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domenica 17 luglio 2011

L’immondizia che unisce 2 - Il destino stantio dei rifiuti solidi urbani che non trovano idonea ubicazione, dal nord al sud e dal sud al nord

 "Sotto il verde e sotto le rupi solo immondizie..." (Saul Arpino)


Torniamo al discorso dei rifiuti indifferenziati  e di come sistemarli. Ci ha scritto Claudio Martinotti Doria (Gevam) a commento degli articoli pubblicati i giorni scorsi sul destino dei RSU sparsi per l’Italia:

(Vedi articoli menzionati:



A proposito di immondizia, ho letto l'esaustiva ed intelligente riflessione di Caterina, e devo dire che la situazione è identica anche qui nel Monferrato di Area Casalese, ma temo lo sia più o meno ovunque, soprattutto nei piccoli centri storici dove non si possono collocare isole ecologiche, ma anche dove c'è ampia dotazione di cassonetti e raccoglitori per ogni tipo di rifiuti, c'è un'assoluta assenza di cassonetti per l'indifferenziata, solo parzialmente mitigata da qualche cestino di minime dimensioni collocato per gentile concessione, che si riempie in poco tempo e viene svuotato raramente, QUINDI QUASI NESSUNA ATTENZIONE PER I VISITATORI E TURISTI ED ANCHE ABITANTI IN MOVIMENTO, che non sanno dove depositare i rifiuti e devono riportarseli a casa. Stendiamo poi un velo pietoso ma anche risentito (legittimamente) per coloro che come me fanno la raccolta differenziata fin dal "neolitico", quando ancora non esistevano le isole ecologiche ed i rifiuti si dovevano portare ai vari raccoglitori artigiani nei loro depositi sparsi sul territorio, EBBENE NONOSTANTE LE VARIE PROMESSE FATTE, ORMAI SONO PASSATI DECENNI, NON CI SONO MAI STATI INCENTIVI E NEPPURE FORME DI PREMIAZIONE O RIDUZIONE DEL COSTO E COMPENSAZIONE PER COLORO CHE HANNO EFFETTUATO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, CHE PAGANO ESATTAMENTE COME COLORO CHE NON L'HANNO MAI EFFETTUATA.

L'equità, l'etica, la correttezza, l'affidabilità, ecc., non appartengono alla classe politica di questo paese, meno che mai a livello macro e neppure a livello micro (Enti locali, che però hanno l'attenuante che hanno scarsa autonomia decisionale, dovendo applicare le leggi). Si continua a pagare la tassa e non la tariffa che dovrebbe essere proporzionata alla quantità conferita di rifiuti ...

ciao, Claudio Martinotti Doria

………..

Il mio commento è stato: Caro Claudio, siamo proprio nella stessa onda... devi sapere che già parecchi anni avevo iniziato la raccolta differenziata ed il riciclaggio a Calcata, per conto mio, andando a pescare nei cassonetti stracolmi il cibo residuo gettato via e legnami vari ed altro materiale utile per gli animali e per la manutenzione del Tempio della Spiritualità della Natura. Questo mia opera di recupero avrà fatto risparmiare alla comunità migliaia di euro, poichè in totale avrò riciclato tonnellate di rifiuti.. Eppure proprio un mese fa ho ricevuto dal comune di Calcata un ingiunzione di pagamento per lo smaltimento addietrato di immondizie di una vecchia casa nella quale non abitavo da anni e che era rimasta vuota.. Però ho dovuto pagare egualmente il maltolto,perchè la legge amministrativa è legge assoluta e supera ogni giustizia umana....  Ciao, Paolo D’Arpini

Replica di Claudio:

