sabato 6 luglio 2019

La stachys annua ed il lavoro delle api per la biodiversità...


Risultati immagini per Stachys Annua

In vigna mi accoglie un forte ronzio… e non so come muovermi per paura di pestare il mare di api e bombi che volano da fiore in fiore. Così finalmente ho avuto l’onore di incontrare la Stachys Annua (e grazie Paola Ripesi per avermi aiutato a riconoscerla!). Confesso che desideravo incontrarla ma non l'avevo mai vista prima d’ora... e questa è già una cosa molto triste. Perché la Stachys con le sue straordinarie proprietà mellifere rappresentava in passato uno dei flussi nettariferi più importanti delle api e dei bombi. 

Infatti, gli apicoltori più anziani ci raccontano che una volta qui nelle Marche la Stachys era così abbondante che i campi vibravano di api e un apicoltore poteva a volte portare a casa 100kg di miele da una sola arnia! Oggi sembra una favola, un racconto di un altro pianeta. Perché oggi la Stachys è quasi del tutto scomparsa e il lavoro dell’apicoltore non è più raccogliere miele quanto tentare di tenere in vita le proprie api. Cos’è successo alla Stachys? Perché è quasi del tutto scomparsa dalle nostre terre? Siamo stati noi, ovviamente. Prima dell’avvento dell’agricolture industriale il grano si sfalciava a mano e poi la terra si lavorava con gli animali. Ci voleva molto tempo per compiere questi lavori e nel frattempo fioriva la Stachys. 

Le api si tuffavano sui piccoli fiori con ingordigia, riempendo i melari con il suo nettare. Poi sono arrivate le macchine… sempre più grosse… e lo sfalcio di enormi superfici di terra in poche ore. Poi subito dopo l’aratura, senza neanche dare il tempo alla Stachys di spuntare. E ovviamente abbiamo poi buttato milioni di kg di diserbanti e pesticidi sui nostri campi, tanto per completare l’opera di sterminio. Insieme alla Stachys sono scomparse migliaia di altre specie di piante che facevano parte della straordinaria ricchezza e biodiversità di questi luoghi. Con le continue trinciature e lavorazioni, piante innumerevoli semplicemente non sono più riuscite ad andare a seme. E nel contempo abbiamo ucciso l’humus con i nostri veleni, lo strato vivente della Terra che ospita oltre il 90% della biodiversità del pianeta, e abbiamo inquinato le nostre acque in modo che oggi nessuno può più bere un sorso di acqua fresca da un torrente, e i nostri mari stanno morendo. Anche la mia felicità nel vedere finalmente la Stachys è contaminata.  Avvelenata con la rabbia e la tristezza. 

Mi rimane la sensazione di vedere una scena del passato… un ricordo di un’abbondanza che oggi non c’è più. Sono piena di nostalgia per tutto quello che abbiamo perso e che stiamo perdendo ogni giorno. Quanta bellezza sparisce dalla Terra ogni giorno? Si stima 200 specie tra piante e animali ogni giorno… estinte… per sempre. Mi sento in obbligo di raccontare questa storia… perché ho la voce e la tastiera e la connessione internet per farlo. E perché loro muoiono in silenzio, innocenti e indifesi. Osservo Il lavoro delle api e mi sembra frenetico più che gioioso… stremate come sono da quest’annata e il suo clima impazzito. Ho paura di perderle. Ma resisteremo più che potremo, api e io, come naufraghe su questa piccola isola di Stachys.

Amy Wadman

Risultati immagini per Stachys Annua con api

venerdì 5 luglio 2019

In memoria di Giorgio Nebbia, il seminatore...

