domenica 10 febbraio 2013

Il senso della libertà... dalle imposizioni al decondizionamento




Il senso di libertà delle nostre scelte e delle nostre azioni ci sembra del tutto indiscutibile … ma se indaghiamo attentamente la nostra mente scopriamo che sono valori imposti, stimolazioni sensoriali che parassitano continuamente il libero pensare. Analizzando profondamente il nostro modo di agire, possiamo vedere che siamo molto condizionati dalla nostra educazione, dalle nostre credenze, dai mass-media, da ciò che ci impone il costume popolare. La mente umana funziona quasi meccanicamente secondo il background di ciascuno.  I nostri comportamenti sono programmati dalla struttura inconscia.  Solo se vedessimo con chiarezza i nostri condizionamenti diventeremmo più liberi e più sereni.

La maggior parte degli esseri umani non sono felici.  Oltre a tantissimi problemi legati alle ingiustizie e alla povertà, ci sono tanti problemi psicologici.  Molte persone non sono equilibrate.  I politici parlano del miglioramento della società, ma grattando sotto la superficie possiamo vedere che il sistema economico e sociale del mondo si regge proprio sul non-equilibrio.  Ci sono potenze commerciali e politiche che vogliono che la gente rimanga ignorante e stia male.  Così le persone compensano l’insoddisfazione attraverso il consumismo e con divertimenti di basso livello. A causa di questo proliferano vendite di psicofarmaci, alcool e droghe.  Il bombardamento pubblicitario fa aumentare desideri non necessari e la superficialità prevale.  I cittadini non sono più cittadini ma consumatori che perdono il contatto con la natura.  Se si perde contatto con la natura, si perde contatto con l’umanità.

Di solito gli esseri umani pensano di essere liberi e non si accorgono che sono condizionati e spesso manipolati come burattini. Molte ideologie politiche sostengono e aumentano l’oscurità mentale.  Le religioni fideistiche insegnano a credere ciecamente ai dogmi e ad allinearsi come pecore.  Lo stare nel branco e il vivere come tutti gli altri crea un’illusione di sicurezza e tiene la mente continuamente occupata e dipendente da mille desideri indotti.  Questa sicurezza è illusoria; sotto la superficie ci sono tante paure, specialmente la paura di vedere in profondità nella propria mente.  Come disse già il Buddha, la maggior parte della gente dorme, non vuole vedere le proprie ombre, non vuole aprire gli occhi e vedere la realtà.  

Se siamo completamente onesti possiamo indagare che cosa è la libertà.  Ognuno può riflettere: ‘Sono veramente libero?’  ‘Quali sono i miei condizionamenti?’  Possiamo fare questo svuotando la mente dalle costruzioni mentali, dai pregiudizi.  Investigare senza teorie.  Sedersi in silenzio e osservare la totalità della vita  –  i pensieri, le emozioni, le reazioni ecc.  La vera libertà è libertà dalla dipendenza, dall’insaziabile desiderio.  Quando non ci aspettiamo niente, possiamo accettare la transitorietà dei fenomeni e vivere pienamente attimo per attimo.  La libertà è essere la luce di noi stessi.  Possiamo fermarci in meditazione anche per cinque minuti, respirare tranquillamente e lasciar andare.  L’armonia non è un frutto del pensiero frammentato, è al di là dei pensieri dualistici, al di là dei concetti.     

2500 anni fa il Buddha disse queste parole, trascritte nel Dhammapada (172-174):

Chi si risveglia dall’inconsapevolezza
fa luce nel mondo
come la luna
quando sbuca dalle nuvole.

Chi trasforma vecchie abitudini
in gesti freschi e salutari
fa luce nel mondo
come la luna libera dalle nuvole.

Una volta presi nella rete
rari sono gli uccelli che sfuggono.
In questo mondo di illusione
rari coloro che vedono una via alla libertà.  

Parlando dell’etica e dello stile di vita si può dire, che nel comportamento morale e sociale ci sono, in grandi linee, cinque livelli.  Il primo, il più mediocre, è quello degli egoisti, delle persone che pensano solo al proprio profitto.  Questi sono pronti a fare qualsiasi cosa, anche a commettere crimini se possono ricavarne qualcosa.  Il secondo livello comprende le persone che hanno a cuore il bene e gli interessi dei parenti, degli amici e del proprio ambiente.  Il terzo riguarda chi ama il proprio paese, o un’altra grande collettività, come la propria religione, ritenuta l’unica vera.  Questo tipo di persone divide gli esseri umani in “noi” e “altri”, buoni e cattivi, credenti e infedeli.  Sono pronti a sacrificarsi per la patria o per la religione, ma anche pronti a uccidere i nemici.  Al quarto livello appartengono quegli umanisti che  provano amore per tutta l’umanità. Al quinto coloro che hanno a cuore non solo gli uomini ma anche gli animali e la natura.  Queste persone agiscono veramente con cuore e intelligenza.  La soluzione dei problemi che angustiano il mondo richiede che la maggioranza delle persone raggiunga almeno il quarto livello, ma ancora meglio sarebbe se raggiungesse il quinto!      

