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lunedì 21 maggio 2012

Nazzarena Marchegiani: "La luna, passi lievi dentro l'archetipo femminile" - Dialogo tenuto a Treia, il 13 maggio 2012, al Circolo Vegetariano VV.TT.

Da sinistra: Nazzarena Marchegiani, Sandro Capponi e Simonetta Borgiani
All'esterno del Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia


Si deduce già dal titolo che in questa sede si potrà affrontare solo dei ‘lievi passi’ all’interno di un argomento vastissimo e delicato come è quello del ‘femminile’. Non vuole qui essere uno studio sul matriarcato né una lezione di antropologia bensì un tentativo di lettura ‘analogico - simbolica’ riguardante l’infanzia dell’Umanità da un lato, e le fasi psicologiche infantili dall’altro. L’Astrologia Psicologica della Eridanoschool, infatti, ha messo a punto un metodo interpretativo in cui i ‘pianeti’ diventano ‘funzioni psicologiche’ e i ‘segni’ passaggi evolutivi dell’uomo.

Già per sua stessa natura l’Astrologia predilige il simbolo tanto da essere considerata una materia da ‘lobo destro/ femminile’ (Giove) differente dal ‘lobo sinistro/maschile’ (Mercurio e Saturno) che è quello della logica e della razionalità. Ne deriva che gli aspetti più importanti di questa breve trattazione saranno, appunto, quelli dell’archetipo e del mito.

Dopo questa premessa, è fuori dubbio che per l’uomo primitivo l’astro più interessante sia stato la Luna. Intanto perché il Sole era più stabile mentre la Luna andava e veniva, a volte grande, a volte più piccola e dunque mutevole. La notte poteva trasformarsi in un incubo per cui era la Luna a fare la differenza e a salvargli la vita.

La fase incentrata sulla luna è chiamata ‘ciclo di eterno ritorno’ in quanto nell’osservare le fasi lunari, l’Uomo iniziò a calcolare il tempo e a costruire i primi calendari che, naturalmente, erano lunari. Tutto era basato sul mese ovvero ‘mens’ che significa, appunto, ‘luna’ e l’Uomo immaginava la Luna come la Signora delle nascite’. Ancora oggi, ad esempio, nelle popolazioni arabe – che sono tra le più anti-matriarcali – tutti i simboli sono femminili a partire dal calendario che è di 28 giorni e mezzo.

A livello psicologico, la Luna rappresenta ‘da dove’ noi arriviamo ed è un’istanza che incontriamo sin dal concepimento; così l’utero diventa il nostro primo contenitore e alla nascita sarà poi la ‘madre’ a fungere da contenitore esterno. In pratica, dalla gravidanza fino ai primi sei - sette mesi di vita, la Natura fa sì che esista una fusione totale con la madre, una situazione di completo ‘inglobamento’ in cui non esiste ‘separazione’ e il senso di ‘unità’ è intimamente sentito.

L’analogia con il ‘paradiso terrestre’ è pressoché naturale: l’Uomo viveva una totale condizione inconscia e simbiotica con la Natura e sentiva che la vita dipendeva, in tutto e per tutto da essa.
L’Astrologia Psicologica assegna questa fase al secondo segno della cintura zodiacale cioè al Toro. Il Toro, dunque, rappresenta ‘simbiosi’, ‘oralità’, ‘inglobamento’ per cui, il bambino, in questa ‘diade’ esclusiva con la propria madre, è essenzialmente un ‘fruitore’; lo ‘scambio’ avverrà nella relazione più matura rappresentata da Venere.

Occorrerà molto tempo prima che avvenga il passaggio dalla ‘relazione lunare’ a quella venusiana. Mentre la Luna è ‘fusione’, Venere è ‘condivisione’ e, a livello psicologico, nella fusione non c’è identità. D’altra parte la funzione lunare non ha come scopo l’Amore, ma la sopravvivenza della specie.

Aver goduto appieno di questa prima relazione, significa, da adulti, andare in modo naturale alla ricerca del nutrimento interno, attingendo a quel ‘pieno’, a quella ‘base sicura’ trasmessa dalla madre.