Risultati immagini per Giorgio Nebbia

Giorgio Nebbia (23 aprile 1926 – 3 luglio 2019). Tra i fondatori dell’ambientalismo italiano, della scienza ecologica. Un riferimento umano e politico quale docente universitario, pioniere di ricerche, divulgatore di un numero incredibile di libri e articoli, poderoso archivista, militante infaticabile, sempre disponibile per ogni impegno sociale e politico volto  all’ambiente e alla pace, affabile e ironico e di una gentilezza innata. Un maestro capace di coniugare l’ecologismo scientifico con la necessità della giustizia sociale, il rigore tecnico con la spinta utopica, il marxismo e la religione con l’ecologia. Una eredità straordinaria. Un modello esemplare per i giovani.
L’ultimo video  è stato in aprile 2016 con collegamento Skype  dal liceo di Casale Monferrato sull’amianto: una lectio magistralis (clicca qui). L’ultimo abbraccio fisico è stato in Senato quando, il 10 maggio 2016, abbiamo festeggiato i suoi novant’anni. ( clicca qui). Gli interventi sono stati raccolti dalla Fondazione Micheletti nel libro “Per Giorgio Nebbia. Ecologia e giustizia sociale”. 
Ultimamente non rispondeva più al telefono, non ci ha ringraziato per la consueta confezione di biscotti Krumiri, ahimè abbiamo pensato a qualcosa di grave.  Ci mancherà la sua amicizia, che ci aveva degnato anche con la prefazione al nostro libro “Ambiente delitto perfetto”, prefazione che da sola vale più delle restanti 500 pagine del volume.
Barbara Tartaglione e Lino Balza “Movimento di lotta per la salute Maccacaro”
Sono esemplari le sue parole a conclusione del Convegno in suo onore in Senato:
L’unica cosa che ha permeato tutta la mia vita è stata l’amore per qualunque cosa e anche per le persone (Dio mi perdoni, per quasi tutte) che ho incontrato.  Qualcuno mi chiede che cosa penso di me e io dico che nella mia esistenza ho avuto due amori (come cantava Josephine Baker),  uno è la Gabriella e l’altro la merceologia.  Alla Gabriella, che mi ha lasciato alcuni anni fa, devo tutto perché mi ha sostenuto è sopportato per 54 anni di matrimonio felice, sempre vicino a me, sempre silenziosa è discreta, pronta a “fare” le bibliografie, a rileggere quello che scrivevo, conosceva l’italiano meglio di me, a correggere le bozze. Poi mi ha regalato un figlio, Mario, che ora ha 60 anni e che poi si è sposato con un’altra Gabriella e insieme mi hanno dato un altro regalo, mia nipote Silvia. Come vedete la mia vita è stata sempre piena di cose buone. Talvolta mi sono anche arrabbiato, e me ne scuso, ma nell’insieme credo che il filo conduttore sia stato la grande ricchezza di amore che ho ricevuto dai miei studenti universitari, dai miei colleghi e amici, dalla mia famiglia. A tutti dico grazie e auguro, con tutto il cuore, una vita bella come la mia. Poi faccio un augurio anche a me stesso, con le parole di Marcello Marchesi, “che la morte mi trovi vivo”. Giorgio Nebbia

Ecologia profonda e sopravvivenza non garantita

Risultati immagini per Sopravvivenza non garantita

Tutto molto divertente, se si considera che la crisi mondiale è nient’altro che un gioco di risiko o monopoli, basato sui pezzetti di carta, anche se le conseguenze possono essere disastrose per parecchi. A volte ci si identifica con il denaro sino al punto di credere che avere denaro o non averlo è ragione sufficiente per vivere o morire….

Per fortuna l’esistenza è fatta di cose semplici e tutto sommato accessibili a tutti i viventi: cibo, aria, acqua, soddisfazione dei bisogni fisiologici, riparo, socializzazione, procreazione…  Ma in questo momento storico la virtualizzazione ha raggiunto livelli altissimi di astrazione dal vissuto quotidiano e dalle reali necessità. La vita è diventata quasi un grande  ”game” alla Nirvana. Quando arriverà la Grande Crisi, quella finale? 

La dura realtà, fatta di cose concrete, spazzerà infine le nebbie dell’immaginario e del sogno ad occhi aperti.

Politica, finanza, potere, ricchezza… tutta immondizia più sporca di quella che si accumula nelle strade di Napoli, di Calcutta, del Cairo, di Buenos Aires,  di New York…. e persino del paesello sui monti.

Vengo al dunque, in questo momento si parla molto dell’imminente crollo sociale ed economico mondiale e di come poter risolvere i problemi della produzione alimentare ed energetica, funzionale al mantenimento della struttura tecnologica in cui la nostra civiltà sguazza e sprofonda. 