Anche gli animali sono esseri che soffrono, che hanno affetti e cercano la loro felicità.   Si sa che una delle cause principali dell’inquinamento nel mondo è dato proprio dal fatto che ci si nutre di carne. Gli allevamenti intensivi hanno un notevole impatto negativo sia per la perdita di milioni di ettari di terra coltivabile che per l’enorme consumo di acqua.  Gli esperti di ecologia, come Jeremy Rifkin, hanno calcolato che la dieta basata sul consumo di carne permette di nutrire bene solo circa due miliardi e mezzo di persone, mentre con una dieta principalmente vegetariana sulla Terra potrebbero vivere senza fame 11 miliardi di persone!  Jeremy Rifkin spiega queste cose scientificamente nel suo libro “Ecocidio”.  Si dovrebbe ridurre l’uso della carne almeno della metà rispetto all’ attuale consumo, ma di questo tipo di fatti i politici non parlano. I politici dovrebbero dare un buon esempio ed essere i primi a cambiare la loro dieta!

Ci vuole un cambiamento radicale, educazione verso una maggiore consapevolezza che  porterebbe all’equilibrio. La consapevolezza significa agire con responsabilità nella vita quotidiana, per esempio differenziando i rifiuti.  La saggezza comincia infatti dalle piccole cose, dalle nostre abitudini, dal nostro modo di agire e di parlare.        

I saggi dell'oriente hanno insegnato la Via della Liberazione spirituale, mentre i pensatori illuministi occidentali hanno promosso la liberazione sociale e l’uguaglianza di tutti.  Si tratta di due dimensioni altrettanto importanti e necessarie per l’evoluzione umana.  La democrazia può funzionare bene solo se c’è anche la crescita di consapevolezza, cioè se diventa una democrazia sapienziale.
  
Il messaggio del libro “Sperare l’insperabile” può sembrare utopistico, ma l’unica speranza del mondo è proprio in quel “insperabile”  –  il risveglio.  Una gran parte della società ci offre “sonniferi”; ma noi possiamo svegliarci dal sonno dell’inconsapevolezza e camminare sulla Via della Liberazione.  Qualche speranza c’è.  In molti paesi ci sono piccole minoranze che mettono in discussione lo stato attuale della società moderna, si allontanano dal gregge e cercano di vivere in un modo intelligente e compassionevole.  

Uno dei pochi paesi dove i valori eco-spirituali veramente influenzano la società è il piccolo regno del Bhutan.  Nel Bhutan il governo pensa che il PIL, prodotto interno lordo, non misuri davvero il benessere del popolo. Negli anni ‘70 il re del Bhutan ha sostituito PIL con FIL, “felicità interna lorda”.  Il vero benessere è la felicità che deriva dall’armonia con l’ambiente, dal benessere mentale e dalla cultura.  Molti economisti e politici ridevano di questo concetto, perché l’aumento continuo del PIL era diventato una dogma della economia mondiale.  Comunque il premio Nobel per l’economia Amartya Sen ha capito l’importanza del FIL e negli ultimi anni hanno cominciato a parlarne anche molti altri.  

In Bhutan le foreste sono ben protette e si costruiscono case con architettura tradizionale.  E’ proibito usare sacchetti di plastica, cacciare o vendere tabacco.  I bhutanesi respingono il neocolonialismo delle multinazionali.  Pensate: un paese senza McDonalds!  Mangiano riso integrale e cibi locali.  La televisione bhutanese non mostra film violenti o altri programmi-spazzatura.  Ogni due anni la popolazione riempie un questionario con domande del tipo: ‘Com’è la qualità dell’aria?’ ‘Avete stress?’ ‘Siete felici o infelici?’ ‘Avete problemi di salute?’ ecc.  Nelle scuole si comincia la giornata con una meditazione silenziosa di cinque minuti.  I risultati di questa politica sono ottimi, il popolo è contento e ci sono pochissimi crimini gravi, come omicidi.         

Taehye Sunim

sabato 9 febbraio 2013

Elettrodotto ad altissima tensione Fano Teramo... tutto il male che ce ne può venire!





L’elettrodotto ad altissima tensione 380.000 V per il tratto Fano – Teramo, proposto dalla società Terna spa che prevede  anche la realizzazione di due stazioni elettriche nel territorio della Provincia di Macerata,  è di fatto  il raddoppio di quello esistente, che da Fano si collega ad Ancona nella zona di Candia per poi proseguire verso sud, ma con un nuovo tracciato.
Si tratta di tralicci che possono andare da 35 a oltre 50 metri di altezza (con punte sino a 70 metri in alcuni attraversamenti), con una larghezza di circa 20 metri in alto, ove sono ancorate le terne dei cavi.

