giovedì 22 maggio 2025

Andamento di sistema "sostenibile"...


Risultati immagini per sistema "sostenibile" treia


Come noto, attorno agli anni Ottanta (nel cosiddetto “rapporto Brundtland”) è stato definito “sviluppo sostenibile” (espressione contraddittoria) quello che soddisfa le esigenze dell’umanità presente senza compromettere la possibilità di soddisfare i bisogni delle generazioni future. Tale definizione è decisamente insufficiente e completamente antropocentrica: considera soltanto “i bisogni” della nostra specie come se fosse staccata dal Complesso dei Viventi.

Mi sembra invece molto migliore l’espressione seguente: "L’andamento di un sistema è “sostenibile” se può durare a tempo indefinito senza alterare in modo apprezzabile l’evoluzione del sistema più grande di cui fa parte".  
  Tale definizione è priva di riferimenti antropocentrici e tiene conto della vita (o del funzionamento) dell’Ecosfera, che comprende anche la nostra specie.

Guido Dalla Casa - Movimento per l'ecologia profonda



mercoledì 21 maggio 2025

Sono un po' maceratese anch'io...?

 

Macerata. Via Padre Matteo Ricci (dove abitava mio padre)

Lo scritto che segue fa parte di una raccolta di  racconti, considerazioni, poesie, etc. di mio padre: Aldo D'Arpini. Poco dopo la sua morte avendo "ereditato" la cassetta contenente i suoi scritti, lo inviai a mo' di "ad memoriam" alla rivista Alfa Zeta, di matrice cristiana, che lo pubblicò.  Sì perché mio padre gli ultimi anni della sua vita si scoprì  universalista "cristiano".

Egli inoltre divenne vegetariano, per conto suo senza che nessuno glielo consigliasse.  Abitò per parecchi anni a Macerata dove aveva gestito un albergo prima di andare definitivamente in pensione. E lì nel capoluogo lasciò il corpo che è oggi sepolto nel cimitero comunale.  


Quindi -in un certo senso- sono un po' maceratese anch'io. Ed è bene che sia venuto a Treia, ormai in età avanzata, così potrò forse anch'io lasciare il corpo qui nelle Marche. 

Evidentemente questo fa parte del nostro destino di famiglia, evidentemente dal punto di vista karmico qui c'è una nostra radice. Però oggi non voglio dilungarmi su questo tema... Vorrei solo confermare il detto "buon sangue non mente" e che non c'è bisogno di andare  in giro a far proselitismo. 

L'evoluzione quando il momento è giunto ci fa compiere i passi necessari alla nostra crescita. Perciò, pur mantenendo in vita una delle associazioni vegetariane più vecchie d'Italia Il Circolo vegetariano VV.TT.,  difficilmente faccio opera di apostolato. Mi limito a raccontare la mia esperienza e se qualcuno sente una risonanza, buon per lui! 

Paolo D'Arpini

L'autore davanti la sede del Circolo Vegetariano di Treia


Macerata. Un tamburino di Treia con l'autore



Verso una comunità umana ideale...

La crescita in tenerezza ed in maturità sono i veri segni del successo verso l’umanità e la creazione tutta.  Il grande errore di ogni etica è stato quello di immaginarsi di avere a che fare con i soli rapporti fra uomo ed uomo. Invece il vero problema riguarda la sua attitudine verso il mondo, verso tutta la vita che entra nel rapporto d’azione. 

Un uomo è morale soltanto quando considera la vita nel suo insieme, quella delle piante e animali come quella dei suoi simili, e quando si dedica ad aiutare disinteressatamente ogni altra vita che ha bisogno. 

Soltanto l’etica universale che sente la vicinanza di tutto ciò che vive, in una sfera sempre più ampia, soltanto quell’etica è fondata sul ‘pensiero’. L’etica del rapporto fra uomo ed uomo non è in verità un qualcosa a parte, è solo un
rapporto particolare che deriva dall’universale. 

