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sabato 2 giugno 2012

Informazioni, immagini, forme pensiero e leggende metropolitane nella comunicazione in rete

Paolo D'Arpini al computer


Cari amici del web,   vorrei porvi una domanda:  è credibile la comunicazione su internet? Pensate realmente che essa possa influire sui costumi e sulla politica? Ritenete che questa marea di informazioni in continuo flusso che inviate e ricevete possa influenzare la vostra vita e quella delle persone alle quali vi rivolgete con il computer che avete davanti agli occhi?

Alcuni psicostorici ritengono che solo le forme pensiero che siano sostenute da immagini accompagnate da emozioni e sentimenti, oltre che da intelligenza, possano essere recepite nel subconscio e quindi entrare a far parte della cultura umana.
Infatti dal subconscio le forme pensiero vengono inizialmente  rielaborate in sogni, immaginazioni, invenzioni e  successivamente in credenze, filosofie, religioni, ideologie, etc.
Il processo quindi della trasmissione  ed assimilazione  delle notizie ricevute, nel contesto culturale umano,  è alquanto complesso e può richiedere anni ed anni. In effetti le attuali forme pensiero, quelle consolidate nelle nostra società, sono il risultato di una lenta crescita all’interno della psiche collettiva, una crescita che è iniziata parecchie centinaia e migliaia di anni fa…

Lo dimostra anche il fatto che le religioni -ad esempio- hanno durata millenaria e non parlo solo del Cristianesimo o Giudaismo o Islamismo che sono tutto sommato alquanto recenti, mi riferisco invece alle religioni matristiche ed animistiche che hanno avuto incubazioni di migliaia di anni…. e sono ancora presenti in vari modi nella nostra cultura attuale.

Questo perché come avviene in natura e nel mondo della fisica   “nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”.  La trasformazione comunicativa, sempre in corso perenne, ha subito una forte accelerazione con internet, una accelerazione che è iniziata prima in forma passiva con la radio e la televisione ed ora è diventata interattiva con il web. 

Ma torniamo alla questione iniziale e vediamo se esiste una risposta, o più risposte alle domande, e qui inserisco alcune ipotesi.
“….le previsioni sono sempre difficili e qualsiasi previsione è ipotetica. Per quanto riguarda questo aspetto, dobbiamo riferirci alla documentazione  storica.
E la storia ci insegna che le grandi rivoluzioni sono in realtà trasformazione del sistema “comunicazionale”. Ad esempio come accadde con la invenzione della  stampa    oppure  nel modo in cui avvengono le trasformazioni  linguistiche (gli slang).  In passato abbiamo visto che il potere della chiesa, così come il  potere medico, è caduto in lenta e graduale decadenza con l’abbandono del latino e ciò non perché gli addetti ai lavori non capissero le  conseguenze di tale scelta ma perché  era inevitabile nel processo di modernizzazione…

Con l’invenzione della stampa -ad esempio- il primo libro veicolato è stato la Bibbia, ma non quella controllata dalla Chiesa cattolica…. da qui la forza di Lutero e  gli altri riformisti. Il controllo del mezzo di comunicazione significa il controllo di tutto il resto”. (Giorgio Vitali)
Ma vediamo bene, è forse possibile un controllo sui modi espressivi della comunicazione?  In effetti anche l’ipotetico controllo deve tener conto delle mutazioni in cui l’informazione e la trasmissione del pensiero  si muove.   Succede così  una evoluzione fatale nella conquista elettronica, come sta avvenendo  proprio su internet, costruita inizialmente per motivi di supremazia militare e politica, che alla fine si è democratizzata per forza propria.

La comunicazione interattiva, una volta avviata, ha preso il sopravvento ed  il numero di messaggi partiti ed arrivati è inestinguibile! La rincorsa del potere che cerca di correre ai ripari è perlomeno altrettanto caotica che l’immissione stessa su internet di notizie incontrollabili.

