere accaduto?
Perché Marte si è trasformato in un pianeta inospitale?
Secondo alcuni astronomi diversi milioni di anni fa (forse) l'atmosfera del pianeta rosso fu "strappata" dall'attrazione di un qualche gigantesco corpo celeste che, transitandogli vicino, con la sua attrazione ha sconvolto il pianeta riducendolo allo stato attuale.
Basandosi su questa tesi allora torna in mente il pianeta X o Nibiru, il misterioso pianeta extra sistema solare che ogni tanto (migliaia di anni) dovrebbe entrare nel nostro sistema solare determinando scompigli nelle orbite dei pianeti.
Per alcuni scienziati la famosa cintura di asteroidi tra Marte e Giove sarebbe la testimonianza di un catastrofico scontro tra qualche satellite del pianeta X e un pianeta del nostro sistema solare. Gli stessi satelliti di Marte, Demos e Phobos, sono un'anomalia che tra qualche secolo finirà per concludersi drammaticamente sul pianeta.
Si pensa infatti che nel tragico avvicinamento di questo gigantesco pianeta questi due grandi "sassi" siano rimasti imprigionati dall'attrazione marziana e che ora pian piano stiano precipitando verso il pianeta rosso. Phobos misura appena 13,5 x 10,8 x 9,4 km.
Insomma la storia del nostro sistema solare è tutt'altro che scontata, ci sono stati nei miliardi di anni eventi sconvolgenti e ancora inspiegabili, tra questi Urano che a differenza di tutti gli altri pianeti che hanno il proprio asse quasi perpendicolare al piano dell'orbita intorno al Sole, quello di questo gigante gassoso è invece quasi parallelo, mostrando al Sole non l'equatore ma i propri poli. Oltre a ciò Urano ruota nel verso opposto rispetto a tutti gli altri pianeti, ad eccezione di Venere (altro mistero!).
Per alcuni questa può essere la dimostrazione che esiste un'altra stella (una nana bruna), sorella del nostro Sole che ogni tanto (milioni di anni) fa transitare i propri pianeti all'interno del nostro sistema in maniera perpendicolare al piano delle nostre orbite, creando scompiglio e disastri. Urano e forse anche Venere dimostrerebbero che in questo "mischiar le carte" alcuni pianeti della "sorella" del nostro Sole sarebbero rimasti imprigionati nel nostro sistema ed altri invece persi nell'altro sistema solare.
Nibiru (o il pianeta X) farebbe parte di questa ipotetica stella nana bruna battezzata Nemesi. Secondo la traduzione delle tavolette sumere ( datate 1.500 a.C. ) avvenuta tra il 1972 e il 1998, esisterebbe un grande pianeta, battezzato dai sumeri proprio Nibiru che ogni 4000 anni circa verrebbe a "farci visita". Nibiru nell'antica lingua preaccadica vuol dire attraversamento, rappresentato simbolicamente come una croce. Le braccia più piccole della croce rappresenterebbero il nostro sistema solare e la parte perpendicolare più lunga Nibiru.
Quindi se dovesse veramente avvicinarsi Nemesi con i suoi pianeti, Nibiru compreso, sarebbe inizialmente visibile nei cieli dei nostri poli e in particolare, per alcuni "fantastudiosi", dal Polo Sud. A questo punto viene spontaneo chiedersi, perché il Vaticano ha investito con la NASA ingenti somme per costruire un osservatorio astronomico proprio in Antartide?
Forse ci si nasconde qualche verità scottante? I grandi rifugi costruiti da poco sottoterra in molte nazioni della Terra hanno forse un collegamento con qualche evento astronomico in arrivo? Ma noi siamo poveri mortali e non ci è dato di sapere!
Ennio La Malfa

mercoledì 15 febbraio 2017

Bologna, 21, 22 e 23 aprile 2017 - Incontro Nazionale di Genuino Clandestino


Risultati immagini per Genuino Clandestino

Ecco la bozza del programma che si può iniziare a diffondere, a breve ci sarà una versione definitiva su volantini e locandine, perciò se desiderate proporre altri tavoli affrettatevi! (comunque sarà sempre possibile farli anche se non compaiono sul programma ufficiale, l'importante è che ci sia un referente che se ne occupa).

