mercoledì 6 marzo 2013

Ricchi e poveri... e come ho conosciuto Nunzia Penelope

Nunzia Penelope

La  sera del 12 marzo 2013 sono andata  a Vignola alla presentazione del libro che si chiama "Ricchi e poveri" di Nunzia Penelope.

Quando si dice "i casi della vita" e "il mondo è piccolo"...
Beh, quando ho ricevuto l'invito ad andare da parte di Marinella e Pierre di Pavullo, ho pensato subito di aderire più che altro per incontrare loro, ma non avevo mai neanche sentito nominare Nunzia Penelope, anche se guardando su Internet - immagini, mi è parso un volto conosciuto, Ho pensato di averla vista qualche volta da Santoro, inoltre l'argomento è attuale e molto interessante.


Comunque, in risposta alle mail di Marinella ho chiesto loro qualche informazione. Dopo alcuni giorni Pierre mi ha scritto così:  "Cara Caterina,Tu non sapevi chi fosse Nunzia Penelope, ma in compenso lei dedica una pagina del suo libro (la 26 del formato elettronico che posseggo io) a Paolo,
e indirettamente a Te, perché è riportata la sua dichiarazione che, per vivere, essenzialmente gli servono solo un collegamento internet e l'amore per la sua donna!!"


Sono andata molto curiosa, ho preso il libro ancora prima di averla ascoltata, dopo essere andata a sbirciare il pezzo "incriminato".


Dopo le domande del giornalista e le sue risposte , le domande del pubblico. Pierre prima della sua domanda, ha sottolineato la citazione di Paolo D'Arpini e che in sala c'era la sua compagna. Lei è stata molto stupita e felice e mi ha firmato il libro scrivendo: "Ad una donna molto fortunata".


Per quanto riguarda i contenuti... non voglio giudicare e tantomeno dalle apparenze, ma diceva che comunque anche per trovare "un amore" andare dal parrucchiere e comprarsi qualche vestito può essere utile e che non voleva sentire nominare il signoraggio bancario altrimenti se
ne andava.


Certo l'esame molto meticoloso della realtà economica del paese, della presenza nuovi poveri e di chi deve vivere con 1000 euro al mese può essere utile, ma mi sarebbe piaciuto che dicesse con maggior forza che con 1000 euro al mese si vive male perché dobbiamo pagare balzelli e tasse (automobile, televisore, caldaia, tasse varie sulle bollette,
tasse e libri scolastici e universitari, ticket sanitari, iva su tutto
quello che compri e sulle prestazioni), che i soldi non fanno la felicità, ma dovrebbero essere solo un mezzo per scambiarsi il valore di beni e prestazioni che si possono ridurre i consumi a cui eravamo abituati - come popolazione in media intendo dire e che invidiare chi ha più di noi non porta a niente. Ha parlato di una ridistribuzione della ricchezza con una patrimoniale, perché i grossi patrimoni spesso sono ereditati e quindi chi ha ereditato non ha fatto niente per meritarseli. 


Ha parlato degli stipendi dei manager che sono
enormemente maggiori degli stipendi dei lavoratori e delle pecche del sindacato (e qui sono d'accordo), dei paradisi fiscali, dell'errore di valutazione e di impostazione che è stato fatto quando è entrato in essere l'euro, per cui tutti i prezzi sono raddoppiati (ma non ha detto chi si è giovato di questo - i commercianti?), e che in Germania i prezzi di tutto sono più bassi che in Italia (questo lo avevo già sentito), ecc. ecc.


Comunque alla fine abbiamo fatto due chiacchiere, le ho chiesto dove aveva trovato la tua citazione e mi ha risposto che legge molto, credo sia quello che avevi detto nell'intervista che ti fecero forse quelli del sito telematico (
http://www.lettera43.it/economia/personal/vivere-bene-con-420-euro-al-mese_4367546480.htm) che erano venuti lì a Treia e l'ho invitata... a conoscerti, le ho dato la tua mail e la mia e mi ha chiesto anche il mio numero di telefono, poi mi ha dato la sua email....

Ecco, basta, vado a fare un sopralluogo. 

Baci.  Caterina Regazzi




.................



Commento di Paolo D'Arpini:

Cara Caterina. Non c'è nulla di più illusorio che sentire di star svolgendo la funzione di "guru" sentendosi tale nei confronti degli altri. Non è in se stessa la funzione del guru che è "falsa" poiché ognuno nella propria vita funge da maestro, in una o l'altra occasione, nei confronti di chiunque. Il problema è l'identificazione nella funzione. Questa identificazione è causa di rinascita. Dico questo perché ho avuto la percezione di come la mia vita sia stata strutturata proprio per liberarmi da questa illusione.
Amore mio, grazie per essere un Guru per me che sono un guru.  Paolo

martedì 5 marzo 2013

Treia -Festa dei Precursori 2013 - Iniziamo il 25 aprile con una escursione erboristica per riconoscere ciò che è vivo!


