venerdì 18 febbraio 2022

Temi e iniziative del Forum per Mestre e Venezia

 


Al forum per Mestre e Venezia del 16 febbraio 2022 

abbiamo trattato questi temi:

1. Parco san Giuliano: Anna Forte, con Aldo Mingati e Vittorio Resto hanno detto che, mentre procedono i lavori per il Polo Nautico, siamo in attesa della pubblicazione dei 3 studi preliminari relativi agli Hub-Terminal terra-acqua che dovevano essere completati entro novembre 2021;
l'avv. Zaffalon sta preparando la costituzione di parte civile per l'associazione Amici del Parco; sulla scomparsa dei laghetti l'assessore De Martin ha temerariamente parlato di "assenza di impianti" e di "vasche di laminazione solo ad acqua piovana" presentando anche una documentazione poco credibile  sul 2021 come periodo "fortemente siccitoso". 
 
Sembra invece che la causa sian i lavori eseguiti nell'area del Tamburello, il cui direttore dei lavori è già indagato
per vari motivi.

L'esposto denuncia sull'illegittimità dei lavori in corso è stato da me presentato in Procura più di un mese fa e l'avv. Zaffalon sta studiando il modo di affrettarne la discussione.

2. Rio Cimetto: Renzo Rivis ha detto che il Comune, ignorando le nostre molteplici iniziative e l'odg votato all'unanimità dal cons.comunale nel luglio 2020, ha assegnato i lavori della nuova inutile strada ed enorme rotatoria a un'impresa che prevede di far spendere 9 dei 10 milioni messi a bilancio. Probabilmente si allontaneranno di qualche metro dai meandri del Rio, togliendo la pista ciclabile dalla rotonda e collocandola altrove. 
E' stato proposto di chiamare l'assessore RenAttila Boraso...

3. Ex Umberto I: Monica Coin ha invitato a partecipare all'assemblea su Zoom che si tiene domenica 20.2 alle 16 con un video di Chico Brunello in cui parlano Roberto Stevanato del C.Studi St. di Mestre e Claudio Pasqual di StoriAmestre e un altro video degli allievi della Sc.media Di Vittorio
Il link per collegari a Zoom viene inviato a tutto il Forum domenica mattina.

4. S. Pietro di Castello: Michele Boato ha ricordato che venerdì 18 alle ore 17.30, presso la sede Spi-Cgil in Corte Nova(via Garibaldi) a Venezia, si tiene il "Primo Incontro della cittadinanza" su "Come privatizzare San Pietro e S.Anna per il profitto di pochi facendo credere che sarà a beneficio di tutti".
Organizza il Gruppo San Pietro di Castello, intervengono Cristiano Gasparetto di Italia Nostra, Andrea Martini di Tutta la città insieme e Michele Boato del Forum per Mestre e Venezia.

5.Forum del Verde:  Alessandra Bardelle di Zelarino ha proposto di riconvocarlo, a un anno dall'ultima riunione pubblica in campo ad Altobello. Proposta sostenuta dall'avv. Teresa Morini e da molti altri, con una ipotesi di scrivere al Segretario Comunale e/o al Prefetto per la non applicazione da parte del Comune dello Statuto che prevede il Forum del Verde, ma convocato nei 7 anni di questa giunta.

Prossimo incontro del Forum, salvo urgenze, MERCOLEDI' 2 MARZO 2022.


Michele Boato




Duri i banchi (e vi aspetto a RiLibri, vedi qui sotto) 



giovedì 17 febbraio 2022

PNRR. Altro che transizione ecologica... Tutti i soldi per le armi...

 


Transizione ecologica: Greenpeace, Legambiente e WWF bocciano il primo anno di Draghi.

