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sabato 30 giugno 2012

Io, Noemi Longo, mi scuso oggi per i fatti decontestualizzi, i detournement eseguiti, le evidenze, le omissioni, e le falsificazioni relative ai testi

Auto-osservazione e verità sotterranea - Carlo Monopoli


Io, Noemi Longo, mi scuso oggi per i fatti decontestualizzi, i detournement eseguiti, le evidenze, le omissioni, e le falsificazioni relative ai testi.

Pilato
allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».

[...]
All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?».

Di sicuro una volta percepita e realizzata la tua propria vera natura, il Sè, come puoi tornare a identificarti con l’abito? (mi riferisco al corpo/mente).

Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».

“..noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati..”.

- Via! Via! Crocifiggilo!
Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due
- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due- Lo crocifissero e con lui altri due

Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».

- Si sono divisi tra loro le mie vesti
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.


Gesù non si sarebbe separato dai suoi abiti...anche se, Naturalmente, antropocentricamente parlando anche Gesù più prima che poi volò via .°o0O Non sono un fachiro ne un mago, ma quando le visioni convergono ci metterei anche la mano sul fuoco.


un’intuizione, come è giusto che sia, senza rincorrerla oltre.


(L.M.) ... (P.D'A.)

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Articolo di riferimento:  http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/06/ecologia-profonda-le-farfalle-danzanti.html

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Noemi: "... che tristezza!"


Paolo: "Potresti spiegarmene la ragione?"


Noemi: (Ripete l'invio senza risposta)


Paolo: "capisco.... evidentemente è ancora l'abito che fa il monaco"


Noemi: "...E' evidente che l'abito non fa ancora il monaco, ma nemmeno il monaco fa più l'abito... L'abito è soltanto l'abito se il monaco è davvero monaco. Oggi ci sono le sarte, i sarti, gli stilisti, i disegnatori,
l'INDUSTRIA... e milioni di chiacchiere. La vera bellezza è la perfetta coicidenza di forma e contenuto... abito e monaco a parte!"

Paolo: "In gran segreto, nella mia coscienza, avevo deciso di far dono al mio Guru delle cose di cui volevo disfarmi. Avvolsi in uno scialle africano le ultime tole di ganja che aveva trattenuto nella mia sacca, vi posi alcuni miei scritti (perlopiù poesie) e per meglio evidenziare il senso della mia rinuncia vi aggiunsi anche i miei occhiali. Cosa volevo significare? Rinunciavo all'estettica della forma, che non mi apparteneva e di cui mi ero fatto bello. Rinunciavo all'astrazione del pensiero ed all'estasi indotta artificialmente. Rinunciavo all'immagine poetica di me trasmessa in versi per impressinare gli altri. Rinunciavo alla visione della ragione che mi consentiva di speculare su tutto e di trionfare sempre con la mia intelligenza "superiore". E che fece il mio guru? Espose tutti i miei segreti proponimenti davanti a tutti, raccontando quel che gli avevo donato... (soprattutto la ganja) ed intanto mi guardava per vedere le mie reazioni. Come mi sentii nudo e svergognato... Ma infine compresi -almeno inconsciamente- e rimasi in silenzio come se quella faccenda non mi riguardasse"

Noemi: "E mentre tu credevi di rinunciare all'estetica della forma e a tutto il resto, forse il tuo guru voleva inseganrti che tutte queste rinunce erano pressoche inutili senza la rinuncia rinuncia prima; quella dell'ego, l'unica rinuncia(sperimentazione) che apre tutte le porte e le possibilità, persino quella di rimanere perfettamente saldi in se stessi. Poi, non lo so... potrebbe essere tutto! Potrebbe essere, ad esempio che proprio il tuo Guru, all'insaputa di tutti gli altri astanti ..."