L’autostima, il senso di sicurezza e di radicamento, nascono in questo essenziale contesto. E’ la madre, infatti, che attraverso un contatto molto fisico, imposta un primo schema relazionale. La sensazione di ‘esistere’, di essere importanti per qualcosa e per qualcuno, dipenderà da tutta quella parte ‘contenitiva’ rappresentata dagli abbracci, dalle coccole, dal nutrimento, ecc. ecc. ricevuta nella primissima infanzia. Ciò significa che la madre dovrà provvedere a tutti i bisogni del bambino: ‘contenere’ i suoi problemi, le sue paure, le sue negatività e la sua distruttività. Il ‘senso del femminile’ o, più semplicemente, il ‘rapporto con la vita’ dipenderà completamente da come si è vissuta questa prima relazione.

La figura materna è importantissima tanto che la risoluzione delle dinamiche emotive dipende sempre dall’introiezione di una figura materna rasserenante e nutritiva.

C’è da dire che il compito della Luna/Madre non è facile: dopo il parto, infatti, alla donna viene ancora richiesto di offrire se stessa ed entrare in simbiosi con il suo bambino; in questo lungo periodo rinuncia all’indipendenza e alla libertà, annulla desideri e bisogni per poi, di nuovo, dover ‘tagliare’ questo rapporto d’intimità e far dono della ‘seconda vita’ o vita psicologica. A differenza del padre (Sole),che ha il compito di fornire un’affettività di tipo razionale necessaria per far superare i problemi della vita, la figura materna è così coinvolta in tutto il dramma della psicanalisi, proprio perché è la figura che deve portare alla sensazione di ‘potercela fare’.

L’Amore incondizionato, o ce lo ha dato la madre o non lo si potrà più avere da nessuno.

E’ interessante notare come lo stesso glifo del Toro ricordi la schematizzazione della testa di bue o, per meglio dire, della ‘vacca’.
Un simile simbolo grafico deve avere avuto una genesi assai remota perché intuitivo e semplice. L’ideogramma del segno, infatti, è formato da un cerchio (Sole/ maschile) e da un semicerchio che lo sormonta (falce di Luna/ femminile).

In analogia con la fase simbiotica infantile, dunque, il Toro corrisponde, come accennato più sopra, a quel periodo ancestrale in cui l’uomo, ancora del tutto inconscio dei suoi poteri personali, era in completa balia della natura: essa lo nutriva e lo proteggeva, ma poteva anche  distruggerlo e annientarlo. Non a caso questo segno è molto legato alla natura che ama così com’è senza distorsioni né interventi tesi ad accelerare o  a modificare le cose.

Ritornando alla Luna, è con la gravidanza che la donna entra in rapporto con l’archètipo ‘lunare’ e in tal modo recupera quella condizione di ‘grande madre’ rappresentata dalla lunga fase matriarcale della storia umana. Che cos’è un archetipo?

L’Archetipo è uno ‘schema’ o modello originario al quale poi tutti si ispirano, ma da un punto di vista psicologico, gli archetipi rappresentano dei passaggi psichici. Per quanto riguarda gli archetipi del femminile occorre tener presente che essi sono anche il risultato della frammentazione dell’immagine della ‘Grande Madre’ che inizialmente era unica.

Si procederà, in maniera molto sintetica, ad una presentazione degli archetipi lunari e/o femminili.


Nelle tradizioni lunari, inizialmente, le dee erano quattro poi sono diventate tre e cioè:


  • ARTEMIDE: la dea della Luna crescente, rappresenta l’immagine della donna giovane, adolescenziale, foriera di potenzialità ancora inespresse. Non a caso nella fase della Luna crescente veniva seminato tutto quello che doveva sviluppare e crescere.

  • DEMETRA o SELENE: entrambe dee della Luna piena, rappresentano l’immagine della natura che si riproduce. In genere, tutte le dee incentrate sul discorso della luna piena hanno la signoria sulla natura stessa. La Luna piena rappresenta la maturità, ma a livello psicologico, significa che la Luna/Madre dovrà trasformarsi, con il tempo, in un’altra forma di nutrimento.

  • ECATE: dea della Luna calante e della Luna nuova. E’ la ‘vecchia o donna saggia’, quella che tramanda agli altri la propria conoscenza. Era la dea più potente della triade lunare perché aveva in mano il ciclo della vita. L’inquisizione è tutta incentrata su questa figura.

