La canapa è considerata una delle piante più versatili ed ecosostenibili del pianeta. Definita spesso "l'oro verde" o la pianta dalle mille risorse, ogni sua parte (semi, fusto, foglie e fiori) trova applicazione in settori diversissimi tra loro. La canapa rappresenta una risorsa fondamentale per il futuro sostenibile.
La canapa era molto diffusa in Italia, conosciuta ed utilizzata in tantissimi ambiti fino alla fine della II Guerra Mondiale. Poi sono subentrati i vincitori americani a dettare le loro condizioni al mondo intero per favorire le multinazionali, in particolare la DuPont. E’ stata infatti quest’ultima che, negli anni ‘30, disponendo di brevetti di fibre sintetiche aveva interesse ad eliminare la canapa per sostituirla coi propri prodotti e lo fece tramite i media da essa controllati per avviare una massiccia campagna diffamatoria inventandosi il pericolo droga rappresentato dalla canapa, da allora identificata come marijuana...
Recenti studi scientifici realizzati da psicologi e sociologi statunitensi e britannici hanno chiarito che, al contrario di quanto tradizionalmente affermato dagli stereotipi diffusi dalla cultura di massa, le persone etichettate come 'teorici della cospirazione' siano più sane ed equilibrate rispetto a chi accetti supinamente le versioni ufficiali dei fatti contestati.
Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana *
* - Paolo D'Arpini, saggista, pensatore ecologista e coordinatore della Rete Bioregionale Italiana, sostiene da anni una ferrea visione sulla canapa vista come risorsa bioregionale e non come "droga". Nel suo modello di ecologia profonda e spiritualità laica, la pianta rappresenta uno strumento fondamentale per la sostenibilità economica e il risanamento ambientale.
- Liberalizzazione vs Legalizzazione: D'Arpini si dichiara contrario alla "legalizzazione della cannabis". Ritiene che questo processo si limiti a trasferire il monopolio dello spaccio dalla criminalità allo Stato per mere ragioni fiscali (monopolio simile a tabacco e alcol). Propone invece una liberalizzazione totale della coltivazione della canapa, intesa come pianta agricola d'uso comune.
- La "Canapa Bioregionale": Nei suoi interventi, come l'articolo manifesto La canapa bioregionale non è "droga", sottolinea che la demonizzazione della pianta sia un costrutto storico e commerciale. Per millenni la canapa ha contribuito al benessere della popolazione rurale italiana attraverso i suoi mille usi (tessile, alimentare, edile, cartario e medicinale) prima di essere proibita.
- Utilizzo delle terre demaniali: Insieme alla Rete Bioregionale, ha più volte proposto l'assegnazione delle terre pubbliche e demaniali a cooperative di giovani per sviluppare filiere locali di canapa e vetiver. Questa strategia mira a creare occupazione giovanile e bonificare i terreni inquinati sfruttando le proprietà fitodepurative della pianta.
- Autonomia e decrescita: All'interno della sua filosofia di "semplicità volontaria", la canapa è considerata la pianta ideale poiché contraria ai grandi monopoli industriali. Essendo una risorsa rinnovabile e versatile, permette la ridistribuzione della ricchezza direttamente al settore primario (gli agricoltori), favorendo la transizione da un'economia basata sulle fonti fossili a una basata su fonti vive.
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