Paolo: "Noemi, rinunciare all'io? Cosa significa? Non è forse l'io che rinuncia all'io? Vera rinuncia è la capacità di osservare quel che accade senza sentirsi coinvolti. Succede.. ma le azioni non sono le nostre, i pensieri non sono i nostri. Succede e basta. Decade il senso del merito e del demerito, della responsabilità e della finalità. Ho letto sul Corriere della Sera che il papa ha detto che la chiesa è una congrega di peccatori che hanno bisogno di dio...  Poveretto! Se lui è peccatore e sente il bisogno di dio è un suo conto.. Ma perchè imporre questo sentire sugli altri? Se invece  dice così per mantenere un grip sul popolo ignorante allora merita l'inferno. E cosa è l'inferno se non la condizione di differenza da dio? Lo stato luciferino di chi si sente "altro da dio" e quindi con esso compete? Povero papa.. in un caso o nell'altro gli è toccato questo karma, la marionetta si muove come la mano la sospinge a farlo. Ma se c'è identificazione, cioiè se la marionetta si ritiene autonoma, cosa possibile solo all'onnipotenza di dio, allora persino essa assume una identità separata. Si muove mossa da dio ma ritiene di muoversi per sua propria volontà. Dio si guarda allo specchio. Lo specchio è la coscienza, La coscienza è dio. L'immagine nello specchio è dio. Dio osserva l'immagine nella coscienza e quell'immagine assume una identità. Ecco come sorge l'io... Possiamo definirlo reale? Possiamo dire che l'io possa rinunciare all'io? L'io non esiste è solo una proiezione mentale"

venerdì 8 giugno 2012

Gesù, l'esseno, in India - Testimonianze raccolte da Omroopa, un viaggiatore dello spirito




Alla fine degli anni 80 ho deciso di cambiar vita eliminando tutti i legami, cosi detti affettivi e di lavoro e con un camper 4X4 specialmente costruito, recarmi da solo (per i primi 7 anni) dove la mia ricerca interiore mi avrebbe portato.

Il viaggio è durato 17 anni dei quali 2 passati in tutto il territorio indiano e i rimanenti 15 nei vari continenti.

In precedenza avevo letto un piccolissimo articolo sulla storia che Gesù fosse andato due volte in India e fosse anche morto e sepolto li, questa era una delle tante cose che desideravo approfondire.

Cosi ho fatto ricerche nelle biblioteche, acquistato libri, parlato con studiosi e religiosi e sono andato in tutti i luoghi che in qualche modo risultavano collegati a questa storia.

Qui di seguito, senza alcun ordine cronologico o di importanza elenco i vari argomenti cosi come li ho recepiti e che mi sono sembrati più interessati e che credo potrebbero essere sviluppati.


I RE MAGI:
Erano 3 saggi buddisti che, come sempre accaduto nel mondo buddista, seguendo le stelle venivano a cercare una nuova incarnazione di Budda e portavano i consueti regali, oro mirra e incenso.


GLI ESSENI:
Setta mediorientale molto importante e potente contemporanea di Gesù, erano di origine buddista, grandi conoscitori dell’uso delle erbe e vestivano di bianco.

Gesù è indicato come figlio di uno dei capi esseni, procreato a seguito di una cerimonia tantrica con Maria che però potrebbe essere rimasta vergine.

In aramaico una donna vergine era indicata nel periodo tra il contratto di matrimonio e il matrimonio vero e proprio, tra l’altro sembrerebbe che a quel tempo era consuetudine che le donne dovevano rimanere gravide solo in un certo periodo dell’anno e sembra che Maria rimase gravida nel periodo non concesso.

Gli esseni, combinarono il matrimonio tra Maria e Giuseppe e quindi Gesù è sempre stato sotto la protezione degli esseni.

Giuseppe si impegnò con gli esseni a non avere diritti su Gesù.

Gesù viene mandato in Egitto nel Sinai nel principale monastero/tempio esseno per essere salvato dalla persecuzione di Erode che faceva uccidere tutti i bambini dopo che aveva saputo dai re magi di questo molto importante bambino di due anni che loro cercavano.

Gesù con gli esseni comincia a studiare e a 12 anni colpisce per la sua la sua capacità di poter discutere nel tempio di Gerusalemme con i sacerdoti.

Sono stati trovati documenti degli esseni che parlano di Gesù.