L’ipotesi di tale progetto risale al 2002, seguito nel giugno del 2005 da un protocollo di intesa tra Regione Marche, Province, Comuni, Comunità Montane delle Marche e Terna; risale poi al 25 giugno del 2007 la delibera n.689 della Regione Marche che definisce il tracciato del ‘corridoio’ preferenziale; dal 2008 ad oggi si sono susseguiti numerosi tavoli tecnici tra amministrazioni comunali, Province e Terna (25 incontri plenari e 43 tavoli tecnici alla fine del 2011). 

In considerazione della intensa attività delle amministrazioni coinvolte e della completa assenza di informazione nei confronti dei cittadini interessati dal tracciato,   si sono costituiti in tutte le province della Regione Marche numerosi comitati, i quali hanno svolto una capillare attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione e delle amministrazioni locali attraverso numerose Assemblee pubbliche.

Ad oggi numerosi Comuni interessati dal passaggio dell’elettrodotto hanno espresso con atti formali parere critico o negativo sull’opera; inoltre anche la seconda Commissione Consiliare della Provincia di Ancona, dopo l’audizione di Sindaci e del comitato locale,  ha  presentato un ordine del giorno, approvato dal Consiglio provinciale il 5/4/2012, che recepisce considerazioni e istanze del comitato, di seguito esposte.

                
1) L’EFFETTIVA  NECESSITA’ DELL’ OPERA NON E’ STATA ADEGUATAMENTE DIMOSTRATA

- I motivi   indicati dalla società Terna nella documentazione presentata alle amministrazioni locali a sostegno del progetto sono riconducibili a:
-previsioni di notevole incremento di consumi di energia elettrica nella Regione;
-grande deficit della produzione di energia elettrica nelle Marche;
-conseguente rischio di black out.

In realtà:
- i consumi di energia elettrica della Regione Marche  sono fortemente diminuiti nel periodo 2007-2011; vi è stata infatti in questo periodo una variazione di circa il - 4% , poiché  si è passati  dai 7.763 GWh del 2007 (anno di maggior consumo) ai 7.467 GWh del 2011, attestandosi su consumi di energia elettrica  analoghi a quelli sostenuti nell’anno 2004 (7.432 GWh) (fonte:  dati statistici TERNA 2011 - consumi Regione Marche).


Per l’anno 2012, pur non essendo stati pubblicati  i consuntivi relativi alle Marche, il valore aggregato relativo ai consumi delle regioni centrali (Marche, Abruzzo, Molise, Lazio e Umbria) registra una variazione del - 3,5% rispetto all’anno precedente.
Tali dati rendono poco realistiche le ipotesi di  incremento del 2,5 % annuo a suo tempo indicate  da Terna;

- negli ultimi anni la Regione Marche ha visto un grande sviluppo delle energie da fonti rinnovabili:  in particolare sono stati  attivati nel territorio impianti fotovoltaici per 789 MW  come si evince dai dati GSE   (dato  al 23 febbraio 2012), potenza quasi doppia rispetto a quella indicata come obiettivo per il 2015 nel Piano Energetico Ambientale Regionale.   Nel 2011 la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici è stata  di 658 GWh, pari ad oltre l’8% del consumo annuale della regione Marche e nel 2012, pur non disponendo ancora di dati ufficiali, è lecito attendersi un ulteriore significativo aumento. Questo importante contributo  dato dalla produzione di energia elettrica dal  fotovoltaico, unito alla consistente diminuzione dei consumi già descritta, contrasta con il dato sul deficit elettrico della Regione Marche, che paradossalmente in base ai dati forniti da Terna registra un consistente aumento (dal 47% del 2010 a quasi il 55% del 2011) e fa supporre che alla base dello stesso vi siano motivazioni diverse da una non idoneità in termini di capacità produttiva della Regione a produrre sul proprio territorio energia elettrica per il suo fabbisogno.

- la stessa Terna ritiene non più prioritaria l’opera come può efficacemente desumersi dal documento Terna “Piano di Sviluppo 2012” ove la realizzazione dell’opera viene definita con la dicitura “anno da definire” rispetto al piano di sviluppo 2011 ove era definita “a lungo termine” e ancora diversamente nel piano di sviluppo 2010 ove l’opera era definita per l’anno 2015.

L’elettrodotto,  quindi,  nonostante  sia ufficialmente motivato da Terna per “aumentare la magliatura della rete a 380 kV, migliorare la sicurezza e la continuità di alimentazione del carico elettrico della Regione Marche ed ottimizzare la gestione della rete stessa”,  più che rispondere ad una effettiva necessità per la Regione Marche, sembra configurarsi come struttura di mero trasporto e scambio di energia elettrica da/verso il Nord e il Sud Italia e da/verso paesi esteri.
In tal senso  il comunicato stampa di Terna del 23/06/11  esplicita l’obiettivo di ‘..fare dell’Italia un vero e proprio “hub elettrico” del Mediterraneo per la trasmissione dell’energia elettrica, piattaforma ideale – data anche la sua conformazione geografica – per “connettere” tra loro il Nord Africa e la sponda sud del bacino del Mediterraneo con il centro e il nord Europa.’