Su internet  un nuovo processo informativo  (e siamo solo agli inizi!) è ormai avviato e sarà  difficilissimo bloccarlo… ed a poco serve  l’utilizzo di altre  indicazioni veicolate dai Media facenti parte del Sistema. Anzi, è proprio il gioco dell’ evasione, dell’inosservanza, che consente ai “violatori” di trionfare  su internet.

Malgrado le varie visioni e strumentalizzazioni del  nuovo metodo di comunicazione globale,  abbiamo comunque visto che gli “argomenti” che  più coinvolgono gli utenti sono in fondo sempre gli stessi: religione, sesso, costume e qui aggiungerei anche “mito”, il mito è infatti un elemento  ricorrente in ogni modo comunicativo, è il ponte fra la realtà e la fantasia.
Su internet scorgiamo la sua presenza nelle cosiddette “leggende metropolitane” ovvero storie immesse nel web al limite della credibilità, storie che rappresentano quello che si vorrebbe  credere vero e che magari viene anche ritenuto vero in uno spazio della mente. Insomma attraverso queste cronache si ricrea il meccanismo della narrazione primitiva della tribù attorno al fuoco  e delle avventure raccontate che diedero origine alle immagini di draghi, chimere, fantasmi, dei, demoni ed eroi.

Sono  quelle “forme pensiero” in grado di assumere una consistenza abbastanza forte da poter essere ritrasmesse e divenire parte integrante della cultura.
Anche questo articolo, ovviamente, rientra in questo processo formativo al limite del fantastico, in cui si dice e non si dice, si evoca ma si distingue, ed in cui la realtà del web viene comparata al sogno ed alla creazione onirica. Ecco siamo in piena leggenda letteraria metropolitana!

Paolo D'Arpini

domenica 28 agosto 2011

Dimenticare l'arrosto sul fuoco per la foga comunicativa astrattiva... Colpa del computer, radio, Tv, magnetofoni, cellulari... ?

A cosa serve la comunicazioone?


Cara Caterina,  scrivo qualche riga di commento sulla tua proposta di sciopero da internet (contenuta al link http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/08/evoluzione-nel-sistema-comunicativo-dai.html)

Internet non ha particolari colpe è uno strumento. Un mezzo molto potente che era nato per trasmettere e condividire informazioni poi col tempo sono aumentati gli utenti e quantita di dati presenti che sono diventati tantissimi e infinitamente al di sopra della capacita di elaborazione del nostro cervello e si devono mettere dei filtri.
In internet  ci sta di tutto e non solo informazione,  ci sono aspetti buoni e altri meno e questo capita come in quasi tutte le cose, e la colpa non è del mezzo in se ma degli animali bipedi che usano il mezzo.

In internet si possono condividere i propri pensieri e opinioni e possono arrivare sia al vicino di casa che a persone che sono a altro capo dl mondo, purtroppo è aumentata  anche la pubblicità, e la presenza di dati che non sono informazion e che invece di ridurre l'incertezza la aumentano..
 

In internet ci puoi fare tante cose,  scrivere una email è una evoluzione della lettera con penna e calamaio  e che viene consegnata in tempi molto piu brevi rispetto alle poste o al piccione
viaggiatore, in internet puoi parlare e scrivere normalmente senza
dover trovare abbreviazioni o slang necessari come capita con sms che nei 160 caratteri devi far stare il piu possibile di quello che vuoi
dire.

Puoi parlare con amici e conoscenti lontani come fosse un telefonino o un videotelefono a costi molto piu bassi rispetto a una telefonata, se la banda è abbastanza larga  puoi vedere anche film, e la tv.. la parte piu importante che puoi cercare informazioni. è un mezzo interattivo col quale puoi essere parte attiva, e non solo spettatore passivo come capita con radio e tv. ecc.