Anche Giovanni Battista era un esseno e battezzò Gesù, che era ebreo, come esseno.

I rapporti di Gesù con la sua famiglia sono sempre stati molto secondari perché così insegnato nella cultura buddista nel non attaccamento.


PRIMO VIAGGIO IN ORIENTE DAI 13 AI 29 ANNI:
Dopo aver detto a Maria, che lo trovò nel tempio discutendo con i sacerdoti, che lui doveva seguire i compiti assegnatigli da suo padre (il padre era il capo degli esseni e non Dio) per 16 anni scompare e non si sa più niente di lui perché inviato dagli esseni a studiare buddismo in India.

In base a registrazioni trovate Gesù avrebbe soggiornato a Benares, Nalanda, Bodhgaya, Nepal, località tutte con università e centri importanti di insegnamento buddista.

Come mai al suo ritorno in Palestina viene accolto con così tanto entusiasmo se non perché la sua fama lo aveva preceduto mentre ritornava dall’oriente.

Anche di Giovanni Battista non si sa niente della sua giovinezza ed essendo anche lui esseno è andato come Gesù a studiare nel mondo buddista in oriente


CROCIFFISSIONE:
Sia il corpo di Gesù che quello di Maria sono scomparsi e nessuno è stato presente alla sua risurrezione.

Contrariamente alle usanze Gesù è rimasto sulla croce solo poche ore e non gli sono state rotte le gambe per farlo morire di soffocazione.

Gli angeli che hanno portato via il suo corpo dalla croce e poi dalla tomba erano vestiti di bianco come gli esseni.

Poco prima della sua presunta morte sulla croce ha gridato perché non voleva morire e gli esseni gli hanno dato una pozione per farlo apparire morto.

Se era morto le sue 28 ferite non avrebbero dovuto seguitare a sanguinare.

Il capitano Longimus che aveva il compito di comandare le guardie durante la crocifissione e la sepoltura è quello che ha dato il permesso di togliere in anticipo Gesù dalla croce e successivamente è diventato vescovo.

Gesù è stato tirato giù dalla croce da Giuseppe di Arimathea e Ricodemo che subito dopo lo hanno spalmato con speciali unguenti e lo hanno avvolto in un prezioso lino per mantenerlo in vita, poi lo hanno messo per poco tempo nella tomba e ambedue questi personaggi erano esseni.

In questo cruciale momento i familiari e gli apostoli sono scomparsi.

Qualche tempo dopo la crocifissione, Gesù e gli apostoli stavano mangiando e Tommaso ha voluto toccare le sue stigmate.

Paolo che era stato un suo terribile persecutore quando incontra Gesù in Damasco due anni dopo la crocifissione diventa anche lui un suo seguace.


LA BIBBIA:
Sono stati scritti 27 vangeli ma la chiesa ha cercato di distruggerli tutti salvo 4 che fanno parte della bibbia, che sono non molto attendibile perché sono stati scritti diverse generazioni dopo.

Gli originali di questi 4 vangeli non esistono ma solo successive traduzioni e gli apostoli erano quasi tutti analfabeti.

Come mai gli storici contemporanei di Gesù non hanno mai parlato di Gesù quando invece abbiamo infiniti testi di quello che accadeva in quei luoghi in quel periodo e tutte le informazioni su Gesù provengono solo dai vangeli che sono molto imprecisi soprattutto nelle date.

Le informazioni più importanti sono venute da Paolo e molti studiosi dicono che il vero fondare della cristianità è Paolo e non Gesù la parola trasmessa da Paolo è molto diversa da quella di Gesù.

Studiosi sostengono anche che in origine Paolo che era cittadino Romano è stato mandato da Roma per cercare di sviluppare una delle piccole religioni che c’erano in Palestina per contrastare l’ebraismo che dava fastidio. Poi Paolo dopo aver incontrato Gesù a Damasco è diventato un suo seguace ma ha seguitato a eseguire gli ordini di Roma.

Da Paolo nasce il peccato originale, la Trinità, e che l’umanità è stata salvata dalla morte di Gesù sulla croce.

Paolo mise Gesù su di un piedistallo cosa che Gesù non voleva.

