martedì 26 aprile 2016

Treia - Il racconto di Lucia Nardi sugli eventi vissuti il 23, 24 e 25 aprile



Il 23 aprile 2016 si è tenuta dalle ore 16,30 una tavola rotonda sul Lavoro Bioregionale. Il Comitato Civico “Treia Comunità Ideale”, il Circolo Vegetariano VV.TT., la Talea Onlus, A Sud Onlus, e la CGIL di Macerata e tutti i partecipanti hanno collaborato in sinergia per la realizzazione di questo Forum sul Lavoro Bioregionale Sostenibile. Il gruppo Aria di Stelle ha fatto un canto di buon auspicio per noi tutti, che ha ben inaugurato il pomeriggio. La tavola rotonda, come giro di condivisione in senso classico, è stata preannunciata dall’organizzatore Paolo D’Arpini e da Lucia Nardi, che ha subito presentato Marica Di Pierri. 

Il sindaco Franco Capponi, presente il 23 aprile, è intervenuto con piacere all’iniziativa riconoscendo lo slancio di “Treia Comunità ideale”, che sta proponendo cambiamenti. Ha inoltre ricordato gli sforzi dell’Amministrazione in tante direzioni, tra cui la riapertura del Parco di Villa Spada e l’attenzione al verde. La Di Pierri si è presentata come referente dell’Ass. A Sud Onlus ed ha proposto diversi spunti di riflessione, che troveremo approfonditi nel libro “Riconversione: un’utopia concreta”. La Di Pierri è una dei curatori di questo testo. Il secondo intervento è stato quello di Simona De Introna, Segretaria FP della CGIL di Macerata e dietista. La De Introna ci ha spiegato come l’alimentazione sia cambiata nel tempo, in base al contesto storico-culturale e quanta poca informazione ci sia oggi su cosa voglia dire dieta equilibrata. Simona si sta ora occupando soprattutto di informazione e di prevenzione nelle scuole. Dopo quest’intervento ho invitato a recitare Maurizio Angeletti, che ci ha donato una poesia scritta per l’occasione sui temi del Forum. Dopo Maurizio, ho annunciato Stefano Panzarasa, responsabile dell’educazione ambientale del Parco dei Monti Lucretili. Stefano ha parlato della sua attività nel parco, ma non solo, infatti egli è anche co-fondatore della Rete Bioregionale Italiana e membro del Centro Studi Ecozoici negli U.S.A. ed autore di brani musicali, che riprendono i testi di Gianni Rodari. Dalla Di Pierri in poi comunque il problema del rispetto ambientale, la questione alimentare, il problema dei rifiuti sono stati dei minimi comun divisori, che ognuno ha trattato da un diverso punto di vista. Per fare una piccola pausa è seguita un’altra poesia, recitata da Maurizio Angeletti. 

A questo punto Caterina Regazzi è intervenuta con un discorso organico sui vari cambiamenti che sono avvenuti nella società ed ha affermato quanto sarebbe importante lavorare tutti, seppur di meno ed avendo del tempo per accudire chi ne ha bisogno. Anche Caterina è membro della Rete Bioregionale Italiana. Dopo un breve intermezzo musicale popolare, a cura di Luciano Carletti, ho presentato Adriano Spoletini. Adriano è impegnato nella valorizzazione dell’ambiente e si occupa di politiche sociali, ma in particolare di reinserimento lavorativo di ragazzi diversamente abili. Nella Talea Onlus Adriano e Lauretta cooperano per “far germogliare nuove piantine”, tramite le tante attività da loro svolte, compresa la legatoria. Terminato l’intervento di Adriano, è subentrata nella tavola rotonda Marinella Correggia, giornalista e scrittrice, che ci ha invitati a rivedere il nostro modo di interagire con la natura. La Correggia ci ha parlato di sganciamento individuale dall’economia di guerra, ossia ci ha mostrato una via ideale verso l’allontanamento dalla belligeranza ed ai mercati connessi ad essa. Ha inoltre scritto un manuale di pratiche per prevenire i rifiuti: “Zero rifiuti. Come cambiare l’economia?.”. Dopo una piccola pausa poetica, con Maurizio Angeletti, siamo passati al successivo ospite. Luigino Quarchioni sostiene la cultura del riuso dei beni, in quanto può essere importante prolungare il ciclo di vita degli elettrodomestici. Non buttare qualcosa di rotto, ma riaggiustarlo, trovargli un’altra funzione, riutilizzare i pezzi possono essere modi per non sprecare nell’economia domestica. Ad allietare la platea è seguito un intervento musicale di Luciano Carletti. 

A tal punto Claudio Cagnolato ci ha incuriositi, tramite il suo discorso sui microorganismi effettivi, che sarebbe poi continuato il giorno dopo, presso la Talea. Intanto ci dice Claudio che la terra e l’uomo hanno già tutto ciò che gli occorre. Ringraziando Claudio, ho ripreso la parola. Catani è intervenuto lasciando una provocazione ed un messaggio ai giovani, che dovrebbero raccogliere queste idee ed interessarsi a questo fine del bene comune e dell’attenzione all’ambiente circostante. Bene si è inserito quest’intervento ina giornata che ha condannato l’individualismo ed il disinteresse della società consumistica nei confronti del bene dell’essere umano e della società. La De Introna come voce della CGIL è intervenuta per lanciare la raccolta firme per La Carta dei Diritti del Lavoratore, che vuol essenzialmente cambiare dei punti critici del Job Act. Infine Pallocchini de La Rucola e qualche altra persona tra la platea si sono interessati all’iniziativa, con qualche commento e cercando il dialogo. Siamo giunti a conclusione e così ho invitato il pubblico a partecipare alla visita alla Pinacoteca che sarebbe seguita, insieme a Cristiano Lambertucci. Abbiamo dunque lasciato la Sala Consiliare, che era davvero ben allestita con le sedie disposte in maniera circolare ed un corollario di foto di Treia, del Foto-cine-club.

