venerdì 5 settembre 2014

Treia, 31 ottobre 2014 - Presentazione di Riciclaggio della Memoria nella Sala Consiliare



Come avevo comunicato in precedenza in vari articoli mi son fermato a Treia per organizzare la prossima manifestazione che vi si terrà a fine ottobre, ovvero la presentazione ufficiale de “Il Riciclaggio della Memoria"  che si svolge nella sala consiliare del Comune di Treia il 31 ottobre 2014. Prossimamente verrà pubblicato il programma completo della manifestazione” intanto potete leggere di seguito l'invito indirizzato  a bioregionalisti, ecologisti profondi e spiritualisti laici per chiedere la loro partecipazione, ovviamente se vi riconoscete nelle categorie menzionate siete anche voi invitati... 



Cari amici e colleghi,  
il libro Riciclaggio della Memoria - Appunti, tracce e storie di ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità laica,   doveva essere presentato ufficialmente lo scorso anno nel comune di Treia, ove risiedo. Purtroppo in seguito ad alcuni problemi amministrativi  e conseguente commissariamento del comune, la cosa non potette andare in porto. Ora la situazione istituzionale si è  ristabilita, con l'insediamento di una nuova Giunta e, in accordo con il sindaco Franco Capponi e con gli assessori preposti ai temi trattati, abbiamo deciso di presentare il libro nella Sala Consiliare di Treia il 31 ottobre 2014, alle h. 17. 

La giornata prevede vari momenti multiculturali ed attività bioregionali, fra cui una escursione erboristica mattutina, visita al centro di Treia ed alle sue emergenze storiche, Tavola Rotonda, esibizione artistica e musicale,  proiezioni d'immagini contadine, degustazioni di eccellenze vegetariane locali, etc. 

E per finire,  in serata, si terrà una cerimonia celebrativa per la Vigilia di Ognissanti, nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT.

Alla presentazione del libro Riciclaggio della Memoria, a cui partecipano vari esperti delle materie in capitolo, sono particolarmente invitati i collaboratori e compartecipi del progetto bioregionale  per condividere con i presenti la loro testimonianza. La Tavola Rotonda verrà coordinata da Michele Meomartino, autore della prefazione e curatore per l'editore Tracce della Collana nella quale il libro è stato pubblicato. 

Ovviamente i partecipanti che vengono da lontano saranno graditi nostri ospiti, nella casa di Caterina, a Treia.   


Paolo D'Arpini - Referente RBI e Presidente Circolo vegetariano VV.TT.
Tel. 0733/216293


giovedì 4 settembre 2014

Lago di Vico, 20 e 21 settembre 2014 - Programma raduno Guardie Ecologiche Volontarie



Nella gestione volontaria, ma professionale del territorio, da parte delle guardie ambientali e da parte degli osservatori, assistiamo ad una profonda diversificazione operativa non solo regione per regione, ma anche da provincia a provincia. Esistono poi situazioni in cui si assiste ad atteggiamenti certamente poco "ambientalisti" da parte di alcune guardie. Questo ed altro hanno fatto si che dal Ministero degli Interni si stia predisponendo una nuova legge a livello nazionale per rivedere i ruoli e i limiti operativi della GEV (Guardie Ecologiche Volontarie).

Noi di Accademia Kronos abbiamo pensato bene di affrontare il tema riunendo organizzazioni del settore, guardie singole e osservatori ambientali. Il tutto in un grande raduno che abbiamo organizzato tra il 20 e il 21 settembre 2014 al lago di Vico.

E stato predisposto un programma d'incontri in cui vede presenti magistrati ed esperti dei vari settori d'intervento e controllo ambientale. Sarà presente anche il magistrato più ecologista d'Italia: Maurizio Santoloci.

Accademia KRONOS con i suoi avvocati ha redatto per chi non è guardia ambientale una serie di schede utili per segnalare o denunciare alle autorità alcuni reati ambientali, dall'abusivismo edilizio, alle discariche illegali, all'inquinamento dei fiumi e del mare, fino al maltrattamento degli animali.

Guardie di AK e Osservatori Ambientali da tutt'Italia tra il 20 e il 21 settembre avranno anche l'occasione di incontrarsi e scambiare informazioni ed esperienze. Un'opportunità unica per meglio agire sul territorio a difesa della natura.