Chiude in negativo il bilancio sul concreto avvio della Transizione Ecologica del governo.  Sulle scelte relative alla  sostenibilità e alle due principali emergenze globali in campo ambientaleil contrasto al cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, Draghi non ha messo in campo politiche e linee di intervento coerenti con i principi  recentemente inseriti nella Carta Costituzionale e con gli obiettivi dell’European Green Dealné ha aperto la strada a una trasformazione sistemica per coniugare ambiente e opportunità economiche.  Fallita quella rivoluzione verde che era stata annunciata come una delle priorità del nostro Paese a partire dal PNRR. Conseguentemente, le associazioni chiedono:  revisione del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia Clima), versione aggiornata e definitiva del Piano Nazionale per l’Adattamento al Cambiamento Climatico, Strategia Nazionale Biodiversità (SNB) al 2030 coerente alla Strategia EuropeaPiano di Azione Nazionale per la gestione sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN),  Strategia nazionale per l’economia circolare richiesta dalla Commissione Europea. Clicca qui.

Ecco come Draghi usa i fondi del PNRR.

Bilancio Difesa 2022:  oltre 25 miliardi (+8,2), per nuove armi (+13,8%). Clicca qui. Mentre niente per la sanità né per la prevenzione e i controlli urgenti per la sicurezza sul lavoro e le malattie professionali o da contaminazioni tossiche, solo soldi per grandi opere, nulla alle  bonifiche del territorio sempre a rischio alluvioni e disastri.

Rete Ambientalista



martedì 15 febbraio 2022

Camminare sulle tracce di Thich Nath Hanh

Un maestro di camminare

la Pace è ogni passo

Nella storia del camminare, Thich Nath Hanh (Thay, il maestro, come lo chiamano gli allievi) ha una parte importante. Ci ha insegnato il valore del camminare in consapevolezza (mindfulness). Il suo libro “Essere Pace” (1987) ha insegnato un nuovo modo di camminare, senza una meta, senza un tempo, senza fretta, passo dopo passo, vivendo l’attimo presente, consapevoli del respiro. Thich Nath Hanh ha portato il camminare a un livello molto alto, il camminare diventa meditazione, il camminare diventa cura interiore, il camminare diventa strumento di pratica. Vi consigliamo di riscoprire i tanti testi da lui scritti dedicati alla meditazione camminata e al camminare in consapevolezza. Li trovate anche tradotti in italiano.



Non è vero che quando muore un grande maestro il mondo è più povero. Un grande maestro porta ricchezza al mondo sia quando vive che quando muore. Celebriamo oggi la morte corporea di Thich Nhat Hanh (1926-2022). Un maestro per migliaia di noi. Un maestro morendo continua a vivere nei suoi allievi, e nello spirito del mondo. Un maestro come lui ha saputo portare lo spirito della pace nel mondo, e nelle singole persone. Noi camminatori consapevoli gli siamo molto grati, perché ci ha insegnato a camminare.

Grazie Thay, ora cammini anche in me.

domenica 13 febbraio 2022

Avanti con l'agricoltura biodinamica...


Agricoltura biodinamica ed esperimento con il "corno letame"

Agricoltura biodinamica ed esperimento con il "corno letame"

Persino il Foglio di Claudio Cerasa  tempo fa si era occupato del sistema di coltivazione biodinamica, pubblicando un articolo sul "corno letame" ( di Giordano Masini). L'articolo è stato giudicato da qualcuno un po' "semplicistico", ad esempio Stefano C. ha commentato: "Non penso sinceramente che Rudolf Steiner sia stato un pirla qualunque... ovviamente il metodo biodinamico è molto bizzarro, ma non lo tratterei come stregoneria per sciocchi!  A mio avviso, quello del Foglio è uno dei classici articoli simili alle chiacchiere da bar per prendere in giro la squadra di calcio avversaria. Come quando dice che "per guarire dal cancro bisognerebbe evitare di mangiare pomodori"...  ma non sono poche le persone che pensano che un'alimentazione acida possa portare il cancro (ad es. diversi dottori ed anche i macrobiotici). Comunque conosco molte persone che si applicano in agricoltura biodinamica con ottimi risultati... ovvio, è molto complicato e tante cose si fanno senza sapere il perché."