INCREDIBILE COINCIDENZA!  Prima di trasferirmi a Ozzano Monferrato dove abito da una decina di anni, vivevo in una cascina a Cereseto, paese appena oltre un paio di colline, ebbene siccome ci sono voluti 5 anni per vendere la cascina ormai vuota, il comune mi ha fatto ugualmente pagare la tassa a pieno regime, come fosse abitata, pur non avendo mai prodotto neppure un sacco di immondizia, e siccome la tassa è a superficie e le cascine ovviamente non sono piccole come gli appartamenti, ho sborsato 1500 euro ... Ci sarebbe motivo di solenne incazzatura, ma ormai in Italia siamo purtroppo vaccinati e debilitati.  A presto


Ed ecco il commento di Caterina alla lettera di Claudio

Paolo mi ha fatto leggere la tua lettera e la situazione effettivamente deve essere così un po' ovunque. Qui a Spilamberto (MO) dove siamo ora, ci sono si i cassonetti anche per l'indifferenziata, ma nel centro storico ci sono pochi cestini per i rifiuti che spesso sono strapieni, soprattutto in concomitanza di "eventi cultural-commerciali" tipo "festa della birra", fiere varie e simili. Questi eventi sono graditi a buona parte della popolazione, ma lasciano spesso strascichi poco piacevoli per tutti. Del resto tante manifestazioni patrocinate dai Comuni sembra che debbano avere per forza, a causa degli scarsi mezzi a disposizione  per la cultura, la collaborazione degli operatori commerciali, che, per carità, hanno tutto il diritto di guadagnare se lavorano, ma dovrebbero assumersi anche l'onere di lasciare il luogo come l'hanno trovato.

Certo mi si potrà obiettare che tanti ripristini di opere pubbliche si possono fare grazie alle sponsorizzazioni di piccoli o grossi investitori che giustamente (?!) chiedono il loro tornaconto.

Praticamente sembra quasi che più il paese è "ricco", più, indirettamente, ne dovrebbe giovare l'intera collettività, ma sarà veramente così? Non è che alla fine paga sempre Pantalone?

Forse sono uscita un po' fuori tema, ma tutto influenza, condiziona ed è collegato col tutto.

Ciao e grazie, Caterina Regazzi


P.S. Altra faccenda: perchè i cestini sparsi per i paesi vengono svuotati così raramente? Ovvio: la "nettezza urbana" non è più gestita come una volta dall'ente pubblico, ma data in appalto a ditte private, spesso cooperative (di destra, di sinistra), che devono lavorare forzatamente a prezzi concorrenziali (appalti) e quindi, cosa si può pretendere? Il pubblico ormai non gestisce più nulla, perchè il pubblico non è capace di gestire le cose spendendo il giusto, ma perchè il privato lo può fare e il pubbblico no? Una volta fare lo spazzino era un posto di lavoro se non ambito almeno decoroso e sicuro e se le strade erano sporche sapevi con chi prendertela, oggi se io arrivo in ufficio e trovo il cortile antistante pieno di cartacce e cicche di sigarette, chi vado a chiamare?

sabato 16 luglio 2011

Treia / Spilamberto: “L’immondizia che unisce” - Viaggio sulla litoranea adriatica con un sacchetto di RSU che non si sa dove gettare…

Eccoci,  partiti da Treia, abbiamo percorso la strada, sempre la solita, in automobile, la mia fida (per ora) automobile, che, almeno fino a quando non finirà questo petrolio o almeno fino a quando potremo permetterci di comprarlo, o almeno fino a quando io e Paolo non vivremo definitivamente insieme, ci/mi porterà in questi avanti e indietro tra la mia e la sua residenze abituali.

Il viaggio odierno, durato un po' più del previsto, a causa di un incidente all'altezza di Pesaro, è stato allietato dai nostri canti, ma anche da una presenza un po' ingombrante: un bel sacchetto pieno dell'immondizia indifferenziata che in questa settimana di permanenza a Treia abbiamo accumulato (compresi i rifiuti raccolti durante l’escursione alla Grotta di Santa Sperandia e quelli trovati sparsi nell’orto).