Treia - Un momento di riposo al fresco durante un'escursione erboristica

In diverse occasioni, durante le nostre  passeggiate erboristiche  alla ricerca di erbe selvatiche commestibili, molti dei partecipanti hanno confessato, parlando con me lungo il percorso, di essere mangiatori di carne, adducendo le più svariate motivazioni, dall’abitudine al piacere del gusto, sino alla scusante che “uccidere un animale od una pianta è la stessa cosa, poiché anche le piante sono vive..”.
Questo è un discorso ricorrente che viene fatto dai carnivori per giustificarsi nel voler continuare a mangiar carne… Ed ogni volta  camminando sotto il sole  non  posso far a meno di insistere sul fatto che non serve “uccidere” la pianta. Infatti se pratichiamo solo la sfogliatura e non il taglio, come d’altronde fanno tutti gli erbivori che brucano, la pianta può continuare il suo ciclo vitale e produrre fiori e frutti e semi. Inoltre  sempre ripropongo l’altra argomentazione, quella ecologica, che dovrebbe riportarci alla alimentazione consona alla nostra natura di animali frugivori (come le scimmie antropomorfe, maiali, orsi, etc.) considerando anche il fatto che l’eccessivo uso di carne, proveniente da allevamenti industriali (e conseguente coltivazione intensiva di foraggio) comporta il maggior tasso di inquinamento per il pianeta.
Ciononostante in tanti anni che son vegetariano ho sentito spesso rivolgermi la domanda, quasi un’accusa: “se veramente vuoi rispettare la vita non dovresti mangiare nemmeno i vegetali perché anch’essi sono dotati di vita..”. Debbo dirvi che questo tipo di obiezione mi ha sempre fatto sorridere perché lascia trapelare il malcelato bisogno di autogiustificarsi nella scelta di voler continuare a mangiar carne. Eppure c’è del vero in quanto affermano questi “difensori della vita”. Anche le piante al pari di uomini ed animali sono dotate di un sistema nervoso primitivo. Recenti studi effettuati con appositi macchinari confermano la presenza “emozioni” quali: paura, desiderio e persino amore.
Insomma la coscienza vegetale è a tutti gli effetti simile a quella animale da cui si differenzia solo per l’intensità delle percezioni e reazioni, che nelle piante sono più lente e meno evidenti. Da una ricerca compiuta dallo scienziato indiano Chandra Bose risulta che le piante rispondono a stimoli di simpatia od antipatia nei loro confronti e di conseguenza la loro vitalità e fruttificazione ne viene interessata. 
Un risultato dell’attenzione amorevole rivolta alle piante è la maggiore produzione di getti e polloni utilizzabili dall’uomo o dagli animali come cibo, purché l’assunzione avvenga in forma di sfoltitura, essa stessa un aiuto alla vitalità della pianta, in quanto rinforza la radice e incentiva la produzione di fiori e frutti e semi. La pianta utilizza gli animali e l’uomo per la sua propagazione sessuale, infatti è l’esperienza di ognuno di noi dopo aver mangiato un frutto succoso provare rispetto verso il seme, magari in forma di desiderio di piantarlo nella terra per vederlo rinascere o nel gettarlo verso terra con gesto creativo. In verità è la natura stessa che rende appetitoso ed utile il frutto e ispira chi se ne ciba a gettarlo lontano dal luogo originario, succede tra l’altro con gli uccelli che inghiottono le ciliegie per poi defecarne altrove i noccioli al volo….
Anche l’uso di legumi e cereali non presuppone l’uccisione della pianta in quanto tali semi maturano al termine del ciclo vitale e la loro coltivazione per uso alimentare facilita il mantenimento in vita e propagazione della pianta stessa, sono tutti “devices” di carattere sessuale riproduttivo.. Un modo per aiutare la diffusione delle specie prescelte. Nella dieta naturale è altamente raccomandato l’uso di crudità e traendo le foglie dalla sfoltitura non comporta uccisione quindi la pianta non verrà danneggiata. In effetti oggi abbiamo raccolto parecchie cimette di ortica, questo fa sì che dalla troncatura vengono emessi due nuovi getti, quindi l’ortica ci “guadagna”..
Le erbe commestibili sono la stragrande maggioranza di quelle esistenti, durante la passeggiata odierna, abbiamo riconosciuto un centinaio di specie vegetali e solo due o tre sono state da me indicate come “velenose” (forse meglio definirle tossiche o psicotrope): due tipi di cicuta e l’arbusto del sambuco nano puzzolente. Basti pensare che Plinio menzionava oltre mille vegetali commestibili fra quelli in uso nella cucina romana mentre oggi noi dal fruttivendolo ne troviamo al massimo una trentina e perlopiù originari dalle americhe (patate, pomodori, melanzane, etc.).
Per approfondire il discorso sulle piante commestibili e sui vari momenti di maturazione dei frutti selvatici abbiamo organizzato, come primo accadimento della Festa dei Precursori 2013, una escursione in campagna con Sonia Baldoni, l’accompagnatrice di Vivere con Gioia, in modo da poter riconoscere ed apprezzare i diversi vegetali stagionali che crescono spontaneamente qui a Treia. Inoltre raccoglieremo petali di rose selvatiche per preparare un'acqua di Bach. Infine si pranzerà tutti assieme con le erbe raccolte e con il cibo vegetariano da ognuno portato. La manifestazione prosegue poi nel pomeriggio con diversi eventi culturali fra cui la presentazione del mio nuovo libro "Riciclaggio della Memoria" sul tema dell'ecologia profonda, bioregionalismo e spiritualità laica.
Appuntamento per la passeggiata alle h. 10.30 nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT. (in Via Sacchette, 15/a - Treia) del 25 aprile 2013. Secondo appuntamento culturale alle h. 16.00, nella stessa sede.  
Prenotazioni: circolovegetariano@gmail.com - Tel. 0733/216293

Paolo D’Arpini

Vi aspettiamo!

La sede del Circolo Vegetariano VV.TT. è in Via Sacchette, 15/a, Treia (Macerata). Per raggiungere il luogo: Parcheggiare sotto le mura in prossimità di Porta Mentana (o Montana), lì nei pressi c'è una fontana antica con due cannelle, salire sino alla Porta, subito a sinistra si vede un vecchio pozzo, salire ancora per 10 metri, quella è Via Sacchette, sulla destra si vedrà un piccolo spiazzo con una porta leggermente sopraelevata su un terrazzino, qui ci trovate!
La manifestazione si svolge con il patrocinio morale del Comune e della Proloco di Treia
Vedi anche: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2013/01/treia-25-28-aprile-2013-premesse-per-la.html


lunedì 4 marzo 2013

Tirreno infetto... Una misteriosa malattia colpisce i delfini





Non era mai successo prima, in pochi mesi infatti si sono rinvenuti 57 “delfini” morti lungo le coste tirreniche. Uso le virgolette quando scrivo “delfini” perché in realtà i delfini veri in Mediterraneo non sono poi così comuni a dispetto del nome di “Delfino comune” che gli attribuiamo sui testi. I “delfini” quindi che talvolta capita di vedere quando si va per mare in realtà molto spesso sono delle più piccole ed eleganti Stenelle (Stenella caerulaeoalba) o dei piccoli e compatti Tursiopi (Tursiops truncatus). Sono quindi gli appartenenti a queste due specie quelli che sono stati rinvenuti morti lungo le nostre spiagge tirreniche. La cosa è eccezionale non perché non capiti mai di trovare qualche delfino morto, infatti anche loro muoiono come tutti i viventi, ma perché da una media di 4-5 esemplari annualmente e normalmente rinvenibili, siamo passati, nei soli primi mesi del 2013, già a 57 esemplari rinvenuti morti.

La cosa ha suscitato un certo allarme nazionale ed il Ministero per l’Ambiente ha mobilitato la sua “task force” di tecnici (soprattutto delle Università e degli Zooprofilattici) per cercare di comprendere il fenomeno. Innanzitutto sembra essere emerso chiaramente che la causa non può essere ricercata in un specifico caso di inquinamento della costa. La distribuzione infatti degli animali, spiaggiati dalla Sicilia alla Toscana, fa piuttosto pensare ad un evento epidemiologico.

Naturalmente sono cominciate le analisi, ma con un problema in quanto spesso gli animali sono stati rinvenuti molti giorni dopo la morte ed appare quindi difficile poter effettuare delle probanti analisi microbiologiche. In passato sono state effettuate analisi su delfini (soprattutto Stenelle) trovate morte e fra queste è stato rinvenuto un Morbillovirus particolarmente aggressivo per questi Cetacei. Il patogeno è stato ritrovato (al momento le analisi sono ancora in corso) solo su un esemplare fra quelli analizzati, ma lo stato di conservazione degli altri esemplari era talmente compromesso da non consentire paragoni clinici. Certo è che se di Morbillovirus si tratta la cosa rientrerebbe in una casistica già nota, però è stato ritrovato anche un batterio preoccupante: il Photobacter damselae che potrebbe aver creato del brutte necrosi agli animali in vita (oppure è stato ritrovato perché i soggetti erano in decomposizione?). Insomma il caso è aperto ed i ricercatori non escludono alcuna linea di ricerca, compresa quella di qualche abnorme fioritura algale, tossica per i delfini.

Comunque la cosa è sotto stretta osservazione da diversi “enti” tecnici coordinati dal Ministero dell’Ambiente, un caso, è giusto sottolinearlo, in cui l’intervento delle strutture preposte sta facendo con attenzione il proprio lavoro.