Per il venerdì pomeriggio (ore 18-20) abbiamo pensato, come accennato a Mondeggi, di fare una pre-assemblea plenaria, ovvero un incontro di preparazione dell'assemblea plenaria del sabato, in cui definire insieme o.d.g. e modalità di gestione di un momento importante che spesso è pesante e poco produttivo. Per questo chiediamo a tutte le reti lo sforzo di essere presenti a questo primo appuntamento con almeno un paio di persone.

Incontro nazionale di Genuino Clandestino a Bologna, 21-22-23 aprile 2017 presso il centro sociale Labas, via Orfeo 46

Venerdì pomeriggio: accoglienza,
dalle 18 alle 20 assemblea

Sabato mattina - tavoli tematici:

- tavolo di confronto sulle normative sanitarie > Pierpaolo
- tavolo moneta sociale > Carlo
- tavolo empori e spacci popolari > Germana
- tavolo formazione > Carla
- tavolo garanzia partecipata > Michele
- tavolo mutuosoccorso/terremoto (qualche proposta sul titolo?) > marchigiani
- tavolo CSA > Coop Arvaia

Sabato pomeriggio - tavoli tecnici:

- apicoltura > ...
- erboristeria > Lorenzo
- allevamento > Pierpaolo
- viticoltura > Filippo
- panificatori > Corrado
- orticoltura e sementi > Germana
- frutticoltura > Elisa
- olivicoltura > Alessandro

A seguire, assemblea plenaria

Domenica :
mercato dal mattino in una piazza della città


Michele, CampiAperti

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PER PROPORRE ALTRI TAVOLI:  carravo@tiscali.it

Appello per una nuova politica agricola comune, in vista della mobilitazione del 25 marzo 2017 a Roma


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L'Associazione Rurale Italiana, membro del Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC), si fa promotrice di quest’appello affinché, nel sessantesimo anniversario del Trattato di Roma, le istituzioni europee e italiane si impegnino formalmente a far si che la Politica Agricola Comune (PAC), unica vera politica comunitaria, torni a perseguire i suoi obiettivi originali, quali quello di garantire una vita giusta a tutte le comunità agricole, stabilizzare i mercati, garantire l’approvvigionamento alimentare della Europa con prezzi degli alimenti accessibili a tutti i cittadini.

Per questo ARI, insieme a quanti/e, realtà organizzate o persone, vorranno far sentire la loro voce, propone di sottoscrivere l'appello allegato e creare momenti di proposta e di approfondimento che portino il movimento contadino ad una riflessione propositiva comune in vista della mobilitazione del 25 marzo, data delle celebrazioni ufficiali dei Trattati di Roma.

Globalizziamo la lotta! Globalizziamo la Speranza!


Associazione Rurale Italiana
membro italiano del  Coordinamento Europeo Via Campesina
Corte Palù della Pesenata, 5  
37017 Colà di Lazise (VR)
assorurale.it
@assorurale
http://goo.gl/HtmygD


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Commento integrazione di Lella Feo:

Se esistesse la possibilità di partecipare alla consultazione pubblica, pensavo:
- che potrebbe essere un'occcasione per presentare l'appello e le nostre proposte alla commissione europea
- il 25 marzo si potrebbe organizzare un incontro, in occasione della manifestazione di Roma, per condividere un documento con le proposte e costituire una delegazione
- si potrebbe provare anche a coordinarci con gli altri gruppi europei