Sabbie mobili. Viviamo con la paura di sprofondare e siamo già con l’acqua alla gola, quindi tutto ciò che facciamo peggiora soltanto la situazione. Ed allora lasciamo che le cose vadano come debbono andare… proviamo a “galleggiare nella mota” se ci riesce…

Però mi voglio divertire a riepilogare, attraverso alcuni brevi stralci, gli elementi parossistici che contraddistinguono la situazione in cui viviamo: 

“L’etica pubblica è il più grande problema dell’Italia e dovrebbe comprendere anche la laicità, i diritti civili e le libertà individuali. Purtroppo non è così, perché la corruzione parte dall’alto, dai governanti alla chiesa cattolica che sperano di uscire impunemente dalle tante malefatte grazie a leggi confuse abilmente costruite. Il rimedio sta proprio  nell’etica pubblica  e nel superamento  della politica sporca non solo italiana ma  internazionale..” (Peter Boom)

“Si continua a spingere il dibattito verso la crisi economica mentre il vero problema è l'esaurimento delle risorse, in particolare   del petrolio visto non solo come carburante ma soprattutto come materia prima per la produzione di presidi chimici e beni di consumo. Una visione più ampia suggerisce un cambiamento di rotta: la realizzazione di tutti i composti e i derivati del petrolio con le materie prime vegetali, scelta che rappresenta il piano strategico per un mondo senza rifiuti…” (Benito Castorina)

“Per mantenere il livello di parassitismo burocratico-amministrativo in Italia la pressione fiscale ha ormai quasi raggiunto il 70%, la più alta in assoluto al mondo, così come siamo ai vertici mondiali della corruzione e dell’inefficienza della giustizia, e poi si pretenderebbe di attrarre investitori dall’estero e di disporre di credibilità nella collocazione dei titoli di stato, che sono carta straccia… (Claudio Martinotti)

“In un quadro come l’attuale le cose vanno molto a rilento. La nostra abilità dovrebbe consistere nel seguire con attenzione e col microscopio elettronico le mosse e le contromosse di tutti gli attori del quadro. Con le posizioni drastiche non si arriva a nulla. Vedi come si sono mossi i nostri “amici” ora che diventa sempre più impellente arrivare al dunque per il controllo energetico!” (Giorgio Vitali)

“Il contesto “Italia” mi offre questo…giustamente compare allora il parametro della “scelta”: se qui non va, si cambia….. Ma anche questo “è giusto”? E aggiungo: il termine “Giusto” merita ancora di far parte del vocabolario della lingua italiana? Sicuramente no!! E’ un termine che finirà nel dimenticatoio, in una cantina piena di ragnatele, dove forse potremo collocare tutta quella meravigliosa “storia” che ci rende gli abitanti di una “nazione” costruita, un tempo, su basi solide e “sacre” e ora “vittima” della “risatina” sarcastica di chi ha giocato con l’amicizia e la fiducia di “gente comune”, che sta serrando i pugni in una smorfia di dolore e rabbia!” (Antonella Pedicelli)

Insomma... La nostra civiltà è agli sgoccioli, dedita al solo sviluppo di armi sempre più distruttive,   e possiamo aspettarci solo il suo crollo ignominioso e generale. Un tracollo annunciato e temuto e persino auspicato…  ed infatti da più parti si preconizza la fine del sistema  come evento liberatorio, per la natura e per la vita in generale.

Non voglio far la parte del catastrofista ma vi consiglio di cominciare attivamente a trovare soluzioni alternative, basate sulla  personale conoscenza ed esperienza “pratica” di ognuno  per affrontare i rischi a venire. E buon divertimento nella “sopravvivenza”.


Paolo D’Arpini  

Risultati immagini per Sopravvivenza non garantita

giovedì 4 luglio 2019

"La memoria dell'acqua", secondo Masaru Emoto

“La vita è Amore, che è un dono di Dio e dei genitori, e la morte è la gratitudine per andare in una nuova dimensione” (Masaru Emoto)
Risultati immagini per La memoria dell'acqua