I Cetacei in genere, ed i “delfini” in particolare, hanno sempre attirato l’interesse dell’uomo, anche quello alimentare e, senza voler scomodare le abitudini alimentari dei soliti Giapponesi che del mare sanno mangiare tutto, è bene ricordare che fino a non molti anni fa il muscolo dorsale di Stenelle, Tursiopi e Delfini veri, veniva trasformato, essiccato e salato, nel “musciame”, tipico prodotto alimentare regolarmente consumato dall’alta Toscana a tutta la Liguria. Mi è capitato spesso infatti, parlo naturalmente di molti anni fa, quando mi sono imbarcato per lavoro su barche a strascico di quelle parti di costa italiana, di trovare a prua, pronto per l’uso, un robusto arpione collegato ad un bidone da una grossa e lunga cima. Era pronto nel caso qualche delfino fosse venuto “a giocare”, come talvolta ancora fanno, sotto la prua dell’imbarcazione. Erano tempi barbari? Tempi di ignoranza? O più semplicemente di quando avevamo una cultura diversa che oggi ci appare criticabile? Comunque sia è sempre utile ogni tanto guardarsi indietro per capire da dove veniamo e in quale direzione stiamo andando.

Certo però appare strano come i nostri comportamenti siano assolutamente irrazionali, abbiamo fatto man bassa per decenni di quasi tutto quello che c’era in mare per mangiarcelo al prezzo più basso possibile, nella quasi totale indifferenza di tutti, ed ora ci mobilitiamo in forze con tecnici di Università, con Capitanerie di Porto in preallarme, Zooprofilattici impegnati a trovare la causa di qualcosa a cui comunque non potremo porre rimedio (ve lo immaginate di dover vaccinare almeno mezzo milione di “delfini” del Mediterraneo?). Non voglio dire che il problema non va affrontato, ma solo che siamo “sbilanciati” verso un certo tipo di interventi puntiformi solo perché reagiamo emotivamente verso una specie che per qualche irrazionale ragione ci è più “cara” di altre, trascurando così di impegnarci su tutto il “sistema” mare. Se fosse una specie di medusa ad essere in pericolo per una grave epidemia e vedessimo qualche medusa morta sulla spiaggia, forse qualche studioso lo noterebbe, ma credete che con sollecitudine organismi nazionali, e forse anche internazionali, si mobiliterebbero per capire il problema? No, non lo farebbero, certamente non come è accaduto a Civitavecchia, dove è accorso un folto pubblico ad osservare una giovane Stenella, probabilmente persasi nel porto, per la quale si è mobilitata la Capitaneria, i Vigili del Fuoco, ed anche tecnici e pescatori impegnati a cercare di catturarla per riportarla in mare. Purtroppo la povera bestiola è poi morta fra le braccia dei suoi soccorritori umani, mentre il suo branco di parenti stenelle incrociava fuori dal porto visibilmente in ansia.

Ecco uno dei casi di chiaro “specismo” umano, una forma di razzismo verso gli animali (applicato però spesso anche alle piante). Le Stenelle non sono specie in pericolo di estinzione, ma muovono la nostra emotività, educata sin da piccoli con pupazzi di peluche, telefilm o i film di animazione di Walt Disney che da “Bamby” in poi ci hanno mostrato una Natura edulcorata, terribilmente antropomorfa e quindi completamente finta. Noi amiamo e cerchiamo di proteggere solo ciò che ci assomiglia e che stimola la nostra empatia, sottovalutando che non esistono specie su questa terra “migliori” di altre.

Oggi, è bene saperlo, dopo miliardi di anni di evoluzione, non esistono organismi più utili di altri. Nell’armonico e dinamico intreccio delle specie che popolano il pianeta non esistono “sottoprodotti” e, a meno che non si voglia credere che tanta ricchezza sia stata creata apposta per l’uomo, anche l’uomo ne farebbe parte integrante anche se è la causa principale del suo degrado.

Una Natura che oggi soffre grandemente non perché muore qualche “delfino”, ma perché stiamo trasformando tutto quello che ci circonda, perché siamo diventati troppi su questo sempre più piccolo mondo e non ce lo vogliamo dire, perché, come tutti gli animali che calcano la terra, anche noi sappiamo vivere solo il presente.

Roberto Minervini  - AK

domenica 3 marzo 2013

Emergenza locuste in Sudan, secondo i copti preannuncia l'apocalisse



I media italiani non ne parlano o mettono la notizia tra le curiosità insignificanti. Invece le agenzie stampa internazionali, più attente professionalmente, ne parlano ampiamente. E' sicuramente un altro fenomeno legato ai cambiamenti climatici che stanno sconvolgendo anche il mondo animale. 

Le cavallette attraverso i loro neurotrasmettitori avviano un particolare richiamo che produce in pochi giorni sciami composti da milioni d'individui in cerca di terre nuove per sfamarsi. In tutto questo la colpa è attribuibile anche a siccità prolungate o modificazioni climatiche che riducono il loro cibo. E' questa che sta accadendo sotto i nostri occhi è forse una delle peggiori invasioni di cavallette che il nord Africa ha subito negli ultimi cento anni. 

Ciò che più di tutto impressiona è che non è solo uno sciame che si è alzato in volo, ma sono ben sei o addirittura otto nuvole d'insetti che da vari luoghi stanno convergendo sull'Egitto. In Sudan hanno già distrutto raccolti e coltivazioni ora stanno per compiere la catastrofe agricola anche in Egitto. Al problema locuste ora si aggiunge anche quello del forte inquinamento dell'aria della popolosa Cairo dove, per allontanare gli insetti, autorità e semplici cittadini stanno bruciando migliaia di vecchi pneumatici.

Per i cristiani copti è il segno dell'inizio dell'apocalisse, infatti citano il passo della Bibbia 9-3 dove si legge: " da quel fumo uscirono sulla terra delle locuste, a cui fu dato un potere simile a quello degli scorpioni della terra."

Alcuni scienziati russi, in un articolo apparso su un quotidiano moscovita, temono che questa massiccia e impressionante nube d'insetti possa attraversare il Mediterraneo e giungere su Malta, Creta, Cipro, Grecia e Italia.

Se ciò avvenisse ci chiediamo se siamo pronti a difenderci da questo evento. Chiediamo ancora se la nostra protezione civile è stata informata e, infine, chi sarà a dirci cosa fare se questa calamità dovesse abbattersi sulle nostre regioni, soprattutto del sud.

Gabriele La Malfa

sabato 2 marzo 2013

Treia - Preparazione psicologica e tecnica per la Festa dei Precursori - 25 / 28 aprile 2013



Immagine di Daniela Spurio per il libro "Riciclaggio della Memoria" di Paolo D'Arpini


