lunedì 22 luglio 2019

Capracotta - Agosto 2019 - Foresta Terapia, Erbe Spontanee, Camminare e Vita Bioregionale Conviviale


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Programma agosto  2019 a Capracotta (Isernia) e in Molise

La Foresta Terapia e i preziosissimi doni delle Erbe Spontanee, della Montagna, del Camminare e della vita Conviviale

AGOSTO. PIANTA DEL MESE: MALVA.

DA GIO 1 A SAB 31 AGOSTO. TUTTI I GIORNI (H 10-13) TRANNE DOMENICA. VILLA
COMUNALE. Ludoteca: Alice nel Paese di Cuccagna. Ilaria 3395802618.
Da Lun 5 a Sab 24. H 8.45-13.00. Pzza Falconi. Rosario 3397952637
Camminate sui sentieri di Capracotta e dintorni

Da Lun 5 a Dom 25. H 20.00-20.30. A giorni alterni. Belvedere Via Carfagna:
Letture al Tramonto. L’ Erbario delle Meraviglie di Marcella Rossi
Mercoledì 7 e 21. H 17.30. Piazzetta angolo via Carfagna (Chiesa Madre):
“Sogni di una Notte di Mezza Estate: Cabaret e Teatro delle Rufe”

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MARTEDÌ 6: H 21.30 PIAZZA FALCONI. FORESTA TERAPIA. DAL GIAPPONE: PRATICHE DI
BENESSERE NEL BOSCO E NEI LUOGHI DI FASCINO. LETTURE, RACCONTI E MUSICA.
MERCOLEDÌ 14: H 18.00. SCALINATA FALCONI. PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
“LA PECORA CHE MIAGOLA PERDE IL BOCCONE. L’EREDITÀ DI LUCIA DI MILIONE, STREGA,
AMAZZONE E SACERDOTESSA DI CAPRACOTTA”.

SEGNALAZIONE DI ATTIVITA’ NON PROMOSSE DA VIVERE CON CURA:
DA DOMENICA 18 A MARTEDÌ 20. PRESSO IL GIARDINO DELLA FLORA APPENNINICA:
MOSTRA E CONVEGNO SUI SERPENTI.
DAL 1 LUGLIO AL 31 AGOSTO: H 9.00-12.30. A CASTEL DEL GIUDICE. SCUOLA NEL BOSCO.
GEMELLATA CON LA LUDOTECA DI CAPRACOTTA. NICOLE 3703534177.

Capracotta si trova a 1.421 metri: equipaggiarsi di conseguenza.

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Per le escursioni sono d’obbligo gli scarponi.

Mappa Erboristica del Molise...
Indirizzi utili per imparare tanto e bene sulle Erbe Spontanee
Carmen Giancola. Botanica. Giardino Flora Appenninica. 3496107487 Capracotta.
Ivonne Vergara. Insegnante di Erbe Spontanee. 3393252208. Cantalupo
P. Francis. Insegnante laboratori Erboristici.3460217244. Cantalupo (Isernia)
Sebastiano Delfine. Docente Unimol. 3383834175. Campobasso
Michela Catalano. Raccolta e labor. Aliment. e Pasticceria. 3286228278. Capracotta
Nunzia Beniamino. Laboratori Alimentari. 3407636679. Capracotta
Simone Gentile. Mele Biologiche. 3381474128. Castel del Giudice (Isernia)
Carmine Mosesso. Scuola di Apicultura. Scuola nel Bosco. Capanne dei Boscaioli.
347 7930716. Castel del Giudice.
Tika. Ristorante con Erbe Spontanee. 3931801435. Capracotta
Radici nella terra. BioNegozio con sala da thè e incontri culturali. 0865 520261 (Is)
Natura Vicina. Orto Biologico. 0865 1998019. Macchiagodena
Bio Orticultura e rose Antiche. Giovanni Ciccorelli. 3479075604
Shaana De Santis. Poeta del Bosco e della Luna. 3667142743. Isernia
Daniela Catalano. Cucina e Pasticceria Vegana Selvatica. 3663113438. Capracotta
Marco Cacciavillani. Fattoria didattica. 3337544422. Agnone (Isernia)
Andrea De Santis. Birra all’Ortica. 3283734073. Campobasso
Giovanni Piunno. Liquori Erbe e dintorni. 3388929253.S Giovanni in Galdo (Cb)
Donatella di Lallo. Artista. Fattoria didattica. Natura e Arte. 3339842898. CB
Annamaria Fratangelo. Maestra di Cene ErboConviviali. 3881722893. Campobasso
Domus Medica. Centro cure e Medicine Naturali. 0874870304. Bagnoli del Trigno.
Nicola. Lab. prodotti Alimentari e Erbe e Frutti Spontanei. 3331824954. Oratino
Franco Miranda. Gelateria ricette del ‘600. Erbe e Frutti Antichi. 3336556015. Cb
Lolea. Cosmesi Bio. 3381679015. Castelbottaccio (Cb)
Diego Perrella. Erbe e Naturopatia. 3663628547. Agnone
Spezie e Erbe dall’Oriente. Sala da Thè. Musica di Qualità. Bootleg 3492659802. Cb
Concetta Fornaro. Officina Creattiva. MultiEcoAttività. 320 1863986. Campobasso.
Silvia Santone. Riciclo Mobili. Vetro Sabbiato. EcoCasa vacanze. 3204569817. Cb
Casa delle Erbe di Capracotta. Circolo Irene e Lucia di Milione. Antonio D’Andrea.
Animatore delle Erbe. 3331006671.