Masaru Emoto nasceva  a Yokohama, in Giappone, il 22 luglio 1943 (ed ha lasciato il corpo il 17 ottobre 2014). Studioso e ricercatore giapponese, che ha dedicato la sua vita a studiare le correlazioni esistenti fra la parola, il pensiero e l’Acqua. L’elemento Acqua, nella scienza archetipale cinese e giapponese, è rappresentativo della saggezza.. poiché l’acqua è in grado di trasmettere i messaggi. Se passa in mezzo ai fiori profuma, è pura ed è fragrante, al contrario se scende in una cloaca è putrida e puzza come gli elementi che vi si sciolgono. Insomma l’Acqua è messaggera per antonomasia… E non sarà un caso che proprio questo uomo dell’estremo oriente, sicuramente imbevuto della cultura cinese, Masaru Emoto, abbia riscoperto (anche dal punto di vista scientifico) il valore ed il significato dell’elemento Acqua.
Gli studi di Masaru Emoto, sulle diverse qualità presenti nei cristalli ghiacciati, dimostrano che il messaggio spirituale e psichico viene portato dall’acqua. L’acqua rappresenta la memoria. Da essa nasce e si conserva la vita. Questo elemento magico è presente quasi esclusivamente sul pianeta Terra, dove ha trovato le condizioni fisiche, temperatura e pressione, necessarie alla sua manifestazione. Quello che succede nell’acqua, che si colora delle tante vibrazioni, succede anche nella dimensione del corpo umano, dove l’acqua scorre cambiando continuamente vibrazione e, a seconda del tessuto che irrora, si tinge delle vibrazioni attivando l’osmosi, lo scambio, il passaggio di quella forza vitale che si esprime nell’elettromagnetismo che è alla base della vita sulla Terra. 
Grazie alle sue proprietà di contenere “disciolte” in sé le informazioni e di essere assorbita, entrando così intimamente a far parte delle diverse sostanze, l’acqua è l’elemento di “comunicazione” delle informazioni medesime: le particelle elementari che la costituiscono, l’Idrogeno e l’Ossigeno, hanno indotto nei millenni la formazione di tutti i metalli e metalloidi, infatti si dice in Cina che l’Acqua è la madre del Metallo. La sua fluidità e “simpatia” con il pensiero consentono all’acqua di risuonare a qualsiasi vibrazione o frequenza e di modificarsi, mutando secondo le esigenze o l’uso richiesto. Ecco da dove nasce la sacralità dell’acqua: può riportare in Terra la Luce, l’equilibrio ecologico, così come può trasmettere al Cielo tutto quello che noi facciamo in Terra.
Egli affermò: “Io ho capito l’intenzione di Dio che riproposta in termini di Yin e Yang corrisponde all’Amore Yang combinato con la gratitudine Yin ed è lo stesso rapporto che c’è tra acqua e fuoco, uomo e donna. E per quanto riguarda l’acqua abbiamo H = Amore e O = gratitudine e tutto deriva dalla combinazione di queste due emozioni. L’Amore è la vita, la morte è la gratitudine. La morte è ciò che ci giunge dal cielo ed e’ gratitudine anche se ancora non riusciamo ad accettarlo. E non ci riusciamo perchè ancora non abbiamo capito cos’è l’acqua. Ancora gli esseri umani non riescono ad esprimere la gratitudine come dovrebbero, come sarebbe auspicabile che facessero. Anche il sistema immunitario deriva da un ottimo equilibrio tra Amore e gratitudine. Il sistema immunitario della terra è molto compromesso. Quindi dobbiamo inviare Amore e Gratitudine alla terra. Anche Einstein con la sua formula E = mc2 ha ribadito che tutta l’energia è creata dalla coscienza della gente. m = massa o numero di persone nel mondo c = qualcosa veloce come la luce cioè la consapevolezza umana. Quindi in pratica l’energia è influenzata dall’aumento della consapevolezza degli esseri umani.”
In seguito agli studi di Masaru Emoto, come avvenne per le ricerche sull’origine del sistema nervoso delle piante fatto dall’indiano Jagadish Bose, altri scienziati occidentali hanno seguito le intuizioni relative ai flussi energetici naturali, alla vita onnipresente a partire dal primo elementi vitale: l’Acqua.
Grazie Masaru Emoto per gli insegnamenti che hai lasciato all’umanità…
Risultati immagini per La memoria dell'acqua paolo d'arpini
Paolo D’Arpini - bioregionalismo.treia@gmail.com