La spiegazione riguardante la Pinacoteca è stata interessante ed un rifresco a cura de Le Delizie del Forno ha decretato la fine del pomeriggio. Ho così invitato la platea a partecipare alle altre attività previste per la serata, per il 24 e 25 aprile.

Luciano Carletti ha suonato per noi, concludendo allegramente la serata.

Il 24 aprile, Festa dei Precursori, la giornata è iniziata verso le 10,00 impastando il pane alla Talea.

Dopo l’attività è intervenuto Claudio Cagnolato, per approfondire l’argomento dei microorganismi effettivi e si è poi pranzato insieme.

Nel pomeriggio c’è stata la rassegna di attività olistiche, da me presentata.

Dopo un’affascinante dimostrazione e spiegazione di Tai Chi, Daniela Saltari ci ha portati nel mondo liberatorio della danza-terapia. Intanto pause delicate sono state condotte dal gruppo Aria di Stelle, Stefano Panzarasa alla chitarra e Maurizio Angeletti con le sue poesie. Il counselor Sandro Capponi ci ha un po’ spiegato il suo percorso ed è intervento sul massaggio del piede, come avviene e quali effetti ha sulla persona. Il massaggio del piede è rilassante ed anti-stress. Tuttavia Sandro Capponi, avendo svariati interessi nel campo olistico, ha anche proposto un Festival proprio qui in zona, da ideare insieme, grazie al contributo di tutti. Paola Pela ci ha spiegato simbolo e suono delle rune ed il valore della meditazione runica. Abbiamo riconosciuto le rune insieme e le abbiamo cantate, sussurrando. Paolo D’Arpini, organizzatore dei tre giorni, ha sintetizzato un po’ i vari interventi, spiegandoci l’I Ching ed il Libro dei Mutamenti, per accompagnarci nell’ascolto utile alle varie decisioni che si compiono. D’Arpini ci ha riportati sul “qui ed ora”, riuscendo a farci godere pienamente del momento di condivisione che stava avvenendo.

Dopo una merenda con il pane sfornato e i dolci fatti in casa, siamo andati a Passo di Treia a visitare la Torre del Mulino, con la guida di Enzo Catani ed Adriano Spoletini. Sicuramente anche questo è stato un momento di arricchimento e di dialogo, come tutta la giornata. E’ seguita una cena presso la Valle del Vento.

Nel pomeriggio del 25 aprile 2016 ci siamo riuniti con Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi, presso il Circolo Vegetariano di Treia, per proseguire i festeggiamenti e la condivisione iniziata il 23 al Comune.

I presenti erano numerosi e tutti interroganti, come Mara, Fernando, Simonetta, Luca ed altri. Tra di loro alcuni sono intervenuti, come ad esempio Paolo D’arpini e Caterina Regazzi, Milena Campanella, Renato Tittarelli, Umberto Rocchi, Stefano Panzarasa e  la sottoscritta.

Stefano Panzarasa ci ha invitati alla lentezza, accompagnandoci nel percorso con voce e chitarra e disponendoci ad un clima di gioia e scambio. Ha iniziato la condivisione  Umberto Rocchi, esperto di aromaterapia, il quale ci ha parlato del grande aiuto fornito dalle essenze per una guarigione psicofisica. Milena Campanella ci ha parlato di estetica spirituale, presentando il suo libro, che fondamentalmente appare un unione dello scibile. Il testo parte dall’immagine, dall’arte, dalla Bellezza, per poi indagarne i simboli, i numeri dall’uno al dieci, i guardiani, angeli ed arcangeli. Si parte dall’individuo per giungere al Divino. Renato Tittarelli, dopo averci un po’ illustrato la sua formazione ed esperienza di vita, ci ha parlato di guarigione olistica ed aroma-terapia, ma soprattutto di rapporto tra curatore (medico, naturopata o psicologo che sia) e curato (paziente). La fiducia, l’ammissione di perfettibilità e di limiti sono aspetti fondamentali in tale relazione e nell’approccio alla guarigione, non tanto medica quanto spirituale dell’uomo. Paolo ci ha in primis ben spiegato il senso dell’amore universale, sintetizzando alcuni interventi. Egli ha motivato alla platea il perché della Festa dei Precursori ed il senso di questo scambio, narrandoci inoltre della nascita del Circolo e di altre esperienze.

Io ho svolto un Laboratorio di Scrittura Creativa e devo dire che era la prima volta che svolgevo il laboratorio con adulti. L’intento era quello di condividere i nostri punti di vista su delle tematiche forti quali Natura, Comunità, Amore e Spirito. Ho notato un bel confronto e diversi punti di contatto tra di noi. A torto o a ragione, non ho potuto che mettere del mio nel Laboratorio ideato per questo contesto, giusto per mantenere l’individualità nel confronto con l’altro ed ho infatti sintetizzato le idee che ne sono uscite fuori, offrendo una mia interpretazione di Natura, Comunità, Amore e Spirito. Da questa esperienza è nata di certo un’energia positiva e forse qualche nuova amicizia in più.  