...e dintorni...

La Selvaiana. Alberto Bucci e Pina Assenza. Erbe e Cucina alle Erbe. Lu.
3894308212
Marco Sarandrea. Docente erboristico. Scrittore. Collepardo. Frosinone 336912277
Maria Rivecca. Insegnante. Casa delle Erbe. Pomarico. Matera. 3206815030
Massimiliano. Casa delle Erbe di Lucca. Decrescita Felix. 3496802275.Karin
Sieber. Maestra delle Erbe. Triora. Liguria. 3460120034
Centro Studi Scuola Medica Salernitana. Giovanni Canora 3392228812

.... infine: sul Web: Plantsnap.

Casa delle Erbe di Capracotta. www.vivereconcura.org. 

Antonio D'Andrea - barchettaebbra@gmail.com

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Per info sui programmi dettagliati e prenotazioni:  3331006671

domenica 21 luglio 2019

La scala evolutiva tra matriarcato e patriarcato - I diversi modi descrittivi della convivenza fra esseri umani...



Il 20 luglio 2019  abbiamo partecipato, Caterina ed io, ad una manifestazione sull' "Allunaggio", ovvero la ricorrenza dei cinquanta anni della discesa sul suolo lunare di alcuni esseri umani (almeno così dice la storia ufficiale). Ascoltando i vari discorsi  tenuti nelle piazzette di Montecorone  da vari poeti e commentatori dell'associazione "Risorgimonte"  si è parlato anche del paragone nell'immaginifico popolare del rapporto tra  "Il Sole e la Luna". Ovviamente in riferimento al maschile ed al femminile, presente in ognuno di noi, ma anche  riguardo ai diversi modi espressivi manifestati nei due generi. Un commento in particolare ha colpito la mia fantasia "guardare il sole acceca la vista mentre guardare la luna ispira i poeti". Infatti di canzoni sulla luna ce ne sono a bizzeffe mentre sul sole ben poche.

Beh, il discorso è stato assolutamente interessante e vario. La cosa mi ha riportato alla mente i miei precedenti studi e intuizioni sul manifestarsi di una civiltà in cui "il Femminile" contribuì alla crescita di una scala di valori della coscienza universale.

Sull'antica civiltà  matristica che distinse l’intero neolitico  avevo già letto vari libri ed articoli di diverse autrici ed autori   che mi hanno aperta la strada della ricerca  verso quell’affascinante mondo idealistico, della armonia tra il maschile ed il femminile, che nei miei sogni innocenti considero una sorta di paradiso terrestre.