Ma un resoconto sull'esperimento del "corno letame"    l'abbiamo raccolto anche noi. Mi riferisco alla lettera di Caterina Regazzi che mi scrisse qualche tempo fa per raccontarmi la sua esperienza, vissuta nell'azienda agricola "La Bifolca" di  Vignola: "Il cornoletame si prepara riempiendo di letame delle corna (ne abbiamo fatte circa 30) e poi sotterrandole. Abbiamo scavato un bel buco profondo mezzo metro e largo circa un metro e abbiamo deposto le corna in cerchio al suo interno... Fra 6 mesi si tirano fuori e, col contenuto del corno si fa questo preparato biodinamico che si chiama 500.  La "direttrice" dell'operazione, Antonella, ha letto un "mantra" che parlava di gnomi, ondine e spiriti del fuoco che consigliavano agli uomini, tra l'altro, di fare atti che generano altra vita...... poi c'è stato un intervento di un antroposofo che ha detto cose che mi hanno lasciata un po' sconcertata... Mah! Il bello di tutta l'operazione è stato per me l'atto d'amore, in condivisione con altre persone, per la Terra, come se questa fosse una Madre, una Sorella, una cara Amica di cui ci volevamo prendere cura. E' questo lo spirito  bioregionale con cui si dovrebbe vivere e fare le cose normali della Vita, fare le cose con Amore, con Cura....  e così l'uomo potrà scrollarsi di dosso la tristezza, la noia, l'insoddisfazione che prova e che fa si che sia sempre alla ricerca di nuovi passatempi, di nuovi giochini. E' ovvio che tutto questo non lo si può solo "predicare", ma si deve mettere in pratica, non come un dovere imposto, neanche da noi stessi, ma sentito nel profondo ed è qui che io per prima devo lavorare.".

Questa, descritta da Caterina, mi pare una riflessione bellissima come l'esperienza da lei vissuta, un po' misteriosa e magica. In fondo  è  stata fortunata ad aver partecipato a quel rito! 

Paolo D'Arpini 




Fonte: https://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Agricoltura-biodinamica-ed-esperimento-con-il-corno-letame


Altro articolo in sintonia:

In questi giorni si è parlato molto del corno di vacca e del suo impiego in agricoltura biodinamica, accostando il tutto a pratiche medievali o addirittura a riti magici. E purtroppo sulla base di pregiudizi e accostamenti arbitrari si è negata la possibilità (attraverso apposita legge) di valutare e testare l’effettiva validità delle pratiche biodinamiche tramite attività di ricerca appositamente finanziate. Ricordiamo che l’agricoltura è un settore di primaria importanza e che, mai come oggi, sono necessarie pratiche e metodi di coltivazione veramente sostenibili (a bassissimo impatto ambientale). Queste attività di ricerca, dunque, avrebbero potuto misurare l’efficienza dell’agricoltura biodinamica in termini ecologici, ambientali, energetici ed anche in termini di qualità del prodotto finale tramite ricerche e progetti strutturati, anche di lungo periodo.

La vera scienza non dovrebbe giudicare a priori basandosi su pregiudizi, prendendo posizione sulla base delle impressioni, ma dovrebbe svolgere attività di indagine, analisi e osservazione in maniera acritica per poi elaborare dati e successive conclusioni. Questo dovrebbe essere un vero approccio scientifico, che valuti i risultati di una determinata indagine sulla base di dati e riscontri oggettivi, e non su pregiudizi. Nel caso dell’agricoltura biodinamica ci si è fermati di fronte ai pregiudizi, negando a priori la possibilità di testare le pratiche biodinamiche. Appellandosi alla scienza si è negata la scienza stessa (davvero strano…). Si è negata la possibilità di valutare l’effettiva validità dell’agricoltura biodinamica confrontandola con altre metodiche di coltivazione. Non viene consentito un confronto. Ovviamente noi non abbiamo alcun dubbio sull’efficacia dell’agricoltura biodinamica, ma lo sviluppo di attività di ricerca anche in sede istituzionale avrebbe potuto sancire l’ufficialità del suo valore.