Chi interessato anche solo a partecipare all'incontro di settembre al Lago di Vico mandi un e mail: ak@accademiakronos.it


 

Programma:

RADUNO NAZIONALE OPERATORI DEL CONTROLLO AMBIENTALE Riservato a chiunque attivo nel controllo del territorio contro crimini e abusi ambientali

LUOGO : LAGO DI VICO - VILLAGGIO NATURA ( www.camping-natura.com )

PERIODO : 20/21 settembre 2014

SCOPO : AGGIORNAMENTI LEGISLATIVI SULL'ATTIVITA' DI CONTROLLO AMBIENTALE,

FORMAZIONE SCIENTIFICA APPROPRIATA E NUOVI ORIZZONTI OPERATIVI.

PROGRAMMA

VENERDI'19

Arrivi nel pomeriggio fino a sera. Sistemazione in bungalow, camper o tenda. Cena libera.

SABATO 20

Mattino : Apertura dei lavori. Prime lezioni e discussioni   

mercoledì 3 settembre 2014

Tolentino - “Comicità e orrore in Friedrich Nietzsche”


… Non prendetemi per un altro
“Comicità e orrore in Friedrich Nietzsche”
Maurizio Ferraris intervistato da Armando Massarenti
Tolentino - Castello della Rancia - 30 agosto 2014 h18


