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mercoledì 21 marzo 2012

Erbe, alberi e magia... con Sonia Baldoni - Appuntamenti marchigiani da non perdere....

Sonia Baldoni


La parola ecologia deriva dal greco oikos che significa casa, ha cioè la stessa radice di economia, e questa filiazione etimologica mi ha sempre affascinato. Infatti attraverso l’ecologia, soprattutto quella profonda, ho appreso a considerare la natura come la mia vera casa cercando inoltre di trarre da essa il mio sostentamento.

Finché un bel dì conobbi Sonia Baldoni di Jesi ed appresi attraverso le passeggiate fatte assieme a lei, o per mezzo di semplici cerimonie, a collegare l’ecologia e l’economia con la magia. Infatti quello che apprezzai maggiormente, dell’esempio  fornito da Sonia, è stata la sua spontanea passione per la riscoperta e per la trasmissione dei misteri naturali, quelli che solo le piante sanno conservare. Le piante indubbiamente sono gli esseri viventi più vicini allo spirito primordiale e sono le depositarie del potere magico della vita.

Ma andiamo per ordine. Il mio primo maestro in erbe fu un pastore conosciuto a Calcata nei primi anni ‘70 del secolo scorso. Si chiamava Irmo, era diventato orbo in seguito ad un incidente di percorso nelle sue continue esplorazioni nei boschi. Irmo era originario di Amelia (in Umbria) e finché gli fu possibile era solito continuare la tradizione della transumanza. Con le sue bestie ogni anno, in primavera inoltrata, se ne partiva lungo la via Amerina sino a raggiungere le colline umbre. Gli ultimi anni, non potendo più percorrere le strade di campagna, si spostava con tutti gli armenti su un camion preso a nolo. Infine, avendo ormai messo su famiglia e non potendo più spostarsi per l’età e gli acciacchi si limitò a pascere le greggi nella valle del Treja.

Quando lo conobbi mi parlava spesso delle piante della valle e mi spiegava di aver appreso a conoscerle osservando le capre e le pecore al pascolo. Dal loro comportamento, dai gusti stagionali, dalla qualità del latte prodotto, etc. aveva imparato quali fossero le loro proprietà.

Ovvio che restai molto intrigato da questi suoi racconti e volli anch’io seguire il suo esempio e comprai qualche pecora e qualche capra per vedere se avessero avuto qualcosa da insegnarmi. Ed in verità molto mi insegnarono… Imparai da loro a riconoscere quasi tutte le erbe commestibili della valle. Tra l’altro scoprii come anche gli ovini ed i caprini fossero dediti allo sballo.. Non so se era l’aria di Calcata, che induceva un po’ tutti ad eccedere con sostanze alteranti, ma scoprii come in primavera anche gli armenti si dilettassero con i germogli freschi di cicuta, una pianta psicotropa famosa sin dall’antichità, persino dedicandosi allo stramonio ed altre pianticelle “psichiche”..

Ricordo addirittura una pecora che era talmente assuefatta allo sballo che addirittura morì di overdose, con gli occhi strabuzzanti e la bava alla bocca. Ma in questo non seguii mai quel cattivo esempio e mi limitai a raccogliere le piante selvatiche buone in cucina, cotte e crude. Non conoscevo nemmeno il loro nome, le chiamavo con nomi di fantasia. In seguito li conobbi attraverso le lezioni ricevute sul campo dal mio secondo maestro, Giuseppe Roveri, che era un erborista diplomato all'Università di  Camerino e socio co-fondatore del Circolo vegetariano VV.TT..

Egli accompagnava spesso me ed altri appassionati in giro per la valle e ci raccontava tante storielle popolari sulle varie piante e sul significato dei loro nomi. Infine, trascorsi diversi anni, verso i primi di questo nuovo millennio, cominciai anch’io ad accompagnare neofiti alla ricerca di erbe e scrissi diversi articoli sulle proprietà e sul significato della forma, del colore, dell’odore di erbe e fiori e frutti.

