sabato 16 marzo 2024

Al di là del tempo e dello spazio...

 Al di là del Tempo e dello spazio... " A che mi serve che un altro abbia sperimentato questa o quella cosa, se non posso sperimentarla io? Se accetto i suoi risultati, compio un atto di fede, non di scienza. Perciò la maggior parte degli scienziati dei nostri tempi è ricca di fede, non di sapere." (Francisco Sanchez, 1552-1632, Quod nihil scitur.)



Superamento dei concetti spazio-temporali. Superamento del concetto di "Scienza". Ciò che non capiscono i "Soliti Noti".

La premessa di questo intervento è semplice: La matematica infinitesimale, quella su cui poggia la "Scienza" è una forma di conoscenza basata sull'aggregazione ad un numero di un "concetto di spazio euclideo". Tali sono le derivate e gli integrali che costituiscono i sistemi di numerazione e denominazione delle formule scientifiche. Pertanto, se la scienza si basa su queste modalità di misurazione significa che non può farne a meno. 

Ed in effetti, queste concezioni numeriche sono a loro volta legate alla "coordinate cartesiane" (Cartesio: uomo esponente della nascita del razionalismo) che restringono l' "esperienza concreta" nei "concetti" di spazio e di tempo. 

Il tempo, a sua volta, è soltanto una durata. Tutto ciò premesso, è evidente che l'introduzione da parte di Jung, Chopra e Pauli del concetto (e della pratica) di "coincidenza" costutuisce, più di altre teorie, al superamento della "scienza" come mezzo "assoluto" di conoscenza. La scienza non è più un parametro essenziale per acquisire una nozione definita "vera". 

Fore non basta più nemmeno l'aggettivo di "verosimile". E, poiché il concetto di scienza è, per definizione, evolutivo, l'evoluzione della scienza ci porta alla negazione / superamento del razionalismo, dello scientismo e, di conseguenza, del materialismo. 

Conoscere non coincide più con "misurare", ma con "intuire", percepire tramite intuizione, un percepire che supera,trascende, l'idea di misura.

L'epoca delle misurazioni è finita, siamo entrati automaticamente in un'epoca in cui, per poter comprendere l'evoluzione (i viaggi spaziali e l'intelligenza artificiale) l'utilizzo dei numeri è pleonastico... (un esempio: i viaggi spaziali presuppongono un ritorno del pensiero ad epoche pre-newtoniane, quando per qualsiasi processo conoscitivo, non si poteva prescindere dal comportamento degli astri (anche se variamente interpretato). 

Giorgio Vitali




P.S. Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale (l'archetipo è costituito da Frankenstein o dal Golem), non aspettiamoci comportamenti consapevoli.  

venerdì 15 marzo 2024

Lo Spirito universale che tutto abbraccia...



Sento anch'io la forza del cambiamento  che incombe, mi sembra di vivere tutto più intensamente, anche il sonno, oltre che la veglia. Amo tutto, anche i miei dolori, e quelli altrui, e sento la sofferenza... ma aspetto di sentire anche la gioia. Certo questo è un periodaccio, tante disgrazie, tanta crudeltà, inutile (ma quando la crudeltà è utile?). 

Spero che le donne siano sempre più forti, ma non nel senso maschile del termine, ma nel diffondere nel mondo la loro propensione alla cura e all'accudimento, a lenire i dolori. Devono però mettere da parte l'invidia e l'arroganza e lavorare unite come un corpo unico. 

Vorrei anch'io poter far qualcosa. Cerco di farlo nel mio piccolo, nel mio ambito di vita,  nell'amicizia, nell'amore, nel mio esser madre. 

Altra cosa: andando in giro per il paese e per la campagna, mi imbatto in opere o in "dis"opere, discariche, cose rappezzate, fabbriche mezze diroccate, sporcizia, insomma "bruttezza". invito tutte le donne (ma anche gli uomini), ad accorgersi di questo, si sa che quando fai l'abitudine non noti più le cose e a lavorare per trasformare, anche con poco e a rendere questo mondo, bello come merita (anche nel rispetto) e come noi ci meritiamo, se solo ce ne rendiamo conto.... 

Caterina Regazzi

martedì 12 marzo 2024

Consigli pratici per la qualità della vita e per l'ecologia della mente...


"Come vivere una vita ecologica e spirituale? Vivere nel mondo facendo tutte le cose normali della vita,  con attenzione, un ingrediente magico che rende ogni azione un gesto consapevole..."