La mia vita è tutta un caos e completamente priva di controllo materiale, tutto ciò che faccio è sempre nell’ambito dell’oggi, del carpe diem, perciò non ho nulla da difendere e quindi il “mio campo” è un campo in cui crolli e cambiamenti, scavi e riempimenti avvengono in continuazione come natura comanda, con poco o nulla di mio intervento intenzionale.
Questo è un bene ed un male.  E' un bene perché in tal modo non persiste grande attaccamento verso una specifica forma ed è un male perché nulla di costruito o costruibile è a me imputabile…. Quando tanti anni fa decisi di fondare a Calcata  il Circolo Vegetariano VV.TT. contemporaneamente  presi possesso di una vecchia discarica comunale che denominai  “Tempio della Spiritualità della Natura” (vedi http://www.circolovegetarianocalcata.it/).
Con questa duplice operazione  lanciai un’idea buona anche per esaltare valori estetici naturali, ed in quegli anni (a partire  dagli inizi degli '80)  il battage pubblicitario era stato fortissimo, articoli su articoli, trasmissioni tv su trasmissioni tv, insomma le premesse di una grande edificazione c’erano tutte… ma –ahimé- c’ero anch’io e come sapete io amo “evocare” senza costrutto!
Alla fine chiusi la sede originaria del Circolo, il tempio restò un terreno più o meno abbandonato a se stesso, “lasciato agli impulsi spontanei creativi della natura e delle sue creature” mentre io  addirittura me ne partivo da Calcata per trasferirmi a Treia. Ma l'esperimento di sopravvivenza e di propagazione di uno stile di vita è continuato.... 
Ed infatti anche quest'anno teniamo la consueta "Festa dei Precursori" per ricordare la fondazione del Circolo Vegetariano VV.TT. Un modo come un altro per avere almeno un punto di riferimento in questa mia vita senza costrutto.
Anche qui a Treia ho trovato un “buen retiro”, un luogo in cui apprendere (o ricordare) un diretto contatto con la natura, con gli animali e con le piante. La mia vita quotidiana prevede un incontro riavvicinato con il luogo in modo da trarne un senso di appartenenza e di presenza. Teoricamente questo è un discorso ancora molto sentito in tante realtà rurali, ed in verità i miei veri maestri ecologisti son stati proprio quei ‘vecchi contadini’ dai quali ho appreso alcune verità basilari sulla terra e sull’arte di trarne frutto senza danneggiarla. 
Ed anche quest'anno durante la "Festa" parleremo  di  agricoltura bioregionale.  Ciò sostanzialmente significa: rendersi consapevoli di quello che spontaneamente cresce nel posto in cui si vive. 
La Festa  inizia, la mattina del 25 aprile 2013 alle h. 10.30, con una passeggiata erboristica guidata dall'amica Sonia Baldoni, per attuare una convergenza, una osmosi,  fra noi e l’ambiente scoprendo così anche la base della produzione di cibo vero,  che sono le erbe spontanee commestibili, in modo da spezzare la totale dipendenza dal cibo fornito dal mercato, rendendoci così responsabili -sia pure in minima parte- della nostra alimentazione. E’ un aspetto essenziale della cura per la vita quotidiana e della presenza consapevole nel luogo.
La giornata prosegue nella sede del Circolo  con un pranzo conviviale con le erbe raccolte e con il cibo vegetariano da ognuno portato. Subito dopo, preparazione di fiori di Bach con i petali di rosa, ed un dialogo  (con inizio alle h. 16) sulle tradizioni contadine locali, in particolare sulla coltivazione della canapa, condotto dal prof. Alberto Meriggi. A seguire c'è la presentazione del mio nuovo libro "Riciclaggio della memoria" (ediz. Tracce), sul tema del bioregionalismo, ecologia profonda e  spiritualità laica,  introdotto da Michele Meomartino. Commenteranno Caterina Regazzi,  Antonio D'Andrea  e Lucilla Pavoni ed altri cari amici. Alle pareti ci sarà una esposizione di opere d'arte in sintonia di Nazzareno Vicarelli, Sabrina Franchini, Fulgor Silvi, Andrea Orazi e Daniela Spurio.
Nei giorni successivi, sempre nella sede del Circolo, si terranno incontri per illustrare discipline olistiche che possono risultare utili alla qualità della vita. Ed anche -  il sabato 27 aprile- una sessione di canti con Upahar Anand, il mio fratello spirituale che giunge dall'India;   lo stesso giorno si tiene  anche l'Assemblea Generale dei soci del  Circolo. Ho previsto anche un appuntamento  per parlare di incidenze ambientali  in seguito a progetti inquinanti che sovrastano sul territorio. Ed un incontro olistico condotto da Francesca Salvucci.
La chiusura del 28 aprile prevede due performance effimere, accompagnate da suoni e movimenti e da un brindisi finale di buon augurio. 

Paolo D'Arpini - Presidente del Circolo Vegetariano VV.TT. 

Paolo D'Arpini all'ingresso del Circolo di Treia

La sede del Circolo Vegetariano VV.TT. è in Via Sacchette, 15/a, Treia (Macerata). Per raggiungere il luogo: Parcheggiare sotto le mura in prossimità di Porta Mentana (o Montana), lì nei pressi c'è una fontana antica con due cannelle, salire sino alla Porta, subito a sinistra si vede un vecchio pozzo, salire ancora per 10 metri, quella è Via Sacchette, sulla destra si vedrà un piccolo spiazzo con una porta leggermente sopraelevata su un terrazzino, qui ci trovate!

La manifestazione si svolge con il patrocinio morale del Comune e della Proloco di Treia

venerdì 1 marzo 2013

Bioregionalismo e territorio - La rivoluzione rurale per una innovazione sociale.



La città ha sempre avuto paura della gente di campagna, ne ha avuto paura temendone le intemperanze, le numerose rivolte che fin dall'epoca romana hanno squassato il "mondo civile".

Rivolte dei pezzenti, jacqueries, pugacevscine: tanti nomi per definire un fenomeno che ha posto la questione della diversità della ruralità, della radicale opposizione che, spesso, ha contrapposto questi due mondi.

Un radicato pregiudizio che persiste a tutt'oggi, individua nella gente di campagna la retroguardia e la Vandea più nera, il vero ricettacolo di ogni conservatorismo e dei più beceri. Nel linguaggio delle principali lingue europee il contadino, appunto, abitante del contado, ovvero "fuori" dal centro, dal borgo, è dipinto come il diverso, il non affidabile, l'elemento o folcloristico, clown viene da "colonus", oppure il selvaggio, lo zotico, il bifolco, il cafone, il villano, il terrone e via elencando.

Le lingue sono state codificate dalla gente di città, il borghese ha eletto se stesso a modello di equilibrio e di saggezza, i suoi costumi sono stati eletti a soli costumi rispettabili. Chi sgarra è, naturalmente, "un cafone".
Non si tratta di fare dell'antropologia spicciola, chi ha studiato profondamente le campagne, ed in Italia ma in tutta Europa sono stati tanti, io ho in mente "Il capitalismo nelle campagne" di Vittorio Sereni, mette l'accento su un dato di fatto: la città, il capitalismo borghese ha con ogni mezzo, con ogni legge, la legge come via impositiva dell'economia, il mercato della produzione industriale, un luogo di vendita facile dei propri prodotti.
Per poter esercitare, per un presunto buon diritto, chi ha determinato e codificato leggi, norme, chi ha costruito il pregiudizio antirurale, questo predominio assoluto, la città ha elevato se stessa a modello di buon vivere e la campagna a , quasi, nonluogo.

Basta prendere un aereo: le città si irraggiano in mezzo alla campagna, intorno, le fabbriche, le discariche, la città esporta, oggi, oltre al suo modello di vita di rapina e consumo, i suoi rifiuti e scarti. Il Napoletano, un caso eclatante, ma nelle metropoli del sud del mondo è dappertutto uguale, si assiste alla stessa logica di rapina ed esportazione dei rifiuti di questa rapina: le campagne sono il luogo dello smaltimento, la comoda discarica dei cittadini.

Non credo sia necessario, qualsiasi testo di storia lo dice: anche durante le guerre, il prezzo enorme pagato dalle genti di campagna: per Cesare come per Napoleone come per Hitler, anche se nell'ultimo caso con l'aggravante del razzismo scientista, ma nella stessa Algeria in lotta contro i Francesi per l'indipendenza, l'esercito occupante se nelle città si controllava, è nelle campagne che sono stati sterminati, solo di recente il presidente Hollande lo ha ammesso in un discorso ad Algeri, un milione di persone.

