Al di là del Tempo e dello spazio... " A che mi serve che un altro abbia sperimentato questa o quella cosa, se non posso sperimentarla io? Se accetto i suoi risultati, compio un atto di fede, non di scienza. Perciò la maggior parte degli scienziati dei nostri tempi è ricca di fede, non di sapere." (Francisco Sanchez, 1552-1632, Quod nihil scitur.)
sabato 16 marzo 2024
Al di là del tempo e dello spazio...
venerdì 15 marzo 2024
Lo Spirito universale che tutto abbraccia...
martedì 12 marzo 2024
Consigli pratici per la qualità della vita e per l'ecologia della mente...
"Come vivere una vita ecologica e spirituale? Vivere nel mondo facendo tutte le cose normali della vita, con attenzione, un ingrediente magico che rende ogni azione un gesto consapevole..."
Dare una mano all'ambiente e vivere meglio è facile! Ecco 20 mosse intelligenti:
1. Fai finta che i sacchetti di plastica non esistano: usa borse di cotone per la spesa.
2. Utilizza prodotti ed articoli bioregionali: il trasporto di prodotti d'importazione fa consumare energia e aumentare l'inquinamento.
3. Copriti d'inverno e spogliati d'estate, la temperatura in casa si può regolare con sistemi ecologici: vivi meglio ed inquini di meno.
4. Usa con accortezza gli elettrodomestici, tieni solo quelli indispensabili e quando non li usi non tenerli in "stand-by", consuma, quindi inquina.
5. Prendi energia dall'ambiente. Come? Con pannelli solari e mini eolico.
6. L’automobile, se proprio indispensabile, sceglila a metano o gpl. E, soprattutto, usala il meno possibile.
7. Tieni, se puoi, i piedi per terra: gli aerei inquinano alla grande.
8. Mangia frutta e verdura (biologiche è meglio) e soprattutto, se proprio non puoi eliminarla, mangia poca carne: il ciclo di produzione della carne industriale è responsabile della gran parte delle emissioni mondiali di gas serra, oltre a favorire per il suo sfruttamento intensivo la deforestazione.
9. Usa pannolini eco-compatibili: la biodegradazione di quelli "tradizionali" richiede 500 anni.
10. Per conservare i cibi, usa vetro e non alluminio che inquina e per la sua produzione lo spreco energetico è enorme.
11. Pulisciti i denti, ma con intelligenza: se la lasci scorrere, getti fino a 30 litri d'acqua. Apri il rubinetto solo quando li risciacqui.
12. Non utilizzare troppa carta: salvi alberi e non inquini.
13. Usa lampadine a risparmio energetico: consumano di meno e durano di più. Illumina solo i locali in cui stai.
14. Al supermercato scegli di non comprare prodotti in vaschette di polistirolo e plastica: sono inutili e inquinano.
15. Mangia sano consapevole: scegli il cibo che cresce nel territorio in cui vivi. E’ un metodo alimentare rispettoso dell’ambiente.
16. Una doccia è bella se dura poco: in 3 minuti consumi 40 litri d'acqua, in 10 minuti più di 130 litri.
17. Pensa sempre che ogni oggetto che usi diventerà un rifiuto: fallo durare il più a lungo possibile
18. Usa e getta? No grazie.
19. Fai la raccolta differenziata e ricicla il più possibile: ma soprattutto evita di acquistare articoli unutili confezionati con materiali inquinanti.
20. Informati con intelligenza: ci sono centinaia di siti, riviste e libri che ti parlano di ecologia ed economia sostenibile.
(P.D'A.)
Inconscio collettivo e "L'eterno ritorno"
There is no alternative, Non c’è altro modo. La tatcheriana formula che stiamo vivendo all’ennesima potenza è stata una specie di oracolo. Il cui culmine però non è quello proclamato.
L’eterno ritorno di Nietzsche è una riformulazione dell’iperuranio di Platone. In quest’ultimo risiedono tutte le idee che gli uomini ritengono proprie, credendo sorgano in loro. Non serve alcuna dimostrazione sull’attendibilità di quanto detto, basta guardare la storia in grande e in piccola scala, per riscontrare che in tutti noi passano le medesime idee. Da qui la necessaria conclusione del filosofo tedesco.
Il quale non si è fermato a piangere su quel concetto, né sull’umanità che lo realizza. Formulandone un altro, detto volontà di potenza, offriva la prospettiva per emanciparsi dal vincolo dell’eterno ritorno, il cui primo significato allude alla condizione di sofferenza e ipocrisia in cui versiamo. Infernale, direbbero i cattolici, il cui eterno ritorno prende il via dalla mela appena colta.