Di nuovo Stefano ha suonato per e con noi, allietandoci a ritmo di musica. La merenda con i dolci (di Gigliola) e la pizza è stata ottima.

Il messaggio che mi porto a casa da tale pomeriggio è racchiuso in una parola: “accettazione”. Questa parola magica abbiamo poi compreso che riguarda bene e male, bello e brutto, maschile e femminile, individuale e molteplice, Divino e umano, Tutto insomma. Accettare Tutto, nel momento presente, ci rende liberi e ci permette di essere noi stessi con gli altri. Grazie dunque a Paolo e Caterina ed a tutti i presenti per aver reso tale quest’esperienza!

Lucia Nardi



Registrazione del TG Marche, intervista al 12° minuto:






venerdì 22 aprile 2016

Mondo spaventato mondo vaccinato... Malattie inventate e bufale “mediche”




Tra le puttanate trascorse e presenti dell’AIDS, quelle del Papilloma Virus e quelle della Peste Suina, abbiamo finalmente il mondo intero ai nostri piedi, gongolano gli emissari del Cartello Farmaceutico Mondiale, inglobati nel solito Codex Alimentarius.

Nulla al mondo è causato dai virus, al di fuori di una loro eccessiva accumulazione

La realtà invece è che non solo l’Hiv è una bufala, come è lo stesso Aids, ma che nulla al mondo è causato dai virus, al di fuori di un loro eventuale accumulo eccessivo.

Non abbiamo nel corpo spazi inutilizzati o zone riservate da regalare ai detriti cellulari.

Se si blocca il regolare ritmo metabolico della nutrizione (anabolismo o rinnovo costruttivo cellulare) e della pulizia (catabolismo o disgregazione-espulsione cellule morte), la ovvia conseguenza è l’intasamento, l’indebolimento e lo stato di malattia del corpo intero.

Se il virus è innocente, quale è allora la vera causa di malattia?

Dove sta dunque la malattia? Nel virus? No.

Dove allora? Nell’accumulo irregolare e patologico del virus.

Di chi è la colpa di questo accumulo?

Della droga che abbassa il numero dei linfo-leucociti, delle ore di sonno perse, dell’alcol e del fumo che demoliscono irrimediabilmente, della carne e del pesce che causano continue leucocitosi nel corpo fruttariano dell’uomo, del latticino che intasa, acidifica e letargizza, del cibo cotto che non nutre ma deruba il corpo di preziosi nutrienti, dei farmaci che scassano il sistema immunitario, e così via.

Esiste al mondo un’industria che non va mai in crisi e si chiama industria della paura e del terrore.

Uomo spaventato, uomo domato, uovo vaccinato, uomo medicalizzato.

Lo sa molto bene il cartello farmaceutico mondiale, nelle salde mani del gruppo Rockefeller.

Quando un minuscolo organismo, sia esso battero o virus, è presente nel corpo umano a livelli eccessivi e patologici, e quando esso si decompone nel corpo stesso (battero) o si accumula in eccesso (virus), solo il completo esaurimento del materiale organico nel corpo o il completo ripristino della pulizia e dell’equilibrio, faranno terminare il processo autoguaritivo.

L’intervento medico-farmacologico può solo bloccare ed interrompere scioccamente il processo di recupero, mediante un abbassamento della vitalità e della reattività del paziente ed una scomparsa provvisoria ed illusoria dei sintomi, che lascia inalterato al suo posto il vero problema della sporcizia ineliminata.

Difficoltà persino nella definizione dei virus.

Virus come trasportatore e facchino del DNA secondo Stefan Lanka.

Virus dunque strumento di terrore.

In latino virus significa veleno.

Coi virus è diverso. Siamo tuttora nel mondo dell’imponderabile.

La virologia è nata sull’onda della forzatura ideologica che ha portato i virus sul banco degli imputati.

Alla morte della cellula (e ne abbiamo ben 300 miliardi che muoiono regolarmente ogni santo giorno, ovvero 9 miliardi di cellule/ora) la cellula stessa si autodistrugge coi suoi enzimi interni (i lisozomi), che la disintegrano in infiniti pezzi di detriti cellulari, definibili come virus endogeni interni.

Mangiar male, dormir male, muoversi poco: questi sono i virus

Tali particelle, tali virus, non possono ammalare nessuno, non possono causare malattia a nessuno.

Chiaro, a questo punto, che nessuna malattia può essere causata dai virus, dai batteri, o da agenti infettanti.

I virus interni sono una realtà ed una necessità fisiologica, non sono assolutamente dei nemici. Niente vita niente virus. Niente cellule che muoiono niente virus interni.

Niente vita niente virus. Niente cellule che muoiono niente virus.

Il contagio e la peste nella visuale trasparente e scientifica del salutismo naturale.

Siamo in mezzo al tam-tam del terrore.

Crolla l’industria turistica e il titolo della British Airways cala in un giorno del 10%.

Per non dire del maiale, massimo traguardo del porco-uomo nell’Era Spirituale dell’Acquario.

Tutti chiusi nelle proprie stanze di fronte al computer.

Tutti pronti ad addentare il cuore del vitellino o le trippe di sua madre, massacrati senza alcuna pietà nel macello del circondario.

Per non dire del maiale, massimo traguardo culinario del porco-uomo del Terzo Millennio, ovvero dell’Era Spirituale dell’Acquario, che la grande civiltà Maya ha datato col 22 dicembre 2012.

