lunedì 15 agosto 2022

James E. Lovelock e l'ipotesi "Gaia" - (Solo una Terra: Collasso totale o guarigione globale – la nostra scelta)

 


Negli anni Sessanta, lo scienziato britannico indipendente James E. Lovelock sviluppò strumenti per analizzare le atmosfere dei pianeti alieni per conto della NASA. Ma la sua conoscenza delle atmosfere portò benefici al nostro pianeta nel 1971, quando Lovelock inventò il rilevatore a cattura di elettroni, che fu determinante per individuare e mitigare il buco dell’ozono terrestre, la cui crescita allarmante è stata poi rallentata dal divieto internazionale dei CFC (usati nelle bombolette spray e nei frigoriferi).

Ma il suo più grande servizio alla Terra e a tutti i suoi abitanti è stato lo sviluppo dell’ipotesi Gaia insieme alla biologa Lynn Margulis. Sviluppata all’inizio degli anni Settanta, ha incontrato inizialmente una forte opposizione ma si è poi affermata scientificamente e, a partire dagli anni 2000, è maturata nella Teoria di Gaia grazie a numerosi articoli scientifici di altri ricercatori. “Teoria” suona debole nel linguaggio colloquiale, ma è un predicato elevato nel discorso scientifico. Considerate questo: anche il Big Bang è solo una teoria.

La teoria di Gaia sostiene che la Terra nella sua interezza è un sistema autoregolato in cui i biomi, come le aree oceaniche, le foreste, le steppe e persino i deserti e le calotte glaciali, con tutti gli ecosistemi e gli esseri viventi che contengono, formano un insieme organico in cui tutto è in ultima analisi interconnesso.

Un quadro di tale portata è stato indubbiamente una sfida importante per la scienza moderna, che si è a lungo persa in argomenti di specializzazione sempre più piccoli. Ad esempio, lo stesso Lovelock si è lamentato del fatto che la biologia, in quanto “scienza della vita”, comprende più di venti rami in cui gli scienziati dei diversi campi si capiscono a malapena, e che nessuno di essi ha una definizione chiara di cosa sia effettivamente la “vita”.

Tanto meno riescono biologi, chimici e fisici a trovare un denominatore comune. Lovelock e Margulis hanno proposto l’idea che il pianeta è un’entità geobiofisica in cui non solo le condizioni fisiche, come la composizione del suolo, il tempo e il clima, determinano la flora e la fauna, ma anche che gli esseri viventi hanno un effetto di retroazione sul loro ambiente e lo modellano a lungo termine. Tre esempi:

  • Le rocce gessose e calcaree sono interamente costituite da resti di microrganismi (ad esempio gusci di cozze) depositati nel corso di milioni di anni.
  • Il 99% dei gas che compongono la nostra atmosfera è stato portato allo stato atmosferico da organismi viventi (l’ossigeno da piante e alghe, l’azoto da microbi).
  • La vita marina svolge un ruolo non trascurabile nella regolazione dell’acidità e della salinità degli oceani.

La teoria di Gaia ha abbandonato il vecchio paradigma secondo cui la “vita” è debole e cerca nicchie. Dimostra che la vita crea, mantiene e addirittura migliora costantemente i propri habitat per renderli più vivibili alle generazioni future. (L’unica eccezione, tuttavia, è rappresentata dagli esseri umani, che hanno intrapreso un percorso di autoestinzione che distrugge il sistema Terra a partire dall’Illuminismo, circa 400 anni fa; una crisi ecologica globale che sta aumentando in modo esponenziale e che sta cominciando a mostrare i suoi effetti).

Lovelock ha visto questo pericolo fin dall’inizio e di conseguenza è stato un luminare e un ispiratore per gli ambientalisti fin dagli anni Settanta. Come tutti noi, ha dovuto assistere per decenni al continuo sfruttamento della terra da parte di chi detiene il potere, distruggendo il mondo vivente fino a metterlo in ginocchio. La vita sulla Terra è ancora forte, ma si vedrà in questo decennio, entro il 2030, quanto tempo ci vorrà per riprendersi dai danni della società industriale predatoria e se l’umanità farà parte del futuro della Terra. Gli ultimi due libri di Lovelock su Gaia sono stati avvertimenti schietti:

  • The Revenge of Gaia: Why the Earth Is Fighting Back – and How We Can Still Save Humanity del 2006 (La rivolta di Gaia, Rizzoli, Milano, 2006, trad. it. di Massimo Scaglione); e
  • The Vanishing Face of Gaia: A Final Warning del 2009.

L’unica controversia riguardante Lovelock è stata l’energia nucleare. Di fronte al pericolo globale della crisi climatica causato dalle enormi quantità di anidride carbonica immesse nell’atmosfera dai combustibili fossili, Lovelock si è espresso a favore dell’energia nucleare a partire dal 2004, con grande sconcerto di molti movimenti ambientalisti. Per Lovelock, esploratore di sistemi planetari che pensava in termini di astronomia, la radioattività sarebbe solo una delle tante forme naturali di energia e la vita potrebbe sempre far fronte a una lieve radiazione di fondo. Personalmente, però, credo che abbia ignorato le numerose foto e i destini di bambini e giovani animali con orribili mutazioni nell’area di Chernobyl.

In ogni caso, sapeva che l’umanità ha bisogno di un ripensamento se vuole continuare a esistere. Nel 2000, a proposito della deforestazione globale, ha scritto:

«Non riconosciamo il vero valore delle foreste come sottosistema autoregolatore che mantiene il clima delle regioni, e in qualche misura della Terra, confortevole per la vita. Senza alberi non c’è pioggia e senza pioggia non ci sono alberi. […] Lasciando che la foresta cresca e si sostenga da sola, riconosceremo il nostro debito nei confronti del resto della vita sulla Terra».

Ciò che è in qualche modo incoraggiante è il fatto che la teoria di Gaia è finalmente entrata nel pensiero mainstream. Questo è particolarmente evidente nella scienza del clima, che ora pensa in termini di sistemi totali. Le cose erano diverse prima del 2012 circa, quando la climatologia considerava le foreste della Terra, ad esempio, solo come vittime passive del riscaldamento globale e della crescente siccità. Ora vediamo che le foreste sono soggetti attivi nei sistemi climatici del nostro pianeta.