Con il tempo gli archetipi del femminile si divisero in ‘dee vergini’e in ‘dee vulnerate’.

LE DEE VERGINI sono : ARTEMIDE, ATENA e ESTIA

Le dee vergini, rappresentano, teoricamente, gli stadi giovanili della donna e si caratterizzano per la capacità di focalizzarsi sull’obbiettivo. Sono le qualità femminili dell’indipendenza e dell’autosufficienza e gli attaccamenti emotivi non distolgono da ciò che è ritenuto importante. In pratica è quella parte di donna che l’uomo non riesce a possedere perché non ha bisogno né di un uomo né tanto meno della sua approvazione in quanto esiste di per sé, interamente separata da lui e non trova necessaria la maternità (un figlio) per avere identità;

LE TRE DEE VULNERATE sono: DEMETRA, PERSEFONE ed ERA

La relazione delle dee vulnerate si chiama a ‘coscienza diffusa’. La ‘coscienza diffusa’ è un passaggio importantissimo che consente alla donna di diventare madre. Sono donne molto più orientate verso la relazione e sono tre dee che hanno vissuto drammi interni. Demetra è l’archetipo della ‘madre’, Persefone della ‘figlia’ ed Era è quello della ‘moglie’.

Un altro archetipo del femminile è Venere. Venere veniva considerata una ‘dea alchemica’ perché si collocava tra le dee vergini e le dee vulnerate. Nel mito si presenta come la Signora delle Etarie’, categoria di donne greche che erano le uniche ad avere diritto a non sposarsi e ad avere accesso alla cultura. Venere veniva considerata anche la ‘Signora delle Arti’ ovvero come colei che ‘raffina tutte le cose’.

Quanto più una donna è legata al simbolo lunare, tanto più il suo rapporto con l’uomo è strettamente connesso ad un desiderio di maternità. Ma quando una donna diventa madre, l’archètipo materno può prendere il sopravvento per cui è fondamentale che dopo la fase materna, la donna ritorni a vivere il suo ruolo ‘venusiano’.

Nazzarena Marchegiani

 
Trattazione (ripresa da lezioni riguardanti il simbolo lunare)  tenuta a Treia, il 13 maggio 2012, durante la Festa dei Precursori del Circolo vegetariano VV.TT.  


 

domenica 13 maggio 2012

Stefano Panzarasa racconta la sua esperienza alla Festa dei Precursori a Treia

Stefano Panzarasa al Circolo VV.TT. di Treia


Caro Paolo, è buffo scriverti da casa tua...
Sono molto contento di essere venuto finalmente a Treia, a ri-trovarti (due anni dopo la tua partenza da Calcata) nella bella casa dove vivi ora e così ho incontrato anche una mia nuova cara amica... ovviamente Caterina...
L'incontro nella chiesa di san Filippo, di venerdì 11 maggio sera, per la festa scolastica è stato entusiasmante, mi hanno presentato come cantautore e mi hanno dato una grande soddisfazione... Poi credo di aver cantato bene i valori del pensiero di Gianni Rodari espressi nelle sue belle filastrocche, sulla pace, la solidarietà, l'amore per la natura... Lo dico perché vedevo tutti partecipare con attenzione e divertendosi, i bambini, le bambine, gli insegnanti, il pubblico in genere, persino il Sindaco che ho visto spesso battere le mani...
Tutto grazie a te e a un bravissimo insegnante di Treia,
organizzatore della festa, l'ormai caro Federico Teloni.
Ieri, 12 maggio,  l'incontro alla sede del Circolo Vegetariano VV.TT. è stato altrettanto bello e interessante, io ho potuto presentare il mio libro "L'orecchio verde di Gianni Rodari" (realizzato da Stampa Alternativa) e cantare,  iniziando  però con una interessante autoanalisi guidata da Franco Augello, poi durante l'incontro con le altre persone si è parlato di tante cose, politica europea, cristianesimo, matriarcato, astrologia, apicoltura, riciclaggio dei rifiuti, insomma un bell'incontro ecologista sperando in un "mondo migliore" due parole molto care a Gianni Rodari...