E’ opportuno inoltre sottolineare come tale progetto contrasti con il Piano Energetico Ambientale Regionale che la Regione ha emanato nel 2005.
Tale piano individua nel risparmio energetico, nell’utilizzo delle fonti rinnovabili, e nella realizzazione di piccoli impianti di cogenerazione i fondamenti della politica energetica regionale, e in particolare viene affermato che (PEAR, cap. 1 paragrafo 4.2):  ‘la generazione distribuita e cogenerazione con predilezione di impianti di piccola media taglia localizzati in aree considerando parametri come quelli utilizzati, con successo, per la definizione dei distretti industriali, mira quindi ad aver bisogno di ridotte necessità di trasporto dell’energia elettrica con minori perdite nella rete di trasmissione e distribuzione, nonché minori necessità di potenziamento e accrescimento della rete ad alta tensione’.

Si ricorda infatti che gli elettrodotti ad altissima tensione come quello in questione (380.000 V, sono finalizzati alla trasmissione di energia elettrica (si possono paragonare a delle autostrade elettriche), mentre per le utenze locali (industriali, commerciali, private, ecc.) si rende necessaria una rete elettrica di distribuzione a tensioni più basse (inferiore ai 132.000 V)



2) NON E’ DIMOSTRATA  CHE LA SOLUZIONE AEREA SIA LA  MIGLIORE TRA PIU’ MACROALTERNATIVE, come invece prevede la normativa nazionale e europea.

La normativa europea recepita da quella italiana prevede per ogni fase e  livello del progetto – livello strategico, strutturale e attuativo - l’esame e la considerazione di più alternative per l’adozione di un piano o programma e non di una sola opzione  (elettrodotto aereo:  3 fasce di fattibilità proposte da Terna non equivalgono ad alternative di progetto) nel rispetto del ricorso alle migliori tecnologie, intese come di minor impatto, meno invasive sia dal lato ambientale che sanitario e meno inquinanti. 


3) L’OPERA COSI’ COME PROPOSTA AVRA’ UN EFFETTO DEVASTANTE SUL PAESAGGIO DETURPANDOLO IN MANIERA IRREPARABILE,  CON IMPORTANTI RIFLESSI SUL  TESSUTO  ECONOMICO E SOCIALE DEI TERRITORI COINVOLTI

Il progetto dell’elettrodotto prevede l’attraversamento della  zona della media collina di tutta la regione Marche.  Territori che hanno visto in questi ultimi anni il progressivo ripopolamento, con il  recupero di gran parte del  patrimonio fondiari; territori  sostanzialmente integri, con forte vocazione alla agricoltura e zootecnia di qualità,  arricchita dall’offerta di gastronomia e ricettività turistica.
I dati di incremento nazionale del turismo rurale e del turismo enogastronomico vedono infatti ai primi posti la nostra regione.  Regione che registra anche un considerevole incremento nell’export dei cibi “tipici locali”.
La realizzazione di una opera a così alto impatto sul paesaggio come quella proposta da Terna comporterà  quindi un pesantissima ricaduta negativa per  le attività collegate ai settori sopra citati, al turismo e alle attività che si basano sulla valorizzazione del territorio.

Tutto ciò si pone sia in totale antitesi con la politica di promozione turistica delle ‘colline marchigiane’  che le Marche portano avanti da anni, sia con quanto affermato dal Presidente  Spacca nella intervista dedicata  alla questione dell’elettrodotto del 22 luglio 2011:  ‘abbiamo fatto del paesaggio il principale asset delle Marche del futuro’. 
L’elettrodotto non potrà non avere anche  impatto sulla capacità attrattiva e sul conseguente ripopolamento  delle zone rurali che negli ultimi anni hanno portato alla riqualificazione di esse, traducendosi il tutto in fonte di gettito per gli enti locali.


4) SONO  TUTELATI  I DIRITTI DEI CITTADINI COINVOLTI ?

L’INFORMAZIONE-CONCERTAZIONE
L’iter procedurale fin qui effettuato è stato caratterizzato da assoluta assenza di informazione ai cittadini e concertazione con loro, come invece previsto dalla normativa europea e italiana, né ai fini dell’approvazione della delibera del 25/06/2007 con cui “la Regione Marche ha condiviso il corridoio della linea a 380 kV “Fano – Teramo”, né con riferimento ai  successivi tavoli tecnici tra Terna S.p.A e le amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali, per la individuazione delle fasce di fattibilità.

IL DIRITTO ALLA SALUTE
L’eventuale realizzazione dell’elettrodotto potrebbe comportare un pericolo per la salute dei cittadini che si verranno a trovare in prossimità dell’opera, con particolare riferimento alle fasce più deboli come i bambini ed i malati.
Si ricorda in proposito che nel 2001 l’Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro (I.A.R.C.), che opera sotta l’egida della OMS, ha classificato i campi elettromagnetici come ‘possibili agenti cancerogeni’ nell’uomo.
La stessa I.A.R.C.  afferma  che ‘ mentre per la maggior parte dei bambini  con esposizioni residenziali a bassissima frequenza (ELF),  per esposizioni inferiori a 0,4 microtesla c’è scarsa evidenza di un aumento dei rischi di leucemia,  per esposizioni superiori a 04, microtesla  i dati prodotti da un notevole numero di studi ben condotti mette in evidenza  un aumento statisticamente significativo e piuttosto costante di rischio di leucemia infantile’.
In base alla normativa italiana  (DPCM 8.7.2003) il  valore considerato ‘obiettivo di qualità’ è di 3 microtesla, quasi 8 volte superiore.

