Visualizzazione post con etichetta l'inganno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta l'inganno. Mostra tutti i post

venerdì 13 aprile 2012

Ennio La Malfa: "La fine dell'opulenza occidentale e l'inizio della grande crisi sociale ed economica mondiale"

Residui di una civiltà conclusa


Sino ad alcuni anni fa si viveva ancora nell'illusione dello sviluppo infinito e della ricchezza incontrastata dell'Occidente.  Nessuno di noi italiani, ed europei in genere, allora avrebbe pensato che sarebbe potuto fallire l'esperimento dell'Euro, la moneta unica. Noi in quell'occasione accennammo timidamente che l'unione europea reale si sarebbe dovuta fare prima politicamente e poi con la moneta e non al contrario.

Allora fummo tacciati per essere i soliti "ambientalisti disfattisti", i cassandra di un Europa ormai avviata alla grande unificazione. I fatti invece ci hanno dato ragione, e di questo non né siamo felici... anzi! Avremmo voluto sbagliare!

Allora come oggi i motivi sono gli stessi, anzi oggi sono ben più chiari, la crisi economica del nostro Paese è sotto gli occhi di tutti e in particolare ciò si constata nelle nostre tasche. Certamente, come ebbi a scrivere in un recente articolo in merito alla grande recessione del terzo millennio, la colpa, come invece anche il Governo Monti ci vuol far credere, non è di noi poveri cittadini, dei pensionati, dei lavoratori e dei disoccupati, ma di altri, dei nostri politici di allora che non avevano capito "l'inganno" ma, soprattutto, dei potenti che detengono in mano le redini dell'economia mondiale.

Esistono piani ben precisi, iniziati molto tempo fa, addirittura subito dopo la seconda guerra mondiale, che hanno previsto di "chiudere" la questione delle nazioni europee sovrane, con le loro economie interne e capacità autonoma di decisione soprattutto nel comparto finanziario. Il grande progetto iniziato decenni fa prevedeva, oggi diventato realtà, la cancellazione delle sovranità nazionali e la dipendenza finanziaria di tutti i Paesi europei ad una sola banca europea.

Tutto questo a beneficio di un Europa Unita capace alla fine di sottomettere tutti gli Stati e di assoggettarli a nuove regole, quelle che avrebbero fatto, e fanno, piacere a particolari centri finanziari e politici internazionali.

In questo percorso nel distruggere le sovranità dei vari Paesi occidentali europei, c'era quella di togliere di mezzo l'Italia che con le sue esportazioni in continuo aumento nel comparto enogastronomico cominciava, fino allo scorso anno, a dare molto fastidio alle lobbies europee del settore, vedi Francia e Olanda.
L'architettura di questo complotto è stata gestita, e lo è tutt'ora, dalla grande Germania che così ha colto l'occasione di rifarsi del decennio di crisi finanziaria prodotto dall'operazione di riunificazione. Quindi l'invenzione dell'euro, tra i tanti scopi, aveva anche quello di farci fallire e far crollare le nostre esportazioni, soprattutto enogastronomiche, su tutti i mercati del mondo.

Coloro che hanno progettato questo piano hanno pazientemente atteso che certe condizioni maturassero prima di dare il via. Il grande crack della finanza USA è stato lo starter di tutta l'operazione.
Così, cominciando dalla Grecia, si è finiti per colpire anche noi, ma soprattutto noi. Però il giochino non ha funzionato per questi "uomini grigi", l'Italia ha resistito, non è fallita e, così, ha mandato all'aria tutto il diabolico disegno, almeno per il momento. La controffensiva di questi "Uomini Grigi" è comunque in preparazione e il tutto si giocherà a gennaio e febbraio prossimi, quando i valori del nostro PIL dovranno essere in positivo. In senso inverso sarebbe la fine, perché l'attacco che questa volta stanno preparandoci "gli Uomini Grigi" sarà micidiale.

Ma allora come salvarci? Per prima cosa, e questo l'ha capito anche Monti, è necessario presentarci ai mercati internazionali con un PIL in positivo, anche se solo di mezzo punto. Ma oltre a ciò è necessario prevedere anche un piano B, qualora il nostro PIL fosse negativo.

Tra le varie soluzioni c'è anche quella di uscire dall'euro, oppure creare una doppia moneta, quella interna per i nostri consumi e l'euro per le transazioni internazionali. Uscire fuori dell'euro all'inizio potrebbe farci molto male, ma a quel punto i nostri prodotti da esportare crescerebbero a dismisura perché avrebbero costi concorrenziali più di quelli cinesi. Comunque dobbiamo sperare che Monti sappia quello che fa, anche perché, sicuramente, lui è più informato di noi sul grande "imbroglio" dell'euro. In caso contrario questa crisi che stiamo vivendo oggi sulla nostra pelle sarà nulla rispetto a quello che ci attenderà nel prossimo futuro.

Per fortuna in questo momento non sono il solo ad aver compreso il trucco internazionale perpetrato su noi "poveri cristi", sono molti di più di quanto pensassi, E' questo è un fatto positivo perché così (forse ) qualcosa si muoverà in nostro soccorso.