O in zoologia. Oggi sappiamo che un animale non può essere separato dal suo habitat. Un orso, ad esempio, non comprende solo il suo organismo biologico, ma anche il suo territorio fatto di boschi, prati e fiumi. Il salmone fa parte della vita dell’orso. Inoltre, grazie ai resti di pesce ricchi di proteine che gli orsi lasciano sotto gli alberi, il salmone e l’orso fanno parte della vita della foresta. Il nostro pensiero è cambiato, non è più esclusivamente riduzionista.

La consapevolezza di Lovelock e Margulis che la Terra è un sistema completo non è arrivata del tutto inaspettata. Già un secolo prima, una figura non meno importante come Alfred Russel Wallace, che sviluppò la teoria dell’evoluzione insieme a Charles Darwin, disse:

«Regolazioni complesse e interrelazioni reciproche collegano tutte le forme animali e vegetali con la Terra in continua evoluzione, che le sostiene in un unico magnifico insieme organico». (Alfred Russel Wallace, 1876)

A quel tempo, la scienza occidentale era molto avanzata grazie ad universalisti di larghe vedute come Alfred Russel Wallace, Charles Darwin o Alexander von Humboldt. Vedo James Lovelock e Lynn Margulis nella schiera di questi grandi ricercatori che hanno avuto un’influenza duratura sulla storia intellettuale dell’umanità. Come la svolta copernicana (la terra gira intorno al sole, non viceversa), anche la “svolta gaiana” rappresenta una pietra miliare. Non solo nella storia della scienza, ma anche nella storia dell’evoluzione.

Spetta ora a tutti noi guidare il necessario cambiamento di coscienza verso una visione del mondo ecocentrica che rispetti tutta la vita e le conceda il diritto di svilupparsi liberamente. Una nuova umanità può esistere solo se Gaia rifiorisce come pianeta vivente.

James Ephraim Lovelock è morto il 26 luglio 2022, giorno del suo 103° compleanno, a causa di una caduta.

Traduzione dal tedesco di Thomas Schmid. Revisione di Mariasole Cailotto.

Fonte: https://www.pressenza.com/it/2022/08/in-memoria-di-james-lovelock-ideatore-della-teoria-di-gaia/

* * *



Per una recente introduzione alla teoria di Gaia e alle sue conseguenze ecocentriche, si veda il libro (in tedesco) di Fred Hageneder:

Nur die eine Erde – Globaler Zusammenbruch oder globale Heilung – unsere Wahl

(Solo una Terra: Collasso globale o guarigione globale – la nostra scelta)

384 pagine con 25 illustrazioni, ISBN 978-3-89060-796-2, 2021, Casa editrice Neue Erde Verlag

www.nur-die-eine-erde.de

domenica 14 agosto 2022

Invito alla via dei canti...

 


Sono Daniela, nasco cittadina, in Brianza, che ai tempi della mia infanzia era la campagna intorno a Milano. Prati e fattorie erano intorno a casa mia, dove ora c'è solo zona residenziale…con mia nonna andavo a prendere le uova dalla contadina, che aveva cavalli e vacche. Ma è storia antica…

La mia famiglia è tutta caratterizzata dall’arte: papà architetto, mamma docente di educazione artistica, sorella disegnatrice d'interni. Io sono la pecora nera, faccio il classico e poi l'università di tipo scientifico, veterinaria e poi scienze naturali.

Sono sempre stata un ibrido: tra campagna e città, tra cultura classica e scientifica, tra agnosticismo e spiritualità e ora tra mare e montagna!

Sono Guida del Parco del Gran Paradiso, dove ho vissuto e lavorato 25 anni ed ora Guida del Parco dell'Arcipelago Toscano, dove vivo da 10 anni…di nuovo ibrida, vivo e lavoro tra vette innevate e roccia e mare blu e spiagge candide.

È il mio destino.

E forse per destino incontro Vie dei Canti diversi anni fa, io, guida professionista precisina e organizzata, col mito della preparazione e nello stesso periodo per scelte di vita fatte, scopro il mondo della diversità di pensiero e dell'accettazione, dell'imprevisto che sconvolge, ma anche arricchisce, del valore dei punti di vista diversi dal mio.

La mia esperienza non è solo viaggi Vie dei Canti , ma anche le escursioni al campo Tra Terra e Cielo, che mi danno l'opportunità di nuovo di ibridarmi: un po' guida ma anche partecipante, alle diverse esperienze e approcci che sempre più spesso con gli operatori del campo integriamo in quella che è la mia specifica attività professionale lì, l’escursionismo. Sempre interessante intellettualmente, sempre stimolante, sempre affascinante, sempre diverso…anche se le mete si ripetono, i partecipanti con il loro apporto le rendono uniche e grazie a questo io cambio sempre, che per me è fondamentale!

Daniela Pesce
Guida Ambientale Escursionistica, Vie dei Canti







sabato 13 agosto 2022

Ecologia profonda, taoismo e fisica quantistica...

 

“In definitiva, la consapevolezza ecologica profonda è una consapevolezza spirituale. Quando il concetto dello spirito umano viene inteso come la forma di coscienza in cui l’individuo prova un senso di appartenenza, di rapporto di connessione con l’intero cosmo, diventa chiaro che la consapevolezza ecologica è spirituale nella sua essenza più profonda. Il paradigma antropocentrico lascia il posto ad un paradigma ecocentrico del quale la visione unitaria costituisce il nucleo." (Fritjof Capra)



Niels Bohr, un pioniere della meccanica quantistica, ha scelto il simbolo taoista yin-yang per il suo stemma.

Lui afferma che nella comprensione taoista dell'universo gli stati polarizzati delle particelle si completano reciprocamente, creando un bilanciamento tra yin e yang. Bohr ha studiato l'unità degli opposti e le contraddizioni presenti in natura.

Molti concetti dell'antica scienza cinese corrispondono a idee che i fisici hanno scoperto solo lo scorso secolo. Di seguito daremo uno sguardo a tali concetti.

1. GLI OTTO TRIGRAMMI E LA DISPOSIZIONE DELLE PARTICELLE

Gli otto trigrammi sono presentati nel testo classico I Ching (Il libro dei mutamenti), un'opera fondamentale della storia cinese. Ognuno dei trigrammi rappresenta i principi essenziali della realtà e sono sistemati in una disposizione ottagonale basata sulle relazioni e le interazioni esistenti tra essi.

Nel suo libro del 1975 Il Tao della fisica, il fisico Fritjof Capra scrive che questa disposizione ottagonale è simile all'ottetto dei mesoni «in cui le particelle e le antiparticelle occupano posizioni opposte». Il contributo importante di Capra è stato quello di evidenziare le similitudini tra i concetti di struttura e alternanza.