Ma dal paradiso terrestre siamo stati scacciati, almeno così dice la Bibbia, forse però questa è solo una assunzione “pretenziosa – poiché sulla terra ci siamo ancora e forse potremmo immediatamente ritrovarci in quel paradiso perduto il momento stesso che la nostra esperienza tornasse alla sintonia  fra natura, animali e società umana. E prima di tutto quello che è da riequilibrare, ovviamente, è il rapporto fra i due generi della nostra specie, il femminile ed il maschile…

Yin e Yang, come dicono i cinesi, sono le due forze interconnesse, Terra e Cielo, che creano il mondo…


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Nel libro "La civiltà della Dea"  l'autrice Marja Gimbutas utilizzava il termine matristico per definire le antiche società neolitiche, Riane Eisler per risolvere il problema ha coniato addirittura un nuovo termine, gilania, unendo la radice greca di femminile (gyn) e maschile (an) con una ‘l’, lettera che evoca il termine link, ‘legame’. Invece Heide Göttner Abendroth, che possiamo definire la fondatrice di questa corrente di studi, considera la parola adeguata da usare matriarcato, e lo spiega dal punto di vista etimologico non come ‘potere delle madri’, bensì come ‘antiche madri’, da cui la semplice evidenza che queste società tengono in alta considerazione la funzione materna come principio intorno a cui si organizza la società, per cui essendo il rapporto d’amore e di cura madre-figlio l’aspetto fondante della società non esistono le gerarchie tipiche del patriarcato".

Ma  a partire da cinquemila anni or sono, con il formarsi delle civiltà agricole e dell'urbanizzazione, iniziò la trasformazione   in chiave patriarcale della società, anche se  il patriarcato per legittimarsi adottò degli schemi matriarcali di facciata, che ovviamente dovevano far presa sulla gente cresciuta in quell’ambito.  In tal senso quella dei sacrifici rituali maschili, descritti anche nella Bibbia,  è stata una trasposizione letterale del rozzo spirito patriarcale dei miti di vita-morte-rinascita legati al ciclo naturale.

Ma non tutto nel patriarcato può essere considerato negativo. Infatti la società umana si è adattata alle diverse esigenze di vita e se non vi fosse stata una partecipazione attiva da parte dei maschi, nella cura  della famiglia e nella conservazione e produzione dei beni (come pure nel mondo del pensiero e dell'arte) difficilmente sarebbero stati fatti passi avanti nella tecnologia e nella scienza empirica. Questo almeno è il mio pensiero e ricordo di averne discusso con fervore in passato con l'amica bioregionalista Etain Addey (che non era molto d'accordo con questa visione). D'altronde non possiamo cullarci in congetture, tipo "come sarebbe stato se...",  ma dobbiamo basarci su quel che è stato e su quel che conosciamo in seguito alle esperienze vissute, non  potendo sfuggire alla realtà dei fatti,   e dovremmo cercare di trarne insegnamento, anche aggiustando -ove necessario- la rotta da seguire. 


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Sono dell'idea che è inutile e fuorviante cercare di ricalcare un ipotetico periodo aureo del matriarcato quando sappiamo benissimo che era essenzialmente dovuto all'ignoranza ancestrale del fenomeno riproduttivo. A parte questo mi son trovato spesso in disaccordo con certe "femministe per la loro mancanza di riconoscimento dello sviluppo della specie umana, nella sua interezza (relativamente all'intelligenza del maschile e del femminile),  e ai diversi approcci psichici, comunque entrambi necessari all'evoluzione della specie. 

Ed in questo senso una considerazione  dell'amica Sabine Eck  mi sembra necessaria..."ricordare questi eventi del passato matriarcale  non significa voler tornare indietro, bensì cercare di integrare i due aspetti del maschile e femminile nella vita di ognuno, vivendoli in armonia e seguendo le reciproche tendenze senza imitazione né antagonismo".


Insomma la nostra specie e la società umana hanno bisogno di riscoprire l'unitarietà della vita che si manifesta nei suoi diversi aspetti. Il Sole e la Luna. Femminile e Maschile, entrambi necessari come i due poli (positivo e negativo) che trasmettono la corrente della vita.

Paolo D’Arpini
bioregionalismo.treia@gmail.com

venerdì 19 luglio 2019

SOS biodiversità planetaria - Un milione di specie animali e vegetali a rischio estinzione


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Sta avvenendo per la diversità biologica quanto già avvenuto per i cambiamenti climatici: malgrado l’evidenza da parte di alcuni si ritiene che non ci siano dati scientifici a dimostrare che essa è minacciata.

Oggi questi dubbi non possono che cadere dinnanzi al Rapporto della Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi, l’organizzazione delle Nazioni Unite che ha presentato così la sintesi globale dello stato della natura, degli ecosistemi e dei contributi della natura al genere umano. 