……………………………..
Articoli collegati:

martedì 2 luglio 2019

Economia bioregionale ecologica


Risultati immagini per Economia bioregionale ecologica

Come sarebbe il mondo senza banche? Che ne sarebbe degli interessi economici, dei guadagni sull'azione di dare qualcosa per ricevere qualcosa in più. L'educazione ricevuta fin da bambino, anche quella religiosa che tuona: Devi lavorare per guadagnarti da vivere...... (ma il da vivere ce lo siamo già guadagnati altrimenti non saremmo qui).
Poi mi vengono in mente le parole scritte nel vangelo: guardate gli uccelli,  gli animali, tutti vengono nutriti senza che si debbano preoccupare, e voi che siete umani non siete forse uguali di fronte alla natura (o a Dio se preferiamo). 
Come spesso ricorda l'amico Paolo la spiritualità è insita nella natura e il processo evolutivo naturale fa sì che ne diventiamo via via sempre più consapevoli fino ad accorgerci (ma non è richiesto) di essere l'espressione vivente della natura stessa dalla quale emaniamo... si può dire anche sgorghiamo visto che la vita è una sorgente.
Scrivendo e dialogando con  voi e me di questi argomenti, è evidente di quanto il lavoro, gli interessi, le banche, il valore e le azioni quotidiane vadano in una direzione estranea sia all'interesse che ai valori reali della vita stessa. Non posso che considerarmi fortunato, aver incontrato un movimento, com'è la Rete Bioregionale, che si ispira al valore della vita e all'interesse reciproco nei confronti dell'ambiente che popoliamo e del quale, ripeto, siamo l'espressione vivente.
Poi penso al compenso per il lavoro che svolgo, quello che per farlo mi pagano, le ansie che mi assalgono certe volte quando arrivano le scadenze dei pagamenti... gli uccelli che volano liberi e felici, i pesci del mare che nuotano e gli animali sul suolo terrestre dove, lo dimentichiamo, ci siamo anche noi insieme a loro... e con ciò che combiniamo gliela stiamo rendendo dura la vita a questi esseri: cetacei che spiaggiano (air gun), uccelli che precipitano avvelenati dall'aria tossica o sparati da qualche cacciatore ( o da scie chimiche ed inquinamento elettromagnetico), animali ai quali abbiamo tolto l'habitat (cementificazione) e noi uomini e donne che vaghiamo nel caos delle città, costruite per rendere la vita più "facile".
E ritorno ad affermare quel principio di unità che ci collega e che privo di interesse fa scaturire un valore infinitamente superiore a quello bancario e che lo si creda o meno, se sono vivo è proprio grazie a questo principio. Non sappiamo distinguere il vero interesse perché questo è un valore che tiene uniti (inter-essere) e quasi tutto ciò che che facciamo è basato su disvalori che ci separano.
Questa è la riflessione che ci fornisce direttamente l'ambiente che utilizziamo per vivere,  "lui" riflette limpidamente le nostre vite.
Giuseppe Finamore
Risultati immagini per Giuseppe Finamore
Rete Bioregionale Italiana