Infine giunse la mia terza istruttrice, Sonia Baldoni e lei mi insegnò i significati magici delle piante e degli alberi, che sino a quel punto avevo trascurato. Ontano, lauro, agrifoglio, quercia… e le costellazioni collegate e gli spiriti benigni incarnati.

Il mio primo incontro con Sonia avvenne a Calcata, forse sette anni fa, ad una festa di luna piena di luglio. Dopo la consueta passeggiata nella valle del Treja, avevamo predisposto una cerimonia sotto la luna, attorno al fuoco, e lì essa apparve, introdotta dall’amico psicologo Ciro Aurigemma. Dopo aver mangiato le erbe da noi raccolte, e avendo iniziato il giro di condivisione sulle esperienze karmiche con la luna piena, ecco che Sonia propose di fare un’offerta rituale al fuoco.. e diede ad ognuno di noi una manciatella di erbe e fiori da lei precedentemente mescolati affinché li offrissimo alla fiamma girando intorno al falò. E fu così che iniziai a conoscere anche le virtù magiche delle piante.

Fatalità, dopo qualche anno, mi ritrovai a Treia (in provincia di Macerata) in visita alla casa della mia compagna Caterina, era il 2010, e pensai subito di organizzarvi un primo evento, un’altra festa della luna piena ma stavolta di agosto, e chiamai Sonia a partecipare. Dall’anno seguente mi trasferii stabilmente a Treia e lì iniziò una collaborazione più fitta ed intensa fra lei e me.

Organizzammo la prima cerimonia della vigilia di Ognissanti (Samhain) in occasione dell’incontro annuale della Rete Bioregionale del 2010, che si tenne nel podere di Lucilla Pavoni (a San Severino Marche), la cerimonia fu ripetuta anche nel 2011… Nel frattempo c’era stata anche la Festa dei Precursori del maggio 2011, con riti dedicati al mondo femminile ed alla raccolta di rose e bacche di rosa canina, con preparazione di fiori di Bach, che si ripeterà anche quest’anno (2012).

Insomma sembra che con Sonia si siano ormai stabiliti due importanti appuntamenti marchigiani, uno in primavera ed uno in autunno.. I momenti migliori della natura, quelli in cui la natura prorompe in bellezza di fioriture e frutti.


Paolo D’Arpini


Articoli sulla presenza di Sonia Baldoni agli eventi del Circolo Vegetariano VV.TT.: http://www.circolovegetarianocalcata.it/page/2/?s=sonia+baldoni

………….


Di questo  e simili argomenti se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 5 al 13 maggio 2012. Programma: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/01/e-iniziata-nel-1984-ed-ancora-continua.html  

Pellegrinaggio alla Grotta di Santa Sperandia - Treia
Da sinistra:  Sonia, Orietta, Paolo, Caterina, Renata 

martedì 1 novembre 2011

Samhain a casa di Lucilla Pavoni.. con tanti doni! Breve resoconto sulla cerimonia spirituale laica tenuta il 31 ottobre 2011 a San Severino Marche

Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini

Sempre coinvolgenti questi incontri in cui Sonia Baldoni trasmette le sue conoscenze, ma soprattutto la sua gioia di vivere.... Ed é bello vedere che riesce a raccogliere tra le sue "ali" persone tanto diverse ma come posso dire? Tutte uguali, accomunate dalla voglia di conoscere ma anche di condividere e di ritrovare quel bambino interiore che spesso dimentichiamo di avere, anzi, no, di essere.
Ed il rito del ricongiungimento con gli antenati, con i pregi e i difetti che loro avevano e che ci hanno lasciato in eredità, ci porta appunto a ritrovare prima di tutto noi stessi,un po' come in una meditazione profonda, in cui ci troviamo più vicini al nostro Sé.

Era la seconda volta che compivo questo rito con Sonia e sarà che in questi giorni si ricordano, a volte in maniera un po' "consumistica" e doverosa, i nostri cari che non ci sono più, ieri ho sentito proprio di volermi lasciare alle spalle i lati "negativi" di me che ho ereditato dai miei genitori e che non mi piacciono, come non mi piacevano in loro.

