Presidente del Consiglio Giorgia Meloni,
Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida,
Presidente Gribaudo della Commissione d’Inchiesta Lavoro,
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il 2026 è iniziato con i funerali, dopo due mesi di agonia, di Antonio Oggianu di 47 anni, il 141° agricoltore schiacciato da un trattore nel 2025.
Mentre giustamente si celebra, con grande clamore mediatico, la cucina italiana candidata a patrimonio dell’UNESCO, ci si dimentica di chi quella cucina la rende possibile, lavorando la terra a rischio della vita.
I campi italiani sono ormai impregnati del sangue di chi li lavora. Il bilancio dell’ultimo biennio è drammatico: i morti sul lavoro, in tutte le categorie, sono aumentati del 15% rispetto al biennio precedente. E questo se si contano tutti i morti sul lavoro compresi i non assicurati a INAIL e i morti in nero.
A pagare il prezzo più alto oltre all’agricoltura sono l’edilizia e l’autotrasporto, settore nel quale le vittime sono addirittura raddoppiate, a causa di un livello di precariato e sfruttamento mai visto prima.
È stata devastante la scelta politica degli “appalti a cascata”, che scaricano sui lavoratori più deboli e precari tutto il peso dello sfruttamento e dell’insicurezza del subappalto.
Anche quest’anno circa 1.500 famiglie piangono un proprio caro morto lavorando. Tra loro, centinaia di orfani, condannati a una vita segnata da una tragedia che si poteva e si doveva evitare.
A chi governa il Paese chiedo di assumersi fino in fondo la responsabilità di fermare questa strage.
Carlo Soricelli - Curatore dell’«Osservatorio di Bologna sui Morti sul Lavoro»
Fonte: https://www.labottegadelbarbieri.org/morti-sul-lavoro-emergenza-italiana/
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