Il rischio di bruciare l'arrosto che hai al forno o dimenticarsi di andare da qualche parte capitava anche tempo fa da quando la societa ha cominciato a evolversi e son nati sitemi di comunicazione o di trasmissione dati piu veloci e aumentato lo stress. Capitava col telefono a filo quando ci si perdeva aparlare col partner o con qualche amico, e poi con la tv quando arrivata quella scatoletta che portava anche le immagini oltre ai suoni, figurarsi poi  quando son nati i reality show tipo il grande fratello o l'isola dei famosi e prima ancora quelle storie infinite a puntate tipo soap opera, da beautiful e tutte le altre.

Per non parlare poi della diffusione dei cellulari, che almeno col telefono fisso potevi venir "disturbato" solo a casa o al lavoro o comunque in un luogo fisso, col cellulare ti possono arrivare chiamate in qualunque posto dove ci sia il campo, il che  ha lati positivi e altri non buoni.

Lo sciopero  ci puo stare se lo prendi come una idea e si fa qualcosa per iniziative tipo dedicarsi un po per stare con se stessi, o per socializzare dal vivo con amici e consocenti. o anche solo per fare un giro in paese e dare il buongiorno a tutti quelli che incontri o per uscire dalla porta di casa e suoanre alla porta del vicino per provare a comunicare con quello sconosciuto. E più che uno sciopero contro internet lo vedrei meglio come uno sciopero contro lo stress,  e la societa che fa andare sempre di corsa, per riprenderci uno spazio per noi stessi e per condividere con altri le nostre opinioni e le nostre idee in modo costruttivo.
Però più che  internet  sarebbe meglio   spegnere la tv, la radio, e sopratutto il  cellulare,  e usare il telefono solo in caso di necessità o per sentire amici bisognosi..
Ti auguro una buona e felice giornata.
Ciao, Aldo Nardini

.............

Replica di Caterina Regazzi

Caro Aldo, in effetti la mia proposta di scioperare da internet
significava proprio quello: riprendermi un po' di tempo per me...
Lo so che internet è un mezzo potentissimo ed utilissimo, se c'è
qualcosa di sbagliato è l'uso che se ne fa, che IO ne faccio. E' un
riempitivo del tempo che si potrebbe usare a volte meglio facendo
quello che tu mi suggerivi, ma che a volte è più faticoso, antipatico,
imbarazzante. Il caldo di questi giorni non aiuta.
Ma stavolta ho cercato di utilizzare questo tempo in modo proficuo: ho dormito di più al mattino (non andavo a lavorare, quando ci vado, al mattino do sempre in'occhiatina prima di uscire - anche per vedere se c'è un messaggio del mio Amore, ma non solo), ho cucinato per me e per Viola, mia figlia, ho pulito il bagno e la sala, e ho fatto una cosa che volevo fare da almeno 4 anni e che sempre rimandavo: andare in garage e cominciare a eliminare le cose inutili, ma che per un motivo o per l'altro continuavano a stazionare lì occupando uno spazio che se necessario potrebbe essere altrimenti riempito (o lasciato vuoto), per esempio con i vasi di marmellata che ho fatto in questi giorni e le bottiglie di conserva.


Ho caricato in auto, per portarli all'"Isola che c'è" un albero di Natale (finto) e le sue palle, che mi facevano tanta tristezza, e delle scarpe, che indossavo in un'altra epoca della mia vita, ormai lontana e che anche volendo non mi entrerebbero più, ho fatto una prima cernita dei quaderni delle elementari di Viola e, dopo la sua autorizzazione, anche di quelli mi sono già sbarazzata.
La tv non l'accendo quasi mai, il cellulare l'ho dovuto tenere acceso
per forza (sono reperibile) ma finora non ha chiamato nessuno, né
utenti, né amici, né parenti.
Ora che mi ci fai pensare telefonerò a due mie ziette, una abita a Torino e l'altra in provincia di Bologna, per sapere come va la salute (hanno più di 80 anni) e fare due chiacchiere. Poi vado con Viola a fare un po' di scuola guida.
Per mercoledì prossimo il passaggio al mercatino è assicurato, promesso...


Un caro saluto, Caterina