L’etica del rispetto per la vita comprende  quindi tutto ciò che può essere rappresentato come amore, devozione e comprensione. Nella gioia, nella sofferenza e nella fatica. 

In un giorno a venire tutte le forze della natura si uniranno intelligentemente per raggiungere lo scopo finale, senza diffidenza, né ostilità reciproca, ma nel riconoscimento universale della fratellanza, di cui tutti facciamo parte 
essendo figli dello stesso padre. 

Cerchiamo allora ognuno nella nostra piccola cerchia di attività di preparare e prepararci a questa era di pace e
di amore. Sia questo il desiderio ardente, il sogno di tutti gli uomini riflessivi e sinceri.


Possiamo ben fare un piccolo sacrificio per avvicinare l’umanità  verso un glorioso avvenire. Purifichiamo i nostri pensieri e le nostre azioni assieme al nostro alimento.

Con l’esempio e la parola  facciamo tutto quello che dipende da noi per diffondere l’evangelo di compassione e di amore, per far cessare il regime della brutalità e per affrettare l’avvento del grande regno di giustizia nel quale la volontà del padre nostro sarà fatta nella terra come in cielo.


Settembre 1992:   Aldo D’Arpini - Alfa Zeta

martedì 20 maggio 2025

Agricoltura biologica… ultima speranza!

 


Nella rivista Principes de Santè, vengono riportati i risultati di una decina di studi inerenti i valori nutrizionali degli alimenti comunemente consumati dalla comunità occidentale: all’aumentare dei rendimenti agricoli si impoveriscono i terreni e di conseguenza gli alimenti coltivati al punto che la vitamina C contenuta in una mela nel 1950 equivale a 100 mele di oggi; la vitamina A di un’arancia di ieri vale quanto 21 arance di oggi; la patata, addirittura, ne è quasi del tutto priva, mentre il broccolo, che conteneva 13 mg nel 1950, oggi ne contiene solo 4mg.

Insomma oggi gran parte dell’umanità occidentale muore di opulenza e nello stesso tempo di denutrizione, perché si sazia ma non nutre il suo organismo delle sostanze necessarie; carenze che indeboliscono le sue difese immunitarie e lo predispongono ad ogni patologia.

La carne contiene anche le malattie dell’animale, i farmaci dati agli animali, il terrore dell’animale e tutte le cosiddette ptomaine, prodotti di derivazione degli organismi in via di decomposizione (putrescina, cadaverina, istamina, fenoli, ammoniaca ecc.), altamente tossici. Non v’è nutriente nella carne che non sia presente nel mondo vegetale, senza gli effetti spesso letali della carne.

Per svincolarsi dal potere affaristico delle grandi lobby chimiche, agro-alimentari- zootecniche la nostra sola speranza è l’agricoltura biologica.

F.L.M.




lunedì 19 maggio 2025

Analogico e logico - I due cervelli...

 