Gesù sicuramente non voleva una chiesa potente con preti infallibili e celibi, non voleva forzare nessuno a convertirsi alla sua fede dietro la paura della eterna dannazione.

Gesù voleva solo grande integrità morale, profonda umanità e tolleranza.


GESU, BUDDA, KRISHNA:
Grandi somiglianze ci sono tra i tre, nei nomi, nella vita, nei miracoli.

Negli stati del Bengala e Orissa Krishna veniva chiamato Kristo.

Gesù è stato un perfetto Buddista e come è accaduto a Budda ha avuto 12 apostoli e un traditore.


LA TOMBA:
Nella capitale del Kashmir Shrinagar c’è una tomba che è ritenuta essere quella di Gesù.

Io sono andata e vederla, il vero sarcofago che è al piano sotto terra e non si può più visitare, sembra per intervento della chiesa di Roma, al piano terra come è consuetudine c’è una finta tomba con a terra su un lato una pietra con una incisione di due piedi con le stigmate per la crocifissione e in merito a questo c’è da ricordare che in quei luoghi la crocifissione non è mai esistita, la tomba è piazzata non nella posizione delle tombe mussulmane,(non ricordo se nord/sud o est/ovest) e all’esterno c’è un cartello che indica che quella è la tomba del profeta Jusef.

Questo personaggio è venerato come un profeta molto importante.

La cosa che più mi ha colpito è che i cittadini del Kashmir temono seriamente che gli ebrei, che sostengono che quella è la terra promessa, con i soldi degli ebrei statunitensi si riprendano quei territori.

A conferma di questo la storia che quando Mosè lascio l’Egitto con 12 tribù solo 3 arrivarono in Palestina, come noi sappiamo, mentre per le altre 9 non sappiamo più nulla perchè andarono in quel meraviglioso territorio che è il Kashmir, che è molto più fertile accogliente della Palestina.

Ho notato che il custode della tomba aveva sicuramente un volto ebraico e non mussulmano e nella città ne ho visto molti altri cosa che non ho mai trovato in altre parti dell’India.

Mi spiegarono che è costume che i discendenti si curino delle tombe dei personaggi importanti e nel caso di questa tomba i veri discendenti di quel personaggio da poche anni hanno lasciato il Kashmir a causa delle terribili persecuzioni dei mussulmani che vogliono sganciarsi dall’India e unirsi al Pakistan.

Ho tentato tenacemente di trovare qualche discendenti ma la situazione era talmente caotica che non sono riuscito a trovare niente.


TOMBE CRISTIANE NELLA ZONA DI SRINAGAR:
Oltre alla tomba di Gesù ho trovato le tombe di Maria, Maria Maddalena, di Noè, e di altre che non ricordo.


ALTRE NOTIZIE:
Tommaso, che è andato in India con Gesù, ha creato la prima comunità cristiana nello stato del Kerala, comunità che ancora oggi parla in aramaico. Ho fatto un modesto tentativo ma non son riuscito a trovare niente.

Ci sono delle storie del viaggio di Gesù e Tommaso dalla Palestina all’India e che si sono fermati nelle varie case regnanti che hanno incontrato lungo il percorso e che data la somiglianza tra loro due con la barba lunga venivano confusi l’uno con l’altro.

Che Gesù aveva un gemello Giacomo che è poi diventato l’antenato di tutte le case regnanti europee.

Che Gesù sposò Maria Maddalena e in diverse ritratti dell’ultima cena si vede una donna accanto a lui come io ho visto nel museo di Malta.



Omroopa  - ranastagi@email.it 

mercoledì 2 maggio 2012

La spiritualità laica ed il centro esistenziale - “Io ed il Padre mio siamo Uno…” (Gesù)

Immagine speculare


Nella spiritualità laica il maestro è  colui che indica la strada, colui che  dice "cerca dentro di te". 

Dentro  di noi è presente la verità, che il vero maestro incarna e manifesta, ma tale verità  non può essere trasmessa  bensì deve essere ricosciuta al nostro interno. Ed lì  che il maestro risiede. La verità non è un oggetto di conoscenza ma è la conoscenza stessa. La consapevolezza che rende possibile ogni conoscenza.. e quella consapevolezza è sia la nostra vera natura che la natura intrinseca del maestro che ce la mostra.

La stessa cosa -si può dire- avviene a livello fisico genetico.  Il figlio è la risultanza di quel che sono il padre e la madre. Possono esserci variazioni di mescolamento genetico ma la sostanza vitale, la capacità di epressione vitale, è la stessa nel figlio come nei genitori. E' la vita che assume le forme. Ciò non toglie che ogni forma incarna pienamente la capacità della vita di manifestarsi in quella sembianza. Ed in questa percezione  è giusto e corretto che il rapporto fra genitori e figli avvenga secondo una schema di continuità e di reciproca solidarietà.

Dal punto di vista fisico le radici  sono sempre nel padre  e nella madre…  che rappresentano l’unione dei fluidi spirituali di Cielo e Terra che abbiamo ereditato e che sono presenti dentro di noi. Per questa ragione  anche quando i “genitori” non sono più in mezzo a noi  non si può dire che veramente siano morti (od ascesi in cielo a seconda del credo), poiché sono presenti in noi  come  "spirito", ovvero in quanto intelligenza e coscienza.

Affermava Ramana Maharshi di non avere alcun discepolo… e questa affermazione è sicuramente corretta dal punto di vista di un vero maestro, che ha superato il senso dell’individualità separata. Infatti per il saggio non esiste null’altro che un "centro" (o Sè) di cui ognuno ed ogni cosa è la forma manifesta ed  è presente in tutto ciò che si muove nello spazio e nel tempo.  Ma dal punto di vista empirico egli accettava che una “persona” –cioè un’entità  ancora identificata con il nome forma-  si considerasse suo discepolo…. Insomma è il discepolo che fa il guru ma il guru non può fare discepoli.

La stessa cosa diceva la mia madre spirituale Anasuya Devi quando –giocando con le parole- confessava candidamente “Io non ho shisya (discepoli) … ho solo shisu (figli)” e con queste parole confermava il suo amore materno per tutto e per tutti. Ed in verità avveniva la stessa cosa anche per Ramana il quale considerava benevolmente ogni creatura come farebbe un padre verso i propri figli.

Certo, da parte di un maestro pensare di impartire la verità a degli allievi sarebbe come dire che egli crede  in una scala di valori, in una gerarchia,  frutto di un senso di separazione. Ma come avviene nel sogno, in cui pur essendo tutti i personaggi sognati lo stesso sognatore, esistono apparenti differenze di rango e posizione fra le varie “entità”,  talvolta accade che una di esse funga da insegnante all’altra (pur essendo la stessa identica cosa…).

Nel sogno accettiamo queste differenze ed anche nello stato di veglia (che è un’altra forma di sogno ad occhi aperti) possiamo accettare di svolgere una mansione, come accetteremmo di fare un lavoro piuttosto di un altro, fra pari grado. A questo proposito mi viene in mente una storiella raccontata dal mio padre spirituale, Swami Muktananda. In un club di ricchi potevano essere accettati solo i ricchi, e gli stessi aderenti svolgevano perciò i vari servizi interni, chi come direttore, chi come cameriere o scopino, chi come portinaio o addetto alla segreteria.  Tutti erano parimenti milionari e non si vergognavano di fare ognuno la sua parte per il mantenimento del club. Questo stato di cose  potrebbe rappresentarsi  anche nella nostra società, se fosse realmente illuminata, in cui l’accettazione delle differenze verrebbe vista come un gioco delle parti e null’altro.

La nostra vita non è separata dalla Vita. La nostra esistenza individuale è parte dell’Esistenza totale, inscindibilmente connesse, inseparabili.

C’è nell’induismo una bellissima immagine che raffigura il Creatore, Brahma, attaccato con un cordone ombelicale a Vishnu. Vishnu in questo caso raffigura l’Uno da cui tutto procede. Ed anche noi siamo collegati all’ombelico del cosmo, poiché siamo un’espressione vitale dell’interezza della vita, dipendenti dalla Sorgente.

In una forma di meditazione zen ci si concentra sull’ombelico, hara in giapponese, che viene considerato il punto d’incontro dell’energia vitale, ki. Nel Tantra quel punto corrisponde al chakra in cui brucia il fuoco eterno, Manipura (plesso solare). Secondo altre scuole la base di collegamento con l’infinito, di cui siamo la manifestazione, è indicato in altre aree o chakra: nella base della colonna spinale, nel cuore, nella ghiandola pineale o sulla sommità della testa (la fontanella).

Poco importa la sua ipotetica “ubicazione” –che è solo una convenienza descrittiva in quanto come può essere “ubicato” quello che tutto contiene?- ciò che conta è che sicuramente per ognuno di noi esiste un “centro”, una radice che nutre il nostro essere.

Possiamo non esserne consapevoli ma esso  "è" e si esprime in forma di Coscienza.


Vivere lontano dal proprio “centro”, che è il ponte che unisce la nostra esistenza individuale con quella Universale, corrisponde al sentirsi separati, “gettati su questo mondo” –usando le parole di Sartre. Ovvero ritenersi estranei e privi di radici con l’esistenza. Da ciò deriva una condizione di perenne inquietudine, che cerchiamo di soddisfare con i desideri e le scelte, ma il risultato é solo frustrazione, paura, incertezza e lotta… ed è una lotta che conosce solo sconfitta! Infatti come ci si può ribellare od alienare dalla vita quando noi stessi siamo una sua emanazione?

Perciò, nella spiritualità laica, la realizzazione, l’integrità, la “santità” (se preferite questo termine) consiste nel "risiedere" in noi stessi. Nel lasciarsi andare in profondità sino alle radici dell’Io.

Paolo D'Arpini


Paolo D'Arpini mentre canta un inno al Guru nella casa di Treia

lunedì 26 dicembre 2011

Spilamberto (Mo): "Canti sotto il manto di stelle del Cielo interiore"

Shiva, il Grande Dio 

Ante Scriptum: "Io e Paolo stiamo trascorrendo insieme il periodo delle festività natalizie (ma per noi laiche, ed infatti io sto lavorando normalmente) e tra gli altri appuntamenti ci piace riservare una serata ad un incontro con amici-amiche per condividere la ricerca di armonizzazione con la melodia interiore e con le note di un Amore ... spirituale..." (Caterina Regazzi e Paolo D'Arpini)

"Whatever sins I have done with my hands, feet, voice, body, actions, ears, eyes or mind, whether proibited by the scriptures or not, please forgive all of them. Hail! Hail! O ocean of compassion! O great God! O benevolent Lord!" (Shiva Manasa Puja)

La musica é la stessa e ci troveremo  Mara, Tina, Caterina e Paolo e chi  vorrà esserci.

Canteremo tra gli altri, un inno dedicato alla grande anima, Shiva, lo
Shiva Manasa Puja (adorazione mentale di Shiva), un inno composto secoli e secoli fa da un demone arrogante, Ravana, il quale aveva sfidato la potenza del signore degli dei, Shiva, appunto, e cercando di ribaltare il monte Kailash, dimora del Dio, restò con le mani schiacciate sotto al monte, nel momento in cui Shiva , con l'alluce, spingeva verso il basso il monte stesso. Ravana, immobilizzato e pentito, compose questo inno in cui mentalmente
adorava Shiva con vari oggetti di culto.


Si dice che il grande Dio così propiziato perdonasse il demone e
stabilisse che chiunque avesse cantato questo inno venisse perdonato di tutti i suoi peccati. Alcuni saggi riferiscono che questi fatto avvenne verso la fine di dicembre, nello stesso periodo in cui si dice che Gesù avesse qualche giorno di vita.

Serata di canti sotto il manto di stelle del Cielo interiore:

Appuntamento mercoledì 28 dicembre alle 20 e 30 a casa di Caterina, canti. Seguirà un brindisi e prasad.

Info. 333.6023090 - circolo.vegetariano@libero.it