Sono le condizioni di suscettibilità del paziente a fare del batterio o del virus un agente infettivo.

La Bio-Chemical Society di Toronto (Canada) condusse una serie di esperimenti dove colture di germi della tifoide, difterite, polmonite, tubercolosi e meningite, vennero fatte consumare in abbondanza a un gruppo di volontari sani e ben pagati.

Non possiamo schivare i batteri e i virus.

I batteri non producono malattia: è la malattia che li produce.

Al massimo esiste una debilitazione del vaccinato e quindi una sua ridotta reattività.

Non fanno bene ai sani e soprattutto ai bambini, perché quelli hanno già il loro potentissimo sistema immunitario funzionante.

Ad esempio il cocco della polmonite diventa bacillo della tifoide alimentandosi del virus tifoide, e viceversa.

L’Inghilterra fu il primo stato al mondo a imporre vaccinazioni obbligatorie alla sua gente.

Le prossime pandemie saranno 10 volte più gravi.

I nuovi Hitler e i nuovi torturatori del vaccino stanno affilando le armi.

Siamo entrati finalmente nell’era del Codex Alimentarius, dove l’uomo vivrà non per vivere e divertirsi, ma soprattutto per vaccinarsi.

Se un corpo è in grado di difendersi da un vaccino (o malattia attenuata), è pure in grado di difendersi dalla malattia reale

I vaccini, secondo la medicina, sono una versione attenuata dei virus o dei germi accusati di causare malattia. Seguendo la ratio medica, il corpo usa il vaccino come un allenamento per prepararsi meglio al vero assalto della malattia reale. La malattia ci avvisa del pericolo.

Valdo Vaccaro 

giovedì 21 aprile 2016

Il ri-abitare bioregionale... nelle case cantoniere dismesse


Il recupero delle Case Cantoniere

Quelle che un tempo nacquero con la funzione di alloggi di servizio per coloro che si occupavano della manutenzione delle strade statali, sotto l’egida dell’Anas, oggi sono inutilizzate per cui se ne è previsto un riutilizzo in chiave turistica per promuovere il turismo in Italia in chiave ecosostenibile .
Gli usi che si potranno fare di questi singolari immobili saranno legati a varie attività che uniranno la promozione enogastronomica a quella dei servizi per la mobilità dolce, l’accoglienza turistica per i disabili alla divulgazione di attività legate all’arte .
Il protocollo stipulato tra gli enti promotori prevede innanzi tutto la stesura delle linee guida per mettere in pratica quello che sarà il progetto pilota. Verranno in principio stimate gli interventi e gli effetti del recupero di ben 1.244 case cantoniere per poi partire con una prima azione di valorizzazione di una trentina di esse. La via Francigena sarà il primo tratto ad essere preso in considerazione per via del proprio valore storico. In seguito si passerà all’analisi, rispettivamente, del Cammino di San Francesco (La Verna-Assisi), del Cammino di San Domenico, del Circuito del barocco in Sicilia, della Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), della Ciclovia Ven.To (Venezia-Torino). La zona Lombarda sarà indirizzata verso il turismo sportivo.
Le case cantoniere del sud invece saranno indirizzate verso la promozione dell’enogastronomia.

I soggetti coinvolti e da coinvolgere

Mit (Ministero Infrastrutture e Trasporti), Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo),  Anas (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade), Demanio sono i promotori dell’iniziativa, rispettivamente coordinati da Graziano Delrio (ministro delle Infrastrutture), Dario Franceschini (ministro dei Beni e delle Attività culturali), Gianni Vittorio Armani (presidente di Anas) e Roberto Reggi (direttore dell'Agenzia del Demanio).
Gianni Vittorio Armani  dice che "Si tratta di un patrimonio che Anas non vuole dismettere ma valorizzare. L’accordo di condivisione mette a fattor comune le risorse, in parte del Demanio e in parte di Anas, per trovare un modello di business compatibile con le strutture immobiliari e per promuovere un turismo sostenibile, garantendo la migliore fruibilità delle infrastrutture".

Come partecipare al progetto di recupero delle Case Cantoniere

L’Anas ha ufficialmente comunicato che è online il sito web www.casecantoniere.it su cui potersi informare sull’evoluzione del progetto. Terminata la prima fase di analisi e implementazione del sistema organizzativo verrà pubblicato il bando per la gestione dei primi immobili. Si prevede la data del 30 giugno 2016 come termine per la stesura del progetto e a seguire l’avvio dei relativi bandi.
Per il momento gli enti promotori si stanno spendendo per trovare dei partner che riescano a fornire degli appetibili brand per gli interessati non solo a gestire le case cantoniere ma anche per i fruitori futuri; parliamo di obbiettivi che vedono come temi l’energia, il cibo, il ristoro fisico e spirituale, nonché la mobilità sostenibile. Un pubblico internazionale insomma, che possa restare soddisfatto e innescare il cosiddetto effetto a catena nella promozione del “sistema case cantoniere”.
Roberto Reggi, direttore del Demanio dichiara: "Come abbiamo fatto con il progetto dei Fari, lo Stato torna protagonista nella rifunzionalizzazione degli immobili, creando valore che potrà essere messo in rete con altri immobili pubblici. Per le Case Cantoniere il Demanio darà un supporto tecnico per la regolarizzazione catastale e urbanistica e per il rapporto con gli enti locali. Non solo, collaboreremo per mettere in rete altri immobili in stato di degrado contando sulla collaborazione con i privati per il recupero e la promozione".
Rispetto al progetto dei Fari però le Case Cantoniere saranno riqualificate dal pubblico e poi solo in seguito date in gestione a soggetti privati.