Il cervello si è visto essere formato da due parti collegate tra loro, chiamate emisferi cerebrali: quello sinistro e’ la parte piu’’razionale’, quello destro la parte piu’ sensibile e creativa. (Sperry R., 81; Trimarchi M., 82)
Vediamo meglio cosa dicono i recenti studi scientifici basati su tecnologie, dette ‘Brain imaging’, che permettono di vedere quali parti del cervello si mettono in funzione maggiormente durante certi pensieri, parole e azioni.
Da queste ‘mappe del cervello’ risulta che il pensiero razionale e il linguaggio attivano nella maggior parte dei casi l’emisfero sinistro, che e’ simile a un computer, in quanto accumula i dati delle esperienze in memoria e li ripete su richiesta. La parte destra del cervello e’ attivata dalla musica, dal linguaggio non-verbale, che e’ fatto di intonazioni della voce, sguardi, gesti, mimica facciale, ecc. e dalla creatività, che e’ la combinazione originale di elementi presenti in natura. 
Quindi l’emisfero sinistro memorizza in modo schematico attraverso modelli ripetitivi e categorie rigide e rifiuta quello che non riesce a incasellare in questi schemi. Questo emisfero e’ il piu’ veloce e serve per la sopravvivenza in quanto non si puo’ perdere tempo se si devono dare risposte rapide a stimoli, per es. in auto, in situazioni di rischio per la vita o di pericolo per la salute, il lavoro, ecc. o percepite come tali dall’individuo, questo aspetto e’ piu’ sviluppato in genere negli uomini. L’emisfero destro non ha sviluppato il linguaggio verbale o esso è molto semplice e integra, cioe’ unisce, stimoli diversi in modo non ripetitivo, ma creativo e giusto in quel momento per l’ individuo. 
Tuttavia per fare questo lavoro e’ piu’ lento dell’altro nel dare una risposta. Esso prevale nei bambini, in cui il sinistro non si e’ ancora sviluppato, negli artisti che l’ hanno sviluppato maggiormente, nelle persone sensibili.
Nelle donne si e’ visto che i due emisferi normalmente lavorano insieme, perche’ devono possedere sia la capacita’ di percepire sfumature di emozioni e situazioni per occuparsi dei bambini, che ancora non parlano, sia a volte essere veloce nella risposta, per proteggerli, oltreche’ per difendere se stesse. Questo si ottiene con un maggior numero di fibre che collegano i due emisferi, tramite una parte centrale detta corpo calloso, circa il 20 % piu’ degli uomini, queste cose spesso la scienza per maschilismo le ha finora trascurate.
Tutto questo vale naturalmente in generale, perche’ il cervello e’ anche plasmabile dall’ ambiente a seconda delle circostanze, educazione, decisioni, ecc.
Cosi’ possiamo spiegarci come nelle persone in cui prevale per educazione, ecc. la parte sinistra del cervello la visione delle cose avviene per schemi, modelli, pregiudizi, molto rigidi e resistenti al cambiamento; mentre nelle persone in cui prevale l’emisfero destro la percezione del mondo avviene in modo libero e creativo con apertura al nuovo e al giusto, tuttavia spesso con difficolta’ di adattamento e ipersensibilita’. 
Cio’ spiega anche le difficolta’ di comunicazione tra uomo e donna, tra persone con prevalente raziocinio o sensitivita’, tra bambini e adulti, ecc.
Il condizionamento in psicologia comportamentale e’ considerato una associazione tra uno stimolo neutro e uno piacevole o spiacevole, ripetuti, con una risposta, in seguito, anche di fronte allo stimolo neutro.
Ad es. associazione ‘scuola’ – ‘paura del giudizio’,poi viene ansia anche se si entra in una istituzione simile, come universita’, ministeri, ecc.
Infatti piu’ un pensiero o una abitudine si ripetono, piu’ si rinforzano nel cervello e piu’ tempo e sforzo ci vuole per cambiare schemi diventati automatici e ripetitivi. Per gli anziani, che hanno rinforzato gli schemi avuti da giovani, e’ molto piu’ difficile cambiarli. 
Per questo tutti dovremmo avere pazienza con noi stessi e con gli altri, poiche’ anche con la ‘volonta’ non si puo’ fisiologicamente cambiare a piacimento da un giorno o da un mese all’altro, ma solo gradualmente e con costanza nel tempo.
Ad es. smettere di fumare o bere da un giorno all’ altro o diete drastiche, provocano all’organismo una forte pressione che puo’ sfociare in altri vizi o problemi in seguito, a volte cosi’ forti da non riuscire a controllarli (es. mangiare molto, uso di farmaci, malattie, ansie, ecc.) o anche frustrazione e bisogno di parlare male o rabbia verso chi si concede cose che la persona si e’ proibita con violenza (si tratta quindi di una repressione).
Se si sono formati i condizionamenti nell’infanzia, solo in seguito, quando cresciamo, possiamo, spesso con grande sforzo, decidere di combattere le cattive abitudini che riconosciamo negative per noi e per gli altri, ma solo con ripetuto impegno, con contro-programmi positivi o alternativi e a piccoli passi. 
Ciro Aurigemma, psicologo


domenica 18 maggio 2025

Il governo Meloni vuole riportare il nucleare in Italia...