Risultati immagini per riciclaggio della memoria


Dare una mano all'ambiente e vivere meglio è facile! Ecco 20 mosse intelligenti: 

1. Fai finta che i sacchetti di plastica non esistano: usa borse di cotone per la spesa. 

2. Utilizza prodotti ed articoli bioregionali: il trasporto di prodotti d'importazione fa consumare energia e aumentare l'inquinamento. 

3. Copriti  d'inverno e spogliati d'estate, la temperatura in casa si può regolare con sistemi ecologici: vivi meglio ed inquini di meno. 

4. Usa con accortezza  gli elettrodomestici, tieni solo quelli indispensabili  e quando non li usi  non tenerli in  "stand-by",  consuma, quindi inquina. 

5. Prendi  energia dall'ambiente. Come? Con  pannelli solari e mini eolico. 

6. L’automobile, se proprio indispensabile,  sceglila a metano o gpl. E, soprattutto, usala il meno possibile. 

7. Tieni, se puoi, i piedi per terra: gli aerei  inquinano alla grande. 

8. Mangia frutta e verdura (biologiche è meglio) e soprattutto, se proprio non puoi eliminarla, mangia poca carne: il ciclo di produzione della carne industriale è responsabile della gran parte  delle emissioni mondiali di gas serra, oltre a favorire per il suo sfruttamento intensivo la deforestazione. 

9. Usa pannolini eco-compatibili: la biodegradazione di quelli "tradizionali" richiede 500 anni. 

10. Per conservare i cibi, usa vetro e non alluminio che inquina e per la sua produzione lo spreco energetico è enorme. 

11. Pulisciti i denti, ma con intelligenza: se la lasci scorrere, getti fino a 30 litri d'acqua. Apri il rubinetto solo quando li risciacqui.

12. Non utilizzare troppa carta: salvi alberi e non inquini. 

13. Usa  lampadine a risparmio energetico: consumano di meno e durano di più. Illumina solo i locali in cui stai. 

14. Al supermercato scegli di non comprare prodotti  in vaschette di polistirolo e plastica: sono inutili e inquinano. 

15. Mangia sano consapevole: scegli il cibo che cresce nel territorio in cui vivi. E’ un metodo alimentare rispettoso dell’ambiente. 

16. Una doccia è bella se dura poco: in 3 minuti consumi 40 litri d'acqua, in 10 minuti più di 130 litri. 

17. Pensa sempre che ogni oggetto che usi diventerà un rifiuto: fallo durare il più a lungo possibile 

18. Usa e getta? No grazie. 

19. Fai la raccolta differenziata e ricicla il più possibile: ma soprattutto evita di acquistare  articoli unutili  confezionati con materiali inquinanti. 

20. Informati con intelligenza: ci sono centinaia di siti, riviste e libri  che ti parlano di ecologia ed economia  sostenibile. 

(P.D'A.)




Inconscio collettivo e "L'eterno ritorno"



There is no alternative, Non c’è altro modo. La tatcheriana formula che stiamo vivendo all’ennesima potenza è stata una specie di oracolo. Il cui culmine però non è quello proclamato.

L’eterno ritorno di Nietzsche è una riformulazione dell’iperuranio di Platone. In quest’ultimo risiedono tutte le idee che gli uomini ritengono proprie, credendo sorgano in loro. Non serve alcuna dimostrazione sull’attendibilità di quanto detto, basta guardare la storia in grande e in piccola scala, per riscontrare che in tutti noi passano le medesime idee. Da qui la necessaria conclusione del filosofo tedesco.

Il quale non si è fermato a piangere su quel concetto, né sull’umanità che lo realizza. Formulandone un altro, detto volontà di potenza, offriva la prospettiva per emanciparsi dal vincolo dell’eterno ritorno, il cui primo significato allude alla condizione di sofferenza e ipocrisia in cui versiamo. Infernale, direbbero i cattolici, il cui eterno ritorno prende il via dalla mela appena colta.

La volontà di potenza – al di là di quanto affermano in merito i suoi più modesti esegeti – è tratto peculiare di quel tipo di persona che lui chiamava übermensch che, tradotto in oltreuomo, significa di un uomo evoluto rispetto all’attuale e, in superuomo, in uno, che dispone di una forza vitale e creatrice, impossibile all’ultimo uomo, ovvero a colui inconsapevole di ciò che lo ha generato, slegato dalla sua origine, convinto proprietario di se stesso, come delle proprie idee.