Oggi, domenica, invece riposo e mi aspetto il bel pranzo vegetariano che tu stai finendo di preparare e poi magari ci sarà qualche altro incontro o una bella passeggiata per Treia... Grazie di tutto caro Paolo...

Stefano Panzarasa


....................


Nota Aggiunta di Nazzarena Marchegiani:

Carissimi Paolo e Caterina, grazie a voi per la bella serata. Queste iniziative vanno sempre incoraggiate, perché al di là dell'aspetto culturale, più importante è l'incontro e il rapporto umano. Siete delle belle persone. Anche da Stefano...anzi...soprattutto da lui ho imparato qualcosa... poi ho capito che a Treia non bisogna passeggiare con...i tacchi alti =^_^=

Discesa a Treia

martedì 8 maggio 2012

Quel che sta avvenendo sul pianeta Terra... da un dialogo radiofonico fra alieni benpensanti intercettato per caso...

Messaggi dal pianeta Terra


Cari Amici,….. vi giro questo messaggio scritto dal nostro amico  Ennio Vocirzio. E' utile che si diffonda al fine di comprendere l'estremo e delicato equilibrio del mondo di questi tempi. So bene che la maggior parte di voi non ha bisogno di leggere queste cose (in questo caso, leggendolo almeno vi divertirete). Ma fatelo conoscere ai giovani, agli amici,…vi assicuro che può servire. Non chiamate mai pazzo, chi ama il mondo e lo vuole proteggere...  Vincenzo Iorio


Intercettazione radiofonica fra alieni


É stata intercettata una trasmissione in bassa frequenza elettromagnetica che sembra possa essere avvenuta fra due alieni. Non ci è dato di sapere se le due entità che comunicano erano localizzate su due astronavi diverse o se la conversazione fosse avvenuta fra un alieno situato a terra che comunicava con il suo interlocutore nello spazio. La decodifica del segnale è avvenuta utilizzando uno speciale software di decriptaggio ed è stata traslata in lingua italiana.

I vari tecnici che hanno progettato il sistema radioricevente e quelli che hanno collaborato per l’utilizzo del software di decodifica vogliono restare anonimi.

I due alieni sono stati identificati come la recluta
Vheed e il suo capitano Edhiriso. Segue messaggio:
Salve, ... Edhiriso ho sorvolato pochi giorni fa vasti territori del terzo pianeta della stella gialla Occla (Sole), parlo del pianeta azzurro quello con alto contenuto d’acqua. É popolato da una quantità enorme di creature e una delle specie che ha preso il controllo è completamente umana e si trova esattamente al 5 stadio evolutivo secondo il nostro criterio di ordinamento.

Inviami un rapporto Vheed, abbiamo bisogno di sapere se possiamo interagire con la loro società, a limite contattando alcuni dei loro capi di governo se ce ne sono.

Lo escludo Edhiriso! … Lo escludo! ... Gli abitanti hanno una struttura di governo primitiva organizzata a tribù separate. Anche se alcune corporazioni sono più numerose e potenti, c’è un certo isolamento fra i gruppi. In un numero elevato di casi si verificano dei conflitti fra le varie tribù e questi conflitti convergono quasi sempre in azioni violente che terminano con la soppressione di vite umane. Queste decisioni sono prese senza consultare alcun organo spirituale o religioso e vengono perpetrate con scellerata violenza. Quando questi dissidi violenti, che gli umani chiamano "Guerre" vengono generati, muoiono immediatamente donne e bambini,
è veramente mostruoso Edhiriso. Quello che però mi sembra più importante sottolineare, ed in questo modo probabilmente potremo spiegare per certi versi questo comportamento così violento, è il loro sistema di economia. Abbiamo notato che gli abitanti del terzo pianeta della stella gialla Occla basano interamente la loro economia su un criterio di ricchezza estremamente illusorio. Ovviamente questo sistema è gestito, regolato e governato da alcuni umani. Questi individui agiscono in modo trasversale all’ordinamento generale a tribù del pianeta e controllano con il proprio potere tutto il sistema economico di quest’ultimo.

Vheed ... Temo che in questo modo si autodistruggeranno !!

É quello che temo anch’io signore. La loro società è infatti ad un punto critico identicamente al caso del pianeta Sheffer della stella blu Aglisoon" che si autodistrusse nel 50.060 tempo di galassia (UTCG) per inquinamento generalizzato.