La minaccia atomica ritorna?

Il governo presieduto da Giorgia Meloni  ha approvato una proposta di legge per il ritorno al nucleare civile In Italia. Meloni ha confermato a Trump questa decisione. Riproporre il nucleare civile dopo ben 2 referendum popolari negativi è una follia. Il governo deve risolvere anzitutto il problema delle scorie radioattive esistenti (95.000 metri cubi), a cui si stanno per aggiungere quelle che torneranno da Inghilterra, Francia, Slovacchia dopo i trattamenti necessari, tutte da collocare in sicurezza e con garanzie certe. Altrochè aggiungere ulteriore nucleare.
 
La priorità oggi è lo smantellamento delle centrali nucleari dismesse e la messa in sicurezza delle scorie radioattive: sono obiettivi che oggi il governo non garantisce.
 
Le scorie nucleari più pericolose inviate anni fa in Francia e Regno Unito per metterle in sicurezza (con alti costi) torneranno entro il 2025 in Italia, a meno di improbabili proroghe. Nessuno sa dove metterle perché i 2 depositi per le scorie radioattive non sono stati realizzati e quindi non si sa dove stoccare nè quelle a medio bassa radioattività – con durata misurabile in centinaia di anni – nè quelle ad alta radioattività misurabile in migliaia di anni che non a caso la Francia intende collocare in un deposito a 500 metri di profondità adottando misure di maggiore sicurezza.
 
Il governo italiano nel suo nuovo progetto sul nucleare fa slittare i tempi dello smantellamento delle vecchie centrali fino al 2039, mentre propone di installare nuove centrali elettronucleari dando per utilizzabili prototipi di centrali che non sono tuttora disponibili. Inoltre, è sicuro un aumento dei costi dello smantellamento delle vecchie centrali e un aumento conseguente sulle bollette dell’energia elettrica.

Rete Ambientalista
 



L’ associazione “Comitato SI alle rinnovabili NO al nucleare” promuove per il 23 Maggio 2025 con inizio alle ore 15,30 un convegno online, con collegamento streaming https://www.facebook.com/forumdelleidee/

sabato 17 maggio 2025

"Un tiro mancino" di Lorenzo Merlo



 Fidati dei veri giornalisti” come per anni si è letto sui giornalacci sostenuti dallo stato cioè dal nostro denaro. Fidati per non finire nelle mani sbagliate. I veri giornalisti siamo noi che non ci facciamo scrupolo alcuno a piegare la schiena davanti a qualunque vergogna che il politicamente corretto ci impone, che pubblichiamo video forniti da gente comune e che noi facciamo diventare giornalismo, nonché video che non contengono mai quanto il titolo che gli diamo promette, video e articoli per elemosinare un click, che avvisiamo della loro scabrosità affinché il pubblico sensibile sia informato e possa scegliere in tutta autonomia, nonostante non contengano nulla di scioccante, nonostante dopo aver informato il pubblico sensibile, le parti forti si vedono sfocate.

Fidati, i veri giornalisti siamo noi, quelli che più ideologici non se ne trovano, che avrebbero goduto veder morire nel più atroce dei modi chi ha scelto di non farsi intrugliare.

I veri giornalisti sono in testa al battaglione che lotta contro la dimensione umana, contro le identità, a favore di chi li paga, ai problemi che tralasciano, al degrado che generano.

Sono un pubblico sensibile, non posso pensare bene di voi che riempite i giornalacci di titoli come il miele per gli orsi, il vero segnale che non siete lì per informare ma per vendere, non siete giornalisti ma bottegai. Avvisatemi prima di cadere a leggere o guardare le vostre cinesate senza valore.

Gioca responsabile” e poi comprati tranquillo una cassa di Stok 84.