Riconosciamo il fatto che alcune pratiche biodinamiche possano essere considerate bizzarre, ma (ad esempio) una scoperta del tutto casuale ha messo in evidenza quelle che potrebbero essere le caratteristiche più interessanti del corno di vacca; si tratta della datazione al radiocarbonio di un corno di epoca vichinga svolta ormai diversi anni fa (alla fine degli anni ’90). Questa indagine si è svolta per altri motivi, indipendenti dall’agricoltura biodinamica, ma ha finito col mettere in risalto alcuni dati molto interessanti. Riportiamo di seguito la testimonianza della Prof.ssa Emanuela Marinelli:
«Nell’atmosfera per il bombardamento dei raggi cosmici si formano dei neutroni accelerati che colpiscono degli atomi di azoto. Gli atomi di azoto colpiti si trasformano in C14 che è radioattivo e, a differenza del normale C12, tende a decadere. Il C14 si lega con l’ossigeno e forma anidride carbonica radioattiva che entra con la fotosintesi clorofilliana nelle piante e, attraverso la nutrizione, negli animali e nell’uomo.
Durante la vita di ogni essere vivente c’è un equilibrio fra C14 che arriva e quello che nel frattempo decade. Questo equilibrio si interrompe con la morte.

Al momento della morte continua irreversibilmente la diminuzione del carbonio radioattivo (C14).
Dunque se noi troviamo in un reperto una quantità di carbonio radioattivo simile a quella di un essere vivente sappiamo che è morto da poco, se viceversa il C14 è ridotto a essere pochissimo sappiamo che è morto da migliaia e migliaia di anni.

Tutto funziona bene se c’è integrità isotopica del campione, cioè se il campione non è venuto a contatto con altro carbonio radioattivo successivamente, cioè se non c’è stata una “ricarica” di carbonio radioattivo.
Il corno di una mucca di epoca vichinga che era stato usato per un elmetto dei vichinghi è risultato talmente pieno di carbonio radioattivo introdottosi successivamente, da fornire una data nel futuro. E risultava una mucca morta nel 2006 dopo Cristo. Questo è dovuto alla presenza di carbonio radioattivo che si è inserito e si è legato in una maniera ineliminabile con i normali sistemi di pulizia».

Dichiarazione della Prof.ssa Emanuela Marinelli. AUDIOVISIVI S. PAOLO, anno 1997 (inserto di Famiglia Cristiana n. 11 del 25-03-1998).
Dunque tutto ciò potrebbe significare che il corno di vacca, anche dopo il termine del ciclo di vita dell’animale, continua a comportarsi come un organismo vivente continuando ad assorbire continuamente C14 (che è fondamentale per la vita sul nostro Pianeta). Si tratta di un dato molto interessante, che potrebbe essere appunto approfondito tramite specifiche attività di indagine e misurazione. Purtroppo questa possibilità è stata negata. Pazienza… la biodinamica va avanti per forza propria, anche senza un riconoscimento istituzionale, grazie al contributo di agricoltori, associazioni, operatori e persone che ne riconoscono il valore e la bellezza.
In altri Paesi come Svizzera, Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti e Canada l’agricoltura biodinamica viene valutata serenamente e accettata per vantaggi e benefici oggettivi. Questo dato dovrebbe indurre ad alcune riflessioni, mettendo in evidenza che la scelta del corno di vacca potrebbe non essere arbitraria e casuale.

Altro oggetto di studio potrebbe essere quello legato a ormoni ed enzimi connessi al tipo di materiale che costituisce la struttura stessa del corno.

Purtroppo manca una comprensione del pensiero di Rudolf Steiner nel suo insieme, e dei contenuti espressi a favore di una visione nuova e diversa da quella che caratterizza il Mondo attuale.

Fabio Fioravanti.

"Butterfly Effect Project" - Concorso: "L'uomo e gli alberi. Un rapporto per la vita".

 


A tutti i ragazzi frequentanti le scuole e le università, alle associazioni, ai gruppi scolastici e a tutte le realtà sensibili ai problemi ambientali, siamo l'associazione "Il Mondo di Tommaso" di Vittorio Veneto (TV).

