domenica 29 marzo 2020

"Bioregionalismo. Stati generali dell'ecologia profonda", in programma a Tivoli il 20 e 21 giugno 2020 - Breve introduzione di Paolo D'Arpini



Comincio dal discorso sul bioregionalismo:

L’idea bioregionale consiste essenzialmente nel riprendere il proprio ruolo all’interno della più ampia comunità di viventi e nell’agire come parte e non a parte di essa, correggendo i comportamenti indotti dall’affermarsi di un sistema economico e politico globale, che si è posto al di fuori delle leggi della natura e sta devastando, ad un tempo, la natura stessa e l’essere umano.
Il bioregionalismo è una forma attuativa dell’ecologia profonda. Nel senso che l’ecologia profonda analizza il funzionamento delle componenti vitali e geomorfologiche ed il bioregionalismo riconosce gli ambiti territoriali in cui tali componenti si manifestano.

Per fare un esempio concreto: il funzionamento generale dell’organismo vivente viene compreso attraverso il riconoscimento e lo studio delle sue funzioni vitali e dei modi in cui tali funzioni si manifestano ed il bioregionalismo individua gli organi specifici che provvedono a tale funzionamento e le correlazioni fra l’organismo e l’insieme degli organi che lo compongono, descrivendone le caratteristiche e la loro compartecipazione al funzionamento globale. 

Per cui non c’è assolutamente alcuna differenza fra ecologia profonda e bioregionalismo, sono solo due modi, due approfondimenti, per comprendere e descrivere l’evento vita.

Scriveva Italo Carrarini nel  2018: "Ai fini della “tutela” del patrimonio forestale nazionale come bene di rilevante interesse pubblico, si vuole introdurre in maniera generalizzata la “gestione attiva” da attuarsi attraverso la selvicoltura. Non è riconosciuto dallo stato il carattere autonomo degli ecosistemi forestali, la loro evoluzione naturale e complessità e, con l’attenzione rivolta al solo sfruttamento economico industriale immediato, si apre così la strada ad un processo di speculazione sul legname, foriero di artificializzazione, fragilità, semplificazione e bruttezza dei boschi e delle foreste italiane."

Il continuo depauperamento dell'eco-sistema silvestre avrebbe, com'è logico, una conseguenza sui suoli, sulla purezza dell'aria, sulla qualità della vita e sulla salute  di tutti i viventi.
 
Il problema inoltre non riguarda solo il taglio di legname  nelle residue foreste ma anche i continui abbattimenti di alberi nelle aree urbane e lungo le strade statali, provinciali e comunali, con la scusa di ipotetici danni alla circolazione o per necessità edilizie.  Il pianeta respira attraverso la vegetazione  che, riprendendo l'esempio di cui sopra,  rappresenta il polmone della Terra. 

In seguito alla sintonia creatasi su questo importante tema ambientale, è iniziata tra Italo Carrarini e me una sinergia d'intenti. Italo mi propose di contribuire con le mie esperienze personali ad un'intervista-articolo sul bioregionalismo, che apparve   sul giornale "La piazza di Castel Madama"  nel 2018. (Vedi: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2018/04/bioregionalismo-unapplicazione-locale.html)  e  da allora continuammo a collaborare proficuamente. 

In seguito Italo, l'8 dicembre del 2019, venne in visita a Treia, dove attualmente risiedo, e decidemmo così di  collaborare a  questa manifestazione  "Bioregionalismo. Stati generali  dell'ecologia profonda" che si tiene a Tivoli, il 20 e 21 giugno 2020,  presso il Casale Anio Novus, un contesto naturalistico ed archeologico.  Italo, propose questo luogo, molto vicino al luogo in cui egli risiede, poiché conta di installarvi una "stele" commemorativa da lui realizzata con l'iscrizione di alcuni dei precursori del bioregionalismo in Italia;  tale opera è posizionata in una aiuola con erbe  ed arbusti dedicati anche  ad altri ecologisti. L'inaugurazione di questo "giardino profondo"  è il clou della manifestazione solstiziale in programma. (Vedi:  https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2020/03/bioregionalismo-stati-generali.html).

Partecipando io a questo evento, anche in veste di relatore, avrò  l'occasione, assieme alla  mia compagna Caterina Regazzi e ad altri amici treiesi,  di ricambiare la visita che Italo  ci fece a Treia e rivedere Tivoli per la seconda volta dopo 65 anni (la prima volta ci andai in visita scolastica all'età di 11 anni).

Mi farebbe piacere che all'incontro del 20 e 21 giugno partecipassero anche gli amici di Roma e del Lazio che non vedo più da  diversi anni. Una rimpatriata tra vecchi ecologisti delle prime ore, quando si ha quasi un piede nella fossa, non guasta...  


Paolo D'Arpini: Alberi selvatici ed alberi addomesticati... e la ...

Referente della Rete Bioregionale Italiana  


Per coloro che metterebbero in pericolo la foresta
Gli spiriti degli alberi abbattuti,
gli spiriti delle piante, gli spiriti del muschio, gli spiriti della roccia
ti affidano un inferno
senza uccelli, un arido inferno di scorta dove
il tuo nome non sarà noto –
sarai conosciuto come desolazione,
distruttore di pianeti, anima solitaria che
vive senza l’amicizia della vita,
senza il conforto delle specie –
i fantasmi di coloro che hai
messo da parte ti seguiranno appena
ti muoverai verso aridità, polvere
e cieli vuoti –
di sicuro la bontà e la pietà
lasceranno intatta la tua vita miserabile,
come se tu abitassi per sempre in
una terra senza vita,
cercando di ricordare il suono
degli uccelli, il suono del vento,
il suono del tuo cuore.
(Gary Lawless)

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