Ha scritto: «Sia la fisica moderna che l'antico pensiero cinese considerano l'alternanza e la trasformazione come l'aspetto principale della natura e considerano le strutture e le simmetrie generate dalle alternanze come secondarie».

2. IL LIBRO DEI MUTAMENTI E LA SFUGGENTE TEORIA DEL TUTTO

I fisici moderni si basano su due pilastri: la relatività generale e la meccanica dei quanti. Il problema è che le due teorie sono contraddittorie.

Brian Greene, nel suo libro del 1999 intitolato L'universo elegante e candidato al Premio Pulitzer, ha scritto: «Come sono attualmente formulate, la relatività generale e la meccanica quantistica non possono essere entrambe corrette. Le due teorie mettono in evidenza lo straordinario progresso della fisica durante gli ultimi cento anni, un progresso che ha spiegato l'espansione dei cieli e la struttura fondamentale della materia, tuttavia sono reciprocamente incompatibili».

La relatività funziona bene per comprendere l'universo su ampia scala, quella delle stelle, delle galassie, etc. La meccanica quantistica funziona bene per spiegare l'universo su scala microscopica, quella degli atomi, delle particelle subatomiche, etc. Gli scienziati sono alla ricerca della cosiddetta "teoria del tutto" che possa unificare entrambe.

È quello che cerca di fare la teoria delle stringhe. In termini semplificati questa concepisce l'universo come un insieme di stringhe piuttosto che di punti separati. Per esempio un elettrone potrebbe non essere un punto ma piuttosto la parte di una stringa. Se la stringa oscilla da un verso può essere un elettrone, mentre se oscilla nel verso opposto può essere un protone o un quark. Queste stringhe si possono originare in un'altra dimensione priva di gravità.

Negli anni 1970, mentre Capra scriveva, si stava sviluppando la teoria della matrice S, precorritrice della teoria delle stringhe (anche se oggi è ancora utilizzata).

Capra ha scritto: «Il libro "I Ching" è forse l'analogia del pensiero orientale più vicina alla teoria della matrice S. In entrambi i sistemi l'enfasi è sui processi piuttosto che sugli oggetti. Nella Teoria della matrice S questi processi sono le reazioni fondamentali che danno origine a tutti i fenomeni nel mondo degli Adroni [un tipo di particelle subatomiche].

«Nel libro "I Ching" i processi fondamentali sono chiamati "cambiamenti" e sono visti come essenziali per una comprensione di tutti i fenomeni naturali».

3. LA COMPRENSIONE DI LAO TZE DELLE PARTICELLE SUBATOMICHE

Lao Tze, fondatore del Taoismo del sesto secolo a.C., ha scritto: «Il Tao da origine all'uno, l'uno da origine al due, il due da origine al tre e il tre da origine a tutte le miriadi di cose. Tutte le miriadi di case portano lo yin sulla schiena e lo yang tra le loro braccia».

Alcuni dicono che questo commento è collegato ai vari livelli delle particelle: molecole, atomi, elettroni e così via.

Gli elettroni sono particelle subatomiche con una carica elettrica negativa. I protoni sono particelle subatomiche con una carica elettrica positiva. Queste cariche possono essere collegate alle polarità yin e yang, presenti nel taoismo.

Anche gli antichi Greci hanno teorizzato l'esistenza di atomi. Gli elettroni sono stati scoperti solo nel 1897 e in seguito sono state scoperte altre particelle subatomiche.

DIFFERENZA DI PRIORITÀ

Gli obbiettivi dell'antica scienza cinese e della fisica moderna sono differenti, dato che la prima si focalizza sul lato spirituale delle cose e riconosce sia il corporeo sia l'incorporeo. A un certo livello il paragone tra l'antica scienza cinese e la fisica moderna è impreciso, dato che i punti di partenza sono diversi.


Alcuni dei più grandi fisici moderni sono stati ispirati e si sono identificati con l'antica scienza cinese.

La fisica quantistica ha dimostrato che l'osservatore può cambiare il risultato di un esperimento solo con l'atto di osservare. In un'intervista registrata e pubblicata su YouTube Capra dice: «I mistici affermano che l'osservatore e l'oggetto osservato si fondono, non possono essere più separati». È possibile che l'intento dei ricercatori possa influenzare i risultati. Alcuni studi hanno iniziato a dimostrare gli effetti dell'intento mentale umano sulla realtà fisica, anche se il soggetto non è ancora stato accettato dalle correnti scientifiche principali. Dean Radin dell'Istituto di Scienze Noetiche e William A. Tiller dell'Università di Stanford sono due scienziati che stanno studiando questo argomento.

Il punto di partenza spirituale della scienza antica e il punto di partenza materialistico della scienza moderna possono produrre risultati differenti.

«Dal diciassettesimo secolo la nostra scienza occidentale è stata ossessionata dalla nozione di controllo, dell'uomo che domina la natura», ha detto Capra. «Questa ossessione ci ha portato al disastro».


(Fonte: http://www.theepochtimes.com/)



venerdì 12 agosto 2022

Antitesi tra ambiente e cemento... e l'intelligenza del suolo


Come volevasi dimostrare, ora abbiamo tanto di numeri a dirci che durante la pandemia da Covid-19 (periodo 2020-2021) le betoniere non sono state ferme ma hanno girato all’impazzata, consumando suolo senza sosta. Se negli ultimi cinque anni eravamo “fermi” a circa 14 ettari al giorno ora siamo schizzati a 19: più 34% in un solo anno.

La risorsa meno rinnovabile e meno resiliente dalla quale tutto e tutti dipendiamo è stata asfaltata con allegria mentre noi eravamo chiusi in casa. Addio alle promesse di sostenibilità, addio slogan politici che fingono di preoccuparsi dell’ambiente, addio Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: tutto torna a dieci anni fa, tutto da rifare e all’orizzonte non ci sono bagliori, né di sensibilità né di saggezza. Sui siti web e nei social a campeggiare non è l’agenda ecologica (e men che meno quella urbanistica) ma l’agenda Draghi che abbiamo più e più volte indicato come un problema e non una soluzione alla questione ecologica: eppure piace a molti e se la stanno contendendo.

A quando un’agenda che per aiutare il Paese a uscire dalla recessione-mangia-suolo si impegni a mettere in atto vere riforme ecologiche? L’aumento del consumo di suolo del 34% in un solo anno dimostra anche ai più sordi quanto fallimentari siano le leggi regionali che da anni affermano di averne limitato i consumi ma che invece non hanno sortito alcun risultato degno di nota. Semmai hanno contribuito a ottenere il risultato opposto.