Il Ruzante nel Cinquecento ci illustra bene cosa era la guerra per i poveri bifolchi: come nella poesia celebre di Brecht, ovvio, "tra i vinti pativa la fame la povera gente, tra i vincitori, pativa la fame ugualmente."
E' stato così, la dicotomia città-campagna è stata una costante della nostra storia.

Pochi sanno che, all'indomani della Rivoluzione francese, quella che pretendeva di ottenere "libertè, ègalitè, fraternitè"per tutti gli uomini, tra i passi falsi, crimini veri e propri come il massacro degli Haitiani, gli schiavi in rivolta guidati da Toussaint Louverture, un' altra ignominia meno grave ma sintomatica, vi fu il divieto di produrre il pane in tutta la Francia se non col lievito prodotto a Parigi.

All'ingrosso, su una scala infinitamente maggiore, all'indomani della Prima guerra mondiale, la prima, cossiddetta "rivoluzione verde" trovò il modo di riciclare nelle campagne , come concime, l'esplosivo, i nitrati non più utili alla fabbricazione di ordigni. Dal carrarmato al trattore e viceversa a seconda della convenienza, giammai quella del mondo rurale, ovviamente.

L'introduzione delle logiche della produzione e della sovrapproduzione capitalistica ha originato e continua ancor oggi, la sistematica spoliazione delle campagne. Non solo boschi, foreste, fiumi, laghi, vengono distrutte, eradicate, i fiumi e i laghi prosciugati, deviati, letteralmente risucchiati per le esigenze della città, pochi sanno che fiumi importanti come il Rio Grande non arrivano più al mare, assorbiti dall'agricoltura industriale e dagli usi urbani.

La città, la logica cittadina o "borghese" in tedesco,"burger" è il cittadino, non ha sempre prodotto esempi di
democrazia dal basso come la magnifica e virente sognatrice Commune de Paris, le città non sono sempre state la  culla delle rivoluzioni.

Eppure, basta recarsi a Parigi al Muro dei Federati al Pere Lachaise e ci torna nella mente, nel cuore, una città altra, una città fomite di democrazia vera, luogo di dibattito, agorà autentica, espressione della libertà "civile" non già in contrapposizione ad una presunta barbarie rurale ma limpida, verace conquista di libertà popolare.

Ebbene, cosa capita, cosa sta capitando ed in maniera sempre più diffusa, sempre meno invisibile e sempre più scoperta quando a migliaia, in Europa ed altre parti del mondo, dalla città ritornano i giovani verso la campagna alla ricerca non di paradisi nostagici mai esistiti ma di un nuovo paradigma esistenziale?
Cosa accade quando giovani cercano e trovano nella campgna un proprio luogo di comune ricerca, lavoro collettivo, quando decidono di tornare alla campagna non per sottometterla, questo ormai è un disco rotto che l'agricoltura, fallimentare dell'agrobusiness declina sempre più a fatica, ma per trovare nella terra, in quella terra abbandonata, avvilita, vilipesa, straziati, svuotata di ogni metafora, di ogni canzone?

Succede che l'imprevedibile accade, che sorge forte, non più mediabile, non più irregimentabile una rivoluzione rurale. Dalla grande Conf', la Confèdèration Paysanne del famoso Josè Bovè, cinquantamila contadini organizzati nel più forte sindacato di base rurale europeo alle occupazioni di terre del dopoguerra dalla rinascenza , per il momento su numeri ancora non macroscopici, di ecovillaggi, coordinamenti città.campagna, alla cooperazione tra Gas, gruppi di acquisto solidale e Cooperative biologiche di giovani, una rete che interloquisce positivamente tra città e campagna irrompe nella scena e sconvolge, in un colpo solo ogni pregiudizio, ogni falsità. Il nuovo contadino ma anche l'orticoltore urbano, fenomeno sempre in ascesa, il comune di Milano ha emanato un bando per 25.000 orti urbani, si parlano, associazioni come Civiltà Contadina , i seedsavers italiani, conservatori di sementi della tradizione agricola italiana hanno nelle città la sponda sicura per manifestarsi, per esprimersi e dialogare col cittadino. La rivoluzione rurale è una rivoluzione vera, prima perchè totale, essa rovescia lo stereotipo, abbatte e cancella millenni di menzogne e falsi giudizi, viceversa il nuovo contadino, il contadino consapevole, introduce nella città altre conoscenze, altre abilità.

Sicuramente ad un mercatino dei produttori, piccoli produttori dei dintorni, vi sarà un pullulare di parole nuove intorno alla dialettica città-campagna. Le tematiche della difesa del suolo, del paesaggio, lo spinosa ed esiziale questione della biodiversità rurale, la rinascenza di balli, di canti, la ripresa di modi quotidaini di vivere che spazia tra il farsi il pane in casa con farine biologiche alla ricerca di produttori a km 0, altre mille iniziative consimili, contribuiscono ad avvicinare questi mondi così distanti.

Il fenomeno è stato acuito dalla crisi, sono sempre di più coloro che sono passati alla coltivazione di un orto magari anche sul terrazzo di casa, i numeri indicati dai principali istituti demoscopici parlano di cifre oltre il milione. La città migliore va in campagna, la campagna va in città. Questo è un incontro fecondo, il sentire diverso, il vivere fuori dal frastuono, dalla corsa all'ultimo gadget, all'ennesima futilità indotta dalla pubblicità, il provare commisurare i propri bisogni non più o non soltanto sul metro dell'acquisto ma la possibilità infinita di nuove relazioni umane offerta dal dono e dal baratto, in campagna molto più praticabile, basti pensare ai Woofer, un'altra ospitalità, non più turismo, ovvero un girare a vuoto, ma un viaggiare ed un vedere e conoscere e imparare. Tutta l'attenzione cittadina su un cibo che sia prodotto in modo sano, questo comporta, automaticamente, per la nuova campagna un vantaggio evidente: meno veleni, più fertilità dei suoli, meno spreco di acqua, di suolo, meno sprechi in assoluto in un campo in cui lo spreco, la perdita è prevista dall'inizio. Se il cittadino capisce che la mela non deve essere per forza lucida e tonda, se arriva e ci arriverà, a capire che le carote non sono solo arancioni, se la lotta per la messa al bando dei perniciosi Ogm, viene condivisa e combattuta in campagna ed in città, se questa ed altre lotte troveranno e già trovano, alleanza, potremo dire che abitudini, costumi di vita della campagna, una nuova ruralità libera, autodeterminata, consapevole e lungimirante, Davide Ciccarese nel suo Manifesto per l'agricoltura contadina, lo dice esplicitamente: "Al giovane, oggi, il ritorno alla campagna, è futuro molto più certo, pregno anche di stabilità economica che non il ridursi a CoCoCo o CoCoPro e precarie svariate condizioni di nuova schiavitù urbana"

Il precariato avvilisce, tanti giovani hanno comiciato a prendere in considerazione un cambio di vitan totale, il libro "La pecora nera" esemplare, ci narra di un giovane friulano che se ne va in valle, pone forte la sua scelta determinata ancorchè solitaria di vivere secondo paradigmi affatto differenti.