E’ inoltre innegabile ormai il fenomeno della elettrosensibilità con le sue conseguenti patologie  (dall’insorgere di emicrania ai disturbi del sonno, dalla cataratta alla sterilità che colpisce maggiormente il genere maschile, etc) malesseri sicuramente prima che malattie, ma che richiedono però un ricorso continuativo di cure, palliativi o anche interventi, con un costo sicuramente fisiologico perché ne va del benessere individuale, ma che  a lungo andare è destinato a diventare un costo sociale e pubblico che è quello sanitario. 

Nei tavoli tecnici  non è stato preso in considerazione l’applicazione del  principio di precauzione e  neanche la necessità di procedere alla Valutazione di Impatto Sanitario della stessa.
Come noto,  il principio introdotto dal diritto europeo stabilisce che, di fronte all’incertezza scientifica e alla esigenza del dovuto tempo per le indagini epidemiologiche, è indispensabile il ricorso  alla precauzione e alla cautela proprio per la necessaria tutela della salute dei cittadini. Nel permanere del dubbio debbono essere pertanto adottate a livello di rischio le impostazioni più restrittive perché si deve essere orientati alla minimizzazione del rischio.


IL DIRITTO ALLA PROPRIETA’

L’eventuale realizzazione dell’elettrodotto comporterà un notevole deprezzamento del valore dei beni   (abitazioni, terreni), e delle attività imprenditoriali (agriturismi, strutture di ricettività diffusa),  che si verranno a trovare nella zona dell’opera, con pesanti danni economici e  patrimoniali.

Nei tavoli tecnici  si è spesso parlato delle ‘compensazioni’ per le amministrazioni, ammettendo quindi che vi è un ‘danno’ per il territorio,  ma  non è stato mai preso in considerazione il  risarcimento del danno patrimoniale per i  cittadini direttamente coinvolti,  né il progetto di Terna è accompagnato dal piano finanziario che preveda  congrue misure di indennizzo.
Viene in tal modo leso  il diritto alla proprietà che è un diritto incoercibile e inalienabile.



PER LE CONSIDERAZIONI SOPRA ESPOSTE I COMITATI CHIEDONO  A  TUTTI I SOGGETTI DECISIONALI COINVOLTI:

- che si proceda  a una riconsiderazione e revisione complessiva del progetto relativo alla realizzazione del nuovo elettrodotto FANO-TERAMO, verificando la effettiva necessità dell’opera  e la preventiva valutazione di tutte le alternative per la sua eventuale realizzazione;

-  che vengano in ogni caso  rispettate le procedure e i diritti dei cittadini coinvolti,   richiedendo quindi  alla società Terna spa:

1) la Valutazione di Impatto Sanitario dell’opera e l’acquisizione del  parere dei servizi dell’ASUR Marche;

2) la valutazione dei danni ai terzi  e la relativa proposta risarcitoria;

3) che venga evitata qualsiasi alterazione del paesaggio;

4) il coinvolgimento dei cittadini, associazioni, comitati, ecc.,   del territorio, in quanto direttamente interessati all’impatto derivante dalla eventuale realizzazione dell’opera,  secondo quanto previsto dalla procedura di V.A.S. 

e, di conseguenza,  a tutela dei cittadini e degli enti rappresentati, non vengano rilasciati pareri favorevoli alla realizzazione dell’elettrodotto in oggetto qualora il progetto fosse carente delle valutazioni e dei criteri sopra menzionati.




I DIRITTI COSTITUZIONALI

      Art. 9 della Costituzione: “La Repubblica … tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”
      Art. 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività…”
      Art. 41 della Costituzione: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana…”
      Art. 42 della Costituzione: ...La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge. La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale”

I comitati avvieranno le necessarie azioni affinché le amministrazioni preposte si adoperino per la tutela dei diritti costituzionalmente sanciti.

Per contatti e/o maggiori informazioni:
Comitati in rete –  www.comitatinrete.it
Comitato territorio attivo – provincia di Pesaro e Urbino (PU) –                                      e-mail:    giuliano.cinzia@tiscali.it
Comitato territorio sostenibile (AN) – e-mail:   terrsostenibile@libero.it
Comitato S. Amico – Morro d’Alba (AN) – e-mail:     ilgranaio.piera@libero.it
Comitato permanente per la salvaguardia di Belforte – e-mail:   francogrifi@hotmail.com 

Comitato "I lupi dei Sibillini" - Gualdo (MC) – e-mail:     anzideigiocondo@gmail.com

Comitato Alta Fiastrella – San Ginesio (MC) – e-mail:     b.archeri@alice.it

Comitato intercomunale territorio attivo provincia di Macerata - telefono: 349 7757317 -
- email:    e.porfiri@email.it

Oppure visitare il sito      www.noelettrodotto.it


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Con l'adesione di Rete Bioregionale Italiana e Circolo Vegetariano VV.TT.