Il fuoco brucia, brucia e noi cerchiamo di bruciare questi lati oscuri, ma chissà per quanti anni ancora ed  anche per quanti momenti dovremmo ancora ritornarci, con benevolenza e accettazione... sono nel nostro codice genetico, non potremmo mai liberarcene completamente, solo con l'osservazione e l'attenzione potremo riuscire a ripulire la nostra coscienza dalle abitudini che ci abbiamo costruito sopra e lasciare così maggiormente rifulgere i lati "buoni" nostri e dei nostri parenti.

La casa di Lucilla e Lucilla stessa sono stati un nido caldo e accogliente, dove ci si sente a casa propia.

Grazie a Lucilla, a Sonia e a Paolo, il motore del tutto.

Caterina Regazzi


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La sera quando finalmente eravamo rientrati in casa di Lucilla, dopo aver compiuto un ultimissimo rito gettando offerte agli spiriti delle quattro direzioni, ci siamo seduti attorno alla grande tavola della cucina, sulla tovaglia pulita un ramo di rosa canina con belle bacche rosse, alcune erbe profumate, due boccette di lavanda per detergersi le mani.. la stufa a legna accesa... insomma tutto dichiarava che eravamo ben accetti dalla terra e dal cielo.

In attesa che giungesse l'ora della cena e che Lucilla tornasse da una visita urgente a San Severino, Sonia ha enumerato e catalogato i mesi dedicati ai vari angeli. Ognuno ha saputo così il nome del suo protettore celeste.. Possiamo anche definirle forze benefiche che vegliano su di noi. Per me il nome del personaggio  è Gabriel.. Nella descrizione di Sonia pare che indichi una situazione di vita in cui non serve far nulla.. Tutto viene spontanemente come decretato in Cielo, nessuno sforzo è richiesto per ottenere conoscenza e benessere.. Ho riconosciuto che questo angelo fa proprio al caso mio...

E finalmente  sopra la tavola sono apparsi i doni... pietanze e minestre, cereali e legumi, pane di vari tipi, insalata, bocce di vino e di fresca acqua di pozzo, verdure in padella ed in teglia, patate al forno... ogni ben di Dio, da ognuno portato per la condivisione fraterna..

Ci siamo abboffati con gioia.... Una comunione  di spiritualità laica!

Paolo D'Arpini



Ed ora un pensiero del giorno in sintonia:

"Per il solo fatto di andare in chiesa o di recitare delle preghiere, molti credenti pensano di entrare direttamente in relazione con il Signore. Come se fosse così facile!… Sostenere di entrare direttamente in contatto con il Signore, significa veramente non sapere chi Egli sia! Non dico che non si riesca a raggiungere qualcosa di Lui, ma in ogni caso non si tratta sicuramente di Lui nella Sua pienezza, nella Sua immensità! Tra noi e il Signore c’è tutto un cammino da percorrere, uno spazio talmente vasto che è impossibile da concepire; e quello spazio non è vuoto: si compone di regioni abitate da entità spirituali.
Tutte le religioni hanno menzionato in un modo o in un altro l’esistenza di queste regioni e di queste entità.

La tradizione cristiana, che riprende la tradizione ebraica, parla dell’esistenza di nove ordini angelici: gli Angeli, gli Arcangeli, i Principati, le Virtù, le Potestà, le Dominazioni, i Troni, i Cherubini e i Serafini. Ciascuno di questi ordini angelici è un aspetto della potenza e delle virtù divine. Per il nostro corretto sviluppo spirituale, è necessario che conosciamo l’esistenza di queste entità celesti, poiché esse sono come dei fari sul cammino che ci conduce a Dio." (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

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Commento ricevuto da Ivana Lorenzini:

Paolo, non so come scrivere sul blog e quindi metto qui di seguito alcuni pensieri su eri sera.

Saimo arrivati al crepuscolo, l'ora che, come ci ha detto Sonia, è un'ora indefinita in cui sta finendo il giorno e sta cominciando la notte e quindi non è né l'uno né l'altra. E' l'ora in cui è più facile che i mondi del qui ed ora e quello del già e ancora, si compenetrino.