Si, una rivoluzione rurale, anche nel nostro Paese, può determinare mutazioni sociali, antropologiche, notevoli.
Non sarà facile ricondurre all'ovile questi movimenti "neo-contadini", poter coniugare difesa dell'ambiente, ed essere contadino significa, alla lettera, con diverse pratiche di agricoltura non chimica, ridisegnare il paesaggio: significa, nel proprio podere, tornare vedere le lucciole, a sentir gracidar le rane: questa riappropriazione di tempi più sereni, questo disinquinamento del corpo e della mente, benché pareggiati dalla fatica fisica, dal non aver tempo se non in relazione al ciclo delle stagioni, e non è detto che questa apparente mancanza di "libertà", scoraggi, al contrario, tanti giovani sentono proprio l'esigenza di avere limiti, una cornice naturale perciò stesso non oppressiva, alla propria esistenza. "Nessuna libertà senza terra, nessuna terra senza libertà" mi sembra proprio il motto adatto a questa tendenza in atto, conoscendo quanto siano pervasive le fonti della propaganda consumista odierna, quanto a fondo abbiano eradicato "naturalità" dalla mente dei giovani, è quanto mai,  una felice fonte di speranza, fresca, appagante, finalmente, il poter leggere di un possibile futuro di campagne liberate e di città rese più umane proprio dal contatto fisico tra cittadini e nuovi contadini.

Teodoro Margarita, presidente di Civiltà Contadina

giovedì 28 febbraio 2013

Fantascienza o preveggenza? "Planet X Nibiru in avvicinamento al sistema solare entro giugno 2013"

L’Astrofisico McCanney dichiara: “Planet X esiste e fa parte di un mini sistema stellare che si avvicinerà entro Giugno 2013″
 

Come giustamente detto dall’amico Dan Keying, sappiamo bene che coloro che non vogliono rivelare certe verità,  hanno qualcosa di estremamente scottante da nascondere al pubblico. Il numero crescente di meteoriti infuocati che sfrecciano sopra i nostri cieli e che impattano sulla Terra aumentano i sospetti che possa realmente esserci, in fase di avvicinamento, un temibile “elemento scatenante” provenire dallo Spazio oscuro. Una forza gravitazionale misteriosa che sprigiona un’energia indefinibile sta spingendo numerosi frammenti rocciosi spaziali verso la Terra. Dietro quel velo di segretezza si nasconde un’incredibile realtà:  la presenza di un piccolo sistema stellare poco al di fuori del nostro sistema solare. 


A dare consistenza a questa teoria, la dichiarazione fatta dall’astrofisico Jim McCanney dell’osservatorio australiano di Learmonth.

UN “MINI SISTEMA SOLARE” STA ATTRAVERSANDO IL NOSTRO PIANO DELL’ECLITTICA!

Dalla foto Iras 05471-0411 del mini sistema solare, binario al nostro sistema, il nucleo centrale risulta attorniato da diversi satelliti a lui orbitanti. La natura “anomala” di questo “oggetto” è veramente particolare, non è facile definirne la sua tipologia, infatti questo lascio’ sconcertato lo stesso Gerry Neugebauer che, durante la sua intervista al Washington Post il 30 Dicembre del 1983, non seppe definire se il corpo centrale poteva essere un grosso asteroide, o una nana bruna, oppure una stella a neutroni. Questo è il commento di McCanney: … ”il suo nucleo esterno sembra essere di tipo “poroso”, caratterizzato da fessure o aperture, con una consistenza del tipo “barriera corallina”; la composizione della sua struttura esterna è di carattere minerale / ferroso. Un gas o una “polvere rossa” fuoriesce dal nucleo, attraverso delle fessure”.

“C’è un “mini sistema solare” costituito da “compagni” cometari, piccole lune satelliti e meteoriti, in entrata, assieme al Planet X / Ison, in arrivo entro la fine di giugno”.

Lo studio di questo mini sistema solare risale al periodo del lancio della sonda ad infrarossi Iras 1983. In questo periodo era stato rilevato dalla sonda un corpo “indefinito” che divenne subito oggetto di studio. Il codice di questo “oggetto” è: Iras 05471-0411, coordinate: 05;49;15.66 � 04;02;33.8.

Quindi le coordinate presentavano declinazione negativa; questo stava a significare che “l’oggetto” era in arrivo da sud, nel cielo australe.

Il sud del mondo divenne cosi’ meta di scienziati, astronomi e militari; de facto in Australia, nel 2003, fu avviato un progetto comune inerente la costruzione di un’Osservatorio; il Learmonth Solar Observatory (Project Wormwood).

Scopo dei militari US è quello di difendere gli Stati Uniti, questo è sempre stato il loro obbiettivo.

Ma se ora un governo come gli  Stati Uniti  lavora, spalla a spalla con un altro governo, quello Australiano, si potrebbe dire che il progetto ha a che fare non piu’ con la difesa interna di una nazione ma, bensì, con una difesa esterna o, per meglio dire, planetaria; a causa di questo “oggetto” in entrata.

A questo “oggetto” è ora possibile assegnare un nome: Wormwood, o Progetto Assenzio.

Il link di questo progetto, che sta compiendosi in questi giorni, è:
http://www.ips.gov.au/IPSHosted/neo/


Il  termine Assenzio si può ritrovare anche nella Bibbia:…”Il terzo angelo suonò la tromba e una grande stella, ardente come una torcia, cadde dal cielo su un terzo dei fiumi e sulle sorgenti d’acqua, Il nome della stella è Assenzio ( o Wormwood)”… Revelation 8 :10 -11.
In questo suo ultimo annuncio radiofonico, Mc Canney si rende portavoce di questa sconcertante notizia, occultata da almeno 30 anni e di cui sono seguite scomparse anomale di eccellenti Astronomi “ribelli” al dictat imposto dalla Nasa, in cui un mini sistema solare risulta essere entrato all’interno del nostro sistema solare.

Ma cosa intende piu’ precisamente Mc Canney?
Egli conferma che tale corpo celeste è la stella binaria al nostro sole, chiamata anche Nemesis (Dark Star); essa è identificata nei cieli australi e presenta un’orbita, estremamente allungata e molto inclinata rispetto al piano dell’eclittica, di almeno 3200 / 3600 anni.
La Ison è una delle “compagne” piu’ esterne di questo “mini sistema solare”.


Questo “mini sistema solare” proviene dal quadrante della costellazione dell’Acquario e in questo momento sta intersecando il piano dell’eclittica dove orbitano i pianeti del nostro sistema solare.

Nel 2009 tale corpo celeste era stato identificato nella costellazione Pictoris, salendo da sud, per raggiundere la costellazione dell’acquario, attraversando il piano dell’eclittica e proseguendo poi verso la direzione della costellazione di Ercole e Draco.


Quindi lo studio che stanno portando avanti in queste settimane presso l’Osservatorio  Learmonth, in Australia, si concentra sull’osservazione e il monitoraggio di questo corpo celeste di “passaggio”; gli scienziati coinvolti in questo progetto hanno ripreso le ricerche del compianto Harrington, che divenne noto per le sue pubblicazioni sul planet X / Hale Bopp, edite nel data base del Smithsonian center / the International Astronomical Union’s Central Bureau for Astronomical Telegrams.


All’epoca Hale Bopp era in realtà un mini sistema, di piccolissime dimensioni, composto da un compagno satellite; all’uscita della cometa dal sistema solare, verso la fine del 1997, questo “compagno” rimase prigioniero nelle immediate vicinanze del sole, vedi link the Orca:
http://www.tmgnow.com/repository/solar/orca.html

Quindi Planet X / Hale Bopp si ripropone oggi con planet X / Ison; con la differenza che quest’ultimo presenta delle dimensioni ben maggiori ( il nucleo di Hale Bopp era di 70 Km, mentre il nucleo stimato della Ison è di circa 2.300 Km / 1 arcsec / pixel, H. Sato Astronomer, link:http://www.csc.eps.harvard.edu/2012S1/index.html ).