Si può contenere la dipendenza al gioco d’azzardo con un annuncio razionale? Se sì, sei un “vero giornalista”, se no e ridi disperato e inorridito dal loro comportamento, dalla cultura che promuovono, dall’impunità di cui godono, non puoi che essere un pubblico sensibile.

Sono un pubblico sensibile, non voglio più vedere il silicone delle donne-barbie, non voglio più leggere “Dieci segreti per non invecchiare”. Dovete avvisarmi prima in modo che possa evitare la vostra blasfema informazione, la vostra cultura tecno-bestiale.

Sono un pubblico sensibile non parlate di riarmo, se cadono i solai degli asili, se per farlo lasciate la sanità ai privati, se serve per proteggere non so da quale Putin ma certo non l’Italia.

Sono un pubblico sensibile, ho pianto per le favole stravolte dall’ideologia dei capricci che vendete come progresso, dai russi banditi dai concerti, da quelli derubati dei loro beni, mentre proteggete gli ebrei credendo basti per non vedere il razzismo che c’è in voi politicamente svergognati.

Per un pubblico sensibile, la vostra “Pubblicità progresso” è stato un picco negativo della vostra comunicazione. Ideologia all’olio di ricino versata nelle menti più semplici, alle quali avete tolto anche il potere del voto, il loro ultimo baluardo per sperare.

Sono un pubblico sensibile e vorrei che si diffondesse la consapevolezza che la comunicazione non ha ponti razionali ma emozionali, affinché la nefasta scritta sulle sigarette che provocano il cancro da importante monito diventasse ridicola espressione. E poi perché un pubblico sensibile dovrebbe essere informato prima di vedere le immagini poste sul pacchetto. Non è così che fate di solito?

Da un pubblico sensibile che non può accendere la tv per vedervi, per vedere ciò che trasmettete, imponete il canone, senza informarlo che si tratta di un’estorsione, non potete avere alcuna credibilità, ma solo rabbia. E solo voi non volete considerare che si tratta di un gas comprimibile ma non oltre lo stato liquido.

Non potete diffondere video di questo genere senza informare che può offendere profondamente un pubblico sensibile. E se non lo fate è perché non vi rendete conto quanto avete piegato la schiena. Dovete riconoscere che non state promuovendo altro di quanto già visto in What’s in my bag (Cosa c’è nella mia borsa), la moda adolescenziale sviluppata negli anni dieci per mostrare trucchi e ammennicoli frivoli. “What’s in my bag: Survival edition” (Cosa c’è nella mia borsa: edizione sopravvivenza) non fa differenza se si ritiene importante diffondere promuovere un video per prepararsi ed educare alla guerra. Ma a che pubblico vi rivolgete?

Sono un pubblico sensibile e rimango interdetto davanti al vostro surfare su onde di amenità consumistiche, densamente contaminate da plastiche, veleni, scorie, rifiuti.

Sono un pubblico sensibile non potete essere così ipocriti da gonfiare il calcio e qualunque altro argomento per far colare grasso nelle vostre pidocchiose tasche da usurai della cultura e dell’informazione, tacendo da chi è stato spremuto.

C’è un pubblico sensibile che è molto scosso nel vedere Mattarella, Von der Leyen, Kaja Kallas, Hadja Lahbib, il parlamento di Bruxelles, Mentana, Formigli, Vespa, De Bortoli, Giannini, soprattutto la Gruber – ma chi le ha dato la tessera? –. Mettete un avviso prima di mostrarli. Vorrei perciò che la scritta “immagini non adatte a un pubblico sensibile”, sia posta davanti a queste persone affinché possa evitare il rischio di incontrarle.

E che insieme all’allerta inadatto a un pubblico sensibile si sia informati che si tratta di gente in preda all’apologia di onnipotenza.