E infatti la Lombardia è ancora la Regione capolista con più 883 ettari di suoli cementificati (ed è quella che più di altre sventola la sua legge urbanistica del 2014, con i suoi piani regionali che dice essere virtuosi), seguita dall’immancabile Veneto dove ormai si soffoca tanto è il cemento (più 684 ettari), poi è il turno dell’Emilia-Romagna, la Regione che si dice progressista ma poi ha in tasca una legge urbanistica che non ha fermato nessuna cementificazione (più 658 ettari); poi Piemonte (più 630) e Puglia (più 499) che dal modello lombardo ha copiato il peggior primato.

Come si vede destra e sinistra sono tutte rappresentate in questa folle corsa a cemento e asfalto. E potremmo andare avanti a raccontare dei consumi di suolo nei parchi, nelle aree a rischio frana, in quelle a rischio inondazione, nella riduzione della biodiversità, ricordando una litania che recitiamo da anni non si sa bene a chi, dal momento che nessuno dall’altra parte risponde.

Forse la questione non è considerata di interesse o l’interesse “va verificato” come è sfuggito in qualche chat tra urbanisti e amministratori nelle scorse settimane. Forse non si è ancora capita la gravità ed è anche per questo che lodo il lavoro rigoroso di Ispra-Snpa (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente) che tenacemente continua a pubblicare dati, indicatori, fatti e immagini. Non opinioni e “interessi da verificare”.

In un solo anno sulle spalle di ogni italiano sono piombati 3,46 metri quadrati di cemento in più che si aggiungono ai 359 dell’2020. E siccome 10mila metri quadrati non cementificati offrono benefici collettivi per circa 80mila euro all’anno, questo ci aiuta a dire che consumare suolo significa alimentare il debito pubblico o, se preferite, le tasse. Grazie al consumo di suolo del 2021 infatti ogni italiano dovrebbe sborsare altri 28 euro (da aggiungere ai 2.872 euro che versa ogni anno) che nessuno di noi effettivamente paga, ma non per questo non generano danni che poi ricadono sulle spalle (e sui conti) di altri.

Una spada di Damocle sulle nostre teste che la politica continua a ignorare quando invece dovrebbe correre ai ripari alla massima velocità e spiegare a cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche quanto sia urgente passare a usi e costumi nettamente più sostenibili nell’uso del suolo. E invece a dare una spinta sostanziosa ai consumi ci ha pensato la logistica che tanto plaudiamo per il lavoro di bassa qualità che ci dà e per i tanti piccoli negozi che fa chiudere: con i suoi capannoni si è mangiata ulteriori 329 ettari di terreno in un solo anno, pari a quanto hanno consumato Toscana e Liguria sommate tra loro.

Se ai consumi netti di suolo (pari a oltre 6.330 ettari) aggiungiamo i 28.558 ettari di territorio bruciato quest’anno (secondo i dati forniti dall’European forest fire information system al 23 luglio 2022) ovvero più 2,2% rispetto al valor medio degli ultimi 15 anni e il fatto che ogni 45 minuti abbiamo una frana con tanto di perdita di suolo, quale è il risultato? Non è difficile capirlo, eppure tra Piano nazionale di ripresa e resilienza, riforme mancate, commissariamenti che indeboliscono le valutazioni ambientali, leggi urbanistiche inadatte, corsa alla produzione di energia solare al posto della sostenibilità dei suoli, agricolture sempre più industriali e impattanti, siccità non per caso ma per nostra cecità, quel che ci attende è un inasprimento di consumi di suolo e di impatti ambientali che, inevitabilmente, confluiranno in varie tipologie di conflitti sociali. E sarà ancora più tardi del troppo tardi di oggi per poter rimediare.

Infine un ultimo dato riguarda il cosiddetto consumo marginale di suolo, ovvero la quota di suolo cementificato per ogni nuovo abitante. Questo indicatore di efficienza è in buona parte peggiorato nel periodo 2016-2021 rispetto al 2012-2016, soprattutto perché è aumentato il numero di Comuni che ha consumato suolo pur perdendo abitanti (più 17%), quindi senza una pur minima credibile ragione per cementificare e costruire. Ora il gruppo dei Comuni inefficienti è 3,3 volte più grande rispetto a quello di quanti hanno consumato suolo ma dove almeno si è registrato un aumento degli abitanti. Tutto ciò mostra anche ai miopi come questa istituzione locale, in quanto unità sovrana di governo del territorio, non riesca a essere protagonista dello stop al consumo di suolo. Sono ancora troppe le rendite e gli incassi, le attese e le ignoranze. Inoltre la frammentazione amministrativa e l’eccesso di deleghe urbanistiche, senza verifiche da parte di nessuno, ha generato una situazione sempre più fuori controllo: ai Comuni occorre ridurre le competenze ambientali; occorre verificare la capacità insediativa su aree più vaste; serve che la pianificazione urbanistica non sia più fatta per singole municipalità e che le previsioni urbanistiche inattuate si possano cancellare senza contraccolpi per sindaci e giunte. Serve capire che cosa è il suolo prima di permettersi di pensare a un suo uso.

Nessuno vuole fermare l’edilizia e l’urbanistica ma solo quelle non sostenibili. Se poi queste rappresentano la maggioranza o se si nascondono dietro leggi ambigue e proposte altamente imperfette sono loro a doversi vergognare di questa situazione, non gli attivisti ambientali che sollevano le questioni ecologiche con tanto di numeri. Questi numeri, che ogni anno Ispra presenta in modo “patriottico”, sono la prova provata dell’incapacità strutturale delle nostre classi politiche e tecniche ad arginare una situazione che nuoce gravemente all’ambiente e alla salute del Paese. L’unica urbanistica e l’unica edilizia possibili, in un’Italia sempre meno credibile per i suoi non tentativi di arginare il consumo di suolo, è quella del recupero di quanto abbiamo già (un dato che nessuno ha e predispone: altra vergogna). Questa indicazione si fa ogni ora più pressante e diviene un filtro discriminatorio attraverso il quale riconosceremo chi è dalla parte del futuro e chi no. Ci vediamo il prossimo anno: stesso rapporto, peggior consumo?