La tutela degli immobili messi a bando

Anas ha già messo a punto un progetto-tipo di una tipica casa cantoniera di due piani dove possano essere integrate funzioni terziarie e di accoglienza turistica di tipo popolare, sul modello degli ostelli della gioventù.
Ma niente paura, le case cantoniere manterranno la loro integrità e unicità estetica.
Il ministro Franceschini si è già dichiarato propenso a spendersi per la tutela di questo patrimonio nazionale: "Ho già dato indicazione alle Soprintendenze per mantenere il colore rosso, conservare le scritte, per tutelare il bene che solo così potrà diventare un segno nel territorio. Mi auguro - ha aggiunto - che qualche imprenditore colga l'opportunità per immaginare anche una catena, sempre mantenendo integro il patrimonio e garantendo la riconoscibilità di un progetto italiano".

Mariangela Martellotta

mercoledì 20 aprile 2016

Alimentazione etica od alimentazione bioregionale? - Due visioni a confronto



Avevo già affrontato il tema della ipotetica differenza fra veganesimo e vegetarismo, me ne sono occupato ripetutamente in vari articoli ed attraverso un intenso scambio epistolare con amici vegani e non.
Il fatto è che noi  bioregionalisti ed ecologisti, non possiamo trascurare la nostra matrice, la nostra appartenenza ad un contesto culturale, il nostro “discendere” da una famiglia frugivora e la nostra fisiologia umana. Parlavo tempo fa con l’amico Riccardo Oliva sulle sue preferenze alimentari e lui mi confidò che preferisce la dieta vegetariana poichè la considerava una giusta “via di mezzo” fra il carnivorismo ed il veganesimo. Ecco questa parola “via di mezzo” la trovo consona e corretta.
Anche perchè occorre considerare l’anatomia umana e la sua componente genetica ed osservare come l’uomo si ponga a mezza strada tra un animale carnivoro ed uno erbivoro.
L’uomo era stato definito dall’anatomista Armando D’Elia “un animale frugivoro” assimilabile al gruppo che comprende la maggior parte dei primati, dei suini e degli orsi. Questi animali possono adattarsi, per motivi di sopravvivenza o di integrazione alimentare, ad una dieta che pur essendo massimamente vegetariana prevede anche l’uso di prodotti di origine animale.
Certamente questa dieta varia anche in base all’ambiente ed alla latitudine ed è suscettibile di aggiustamenti in un senso o nell’altro.
Io personalmente mi sono avvicinato al vegetarismo dopo una prima permanenza in India è lì appresi attraverso la mia esperienza diretta che questa “dieta” è conduttiva a stati mentali più leggeri, essa si definisce infatti “satvica”, ovvero “spirituale” od “equilibrata”. Questa dieta è basata su cereali, frutta, vegetali e prevede anche l’uso moderato di derivati del latte, in forma di yougurt. Il miele è considerato quasi un medicinale e le uova compaiono molto raramente nelle pietanze solo in caso di necessarie integrazioni proteiche.
Ovviamente un sano rapporto uomo-animali non può essere basato sullo sfruttamento di questi ultimi. Infatti in India le vacche sono sacre e vengono trattate benissimo, i vitelli vengono lasciati alle madri sino al completo svezzamento e l’uomo si limita ad “appropriarsi” del sovrappiù del latte prodotto. Considerando che le mucche addomesticate da tempo immemorabile producono più latte di quanto necessario ai loro vitelli.
Se vogliamo restare esseri viventi in un contesto di altri esseri viventi non possiamo completamente escludere una complementarietà nei nostri rapporti con gli animali. La natura vive sulla vita, noi umani siamo frugivori ed i frugivori fanno un limitato uso di uova e di prodotti di origine animale, questo dice la loro “ecologia” fisiologica.
Certo oggigiorno vediamo che i consumi in tal senso sono aumentati enormemente soprattutto in seguito all’allevamento industriale. E per soddisfare il sistema consumista milioni di galline vengono tenute in batteria per le nostre uova… e milioni mucche soffrono legate ai loro stabulari…

Però non voglio negare all’uomo un rapporto simbiotico con gli animali. Anni fa ero solito tenerli liberi in un grande terreno lasciando che si sfogassero come volevano per la loro sopravvivenza e riproduzione, limitandomi io a prelevare una parte di uova “abbandonate” ovvero non utilizzate per la cova o qualche po’ di latte di capra. Poi sopraggiunsero le volpi ed i cani e fecero strage, e dovetti richiudere capre, pecore, galline e papere ed oche superstiti in piccoli recinti sempre però attaccabili da predatori di vario genere… Insomma senza la mia protezione nessuno sarebbe sopravvissuto…
Ricordo l’ultima gallina che ho avuto a Calcata, me la portò una ragazza vegetariana che l’aveva “pescata” da pulcino ad una fiera… Poi cresciuta non volendo ucciderla la consegnò al Circolo. Io l’ho tenuta quasi come un animale da compagnia, com’era d’altronde già abituata ad essere, ma questo non impediva che deponesse delle uova e che io le mangiassi, e pure con soddisfazione e riconoscenza…
Con i tempi che corrono le galline non potrebbero vivere in cattività, sarebbero totalmente sterminate dai tanti nemici naturali… … Comunque… la natura è sempre giusta, se siamo in grado di accondiscendere alle sue regole ed a non intrometterci con le nostre “regole etiche e morali”… E’ una dura lotta verso la consapevolezza… ecologica profonda…
A me personalmente non piace che nuove specie vengano allevate in cattività.. ma quegli animali in cattività, se sono tenuti con coscienza e amore almeno campano e si riproducono…
Dobbiamo imparare a convivere con gli animali in modo idoneo, senza trasformarli a nostra immagine e somiglianza (come spesso avviene con i pets), e senza sfruttarli per usi impropri ) come negli allevamenti industriali da carne e da latte e da uova)…
Ed allora avremo attuato un sano rapporto con essi, un rapporto che potremmo definire “ecologico” e “bioregionale”….

