lunedì 14 marzo 2016

Salvaguardare il ruolo disinquinante della vegetazione urbana



Gli eventi meteorici sempre più intesi ripropongono il tema della cura e della gestione del nostro patrimonio verde nei centri urbani. E' assurdo che la soluzione possa essere solo l'eliminazione delle alberature di una certa imponenza e valenza vegetativa. Occorrono metodi strumentali di indagine razionali ed oggettivi. 

La messa in sicurezza delle piante ornamentali è un aspetto delicato che non deve essere trascurato, anche per fronteggiare quelle ondate di cattivo tempo che si accompagnano a nubifragi e venti impetuosi, come nei giorni scorsi.

Nei centri urbani, soprattutto nelle aree caratterizzate da eccessivo carico antropico, flussi veicolari di una certa intensità, le piante ornamentali svolgono un ruolo importantissimo per la qualità della vita. E' un aspetto che viene dato per scontato e comunque sottovalutato, mentre al contrario fa notizie allorché qualche pianta o un numerosi imprecisato di esse, si abbatte al suolo, per forti venti od altro, e peggio ancora quando ci scappa qualche vittima.

Gli alberi ornamentali ubicati nelle nostre città sono numerosi e per lo più appartengono a diverse famiglie: latifoglie, platani, ippocastani, aceri, tigli, conifere, querce, magnolie.

Le Amministrazioni pubbliche devono preoccuparsi di mettere in campo interventi, con metodi e tecnici altamente qualificati per valutare il grado di stabilità, per monitorare situazioni che registrano potature errate, abbattimenti, sostituzioni e danneggiamenti, possibilmente con metodi strumentali di indagine razionali ed oggettivi.

Le alberature ornamentali possono essere valutate nella loro pericolosità come per i terremoti con la scala Richter. Servono conoscenze tecniche e l'utilizzo di determinate apparecchiature a impulso, restistografi, frattometri, in grado di accertare la stabilità, il rischio e la pericolosità degli alberi in riferimento alle cause: biotiche ed abiotiche, che ne minano la salute e quindi la stabilità e l'inevitabile pericolosità per l'uomo.

Il problema non è di facile soluzione. Sarebbe assurdo risolverlo con l'eliminazione delle alberature di una certa imponenza e valenza vegetativa, come platani, tigli, lecci, aceri, ecc.

Quali tecniche utilizzare al fine di prevenire e garantire la sicurezza massima non solo all'uomo ma anche ai manufatti abitativi e produttivi, ubicati in prossimità dei punti critici e di aggregazione sociale altamente frequentati?

Solitamente la cause che indeboliscono la vitalità e la stabilità delle piante ornamentali sono da scrivere al traffico, al ridotto volume di terreno e di aria ed ossigeno, peraltro, compattato per l'espansione delle radici rovinate anche dai lavori di asfaltatura e/o cementificazione, ridotto volume di acqua a disposizione, ferite provocate da non razionali potature, malattie di origine animale e vegetale.

Le drastiche e vigorose potature che effettuano alcuni improvvisati potatori, i quali ritengono opportuno tagliare o sopprimere buona parte della chioma, così pure le radici superficiali, degli alberi ornamentali, con la sbagliata convinzione di irrobustire la piante, in realtà, ne compromettono la vitalità e stabilità.

Con l'eccessivo taglio delle chiome e spesso anche delle radici superficiali, per il rifacimento di qualche marciapiede, l'architettura, la struttura, la fisiologia e la funzionalità delle alberature vengono sconvolte. A seguito dell'insediamento delle forti ferite inferte ai pochi rami rimasti, al tronco e alle radici risparmiate o non soppresse, l'attacco funghi, carie, parassiti e dei relativi processi degenerativi diventano inevitabili con il lento avvio delle piante verso l'inesorabile declino ed in molti casi anche alla morte.

Valutare la stabilità degli alberi significa, quindi, pensare ad interventi di tutela, salvaguardia e valorizzazione del sistema del verde urbano e periurbano.