Si tratta di quasi 2000 pagine scritte al termine di 3 anni di lavoro di 400 esperti provenienti da oltre 50 Paesi. Sono un milione le specie animali e vegetali che rischiano di sparire in ,pochi decenni e, se la natura è in pericolo, lo siamo anche noi: pochi infatti considerano che 3⁄4 delle nostre colture alimentari essenziali alla nostra nutrizione, richiedono l’impollinazione degli insetti e l’abuso di pesticidi minaccia questi impollinatori. Vertebrati, farfalle, api, insetti, scoiattoli, pipistrelli, ricci, sono alcune delle specie più esposte e più in pericolo di non sopravvivere.

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L’Italia in particolare potrebbe perdere magnifici predatori, come l’aquila ed il gipeto. Purtroppo ancora una volta è l’uomo a creare questa situazione: ha alterato il 75% delle terre emerse, e la vita del 60% degli oceani. Sono nate a causa delle attività antropiche 400 zone morte nel mondo, una superficie paragonabile a quella dell’Italia e destinata ad aumentare. 

Il tempo per intervenire si riduce progressivamente tanto che la National Geographic Society è giunta alla proposta – l’unica possibile a questo punto per lei –al fine di innescare un’inversione delle attuali tendenze: tutelare metà del pianeta entro il 2050 con un target intermedio a 30% al 2030. I riflessi di questa nuova auspicata politica saranno non solo ambientali- generalmente incentrati su una limitazione a 2°C dell’aumento della temperatura rispetto al periodo preindustriale, ma anche economici, entrando in un’ottica – come ha affermato il direttore scientifico di WWF Italia Gianfranco Bologna - che non considera più la natura come un blocco allo sviluppo del territorio.

Luigi Campanella - A.K. Informa N. 29

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giovedì 18 luglio 2019

Fine della corsa... La grande contraddizione nel nostro rapporto con gli animali...



Molti di noi inorridiscono al solo pensiero che a tavola ci possano servire carne di cane o di gatto. Il sistema di credenze alla base delle nostre abitudini alimentari si fonda infatti su un paradosso: reagiamo ai diversi tipi di carne perché percepiamo diversamente gli animali da cui essa deriva. In modo inconsapevole abbiamo aderito al carnismo, l'ideologia violenta che ci permette di mangiare la carne solo "perché le cose stanno così". 

Melanie Joy analizza le motivazioni psicologiche e culturali di questa "dittatura della consuetudine" e della sua pervasività; di come, attraverso la rimozione, la negazione e l'occultamento dell'eccidio di miliardi di animali, il sistema in cui siamo immersi mantiene obnubilate le coscienze, fino a persuaderci che mangiare carne più volte al giorno sia naturale, normale e quindi necessario. 

Intervistando i vari protagonisti dell'industria della carne, esaminando le cifre dei suoi profitti e dei suoi disastri ambientali, mette in luce gli effetti collaterali sulle "altre" vittime: chi lavora negli allevamenti intensivi e nell'inferno dei mattatoi industriali di ogni latitudine; i consumatori sempre più esposti ai rischi di contaminazioni e insalubrità; l'ambiente stesso, e il nostro futuro sul pianeta.

Francesco Pullia


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mercoledì 17 luglio 2019

Il pianeta ha bisogno di foreste... per combattere l'inquinamento e l'effetto serra


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Una buona notizia, finalmente. Possiamo abbattere con costi ridotti del 25% l’anidride carbonica di origine antropica che si è accumulata in atmosfera negli ultimi due secoli e contribuire a raggiungere l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura in atmosfera entro gli 1,5 °C, come suggerisce l’IPCC, il panel delle Nazioni Unite che studia i cambiamenti climatici.
Questa prospettiva è l’oggetto di un articolo di Pietro Greco su Micron, che cita uno studio pubblicato sulla rivista Science a inizio luglio.
L’IPCC ritiene che per raggiungere l’obiettivo massimo di contenere l’aumento della temperatura media del pianeta entro gli 1,5 °C occorre piantare alberi per un miliardo di ettari in aggiunta a quelli già esistenti. Il panel delle Nazioni Unite non ha specificato come raggiungere l’obiettivo e neppure se è possibile raggiungerlo.
I ricercatori che hanno pubblicato lo studio su Science hanno infatti realizzato una mappa globale delle foreste: di quelle esistenti e di quelle potenziali. Giungendo a queste conclusioni: nelle attuali condizioni climatiche, la Terra potrebbe ospitare foreste per un totale di 4,4 miliardi di ettari. Oggi ne ospita 2,8 miliardi. Quindi il potenziale di ulteriore riforestazione è di 1,6 miliardi di ettari: il 60% in più di quanto richiede l’IPCC. 0,7 miliardi di ettari insistono su aree urbane o intensamente coltivate.
Le aree libere ammontano a 0,9 miliardi di ettari: praticamente quanto richiesto dall’IPCC. La metà di questo potenziale si trova in soli sei paesi. Nell’ordine: Russia, Stati Uniti, Canada, Australia, Brasile e Cina. Sono tutti grandi paesi che hanno la possibilità di dimostrare il loro senso di responsabilità.