L'atmosfera creata  dalla luce, dal luogo, dall'essere tutti insieme in silenzio ad ascoltare le parole di Sonia che a volte ho trovato oscure ma non per questo meno coinvolgenti, ha fatto sì che mi sentissi parte dell'universo,chiamata dalle altre creature a lodare il Creatore.

C'è stata commozione nel richiamare alla memoria chi ci ha preceduto perdonando i loro difetti, passati a noi per via genetica e ringraziandoli nell'accogliere i loro doni. E poi il fuoco, che rigenera continuamente purificando e temprando, il fuoco che riscalda e rischiara come Cristo, Via,Verità e Vita.

Quindi la casa, l'accoglienza, la condivisione, il cibo spezzato con i fratelli in una cerimonia antica e sempre nuova; la casa pervasa dall'amore e dalla generosità di chi la abita,di chi le ha ridato nuova vita partendo dalla terra, accarezzata e ripulita per accogliere i doni del Cielo. Ringrazio tutti per aver condiviso con me tante emozioni. Con affetto fraterno. Ivana


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Commento di Lucilla Pavoni, che ci ha ospitati:


Lucilla Pavoni in piedi


Carissimi amici, al ritorno da un soggiorno, che oramai considero quasi forzato, in un albergo a cinque stelle, dove da anni ormai accompagno un marito ancora un po' troppo borghese e che fatica molto a capire le mie nuove esigenze di vita,sono finalmente tornata a casa, giusto in tempo per accogliere i miei amici arrivati un po' da ovunque per l'incontro di Samhain. L'inevitabile confronto tra questi due mondi è stato stridente più che mai. Da una parte, lo sfarzo,la spasmodica ricerca di lusso e uno sperpero ostentato con la più grande naturalezza. Un mondo fatuo e fittizio, una gara a sembrare piuttosto che essere e alla fine un senso di vuoto,di giorni sprecati nel tentativo di ricevere qualcosa e che invece impoverisce anche di più.
Dall'altra parte una situazione opposta che con consapevolezza ho scelto di vivere, in una semplicità che lascia spazio solo a cose vere e necessarie all'Anima e al corpo.
Anche quello di quest'anno, è stato un incontro molto bello e coinvolgente anche se un problema improvviso mi ha costretta ad allontanarmi per qualche ora. La naturalezza ed il senso d'appartenenza al luogo, che si é creato anche in mia assenza, m'hanno aperto il cuore alla gioia,e convinta che il mio intento di creare un posto dove ognuno potesse sentirsi a casa sua, finalmente è diventato realtà.
Sento che la Casa, con l'apporto di tante Anime belle, sta piano piano diventando ciò che ho sempre desiderato, la ricchezza interiore che ognuno apporta fa sì che l'atmosfera stia diventando quasi magica. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati alla realizzazione dell'incontro e l'hanno reso così perfetto.


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Commento di Lunaspina di Avalon:

Al bosco, abbracciata al mio albero, lascio andare le emozioni.
Le affido a Madre Terra come questi resti del banchetto di Samhain. Un altro giro della Ruota d'Argento e' iniziato. Fatico ad uscire dalle mie amate nebbie per tornare alla realtà. Cerco di afferrarmi ancora a quelle Ombre che tanto mi sono care. Ma una nuova giornata e' iniziata ed e' un giorno di sole. Seduta ai piedi del mio albero ascolto il cuore impazzito, lascio correre la mente che si ribella a questo ritorno. Ascolto le emozioni, chiedo aiuto al mio albero, allungo le mie radici ad abbracciare le sue, ciò che deve scende, profondo, tra le ombre di Madre Terra. Sento tutto scorrere... chiudo gli occhi, la testa mi gira e resto così, immobile ad osservare i pensieri, uno ad uno, uscire in una spirale verso l'alto e disperdersi tra gli alti rami del mio amico di sempre...Questo e' il mio luogo segreto, questo è il bosco dei miei ricordi. Solo io ed i cani e questi alberi che placidi sorridono ed insegnano. Luogo di tante giornate passate così, nella perfetta semplicità di questa Madre cosi' immensa e benevola. Il sole filtra tra i rami alti e mi bacia il viso, sorrido, apro gli occhi: sono tornata dal mio viaggio. Sono tornata dall'Amore delle terre dell'Ovest all'Amore delle terre del Nord. I sogni si mischiano alla concretezza del mio esistere. L'Amore e' il filo d'Argento che tutto lega...una spirale di luce d'argento vibra pulsante e luminosa intorno a me. Tutto e' vivo e ciò che apparentemente muore e' solo per rinascere in un ciclo di perfezione assoluta. Ed io sono questa foglia caduta a terra, ed io sono la corteccia antica di questa quercia amica... i miei occhi, lavati dalle lacrime ora vedono l'oro del bosco sfavillare. Resto così, accoccolata al mio albero a godermi il canto degli uccellini, la carezza del vento, il bacio del sole... Grazie Madre...