      Forse nessuno meglio di un filosofo torinese come Maurizio Ferraris avrebbe potuto guidarci, con eleganza umorismo e ironia, dentro quell’ilaro-tragedia che fu l’esistenza di Nietzsche il quale, nei suoi viaggi di apolide attraverso Germania, Italia, Svizzera, proprio a Torino soggiornò amando quella città con entusiasmo (a partire dalla cucina: la migliore, per lui, quella piemontese). E’ questa una delle “prossimità” con Nietzsche su cui Ferraris scherza prima di inoltrarsi nei temi della comicità e dell’orrore; l’altra, più curiosa, è il suo “incontrare” Nietzsche almeno due volte l’anno, quando visita lo studio del proprio commercialista, nello stesso appartamento in cui nel 1888 il filosofo scrisse Ecce homo.
      Muove dunque da Torino questo viaggio nella biografia nietzscheana, segnata negli anni della follia da scritti di involontaria comicità e dall’ “orrore di chi cade vittima dei miti da lui stesso creati”. Qui il soggiorno del filosofo, iniziato in un edificio di Piazza S.Carlo, è celebrato da una targa del 1944 di grondante retorica fascista: curiosa ironia, per un pensatore che gli anni ‘60 e ‘70 vollero considerare di sinistra, manipolazione ideologica al pari della nazificazione degli anni Trenta che ne fece un corifeo del nazismo e che propaga nel tempo i suoi effetti. 
       Il soggiorno torinese è anche quello segnato dall’inizio della malattia mentale, manifestatasi clamorosamente nel 1889 con l’episodio - forse manipolato in parte - del cavallo maltrattato e da lui difeso e abbracciato [ma anche oggi, e senza essere Nietzsche, si è presi ahimè per matti se ci si scalmana in difesa di animali maltrattati n.d.a].
      Nietzsche morirà undici anni dopo, celebre come aveva preavvertito nei propri deliri: “Tra i miei ammiratori ho solo nature elette” scriveva da Torino alla madre, e chissà se presagiva il postumo omaggio dello straussiano poema sinfonico Also sprach ZarathustraOp.30, e il potente dannunziano secondo libro delle Laudi con quel “Per la morte di un distruttore” a lui espressamente dedicata; o addirittura l’improvvisata ode di Jim Morrison nel ’68 prima di un concerto a Saratoga… Pazzo e celebre, dunque, a conclusione di un’esistenza che fu “tragedia vera e commovente”.
      Da qui dunque il percorso nietzscheano tracciato da Ferraris si muove tra l’epistolario, segnato dalla comicità visionaria della follia (“Quel che nuoce alla mia modestia è che in fondo io sono tutti nomi della storia” e “Alessandro e Cesare sono le mie incarnazioni”) e dalla riflessione sulla propria esistenza: ne emergono, soprattutto attraversoEcce homo, i tratti di un pensiero profetico e apocalittico che chiama il filosofo a definire il suo ruolo in un mondo che “fra un paio d’anni” - dice - sarà in convulsioni (la tragedia del 1914 è prevista con largo anticipo: “…molte cose che facevano parte di noi devono morire in questa transizione”). La riflessione su di sé, che diviene indagine sull’esistenza umana in generale, delinea la necessità di precisare il suo essere ("Io non innalzo nuovi idoli, gli antichi forse potrebbero imparare da me che cosa significhi avere i piedi d’argilla. Rovesciare gli idoli - così io chiamo gli ideali - ecco il mio compito"), il diritto a non esser preso per ciò che non è ("… soprattutto non prendetemi per un altro"), la certezza che un giorno il suo nome si riconnetterà a qualcosa di terribile, a una “profonda collisione della coscienza” che scardinerà come una sentenza inappellabile tutto ciò in cui si è creduto: “Io non sono un uomo, sono dinamite”, finirà per dire, consapevole al tempo stesso del rischio d’esser preso per un fondatore di religioni (“Non voglio credenti, non parlo alle masse, ho paura che un giorno mi facciano santo").
      Dal rifiuto di essere “preso per un altro” al cercare sempre di “prendersi per un altro” ("Io sono tutti i nomi della storia"): ambiguità che Ferraris rintraccia in immagini-culto della modernità come il fumettistico Superman e il suo doppio Clark Kent, o come Zelig il trasformista identitario di Woody Allen: non a caso il regista è anche autore di un “Così mangiò Zarathustra” parodia dell’opera nietzscheana e di alcuni punti cardine di questa come il mito dell’eterno ritorno (“Il potente si nutrirà di alimenti ricchi, mentre i deboli spilluzzicheranno germogli e tofu, convinti che la loro sofferenza gli rimeriterà un al di là piene di cotolette d’agnello alla griglia, ma se è vero l’eterno ritorno mangeranno tofu fino alla fine dei tempi”).
      La follia che sprofonda l’individuo nel naufragio dei propri stessi miti è l’orrore che accomuna Nietzsche a figure ugualmente tragiche segnate dalla follia, come a Salgari, che proprio a Torino morì suicida scegliendo orribilmente di fare Harakiri; alcuni passaggi dell’epistolario farneticanti di passione per Cosima Wagner - che Nietzsche chiama Arianna - ricordano molto da vicino il delirante amore di Sandokan per Marianna (colpisce l’assonanza dei nomi). E’ una comicità “intrisa di spavento”, è l’orrore preveggente del “pensiero abissale”, del mito dell’eterno ritorno in un mondo dominato dalla volontà di potenza (l’ameba, sostiene Nietzsche, si divide in due per realizzare la propria potenza): dev’esser vero, se - come illustra fotograficamente Ferraris - la sorrentina Villa Rubinacci dove Nietzsche soggiornò dopo la definiva rinuncia al suo amore per Cosima, dove scrisse il suo “Umano troppo umano”, e dove litigò definitivamente con Richard Wagner per aver questi offeso l’amico filosofo Paul Rée chiamandolo pidocchio… ebbene questa stessa Villa è oggi rinomato matrimonificio per mafiosi…
      Se dunque la vita e la fortuna di Nietzsche esercitano, oggi come ieri, una ”immediata seduzione romanzesca”, proviamo a chiederci - osserva Ferraris - che cosa sarebbe stata la sua fortuna se avesse continuato a insegnare filologia a Basilea, se avesse sposato Lou Salomé, se fosse morto a ottantanni ecc… No, non sarebbe stato lo stesso: egli è stato al contempo grande “stilista” e grande “pulcinella” della filosofia: carattere che è in parte in ogni filosofo ma che in lui si è realizzato in quantità esorbitante. “L’iperbole è il suo stile” conclude - applauditissimo - Maurizio Ferraris.
      Molti e alti gli aspetti e i temi del pensiero nietzscheano toccati dal filosofo in questa Lectio e trattati con profondità e leggerezza, certo più numerosi di quelli sommariamente qui condensati e scelti tra i più “spettacolari”.
      E chissà se nel sentir parlare di volontà di potenza e di eterno ritorno e di ameba che divide se stessa in due ecc… un sottile disagio - ammesso che abbian capito - avrà attraversato il gruppone di notabili e “Colonnelli” che, non paghi di arrivare in abbondante ritardo, hanno accettato (come fosse normale) che si creasse rapidamente per loro una “nuova” prima fila di sedie sotto il palco: in tranquillo non cale di chi è arrivato con largo anticipo per sedere “davanti” e non perdere neanche una sillaba della Lectio. Mah!... mi diverte immaginare quel che ne avrebbe detto Nietzsche…

Sara Di Giuseppe             

martedì 2 settembre 2014

Settembre è cominciato, piove tra Treia e Staffolo


Staffolo - Aurora e Rossano

La mia vacanza a Treia volge al termine, mi sto preparando alla partenza, ma prima di andarmene ci tenevo a far visita ad una coppia di amici: Aurora e Rossano di Staffolo. 

Loro erano intervenuti ad alcuni nostri incontri qui a Treia con una bella loro partecipazione, sia dal punto di vista degli scambi di idee, esperienze, sensazioni ed emozioni e per la generosità nei "contributi culinari" . 