Giovanni Perri  - Strettamente Tecnico > Bio e Natura

sabato 12 marzo 2016

Treia, dal 23 al 25 aprile 2016 - Forum del lavoro bioregionale e Festa dei Precursori - Presentazione



Il Comitato Treia Comunità Ideale, in collaborazione con l’Onlus A Sud di Roma, la CGIL di Macerata, l’Onlus La Talea ed il Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia, e con il patrocinio morale del Comune e della Proloco di Treia, Regione Marche e Provincia di Macerata,  sta organizzando un “Forum-Tavola rotonda sul lavoro alternativo bioregionale sostenibile”  che si svolgerà  il 23 aprile 2016, alle ore 16.00 nella Sala Consiliare del Comune di Treia.  A questo evento seguiranno nei giorni successivi altri incontri di approfondimento sui temi trattati che si terranno il 24 aprile presso la Talea Onlus  di Passo Treia, ed il 25 aprile presso la sede del Circolo Vegetariano VV.TT., in forma di “Festa dei Precursori”.

Ma iniziamo per ordine, la mattina del  23  aprile 2016, per i visitatori che vengono da fuori,  ci sarà una visita storico-archeologica dei monumenti  e musei di Treia e (forse, tempo permettendo) al giardino di  Villa Spada, appuntamento, alle ore 10.00, alla Chiesa di San Filippo in Piazza Repubblica.   Il pomeriggio, con inizio alle ore 16.00,  si tiene la Tavola Rotonda sul lavoro alternativo,  nella Sala Consiliare del Comune,  incentrata sull’agricoltura, sull’artigianato e sulle nuove professioni olistiche, senza trascurare l’aspetto dell’ecologizzazione delle attività lavorative tradizionali.  Il discorso viene intercalato da poesie recitate da Maurizio Angeletti e da canti popolari di Luciano Carletti  e si conclude con un piccolo rinfresco bioregionale.



La discussione, moderata da Lucia Nardi, dopo i saluti del sindaco Franco Capponi, inizia con Marica di Pierri, responsabile dell’Onlus A Sud, che  aprirà il discorso introducendo il suo libro “Riconversione, un’utopia concreta”, che tratta di temi di riconversione dell’economia e del lavoro, in chiave ecologica. Seguirà un intervento di Simona De Introna (segretaria FP CGIL Macerata), altri interventi previsti sono quelli di: Stefano Panzarasa (responsabile Educazione ambientale del Parco dei Monti Lucretili),  Marinella Correggia (Ecologia domestica e prevenzione), Luigino Quarchioni (Legambiente Marche),  Claudio Cagnolato (Microorganismi effettivi), Caterina Regazzi (Rete Bioregionale Italiana), Adriano Spoletini (La Talea Onlus).  Durante l'incontro verranno esposte  foto di Treia a cura del FotoCineClub. 



Il 24 aprile 2016   si starà tutto il giorno alla Cooperativa La Talea di Passo Treia, al mattino, con inizio alle ore 10.00,  si farà il pane assieme ed un mini corso sulla preparazione di cibi bioregionali.  A seguire, alle ore 11.30, l'esperto Claudio Cagnolato terrà un discorso teorico pratico sui microrganismi effettivi da poter usare sia per disinquinare e fertilizzare l'ambiente sia per usi alimentari.  Alle ore 13.00  il pranzo è previsto in loco con il cibo vegetariano da ognuno portato. A seguire, nel primo pomeriggio, si terrà una visita all’orto biodinamico, con spiegazioni di Gabriele Squaiella, ed agli animali della cooperativa. Verso le 15.30 iniziano le dimostrazioni di attività olistiche e di attività culturali. Tra cui  Sandro Capponi, Daniela Saltari, la Scuola di Tai Chi di Macerata,  Paola Pela, il gruppo di mantra  "Aria di Stelle" condotto da Mara Lenzi e diversi altri.  Alle 18.30 degustazione del pane fatto in casa la mattina con contorno di prodotti tipici locali con canti e balli e per finire visita collettiva alla Torre-mulino di Passo Treia.



Il 25 aprile 2016, con partenza alle ore 10,   si potrà visitare un  luogo naturalistico di Treia (forse, tempo permettendo il giardino di Villa Spada). Di  ritorno alla sede del Circolo vegetariano VV.TT. (In vicolo Sacchette, 15/a, al centro storico),  è previsto un picnic condiviso con il cibo da ognuno portato,  nel pomeriggio, dalle ore 15.30, ci sarà un giro di condivisioni, analisi  e proposte, con Alberto Meriggi, Enzo Catani,  Mario Dal Mare, Milena Campanella, Renato Tittarelli,  Umberto Rocchi ed altri, intervallato da momenti musicali e recitazioni di poesie di Lucia Nardi.  La serata si concluderà con una meditazione.