E anche prima di Mattarella, quello smemorato che ha sostenuto i bombardamenti sui civili di Belgrado, che grazie all’UE abbiamo avuto 70 anni di pace e parla del ritorno della guerra in Europa per opera di Putin. Uno che è arrivato a paragonare Putin a Hitler dicendo che l’invasione dell’Ucraina è della stessa natura di quanto fatto dal Terzo Reich. E voi, veri giornalisti, siete stati il suo megafono. Sono un pubblico sensibile non voglio più ascoltare le vostre meschine mediocrità.

Per un click in più massacrate chi dice negro e vendete boriosi la tennista puzzona senza avvertire che nel primo caso non c’è offesa alcuna e che il secondo, non è che un’alternativa a sporca tennista.

Perché diffondete senza ritegno le immagini di chi si getta dai precipizi con la tuta alare, perché mostrate i grovigli delle cadute dei gruppi di ciclisti, perché vendete il pugilato, la kickboxing, persone menomate, mentre trovate giusto nascondere al pubblico un’invasione di campo, il volto di un minore, una foto di cronaca nera? Sono un pubblico sensibile, voi siete offensivi.

In nome della protezione delle minoranze e delle pari opportunità in quanto pubblico sensibile, vorrei essere avvisato prima di aprire un video con la presenza al suo interno di immagini che sbattono in prima pagina valori estranei alla cultura di molto pubblico sensibile.

In quanto pubblico sensibile vorrei anche cessare di vedere immagini pubblicitarie, spesso legate al lusso e alla lussuria o comunque a sfondo sensuale, affiancate da notizie tragiche e drammatiche.

Per lo stesso motivo, ma con una ragione diversa, vorrei che la segnalazione di immagini forti non adatte a un pubblico sensibile, fosse eliminata del tutto e definitivamente. Diversamente si tratterebbe di fare protezione fasulla in un mondo liberista in cui la sola regola è la competizione, l’accumulo di beni, di denaro e di potere. Come se le persone non sapessero chiudere gli occhi, cliccare stop, voltarsi. Scegliere.Eliminare il pernicioso e ipocrita annuncio fa riferimento al rispetto, diversamente, essendo il pubblico sensibile, prima o poi arriva lì e vi cancella dalla faccia della terra.

Essendo un pubblico sensibile, vorrei che la stampa, tornasse a fare la stampa. Adeguarsi all’andazzo non nobilita né voi né quelli che, con la vostra ipocrisia, credete di proteggere.

Ogni società, di ogni orientamento politico, dovrebbe operare per concorrere a realizzare uomini compiuti non alimentare e mantenere uno status quo dallo spirito vittimistico.L’assistenzialismo, il protezionismo creano dipendenza. Sono una specie di blocco ormonale della necessaria compiutezza che ogni uomo dovrebbe raggiungere affinché qualunque cosa gli venga detta, qualunque cosa gli capiti, resti una cosa detta e una cosa capitata e non muti in offesa e annichilimento. Affinché prenda coscienza che la realtà è nella sua interpretazione.

Vorrei togliere l’apologia del fascismo, perché non è per legge che maturano nelle persone le consapevolezze necessarie affinché il deliberato uso della forza come modalità politica, venga meno.

Vorrei non aver mai visto il culto del politicamente corretto e delle quote rosa, sintomatici campioni di una cultura costretta nelle leggi o “senza cuore”, come direbbe Castaneda.

A questo proposito vorrei una classe politica che invece di sembrare avvinghiata alla sedia, pronta a espressioni, comportamenti e scelte, quantomeno opinabili, si faccia carico e si senta responsabile dell’esempio che offre a tutti noi.

Vorrei sentire “scusate”, da parte di colore che sui novax hanno detto e scritto cose che il Mein Kampf, diventa passatempo da salotti per bene.

Vorrei che tutti gli scempi, dalle plastiche sparpagliate, alle morti sul lavoro, alle coste e alle valli devastate dal progresso, alle banche usuraie, al capitalismo come migliore economia possibile cessino e i responsabili inizino a occuparsi del recupero di quanto hanno distrutto e depredato. Quindi vorrei si evitasse che ancora si sia noi a dover butare l’auto a causa dei vostri danni. Sono un pubblico sensibile non posso accendere la tv e rischiare di incontrarvi, non vi leggo nel web, ho paura di voi.