Anche voi lettori dovreste entrare nel merito e approfondire la situazione che ogni giorno di più ci opprime, quindi vi consiglio di leggere i testi del famoso economista Nino Galloni in particolare l'ultimo suo libro dal titolo: "Chi ha ingannato l'economia italiana?" e poi andare in internet e su Youtube digitare: "il più grande crimine di Paolo Barnard". A quel punto molti punti oscuri che fino a qualche giorno fa non si comprendevano, finalmente verranno svelati e, allora, se proprio "dobbiamo morire" almeno sapremo per mano di chi!

Ennio La Malfa
Accademia Kronos

venerdì 30 marzo 2012

Seduto in silenzio senza aver alcun motivo per farlo ... aspettando Jiddu Krishnamurti... (che non venne)

Jiddu Krishnamurti



Nel lontano 1966 (?... forse. Ahò, le date non sono il mio forte) quando ancora abitavo a Verona decisi di scendere a Roma dove si aspettava la venuta di Jiddu Krishnamurti,  il maestro universale dei teosofi che poi invece li rinnegò e si mise in proprio.

L’incontro sarebbe dovuto avvenire in un teatro di Via Nazionale (al solito, non ricordo il nome ma è un cinema teatro famoso). Aspetta ed aspetta, ogni tanto appariva un "discepolo" dicendo “Krishnamurti è atteso da un momento all’altro”,  ma l’attesa risultò vana…  Tra l’altro lui stesso diceva che “non aveva nulla da insegnare” e perciò non si presentò e ci diede buca..

Constatai però che alcuni dei bidonati  erano persino entusiasti di ciò: “Hai visto che grande maestro? Non vuole fare la parte del maestro ed allora non è nemmeno venuto qui dove tutti  avevano l’aspettativa di incontrare un maestro”, il discorso chiaramente è alquanto contorto…. insomma per farla breve credo che quella sia stata la prima ed unica volta in vita mia  in cui sono andato a cercare un “maestro”. Quelli che ho incontrato ed incontro giornalmente mi capitano davanti per “grazia divina” o per caso…

Paolo D'Arpini

...............

Seduti in silenzio senza aver alcun motivo per farlo

"Se ve ne state seduti in silenzio senza avere alcun motivo per farlo, oppure se ve ne andate a camminare tranquillamente, da soli o in compagnia, guardando gli albe...ri, gli uccelli, il fiume, le foglie illuminate dal sole, vi troverete ad osservare anche voi stessi. Non starete lottando, non farete sforzi tremendi per ottenere qualcosa. Quelli che si sono abituati a praticare qualche sistema di meditazione, trovano poi molto difficile metterlo da parte, perché la loro mente ne é stata troppo condizionata; sono andati avanti per tanti anni con le loro pratiche e ormai ci sono attaccati.

[...] La mente non è mai in silenzio, insegue sempre un pensiero dietro l'altro, una sensazione dietro l'altra. Per cercare di porre fine a questo chiacchierare ininterrotto, imparate a concentrarvi; vorreste imporre il silenzio alla mente; ma così il conflitto ricomincia. È questo che fate: chiacchiere su chiacchiere, un continuo parlare a proposito di niente. Ma se volete osservare qualcosa, un albero, un fiore o il profilo delle montagne, dovete guardare standovene in silenzio.
A voi però non interessano le montagne, la bellezza delle colline e delle valli, o lo scorrere dell'acqua; voi volete arrivare da qualche parte, volete ottenere qualcosa di spirituale.

Non è possibile starsene quieti in modo naturale. Guardare una persona, ascoltare una canzone, o stare a sentire con calma quello che qualcuno sta dicendo, senza opporre la minima resistenza, senza mettersi a dire: «Devo cambiare, devo fare questo, devo fare quello». Starsene semplicemente quieti, capite? Evidentemente questa è la cosa più difficile. E così vi mettete a seguire dei sistemi per arrivare alla quiete. Ma non vedete l'inganno che si nasconde in questo modo di fare? Praticate un metodo, usate un sistema qualsiasi, stabilite una routine quotidiana che regolarmente si ripete, perché pensate di riuscire alla fine a calmare la mente. Ma la mente non sarà mai quieta; perché si è ridotta a uno strumento meccanico; imprigionata in uno schema che continua a ripetersi, è diventata insensibile, si è intorpidita. Ma voi non vi accorgete di tutto questo. Volete qualcosa, un'iniziazione! Oh, è così purile!


Se voi ascoltate con calma, senza preoccuparvi di dire a chi vi parla che ha ragione o torto, senza dire a voi stessi: «Ormai mi sono impegnato, ho promesso di non smettere; io sono questo o quell'altro»; se ascoltate quello che viene detto senza opporre resistenza, allora comincerete a scoprire voi stessi. E la vostra mente, in questo movimento di scoperta, diverrà quieta.
Così noi, che siamo persone come tutte le altre, con tutti i nostri tormenti e le nostre difficoltà, possiamo metterci quieti ad ascoltare il rumore dei nostri pensieri? Possiamo starcene a sedere o in piedi, o andare a fare una tranquilla passeggiata, senza bisogno che qualcuno ci suggerisca di farlo, senza aspettarci una ricompensa, senza desiderare di avere chissà quali straordinarie esperienze ultrasensoriali? Solo quando si comincia dal livello più semplice e razionale si può andare molto lontano".

Jiddu Krishnamurti



Paolo D'Arpini che aspetta in silenzio....