Paolo D’Arpini (coordinatore)



treiacomunitaideale@gmail.com – circolovegetariano@gmail.com 
Tel. 0733/216293 - 3336023090






Con il Patrocinio morale di: 
Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Treia, Proloco Treia

Forum del Lavoro bioregionale sostenibile
Laboratorio sociale, economico e culturale
Treia: 23 aprile 2016 - Sala Consiliare del Comune

Il Comitato Civico “Treia Comunità Ideale”, con A Sud Onlus, CGIL Macerata, Talea Onlus e Circolo Vegetariano VV.TT., organizza un Forum sul Lavoro alternativo bioregionale sostenibile che comprende la presentazione del libro “Riconversione un'utopia concreta” con idee proposte e prospettive per una conversione ecologica e sociale dell'economia, in chiave locale.

Programma

Ore 16:00 - Saluto del Sindaco di Treia, Franco Capponi
Relazione introduttiva di Marica di Pierri, autrice del libro e referente di A Sud

Interventi di approfondimento – Moderatrice Lucia Nardi
Simona De Introna (Segretaria FP CGIL Macerata)
Stefano Panzarasa (Educazione ambientale del Parco dei Monti Lucretili)
Caterina Regazzi (Rete Bioregionale Italiana)
Adriano Spoletini (La Talea Onlus)
Marinella Correggia (Ecologia domestica e prevenzione)
Luigino Quarchioni (Legambiente Marche)
Claudio Cagnolato (Microorganismi effettivi)
A seguire - Interventi del pubblico e dibattito

Il discorso è arricchito da poesie recitate da Maurizio Angeletti, musiche all'organetto di Luciano Carletti, esposizione d'immagini del Fotoclub Il Mulino

Ore 18:30 – Piccolo rinfresco bioregionale e visita alla Pinacoteca Comunale


Integrazione - Alle ore 10.00, appuntamento nella Chiesa di San Filippo e passeggiata storico-culturale a cura della Proloco, con spiegazioni dell'archeologo Enzo Catani. Alle ore 21.00, al Circolo Vegetariano VV.TT., sessione di canti a cura di Aria di Stelle, per festeggiare la Luna piena in Toro.


Info. Tel. O733/216293 - treiacomunitaideale@gmail.com



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Bollettino di guerra No Triv: "Il giudizio della Consulta" - Al Referendum del 17 aprile 2016 vota Sì per dire No alle trivelle a mare



Referendum trivelle, la Consulta boccia i ricorsi delle Regioni. No Triv: “nessun giudizio di merito”

Referendum trivelle, è arrivata la beffa. La Corte costituzionale ha dichiarato il 9 marzo 2016  l’inammissibilità dei conflitti di attribuzione delle Regioni che puntavano a ripristinare due dei sei quesiti esclusi. Nel caso di parere positivo, si sarebbe riaperta anche la possibilità di accorpare la data del referendum con il primo turno delle elezioni amministrative, che avrebbe consentito di risparmiare circa 370 milioni di euro di soldi pubblici.

Così non è stato. Secondo la Consulta i ricorsi sono inammissibili in quanto non sostenuti da una previa delibera di almeno cinque dei Consigli regionali che avevano promosso il referendum. I ricorsi relativi alle richieste di referendum sulla «pianificazione delle attività estrattive degli idrocarburi» e sulla «prorogabilità dei titoli abilitativi a tali attività» sono stati bocciati per mere cause procedurali. Le sei Regioni promotrici del comitato ufficiale per il SI - Basilicata, Puglia, Liguria, Marche, Sardegna, Veneto avevano proposto il conflitto d’attribuzione tra poteri dello Stato su entrambi i punti: il primo nei confronti della Cassazione; il secondo, quello sul piano aree, anche nei confronti di Camera, Senato e Governo.

“La decisione solleva perplessità, in quanto, mentre a gennaio la Corte ha ammesso la costituzione in giudizio del delegato regionale abruzzese per conto del Consiglio e contro le altre nove regioni senza che alle spalle vi fosse una previa delibera del Consiglio regionale, oggi ritiene che i delegati regionali – che pure costituiscono nell’insieme il comitato promotore del referendum – non possano agire senza che vi sia un previo atto di autorizzazione delle rispettive assemblee regionali”, commenta Enzo di Salvatore, del Comitato nazionale Notriv, costituzionalista ed estensore dei quesiti referendari.