lunedì 1 luglio 2019

Tuscia. I veleni della monocultura della nocciola e la potabilità delle acque


Immagine correlata

In questo ultimo periodo sono state poste all’attenzione della popolazione alcune  iniziative rispetto la distribuzione dell’acqua e dell’uso della chimica in agricoltura.
Da tempo le associazioni ambientaliste, dei consumatori,  i medici per l’ambiente si occupano di questi problemi e vedere finalmente che la politica e le istituzioni li hanno posti all’ordine del giorno fa piacere.
Cercheranno di risolverli, lo speriamo, e quindi non possiamo far mancare l’appoggio perché i cittadini ne traggano veramente vantaggio.
Certo ci sarà ancora da chiarire alcuni aspetti che non sono secondari. La salute dei cittadini è a cuore di tutti i soggetti interessati?
A seguito della proposta di estendere la monocoltura della nocciola attorno al lago di Bolsena e alla levata di scudi dei Sindaci, il Prefetto ha preso una buona iniziativa istituendo un tavolo tecnico sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari sulle colture agricole. Alla prima riunione d’insediamento dello stesso siamo stati invitati a partecipare e abbiamo avuto modo di esprimere alcune considerazioni. Tra queste la più importante che vogliamo ricordare riguarda il lago di Vico e i bacini idrici di acque superficiali della Regione e cioè le contraddizione di leggi che vietano e nello stesso tempo favoriscono l’uso di pesticidi.
(Deliberazione n 539 del 2/11/2012 presa in attuazione della DGR n 5817 del 14 dicembre 1999 ).
Non sono mancate in questa riunione voci a favore dell’uso di questi prodotti giustificandoli con la richiesta che l’industria alimentare fa.
Speriamo che da questo tavolo vengano chiarimenti definitivi che possano portare alla proibizione dell’uso della chimica in agricoltura. Lo diciamo perché è proprio dall’utilizzo dei fitosanitari e pesticidi che deriva l’inquinamento delle acque di superficie e di profondità.
Risultati immagini per Tuscia nocciolicoltura
Bene hanno fatto i Sindaci che gravitano nei territori attorno al lago di Bolsena ad emettere  ordinanze contro la proliferazione della nocciolicoltura che utilizza ampiamente questi prodotti. Bene hanno fatto i sindaci ad emettere ordinanze di regolamentazione dell’uso, sebbene alcune siano ancora non molto rispondenti alle necessità reali, sia per le minime distanze dai corpi idrici, che per le multe irrisorie.
Altra questione importante, il rinnovo del consiglio di amministrazione della Talete e la decisione di commissariare i Comuni ancora non entrati in Talete. Decisone presa nel rispetto della legge, quindi potremmo dire ineccepibile. Decisione presa però in contrasto con la legge n 5 del 2014 approvata all’unanimità dal Consiglio regionale del Lazio e ancora non attuata e che avrebbe potuto favorire la nascita di consorzi fra Comuni per la gestione del Servizio idrico integrato.
Importante quindi per l’AICS ambiente, il Comitato acqua potabile e ADUC (associazione dei consumatori)  appoggiare la raccolta di firme proposta dal coordinamento per l’acqua pubblica del quale facciamo parte, in considerazione della inadeguatezza della Talete spa e del Referendum per l’acqua pubblica che ha sancito la volontà dei cittadini che non vogliono la gestione dell’acqua fatta dai privati. Importante condividere con comitati e associazioni le iniziative prese: le sconfitte; gli esposti fatti e le cause pendenti per disastro ambientale proposte dalla Procura; la vittoria di cause, da noi promosse, giunte dopo la sentenza della cassazione nuovamente al giudice ordinario che ha confermato che il gestore del servizio idrico deve distribuire acqua potabile, diversamente va pagata il 50% in meno.
La ricapitalizzazione voluta dalla Talete e richiesta ai Comuni, sapendo bene che non sarà possibile per questi farla, sembra una manovra per far entrare maggiormente il privato nella gestione. Manovra inaccettabile per vari motivi: la Talete ha accumulato negli anni passivi incredibili, che si ripercuoteranno sulle bollette, peraltro senza aver assicurato acqua potabile ai cittadini.
Immagine correlata
La Talete può essere allora in grado di gestire il servizio idrico di tutti paesi della provincia?
Con il nuovo consiglio di amministrazione della Talete, nel tentativo di recuperare crediti, sono stati anche riproposti fatti inaccettabili, quali  l’asportazione dei contatori e la chiusura della erogazione dell’acqua agli utenti morosi, senza preavviso certo e senza effettuare distinzione fra le capacità economiche degli stessi.  
L’applicazione della legge regionale n 5/2014 è la giusta soluzione del problema, poiché esclude la privatizzazione dell’acqua, dato che saranno i Consiglieri comunali a gestire direttamente il servizio idrico integrato e ne risponderanno giustamente davanti alla popolazione.
Occorre che la politica svolga il ruolo che le compete in particolare rispetto la salute dei cittadini, che indagini epidemiologiche fatte dal dipartimento sanità della Regione Lazio nel territorio viterbese, hanno definito drammatiche.
Occorre risanare il lago di Vico,  proibire definitivamente le sostanze inquinanti le acque di superficie e di falda e finalmente dotare le abitazioni di acqua potabile.
E’ fondamentale quindi l’adesione di tutti i cittadini alla raccolta di firme contro la privatizzazione, che tra poco avrà inizio in tutti i Comuni della provincia.