La volontà di potenza – al di là di quanto affermano in merito i suoi più modesti esegeti – è tratto peculiare di quel tipo di persona che lui chiamava übermensch che, tradotto in oltreuomo, significa di un uomo evoluto rispetto all’attuale e, in superuomo, in uno, che dispone di una forza vitale e creatrice, impossibile all’ultimo uomo, ovvero a colui inconsapevole di ciò che lo ha generato, slegato dalla sua origine, convinto proprietario di se stesso, come delle proprie idee.
Sul sudore e il dolore del piccolo uomo è stata eretta la torre di Babele, in cima alla quale sta la politica aremanica alla quale stiamo assistendo, una specie di convoglio, condotto da pazzi, la cui inerzia, che pare irrefrenabile, ci condurrà necessariamente al deragliamento catastrofico. E che ognuno lo commisuri al proprio gradiente di consapevolezza spirituale.
È del carattere dell’ultimo uomo la ricerca della sicurezza elevata a valore primario. Per la quale è disposto, di buon grado, a versare il massimo tributo. Un atteggiamento che lo porta dritto nel regno dei pusillanimi, sotto la bandiera del buon senso. Parola d’ordine con la quale l’ultimo uomo ritiene di risolvere i misteri del mondo.
Anche il benessere è un suo tratto distintivo. Ma non quello che scende dalle cime delle consapevolezze. Bensì quello acquisibile nelle profondità dei centri commerciali. Un tratto che trascina con sé altri vizi, tra cui quello dell’abbondanza, dell’invidia, dell’avidità. Anche questo una sorta di trenino il cui capolinea è biforcuto: nichilismo e alienazione. Entrambi patologie del progresso materialisticamente inteso. E praticamente presente tanto da sembrare un mare senza rive, in cui, come naufraghi non possiamo che restare aggrappati e difendere, costi quel che costi, il nostro brandello di fasciame.
L’ultimo uomo spicca in tutte le dimensioni dell’egoismo. Preferisce se stesso alla nobiltà che potrebbe indossare. La sua vocazione è la replicazione di qualche modello che la storia di altri piccoli uomini – così anche li chiamava Nietzsche – gli ha offerto.
È una figura, il cui campo d’azione è limitato dai propri desideri e dalle proprie passioni. Giardinetti dai quali stila classifiche, redige categorie, impone il giusto e condanna lo sbagliato. Un’attività che svolge con naturalezza dal suo scranno razionalista. La cui statura, che crede massima, non arriva invece a vederne i limiti, l’autoreferenzialità, l’arbitrarietà, l’assurdità, la violenza, l’abuso, la miseria.
Se il carattere dell’ultimo uomo è replicativo, il suo destino sta nell’affardellarsi di saperi – che chiama progresso –, di dati, per fare la punta sempre più fine alla lancia della sua specializzazione. Un fatto per lui insostituibile e positivo, che lo proietta per la tangente, nello spazio nero, lontano dal centro della vita, della bellezza, dell’unione con il tutto.
Tanto l’übermensch ha ancora da venire, quanto senza il suo avvento resteremo nella tirannia di chi ha la lancia più appuntita.
Lorenzo Merlo
domenica 10 marzo 2024
Appello della Rete Ambientalista: "Aiutateci ad aiutare...."
Non ci sarà più bisogno che tentino di penetrare e impossessarsi del nostro Sito e della nostra Lista, come hanno tentato poco tempo fa, non ci sarà più bisogno che tentino di chiuderci, finiremo per chiuderci da soli se non riusciamo a racimolare -anche quest’anno- i soldi per coprire i costi dell’abbonamento scaduto che ci consente di spedire con cadenza più che settimanale le 40.000 mail. Anche quest’anno lanciamo la sottoscrizione per
sopravvivere come koala della (contro) informazione, per salvare -mentre gli spazi delle libertà di parola e manifestazione si stanno sempre più drammaticamente riducendo- questo scomodo (per loro) strumento di comunicazione e di lotta al servizio di migliaia di attivisti e simpatizzanti, quale è la RETE ECOPACIFISTA – Movimenti di Lotta per la Salute l’Ambiente la Pace e la Nonviolenza. **
Perciò lanciamo la chiamata di soccorso e l’invito a ciascuno di noi di contribuire inviando bonifico tramite IBAN IT68 T030 6910 4001 0000 0076 215 specificando la causale oppure tramite PayPal lubaja2003@yahoo.it.
** Il Sito “Rete Ambientalista” (www.rete-ambientalista.it) è gestito dal “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro” (movimentolotta.mac
Festa dell'8 marzo? Però salviamo le mimose dalle mode consumiste...
di Via Cappuccina. Hanno partecipato oltre 20 volontari chiamati da Amico Albero
per difendere una delle bellezze di Mestre e lanciare un messaggio a tutta
la popolazione per collaborare a migliorare la nostra città.