Vorrei cancellare lo stillicidio di dj e di pubblicità sotto qualunque forma, perché non solo inquinano l’aria, l’ambiente e il paesaggio ma anche, e soprattutto, le persone.

Vorrei che chi impiega il concetto di sostenibile, economia circolare, impatto zero, gioco responsabile, e simili lo faccia precedere dall’avviso che si tratta di bufale, in quanto irrealizzabili nell’attuale sistema politico-economico-materialista. In quanto è demagogia, cioè assolutamente insufficiente se non ad allungare l’agonia della terra.

Vorrei si smettesse di dire bugie quali ricordiamo affinché la storia non si ripeta. Se il livello evolutivo è fermo al punto in cui siamo, ciò che la storia offre, è anche una garanzia che essa si ripeterà. Perché non è razionalmente che essa verrà meno, ma è emozionalmente che saremo, eventualmente in grado, di adottare scelte che tendano a eludere lo scontro e la sopraffazione come ordinaria modalità di vita sociale.

Vorrei perciò che quanto eventualmente messo in campo affinché da ogni bimbo, divenga un adulto forte, di qualunque orientamento sia in qualunque campo, sia pari pari adottato per riconoscere la fratellanza in cui versiamo, per prendere coscienza che l’io che crediamo di essere, sì, fa servizio identitario e amministrativo della vita, ma non siamo lui. Lui è un parassita che ci erode l’esistenza che si alimenta delle energie che incondizionatamente gli evolviamo, in cambio di vanità e altre futilità. Comunque tutte strade chiuse, al cui termine si trovano solo due imprevisti stati, la disperazione del nichilismo e della violenza contro noi stessi e la scelta della sopraffazione.

E vorrei che il padre palestinese che tiene in mano la testa – sfocata – del figlioletto decapitato da un ordigno israeliano, potesse bastare alla schiatta di persone che pongono nella loro dialettica il dovere di sostenere la geopolitica degli egemoni.

E visto che ci siamo, vorrei che prima di dire democrazia, il pubblico sensibile fosse informato.

E poi sono mancino, penserò qualcosa anche per questa vilipesa categoria, presente da prima di tante altre dell’ultimora.

Lorenzo Merlo



venerdì 16 maggio 2025

Bioregionalismo Treia e la Comunità Ideale...



"Un colpo di luce in mezzo alla luce fondamentale... La cosiddetta oscurità è solo un concetto della mente." (Saul Arpino)

Quando parlo di una  "Comunità ideale"  non penso ad un modello urbanistico o territoriale ma ad un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Un saggio disse che  noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Eppure  l'uomo tende a dare maggiore importanza al contesto urbano in cui egli vive.  Ma è nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l'appartenenza al tutto, ignorando l'inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Ma per manifestare una vera "idealità" dovremmo riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un certo modo naturale  di vivere il luogo e nel luogo.

Lo scopo del nostro vivere bioregionale è perciò quello di vivere nel presente e pienamente nel luogo che ci ospita attuando programmi, storie, partecipazioni  nell´ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni... stabilendo  un  punto di incontro e fusione delle anime.

Nell'antico libro di saggezza cinese, I Ching,   si afferma che la perfezione è sempre presente in ogni aspetto incarnato, ognuno di noi è  una manifestazione del Tao, non serve cambiare sembianze, queste ultime non sono importanti più di un abito che indossiamo.

 Anche solo parlare di questi argomenti è già una predisposizione utile per centrare l'attenzione sulla presenza consapevole nel luogo  Ed anche questo è una parte del "gioco della Coscienza bioregionale".

Tira un forte vento qui a Treia, i panni stesi svolazzano. Ancora si fa desiderare la primavera...

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana