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venerdì 8 giugno 2012

Gesù, l'esseno, in India - Testimonianze raccolte da Omroopa, un viaggiatore dello spirito




Alla fine degli anni 80 ho deciso di cambiar vita eliminando tutti i legami, cosi detti affettivi e di lavoro e con un camper 4X4 specialmente costruito, recarmi da solo (per i primi 7 anni) dove la mia ricerca interiore mi avrebbe portato.

Il viaggio è durato 17 anni dei quali 2 passati in tutto il territorio indiano e i rimanenti 15 nei vari continenti.

In precedenza avevo letto un piccolissimo articolo sulla storia che Gesù fosse andato due volte in India e fosse anche morto e sepolto li, questa era una delle tante cose che desideravo approfondire.

Cosi ho fatto ricerche nelle biblioteche, acquistato libri, parlato con studiosi e religiosi e sono andato in tutti i luoghi che in qualche modo risultavano collegati a questa storia.

Qui di seguito, senza alcun ordine cronologico o di importanza elenco i vari argomenti cosi come li ho recepiti e che mi sono sembrati più interessati e che credo potrebbero essere sviluppati.


I RE MAGI:
Erano 3 saggi buddisti che, come sempre accaduto nel mondo buddista, seguendo le stelle venivano a cercare una nuova incarnazione di Budda e portavano i consueti regali, oro mirra e incenso.


GLI ESSENI:
Setta mediorientale molto importante e potente contemporanea di Gesù, erano di origine buddista, grandi conoscitori dell’uso delle erbe e vestivano di bianco.

Gesù è indicato come figlio di uno dei capi esseni, procreato a seguito di una cerimonia tantrica con Maria che però potrebbe essere rimasta vergine.

In aramaico una donna vergine era indicata nel periodo tra il contratto di matrimonio e il matrimonio vero e proprio, tra l’altro sembrerebbe che a quel tempo era consuetudine che le donne dovevano rimanere gravide solo in un certo periodo dell’anno e sembra che Maria rimase gravida nel periodo non concesso.

Gli esseni, combinarono il matrimonio tra Maria e Giuseppe e quindi Gesù è sempre stato sotto la protezione degli esseni.

Giuseppe si impegnò con gli esseni a non avere diritti su Gesù.

Gesù viene mandato in Egitto nel Sinai nel principale monastero/tempio esseno per essere salvato dalla persecuzione di Erode che faceva uccidere tutti i bambini dopo che aveva saputo dai re magi di questo molto importante bambino di due anni che loro cercavano.

Gesù con gli esseni comincia a studiare e a 12 anni colpisce per la sua la sua capacità di poter discutere nel tempio di Gerusalemme con i sacerdoti.

Sono stati trovati documenti degli esseni che parlano di Gesù.

Anche Giovanni Battista era un esseno e battezzò Gesù, che era ebreo, come esseno.

I rapporti di Gesù con la sua famiglia sono sempre stati molto secondari perché così insegnato nella cultura buddista nel non attaccamento.


PRIMO VIAGGIO IN ORIENTE DAI 13 AI 29 ANNI:
Dopo aver detto a Maria, che lo trovò nel tempio discutendo con i sacerdoti, che lui doveva seguire i compiti assegnatigli da suo padre (il padre era il capo degli esseni e non Dio) per 16 anni scompare e non si sa più niente di lui perché inviato dagli esseni a studiare buddismo in India.

In base a registrazioni trovate Gesù avrebbe soggiornato a Benares, Nalanda, Bodhgaya, Nepal, località tutte con università e centri importanti di insegnamento buddista.

Come mai al suo ritorno in Palestina viene accolto con così tanto entusiasmo se non perché la sua fama lo aveva preceduto mentre ritornava dall’oriente.

Anche di Giovanni Battista non si sa niente della sua giovinezza ed essendo anche lui esseno è andato come Gesù a studiare nel mondo buddista in oriente


CROCIFFISSIONE:
Sia il corpo di Gesù che quello di Maria sono scomparsi e nessuno è stato presente alla sua risurrezione.

Contrariamente alle usanze Gesù è rimasto sulla croce solo poche ore e non gli sono state rotte le gambe per farlo morire di soffocazione.

Gli angeli che hanno portato via il suo corpo dalla croce e poi dalla tomba erano vestiti di bianco come gli esseni.

Poco prima della sua presunta morte sulla croce ha gridato perché non voleva morire e gli esseni gli hanno dato una pozione per farlo apparire morto.

Se era morto le sue 28 ferite non avrebbero dovuto seguitare a sanguinare.

Il capitano Longimus che aveva il compito di comandare le guardie durante la crocifissione e la sepoltura è quello che ha dato il permesso di togliere in anticipo Gesù dalla croce e successivamente è diventato vescovo.

Gesù è stato tirato giù dalla croce da Giuseppe di Arimathea e Ricodemo che subito dopo lo hanno spalmato con speciali unguenti e lo hanno avvolto in un prezioso lino per mantenerlo in vita, poi lo hanno messo per poco tempo nella tomba e ambedue questi personaggi erano esseni.

In questo cruciale momento i familiari e gli apostoli sono scomparsi.

Qualche tempo dopo la crocifissione, Gesù e gli apostoli stavano mangiando e Tommaso ha voluto toccare le sue stigmate.

Paolo che era stato un suo terribile persecutore quando incontra Gesù in Damasco due anni dopo la crocifissione diventa anche lui un suo seguace.


LA BIBBIA:
Sono stati scritti 27 vangeli ma la chiesa ha cercato di distruggerli tutti salvo 4 che fanno parte della bibbia, che sono non molto attendibile perché sono stati scritti diverse generazioni dopo.

Gli originali di questi 4 vangeli non esistono ma solo successive traduzioni e gli apostoli erano quasi tutti analfabeti.

Come mai gli storici contemporanei di Gesù non hanno mai parlato di Gesù quando invece abbiamo infiniti testi di quello che accadeva in quei luoghi in quel periodo e tutte le informazioni su Gesù provengono solo dai vangeli che sono molto imprecisi soprattutto nelle date.

Le informazioni più importanti sono venute da Paolo e molti studiosi dicono che il vero fondare della cristianità è Paolo e non Gesù la parola trasmessa da Paolo è molto diversa da quella di Gesù.

Studiosi sostengono anche che in origine Paolo che era cittadino Romano è stato mandato da Roma per cercare di sviluppare una delle piccole religioni che c’erano in Palestina per contrastare l’ebraismo che dava fastidio. Poi Paolo dopo aver incontrato Gesù a Damasco è diventato un suo seguace ma ha seguitato a eseguire gli ordini di Roma.

Da Paolo nasce il peccato originale, la Trinità, e che l’umanità è stata salvata dalla morte di Gesù sulla croce.

Paolo mise Gesù su di un piedistallo cosa che Gesù non voleva.

Gesù sicuramente non voleva una chiesa potente con preti infallibili e celibi, non voleva forzare nessuno a convertirsi alla sua fede dietro la paura della eterna dannazione.

Gesù voleva solo grande integrità morale, profonda umanità e tolleranza.


GESU, BUDDA, KRISHNA:
Grandi somiglianze ci sono tra i tre, nei nomi, nella vita, nei miracoli.

Negli stati del Bengala e Orissa Krishna veniva chiamato Kristo.

Gesù è stato un perfetto Buddista e come è accaduto a Budda ha avuto 12 apostoli e un traditore.


LA TOMBA:
Nella capitale del Kashmir Shrinagar c’è una tomba che è ritenuta essere quella di Gesù.

Io sono andata e vederla, il vero sarcofago che è al piano sotto terra e non si può più visitare, sembra per intervento della chiesa di Roma, al piano terra come è consuetudine c’è una finta tomba con a terra su un lato una pietra con una incisione di due piedi con le stigmate per la crocifissione e in merito a questo c’è da ricordare che in quei luoghi la crocifissione non è mai esistita, la tomba è piazzata non nella posizione delle tombe mussulmane,(non ricordo se nord/sud o est/ovest) e all’esterno c’è un cartello che indica che quella è la tomba del profeta Jusef.

Questo personaggio è venerato come un profeta molto importante.

La cosa che più mi ha colpito è che i cittadini del Kashmir temono seriamente che gli ebrei, che sostengono che quella è la terra promessa, con i soldi degli ebrei statunitensi si riprendano quei territori.

A conferma di questo la storia che quando Mosè lascio l’Egitto con 12 tribù solo 3 arrivarono in Palestina, come noi sappiamo, mentre per le altre 9 non sappiamo più nulla perchè andarono in quel meraviglioso territorio che è il Kashmir, che è molto più fertile accogliente della Palestina.

Ho notato che il custode della tomba aveva sicuramente un volto ebraico e non mussulmano e nella città ne ho visto molti altri cosa che non ho mai trovato in altre parti dell’India.

Mi spiegarono che è costume che i discendenti si curino delle tombe dei personaggi importanti e nel caso di questa tomba i veri discendenti di quel personaggio da poche anni hanno lasciato il Kashmir a causa delle terribili persecuzioni dei mussulmani che vogliono sganciarsi dall’India e unirsi al Pakistan.

Ho tentato tenacemente di trovare qualche discendenti ma la situazione era talmente caotica che non sono riuscito a trovare niente.


TOMBE CRISTIANE NELLA ZONA DI SRINAGAR:
Oltre alla tomba di Gesù ho trovato le tombe di Maria, Maria Maddalena, di Noè, e di altre che non ricordo.


ALTRE NOTIZIE:
Tommaso, che è andato in India con Gesù, ha creato la prima comunità cristiana nello stato del Kerala, comunità che ancora oggi parla in aramaico. Ho fatto un modesto tentativo ma non son riuscito a trovare niente.

Ci sono delle storie del viaggio di Gesù e Tommaso dalla Palestina all’India e che si sono fermati nelle varie case regnanti che hanno incontrato lungo il percorso e che data la somiglianza tra loro due con la barba lunga venivano confusi l’uno con l’altro.

Che Gesù aveva un gemello Giacomo che è poi diventato l’antenato di tutte le case regnanti europee.

Che Gesù sposò Maria Maddalena e in diverse ritratti dell’ultima cena si vede una donna accanto a lui come io ho visto nel museo di Malta.



Omroopa  - ranastagi@email.it 

venerdì 28 ottobre 2011

Psicostoria, le tredici lune, il mistero dell’archetipo mancante e la spiritualità laica

Il Fiore dell'Anima - Dipinto di Franco Farina  


Il mio primo maestro in psicostoria è stato Isaac Asimov, un docente universitario nonché scrittore. Proprio dai suoi libri appresi che la storia non può stare nei libri.. La storia -quella vera- è presente nella psiche collettiva e nella materia coinvolta negli eventi. Ciò che viene definita “storia” è al meglio una cronaca aggiustata in funzione di soddisfare le esigenze dei potenti coinvolti negli eventi descritti.. oppure rispecchia le posizioni ideologiche dei narratori, che debbono in ogni caso far sempre i conti con il potere in carica.. Lo vediamo anche nelle cronache attuali, quelle dei giornali, radio e tv, in cui la narrazione dei fatti è sempre aggiustata al fine di soddisfare un “potere” od un “idea”…

Isaac Asimov, come si intuisce dal nome, fu un ebreo americano di origine russa, la sua passione segreta fu quella di immaginare incredibili eventi intergalattici, mai avvenuti ma che avrebbero potuto avvenire.. Insomma faceva il professore e scriveva libri scientifici.. ma dai più era conosciuto per i suoi romanzi di fantascienza.. Ed è su uno di quei romanzi che conobbi il concetto di psicostoria… Ma ovviamente quel concetto era appena abbozzato in modo da lasciare al lettore, come me, spazio per ipotizzare risvolti e significati occulti.

Beh, a questo punto non so più se nella mia mente stia seguendo le ipotesi di Asimov oppure sia subentrato una nuova ispirazione che mi consente oggi di parlare così liberamente e compiutamente di questa materia. Intanto cominciamo a stabilire cosa significhi (per me) psicostoria.

Secondo la teoria di un altro grande scienziato (anche lui di origine ebrea), Albert Einstein Una forma che si manifesta nella spazio è semplice durata nel tempo. Come dire che la proiezione energetica della forma è individuabile soltanto in rapporto con la sua prosecutio temporale. Da qui l’idea che ogni cosa ed ogni accadimento sono semplici proiezioni spazio temporali, e pertanto “immaginarie”, ovvero percepibili attraverso la coscienza, che è invero un continuum inscindibile… Solo una coscienza riflessa, quella della mente, è in grado di fermare i fotogrammi nel caotico flusso energetico spaziotemporale rendendo le forme, i fatti, insomma ciò che compone lo svolgimento dell’agire, non solo visibili ma anche consequenziali e sperimentabili sensorialmente.

Nella descrizione degli eventi, definita storia, prevale l’impressione dell’osservatore (come sopra evidenziato), questa è la caratteristica della mente individuale che, percependo attraverso la rete di sue predisposizioni, interpreta ed aggiusta i significati delle azioni vissute o riportate.

A questo punto per conoscere la “verità” occorre rivolgersi alla psicostoria, ovvero alla capacità di lettura della memorizzazione automatica, empirica, della registrazione contabile non percettibile, presente nell’insieme degli eventi. Per cui se vogliamo conoscere la storia, quella vera, è necessario introdursi nel magazzino akashico della funzione mnemonica vitale, che è presente in chiave olografica in ognuno di noi.

Bisogna pescare nell’inconscio, bisogna percepire quello che è presente nella mente universale in forma di traccia mnemonica psico-fisica. Bisogna comprendere gli eventi narrati non solo dal punto di vista del narratore ma di quello dei vari personaggi descritti. Bisogna sprofondare nel mondo archetipale e sapersi riconoscere in ognuno dei “modelli” evocati. Bisogna lasciar andare la ragione e l’analisi per soffermarsi sulla memoria collettiva dalla quale possono così emergere messaggi e intuizioni diverse dalle conclusioni descritte nella storia ufficiale.

Isaac Asimov si prefiggeva di arrivare a ciò attraverso l’analisi memorica residua impressa negli oggetti coinvolti negli eventi.. Ad esempio se volessimo stabilire la verità sui fatti che hanno accompagnato la morte di Gheddafi, pur in assenza del suo cadavere, che ovviamente potrebbe essere il miglior trasmettitore, potremmo utilizzare un qualsiasi oggetto da lui posseduto ed usato in quei momenti fatidici.. la sua pistola d’oro? I suoi stivali? Ma io personalmente non supporto questa visione “fisicista” preferendo quella “psichica” della rielaborazione all’interno della mente, con richiami specifici all’evento, attraverso una specie di trance meditativa, un po’ quel che avviene ai medium durante le sedute spiritiche.

Con questo metodo possono aversi risultati “stravolgenti” rispetto a quelle che sono le opinioni sulle cause degli eventi storici, ad esempio nell’analisi che stabilisce i motivi della caduta dell’impero romano di solito si evidenziano sia la decadenza dei costumi, sia la calata dei barbari ma non si tiene mai conto delle conseguenze dell’affermazione cristiana, che fu veramente un fatto disgregante e distruttivo della romanità, trasformandola da civiltà politica laica in mera fondazione religiosa.

E qui mi sembra utile fare una piccola disgressione. Dopo la scoperta dei rotoli di Qumran è risultato evidente che gli insegnamenti e le cronache in essi contenuti anticipavano di fatto tutti gli insegnamenti cristiani. Solo che quei rotoli erano di molto antecedenti all’ipotetica nascita di Cristo.  Dopo la distruzione di Gerusalemme ad opera di Tito si intensificò la diaspora ebraica (che era già iniziata da tempo immemorabile essendo gli ebrei già presenti in moltissimi luoghi nel mondo). Fra i vari gruppi o sette ebraiche quella degli Esseni era la più spiritualmente qualificata e la meno radicata alle tradizioni rabbiniche.

Gli Esseni perseguivano una filosofia “umanitaria” in cui si prefigurava già un’ideologia “universale” poi continuata dalla chiesa cristiana. Inoltre gli Esseni avevano capito una cosa.. che nella immaginazione scritturale ebraica si continuava a prospettare l’arrivo di un messia, salvatore d’Israele. Ma di messia -o autodefinitisi tali- ne erano passati a decine nei secoli ed il risultato era sempre stato deludente. Per questo gli Esseni decisero -pragmaticamente- che non valeva più la pena di proiettare la venuta del messia in un futuro lontano (cosa che per tutti gli altri ebrei era motivo di speranza e di forza per continuare a mantenere la “fede”) e intuirono anche che non poteva trionfare presso le popolazioni umane una religione che fosse trasmissibile solo per via ereditaria diretta (geneticamente). Decisero perciò due cose che cambiarono radicalmente la loro struttura, allargandola sempre più, e rendendo inoltre la loro “religione” più alla portata di tutti. In primis stabilirono che il messia non doveva venire in futuro ma era già venuto in passato e “descrissero” (come fatto storico) un personaggio (che dal punto di vista delle cronache ufficiali romane non è mai esistito) mettendogli in bocca quegli insegnamenti che facevano parte della loro tradizione (quella dei famosi rotoli del Mar Morto di cui sopra) e soprattutto stabilirono che si potesse aderire alla loro “religione” non solo per censo ma anche per conversione…. Quella fu la causa della frattura definitiva tra la setta essena e l’ebraismo tradizionale e da quella frattura nacque il cristianesimo (che assunse una sua identità specifica a partire dal III secolo d.c o meglio dall’anno 1.000 di Roma).

Questo percorso esemplificativo, che qui vi ho narrato, è il risultato di una “lettura” psicostorica. Ed ora andiamo avanti, anzi scendiamo ancora più indietro nel tempo e nella storia.

Ricordate Matusalemme? Ma senza soffermarci su di lui ricorderete tutte le storie di tutte le tradizioni in cui si narra come nell’antichità mitologica gli uomini vivessero per centinaia di anni. Beh, nella remotissima antichità il computo del tempo non veniva fatto in “anni”, essendo quello il risultato di una valutazione e comprensione successiva, il tempo scorreva e veniva calcolato sulla base di fatti visibilmente più efficaci. Si calcolava in lune. Tutti i calendari dell’antichità erano calendari lunari. L’età delle persone si stabiliva sul numero delle lune.  Persino in tempi relativamente recenti, quando gli inglesi invasero il nord America, gli aborigeni calcolavano la loro età in lune. E quante sono le lune in una vita? Possono ovviamente essere centinaia -se non migliaia- considerando che le lune nuove in un anno sono 13 ecco che una vita media (nel lontano passato) di circa 30 o 40 anni diventava una vita di 400 lune ed oltre. Se ad un uomo capitava di vivere per 80 anni, ecco che la sua esistenza enumerava un migliaio di lune… il che da un senso diverso alla durata della vita di patriarchi vari e compagnia… (infatti dal punto di vista genetico sappiamo che la durata della vita nell’uomo non è mai giunta a coprire le centinaia o migliaia di anni come affermato nelle storie mitologiche.

Ma proseguiamo con le 13 lune.. che tra l’altro erano collegate ai periodi fecondi delle donne e quindi il calcolo in lune era un ottimo sistema per descrivere gli eventi della vita, ed infatti per migliaia d’anni il valore dell’esistenza era basato sulla capacità femminile di procreare, sulla importanza della donna in quanto matrice ed espressione della Madre Terra. E la luna, si sa, è un simbolo femminile per antonomasia, legata all’istinto, all’intuito, alla magia, etc. Poi successivamente subentrò un rovesciamento di valori, senza voler qui esaminarne le cause, diciamo che prese il sopravvento una cultura patriarcale, o solare. Da quel momento in poi il tempo doveva essere calcolato in quadratura razionale, attraverso la comprensione del movimento dell’astro solare. Nacquero così i dodici mesi, come frammenti di un anno, e da quel momento in poi gli anni “solari” furono il metro di misura di tutto ciò che avviene sulla terra. Per cui la vita (misurata in anni) sembrò accorciarsi. Altro risvolto è che per stare nelle 4 stagioni i mesi dovevano essere pari e non dispari.

Gli archetipi primordiali, che originariamente erano 13 come le lune, in un percorso concluso fra una primavera e la successiva (nel calcolo lunare antico l’anno iniziava a marzo), ecco che ci si dovette adattare al nuovo computo, e la civiltà umana rinunciò ad un modello, ad una divinità simbolica. I segni zodiacali nell’astrologia solare infatti sono 12, e tutti collegati al modo di agire nel mondo, mentre è venuto a mancare l’elemento di congiunzione spirituale.

Eliminato il tredicesimo archetipo la stessa cosa avvenne con la scomparsa del quinto elemento (originariamente gli elementi sono cinque: etere, aria, fuoco, acqua e terra), quello più sottile, l’etere, che rappresenta anch’esso lo spirito. Insomma l’aggiustamento al metro solare e patriarcale escluse sia un archetipo che un elemento dall’esistente. L’elemento mancante sappiamo che è l’etere (però nell’antichissima tradizione indiana esso ancora sussiste) ma qual’è l’archetipo mancante, il 13°…?

Qui introduco un discorso psicostorico che mi è stato ispirato dallo studio accurato fatto da un altro ebreo di origine russa, Alejandro Jodorowsky, sugli archetipi incarnati dagli Arcani dei Tarocchi. Alcune parole sui Tarocchi non guasteranno.

Dice Covelluzzo da Viterbo: “Anno 1379; fu recato in Viterbo il gioco delle carte che viene da Seracenia e chiamasi naibi…” Questa è la prima certificazione storica dell’avvento dei Tarocchi in Italia, “nabi o navi” nelle lingue semitiche significa “profeta o indovino” ma sicuramente anche questo sistema divinatorio remotissimo proviene dalla Valle dell’Indo. I Tarocchi completi sono composti da 21 Arcani maggiori + lo 0 (matto) e da 52 carte (arcani minori) suddivise in quattro semi.

Ma in questo momento quello che mi interessa evidenziare è l’aspetto dell’Arcano XIII. Questo Arcano non ha nome, la tradizione compie l’errore di attribuirgli in modo arbitrario quello di “Morte”, forse semplicemente perché l’immagine ritratta è quella di uno scheletro che avanzando impugna una falce.

Solitamente la morte viene descritta in queste sembianze.. ma se andiamo ad analizzare più attentamente scopriamo che -in primis- l’Arcano XIII non ha scritto -come tutti gli altri Arcani – il nome sulla carta, si tratta di un Arcano senza nome. Poi se osserviamo la figura ritratta scopriamo che sulla spina dorsale vi sono evidenziati i punti corrispondenti ad alcuni importanti Chakra, soprattutto quello alla base del coccige, sede tradizionale del Muladhara (Supporto Radice in sanscrito, ed infatti gli viene attribuita la valenza Terra). Il Muladhara, sede della Madre Universale Kundalini, rappresenta la forza creatrice (in chiave femminile) immaginata come l’infinita capacità generante in forma di un serpente arrotolato su se stesso. Quando si risveglia questa energia ecco che il percorso spirituale ha inizio. La verità e l’esperienza diretta dell’unitarietà della materia e dello spirito si fanno strada nella coscienza dell’iniziato. Ancora osservando altri particolari di questa carta scopriamo che vi sono due teste mozzate sul terreno, una femminile e l’altra maschile, contornate da vari organi di locomozione ed azione (mani e piedi) anch’essi recisi. Lo spettro, come dicevamo sopra, avanza lungo un percorso e sembra si faccia strada eliminando i concetti di maschile e femminile e gli organi con cui l’uomo compie le azioni nel mondo, ovvero il senso dell’agire e del considerarsi l’autore degli eventi vissuti. Questa identificazione nella dualità è chiaramente l’ego (io individuale).. e lo spettro, o Spirito, eliminando l’illusione separativa conduce l’anima verso la liberazione.

Ed ora vediamo come questo Arcano XIII sia in buona sostanza, l’immagine segretamente trasmutata e conservata del 13° archetipo lunare scomparso… Si tratta dell’archetipo che riporta il tutto al Tutto, a ciò che è sempre stato. Riconduce lo spirito, illuso dalle forme e dalla separazione temporale e spaziale, allo Spirito onnicomprensivo ed eterno…

Insomma l’archetipo “mancante” è quello cancellato dalle religioni teiste patriarcali che hanno trasformato la conoscenza dell’Assoluto non duale, in conoscenza del bene e del male, in forma di un serpente tentatore che allontana l’uomo da Dio… Mentre è esattamente il contrario.. ovvero è l’esclusione della coscienza spirituale spontanea e naturale dell’uomo (e l’immissione nella cultura e nella psiche umana di concetti religiosi basati sulla “descrizione” storica di una creazione lineare compiuta da un Dio separato dalla sua stessa creazione e dalle sue creature) che contribuisce alla alienazione dell’io individuale dal Tutto.

Insomma il XIII archetipo mancante è la Spiritualità Laica….

Paolo D’Arpini


Frammenti d'Infinito - Dipinto di Franco Farina

mercoledì 24 agosto 2011

La leggenda di Eva, rivisitata alla luce dell'ecologia profonda e della spiritualità laica


Insistere troppo su valori "teisti"  non aiuta la mente umana al  superamento del pensiero patriarcale. Dobbiamo -secondo me- abbandonare la speculazione religiosa e ritornare ad una spiritualità priva di dogmi e non specificatamente  legata al genere (qui ricordo che il sacerdozio nelle religioni monoteiste è precluso alle donne).  


Per carità, va anche bene fare un'analisi storica sulla formazione del cristianesimo e di come  questa religione "semita" abbia attinto al paganesimo pre-esistente. Tra l'altro  la rivalutazione del paganesimo è una delle caratteristiche portanti non solo nel filone New Age ma anche in ricerche storiche serie,  come ad esempio quella di  Daniel Danielou sul mito di Dioniso-Shiva.



Ma dovremmo andare anche più in là riscoprendo i culti più antichi e vicini alle nostre radici, ovvero l'adorazione della Grande Madre o Energia Primordiale  (Shakti). 


Spesso, qui al Circolo vegetariano VV.TT.,  durante le feste da noi organizzate, soprattutto quelle in concomitanza con i solstizi e gli equinozi o per la luna piena e nuova, mettiamo in evidenza gli aspetti sincretici fra cristianesimo e   “neo-paganesimo”, facendoli coincidere con   il nostro spirito laico e simpatetico con la Spiritualità della Natura.


Ad esempio, è avvenuto che durante alcune cerimonie,  già da noi predisposte, si aggiungessero  riti diversi  con offerte alle divinità e fate dei bosci o dei corsi d'acqua, il tutto magari collegandoloo a credenze o leggende cristiane... (tanto per fare un esempio ricordo la Vigilia di San Giovanni, con il battesino dell'acqua e del fuoco, etc.).  Io  lascio fare perché in fondo il riconoscere  il Genius Loci e la sacralità della natura in tutte le sue forme è uno degli aspetti della spiritualità laica e dell’ecologia profonda, che ci contraddistingue.  


In effetti la spiritualità della natura  è un aspetto riconosciuto anche nella fede cristiana antica, soprattutto nel misticismo (sia in quello primitivo che in quello francescano)  in cui prevale  la consuetudine di ritirarsi in grotte, boschi e deserti in stretta comunione con gli elementi naturali e con il mondo animale.  


Aspetti pagani erano presenti persino nella religione ebraica, sia pur condannati, come ad esempio l’adorazione della vacca sacra durante la traversata del Sinai, oppure riconosciuti e facenti parte della tradizione  come avvenne presso la setta degli Esseni che vivevano in strettissima simbiosi con la natura e con  i suoi aspetti magici, avendo essi sviluppato anche la capacità di trarre il loro nutrimento dal deserto, un grande miracolo questo considerando  che erano persino vegetariani….


Il rispetto e l’adorazione  della natura, definito dalla chiesa cattolica (un po’ dispregiativamente) “panteismo” è uno degli stimoli da sempre presenti nell’uomo,   tra l’altro questo sentimento panteista è  alla base dell’exursus evolutivo della specie.  


Ciò  mi fa  ricordare  una storiella,  che amo spesso raccontare,   sull’origine della specie umana. Ormai è certo che ci fu una “prima donna”, un’Eva primordiale. L’analisi   del patrimonio genetico femminile presente nelle ossa lo dimostra inequivocabilmente…
Mi sono così immaginato una donna, la prima donna, che avendo raggiunto l’auto-consapevolezza (la caratteristica più evidente dell’intelligenza) ed avendo a disposizione solo “scimmie” (tali erano i maschi a quel tempo)  dovette compiere una opera di selezione certosina per decidere con chi accoppiarsi in modo da poter avere le migliori chance di trasmissione genetica di quell’aspetto evolutivo. E così avvenne conseguentemente  nelle generazioni successive ed è in questo modo che pian piano dalla cernita nell’accoppiamento sono   divenute rilevanti qualità come: la sensibilità verso l’habitat, l’empatia,  la pazienza,  la capacità di adattamento e di gentilezza del maschio verso la prole e la comunità, etc. etc.  Pregi che hanno  portato la specie  verso una condizione “intelligente” che riconosciamo (o riconosceremmo se nel frattempo non fosse subentrata una spinta maschilista involutiva).


Purtroppo in questo momento storico, in seguito all’astrazione dal contesto vitale e alla manifestazione della religiosità in senso  metafisico (proiettata ad un aldilà ed ad uno spirito separato dalla materia),  molto di quel rispetto (e considerazione) verso la natura e l’ambiente e la comunità è andato scemando,  sino al punto che si predilige la virtualizzazione invece della sacralità vissuta nel quotidiano. Ed in questo buona parte della responsabilità è da addebitarsi al radicamento dei credo monoteisti (Ebraismo, Cristianesimo ed Islam).


Ma quello che era stato scacciato dalla porta spesso rientra dalla finestra, infatti la psicologia sta riscoprendo i miti, le leggende e le divinità della natura descrivendole in forma di “archetipi”.


All’inizio della  civilizzazione umana, nel periodo paleolitico e neolitico matristico, la sacralità era incarnata massimamente in chiave femminea, poi con il riconoscimento della funzione maschile nella procreazione tale sacralità assunse forme miste  maschili e femminili, successivamente con i monoteismi patriarcali fu il maschile che divenne preponderante.


Ora è tempo di riportare queste energie al loro giusto posto e su un totale piano paritario. Anche se già in una antica civiltà, quella Vedica,  questa parità era stata indicata, come nel caso della denominazione (maschile) “Surya” che sta ad indicare l’identità del sole in quanto ente divino, che  viene completato dall’aspetto femminile “Savitri”  che è la capacità irradiativa dell’energia solare.


E noi sappiamo che fra il fuoco e la  sua capacità di ardere  non vi è alcuna differenza....  



Paolo D’Arpini  

Circolo vegetariano VV.TT.
Via Sacchette, 15/a - Treia (Macerata)





“La nostra anima nel profondo non ha mai smesso di dirsi pagana; basta solo ascoltarla con attenzione per capirlo. Il nuovo paganesimo non è affatto un concetto stravagante o qualcosa di intellettuale costruito a tavolino; è semplicemente un atto di auto-consapevolezza: una presa di coscienza della nostra natura e di ciò che è estraneo  ad essa”. (Alfonso Piscitelli)





Canto pagano di chi viaggia verso il Sé.  
Ascoltatemi spiriti del Vento, essenze immortali  che abitate nelle pieghe nascoste  dell’aria, delle rocce, delle acque. Oso invocarvi e presentarmi dinanzi a voi per compiere il mio passaggio a cui mi preparo  nel cielo di una notte d’estate, investito dal caldo mormorio dei grilli, inumidito dalla rugiada che bagna il muschio, stremato nel desiderio di correre verso un destino che mi avvolgerà come un non visto mantello…..  da vincitore o da vinto io non so. Vorrò però essere ricordato come un uomo che ha provato a parlare con voi e da ciò apprendere la poca o molta saggezza che si può richiedere  a un sorso d’acqua gelida,  al fuoco notturno degli amici, al pianto solitario di un bimbo che accende la pianura di suoni che non le appartengono, ma che grata accetta, come il passo silenzioso del viandante che la rende sacra con l’amore del suo andare.   (Simone Sutra)