D’altra parte, sottolineano i NoTriv, a nessuno verrebbe in mente di sostenere che, nel caso del referendum promosso da 500.000 elettori, il Comitato referendario debba sollevare conflitto, previa “delibera” di mezzo milione di persone almeno.

“In questo caso, la Corte costituzionale ha sempre ritenuto che fosse sufficiente che almeno tre dei membri del Comitato potessero agire in giudizio. In ogni caso, la decisione di oggi non entra nel merito delle questioni poste dai delegati regionali e gli italiani non sapranno mai se vi sia stata effettivamente elusione dei quesiti referendari concernenti il piano delle aree e la durata dei titoli in terraferma e oltre le dodici miglia marine”, conclude di Salvatore.

IL 17 APRILE 2016 VOTA SÌ AL REFERENDUM PER DIRE NO ALLE TRIVELLE
Tutti siamo chiamati a difendere il nostro mare. 


Coordinamento Nazionale No Triv

riferimenti per la stampa:
Roberta Ragni
3286473463
Dominella Trunfio
3286237097


venerdì 11 marzo 2016

L'Oceano Pacifico ha raggiunto la pace eterna... è morto!



L'intervista in rete, disponibile su Youtube, ad un grande viaggiatore dei mare e degli oceani, Ivan Macfadyen, australiano che ha viaggiato in lungo e in largo i mari e gli oceani più e più volte, lascia un magone nello stomaco e rende inevitabile la domanda: "Siamo davvero già a questo punto!". Ma soprattutto le sue dichiarazioni sono del 2013, voi ne avevate mai sentito parlare?

Macfadyen, con un'imbarazzante semplicità e con un tono pacato, racconta la sua esperienza, quello che i suoi occhi hanno visto durante la sua ultima traversata dell'Oceano Pacifico nel 2013, partendo da Melbourne fino ad Osaka, migliaia di miglia nautiche senza vita ne' in acqua ne' fuori, impossibile per lui non notare l'assenza di uccelli marini, impossibile non notare che nessun pesce abboccava all'amo e che non si vedevano nuotare e giocare i delfini affianco alla barca, come nella traversata, con lo stesso itinerario, del 2003 dove l'oceano pullulava di vita: balene, tartarughe, squali, delfini, tanti uccelli marini che cercavano cibo e usavano la barca per farsi accompagnare nella ricerca.

Desolazione! Distruzione! Deserto nell'acqua e fuori!

Un silenzio doloroso interrotto solo da rumori vuoti, privi di vita! Solo 10 anni prima era tutto così meraviglioso e rigoglioso, come è possibile, è il risultato del disastro nucleare di Fukushima? Probabilmente si, infatti uno dei pochi esemplari in vita che ha visto durante il percorso è stata una balena con un enorme escrescenza sulla testa che sembrava senza dubbio un tumore.

Ma non finisce qui, no non è ancora abbastanza straziante questo racconto, c'è ancora molto altro, infatti Macfadyen continua a raccontare che l'assenza di vita inizia in concomitanza con il confine con la Grande Barriera Corallina, infatti descrive le acque del Queensland come completamente sterili e prosciugate dalla massiccia pesca industriale.

Durante il viaggio infatti, racconta, che si videro venire incontro un piccolo motoscafo, un attimo ebbero paura che potessero essere pirati ma non lo erano, erano pescatori che volevano offrire tantissimo pesce che altrimenti sarebbe finito nuovamente in acqua privo di vita, perché la loro pesca mirava solamente al tonno, tutto il resto veniva ributtato in mare, ma non erano piccoli pescatori, erano parte dell'equipaggio di enormi pescherecci che rastrellavano senza pietà, con la pesca a strascico, ogni centimetro cubo d'acqua uccidendo ogni forma di vita!

Il viaggio di Macfadyen non è stato accompagnato solo da tristezza e desolazione per l'assenza di vita e da enormi navi assassine, non è mai mancata la presenza massiccia di rifiuti, egli afferma che hanno percorso 23.000 miglia nautiche e 7000 di queste sono state navigate tra rifiuti, enormi rifiuti, rifiuti di ogni genere; racconta ancora che non osavano accendere il motore della barca di notte per paura che qualcosa potesse incepparsi e danneggiare il motore. Al largo delle Hawaii i rifiuti si vedevano fino in profondità, ma c'è chi afferma, pensate proprio un funzionario dell'ambiente, che inquinerebbe molto più il consumo di carburante per cercare di ripulire l'Oceano...quindi tanto vale lasciarlo così come sta.