Sul sudore e il dolore del piccolo uomo è stata eretta la torre di Babele, in cima alla quale sta la politica aremanica alla quale stiamo assistendo, una specie di convoglio, condotto da pazzi, la cui inerzia, che pare irrefrenabile, ci condurrà necessariamente al deragliamento catastrofico. E che ognuno lo commisuri al proprio gradiente di consapevolezza spirituale.

È del carattere dell’ultimo uomo la ricerca della sicurezza elevata a valore primario. Per la quale è disposto, di buon grado, a versare il massimo tributo. Un atteggiamento che lo porta dritto nel regno dei pusillanimi, sotto la bandiera del buon senso. Parola d’ordine con la quale l’ultimo uomo ritiene di risolvere i misteri del mondo.

Anche il benessere è un suo tratto distintivo. Ma non quello che scende dalle cime delle consapevolezze. Bensì quello acquisibile nelle profondità dei centri commerciali. Un tratto che trascina con sé altri vizi, tra cui quello dell’abbondanza, dell’invidia, dell’avidità. Anche questo una sorta di trenino il cui capolinea è biforcuto: nichilismo e alienazione. Entrambi patologie del progresso materialisticamente inteso. E praticamente presente tanto da sembrare un mare senza rive, in cui, come naufraghi non possiamo che restare aggrappati e difendere, costi quel che costi, il nostro brandello di fasciame.


L’ultimo uomo spicca in tutte le dimensioni dell’egoismo. Preferisce se stesso alla nobiltà che potrebbe indossare. La sua vocazione è la replicazione di qualche modello che la storia di altri piccoli uomini – così anche li chiamava Nietzsche – gli ha offerto.

È una figura, il cui campo d’azione è limitato dai propri desideri e dalle proprie passioni. Giardinetti dai quali stila classifiche, redige categorie, impone il giusto e condanna lo sbagliato. Un’attività che svolge con naturalezza dal suo scranno razionalista. La cui statura, che crede massima, non arriva invece a vederne i limiti, l’autoreferenzialità, l’arbitrarietà, l’assurdità, la violenza, l’abuso, la miseria.

Se il carattere dell’ultimo uomo è replicativo, il suo destino sta nell’affardellarsi di saperi – che chiama progresso –, di dati, per fare la punta sempre più fine alla lancia della sua specializzazione. Un fatto per lui insostituibile e positivo, che lo proietta per la tangente, nello spazio nero, lontano dal centro della vita, della bellezza, dell’unione con il tutto.

Tanto l’übermensch ha ancora da venire, quanto senza il suo avvento resteremo nella tirannia di chi ha la lancia più appuntita.

Lorenzo Merlo




domenica 10 marzo 2024

Appello della Rete Ambientalista: "Aiutateci ad aiutare...."


Non ci sarà più bisogno che tentino di penetrare e impossessarsi del nostro Sito e della nostra Lista, come hanno tentato poco tempo fa, non ci sarà più bisogno che tentino di chiuderci, finiremo per chiuderci da soli se non riusciamo a racimolare  -anche quest’anno-  i soldi per coprire i costi dell’abbonamento scaduto che ci consente di spedire con  cadenza più che settimanale le 40.000 mail.  Anche quest’anno lanciamo la sottoscrizione per

sopravvivere come koala della (contro) informazione, per salvare  -mentre  gli spazi delle libertà di parola  e manifestazione  si stanno sempre più drammaticamente riducendo-  questo scomodo (per loro)  strumento di comunicazione  e di lotta al servizio di migliaia di attivisti e simpatizzanti, quale è la RETE ECOPACIFISTA – Movimenti di Lotta per la Salute l’Ambiente la Pace e la Nonviolenza.  **

Perciò lanciamo la chiamata di soccorso e l’invito a ciascuno di noi di contribuire inviando bonifico tramite IBAN IT68 T030 6910 4001 0000 0076 215 specificando la causale oppure tramite PayPal lubaja2003@yahoo.it.