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domenica 14 luglio 2019

La storia di come scrissi "Treia: storie di vita bioregionale"


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Osho disse: "Se stai invecchiando, ricorda che la vecchiaia è il culmine della vita. Ricorda che la vecchiaia può essere l’esperienza più bella. Il vecchio si trova nello stesso stato di quiete dopo una tempesta, quando prevale il silenzio. Quel silenzio può avere una bellezza immensa, una profondità e una ricchezza incredibili. Se il vecchio è realmente maturo, allora diventa bello. Cresci, matura interiormente, diventa più attento e consapevole. La vecchiaia è l’ultima opportunità che ti viene concessa."

Ovviamente sono d'accordo con lui  e mi godo questa esperienza con grande calore e soddisfazione, anche perché ho avuto la fortuna di trovare, proprio in tarda età, una compagna adatta al mio percorso: Caterina Regazzi. E' stata lei, tra l'altro, a "rapirmi" da Calcata ed a condurmi  a Treia, dove ora abito nella sua bella casa nel centro storico (di cui leggerete nel libro). 

Ma non voglio dilungarmi sui preamboli, il fatto è che Michele Meomartino, il curatore editoriale, mi ha chiesto di scrivere una breve  auto-biografia  e perciò comincio col dire che son nato il 23 giugno 1944 a Roma, nella casa dei miei nonni paterni.  Son figlio della guerra e debbo ringraziare un ignoto contadino russo che salvò mio padre dall'abbandono nella steppe  e lo riportò entro le linee italiane dell'ARMIR in rotta, congelato alle gambe. Così fu rimandato a Roma come invalido  e lì conobbe mia madre.... 

Ma dopo dieci anni dalla mia nascita ella morì e io fui sballottolato fra collegi e una famiglia "matrigna",  ma fuggii presto, ancora adolescente,   alla ricerca di una nuova autonomia.  Nel frattempo mi ero trasferito a Verona dove rimasi sino all'età di ventotto anni. Lì iniziò la mia  "carriera" letteraria, scrivendo il primo libro "Ten poems and ten reflections", stampato con pressa manuale dal tipografo americano Gabriel Rummonds. 

Nel frattempo  mi cimentai anche  come artista concettuale, partecipando ad alcune mostre a Verona (ed anche a Padova). Nel 1970 fondai il Club EX, un centro culturale in cui si faceva teatro, musica, poesia,  mostre d'arte, etc. con sede  in Piazzetta San Marco in Foro,  ove prima c'era un'antica osteria. 

Verso la fine del 1972 scappai (per un viaggio di riflessione e di ricerca) in Africa che percorsi da una costa all'altra con mezzi di fortuna ed infine sbarcai in India il 23  giugno del 1973. La data era molto significativa.. ed infatti lì, a Ganeshpuri,   incontrai il mio Guru, Muktananda,  e la mia mente cambiò. 

Al ritorno in Italia lasciai definitivamente Verona e mi ristabilii a Roma, in una vecchia casa  di Via Emanuele Filiberto. Ove praticai la disciplina spirituale con fermezza e dedizione finché non trovai l'occasione di trasferirmi a Calcata (eravamo a metà degli anni '70) dove trovai una nuova dimensione per ricominciare un percorso  anche in senso sociale,  creativo ed ecologico. Nel 1984 fondai il Circolo vegetariano VV.TT., nel 1996 partecipai alla fondazione della Rete Bioregionale Italiana. La permanenza a Calcata, nella valle del Treja, fu molto intensa, combattendo per la causa ecologista e spiritualista laica con tutte le mie forze.  