E' stato il decimo anno di questa iniziativa che, nei primi 7 ha comunque subìto alcune
bravate notturne a cui da tre anni abbiamo rimediato con la vigilanza notturna (dalle 23 alle 7 di mattina)
di un Guardia notturna regolarmente pagata con una colletta tra i volontari e altri sostenitori di Amico Albero.
Quest'anno, come nei due precedenti, le mimose non hanno subito grossi danni, se non uno lievessimo
la mattina dell'8, quando una volontaria non è riuscita a impedire uno strappo di un prepotente
italiano e un secondo, puù pesante, alle 16 di venerdì quando un energunemo (veneto come il primo) ha minacciato
Dario e Martina ed è riuscito a portarsi via una ramo della mimosa collocata vicino ai vigi.li urbani.
Nelle due notti, invece, la guardia di sosrveglianza ha bloccato ben tre tentativi (uno alle 4 di notte del 7
mattina e due all'una e alle 2 e mezza di sta mattina).
Chi vuole contribuire con qualche euro alla colletta per la vigilanza notturna può telefonare a Martina al numero 349 3275006, riportato nella locandina.
L'iniziativa sembra sia stato molto apprezzata dagli organi d’informazione locali che avevamo tenuto costantemente informati.
Grazie a Martina per avere organizzato le presenze, avere smosso tante persone con grande entusiasmo, essere stata sempre presente e sul pezzo!
E grazie anche ad Arco, la sorveglianza, che ha mantenuto le promesse con un ottimo lavoro.
Vediamo se il 2025 avremo ancora da fare, temiamo di si, e cercheremo di ragranellare in qualche modo i 350 euro che ci costa la sorveglianza, che ci sembra insostituibile da quando abbiamo introdotto questa soluzione.
Vi indichiamo qui sotto i link di chi ci ha intervistati, e in allegato gli articoli apparsi sulla stampa, così ne abbiamo traccia in futuro.
Salviamo le Mimose 2024. Parlano di noi, i video e altro:
03/03/24, La Nuova online di Marta Artico:
06/03/24, Antenna3 servizio di Annamaria Parisi:
https://www.youtube.com/watch?
08/03/24, Antenna3 servizio di Filippo Fois:
https://www.youtube.com/watch?
08/03/24, Chioggia Azzurra:
venerdì 8 marzo 2024
Gli intenti "invernali" della Rete Italiana Villaggi Ecologici...
L'incontro invernale della Rive, svoltosi a Gaia Terra, era riservato ai rappresentanti degli ecovillaggi, incentrato principalmente sul confronto di esperienze su temi ecologici, relazionali, economici... con l'obiettivo di imparare dal vissuto degli altri e sostenersi tra comunità, nel non facile compito di inventare il nuovo.
Ed è stato utile e incoraggiante, a sentire i feedback dei partecipanti.
Per esempio l'ecovillaggio di Gaia Terra è stato fonte di ispirazione per la coerenza nella sostenibilità ambientale, (non buttano nulla nei cassonetti, non usano detersivi, mangiano quello che producono o scambiano con bio a km zero). Altri hanno condiviso la loro esperienza in tema di entrate e uscite di persone nella comunità, di economia interna, di gestione emozionale e così via.
Ma nei nostri cuori aleggiava anche altro. La tristezza e la rabbia per le guerre in corso, il dolore per il saccheggio della natura, per le ingiustizie e tutte le forme di discriminazione. Non a caso negli ultimi mesi sono nati nella Rive nuovi gruppi di lavoro, dedicati alla pace, all'ecologia, all'inclusione di genere, agli immigrati e al sostegno agli ecovillaggi nel Sud Italia. Gruppi che hanno portato la loro voce all'incontro di Gaia Terra.
Quindi? Ci occupiamo dei nostri orti o del mondo? C'è un collegamento inscindibile, crediamo. Nei due sensi.
La nostra missione - ci siamo detti - resta quella di rendere concreti e percorribili nuovi stili di vita, che testimonino che è possibile. Ed è anche bello. Allo stesso tempo, non vogliamo e non possiamo separarci da quello che avviene attorno a noi, che ci coinvolge inevitabilmente, nel cuore e nei fatti.
Sentiamo il desiderio e la necessità di camminare per le strade portando alta la bandiera arcobaleno della pace e dell'amore per la diversità, insieme a tutti quelli, e siamo tanti, che sentono questo richiamo come urgente e travolgente.
Majid - RIVE