Con questo mio discorso vorrei essere chiaro circa il rapporto -secondo me- “ideale” (o se preferite “ecologico”) con gli animali e le piante.
La nostra schizofrenia e falso senso dell’etica ci porta a dividere gli animali in pets e animali da carne. Sono due categorie opposte, sono due modi scriteriati di rapportarci con gli animali. Noi stessi -tra l’altro- siamo animali, quindi abbiamo bisogno di avere un contatto con i nostri “fratelli e sorelle” di altra specie. Se è chiaro questo… allora comprenderete tutto il resto…
Non teniamo gli animali in gabbia (per sfruttarli fisicamente) e nemmeno nei divani (per sfruttarli psicologicamente).
Dobbiamo trovare una via di mezzo che non sia sfruttativa (in un senso o nell’altro), purtroppo la vita malsana in città ci porta a dover avere un rapporto con gli animali “liberi” molto falsato, portandoceli in casa… Oppure lasciandoli nel loro habitat (riserve naturali) dal quale noi stessi siamo esclusi (perché non più avvezzi a vivere nelle foreste od in natura).
Però se alcune specie di animali avvezzi alla cattività da tempo immemorabile venissero rilasciati sarebbero destinati alla scomparsa, per via della eliminazione dal pianeta di un habitat idoneo (l’uomo occupa sempre di più ogni spazio vitale). Insomma andremmo verso un ulteriore impoverimento della biodiversità. Inoltre c’è il fatto che -dal punto di vista evolutivo- alcune specie di animali in simbiosi con l’uomo hanno trovato vantaggi nella cattività (sia per la diffusione, sia per l’avanzamento intellettuale e coscienziale).
Siamo tutti in una grande bolgia chiamata vita e non sta bene scindere gli uni dagli altri… No quindi allo sfruttamento incondizionato ma sì al contatto empatico. L’uomo da animale istintuale e raccoglitore di cibo sparso, si è trasformato in un lavoratore che ricava attraverso il suo ingegno cibo e modi di crescita.
Il lavoro ha affrancato l’uomo dalla “bestialità” pur costringendolo a nuovi parametri di debolezza e alienazione.. Ma sia nei rapporti fra esseri umani che nel rapporto con gli animali dovremmo trovare un modo “equanime” di poter esprimere il contatto e la collaborazione senza dover ricorrere alle perversioni (vedi esempi soprastanti) di un rapporto utilitaristico.
Avrete compreso che -a questo punto- il problema delle uova, del miele e del latte in sovrappiù, ha perso quasi completamente il suo significato “etico” originario.. Non è più un fatto di sfruttare dei poveri uccelli rubando loro le uova.. etc. è un fatto di sopravvivenza generale della vita sul pianeta in un modo simbiotico, con opportuni aggiustamenti e con opportune riflessioni sui valori della vita stessa…
Siamo in una scala evolutiva che in parte noi umani abbiamo percorso, ci manca ancora molto per arrivare alla cima della comprensione, possiamo però aiutare coloro che sono ai primi gradini senza doversi vergognare… Sapendo che il loro bene è anche il nostro. Questo vale per le piante, per l’aria, per le risorse accumulate sulla terra nei milioni di anni, per il nostro passato nella melma e per il nostro futuro nelle stelle. Per aspera ad astra!

Secondo me non occorre decidere nulla sulla base di una ideologia (che sia essa vegana o religiosa).. limitiamoci a seguire la coscienza sapendo che dove c’è sincerità automaticamente la verità prevale.
Ritengo che la morale e l’etica siano essenzialmente “astrazioni” e pertanto mi limito a seguire la via del cuore (in cui ciò che è consono appare e si manifesta senza sforzo)… Sento che in questa via tutto sia compreso…

Paolo D’Arpini - Rete Bioregionale Italiana



lunedì 18 aprile 2016

Incontro Collettivo Ecologista - Ronciglione, 25 e 26 giugno 2016



L'incontro Collettivo Ecologista  si tiene quest'anno  il 25 ed il 26 giugno 2016,  nel Lazio, a Ronciglione,  in provincia di Viterbo, presso la struttura denominata  la “Casa del Pastore”, che  è una delle abitazioni storiche di Villa Lina (in Viale Della Resistenza, 65) ove un tempo  viveva il pastore in servizio all’allevamento estensivo interno alla Villa. Questa casa è molto caratteristica ed è dotata di servizi e camere comode ed accoglienti.

Ronciglione,  il bel paese della Tuscia,  si trova a 45 km da Roma, ed  è facilmente raggiungibile sia da Viterbo che da Roma con un servizio di corriere e di treno regionale, e non è nemmeno distante dall’A1.