Da diversi anni l'associazione promuove un concorso denominato "Butterfly Effect Project" e da poco è stato aperto il bando per la quarta edizione del concorso, il cui titolo è "L'uomo e gli alberi. Un rapporto per la vita".


Se siete interessati alle tematiche della sostenibilità ambientale, della biodersità e avete in atto un progetto di riforestazione, questo concorso potrebbe fare al caso vostro!


PIANTA UNA PIANTA, ADESSO!

Sulla carta delle foreste in Europa c’è uno spazio vuoto: la pianura padano-veneta. Non dipende dal territorio o dal clima: in due millenni gli uomini vi hanno eliminato quasi del tutto il manto forestale che la ricopriva. Per contrastare il riscaldamento globale e l’inquinamento dell’aria, servono interventi sul traffico stradale e aereo, sulle emissioni, servono riconversione industriale e rigenerazione urbana, mutamenti dei consumi. Ma una risorsa straordinaria sono boschi, verde urbano ed extraurbano, parchi, giardini, filari di alberi, siepi ed arbusti.

Qualcosa, poco, nel Veneto è cambiato negli ultimi anni, grazie a una maggior consapevolezza dell’importanza dei boschi intorno alle città: la superficie dei boschi di pianura è decuplicata, arrivando a oltre 500 ettari; l’obiettivo, elaborato nel 2017, è riforestare, entro il 2050, almeno 5.000 ettari di pianura veneta, tornando ad una superficie boschiva simile ai tempi della Serenissima. Residui lembi di antichi boschi planiziali, con habitat, flora e fauna di grande valenza naturalistica, sono inseriti nella Rete Natura 2000 dell’UE, individuati come Zone Speciali di Conservazione e, grazie ai Servizi Forestali regionali ed alcuni Comuni, sono oggetto di cure per migliorarne composizione e struttura. Ma tutto sembra essersi fermato. Urge una svolta, un rilancio. Riforestiamo!

Con la fotosintesi, un bosco immagazzina la CO2 che causa l’effetto serra. La riforestazione anche nelle aree urbane e periurbane è di fondamentale aiuto: entro il 2030 dobbiamo ridurre del 50% le emissioni di gas serra, come raccomandato dall’IPCC e richiesto dagli Accordi di Parigi 2015. Un’area boscata migliora la qualità di una città e dà un contributo fondamentale per ridurre l’effetto “isola di calore”, causato da superfici urbane impermeabili, con edifici, aree industriali, strade e asfalto e l’inquinamento dell’aria da polveri sottili PM10 e 2,5, nel periodo autunno-inverno, a causa del traffico veicolare, degli impianti di riscaldamento e per la situazione climatica della pianura, in peggioramento per il riscaldamento globale.

Servono boschi con la giusta composizione, per migliorare il grado di biodiversità anche vicino alle città. Serve una svolta nelle politiche pubbliche per favorire il rimboschimento nelle aree di pianura attraverso nuovi impianti forestalima anche un’oculata gestione e manutenzione dei boschi esistenti su cui è importante coinvolgere anche le figure professionali adeguate (forestali, naturalisti, agronomi, biologi ed ecologi). Perciò… pianta un albero, meglio tre, crea un orto, un giardinetto. Pianta un’idea.      

                                                           Michele Boato  direttore rivista Gaia


Al concorso, a livello nazionale e internazionale, potranno partecipare ragazzi di età non superiore ai 35 anni, singoli o organizzati in gruppi scolastici, interscolastici, privati o associazioni. Verranno destinati 5 premi  a progetti di riforestazione ambientale che verranno valutati anche attraverso gli elaborati video di presentazione. Lo scopo del concorso di quest’anno è “quello di comunicare l’importanza del ruolo degli alberi nel rallentamento del cambiamento climatico” e “lo stimolo di questo concorso per ciascun partecipante o associazione è quello di portare un progetto di riforestazione, piantare nuovi alberi e soprattutto averne cura. Gli alberi aumenteranno la ricchezza e la bellezza del territorio, ma soprattutto ci potranno insegnare che vivere a contatto e nel rispetto della natura migliorerà la qualità della nostra vita.”