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Commenti ricevuti:


Caro Paolo, sono stata l'altra mattina a Morro d'Alba all'incontro tra i comitati e alcuni candidati alle prossime elezioni. Devo dire che sono rimasta molto impressionata dalla capacità professionale e dalla chiarezza di esposizione delle persone tutte. Ma ciò che più conta è la dimostrazione di un impegno serio e profondo che ha riconfermato nel mio animo che, forse, il tempo dei soprusi delle macro imprese e delle connivenze e corruttele politiche sta davvero finendo. Certo forse non potremo avere dei risultati eclatanti, ma di sicuro la forza che stanno dimostrando gli abitanti TUTTI delle Marche, finalmente uniti per un unico, importantissimo obiettivo, è davvero fantastica.
Teniamo incrociate le dita: per ora un'ordinanza regionale ha promesso di rivedere i modi con cui realizzare questa inutile linea elettrica, ma fra poco saremo in grado di contestarne a ragione l'utilità e soprattutto l'incostituzionalità, relativamente alla salvaguardia della salute pubblica, del patrimonio naturale e non solo! E tutto questo perché la signora TERNA deve vendere a caro prezzo energia al Montenegro!!! A noi questa linea porterebbe unicamente bruttura e sventura e loro, come al solito, delinquono ai danni degli inermi per un business lontanissimo dai nostri interessi.
A.M.P.
 
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Paolo, cosa possiamo fare? Questa è una cosa inaccettabile che mi riempie di disgusto e sopratutto di tanta tristezza. Vorrei credere che possiamo fare qualcosa per impedirlo. Sai a che punto stanno con la progettazione?  
Farò girare la notizia ma mi piacerebbe sapere qual'è lo stato attuale del progetto per capire meglio quanto è reale e imminente questa cosa.
Grazie come sempre per il tuo impegno. A,W.
 
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In merito alla pericolosità degli elettrodotti di questa portata,  da tutto il materiale letto nel passato, so che si possono avere pochi dubbi sul fatto che facciano male alle persone ed agli animali che si trovano nel raggio di qualche centinaio di metri.
C.P.

venerdì 8 febbraio 2013

Salviamo le Marche e Treia dal turpe elettrodotto Fano - Teramo


Salviamo le Marche e Treia dal turpe elettrodotto Fano - Teramo




Il Comitato per la tutela Ambientale dell’Alta Fiastrella partecipa all’iniziativa in coordinamento con altri Comitati della regione Marche che aderiscono ai Comitati in rete,  per quanto riguarda il progetto di Terna spa che prevede un nuovo elettrodotto da Fano a Teramo che andrebbe ad attraversare tutta la media collina marchigiana.

I Comitati chiedono che, nel progetto, vengano rispettati i diritti dei cittadini: diritto alla Salute, diritto alla proprietà, diritto d’impresa ma innanzi tutto la ditta  proponente ci deve dimostrare, con la dovuta documentazione, se veramente questo nuovo elettrodotto serve alla regione Marche, se nella costruzione dell’impianto si useranno le migliori tecnologie e chiediamo di prevedere in ogni caso i danni ai terzi compresa la diminuzione di introiti per tutte quelle aziende che hanno investito traendo vantaggio da un paesaggio poco antropizzato..

Proprio in questa direzione il Comitato per la tutela Ambientale dell’Alta Fiastrella si attiva nella raccolta delle deleghe per tutti quei cittadini che rientrano nel corridoio approvato dalla regione Marche e che ritengono di subire un danno alla proprietà e all’impresa dall’invadenza di questo nuovo progetto. 

Siamo fiduciosi che l’unione dei vari Comitati e dei cittadini che hanno uno stesso modo di affrontare la questione potrà avere successo, come già avvenuto nella Val Cesano turbo gas, Pergola Cagli e Urbania maxi eolico e come sta avvenendo a San Benedetto del Tronto e S. Elpidio a mare sullo stoccaggio gas, questo a vantaggio di tutti i cittadini coinvolti loro malgrado e del nostro paesaggio tanto declamato in pubblicità varie.

                                                 Archeri Barbara
                                                   Presidente del
                       Comitato per la tutela Ambientale dell’Alta Fiastrella


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Nota Aggiunta:

Cari bioregionalisti, probabilmente siete al corrente che anche il Comune di Treia rientra nel corridoio approvato dalla regione per quanto riguarda il progetto Terna. 
 Vedere  la cartina soprastante  con il corridoio ed il tracciato che non è stato approvato definitivamente e  quindi soggetto a variazioni. Barbara.