Villa Lina è un resort storico  circondato dal verde, da frutteti ed orti e arricchito da diverse strutture architettoniche, tra l’altro il suo Parco naturalistico è riconosciuto come Riserva Botanica di grande pregio dall’Università della Tuscia, non manca nemmeno una piscina olimpionica (la prima privata costruita in Italia).

L'incontro collettivo ecologista  è una condivisione di saperi e di esperienze che si fa in un gruppo di amici, vecchi e nuovi, che condividono la pratica  di vita bioregionale. Si parla a rotazione, uno alla volta, durante le due sessioni di "sharing" del 25 e del 26 giugno. Non vengono riconosciuti rimborsi di alcun genere ai partecipanti che in qualsiasi forma contribuiscono all'arricchimento della manifestazione. Ognuno partecipa liberamente adattandosi alle forme di condivisione indicate. Contributi culturali ed artistici, soprattutto per la sera del 25 e del 26  giugno, sono benvenuti e ripartiti in tempi che consentono lo svolgimento di un programma armonico (canti, musica dal vivo, storie, danza attorno al fuoco, etc.). 


Il tema  dell’incontro  di quest’anno  verte massimamente sul senso di aggregazione e di solidarietà fra anime affini che contraddistingue l’esistenza stessa della Rete...

Il programma delle due giornate dell’Incontro è in linea di massima questo:

Sabato 25 giugno 2016. Si arriva alla spicciolata e durante il pomeriggio, verso le 16.00, potremmo fare un giro nel parco  per cercare erbe selvatiche e  visitare i monumenti e gli alberi centenari,  alle 18.00 facciamo un primo  giro di condivisione di pareri e proposte a cerchio,  al termine  si potrà fare un pic-nic con quel che ognuno avrà portato di vegetariano ed anche accendere un fuoco e festeggiare il solstizio con la preparazione dell’acqua benedetta, salto del fuoco, canti sacri, osservazione delle stelle, etc.

Domenica  26 giugno 2015,  alle ore 10.00 secondo giro di condivisione e distribuzione dell’acqua benedetta. Per il pranzo di domenica, previsto alle ore 13.00, abbiamo chiesto a Paola di farsene carico lei e ci farà preparare un buon pasto vegetariano biologico, con i prodotti dei suoi orti. Nel primo pomeriggio, verso le ore 15.00, ci potrebbe essere qualche gioco di ecopsicologia, e presentazione dei Quaderni di Vita Bioregionale ed altre pubblicazioni ed  alle ore 17.00 facciamo un ultimo sharing, conclusioni e saluti. Chi lo desidera può fermarsi ancora per una notte di permanenza, durante la quale ci potranno essere altre attività ludiche ed olistiche. 

Costi della permanenza a Villa Lina:  Per il pernottamento nella "Casa del Pastore" viene richiesta la modica cifra di 20 euro a persona, al giorno, l’alloggio è previsto in camere a due (o più) letti. Per il pranzo biologico della domenica 26 giugno il costo è di 15 euro.  Chi non volesse o potesse  sobbarcarsi questi costi potrà portarsi una tendina  e del cibo proprio ed arrangiarsi in autonomia, un contributo volontario sarà comunque richiesto per la pulizia ed i servizi.

Per coloro che abitano nei paraggi è possibile anche l'andirivieni, rispettando però gli orari previsti della manifestazione.

E' gradita la conferma di partecipazione, per organizzare l'accoglienza, entro il 15 giugno 2016, scrivendo a: 

bioregionalismo.treia@gmail.com, oppure chiamando al cell. 333.6023090

Paolo D'Arpini  

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana


L'equipaggio di Villa Lina ci aspetta!

domenica 17 aprile 2016

Chiamata alla redazione dei Quaderni di Vita Bioregionale 2016



...qualche giorno addietro mi ha telefonato Daniela Spurio, la nostra impaginatrice dei Quaderni di Vita Bioregionale, per chiedermi se  abbiamo intenzione di redigere l'antologia sui temi trattati durante l'anno relativi a: bioregionalismo, ecologia profonda e spiritualità laica, che solitamente presentiamo in occasione del Collettivo Ecologista del solstizio estivo. Quest'anno, come saprete, e se non ve lo comunico, l'incontro si tiene a Villa Lina di Ronciglione (Vt) il 25 e 26 giugno 2016,  - https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2015/09/07/lettera-informativa-sullincontro-collettivo-ecologista-2016/  -  
Abbiamo pensato a  questa ubicazione perché manchiamo dal Lazio da ormai 6 anni ed è tempo di tornarci, anche  perché la storia della Rete Bioregionale Italiana nasce proprio dal Lazio (la Rete fu fondata nella primavera del 1996 ad Acquapendente (Vt)).   Tra l'altro Ronciglione è abbastanza vicina a Calcata il che mi consentirà -forse- di passarci almeno qualche ora, visto che qualche legame lì ancora resiste per me. 

Il tema specifico dell'incontro collettivo di quest'anno non è ancora stato deciso, ma sento la necessità di puntare sul senso di aggregazione e di solidarietà fra anime affini che contraddistingue l'esistenza stessa della Rete. In questo momento di frantumazione di ogni valore umano e di alienazione dalla natura è importante saper riconoscere e collaborare con i propri simili, in modo da mantenere una intelligenza cmunitaria ed una cuore sensibile. 