Paolo Pileri *










* Ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano. Il suo ultimo libro è “L’intelligenza del suolo”  

(Fonte: Altreconomia)

giovedì 11 agosto 2022

La condizione femminile nelle religioni di origine semita...



L’ebraismo era ed è una fede “etnica” che ha lo scopo di mantenere l’unità e l’identità culturale e genetica del popolo ebraico. La sua mitologia, che si fa risalire a quattro o cinque mila anni fa, attinse ampiamente a miti e leggende di quei popoli con i quali gli ebrei vennero, per varie ragioni, in contatto. Ma prima di tutto parliamo di come si è andata formando l’entità ebraica. Ebreo significa nomade e gli ebrei appartenevano a tribù pastorali di origine semitica che giravano in cerchio in un continuo andirivieni ai margini della Mezzaluna Fertile. Essendo pastori e girovaghi avevano sviluppato una cultura tipicamente patriarcale, per loro la donna era un mezzo per generare figli maschi che continuassero l’attività, quindi lo status femminile era molto basso rispetto a quello dei maschi. L’unico vantaggio che avevano le donne ebree era che potevano essere sposate, per continuare la “stirpe”. Mentre la condizione delle donne gohim (ovvero non ebree), con le quali tali pastori venivano in contatto, era ritenuta prossima a quella del bestiame. Le femmine gohim potevano essere violentate, fatte oggetto di commercio, usate come prostitute… ma si badava bene a non prolificare con esse poiché i nati da tali “femmine” non venivano riconosciuti come appartenenti al popolo “eletto”.

Malgrado tutte queste attitudini maschiliste e misogine -come avvenne ad altri popoli semitici- anche i giudei, per un certo periodo, accettarono la presenza nel loro gotha di una divinità femminile, Astarte, compagna di Geova, e garante di fertilità. Ci vollero 6 secoli prima che Astarte fosse obliterata, anche se per molto tempo i loro templi convissero fianco a fianco. Ma alla fine i patriarchi ebrei riuscirono a distruggere il culto della dea, e Geova, in solitario, occupò tutto il firmamento. Poverino, solo com’era sviluppò qualità perverse, era un dio vendicativo e crudele che chiedeva la totale sottomissione al suo disgraziato popolo “eletto” (infatti il Giudaismo è considerato una “religione” in senso genealogico), egli era la fonte di ogni male e andava propiziato con sacrifici cruenti (qui ricordiamo la storia di Caino, che offriva i frutti della terra, non graditi a Geova, e di Abele che uccideva e bruciava armenti sull’ara, del cui olezzo il dio si beava). D’altronde se leggiamo la bibbia scopriamo che tutta la storia degli ebrei è costellata di episodi truculenti, di avventure sodomitiche e di violenze.

Il patriarca Abramo, come uno squallido lenone, non esitò a cedere la moglie Sara al faraone d’Egitto per ottenere i favori del sovrano. Ma non vado oltre, mi limito a consigliare vivamente la lettura della bibbia per poter capire quali sono le radici di quella religione monolatrica (detta impropriamente “monoteista”).

Alcune chicche sulla misoginia e sulle norme “erotiche” ebree possiamo trovarle nel Talmud, il libro dei dettami religiosi: “Tutte le donne non ebree sono prostitute. Eben Haezar. – Un uomo può fare con la sua moglie ciò che più lo appaga, come se lei fosse un pezzo di carne che viene dal macellaio, e che lui può mangiare secondo il suo capriccio, salata, arrostita, bollita o come pesce comprato al mercato. Nedarim 20 b. – Una vergine di tre anni ed un giorno può essere ottenuta in matrimonio dopo un atto sessuale. Sanhedrin 55b. – I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d’età sono leciti. Sanhedrin, 69b. – Un giudeo può violentare, ma non sposare una non-ebrea. Gad. Shas. 2.2”

Che dire poi degli altri insegnamenti contenuti nella bibbia? Il lito-libro non è affatto un testo morale, almeno come lo intendiamo noi, e non contiene alcun principio etico. Accettare i dettami della bibbia significa approvare ogni vizio e crimine. In esso si autorizzano: i sacrifici umani, il cannibalismo, la schiavitù, la poligamia, l’adulterio e la prostituzione, l’oscenità, l’ingiustizia verso le donne, l’intolleranza e la persecuzione, etc. etc. Tra l’altro una delle maggiori colpe della bibbia è l’aver insegnato che “la donna ha portato il peccato e la morte nel mondo. Ella era stata creata per dipendere dall’uomo per tutte le sue necessità e per le informazioni di cui avrebbe avuto bisogno..”.

In tutto questo liquame, stranamente, comparve un fiore, si tratta del “Cantico dei cantici” di re Salomone (sull’autore però non v’è certezza). Forse fu l’influenza benefica della regina di Saba che ammorbidì il cuore di questo rude re israelita (anche se ha tutta l’apparenza di una favola il viaggio della regina di Saba che parte dal regno dei Sabei -un territorio dell’odierno Yemen- per far visita a Salomone accompagnata dai suoi cortigiani con doni preziosi). E suona strano che un poema così fortemente erotico sia stato assunto sin dal Concilio di Yavnè (90 d.C.), nel canone dell’Antico Testamento. Ma le tradizioni religiose, sia quella ebraica che quella cattolica cristiana, provvidero a falsare la letteralità del testo, che in verità descrive senza mezzi termini un amplesso, rimosso in favore di una interpretazione mistica (così forzata nel diniego dell’evidenza da apparire quasi assurda).

Alcuni stralci: “ I figli di mia madre si sono sdegnati con me: mi hanno messo a guardia delle vigne; la mia vigna, la mia, non l’ho custodita. Dimmi, o amore dell’anima mia, dove vai a pascolare il gregge, dove lo fai riposare al meriggio, perché io non sia come vagabonda dietro i greggi dei tuoi compagni… – Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni, soffia nel mio giardino si effondano i suoi aromi. Venga il mio diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti. – Il coro: «Volgiti, volgiti, Sulammita, volgiti, volgiti: vogliamo ammirarti».. – Il diletto: «Come son belli i tuoi piedi nei sandali, figlia di principe! Le curve dei tuoi fianchi sono come monili, opera di mani d’artista. Il tuo ombelico è una coppa rotonda che non manca mai di vino drogato. Il tuo ventre è un mucchio di grano, circondato da gigli. I tuoi seni come due cerbiatti, gemelli di gazzella….”

Con queste belle parole d’amore lasciamo ora il giudaismo e rivolgiamo gli occhi alla sua prima filiazione: il cristianesimo.