Geoingegneria e morte dai cieli ... Alcune cosucce tecniche che occorre sapere per comprendere il fenomeno ed il perché delle Scie Chimiche




Ci sono  scienziati che vogliono creare “CIELI ARTIFICIALI RIFLETTENTI” per difenderci dal “riscaldamento globale”. Questo ramo della scienza viene detto GEOINGEGNERIA. Un primo articolo che vi suggerisco di leggere è:

“La geoingegneria sbiancherà il cielo? Con l’aerosol artificiale addio al cielo blu” http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=16147

Da notare che aerosol artificiale significa che ci sono aerei ed altri mezzi che spruzzano nell’atmosfera sostanze che rilfettono la luce solare. Le proposte dei geoingegneristi (come vedremo nel seguito dell’articolo) sono varie, c’è chi propone di spruzzare solfati, chi fosfati, chi dal particolato di alluminio e bario, chi silice … tutte sostanze pericolose per l’ecosistema terrestre (e per la salute degli esseri umani).
Il sito della BBC ci informa che “LA GEOINGEGNERIA È FATTIBILE”, vedi
“Engineering ‘Earth is feasible’ ”
http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8231387.stm

IL CFR ha organizzato un convegno sull’attuazione della “Geoingegneria unilaterale su scala planetaria” (unilaterale vuol dire che intendono farlo anche se non c’è un consenso unanime di tutte le nazioni della Terra). Potete sincerarvi di questo fatto leggendo l’articolo:
“Geoengineering: workshop on unilateral planetary scale geoengineering”
http://www.cfr.org/projects/world/geoengineering-workshop-on-unilateral-planetary-scale-geoengineering/pr1364

Da notare che il CFR è un organismo al cui interno troviamo alcuni dei più potenti uomini della Terra, dirigenti e uomini di punta nel campo della politica, finanza, industria, mass media. Sulla home page della sezione europea del CFR potete leggere i nomi dei suoi componenti
http://www.ecfr.eu/content/council/

Fra i membri italiani notiamo Massimo D’alema, Gianfranco Fini, Emma Marcegaglia, Emma Bonino, Giuliano Amato, Giuseppe Scognamiglio. Tra i membri esteri oltre a personaggi dello stesso calibro di quelli italiani notiamo l’ex leader del maggio francese (1968) Daniel Cohn Bendit.

Ma andiamo avanti con la nostra carrellata e vediamo l’articolo di un altro media straniero (The Atlantic) che si intitola “Ri-ingegnerizzare la Terra”.
“Re-engineering the Earth”
http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2009/07/re-engineering-the-earth/307552/

Più interessante perché più dettagliato (anche nelle immagini) è l’articolo della BBC (emittente nazionale britannica) dal titolo “Affrontare i cambiamenti climatici con la tecnologia”: “Tacling climate change with technology”
http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8338853.stm

In tale articolo viene fatto un chiaro riferimento (anche nelle immagini che lo corredano) ad aerei che spruzzano sostanze chimiche nell’atmosfera. Quello che viene raffigurata dietro l’aereo NON  È  UNA SCIA DI CONDENSA, ma (come viene chiaramente specificato) un AEROSOL ATMOSFERICO, ovvero un rilascio intenzionale di composti chimici nell’atmosfera. In fondo all’articolo viene riferito che : “L’aerosol atmosferico sembra essere il più economico e facile da realizzare, ma presenta rischi ambientali sconosciuti”
andiamo bene …

Un video in cui è possibile ascoltare un discorso di uno scienziato che sostiene la geoingegneria è visionabile all’interno dell’articolo
“La geoingegneria contro la crisi del clima David Keith @ TED”
http://www.ted.com/talks/lang/it/david_keith_s_surprising_ideas_on_climate_change.html

Alcuni estratti particolarmente interessanti del suo discorso sono:
“potremmo sparare determinate particelle, diciamo particelle di acido solforico (solfati)”
 “ci sono effetti collaterali ma sono certo che funzionerà”
Quali potenziali effetti collaterali? Lo chiarisce subito dopo asserendo:
 “come il fatto che distrugga parzialmente lo strato di ozono”
David Keith è un fisico che ha scritto un lungo articolo dove propone l’immissione nell’atmosfera di ultraminicroscopici dischetti di alluminio e bario per riflettere la luce solare; bario e alluminio sono etremamente tossici per la salute umana (e non solo umana, anche le piante fanno fatica a crescere in terreni con eccesso di alluminio).
“Phosforetic levitation of geoengineered aerosols for geoengineering”
http://www.pnas.org/content/107/38/16428.full

E adesso andiamo su un sito universitario collegato con la NASA dove troviamo l’articolo “Iniezione stratosferica di particelle di aerosol riflettenti per mezzo di additivi aggiunti al carburante dell’aviazione” “Straspheric injection of reflective particle aerosols or particles by means of aviation fuel additives”
http://adsabs.harvard.edu/abs/2007AGUFMGC33A0935G

Al sito dei brevetti statunitensi potete leggere quello relativo ad una applicazione dello studio precedente (l’unica differenza, è che si propone anche l’utilizzo di quarzo):
http://www.google.com/patents/US20100127224