Macfadyen ha cercato di lanciare un grido, un appello all'umanità intera per far capire che forse è già troppo tardi ma almeno bisogna adoperarsi in ogni modo per far regredire questa distruzione galoppante che presto farà terminare la vita laddove la vita stessa ha avuto origine.

Barbara Pedretti - http://www.greenme.it/

http://www.greenme.it/images/easyblog_articles/2669/b2ap3_thumbnail_Ivan-Macfadyen.jpg

giovedì 10 marzo 2016

Le trivelle no pasaran.... Avanti, più forti di prima, verso il referendum del 17 aprile 2016




«Transunion Petroleum rinuncia a due istanze di ricerca di gas e
petrolio in mare, dimostrazione che la campagna contro le
trivellazioni sta sortendo l’effetto sperato, anche se i comitati
pro-Triv vogliono farci credere che la decisione non sia collegata al
referendum del 17 aprile. Ma la vittoria è a portata di mano! Andiamo
avanti, più forti di prima». Commenta così, il Coordinamento Nazionale
No Triv, la decisione della società di non dar corso al procedimento
autorizzativo dopo il parziale rigetto, da parte del MISE, delle
istanze di ricerca di idrocarburi in mare, nello specifico nel Golfo
di Taranto e nel Canale di Sicilia.

In merito alla riperimetrazione delle zone marine interessate dalle
istanze, sul Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse
(Buig) si legge infatti:

“La società non ha provveduto a comunicare il proprio interessamento
al prosieguo del procedimento amministrativo, nei modi e nei termini
indicati dalla comunicazione di “Rigetto parziale e riperimetrazione”
del 29 gennaio 2016 n. 2481”.

Qualche settimana fa, anche la Petroceltic e la Shell, che vantavano
rispettivamente un permesso di ricerca al largo delle Isole Tremiti e
due istanze nel Golfo di Taranto, hanno rinunciato ai nostri mari.

«La riperimetrazione decretata nel gennaio scorso dal MISE è stata la
conseguenza dell'entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016 in
cui il Governo era stato costretto, sotto la minaccia del referendum,
a inserire una norma per il ripristino del divieto di nuove attività
"petrolifere" nelle zone marine poste a meno di 12 miglia marine dalle
linee di costa e dalla aree naturali protette», afferma Domenico
Sampietro, del Coordinamento Nazionale No Triv.

Anche la Transunion commenterà copiando la Shell? Ovvero che “la
riperimetrazione non c'entra con il referendum"? Cosa avrebbe fatto
cambiare idea alla società se non lo spettro di una sconfitta
referendaria?

Dietro la clamorosa decisione della Transunion ci sarebbero dunque i
soliti "3-4 comitatini", su cui il Governo ha riferito di recente al
Parlamento nel corso della presentazione dell'annuale Relazione sulla
politica dell'informazione per la sicurezza.

Ma non finisce qui. «Stiamo lavorando per portare al voto la
maggioranza degli italiani -dichiara Stefano Pulcini, del
Coordinamento Nazionale No Triv- e per dire forte e chiaro al Governo
che il vento è cambiato. I sondaggi sono dalla nostra parte e il
quorum è a portata di mano. E’ giunto il momento di stracciare la SEN
e di farne una completamente nuova».

IL 17 APRILE  2016  VOTA SÌ AL REFERENDUM PER DIRE NO ALLE TRIVELLE

Tutti siamo chiamati a difendere il nostro mare. 


Coordinamento Nazionale No Triv



https://www.facebook.com/Coordinamento-Nazionale-No-Triv-1428315400765373/

www.notriv.com

info@notriv.com

riferimenti per la stampa:
stampanotriv@gmail.com

Roberta Ragni
3286473463

Dominella Trunfio
3286237097

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Immagine correlata

La rete bioregionale Italiana aderisce alla campagna  contro le trivelle, vedi anche: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2016/02/17-aprile-2016-il-95-degli-italiani.html

mercoledì 9 marzo 2016

....No al grano avvelenato - Magnamoce 'na pizza... ma non al Glifosato...!

Magnamoce 'na pizza... ma non al Glifosato...!