**  Il Sito “Rete Ambientalista” (www.rete-ambientalista.it) è gestito dal “Movimento di lotta per la salute Giulio A. Maccacaro” (movimentolotta.maccacaro@gmail.com). Ha esordito nel 2008 e, avendo progressivamente abbandonato la mera dimensione locale, è riuscito – sia col Sito che con la Lista – sempre più a sviluppare uno spazio aperto alle esperienze dei Movimenti italiani impegnati nelle lotte sul fronte della salvaguardia dell’ambiente, della tutela della salute, della difesa della pace e della nonviolenza. Fa testo il numero dei “post” informativi provenienti da tutta Italia e non solo: siamo quasi a quota 1.000 nell’anno, ognuno corredato da cospicua documentazione scientifica, tutti archiviati e indicizzati in 950 categorie. Per “Rete Ecopacifista” perciò intendiamo “Rete delle Reti”, perché ciascuno degli utenti (40mila come mailing list) a sua volta ha un proprio bacino più o meno vasto di corrispondenti, comprese Liste di portata nazionale. Perciò l’effetto di sinergia e amplificazione delle notizie è esponenziale, includendo anche il mondo politico nazionale ed europeo (e… inevitabilmente un “affezionato” numero di inquinatori e bellicisti). Dunque i numeri totali del target vanno ben oltre i nostri che pur al Sito contano circa 2milioni di accessi all’anno in ambito nazionale ed europeo, nonché 40mila con cadenza almeno settimanale (la nostra tiratura giornalistica!). Inoltre il gruppo e le pagine Facebook hanno oltre 7.000 membri, i canali Youtube sempre in via di sviluppo come anche Twitter. I nostri libri sono stampati a spese dell’autore: la loro sottoscrizione è interamente devoluta a Ricerca Cura Mesotelioma.




Festa dell'8 marzo? Però salviamo le mimose dalle mode consumiste...

 


Ricordo che sin da quando mi trasferii  a Calcata,  nella metà degli anni '70,  contribuii  con vari eventi a dare significato alla festa dell'8 marzo, commemorando esempi nobili al femminile e raccontando episodi  della lotta per la parità di genere. 

Come sempre accade in questa società consumista, tutte le buone intenzioni e le celebrazioni che mantengono la memoria dell'evoluzione e della giustizia sociale, assumono una versione commerciale e spesso di negazione delle mete raggiunte. Vedasi ad esempio la distanza dall'umano di certe consuetudini separatiste, come quella scelta da certe donne che preferiscono trascorrere l'8 marzo in combriccole riservate alle  "femministe" o la moda antiecologica di scambiarsi rami di mimose  trasformando l'8 marzo in un triste assalto alla natura. 

Infine anche Calcata cadde nella trappola della finta celebrazione,  attuando lo sfruttamento dell'immagine  ma dimenticando la sostanza.  C'èra, forse c'è ancora, non so dirvi, (considerando che manco da Calcata dal 2010) un vetusto e maestoso albero di mimosa proprio all'ingresso del paese e negli anni decadenti della finzione dell'8 marzo era preso d'assalto da turisti e abitanti del fine settimana che ne asportavano rami da dare in omaggio alle loro donne. Povero albero, altro che festa,  l'8 marzo era il giorno della tortura...

Però si può conservare un rito senza danneggiare l'albero,  io e la mia compagna Caterina l'abbiamo fatto qui a Treia sostando  e toccando con amore un giovane alberello di mimosa...


Vi dico tutto ciò avendo ricevuto da un amico veneto ecologista, Michele Boato, un resoconto della difesa delle mimose di Mestre prese d'assalto l'8 marzo 2024.... 

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana



Il racconto di Michele Boato: 
Ciao abbiamo terminano ieri, venerdì 8 marzo, le tre giornate di vigilanza ai due alberi di mimosa

di Via Cappuccina. Hanno partecipato oltre 20 volontari chiamati da Amico Albero

per difendere una delle bellezze di Mestre e lanciare un messaggio a tutta

la popolazione per collaborare a migliorare la nostra città.

E' stato il decimo anno di questa iniziativa che, nei primi 7 ha comunque subìto alcune

bravate notturne a cui da tre anni abbiamo rimediato con la vigilanza notturna (dalle 23 alle 7 di mattina)

di un Guardia notturna regolarmente pagata con una colletta tra i volontari e altri sostenitori di Amico Albero.

Quest'anno, come nei due precedenti, le mimose non hanno subito grossi danni, se non uno lievessimo

 la mattina dell'8, quando una volontaria non è riuscita a impedire uno strappo di un prepotente

italiano e un secondo, puù pesante, alle 16 di venerdì quando un energunemo (veneto come il primo) ha minacciato

Dario e Martina ed è riuscito a portarsi via una ramo della mimosa collocata vicino ai vigi.li urbani.

Nelle due notti, invece, la guardia di sosrveglianza ha bloccato ben tre tentativi (uno alle 4 di notte del 7

mattina e due all'una e alle 2 e mezza di sta mattina).

Chi vuole contribuire con qualche euro alla colletta per la vigilanza notturna può telefonare a Martina al numero 349 3275006, riportato nella  locandina.

L'iniziativa  sembra  sia stato molto apprezzata dagli organi d’informazione locali che avevamo tenuto costantemente informati.