Li abbiamo incontrati la prima volta a casa di Lucilla Pavoni... appena il 31 ottobre 2013. Io e Paolo abbiamo dovuto pensarci un po', poi ho cercato le foto di quell'incontro e ne ho avuto la conferma. Ci pareva strano conoscerli da così poco tempo.... neanche un anno!

Per fortuna siamo riusciti ad incastrare gli impegni, Aurora fa molte attività in collaborazione con il Comune e con la Biblioteca del suo paese, noi eravamo stati impegnati con vari amici che ci hanno fatto visita a Treia, provenienti da varie regioni d'Italia, ma già da un paio di giorni avevamo fissato un appuntamento per  martedì 2 settembre 2014 a Staffolo.

Non eravamo mai stati a Staffolo, pochi chilometri oltre Cingoli. Il viaggio di andata è stato un po' lunghetto, abbiamo fatto un lungo tratto dietro ad un camion che andava ai 20 all'ora, poi, arrivati a Cingoli, mi sono un po' incasinata. Ci siamo fermati a chiedere ad un elettrauto gentile e così dopo ancora un po' di tempo siamo a arrivati a destinazione. 

Le poche foto che ho scattato non rappresentano neanche la centesima parte della meraviglia delle piante, dei fiori e dei frutti del giardino e dell'orto. Non ho resistito ad andare a vedere le piante di pomodori e gli alberi di mele e pere e tutte quelle altre meraviglie nell'orto, infangandomi un po'. Aurora mi illustrava le piante, raccoglieva per me frutti, semi e pezzi di piante da trapiantare con un amore incredibile.... passione la chiamerei.

Intanto Paolo e Rossano parlavano, immagino della casa e del luogo, ma soprattutto di spiritualità.  La pianta che più mi ha affascinato è stata l'alchechengi, di due varietà: una fa le lanterne rosse ma il frutto è insignificante, un'altra fa le lanterne più piccole e gialline, con un piccolo frutto dentro, giallo e molto dolce. Spettacolare! 

Un'altra pianta particolare, che non avevo mai visto e che assomiglia ad una piccola digitale, è il Giusquamo nero (Hyoscyamus niger). Pare che sia utile se impiegata nelle affezioni dentarie. Questa sarebbe addirittura cresciuta spontaneamente in un vaso. 

Ecco quello che ammalia di questo giardino è l'esuberanza della vegetazione, sembra che le piante vivano di vita propria, che siano state piantate inizialmente chissà quando e come, ma che poi siano come sfuggite di mano e abbiano invaso il territorio trovando evidentemente un ambiente ideale ed in questo non credo sia estraneo appunto, l'amore che Aurora ci mette.

Poi è arrivata l'ora di pranzo: anche qui, Aurora ci ha dimostrato la sua cura nella scelta delle pietanze completamente vegetariane, degli ingredienti e nella loro presentazione piena di colori. E allora sfilata di portate, dai ravioli all'ortica, alle crocchette di patate su un letto di insalata guarnito da nasturzi, all'insalata di fagiolini e patate e tanto altro. Il pane era fatto in casa con le farine biologiche di Giovanni del Seminasogni e, per finire, una meravigliosa crostata di fichi.

Il tempo è volato e, dopo la visita fatta appena giunti agli orti, al frutteto ed ai dintorni della casa, tutta in pietra e mattoni, ci siamo attardati a tavola con  chiacchierate conviviali.  Avrei voluto anche visitare il paese, ma il clima era incerto, infatti sulla via del ritorno a Treia si sono aperte le cateratte..... Visiteremo Staffolo la prossima volta! Grazie Aurora e Rossano!

Caterina Regazzi



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Servizio Fotografico di Caterina Regazzi ed Aurora Severini

Palma da olio


Alchechengi ornamentali


Cipolle


Alchechengi commestibili


Giusquamo nero 






















lunedì 1 settembre 2014

Coloranti chimici - Il caramello industriale potrebbe essere tossico




Secondo gli studi dell’Istituto Scientifico della Sanità Pubblica belga i danni alla salute si evidenzierebbero quando il caramello contiene il colorante E150a, che si somma all’aggiunta di ammoniaca E150b e solfiti E150c

 Il caramello prodotto industrialmente potrebbe rivelarsi tossico e quindi nocivo per la nostra salute.

A rivelarlo una ricerca dell'Istituto Scientifico della Sanità Pubblica belga dopo aver analizzato alcune sostanze con le quali viene trattato il caramello nella produzione industriale. Quando si produce il caramello in casa si fonde semplicemente lo zucchero mescolandolo con acqua.