Con i tempi che corrono e le difficoltà sempre maggiori di ogni genere che impediscono "l'incontro" (non quello virtuale ma quello concreto e reale) credo che non dobbiamo tralasciare la possibilità di rivederci, a Ronciglione, sia per noi che ci conosciamo già  sia per incontrare le ultime anime solitarie che ancora non abbiamo avuto modo di conoscere sinora. 

Tutto questo discorso a che pro? Ritorno al punto iniziale. Per la redazione dei Quaderni di Vita Bioregionale 2016 abbiamo bisogno di articoli, poesie, commenti, etc.. Considerando i tempi tecnici di realizzazione (trattandosi di un cartaceo) aspettiamo i vostri interventi -se volete comparire nel numero- non oltre il 1 giugno 2016. 

Per cortesia non scrivete romanzi e nemmeno twit. Diciamo che un testo ideale dovrebbe essere di una (o al massimo una e mezza) pagina scritta con caratteri  del 12.  Se non mi giungessero sufficienti articoli entro il tempo prescritto li pescherò fra quelli pubblicati nel blog "Riconoscersi in ciò che è" che gestiamo nel sito di  Terra Nuova (od altri simili blog), comunque confido in una risposta positiva e soprattutto nella vostra partecipazione all'incontro del 25 e 26 giugno a Ronciglione.... A presto dunque! 

Paolo D'Arpini - Coordinatore Pubbliche Relazioni della Rete Bioregionale Italiana, Via Mazzini, 27 - 62010 Treia (Mc) - Tel. 0733/216293 - bioregionalismo.treia@gmail.com 


Una passata edizione dei Quaderni

Fonti energetiche bioregionali alternative, per una società futura


Aprilia - Incontro bioregionale in un campo di vetiver

...stavolta debbo partire lancia in resta contro “le finte produzioni energetiche pulite”. In questo momento d’attesa sclerotica del picco del petrolio l’opzione nucleare viene spacciata come una soluzione praticabile ed intanto il sistema industriale e tecnologico spinge contemporaneamente verso processi “alternativi” che soddisfano invece l’esigenza della continua “crescita”…

Bisogna smetterla -afferma il prof. Benito Castorina-  di identificare le rinnovabili unicamente col fotovoltaico che sta invadendo le campagne con milioni di mc. di cemento armato, acciaio, silicio, per la produzione dei quali bisogna bruciare quantità enormi di petrolio, scavare gli inerti dalle montagne, inquinare l’aria e surriscaldarla per un beneficio illusorio se consideriamo che su un metro quadro di superficie il sole scarica più di un kw di energia che viene totalmente utilizzata dalle piante, cosa che i pannelli solari si sognano…”

“Poi va considerato il costo dello smaltimento successivo di questi impianti solari a terra…  e domani sarà un problema demolire e buttare in discarica questi pannelli per ripristinare i campi di grano e le vigne e gli aranceti che oggi sono fatti abbandonare perché non rendono al contadino quanto un impianto  fotovoltaico...”

L’Italia paga milioni di euro per l’inquinamento da gas serra ed è importante riuscire a spostare l’attenzione sulle fonti rinnovabili veramente pulite ed accessibili a livello bioregionale, come potrebbe essere la piccola produzione energetica da biomassa.  Ma non quella con combustibili liquidi, come l’olio di colza o l’olio di palma, che richiedono una lavorazione industriale e una  produzione agricola intensiva e inquinante.  La biomassa è preferibile da colture dedicate che abbiano anche usi collaterali e non il solo scopo di produrre combustibile.

Una biomassa, come ad esempio la canapa od il vetiver, che produca energia, etanolo biodiesel, biogas, syngas, carta, polimeri, mobili, medicine e chi più ne ha più ne metta, compreso l’eliminazione dei rifiuti, riciclaggio e tutte le cose che hanno senso per una fase transitoria nell’era del dopo petrolio.

E’ perciò assolutamente necessario che la produzione energetica non sia una scusa per continuare ad utilizzare metodi che vanno a nocumento dell’ambiente e della salute. Decrescere, decrescere e prendere coscienza della comune appartenenza all’evento vita… 

Paolo D’Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
Presidente Circolo vegetariano VV.TT.
Via Mazzini, 27 – Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293 - bioregionalismo.treia@gmail.com 


………..

Commento di Guido Dalla Casa:  “L’energia ‘pulita’ non esiste, se prima non ci rendiamo veramente conto che la crescita economica è una terribile patologia della Terra. Per quanto riguarda i dettagli, lasciando perdere l'olio di colza e tutte le altre amenità che si basano comunque sulla combustione.  L’eolico: consuma territorio, uccide esseri altamente senzienti, come gli uccelli, poi quelle pale non sono gradevoli. Bisogna limitarsi a qualche elica per estrarre acqua dal pozzo, o per i mulini a vento: i consumi devono restare sul posto.
  Il fotovoltaico: i campi di pannelli consumano territorio, poi bisogna trasportare l’energia con una rete, strade e trasporti. Per avere le quantità richieste dalla crescita continua bisognerebbe ricoprire ben presto superfici immense, impensabili. Va bene, ma solo sui tetti.  Le centrali idroelettriche “grandi” sono anch’esse causa di problemi gravi: tolgono l’acqua per lunghi tratti, allagano bacini, consumano territorio. Restano i pannelli solari termici, e – per l’energia elettrica – qualche centralina mini-idro di potenza massima dell’ordine di 500-1000 kW con restituzione immediata dell’acqua e consumi sul posto… guido1936@interfree.it“