Negli ultimi anni, a partire dal 2004,  dovetti però  ritirarmi in una specie di isolamento volontario, a causa della grande tensione e dell'opposizione morale e materiale a cui ero soggetto. Ormai ridotto nella ridotta di Via del Fontanile, in una casupola sopra la fogna comunale, infine incontrai la mia attuale compagna,  Caterina, con la quale avevo iniziato a corrispondere nel 2009,  che venne appositamente da Spilamberto per conoscermi. Dopo poco accettai, con riconoscenza, di essere sradicato da quella Calcata che ormai non potevo più considerare mia patria... e ritrovai serenità e nuova linfa vitale nella bella Treia.  

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Così, per riconoscenza verso Caterina Regazzi e verso Treia, ho pensato di scrivere il libro "Treia: storie di vita bioregionale"...  In esso racconto alcune storielle minute di eventi vissuti in questa città delle Marche, da quando mi sono qui trasferito nel 2010. Le osservazioni del mio vivere a Treia sono per me significative anche perché rappresentano la fase finale della mia esistenza. Avendo già raggiunto un'età in cui solitamente un uomo si definisce anziano, infatti ho già   superato i settantacinque anni... 

Il testo è corredato di  una presentazione di Michele Meomartino  e di una appendice con interventi di Antonella Pedicelli,  Alberto Meriggi, Caterina Regazzi, Simonetta Borgiani ed  Enzo Catani. Le immagini di copertina e contro-copertina sono state realizzate da Daniela Spurio.  

Paolo D'Arpini

Amazon.it: Treia. Storie di vita bioregionale - D'Arpini, Paolo ...




Presentazione del libro:   http://www.tracce.org/DArpiniTreia.htm

giovedì 11 luglio 2019

Bioregionalismo. L'arte di vivere in un luogo senza danneggiarlo


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La mia vita è una continua scoperta, un viaggio leggero, senza bagagli ingombranti. Tutto ciò che faccio, pur essendo estremamente significativo, è sempre nell’ambito dell’oggi, del carpe diem. Infatti  non ho accumulato alcunché e se qualcosa è stata accumulata nel corso degli anni ho anche provveduto ad abbandonarla. Perciò non ho nulla da difendere e quindi il “mio campo” è un campo in cui crolli e cambiamenti, scavi e riempimenti avvengono in continuazione come natura comanda, con poco o nulla di mio intervento intenzionale.

Questo è un bene ed un male allo stesso tempo, dal punto di vista personale è un bene perché in tal modo non persiste  attaccamento verso una specifica forma, ma  è un male, dal punto di vista sociale,  perché  poco o nulla di costruito è a me riferibile… 

Tanti anni fa, quando mi trasferii a Calcata, ebbi l'ispirazione  di denominare un pezzo di terra di cui ero  il custode “Tempio della Spiritualità della Natura”, un’idea buona anche per esaltare valori estetici naturali. Per il mio “tempio della natura” c'erano le premesse di una grande edificazione… ma –ahimé- c’ero anch’io e -come sapete- io amo “inneggiare ed evocare” ed anche "costruire" senza curarmi di conservare. Eppure  solo ora quel "tempio" è veramente della Natura, ora che è abbandonato a se stesso e le sue strutture stanno pian piano sfaldandosi e ritornando alla madre terra.

Il tempio, me assente,  è rimasto un terreno  “lasciato agli impulsi spontanei creativi della natura e delle sue creature”. 

Ma partendo da quel  luogo ho appreso una nuova visione. La visione del bioregionalismo, dell'ecologia profonda e della spiritualità della natura  applicati ad ogni luogo in cui mi trovo. Vivendo  un diretto contatto con la natura, con gli animali, con le piante e con gli umani. 

Non più uno specifico luogo fisico il Tempio della Spiritualità della Natura  è diventato un approccio olistico, un incontro riavvicinato con il luogo, in modo da trarne un senso di appartenenza e di presenza. Teoricamente questo è un discorso ancora molto sentito in alcune  comunità rurali originarie, come sicuramente fu anche la comunità contadina  di Treia, ove ora porto avanti l'esperimento.  

Paolo D'Arpini


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bioregionalismo.treia@gmail.com