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Saluto di Sonia Baldoni:


Per me essere lì con voi è stato un ritornare a casa in tutti i sensi... sono partita dalle Marche per l'equinozio di autunno dal crepuscolo del giorno 20 a quello del 22 settembre celebrato quest'anno .. ultimo ciclo del contadino verso il raccolto del 2012... in cui si prepara il terreno della nuova epoca, per tutti noi che stiamo camminando tra i due mondi... Fino a giungere a San Severino dopo aver attraversato l'Italia dal Veneto al Molise..... con insegnamenti tra i campi e le zone archeologiche dei nostri antenati... omaggio alla dea Astarte dei Fenici a Santa Marinella dove lo scorso anno abbiamo vissuto la ricorrenza del 10.10.10... E cosi proprio per la data della semina, il 31 ottobre di quest'anno mi sono ritrovata con voi, con gli amici delle Marche, e con quelli che da fuori regione sono riusciti a raggiungerci per ricevere il tramando di queste cerimonie che accomunano ciò che i nostri avi mettevano in atto con il contatto con la terra......

Un abbraccio a voi organizzatori (Circolo vegetariano VV.TT.) di questi incontri e vi informo che per il giorno 8 e 9 dicembre sono ancora in Molise come da calendario già fissato da mesi per questi incontri in cui una settimana intera sono a Capracotta per tutti gli insegnamenti delle antiche tradizioni delle erbe e le bacche di ginepro biancospino e rosa canina..... Perciò non potrò essere a Treia alla presentazione del vostro libro Vita senza Tempo (che si tiene quei giorni al Circolo). Comunque, quando potrete,  vi aspetto in questo luogo una volta o l'altra e appena potete cercate di raggiungere Col del Cece 16 km. dopo Cagli direzione pianello dove girando per il cartello a sinistra Gubbio 22, trovate COL DEL CECE antico luogo della celebrazione delle tavole eugubine e ancora oggi punto di ritrovo per sostare come ai tempi dei Cavalieri di Malta e del percorso di San Francesco, la locandina è sul sito http://www.viverecongioia.org/
Sonia Maria Baldoni


lunedì 19 settembre 2011

31 ottobre 2011 – Samahin a San Severino Marche – Il Ciclo della Vita nella Vigilia d’Ognissanti (Halloween)


Com’è nella tradizione pluriennale del Circolo Vegetariano VV.TT. anche quest’anno verrà celebrato il momento che nell’antichità segnava la fine dell’anno, e che sancisce una nuova tappa nel Ciclo della Vita.

In questo periodo dal 31 ottobre ai primi di novembre anche nella tradizione cristiana si ricordano i santi ed i morti e questo segna il collegamento fra il vecchio mondo pagano e quello nuovo conseguente all’avvento del Cristo.

La festa di Samahin è particolarmente sentita nella cultura anglosassone, infatti è una ricorrenza di origine celtica in cui si dice che in questo periodo “si apre una finestra fra la vita e la morte, fra la morte e la rinascita”. L’evento era conosciuto nell’antichità remota ed anche nel medio evo, poi in un periodo successivo fu volgarizzata nella mascherata di Halloween, orgia consumista e finto carnevale.