Continua Vheed. ... Cos’altro hai scoperto?

Signore purtroppo quello che sto per dirle è drammatico, ... abbiamo notato un numero elevato di cumuli di scorie in diversi siti dell’intero pianeta che vengono chiamate "discariche". Qui gli umani buttano i loro rifiuti.
Rifiuti? ... Cosa sono i rifiuti?

É strano signore, ... ma il loro sistema economico è sostenuto tramite la trasformazione di materiali che gli umani identificano come beni di consumo ... questo sempre a causa del loro sistema economico contorto. Ebbene questi prodotti che gli umani producono poi alla fine del loro ciclo di vita vengono resi obsolescenti e quindi inutili. Gli umani sono abituati a disfarsene ed accumulano in questi depositi maleodoranti ogni sorta di manufatto che hanno realizzato. In queste discariche troviamo tutti i più strani aggeggi creati dalla mente degli umani. Vi si trovano sia quelli dotati di una certa utilità che quelli completamente inutili, questi ultimi realizzati per ubbidire al contorto e stupido meccanismo della loro economia. La cosa paradossale signore e che gli elementi chimici che gli umani estraggono sulla corteccia del pianeta li usano in buona parte per realizzare questi prodotti, e questi prodotti sono composti da svariati materiali che difficilmente poi possono essere separati per riutilizzarli. Gli umani non si rendono conto che stanno esaurendo le loro più importanti risorse materiali. Oltretutto, c’è una cosa ancora peggiore signore ... per ridurre i volumi di questo materiale nelle discariche, gli umani addirittura bruciano tutte queste risorse tramite degli inceneritori trasformando il materiale artefatto in una cenere velenosa con la quale alla fine, … diventa veramente impossibile recuperare ogni altra risorsa minerale.

É incredibile signore ma ascoltate bene quest’epilogo, … esiste una piccola corporazione sul pianeta situata a nord più o meno distante dal punto dove 140 betacicli fa (

Si, ricordo la leggenda Vheed … conosco la popolazione che circa 1,4 betacicli fa (

Ebbene signore, questa corporazione oggi si chiama "Italia". Pensate che i loro governanti hanno pensato di riconoscere a questa pratica di incenerimento delle scorie, una specie di riconoscimento economico nell’ottica dell’innovazione ambientale, chiamano questo utilizzo di fondi pubblici con il nome di "CIP6". ... Quello che più sconcerta è che la corporazione italiana è situata su di un suolo dotato di pochissime risorse minerali quindi maggiormente per questa comunità di umani è veramente sconveniente la distruzione di queste importanti risorse minerali che loro si ostinano a chiamare scorie o rifiuti.

Quello che mi dici Vheed percuote il mio animo, non riesco a comprendere l’ingenuità degli umani che vivono sul terzo pianeta. Mi rendo conto che essi si trovano al 5 stadio evolutivo, ma, dovrebbero comprendere l’evoluzione dei loro comportamenti e quindi il grave effetto che si determinerebbe nel loro futuro. Soprattutto per quanto riguarda l’armonia e la pulizia del loro ecosistema vitale che si sta inesorabilmente degenerando.

Signore, purtroppo gli umani non si rendono conto di queste cose, i loro corpi sono fragili e risentono di quest’alterazione che il loro pianeta sta subendo. Si ammalano molto più spesso in quest’ultimo periodo e anche se alcuni di loro, i più evoluti e i più intelligenti hanno dato un certo allarme, nessuno provvede a risolvere il problema

Questo è veramente paradossale Vheed ... quanti sono gli umani che abitano il terzo pianeta della stella gialla Occla?

Sono circa 7 miliardi in questo momento ma una quantità enorme di questa popolazione non ha risorse primarie e muore di stenti e di fame.

Non capisco bene questo punto Vheed. Gli altri? … Quelli più ricchi? … Quelli che producono beni che poi buttano in quelle cose che hai definito "discariche" non sono a conoscenza di queste categorie di umani che sono fortunati? Non fanno niente per aiutarli?

No signore. … Non solo non fanno nulla, … ma sfruttano questa condizione per averne un tornaconto economico, senza rendersi conto che stanno danneggiando la loro stessa progenie.