Dobbiamo prima di tutto dire qualcosa sull’ “inventore” del cristianesimo. Erroneamente si pensa che questa religione sia stata fondata da un certo Gesù, di cui per altro non esiste alcun riscontro storico della sua esistenza, in verità il cristianesimo è la pensata geniale di un ebreo pentito: Saulo di Tarso. Pentito perché passò da persecutore di ebrei che credevano nel messia Gesù a creatore di una nuova religione in cui Gesù diventava il messia di tutti. Ai tempi di Saulo, che per inciso mai conobbe Gesù, ci furono guerre di rivolta dei giudei contro i romani, Saulo stesso, pur essendo un ebreo, aveva la cittadinanza romana (non si sa come ottenuta, alcuni dicono perché facesse la spia) e in diverse occasioni si scontrò con i capi della comunità giudea mettendosi contro gli stessi discepoli di Gesù soprattutto perché, contrariamente a quanto stabilito dalla legge ebraica, Saulo decise di “convertire” al “cristianesimo” anche i gentili.

Questa fu la sua grande furbata: la figura di Gesù, da messia dei giudei divenne il Cristo o salvatore di tutte le genti. All’interno della originaria comunità ebraica, già allora sparsa in tutto l’impero ed anche oltre, si creò una frattura irreparabile e l’eretico Saulo andando per la sua strada fondò quel nuovo credo da lui chiamato “cristianesimo”.

Sin dall’inizio però, questo “cristianesimo”, fu marchiato e contaminato dall’originale misoginia ebraica. La libertà dei costumi femminili, tipica della società romana e greca, fu irregimentata in codici “morali/sociali” che restringevano sia l’espressività sessuale che l’importanza sociale e politica delle donne. L’esempio più eclatante di queste restrizioni fu l’uccisione della filosofa Ipazia, rea di essere troppo libera e di dare “scandalo” ai seguaci del nuovo corso “religioso”. Si dice che l’odio verso il mondo femminile, pur presente nell’ebraismo, fu esacerbato nel cristianesimo. Fino a raggiungere vette di totale annichilimento anche fisico delle donne che osavano manifestare autonomia di pensiero e di azione, accusate di connivenza con il “demonio”.

Anzi, dal 418 d.C. tutti diventarono “demoniaci”. Anche i bambini appena nati, erano definiti esseri demoniaci, in quanto nati da un atto sessuale e quindi destinati alla dannazione se non venivano battezzati al più presto. Queste belle pensate risultarono nell’acquisizione della chiesa cattolica di ogni potere, religioso e temporale, e la cosa si protrasse dal 375 d.C. fino al XVII secolo (in cui si affermarono le grandi eresie cristiane). Nel Concilio di Nicea fu stabilito, con il beneplacito di Costantino, che Gesù da “re degli ebrei” diventasse il “salvatore e Cristo dell’umanità”. Da allora gli eccidi dei pagani, la distruzione sistematica dei loro templi, soprattutto quelli dedicati alle varie dee, e delle biblioteche antiche, divennero legge (nel 391 d.C. i cristiani, per la prima volta, distrussero ad Alessandria una delle più grandi biblioteche del mondo che conteneva oltre 700.000 volumi sull’intero scibile umano, e successivamente l’opera fu completata dai musulmani).

Le stime degli studiosi, pur in mancanza di documenti ufficiali (poiché le porcherie si fanno nascostamente), sul numero delle persone torturate ed uccise nella sola Europa durante il dominio cristiano, va dalle 150.000 al milione. Ovviamente tali dati vanno integrati con gli stermini dei popoli indigeni nelle Americhe ed in altre parti del mondo.

Va da sé che nei 17 secoli di oppressione della sessualità e del mondo femminile si venne accentuando una sempre maggiore perversione nei costumi ecclesiastici. Quel che non poteva essere vissuto alla luce del giorno divenne oggetto di morbosità e di segreti sfoghi, da parte di papi, prelati e sacerdoti. Soprattutto nel chiuso delle chiese e delle sacrestie. I casi di abusi sessuali sui minori, le relazioni illecite nei conventi, le torture sado-maso contro streghe ed eretici, divennero pratiche correnti e in parte perdurano anche ai nostri giorni. Un esempio melodrammatico della deviata sessualità cristiana ci è fornito nelle feste di Halloween, promosse dalla feccia consumista e massonica, che vengono celebrate negli USA. In esse alcune chiese cristiane istallano delle Hell House, case infernali, per convincere i “credenti” dall’astenersi dal peccato, pena la dannazione eterna. In queste Hell House ci sono varie tappe, un po’ come nelle vie crucis, in cui vengono mostrati diversi peccati: un sacrificio satanico, medici masochisti che praticano aborti, prostitute e libertine che vengono torturate, etc. Alla fine dell’orrida processione si trova, di solito, una scena paradisiaca con Gesù fra gli angeli. Dopo essere stati minacciati di torture indicibili agli inferi i visitatori vengono invitati a prendere rifugio nel Cristo, loro signore e salvatore.

Negli anni, comunque, la figura femminile fu in parte rivalutata attraverso la venerazione della Madre di Dio, Maria. I preti non poterono impedirla e così, in qualche modo l’immagine della Madre Universale, che dona la vita, sopravvisse. Pur umiliata ed offesa, in quanto resa madre per costrizione e senza atto sessuale. Per quanto riguarda la presenza femminile nel mondo religioso, solo nella fede anglicana ed in altre poche eccezioni le donne possono assurgere alla carica sacerdotale. Una di queste sacerdotesse la conobbi, qualche anno fa a Pescara, che per conto della sua “chiesa” aveva sponsorizzato il “Festival della laicità”. Insomma il mondo femminile anche all’interno del cristianesimo sta cercando di ritrovare una sua dignità, riscoprendo anche la santità del rapporto sessuale, come espressione della creatività divina.

Quello che in passato poteva solo avvenire attraverso le estasi mistiche sta prendendo una forma più concreta e tangibile di amore carnale, non deprivato di spiritualità. Certo, se la chiesa cattolica accettasse il sacerdozio femminile ed il matrimonio fra i suoi membri, e se venisse abolito il potere temporale del papato (e la stessa figura del papa), la chiesa cattolica forse potrebbe riscattarsi dalle malefatte compiute in questi secoli. Ma dubito che ne abbia la forza… e quindi è destinata a scomparire. La storia non fa sconti e l’iniquità ha concluso il suo tempo.