                / AICS COMITATO PROVINCIALE VITERBO                         
                / ADUC
                / COMITATO ACQUA POTABILE
                / AICS AMBIENTE
                                                                                                                              Raimondo Chiricozzi   

Immagine correlata

Ecologia profonda. La persona ed il ritorno alla Madre Universale da cui tutti proveniamo




Caro Paolo D’Arpini, mi ha fatto piacere leggere in un tuo articolo (*) un riferimento preciso al valore della persona “in quanto depositaria della prima scintilla di Coscienza dalla quale tutto deriva”. 
Evidentemente nell’ambito dell’ecologia profonda ci sono varie posizioni al riguardo. Per esempio, alcuni bioregionalisti dell’Associazione Eco-filosofica di Treviso sostengono che il concetto di persona conduce inevitabilmente all’antropocentrismo e che quindi deve essere combattuto.
Personalmente sono per una via mediana implicante la discriminazione: ci sono interpretazioni dei termini “persona” ed “antropocentrismo” che trovo deleteri, poiché pretendono di conferire agli uomini il diritto di sfruttare la Natura vivente quasi fosse un oggetto disanimato radicalmente distinto da sé. Se invece si pensa che la persona umana rappresenta il momento eminentemente coscienziale della Natura, fungendo da trait d’union tra il sensibile e il sovrasensibile, allora si possono comprendere espressioni quali “Custode, Amico dell’Esistenza” e non possono non apparirci in tutta la loro evidenza la sua grande responsabilità, unita alla sua spontanea devozione per la Madre dalla quale proviene e attraverso la quale deve necessariamente passare-ritornare per accedere a superiori stati dell’Essere.
Scrive il celebre pensatore Henry Corbin: “Mancando la persona, assente ciò che ne rende possibile la preminenza, ci troviamo di fronte al nichilismo agnostico: non c’è più nessuno; l’uomo è scomparso”. Si tratta di un argomento importante che non può essere esaurito in poche righe, bensì solo accennato. Per chi volesse approfondirlo, rimando ad un mio recente scritto “In difesa della Persona” comparso nella rivista di studi metafisici ed umanistici Atrium di Trento.
Ho apprezzato altresì i tuoi chiarimenti sulla “spiritualità laica”. Non posso che essere d’accordo con te laddove scrivi: “Lo spirito è libero e non è descrivibile od etichettabile, come potrebbe esserlo la mente od il corpo. Ed inoltre la spiritualità laica non è certo una nuova filosofia, assolutamente no! Semplicemente è un modo di esprimere qualcosa che c’era già, nella via personalizzata di ognuno del ritorno a casa”. Bisogna però tener presente che nella sua libertà lo Spirito può anche calarsi in modi o forme descrivibili; diversamente non sarebbe libero.
Per chi aspira a lasciarsi guidare dallo Spirito, ne deriva pertanto una capacità di guardare a tutti gli approcci al divino con comprensione ed accettazione, purché nessuno tra loro pretenda di detenere l’unica chiave di accesso al Vero in sé. In quest’ultimo caso, infatti, una credenza, una scuola, ecc., smettono di valere quale supporto legittimo e spesso benefico per diventare fonte di danno per sé e per tutti. Il mondo in cui viviamo è il risultato di un simile errore perpetrato soprattutto dalle tre principali religioni monoteistiche, le quali hanno un volto salvifico, che le radica nell’Originario atemporale, e un volto imprigionante.
Credere che certe cause non sfocino inevitabilmente nei corrispondenti effetti è come pretendere che un treno lanciato a folle corsa lungo un erto pendio, tagliato da un baratro, possa fermarsi.
Estendendo la metafora alla situazione politica attuale, mi appaiono perciò futili tutte le attività che si svolgono all’interno del treno (manutenzione, cambi del macchinista e del personale, lotte per privilegi o vendette, ecc.); la cosa fondamentale è trovare il modo di scendere dal treno prima che sia troppo tardi, indi risalire la china e imparare a guardare sé stessi, il mondo-universo, l’immanenza e la trascendenza con altri occhi (o forse, meglio, con quel Terzo che ci siamo dimenticati di avere).
Subramanyam

Risultati immagini per bioregionalismo e la persona


(*) Articolo di riferimento: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/03/coscienza-individuale-e-spiritualita.html