La vera tradizione afferma che siccome quella notte gli spiriti tornano sulla terra occorre ingraziarseli con alcune offerte che venivano lasciate sui bordi del camino, allora gli spiriti benevolmente potevano cedere un loro dono o messaggio. Se invece non trovavano alcuna offerta allora si vendicavano apparendo terrifici ai vivi. In parte la tradizione è rimasta con il famoso “dolcetto o scherzetto” di Halloween.

Comunque la cosa principale da farsi durante la giornata di Samahin, e soprattutto la sera, è quella di compiere dei riti nella natura, in particolare si apparecchiano in una radura due cerchi composti con gli ultimi fiori in modo che tutti i colori della natura siano rappresentati. A turno i partecipanti si posizionano all’interno di un cerchio, in cui si attirano i pensieri positivi verso i defunti, poi si passa all’altro dove si rinuncia a tutti i pensieri negativi nei loro confronti. In questo modo si pacifica il mondo dell’aldilà con l’aldiqua.

Quest’anno la cerimonia verrà compiuta dalla sciamana erborista di Vivere con Gioia, Sonia Baldoni, in località Ugliano, in quel di San Severino Marche. Più tardi ci recheremo nella casa accogliente, lì vicina, della scrittrice Lucilla Pavoni, dove desineremo con il cibo vegetariano da ognuno portato.

Paolo D’Arpini

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Programma del 31 ottobre 2011:

h. 17.00 – Appuntamento da Lucilla e partenza per la passeggiata.
h. 18.00 – Cerimonia in radura con Sonia Baldoni
h. 20.00 – Accensione del fuoco e desinare conviviale
h. 22.00 – Riordino della casa e dei luoghi


Per informazioni logistiche e per confermare la presenza:
Paolo – 0733/216293
Lucilla – 338.7073857
Sonia – 333.7843462
circolo.vegetariano@libero.it


……

Ecco come raggiungere il luogo dell’appuntamento:
Da San Severino Marche seguire la strada per Apiro/Cingoli.
Superare Cesolo e Marciano, arrivati al bivio per Apiro/Cingoli prendere la direzione per Apiro.
Superare le frazioni Palazzata e Corsciano sino all’indicazione per Ugliano, dopo circa 700 metri sulla destra imboccare stradina in terra battuta seguendo la freccia che indica la casa di Lucilla.
La manifestazione è gratuita un’offerta volontaria per il mantenimento dei luoghi e di chi ci accompagna sarà gradita.

mercoledì 25 maggio 2011

Treia: “La casa sulla roccia... e le campane al vento” - Breve racconto bioregionale




La peculiarità di questa casa di Treia, da Caterina ereditata dalla nonna Annetta e da me abitata, è che -pur stando su quattro piani di diverso livello- è sempre al piano terra... La cosa sembra strana ed in effetti fu proprio questa particolarità, descrittami da Caterina una notte mentre risiedevo ancora a Calcata, a farmela sognare e poi a spingermi a superare la mia inveterata pigrizia ed a desiderare di visitarla, di conoscerla, insomma di vedere com'era...

Ricordo che uno dei miei sogni ricorrenti, sin dall'infanzia, era quello di immaginarmi su una torre, e da lì osservare il modo sottostante con un certo distacco. Certo è una visione simbolica.. Ad esempio ricordo la sensazione di appartenenza provata nel momento stesso in cui misi piede per la prima volta a Calcata, villaggetto costruito su un acrocoro... Ma a Calcata manca il senso dello spazio, della visione panoramica, poiché l'acrocoro è più basso di tutte le alture circostanti, mentre l'effetto che mi fece la casa di Treia, quando al fine la visitai, fu proprio quello di stare sul più alto pennone di una nave e da lì contemplare il mondo..

Monticulum era chiamata nell'alto medio evo la città di Treia, proprio perché si trova su una collina transfuga, isolata dalle montagne del circondario e adagiata su una dolce valle che si allontana sino al mare. Non è una collina conica è piuttosto allungata ed è per questo che l'abitato storico è alquanto esteso, e probabilmente si sviluppò nei suoi due estremi in periodi ed in condizioni diverse... comprendendo da un lato un'antica torre avamposto dei longobardi e dall'altro l'insediamento della popolazione originaria, sorto dopo la caduta dell'impero romano, in cui si erano rifugiati gli antichi treiesi stanchi delle razzie subite a partire dal 500 d.c.