Dico "allietato" anche riguardo all'immondizia (monnezza, rusco, pattume, ecc.) perché questo fatto è stato motivo di nostre riflessioni per la prima parte del viaggio, riflessioni che vorrei condividere con voi. Per inciso: non sono considerazioni altamente filosofiche o introspettive, ma deduzioni che provengono da osservazioni e collegamenti tra fatti osservati quotidianamente e soprattutto negli ultimi tempi.

Perché, chiederete voi, vi siete fatti più di 4 ore di auto con un sacco di immondizia nell'abitacolo e precisamente tra le gambe di Paolo (io ero alla guida)?

Come tutte le volte che lasciamo un'abitazione, svuotiamo il bidone dei rifiuti, ma quando siamo a Treia, ci troviamo col problema di DOVE depositarli. Quando Paolo si è trasferito là, dato che nel centro storico non esistono contenitori per i rifiuti, ma viene fatta la raccolta porta a porta, come tutti i bravi cittadini ci siamo informati sulle giornate e sulle date del ritiro dei diversi tipi di rifiuti.La raccolta porta a porta è una gran bella cosa, quei grandi bidoni che vengono usati altrimenti, sono sempre degli obbrobri e comunque per le strette stradine di Treia non ci passerebbe un automezzo per il loro svuotamento.

Evidentemente, per incentivare il più possibile la raccolta differenziata e forse anche per diminuire le spese, il Comune di Treia ha previsto la raccolta dell'indifferenziata solo al lunedì. Essendo sabato mattina, non potevamo certo andarcene lasciando sul portone il sacco giallo per due giorni!

Ce lo siamo caricato in auto ed io ho cominciato a percorrere la strada aguzzando la vista in modo da potercene sbarazzare al più presto. Dopo poco abbiamo incontrato dei bidoni per l'"umido", per cui il buon Paolo, che aveva tenuto da parte bucce di patate, di cipolle, di cocomero e melone, ha potuto smaltire almeno quelle..... dopo di che il nulla! Abbondanza di bidoni per tutti i tipi di rifiuti, compresi bidoni gialli per i pannolini, ma per l'indifferenziata il nulla! E così per tutto il percorso da Treia a Porto Recanati, dove c'è l'ingresso dell'autostrada che solitamente prendiamo per raggiungere l'Emilia. Abbiamo ripensato allora alla discarica che abbiamo avuto modo di visitare sul retro della spiaggia libera di Porto Recanati. Se anche Porto Recanati è in queste condizioni, dove mai possono depositare i loro rifiuti quelle frotte di stranieri che sostano in quel tratto di spiaggia libera alla sera, per riposarsi dopo aver percorso chilometri sotto il sole cocente e dopo aver fatto (credo proprio) magri affari? Con tutto quello che paghiamo (circa un euro al giorno) non si avrebbe diritto ad un servizio un po' più completo?

E poi (e questa non è una cosa che può essere affrontata localmente): non sarebbe giusto che almeno una parte del costo dello smaltimento fosse addebitato alle ditte produttrici che pur di vendere e di guadagnare non fanno nulla per ridurre il volume e per usare materiali più degradabili per gli involucri? Paghiamo carta, cartone, plastica quando acquistiamo un prodotto e poi paghiamo per smaltirli, senza sapere se e come tali materiali vengono effettivamente recuperati. Ma il risparmio vero, la vera ecologia, in questo caso, si dovrebbe basare sulla non produzione dei rifiuti, incentivando, quando sono inevitabili, veramente il loro riutilizzo (l'organico nelle compostiere, la carta e la legna per accendere i camini, il vetro tornando al "vuoto a rendere"). La plastica, visti anche i problemi del picco del petrolio, dovrebbe piano piano scomparire.....

Comunque alla fine siamo giunti in quel di Spilamberto e qui  ci siamo alleggeriti del "ingombrante fardello"!