Lella Feo
GdL Sovranità Alimentare del Tavolo Res



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Testo  collegato, per approfondire e condividere proposte:  Terra, lavoro,salute,dignità. 1957 - 2017 Cosa rimane della PAC che vogliamo?

martedì 14 febbraio 2017

Polveri Sottili: causa di Alzheimer e altri tipi di demenza



Risultati immagini per Polveri Sottili: causa di  Alzheimer

Il caso è ancora controverso. E molti studi necessitano ancora di una conferma. Ma alcuni recentissimi report, come racconta la rivista Science, sembrano corroborare l’ipotesi che le PM2,5, le polveri sottili, e soprattutto quella ultra sottili, di diametro inferiore a 0,2 µm, possono attaccare non solo i polmoni e il cuore delle persone particolarmente esposte, ma anche il loro cervello. 


E più piccole sono le particelle inalate, maggiore è il rischio di un invecchiamento cognitivo veloce, dell’Alzheimer e di altri tipi di demenza. Uno studio epidemiologico condotto negli Stati Uniti, durato 11 anni, i cui risultati sono stati pubblicati la scorsa settimana sulla rivista Translational Psychiatry, sostiene che vivendo in determinati luoghi – ad esempio vicino a una strada molto trafficata – dove l’esposizione alle PM2,5 è superiore alla soglia indicata dall’EPA, l’Agenzia USA per la protezione dell’ambiente, di 12 μg/m3, raddoppia il rischio di demenza nelle donne più anziane. 

Pochi giorni prima alcuni ricercatori della University of Toronto, hanno pubblicato un articolo su The Lancet  proponendo che, tra i 6,6 milioni di cittadini dello stato dell’Ontario, quelli che vivono a 50 metri appena da una strada a grande scorrimento sono esposti a una quantità di polveri ultrasottili 10 volte superiore a coloro che abitano poco più in là, a 150 metri, e hanno una probabilità più alta del 12% di sviluppare la demenza rispetto a coloro che vivono ad almeno 200 metri della strada.

In realtà sono molti anni che si sospetta ci sia una relazione tra esposizione a particelle sottili e malattie cerebrali degenerative. Nel 2015, per esempio, a Boston un gruppo di ricercatori della Boston University School of Medicine e del Beth Israel Deaconess Medical Center hanno pubblicato sulla rivista medica Stroke  i risultati di un’indagine epidemiologica che sembravano dimostrare come persone che abitano da tempo in zone ad alto tasso di inquinamento vedono aumentare anche del 46% il rischio di subire danni alle strutture cerebrali. 


Ancor prima, uno studio pubblicato nel 2012 da un gruppo di ricercatori del Rush Institute for Healthy Aging del Rush University Medical Center di Chicago e che ha coinvolto 19.000 infermiere, ha rilevato una forte correlazione tra l’esposizione alle polveri sottili e ultrasottili e il declino della capacità cognitiva in donne che hanno superato i 70 anni di età. 

E in uno studio ancora più ampio pubblicato nel 2015, relativo a 95.690 anziani, un gruppo di ricercatori della China Medical University di Taichung, Taiwan, ha calcolato che un’esposizione di almeno 10 anni alle polveri sottili comporta un aumento del rischio di ammalarsi di Alzheimer del 138%.
Sempre nel 2015, Annals of Neurology  ha pubblicato uno studio su 1.403 anziani sani – senza problemi neurodegenerativi – in cui si dimostra che quelli esposti più a lungo alle polveri sottili hanno una quantità ridotta di “sostanza bianca”, una sostanza che collega l’encefalo al midollo spinale e che è coinvolta nell’apprendimento così come nello sviluppo di malattie del cervello. 


Ancora nel 2015 uno studio di ricercatori di Boston sembra poter dimostrare che, a pari di ogni altra condizione, maggiore e più a lunga è l’esposizione alle PM2,5, più piccolo in media è il volume del cervello. Science  ricorda che vari studi condotti su animali – dai topi di laboratorio a quelli di Lilian Calderón-Garcidueñas, considerata una delle città con l’aria più inquinata del mondo – sembrano concordare. Maggiore è l’esposizione al particolato fine e ultra fine, più gravi sono i danni alle strutture cerebrali. E non solo tra gli individui anziani.