Casualmente, mentre ci sono scienziati che propongono di spruzzare particolato di alluminio nell’aria che noi respiriamo troviamo anche chi suggerisce di utilizzare “biocombustibile” additivato con nanoparticelle di alluminio. Costoro non hanno pudore alcuno di pubblicizzare tale combustibile additivato come “più efficiente e più pulito”, dimenticando che il nanoparticolato di alluminio viene respirato (non è possibile nemmeno filtrarlo tanto è minuscolo), e quello che ricade sul terreno avvelena le piante. Le malattie neurodegenerative (come parkinson e alzheimer) cono correlate al bio-accumulo di alluminio nei nostri corpi.
“Nanoparticelle per un bio-combustibile più efficiente e pulito”
http://www.lescienze.it/news/2011/04/09/news/nanoparticelle_per_un_biocombustibile_piu_efficiente_e_pulito-552418/

Ma stiamo parlando solo di proposte o sotto sotto qualcuno le sta attuando?

Adesso una breve carrellata di articoli sulle acque contaminate da metalli pesanti: Bario, alluminio e manganese nell’acqua della Basilicata
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/basilicata/2012/11/08/-Cattivo-funzionamento-depuratori-_7761494.html

Acqua al bario in provincia di Pistoia (valori 7 volte maggiori del limite stabilito) http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2011/01/28/news/un-assemblea-sull-allarme-bario-3295132

Acqua con alluminio e manganese a Nuoro
http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2011/12/21/news/acqua-di-nuoro-non-potabile-ordinanza-del-sindaco-ne-vieta-l-uso-1.3620538

Ancora acqua con bario e boro in Basilicata
http://old.radicali.it/view.php?id=151420

Alti livelli di alluminio nella neve raccolta in Molise
http://youtu.be/WkfBQwqAOjs

L’emittente KSLA commissiona analisi dell’acqua piovana e trova alti livelli di BARIO  http://www.ksla.com/Global/story.asp?S=7339345&nav=0RY5

Analisi del BARIO nel sangue di tre cittadini degli USA mostrano livelli di bario oltre 10 volte il livello massimo.
http://scienzamarcia.blogspot.it/2011/05/terza-persona-nella-golden-valley.html


Chi supporta la geoingegneria? Oltre ad enti élitari come il CFR (parente stretto del gruppo Bilderberg) abbiamo il miliardario Bill Gates che supporta e finanzia gli esperimenti, vedi ad esempio l’articolo

Bill Gates e la geoingegneria
http://www.greenreport.it/_new/index.php?id=14598&page=default

Bill Gates è uno strano "filantropo" che finanzia gli studi sui vaccini celati sulle zanzare ogm e che si lascia sfuggire strane affermazioni sui vaccini che servono a ridurre la popolazione terrestre ... Anche in questo articolo si fa chiaro riferimento ad aerei che “rilasciano aerosol” ovvero disperdono prodotti chimici nell’atmosfera (come mostra pure l’immagine a corredo dell’articolo).

Bill Gates sta finanziando anche i primi esperimenti nel New Mexico (USA) a base di fosfati spruzzati nell’atmosfera, vedi l’articolo

Bill Gates finanzia un super spray per il controllo del clima
http://it.ibtimes.com/articles/33996/20120726/microsoft-bill-gates-spray-controllo-del-clima.htm

La geoingegneria propone la diffusione di solfati, fosfati, alluminio e bario nell’atmosfera. I fosfati sono così pericolosi per la vita acquatica che li si vuole eliminare dai detersivi (http://www.ecoo.it/articolo/inquinamento-l-ue-vuole-vietare-fosfati-nei-detersivi/8467/ ), ed anche i solfati sono dannosi (talvolta persino mortali) per l’ambiente e per la vita acquatica (http://www.water-pollution.org.uk/health.html), e come ammette D. Keith possono distruggere parzialmente lo strato di ozono.

L’alluminio è pericoloso e tossico per ogni essere vivente ed è una delle cause del morbo di Parkinson, del morbo di Alzheimer e di altre malattie neurologiche che portano alla demenza, malattie che sono aumentate in maniera esponenziale negli ultimi pochi anni come testimoniano i due seguenti articoli:
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/315601_aumentano_i_casi_di_alzheimer_nel_2011_ha_colpito_1720_persone/

http://www.alzheimer-riese.it/my-blog/allarmante-aumento-nella-demenza.html

Il bario causa disturbi intestinali oltre a grossi problemi (affaticamento) ai nostri muscoli, ed il cuore è un muscolo. Da notare a tal proposito il gran numero di calciatori e di altri sportivi morti di infarto in questi ultimi anni, come non succedeva 20 anni fa (vedi la rassegna pubblicata nell’articolo
http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/03/un-altro-calciatore-colpito-da-attacco.html
L'ultima morte a Palermo pochi giorni fa:



Corrado Penna,  fisico  
http://scienzamarcia.blogspot.it