Però ad onor del vero alcuni santi cristiani dimostrarono amore e rispetto verso la Madre Universale e verso il mondo femminile. In particolare questo atteggiamento fu vissuto da Francesco d’Assisi. La sua adorazione di dio essendo rivolta a tutte le creature. Francesco può essere considerato un amante della natura in cui riconosceva l’impronta divina. Sempre egli si adoperò di mantenere un comportamento adatto alla conservazione della vita, occupandosi di animali, di lavoro, di contemplazione delle bellezze naturali ed accettando nel novero dei suoi compagni anche diverse donne, che erano a lui devote e che in tutti i modi gli dimostrarono amore, sicuramente dal santo ricambiato, poiché essendo vissuto da laico conobbe l’amore e sapeva che questo non è contrario alla volontà di dio, anzi è la sua espressione.

In attesa, quasi nella speranza, che il cristianesimo trovi un nuovo Francesco, osserviamo ora l’ascesa sempre più rapida dell’ultimo ramo dell’ebraismo, trattasi dell’islam.

E pure qui dobbiamo cominciare a narrare le origini di questo credo. Anche nel caso dell’islam è indubbio che le radici affondino nell’ebraismo, con influssi cristiani, teoricamente potremmo definire l’islamismo una sorta di “eresia” degli insegnamenti biblici e paleo cristiani, se non che, ergendosi la figura di Maometto come “ultimo e vero profeta” e utilizzando questa preminenza a fini politici, gli arabi ne approfittarono per scatenare una campagna di conversioni forzate che portò l’islam a divenire il più grande impero medioevale, in concorrenza stretta con quello dei tartari in estremo oriente e con Bisanzio e Sacro Romano Impero in occidente. Ma la forza dell’impero bizantino non era decisamente in grado di contrastare la conquista islamica e l’Europa cristiana era divisa in vari stati spesso in antagonismo fra loro, di conseguenza l’Occidente corse il rischio di essere fagocitato. Già la Spagna, la Sicilia ed i Balcani erano divenute terre musulmane, mentre le città costiere di Francia ed Italia erano continuamente saccheggiate da pirati saraceni, che in diversi luoghi stabilirono anche capisaldi. Forse furono le crociate in terra santa che crearono un diversivo all’avanzata musulmana o forse le divisioni interne all’islam che ad un certo punto esaurirono l’alta marea della conquista e delle conversioni al Corano.

E qui dobbiamo inserire una recente notizia di cronaca relativa a questo sacro testo. Recentemente una ricercatrice italiana, Alba Fedeli, ha annunciato la scoperta della più antica copia del Corano che si conosca. Il “problema” è che l’esame del carbonio 14 avrebbe dimostrato che è stata scritta prima della predicazione del profeta islamico, vissuto tra il 570 e il 632 dopo Cristo. Gli storici britannici che hanno confermato l’originalità del documento hanno definito la scoperta “destabilizzante” per le sue implicazioni: una scoperta che dà credito all’ipotesi che Maometto e i suoi seguaci usassero un testo già esistente, che poi modellarono in base alla propria visione politica e teologica. Una spiegazione che va a smontare la versione ufficiale secondo cui il Corano venne scritto da Maometto, sulla base di una rivelazione divina…

Ma torniamo al tema principale di questo articolo, ovvero l’analisi di come è percepito l’erotismo e la condizione femminile nelle varie religioni di origine semitica. Anche nell’islam, come nell’ebraismo e nel cristianesimo, la forte impronta maschilista e patriarcale stabilisce il tipo di rapporti fra il maschile ed il femminile e fornisce indicazioni sulle diverse attitudini sessuali.

Vediamo ad esempio che Maometto all’inizio della sua carriera sposò una donna anziana ma ricca, il che gli permise di potersi dedicare alle sue visioni mistiche senza preoccuparsi della sopravvivenza. Più tardi però, per compensare, sposò una giovinetta appena adolescente in modo da poter soddisfare anche le sue pulsioni carnali. Ancora oggi nelle nazioni islamiche i matrimoni con bambine vergini sono assolutamente nella norma e spesso ne leggiamo le drammatiche conseguenze sui giornali. Un’altra caratteristica dell’islam è la poligamia. Un uomo può avere quante mogli riesca a mantenere ed anche qui l’origine dell’usanza è “religiosa”. Infatti siccome la donna è considerata proprietà dell’uomo e siccome anche le donne non musulmane una volta impalmate vengono cooptate nella religione, avere molte mogli (magari rapite in Europa) contribuisce alla formazione di nuovi adepti (la prole diventa tutta musulmana). Tra l’altro difficilmente chi era stato convertito all’islam poteva abiurare poiché era prevista la morte per chiunque rinnegasse la vera fede.

Un altro aspetto della sessualità nell’Islam è la “dichiarata” opposizione ai rapporti sodomitici ed alla zooerastia, e ciò era motivato (come avvenne per la proibizione a nutrirsi di maiale o di armenti non dissanguati) da ragioni pratiche e dalla necessità di correggere un’inveterata tendenza. Infatti, come per gli altri popoli di origine pastorale, l’abitudine a soddisfare le proprie voglie godendo di bestie e di giovinetti era talmente radicata che bisognava metterci un freno, con una precisa ingiunzione religiosa. Pena l’inferno eterno. All’inverso per i virtuosi che seguono diligentemente le norme coraniche e che muoiono combattendo per l’islam si aprono le porte del paradiso, con 70 vergini sempre pronte a soddisfare le loro voglie e fiumi di vino e miele. Ovviamente non si fa menzione di quale sia il vantaggio per le donne islamiche.

Ma lo stesso Maometto ha dichiarato la posizione gerarchica tra l’uomo e la donna, mostrando ai suoi seguaci come “educare le proprie mogli picchiandole con dei panni arrotolati”. Da questo atteggiamento, simbolico o meno, si capisce quanto i seguaci dell’islam disprezzino il mondo femminile (pur volendone godere a tutti i costi). E lo stesso corano raccomanda: “Ammonite quelle di cui temete l’insuburdinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele (Corano 4:34)”.

Lo status delle donne nel mondo islamico è veramente infimo e lo vediamo ogni giorno in quelle tristi immagini di donne in burka e lo leggiamo su tutti i giornali relativamente ai continui stupri e violenze subite. Addirittura se una donna si ribella allo stupro e reagisce viene condannata. E se lo stupro in questione viene compiuto da un congiunto questo è considerato “adulterio” e la vittima può essere anche lapidata a morte. Le donne che hanno subito la violenza carnale possono essere punite per la vergogna che hanno arrecato alla famiglia. La donna è vittima ma la colpa è della donna. Assurdità di un fondamentalismo cieco e disumano.