La scadenza per le iscrizioni è il 30 giugno 2022.

Se siete interessati, vi invitiamo a leggere il bandonel nostro sito, al seguente link: https://www.ilmondoditommaso.org/it/butterfly-effect-project-2022 (o anche qui sotto).

In questa pagina trovate anche il modulo per l'iscrizione; in allegato c'è la locandina ufficiale.

Vi preghiamo inoltre di promuovere il concorso, passando parola con chiunque riteniate sia interessato.


Per conoscerci meglio e sapere di più sul concorso, vi invitiamo a contattarci ai numeri: 

Claudio Corazza 338 6213782   Eleonora Saccon 340 8755953.

Vi ringraziamo.

Cordiali Saluti, associazione "Il Mondo di Tommaso odv"





DESCRIZIONE DEL CONCORSO 

L’associazione “Il Mondo di Tommaso”, in collaborazione con “Lago Film Fest”, l’associazione “12ponti” e Legambiente del Vittoriese, ha il piacere di comunicare l’apertura del bando per la quarta edizione del concorso “Butterfly Effect Project”, un concorso per ragazzi di età non superiore ai 35 anni, aperto a progetti accompagnati da video multimediali. L’“Effetto Farfalla” comunemente inteso ha origine nella fantascienza. In Rumore di Tuono di Ray Bradbury, il protagonista calpesta una farfalla preistorica durante un safari nel passato; tornato nel presente, lo troverà irrimediabilmente mutato: un gesto minimo ha deviato il corso della storia. Diluita nelle chiacchiere e nelle cronache dei giorni nostri, l’espressione non ha tuttavia perduto il senso originale: quello, se volete, del proverbiale topolino che partorisce una montagna.“Butterfly Effect Project” è quindi contemporaneamente il nome e il tema del nostro concorso, aperto a ragazzi di età non superiore ai 35 anni, singoli o organizzati in gruppi scolastici, interscolastici o privati e associazioni. I candidati potranno partecipare portando un progetto sul tema “L’uomo e gli alberi: un rapporto per la vita”, un progetto rivolto ad individuare comportamenti e azioni per riportare in equilibrio il rapporto dell’uomo con la natura, poiché anche le scelte individuali possono condizionare questo equilibrio. Un piccolo progetto, sommato ad altri, può generare un “Effetto Farfalla”. I progetti dovranno essere accompagnati da un video di presentazione.                  

TEMA DELLA QUARTA EDIZIONE 

Che cosa stiamo facendo noi in concreto per preservare la ricchezza di vita sulla terra, i milioni di piante, animali, microrganismi, ecosistemi e assetti sociali? Siamo rispettosi della diversità ambientale, culturale e sociale che ci circonda e ci chiede di essere accettata e preservata?  Lo scopo della quarta edizione del concorso per tema “L’uomo e gli alberi: un rapporto per la vita” è quello di comunicare l’importanza del ruolo degli alberi nel rallentamento del cambiamento climatico. Essi possono essere la chiave per la sostenibilità ambientale. Negli ultimi 15.000 anni di storia, il nostro pianeta è passato da 6.000 miliardi di alberi ai 3.000 miliardi di oggi. Dovremmo quindi porci l’obiettivo di piantarne almeno 1.000 miliardi. La funzione degli alberi è a tutti nota: diminuiscono la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, emettono ossigeno e regolano l’umidità. Il loro contributo risulta dunque estremamente prezioso! Inoltre gli alberi sono esseri geneticamente molto complessi, dotati di facoltà che solamente ora, grazie a più recenti studi, cominciano ad essere chiare. Si potrebbe anche parlare di una comunità degli alberi, facendo riferimento alle pubblicazioni del noto botanico, il professore Stefano Mancuso. La nostra vita in questo pianeta non può prescindere dal prezioso rapporto con gli alberi: l’invito perciò non è solo quello di piantarne il più possibile, ma anche di effettuare la pulizia dei boschi, aver cura dei territori e usare bene le risorse idriche. Lo stimolo di questo concorso per ciascun partecipante o associazione è quello di portare un progetto di riforestazione, piantare nuovi alberi e soprattutto averne cura. Gli alberi aumenteranno la ricchezza e la bellezza del territorio, ma soprattutto ci potranno insegnare che vivere a contatto e nel rispetto della natura migliorerà la qualità della nostra vita. Per questo vi proponiamo di condividere il vostro progetto. Partecipando al concorso non solo c’è la possibilità di essere finanziati attraverso i premi in palio, ma potrete rendere partecipi delle vostre idee un vasto pubblico, aiutando a diffondere la sensibilizzazione su questa tematica. Se avete avviato un piccolo o grande progetto (come, per esempio, piantare un piccolo bosco, gestire le risorse idriche, etc…) e volete raccontarlo in un video, potete strutturare la presentazione come ritenete più opportuno, tuttavia devono essere inclusi i seguenti punti:     
1. sottolineare l’importanza nell’ambito della sostenibilità ambientale e della biodiversità;
2. spiegare le idee alla base del progetto e come si stanno realizzando nella pratica;
3. quali ripercussioni positive del lavoro svolto sono già tangibili? Quali ostacoli sono ancora presenti?
4. descrivere un piano d’azione futuro e gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Se vi può aiutare potete leggere il libro di Stefano Mancuso “La nazione delle piante”.   