Grano Manitoba, cosiddetto "di forza" e farine di importazione da agricolture che consentono la pratica incivile di disseccare le coltivazioni prima della raccolta. Cereali, legumi, patate, ecc., sottoposte all'agente arancio "seccatutto" che crea scorretta concorrenza contro le zone agricole a maggior vocazione per le colture cerealicole e da granella in genere, ovvero il Mediterraneo. Grano, per la pasta e per il pane, orzo per la Birra o per il bestiame... tutto al glifosate, dannosissimo per la salute e distruttore dell'ambiente.

BANDIAMO QUESTA ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA CHE STA DEVASTANDO LA SALUTE PLANETARIA E MODIFICANDO IL CLIMA PER LA DISTRUZIONE DELL'HUMUS E DELLA FOTOSINTESI 

RENDIAMO OBBLIGATORIA L'AGRICOLTURA BIOLOGICA E UTILIZZIAMO CORRETTAMENTE I FONDI EUROPEI DESTINATI A COMPENSARE I MANCATI REDDITI E MAGGIORI COSTI DELLA PRODUZIONE BIOLOGICA. 

ABBIAMO 12 MILIARDI ALL'ANNO DI FONDI EUROPEI PER L'AGRICOLTURA DAL 2016 AL 2020
NE BASTANO 7 PER RICONVERTIRE TUTTA L'ITALIA ALLA COLTIVAZIONE BIOLOGICA.

MENTRE SPENDIAMO OLTRE CENTO MILIARDI ALL'ANNO PER MALATTIE DEGENERATIVE PROVOCATE DA OLTRE 300 PESTICIDI PRESENTI NEGLI ALIMENTI E NELLE ACQUE CHE BEVIAMO... IL PIU' PRESENTE E' PROPRIO IL GLIFOSATO.

GIUSEPPE ALTIERI, AGROECOLOGO


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Articolo collegato: 

Perché il glifosato è spruzzato sulle colture prima della raccolta?


grano glifosatoIl glifosato, l'ingrediente principale dell'erbicida Roundup della Monsanto, è riconosciuto nel mondo come il diserbante più usato. Ciò che non è noto è che gli agricoltori usano il glifosato anche su colture come grano, avena, mais, fagioli commestibili e altre colture proprio prima del raccolto, sollevando preoccupazioni che l'erbicida potrebbe essere presente nei prodotti alimentari.

Glifosato utilizzato per accelerare la mietitura del grano
Il professor Charles Benbrook, che ha pubblicato il documento sull'uso quantitativo del glifosato, conferma che la pratica di irrorazione sul grano, prima della raccolta, con il glifosato, noto come essiccante, è stata iniziata in Scozia nel 1980.
"Gli agricoltori avevano spesso difficoltà ad ottenere dell grano e dell'orzo completamente asciutti in modo uniforme in modo che potessero iniziare la raccolta- afferma il professore. "Così si avvicinò l'idea di uccidere il raccolto (con glifosato) una o due settimane prima della raccolta per accelerare l'asciugatura della parte bassa della spiga di grano".
L'uso di pre-raccolta con glifosato consente agli agricoltori di raccogliere le colture fino a due settimane prima di come normalmente avviene nelle regioni più fredde, avvantaggiando le regioni più a Nord.
La diffusione di questa pratica avvenne, in seguito, nelle aree di coltivazione del grano del Nord America, come le province degli Stati Uniti e del Canada del Midwest superiore, quali Saskatchewan e Manitoba.
"L'Essiccazione forzata avviene principalmente in anni in cui le condizioni sono umide e il raccolto ha bisogno di tempo per asciugare", ha detto Joel Ransom, un agronomo a North Dakota State University. Ransom sostiene quindi che i disseccanti per grano che contengono il glifosato è stato uno strumento utile per gli agricoltori.
"Aiuta ad accelerare l'asciugatura verso il basso e controlla le erbacce che infestano il grano che rallentano la pratica della trebbiatura", ha detto. "Ha un ruolo importante nelle zone in cui c'è molta umidità."
Ransom afferma che la pratica è aumentata nel corso degli ultimi 15 anni a causa del tempo umido, come ad esempio nel Dakota del Nord, che è lo stato leader di produzione di grano negli Stati Uniti.
Mentre è più comune negli stati del Midwest superiore dove c'è più umidità, l'essiccazione ha meno probabilità di essere fatta in aree più secche come Kansas, Oklahoma, Washington e Oregon.
Tutti gli agricoltori convenzionali disseccano il grano
Secondo un coltivatore di grano in Saskatchewan(Canada) i disseccanti di grano contenenti glifosato sono comuni nella sua regione. "Penso che ogni agricoltore non biologico in Saskatchewan utilizza glifosato ogni anno, sulla maggior parte dei propri acri di grano ", ha detto il contadino parlando a condizione di rimanere in anonimato.
Ha preoccupazioni circa la pratica: "Penso che gli agricoltori hanno bisogno di rendersi conto che tutte le sostanze chimiche che usiamo sono 'cattive' in una certa misura," ha aggiunto. "Monsanto ha fatto una efficace lavoro di marketing sul glifosato, promuovendolo come 'sicuro' e 'biodegradabile' che gli agricoltori qui credono ancora sia così anche se tali affermazioni sono false."
La stragrande maggioranza degli agricoltori in Manitoba, la terza provincia del Canada che produce più grano - da cui prende nome la famosa farina di grano tenero usata anche da noi- utilizzano molto glifosato sul grano, ha detto Gerald Wiebe, contadino e consulente agricolo. "Direi che il 90 al 95% di ettari di grano in Manitoba sono spruzzati in pre-raccolta con glifosato. L'eccezione si avrebbe solo in zone aride della provincia in cui i livelli di umidità al momento del raccolto non sono un problema ", ha concluso.
Una pagnotta di pane al glifosato
Eppure, ci sono ovvie preoccupazioni perché il glifosato sia presente nei prodotti alimentari.
"Ci è stato detto che questi (residui di glifosato) sono troppo piccoli per essere rilevati, ma ci possiamo credere?», Chiese il contadino Saskatchewan. "Penso che tutti, anche i contadini che utilizzano e amano il glifosato, non mangiarebbero un pezzo di pane con il glifosato"
Un altro contadino, Wiebe, condivide le preoccupazioni simili: "I consumatori non si rendono conto che quando acquistano prodotti di grano come farina, biscotti e pane, soprattutto integrali, si stanno esponendo a residui di glifosato ". "È barbaro mettere glifosato nel cibo un paio di giorni prima di raccoglierlo."
Potete immaginare la risposta del pubblico se sapesse che il glifosato viene spruzzato sull'avena dei loro cereali per colazione Cheerios solo poche settimane prima che siano prodotti?