Caterina Regazzi

giovedì 14 luglio 2011

Porto Recanati simbolo delle qualità d'Italia.. il nord ed il sud uniti dalle "immondizie"


Commenti ricevuti sull'articolo: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/07/porto-recanati-macerata-spiaggia-libera.html   e risposta di Caterina Regazzi


Caterina (consentimi il tu), sai che riesci a rendere ogni tuo ricordo in modo semplicissimo, assolutamente naturale e, quindi, coinvolgente ed interessante? A me, già grandetto e "navigato" (non mai abbastanza) risalgono a galla dai meandri della memoria esperienze e ricordi simili.  Per questo mi sento quasi in famiglia . Grazie.  Ed, in aggiunta, guarda che con il resoconto della gita a Porto Recanati hai... riunificato l'Italia! Quella del vergognoso degrado del territorio, del disinteresse dei politici per una amministrazione "non interessata" e, non ultimo, dello incivile comportamento di parte dei cittadini verso l'ambiente e contro se stessi .

Qualità, si fa per dire , che ritengo primarie dei catanesi (miei concittadini per nascita), dei siciliani e dei meridionali in genere . Non generalizzando ovviamente, tantissimi sono a posto . Ma decisamente troppi sono della altra specie. Io, di non certo purissima razza siculo-calabrese, viste forse le ascendenze tosco-umbre-germaniche e pure sarde (mi fermo solo ad una parte di quel che ricordo) ho però sempre addebitato questa mancanza alla coscienza civica dei meridionali . Battendomi sempre affinchè venisse modificata . Sulfuru !! Si dice così in Sicilia    per indicare qualcosa di persistente (i vapori di zolfo) che evaporano alla fine senza lasciar traccia. Ed ho reso l' idea, spero.  Quindi, per eccesso di amore verso il Sud, ho portato come esempio il Centro (Lazio escluso) ed il Nord Italia quasi fossero i modelli reali da seguire in materia.

Eppure ho tanto girato in lungo ed in largo. Forse però non ho guardato bene. Perlomeno in tanti posti. Ed ecco arrivi tu, Caterina .

Ed in quattro mirabili e semplici frasi, descrivendo il parziale (spero) schifo trovato nella civilissima (?) e bella zona del maceratese, mi hai aperto gli occhi sulla vera unità d' Italia realizzatasi: quella della vergogna!  Ciao , Enzo  (Vincenzo Mannello).

.........................

Risposta di Caterina Regazzi

Caro Enzo, ti ringrazio per le belle parole, in effetti la "sporcizia" è un problema sempre più opprimente ovunque, anche luoghi che amavo evidenziare agli amici e ai visitatori ormai ne sono invasi, come appunto, questo tratto di mare, ma anche la "civile" Emilia Romagna, dove vivo e lavoro. Qui i danari scarseggiano sempre più e le amministrazioni debbono barcamenarsi, tra la cura del territorio e le rappresentazioni sceniche che fanno "audience" e quindi, "voti".
Ma si sa, se il cambiamento non parte da ognuno di noi, come possiamo pretendere che il mondo migliori? Se non educhiamo i nostri figli, per scarsità di tempo e di pazienza, as avere cura di sè e dei loro luoghi, dove andrà questo mondo? Per non parlare della "pulizia interiore".

Ciao, Caterina


Ah, vedi anche  un altro commento ricevuto sull'articolo della "immondizia".


Ciao sono Giorgio, ho letto la tua lettera, forse perchè mi sono registrato a peacelink. Oltre che simpatica è molto efficace.
Proprio in questi giorni ho scritto un articolo in  tal senso a questo link:
http://www.anoilaparola.it/ultimi-articoli/un-mare-di-rifiuti-legambiente-e-vas-le-piu-attive
è il sito con cui collaboro.

Magari, se ti va, puoi intervenire dopo l'articolo e "denunciare" quello che ti è successo. Oltre che segnalare il fatto a V.A.S. on line. Scusami se mi permetto, ma anche mia moglie sta attraversando il
periodo di menopausa, è molto utile aiutarsi con il Biancospino, ma credo che queste informazioni già le conosci.

Un saluto a te e family,
Giorgio