Le cause, a grana grossa, sembrano abbastanza chiare. Il punto debole è il naso, capace di bloccare le particelle più grandi, ma non quelle più sottili. Ma il naso ha collegamenti diretti e rapidi col cervello, ecco che le particelle più piccole vengono presto a contatto con la materia cerebrale e possono contribuire a devastarla. 


Molti studi hanno dimostrato che un cervello esposto a polveri sottili mostra formazioni di proteine β amiloidi, ovvero di placche simili a quelle che si formano nel cervello dei malati di Alzheimer. Qualche ricercatore giunge a sostenere che oltre il 20% delle malattie del cervello sono causate dall’esposizione a polveri sottili.

Fonte: Science


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Abbiamo, dunque, trovato la soluzione all’enigma delle peggiori malattie neurodegenerative? La colpa è delle PM2,5? Molti altri studiosi invitano, prudentemente, alla cautela. Alcuni anni fa si era creduto di aver individuato nell’esposizione ad alti livelli di alluminio il killer del cervello. Ma poi si è visto che se l’alluminio è colpevole, non è né l’unico né il principale. Allo stesso modo: a tutt’oggi non ci sono studi sufficienti per dimostrare, al di là di ogni dubbio, che siano le polveri sottili a causare le più gravi malattie del cervello. È molto probabile comunque che le PM2,5  possano essere una concausa, insieme ad altri fattori, come i fattori genetici, la dieta e lo stile di vita, che concorre in maniera non deterministica a generare la demenza senile, l’Alzheimer o il Parkinson. La verità è che questo tipo di malattie sono multifattoriali. E si scatenano, appunto per un concorso di cause, tra cui l’inquinamento. Riconoscere che le polveri sottili hanno solo una parte di responsabilità non significa affatto minimizzare il rischio.
Al contrario, la relazione tra demenza e polveri sottili, per quanto non ancora definitivamente provata, può (deve) indurci ad agire. Per esempio, facendo in modo che non ci siano case a 50 metri da un’autostrada. Ma le fonti di polveri sottili sono tantissime. Oltre al traffico (in particolare i motori esausti di autobus e camion diesel), ne producono in gran quantità, alcuni sistemi di riscaldamento domestico, le centrali elettriche, gli inceneritori, la raccolta delle nocciole (soprattutto nel viterbese ), ecc. 

Dunque, bisogna agire in maniera precauzionale su tutte queste fonti, ma in fretta. Qualcosa si sta già facendo. In Europa come negli Stati Uniti l’aria è in generale meno inquinata di alcuni decenni fa, quando probabilmente gli anziani di oggi sono stati esposti ad altissime concentrazioni di polveri sottili. Occorrerebbe abbattere dunque l’inquinamento atmosferico anche in India, in Cina, in Messico e in tutti i Paesi a economia emergente dove l’inquinamento dell’aria ha raggiunto livelli altissimi. Si deve tener conto anche del fatto che le PM2,5, al contrario delle particelle più grosse, vengono naturalmente abbattute in un raggio relativamente piccolo dalla fonte. Molti medici negli Usa, ma anche europei, consigliano di abitare in case e di lavorare in ambienti distanti almeno 50 metri dalle grandi strade.
Ma è chiaro che il problema ha correlati di tipo sociale: chi, infatti, abita in una casa che affaccia su una strada ad alta intensità di traffico? Le persone meno abbienti. Ecco dunque che il rischio di malattie neurodegenerative causate (anche) dalle polveri sottili è correlato alla classe sociale. E l’opera di prevenzione non può che essere, dunque, a sua volta multifattoriale
.

Fonte A.K. N.6 2017