Fonte: http://aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3395:2016-03-07-14-55-38&catid=263:bioagricolturanotizie7marzo&Itemid=163

martedì 8 marzo 2016

Tufillo, Fattoria Fonte Trocchi: "Volontari agricoltori cercasi"



Abruzzo - Fattoria Fonte Trocchi  offre ai giovani con una situazione lavorativa precaria la possibilità di inserirsi in un progetto agricolo nel comune di Tufillo, iniziato nel 2011 su una superficie di 4 ettari di terreno boschivo e seminativo, attualmente gestito da Nicolas e Federica e un numero variabile di ospiti. In cambio di 3 - 4 ore di partecipazione nei lavori agricoli gli ospiti ricevono vitto e alloggio, inizialmente per un periodo di prova di due settimane.

Se dopo un periodo di conoscenza reciproca, la collaborazione diventa più durevole, c'è la prospettiva di gestire in autonomia una parte del terreno a disposizione. Per formalizzare la collaborazione con assicurazione sanitaria in caso di infortunio, è necessario iscriversi all'associazione Wwoof Italia (world wide opportunities on organic farms) che rende possibile visitare anche altri progetti agricoli in Italia prima di decidere dove stabilirsi definitivamente. Come fonte di reddito la zona offre un grande potenziale sopratutto nella pastorizia, nella gestione dei boschi e nel recupero di oliveti abbandonati.

Produciamo frutta, ortaggi, cereali, legumi, olio e uova per il fabbisogno proprio, per la vendita e lo scambio a livello locale, e per condividere l´abbondanza di cibo come bene comune con chiunque partecipi in qualche modo alle nostre attività non solo agricole, ma anche artistiche e di salvaguardia dell'ambiente.


Conosciamo bene i metodi dell´agricoltura  organica, sinergica, rigenerativa, della permacultura e dell'agricoltura contadina tradizionale. Il risultato è un agricoltura del buonsenso evitando monocolture su superfici troppo estese e diminuendo il rischio di un fallimento totale attraverso la diversificazione delle colture all´interno della superficie coltivata e attraverso la diversificazione dei metodi applicati all´interno delle coltivazioni.

Contatto: cementobianco@yahoo.it
Chi siamo: www.fattoriafontetrocchi.wordpress.com/fotogallery
Per iscriversi: www.wwoof.it