PREMI 

In questa edizione del concorso saranno valutati i progetti, legati al tema, che saranno narrati e illustrati attraverso i video. I ragazzi partecipanti al concorso presenteranno i loro progetti e una giuria ne valuterà la qualità.I progetti dovranno essere già avviati; lo scopo del concorso è sostenerli economicamente e valorizzarli. Saranno assegnati 5 premi da 1.000 € ciascuno a 5 progetti accompagnati dalla presentazione di un videoTre premi saranno destinati a progetti legati al territorio italiano, mentre gli altri due a  progetti in ambito internazionale.

Il concorso è una possibilità per tutti di esprimersi liberamente con creatività e mettendosi in gioco per comunicare, attraverso un progetto e un video, un messaggio stimolante e critico, che porti coscienza alla società di cosa sta accadendo ai giorni nostri e che introduca una riflessione per migliorare ciò che ci circonda. Questo concorso desidera creare riflessioni e spunti su temi molto importanti: la sostenibilità e il miglioramento del nostro ambiente in generale, affinché si possa cambiare qualcosa anche con semplici, ma significative, azioni quotidiane. 
Chiusura delle iscrizioni: 30 giugno 2022

ISCRIZIONE AL CONCORSO E CONTATTI 

L’iscrizione si effettua compilando un modulo online nel sito www.ilmondoditommaso.org, alla pagina Concorso Butterfly Effect Project. Per maggiori informazioni potete spedire una mail all’indirizzo info@ilmondoditommaso.org o chiamare il numero 338 6213782.
Prima di iscriversi attraverso il modulo online è necessario consultare e leggere attentamente il “Regolamento del concorso Butterfly Effect Project”, perché, con l’iscrizione, lo si accetta.





venerdì 11 febbraio 2022

Per un nuovo Piano Agroecologico Bioregionale



La CIA (Agricoltori Italiani) si lamenta della crisi agricola, per i costi dei fertilizzanti chimici, pesticidi e mangimi… mentre da 30 anni buttiamo miliardi di euro di fondi europei agro-ambientali (conquistati con un referendum nazionale contro i pesticidi negli alimenti) che potevano salvarci attraverso l'immediata riconversione al biologico, all'agroecologia e al vero benessere animale degli allevamenti biologici, o quanto meno nutriti in modo biologico e senza ogm.

Pagando tutti i mancati ricavi e i maggiori costi, più un 30% per i benefici ambientali… come previsto dalle norme europee a partire dal 1992.