Grazie a Martina per avere organizzato le presenze, avere smosso tante persone con grande entusiasmo, essere stata sempre presente e sul pezzo!

E grazie anche ad Arco, la sorveglianza, che ha mantenuto le promesse con un ottimo lavoro.

Vediamo se il 2025 avremo ancora da fare, temiamo di si, e cercheremo di ragranellare in qualche modo i 350 euro che ci costa la sorveglianza, che ci sembra  insostituibile da quando abbiamo introdotto questa soluzione.

Vi indichiamo qui sotto i link di chi ci ha intervistati, e in allegato gli articoli apparsi sulla stampa, così ne abbiamo traccia in futuro.


Michele Boato e Chico Brunello portavoce di AmicoAlbero

 

Salviamo le Mimose 2024.  Parlano di noi, i video e altro:

03/03/24, La Nuova online di Marta Artico:

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fnuovavenezia.gelocal.it%2Fvenezia%2Fcronaca%2F2024%2F03%2F03%2Fnews%2Fmestre_alberi_mimosa_via_cappuccina_salvataggio_vigilantes_appello-14116414%2F%3Ffbclid%3DIwAR2oKb9E_TrnYKdsVzdF5DPZLiVZnCpp_0bWFwtlXYEIcPgisAncCOadJPQ&h=AT1n1f9afyL4D29eFH6RehrqHvTHWalpGyv6H9LSl_1KV9Yu8xS8ku91dpoHDea__39z7FCUWcYYr0oAYPaEdcL6NixfRv7UsGZBbuSZSus0ydWQf9ub0J9z-TdP8xgZ6QA

 

06/03/24, Antenna3 servizio di Annamaria Parisi:

https://www.youtube.com/watch?v=fnzZibPneMI

 

08/03/24, Antenna3 servizio di Filippo Fois:

https://www.youtube.com/watch?v=TnVgBYncVy8

 

08/03/24, Chioggia Azzurra:

https://www.chioggiaazzurra.it/web/site/rubrica?rubrica=843&t=TG%20AZZURRA%2C%20Le%20notizie%20di%20oggi%2C%20venerd%C3%AC%208%20marzo%202024&fbclid=IwAR3W7mw1cqB7kg8z8XqqWJ8zrPPjcLlGQ3xsw1S1Q3u0x19r49t2dhehKgw


venerdì 8 marzo 2024

Gli intenti "invernali" della Rete Italiana Villaggi Ecologici...



L'incontro invernale della Rive, svoltosi a Gaia Terra, era riservato ai rappresentanti degli ecovillaggi, incentrato principalmente sul confronto di esperienze su temi  ecologici, relazionali, economici...  con l'obiettivo di imparare dal vissuto degli altri e sostenersi tra comunità, nel non facile compito di inventare il nuovo. 


Ed è stato utile e incoraggiante, a sentire i feedback dei partecipanti. 


Per esempio l'ecovillaggio di Gaia Terra è stato fonte di ispirazione per la coerenza nella sostenibilità ambientale, (non buttano nulla nei cassonetti, non usano detersivi, mangiano quello che producono o scambiano con bio a km zero). Altri hanno condiviso la loro esperienza in tema di entrate e uscite di persone nella comunità, di economia interna, di gestione emozionale e così via.  

 

Ma nei nostri cuori aleggiava anche altro. La tristezza e la rabbia per le guerre in corso, il dolore per il saccheggio della natura, per le ingiustizie e tutte le forme di discriminazione. Non a caso negli ultimi mesi sono nati nella Rive nuovi gruppi di lavoro, dedicati alla pace, all'ecologia, all'inclusione di genere, agli immigrati e al sostegno agli ecovillaggi nel Sud Italia. Gruppi che hanno portato la loro voce all'incontro di Gaia Terra.

 

Quindi? Ci occupiamo dei nostri orti o del mondo?  C'è un collegamento inscindibile, crediamo. Nei due sensi.

 

La nostra missione - ci siamo detti - resta quella di rendere concreti e percorribili nuovi stili di vita, che testimonino che è possibile. Ed è anche bello.  Allo stesso tempo, non vogliamo e non possiamo separarci da quello che avviene attorno a noi, che ci coinvolge inevitabilmente, nel cuore e nei fatti. 


Sentiamo il desiderio e la necessità di camminare per le strade portando alta la bandiera arcobaleno della pace e dell'amore per la diversità, insieme a tutti quelli, e siamo tanti, che sentono questo richiamo come urgente e travolgente.

 

Majid - RIVE


newsletter@ecovillaggi.it