Attorno al XIII secolo, in periodo francescano, Monticello fu conosciuto perché patria di un santo frate, il beato Pietro Marchionni, contemporaneo e seguace di Francesco, che vi fondò una piccola comunità monastica, che si trovava fuori le mura.. nei pressi di un'antica fonte, denominata appunto “francescana” e che si trova lungo un sentiero anch'esso detto “francescano” che conduceva chissà dove... forse a Loreto od a Cascia?

Visitai, durante una passeggiata erboristica con Sonia Baldoni, quella sorgente. Ma la struttura attorno è quasi crollata, restava solo una parvenza di muro ed una specie di pozza con dentro ranocchie e tritoni, mentre lì a fianco c'era un piccolissimo stagno completamente ricoperto dal verde delle lenticchie d'acqua.

Forse mi sono un po' disperso nelle mie rimembranze e sto correndo il rischio di dimenticare la ragione per cui ho iniziato a scrivere questa storia... Ah sì, si tratta di campane... Dicevo che la casa di Treia è su vari piani ed ha vari ingressi, questo perché essendo costruita seguendo il dislivello della collina, capita che ogni ingresso sia a piano terra.. a partire dal più alto che si trova in prossimità della Cattedrale sino al più basso nelle vicinanze della Porta Montana.

Dal piano principale, quello che si affaccia quasi sulla Cattedrale, ovviamente si ode lo scampanio regolare, a tutte le ore e a tutte le messe e orazioni, che scandisce lo svolgimento religioso della chiesa principale di Treia. Ma scendendo di un piano si ode un'altra campana di una chiesetta che sta quasi a ridosso delle mura, scendendo di un altro piano ancora si può ascoltare il tintinnio delle campane di una chiesa fuori porta, ed all'ultimo piano terra si ode lo scampanio di un monastero francescano che sta nei pressi del cimitero. Insomma ogni livello ha le sue campane.. E questa diversità non mi dispiace affatto, anzi la trovo simbolica di un percorso.. spirituale, ma anche vitale... Dalla Cattedrale dove ci si battezza e ci si sposa.. sino al monastero vicino al cimitero.. dove infine ci si riposa...

Beh, oggi pomeriggio mi è capitato di leggere un raccontino sulla saggezza laica, insita nell'astrarsi dalle cure del mondo, pur continuando a svolgere le proprie funzioni. In essa si parla della maestria di un artigiano costruttore di castelli per campane... Sapete vero che per suonare bene una campana ha bisogno di un apposito castello che deve corrispondere a precisi requisiti di distanza, equilibrio e solidità e vuoti fra le sue parti?

Un intagliatore chiamato Ching aveva appena finito di preparare un castello di sostegno per campane. Tutti quelli che lo vedevano si meravigliavano perché sembrava opera degli spiriti. Quando lo vide il Duca di Lu, domandò: “Che genio siete per riuscire a fare una cosa simile?” E l'intagliatore rispose: “Sire sono solo un semplice manovale, non un genio. C'è una cosa però: quando sto per fare un castello di sostegno, medito per tre giorni per acquisire la pace della mente. Dopo aver meditato per tre giorni non penso più a ricompense o guadagni. Dopo cinque giorni di riflessione, non mi importa più delle lodi o delle critiche, né della bravura né dell'inettitudine. Dopo sette giorni, così trascorsi, di colpo dimentico le mie membra, il corpo, anzi tutto me stesso.. Perdo coscienza della corte e di ciò che mi circonda. Resta solo la mia arte. In quello stato d'animo entro nella foresta ed esamino ogni albero finché trovo quello in cui vedo riflessa la mia incastellatura in tutta la sua perfezione. Allora le mie mani si mettono all'opera. Poiché io mi sono tirato da parte, nel lavoro che si compie per mezzo mio, la natura incontra la natura. Questo è senz'altro il motivo per cui tutti dicono che il prodotto che ne nasce è opera degli spiriti...

Grazie per aver ascoltato sin qui...

Paolo D'arpini