Questa ricetta di base viene molto spesso arricchita o modificata dall'industria aggiungendo ammoniaca (E150b), solfiti (E150c) o entrambe le sostanze, in aggiunta al colorante E150a. Il problema è che in tutto questo processo, a volte, la fusione dello zucchero così trattato con l’acqua genera sostanze chimiche nocive.

Lo studio belga ne ha individuate quattro: THI, HMF, 2-MEI e 4-MEI. Il THI impedisce al sistema immunitario di funzionare correttamente; la 5-HMF che è altamente tossica; 2-MEI e 4MEI sono sostanze che potrebbero essere addirittura cancerogene.

Assumere queste sostanze una volta ogni tanto non è pericoloso, ma farlo quotidianamente e da più prodotti potrebbe rivelarsi pericoloso per l’organismo.

A essere maggiormente esposti soprattutto i bambini. Un bambino di 3 anni che pesa 15 kg non dovrebbe ingerire più di 4.5 g di caramello al giorno, cosa che puntualmente non succede perché il caramello si trova in molte merendine, in molti gelati, nelle caramelle ma anche in molte bibite che loro amano, come la Coca Cola.

Anche se i dati sono allarmanti, tuttavia l’agenzia per la Sicurezza Alimentare Europea non intende approfondire con controlli più approfonditi perché “ha solo pochi dati relativi alle concentrazioni effettive delle sostanze nel prodotto alimentare finale neoformato. L’ISP inoltre ha segnalato che le concentrazioni delle sostanze sono solo controllate a livello della produzione del caramello”.
T.N.  - Tracce  Salute

domenica 31 agosto 2014

Corpo Forestale dello Stato in via di liquidazione



In clima di Spending review il Governo sta andando giù con la mannaia, cancellando ciò che è utile al Paese e, nel nostro caso all'ambiente, e lasciando invece vergogne come i super stipendi di VIP e manager della politica: dal Parlamento alle Regioni, dai Magistrati ai Direttori generali, ecc. - Questa volta la mannaia si sta per abbattere sul C.F.S. Per questo motivo abbiamo aderito alla campagna "Salviamo la Forestale" lanciata dagli amici forestali di Torino:

"Come probabilmente sapete Matteo Renzi ha presentato un Disegno di Legge (Atto Senato 1577) che prevede lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato e 'accorpamento presso altra Forza di Polizia (probabilmente la Polizia di Stato). Noi crediamo che tale accorpamento sia deleterio in quanto non saranno garantite le attuali attività che svolge il C F S in materia ambientale, agroalimentare e di tutela degli animali, nonché l'attuale copertura territoriale (infatti la Forestale è dislocata in maniera capillare sul territorio e la Polizia fondamentalmente solo nei grossi centri urbani)."
Raffaele 

sabato 30 agosto 2014

Morrona di Terricciola (Pisa) - Corso di tintura naturale con Emilio Ortu Lieto




Conosceremo le erbe tintorie della flora mediterranea. Si potrà imparare a tingere con alcune delle piante tradizionalmente utilizzate per la tintura della lana, della seta e del lino. 

Si realizzerà, da portare a casa, una piccola cartella con schede dei campioni di filati tinti con le erbe utilizzate durante il laboratorio tintura decotto Utilizzeremo timbri e sistemi di tintura antica, tecnica rinascimentale indiana di tintura e stampa insieme e si parlerà di varianti e curiosità transculturali in Asia e Africa. 

Programma

- Conoscenza e socializzazione del gruppo e presentazione del laboratorio

- Riconoscimento delle piante tintorie

- Introduzione teorica alla tintura con le erbe

- Preparazione delle piante ed erbe per il decotto

- Tintura

- Pranzo vegetariano

- Tintura e compilazione schede riassuntive 

- Varianti e tecniche indiane, asiatiche ed africane


Maestro Tintore: Emilio Ortu Lieto - Laureato in Psicologia di comunità ed in Scenografia e Costume all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Oltre ad un lavoro ventennale di scenografo e costumista teatrale, con registi, costumisti, coreografi, scenografi di fama nazionale ed internazionale, ha offerto il suo contributo come coordinatore di laboratori di tinture e di elaborazione e sperimentazione nel costume teatrale, in sartorie private e teatri lirici e in produzione cinematografica.

Ha insegnato in varie scuole di teatro, in corsi di formazione professionale, fra cui quelli dell'ASC (associazione scenografi e costumisti italiani), all'Università, etc. Ha ideato e allestito varie mostre di costume teatrale e cinematografico, per le quali ha vinto alcuni premi.

Ha studiato tinture naturali e tecniche di stampa in Gujarat (India), Marocco e Sardegna.

Informazioni ed iscrizioni
Gianna 349 4248355