sabato 18 giugno 2022

"Solo una Terra" (Only One Earth)

 


"Solo una Terra" (Only One Earth) è  stato il tema centrale della giornata mondiale dell’Ambiente 2022, che ha visto  impegnati i rappresentanti degli Stati membri dell’ONU a Stoccolma, dal 5 al 16 giugno, con lo scopo di assumere un impegno sui problemi ambientali e favorire l’azione dei governi.

Il tema di quest’anno  "Solo Una Terra",   lo stesso della prima  Conferenza del 1972, è stato scelto per commemorare il 50° Anniversario di quell’evento e per ribadire ancora la necessità di vivere in modo sostenibile e in armonia con la natura poiché le risorse sono limitate e devono essere salvaguardate.

Nel 1972, il pianeta era un posto ancora relativamente intatto, con un patrimonio di risorse e di ecosistemi naturali molto superiore al mondo attuale. La popolazione umana non aveva ancora raggiunto i 4 miliardi, contro gli 8 miliardi di oggi ed in base ai calcoli del Global Footprint Network, nel 1971, l’umanità rientrava ancora nei limiti del pianeta, quindi non consumava più di quanto la Terra fosse in grado di offrirle, in termini di risorse naturali, nell’arco di un anno.

Oggi la situazione è profondamente cambiata ed anche l’UNEP ha fatto squillare il campanello di allarme.

“Nell’universo ci sono miliardi di galassie, nella nostra galassia ci sono miliardi di pianeti . Ma c’è solo una Terra: prendiamocene cura”, - si legge nella nota del Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite - “Il cambiamento climatico, la perdita di natura e biodiversità, l’inquinamento, l’emergenza rifiuti: i segnali che la Terra è in 'codice rosso' sono tutti intorno a noi e diventano ogni giorno più gravi ed evidenti”.

I problemi dell'ambiente ci riguardano, la pandemia e le guerre non fanno altro che peggiorare la situazione. “La via d’uscita è quella di trasformare le nostre economie e società per renderle inclusive, giuste e più connesse alla natura” si legge nella dichiarazione dell'ONU. Dopo secoli di devastazioni, dobbiamo cominciare seriamente a prenderci cura del nostro pianeta, “per andare verso un futuro migliore, più sostenibile, in cui ciascuno possa prosperare”.

Infatti, il nostro pianeta sta affrontando una triplice emergenza:

l’atmosfera si sta riscaldando troppo rapidamente perché l’uomo e la natura possano adattarsi
la perdita di habitat fa sì che, secondo le stime, un milione di specie siano a rischio di estinzione
l’inquinamento continua ad avvelenare l’aria, il suolo e l’acqua.

Riconoscendo l’importanza del multilateralismo nell’affrontare la triplice crisi planetaria della Terra – clima, natura e inquinamento – le giornate UNEP  si propongono come trampolino di lancio per accelerare l’attuazione del Decennio d’azione delle Nazioni Unite per realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusa l’Agenda 2030, l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, il Quadro globale per la biodiversità post-2020 e incoraggiare l’adozione di Piani di ripresa verdi post-COVID-19.

“Dobbiamo lavorare con urgenza per trasformare le nostre economie e società, ma le nostre filiali saranno in grado di implementarle se avranno radici profonde – ha dichiarato Inger Andersen, Direttrice Esecutiva dell’UNEP, che per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2022 .

“Dall’inizio della pandemia COVID-19, i governi di tutto il mondo si sono impegnati in diversi tipi di “ripresa verde“. Negli ultimi 18 mesi, le principali economie mondiali hanno stanziato oltre 20.000 miliardi di dollari in investimenti per la ripresa COVID-19, destinati a riavviare le economie e ad affrontare, alla radice, le cause delle crisi climatiche e naturali. Ad oggi, questi sforzi rimangono insufficienti.

Un’analisi della spesa di 50 economie leader, condotta dall’Economic Recovery Project di Oxford e dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), rileva che "solo 368 miliardi di dollari su 14,6 trilioni – il 18% – della spesa annunciata per la ripresa sono verdi”.

Le minacce che derivano dal mancato investimento nella ripresa verde includono il peggioramento della salute umana, l’aumento dell’insicurezza alimentare e l’aumento della frequenza dei disastri. Si prevede che il solo cambiamento climatico – al di là dell’effetto dell’inquinamento – avrà effetti significativi sulla mortalità entro il 2100. L’inquinamento atmosferico è già il principale rischio ambientale per la salute, con circa 8 milioni di morti premature all’anno.

L’approccio del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) alla ripresa verde si basa sul legame inestricabile tra i mezzi di sussistenza delle persone, il loro benessere e la salute del pianeta. Una ripresa verde deve portare a un cambiamento trasformativo, in cui i sistemi socioeconomici e ambientali interagiscono per combattere la triplice crisi planetaria del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento senza compromessi. I cambiamenti includono il riutilizzo dei sussidi ai combustibili fossili, la fornitura di energia pulita ad un maggior numero di persone, la massimizzazione delle soluzioni basate sulla natura e il riutilizzo invece dell’uso di materie prime per i prodotti.

Per questo è necessario cambiare rotta e agire in fretta se non vogliamo che il mancato investimento nella ripresa verde porti a conseguenze come il peggioramento della salute umana, l’aumento dell’insicurezza alimentare e l’aumento della frequenza dei disastri.

Il tema della campagna è volutamente ampio ed invita a un cambiamento trasformativo su scala globale, oltre che locale. Clima, natura, inquinamento, ecosistemi, biodiversità, sostenibilità: tutti gli aspetti legati alla “questione ambientale” rientrano nelle riflessioni della Giornata mondiale dell’ambiente 2022 con lo scopo di incoraggiare a cambiare i nostri comportamenti individuali ed a far intraprendere dai governi azioni coerenti con la sostenibilità sociale, economica e ambientale

In sostanza, ci viene chiesto di proteggere il nostro pianeta, di prenderci cura della nostra casa comune, nelle nostre azioni quotidiane dal modo in cui mangiamo, viviamo, lavoriamo, ci muoviamo, investiamo.

Dobbiamo passare dal danneggiare il pianeta a prendercene cura, dobbiamo proteggere quello che abbiamo e cercare di recuperare quello che abbiamo perso per andare verso un futuro migliore, più sostenibile, in cui ciascuno possa prosperare.

Fonte:  www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews



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