Come fece negli anni 90 lo stesso Harrington, che organizzo’ una spedizione, nel periodo di Maggio / Giugno del 1991,  a Black Birch, in Nuova Zelanda, per osservare otticamente l’evento della futura Hale Bopp, cosi’ ora si stanno organizzando i preparativi per monitorare un altro evento similare, ma di portata ben piu’ grande nel sud del mondo, in Australia.

Ecco quindi spiegato il perché di tutto questo via vai registrato dalla popolazione del luogo, nei pressi dell’Osservatorio Learmonth.
Cio’ si puo’ mettere in relazione anche con l’evento, accaduto recentemente sul suolo russo, dove sono cadute le “avanguardie meteoriche” di questo mini sistema solare; staremo a vedere cosa ci riserveranno le prossime future novità…


Skywalk Survey



Riferimento articolo:

La Stella Binaria del Sole (Parte 1 di 2) � L’ombra del Pianeta X dietro la pioggia di meteoriti
I corpi rocciosi spaziali che colpiscono la Terra fanno ormai parte di una “nuova realtà” divenuta normale nel mondo in cui viviamo. Ma questa nuova realtà nasconde “un’ombra” assai più imponente di un qualsiasi corpo roccioso, un destino che molto presto potrebbe prendere parte all’intrigante scena planetaria. Un misterioso “astro” sta riducendo senza tregua le distanze tra sé e le orbite interne del Sistema Solare e trascinerebbe proprio quei detriti rocciosi dentro l’atmosfera terrestre. Da sempre lo definiamo Pianeta X.

La realtà dei fatti dimostra quanto siano pericolosamente aumentate le rocce spaziali infuocate che piovono dal cielo su tutto il mondo. Ciò che non sappiamo è fino a che punto arriveranno a danneggiarci.

Qualcosa di grosso viene custodito sotto il timbro del  “Cosmic Top Secret”

Sappiamo bene che coloro che non vogliono rivelare certe verità (cover-up) hanno qualcosa di estremamente scottante da nascondere al pubblico. Il numero crescente di meteoriti infuocati che sfrecciano sopra i nostri cieli e che impattano sulla Terra aumentano i sospetti che possa realmente esserci, in fase di avvicinamento, un temibile “elemento scatenante” provenire dallo Spazio oscuro. Una forza gravitazionale misteriosa che sprigiona un’energia indefinibile sta spingendo numerosi frammenti rocciosi spaziali verso la Terra. Dietro quel velo di segretezza si nasconde un’incredibile realtà:  la presenza di un Pianeta X dentro il Sistema Solare.

Un evento come quello del meteorite russo, precipitato il 15 Febbraio 2013, non era mai accaduto nella storia moderna, per trovarne uno antecedente a questo dobbiamo risalire all’evento di Tunguska del lontano 30 Giugno 1908, accaduto anch’esso in un’area distante da zone abitate (una coincidenza?). Le cadute di rocce infuocate provenienti dallo Spazio non possono essere tenute nascoste, risulta impossibile nascondere ciò che può essere visto ad occhio nudo o ripreso da videocamere e telefonini. Durante la caduta del grossissimo meteorite del 15 Febbraio 2013, abbiamo potuto assistere addirittura a qualcosa di unico nel genere; da più fonti video possiamo chiaramente notare come sia avvenuto, su quella “bomba spaziale”, un intervento mirato e deciso da parte di “Guardiani Extraterrestri”. Un “disco volante” ha colpito il grosso meteorite russo frantumandolo e deviandolo in una zona lontana dai centri abitati.

La “palla di fuoco” precipitata in Russia e tutti gli altri casi di esplosioni e bagliori che avvengono in ogni parte del mondo, sono casi destinati probabilmente ad aumentare. Non sappiamo fino a che punto potremo contare sull’aiuto di queste “forze invisibili extraterrestri”. Tutte le agenzie governative mondiali mostrano una più che evidente preoccupazione riguardo l’insidiosa minaccia rappresentata dai corpi spaziali ( e detriti spaziali) come meteore, asteroidi e comete, provenienti dallo Spazio.


Torniamo sul Crop Circle di Santena

Ora più che mai è d’obbligo fare un piccolo passo indietro nel tempo e tornare al crop circle comparso a Santena (TO) il 17 Giugno 2012. Non è necessario per ora sapere se la costellazione situata sul lato destro del pittogramma raffiguri o meno quella del Cancro. Ciò che è fondamentale capire è se il cerchio più grande, che dalla rappresentazione pare provenire proprio da quella costellazione, sia la Stella Binaria del Sole, una Nana Bruna; i sospetti a riguardo cominciano a diventare sempre più credibili.

Non possiamo sapere con esattezza quanti pianeti orbitano attorno a questa stella, ma uno di questi viene qui rappresentato in modo preciso e sembra essere quello che orbita nella zona più estrema di questa stella: il Pianeta X, che silenzioso ed invisibile si avvicina alle orbite interne del nostro Sistema Solare. Sappiamo bene che, in questo crop circle, la formazione dei nostri pianeti (Mercurio, Venere, Terra e Marte) raffigurava la data del 23 Dicembre 2012, ma questo non significa che si sarebbe verificato tutto in quel giorno, astronomicamente parlando è impossibile; quella data rappresentava il “passaggio di un confine” di grandi cambiamenti per l’umanità, connessi anche ad un possibile inasprimento climatico/atmosferico futuro, dovuto proprio a questa imponente presenza planetaria in fase di attraversamento.


Il messaggio di questo preziosissimo pittogramma sembra ora parlare chiaro. Le Entità Extraterrestri Multidimensionali ci hanno messo in guardia da un “periodo” di insidiose piogge di rocce spaziali che anche la Terra avrebbe dovuto incontrare, non possiamo sapere però quanto potrà durare tale periodo. In questo schema vi è rappresentato anche il “colpevole” di questo pericolo: il pianeta che orbita nella zona più lontana dalla propria stella, che per primo entra di fatto dentro al nostro Sistema Solare. Potrebbe quindi non essere l’unico pianeta ad avvicinarsi a noi in futuro.

Cerchiamo di capire come il Pianeta X potrebbe muoversi dentro il nostro Sistema Solare.

Forse non si tratta di un singolo pianeta errante che attraversa ciclicamente le nostre rotte, ma di un sistema stellare completo, forse meno “ingombrante” del nostro ma pur sempre composto da una stella coi propri pianeti orbitanti.

Abbiamo scelto di fare un paragone puramente casuale tra il pianeta più lontano (escludendo i pianeti nani) del Sistema Solare, Nettuno, ed il primo esopianeta, 2M1207 b, scoperto nel 2005 in orbita attorno ad una nana bruna. Da sottolineare che 2M1207, una nana bruna, è visibile nella costellazione del Centauro a circa 173 anni luce dalla Terra e pertanto non può assolutamente trattarsi del sistema stellare (la nana bruna compagna binaria del Sole) che “sarebbe” in fase di attraversamento col nostro Sistema Planetario. Questo paragone lo facciamo per portare esclusivamente dei reali dati astronomici e scientifici dentro ad un concetto che vorremmo assolutamente approfondire, al fine di sviluppare un’idea più o meno precisa su di un “movimento” plausibile da parte di un ipotetico “corpo celeste extrasolare” di passaggio dentro al nostro Sistema Solare.