Con 10 miliardi all'anno si riconverte tutta l'italia al biologico e si risparmiano 50 miliardi annuali di spese sanitarie pubbliche e private per malattie croniche e degenerative con-causate in modo aggravante da pesticidi, glifosate e fungicidi, diserbanti e ogm, ormoni e altre schifezze chimiche che spruzziamo sui nostri alimenti… (ovvero il 30% della spesa sanitaria, come dimostrato in Danimarca, da ormai 30 anni senza pesticidi). 

Invece, abbiamo regalato miliardi soprattutto a chi compra pesticidi, glifosate e ogm, attraverso fondi agro-ambientali destinati per la falsa agricoltura integrata e il falso benessere animale. 

E addirittura per sostenere il reddito di chi inquina, con almeno altrettanti miliardi di € del primo pilastro della Politica Agricola Europea (PAC)… Per poi investire altrettanto per disinquinare, cosa di per se incostituzionale!

Fondi, questi ultimi, che oltretutto son finiti illegittimamente per l'esatto contrario cui erano destinati… verso il falso benessere animale e la falsificazione delle misure agroclimatico-ambientali… o all'agricoltura integrata "volontaria", quando è obbligatoria dal 2014 su tutto il territorio europeo. O, peggio, all'agricoltura "conservativa" pugliese e non solo… a base di Glifosate in pre-semina… mentre gli Ulivi secolari del Salento pian piano si seccavano per la perdita dell'humus e della fertilità dei suoli, mentre il dissesto idrogeologico massacra l'italia con oltre 20 miliardi di danni all'anno, per mancato trattenimento idrico… che finisce in inondazioni e siccità (vedasi il lago maggiore e il Pò in Piemonte, oggi).
Uno scandalo senza fine... ed ora ne paghiamo il conto ! 
Faccio appello a CIA, Coldiretti e Confagricoltura e tutti i sindacati agricoli per il nuovo Piano Agricolo Nazionale (PAN), l'ultima speranza per l'agonia agricola italica. 

Tutti i fondi europei devono essere investiti in Agroecologia!  Assicurando i raccolti biologici con le polizze agevolate. E fornendo il necessario programma di assistenza tecnica e formazione territoriale e una rete distributiva etica che parta dal giusto prezzo agli agricoltori, i quali pagano il giusto salario ai lavoratori dipendenti.

L'Italia ha bisogno solo di Agroecologia Sinergico-Rigenerativa Bioregionale e rinascerà in poco tempo grazie alle immense risorse naturali e di biodiversità conservate dal 20% di agricoltura biologica e nei milioni di ettari oggi purtroppo abbandonati…


Giuseppe Altieri
















Responsabile scientifico APS Cibus in Primis
3474259872

MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LE BUFALE FOSSILI E NUCLEARI

 



Contro il greenwashing nella tassonomia UE
Per riscrivere il piano energia e clima nel senso della conversione ecologica: non ritorniamo all'atomo e fuoriusciamo al più presto dal gas così come abbiamo deciso di abbandonare il carbone!

Stiamo parlando di influire su decisioni che, globalmente, impattano quanto innumerevoli stadi Meazza! E che sono a nostra portata di mano, se sappiamo bene organizzare e concentrare le forze!

A Milano, il 12 febbraio 2022, dalle 13:00 alle 15:00 in Piazza Santa Maria delle Grazie.

Forse ce la facciamo a giocare le due "partite" in modo collegato e a vincere il "campionato"!
(Magari riusciamo anche a lanciare un impegno perché la geopolitica attorno alla crisi Ucraina non costringa l'Europa schiacciata tra NATO e Russia a cercare alla rinfusa angosciose soluzioni fossili nell'emergenza energetica ed economica).

Proponiamo, Disarmisti esigenti, WILPF Italia, Energia felice, Mondo senza violenza e senza guerre & partners, la sottoscrizione online di un appello per "svegliare" gli europarlamentari:


Un incontro on line dalle ore 18:00 alle ore 20:00 dovrebbe sfornare idee su come proseguire le campagne ecopacifiste che da tempo stiamo portando avanti:
Partecipa con Google Meet    meet.google.com/jxr-egno-uhx

 
Alfonso Navarraalfonsonavarra@virgilio.it