Nella patria di Maometto, l’Arabia saudita, la religione di stato è il wahabismo, una variante super-ortodossa dell’islam sunnita, che stabilisce, riguardo alle donne, di non poter assumere ruoli sociali, oltre alle funzioni servili, esse non possono nemmeno ottenere la patente di guida.

Leggiamo ancora nel sacro testo: “Le donne debbono abbassare lo sguardo in compagnia degli uomini e se un ospite visita la casa devono essere nascoste da una tenda o da una barriera. (Corano 24:31 e 33:53). Il fatto è che, come avviene per la bibbia, la premessa iniziale del corano è che tali ingiunzioni sono la “parola di dio, così come è stata rivelata al profeta Maometto” e quindi non possono assolutamente essere messe in dubbio. Come il giudaismo ed il cristianesimo anche l’islam è una religione creata da uomini, al solo scopo di controllare altri uomini, e soprattutto le donne, una cosa che non ha nulla a che fare con dio.

Per fortuna anche nell’islam c’è stata una componente “umana” che ha saputo mantenere l’amore. Si tratta della componente sufi. Un grande poeta sufi fu Omar Khayyâm del quale qui riporto alcune poesie: “Col mio amor, sotto due rami conserti, col mio amor, sul confine dei deserti, ove non giunge della gloria il suono; e avrei ciò che a Mahmud non dà il suo trono.” – “Se questa passion che un ordin pare mi vien dritta dal ciel, perché il divieto? Dovrò accostar la tazza al labbro lieto, accostarla, o Signore, e non versare?” – “Guai a quel cuore in cui non è ardor di passione, che non è pazzo per l’amore d’una bella persona . Un giorno che tu abbia trascorso senza amore, non v’è per te altro giorno più perduto di quello.” – “Non vietatemi di bere vino, di godere le donne, perché Dio è compassione. Non ditemi che sto peccando, lasciatemi peccare a volontà. Porre fine alle proprie azioni per paura della punizione è da miscredenti, significa dubitare della Sua compassione”

E con queste immagini amorose chiudo il discorso.

Paolo D’Arpini




mercoledì 10 agosto 2022

La fisica fantastica di Albert Einstein...



"Non sono arrivato alla mia comprensione delle leggi fondamentali dell'universo attraverso la mia mente razionale. ”
"Per quanto riguarda la questione, abbiamo sbagliato tutti. Ciò che abbiamo chiamato materia è energia, la cui vibrazione è stata così abbassata da essere percepibile ai sensi. La materia è lo spirito ridotto al punto di visibilità. Non c'è niente. ”
"Il tempo e lo spazio non sono condizioni in cui viviamo, ma modalità con cui pensiamo.
I concetti fisici sono libere creazioni della mente umana, e non sono, per quanto possa sembrare, determinati dal mondo esterno. "
"Il tempo non esiste - lo abbiamo inventato noi. Il tempo è ciò che dice l'orologio. La distinzione tra passato, presente e futuro è solo un'illusione ostinatamente persistente. ”
"Penso 99 volte e non trovo niente. Smetto di pensare, nuoto in silenzio, e la verità mi viene da me. "
"L'intelletto ha poco da fare sulla strada della scoperta. Arriva un salto di coscienza, chiamala intuizione o come vuoi, la soluzione ti arriva e non sai né come né perché. ”
"Un essere umano sperimenta se stesso, i suoi pensieri e sentimenti come qualcosa separato dal resto, una sorta di delirio ottico di coscienza. Questa illusione è per noi una sorta di prigione, che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per alcune persone a noi più vicine. Il nostro compito deve essere quello di liberarci da questa prigione allargando la nostra cerchia di compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza. "
"La nostra separazione l'una dall'altra è un'illusione ottica. "
"Quando qualcosa vibra, gli elettroni dell'intero universo risuonano con esso. Tutto è collegato. La più grande tragedia dell'esistenza umana è l'illusione della separazione. ”
"La realtà è solo un'illusione, anche se molto tenace. ”
"Siamo anime vestite di abiti biochimici sacri e i nostri corpi sono gli strumenti attraverso cui le nostre anime suonano la loro musica. ”
"Quando si esaminano le vite delle persone più influenti che abbiano mai camminato tra noi, si scopre un filo che si snoda attraverso tutte. Sono stati allineati prima con la loro natura spirituale e solo dopo con il loro io fisico. ”
"Il vero valore di un essere umano si trova nel grado in cui ha raggiunto la liberazione dal sé. ”
"Gli antichi sapevano qualcosa, che noi sembriamo aver dimenticato. ”
"Più imparo di fisica, più sono attratto dalla metafisica. ”
"Una cosa ho imparato in una lunga vita: che tutta la nostra scienza, misurata contro la realtà, è primitiva e infantile. Ancora non sappiamo l' millesimo dell'1 per cento di quello che la natura ci ha rivelato. È del tutto possibile che dietro la percezione dei nostri sensi si nascondano mondi di cui siamo inconsapevoli. ”
"Non sono ateo. Il problema è troppo vasto per le nostre menti limitate. Siamo nella posizione di un bambino che entra in una enorme biblioteca piena di libri in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. ”
"L'idea comune che io sia ateo si basa su un grande errore. Chi interpreta così le mie teorie scientifiche, non le ha capite. "
"Tutto è determinato, ogni inizio e fine, da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Si determina per l'insetto, oltre che per la stella. Esseri umani, verdure, o polvere cosmica, balliamo tutti su una melodia misteriosa, intonata in distanza da un pifferaio invisibile. "
"La religione del futuro sarà una religione cosmica. Trascenderà un Dio personale ed eviterà dogmi e teologia. ”
"L'energia non può essere creata o distrutta, può solo essere cambiata da una forma all'altra. ”
"Tutto è energia e questo è tutto ciò che c'è da fare. Abbina la frequenza della realtà che vuoi e non puoi fare a meno di ottenere quella realtà. Non può essere altrimenti. Questa non è filosofia. Questa è fisica. ”
"Sono felice perché non voglio niente da nessuno. Non mi interessano i soldi. Decorazioni, titoli o distinzioni non significano nulla per me. Non bramo le lodi. Non rivendico il merito per niente. Un uomo felice è troppo soddisfatto del presente per soffermarsi troppo sul futuro. "

Albert Einstein