Facendo un confronto tra due sistemi stellari “esistenti” differenti tra loro ed inserendoli in un possibile sistema binario (dentro il quale ci troveremmo), potremmo avvicinarci a capire meglio cosa esattamente starebbe avvenendo all’interno del nostro Sistema Solare.

Una simulazione di una stella binaria, le cui componenti hanno masse simili e orbitano intorno al comune centro di massa secondo orbite ellittiche.

Dicevamo che il pianeta più lontano del Sistema Solare è Nettuno; esso si trova ad una distanza dal Sole di 30.06 unità astronomiche ed impiega circa 165 anni per compiere una orbita intorno ad esso. Nettuno ha 17 volte la massa della Terra.

2M1207 b è un oggetto di massa planetaria (foto sopra) che orbita intorno a 2M1207, una nana bruna, ad una distanza da essa di circa 40 unità astronomiche, il che implica un periodo orbitale di circa 1700 anni. 2M1207 b ha un massa piuttosto elevata, compresa tra 3 e 10 volte quella di Giove. Tuttavia gli scienziati sono dell’idea che 2M1207 b andrebbe classificato come sub-nana bruna (oggetto di massa minore di una nana bruna) piuttosto che come pianeta, poiché presenta caratteristiche simili alla compagna attorno alla quale lui stesso orbita.


Da notare come la distanza orbitale della “sub-nana bruna 2M1207 b” dalla propria “stella nana bruna” sia addirittura maggiore rispetto alla distanza dell’orbita di Nettuno da quella del Sole (Nettuno:30 U.A. � 2M1207 b:40 U.A.); pertanto se una nana bruna risultasse essere in una fase di incrocio col nostro Sistema Solare, o più precisamente se l’ipotetica Stella Binaria del Sole (teoria ben più attendibile) dovesse trovarsi “nei pressi” del punto più vicino al comune centro di massa del sistema binario nel quale ci muoviamo (quindi in una zona piuttosto a ridosso del nostro Sistema Solare) allora ci troveremmo più di un singolo pianeta in fase di entrata dentro il nostro Sistema. Questo dipenderebbe dalla precisa quantità dei corpi celesti orbitanti e dal periodo di rivoluzione di ogni singolo pianeta appartenente a questo sistema stellare capitanato proprio da una nana bruna.


Sappiamo (dall’esempio sopra citato) che anche le nane brune possono avere pianeti dalle orbite molto distanti e che di logica conseguenza impiegano moltissimi anni a compiere una rivoluzione completa attorno alla propria stella; questo non può che rivoluzionare i “classici concetti di movimento” di un ipotetico Pianeta X presente nel nostro Sistema Solare, rendendo praticamente durissimo il compito di tracciarne una precisa rotta, fondamentale per identificarne i futuri passaggi ravvicinati al nostro sistema planetario.

Un “improbabile” singolo Pianeta Errante che si muove su di una orbita ellittica molto allungata

Nell’immaginario collettivo si crede, spesso troppo frettolosamente, che il Pianeta X possa essere semplicemente un grosso corpo celeste che percorre una lunghissima orbita ellittica e che questo arrivi a passare, come una cometa di lungo periodo, tra le orbite più vicine alla Terra e che spinto poi dalla gravità del Sole continuerebbe il suo cammino verso le profondità dello Spazio oscuro, allontanandosi lentamente dal nostro Sistema Solare. Certamente non si tratterebbe poi di una teoria così impossibile, sappiamo bene che esistono dei pianeti erranti nell’Universo che vengono “catturati” da altri sistemi stellari; tuttavia questa ipotesi definirebbe un concetto di movimento poco idoneo nell’offrire sviluppi sui quali approfondire ricerche credibili, e che se confrontata con gli ultimi studi pubblicati dagli astrofisici J. J. Matese e Daniel Whitmire, sulla ipotetica nana bruna (stella binaria del Sole) denominata “Tyche”, non troverebbe alcuna attendibilità.

Ricordiamo infatti che nel Novembre 2010, la rivista scientifica Icarus pubblicò un documento dei due astrofisici, in cui proponevano l’esistenza di una compagna binaria al nostro Sole, più grande di Giove, nei pressi della “Nube di Oort”, un lontano deposito di piccoli corpi ghiacciati ai margini del nostro Sistema Solare. Questa compagna del Sole denominata Tyche potrebbe avere fino ad un centinaio di lune, alcune abbastanza grandi da essere corpi come Plutone, Eris, MakeMake o Sedna e che trascinerebbe con sé anche un numero elevatissimo di meteoriti, asteroidi e comete. I dati relativi a Tyche sono in possesso da diversi anni del team di WISE (Wide-Field Infrared Survey Explorer), tali dati avrebbero dovuto smentire o confermare gli studi di Matese e Whitmire, ma ancora oggi, dopo approfondite analisi, non sono ancora stati resi pubblici. Tutto questo accentua i sospetti riguardanti una scottante realtà tenuta segreta, difficile (se non impossibile) da rendere pubblica.


L’ipotesi Nibiru


Fin dai tempi più remoti l’uomo è stato attratto dal cosmo; numerosi frammenti di antichi calcoli astronomici sono giunti integri fino ai giorni nostri. Un antico testo mesopotamico narra di un allineamento di sette pianeti “che irruppero nella fascia celeste”. Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone e Nibiru. Curioso ciò che affermò Berosso, sacerdote di Bel, astronomo storico babilonese: “quanto ereditato dalla terra verrà consegnato alle fiamme quando i cinque pianeti si riuniranno nel Cancro disposti in un’unica fila. Quando lo stesso allineamento avrà luogo nel Capricorno noi correremo il pericolo del diluvio”. Quanto alla storia umana, il diluvio universale rappresenta lo spartiacque tra due epoche ben distinte: i dieci sovrani antidiluviani avevano regnato per tempi lunghissimi, misurati in saroi, ossia in periodi di 3600 anni.


Altre ipotesi sono affiorate nel corso del tempo, alcune di esse sostengono che il pianeta Nibiru possa fare parte di un sistema stellare composto da ben sette pianeti che orbitano attorno alla propria stella. Spesso ci troviamo a pensare che il Pianeta X rappresenti Nibiru, il pianeta dell’antica cosmologia dei Sumeri, e che ogni 3600 anni compia la sua completa fase di attraversamento all’interno del nostro Sistema Solare…questa però potrebbe essere un’altra storia, uno tra diversi eventi che ciclicamente (o anche non necessariamente) il nostro Sistema Solare incontra. In realtà, di corpi celesti che incrociano le nostre orbite planetarie, potrebbero essercene altri e di eventi simili potrebbero accaderne molti di più di quanto pensiamo.

Non un singolo Pianeta X ma “differenti eventi” connessi a diversi periodi orbitali

Proviamo a focalizzarci soltanto sul concetto del Sistema Binario nel quale dovremmo (quasi certamente) trovarci. Se la stella binaria del Sole, una nana bruna, si trovasse davvero in una fase ravvicinata, potremmo seriamente ritrovarci uno dei suoi pianeti (precisamente quello dall’orbita più estrema) già dentro al nostro Sistema Solare… 
(fine prima parte)

Dan Keying


(Fonte: Segni dal Cielo)