C’è qualcosa di peggio signore. … Gli umani hanno scoperto l’energia atomica, ma purtroppo per penetrare nel nucleo dell’atomo e utilizzare la  grande energia che vi è contenuta, essi adottano un criterio estremamente arcaico che consiste nel violentare il nucleo percuotendolo con particelle proiettili.

Conosco bene quella tecnica. Fu studiata dai nostri scienziati agli inizi della nostra era ed era basata sul bombardamento a idrogeno isotopico alfa-zero.

Si signore, la conosco anch’io ... gli umani però non comprendono ancora cosa sia l’idrogeno-alfa-zero per essi la configurazione idrogeno-alfa-zero viene chiamata "neutrone". ... o almeno questo è il termine che abbiamo intercettato.

Riblock!!! (

Con questa tecnica assolutamente arcaica che fortunatamente è oramai in disuso fra tutte le nostre civiltà più progredite della galassia, si produco veleni mortali che sopravvivono inoltre per cicli di vita lunghissimi.

Proprio qui sta il punto signore. ... Gli umani stanno avvelenando la loro atmosfera, i corsi d’acqua e il terreno poiché l’energia nucleare è molto diffusa e numerosi sono gli impianti nucleari che la producono.

Vheed … sai per caso se gli umani hanno scoperto il metodo di sintesi atomica basato sulla prima materia o materia "uno"? Con questo metodo avrebbero energia disponibile senza effetti collaterali, ed in più se provassero ad osservare meglio la natura, potrebbero ottenere tante altre cose in più.

É complesso rispondervi signore. … Alcuni umani hanno probabilmente raggiunto questo traguardo ma, purtroppo l’ordinamento del loro sistema sociale basato sul criterio economico che vi ho spiegato poco prima, impedisce la diffusione di questa nuova tecnologia. Io credo che gli umani non hanno ancora compreso l’importanza della prima materia. Alcuni individui sporadici nella storia del pianeta hanno usufruito di questo meraviglioso dono divino ma l’impiego di queste tecniche non è assolutamente conosciuto nel dettaglio.

Vheed io credo che il problema più grave degli umani e che non conoscono Dio.
Ha centrato in pieno signore Edhiriso, … è proprio questo il punto focale. Gli umani non conoscono Dio. É noto, fortunatamente, che alcuni umani hanno portato dei messaggi importanti in tal senso, per esempio fra i tanti messaggeri, un certo Mahatma Gandhi ed un certo Yesh-shua sono stati fondamentali nella  storia del pianeta azzurro terzo alla stella gialla Occla, ma sono stati uccisi dai loro stessi fratelli.

Allontaniamoci Vheed … lasciamo gli umani alla loro evoluzione. Lo stadio 5 è il più delicato e devono superarlo lentamente senza intromissioni.

Se ci riusciranno signore, … io dubito molto …
circa 300.000 anni terrestri) sbarcarono gli Elhoim ed esattamente al centro del grande mare chiuso, per intenderci signore è il punto dove nacque la civiltà della lupa che allattava i due gemelli. Si ricorda questa leggenda? circa 3.000 anni terrestri) si espanse per tutto il territorio limitrofo del grande mare chiuso creando un grande impero. I tecnici non sono riusciti a tradurre bene questa parte ma sembrerebbe simile alla nostra esclamazione "Accidenti!!!")

A questo punto parte del messaggio successivo è stato purtroppo oscurato da una tempesta solare. Da questo momento non sono stati rilevati più messaggi su questo intervallo di frequenza. Il dispositivo di intercettazione è stato infine distrutto e i tecnici si sono riuniti in preghiera.


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Post Scriptum

Non tutti gli umani sono tordi e lontani dalla verità, alcuni magari in forme poetiche hanno raggiunto una certa coscienza eco-solidale. Questo è il caso del poeta Gianni Rodari che ha scritto molto poesie ecologiste e sulla solidarietà fra esseri umani. Il pomeriggio di sabato 12 maggio 2012, nell'ambito della Festa dei Precursori, il cantautore Stefano Panzarasa sarà al Circolo vegetariano VV.TT. di Treia per cantare le poesie di Gianni Rodari e presentare il libro "L'Orecchio Verde di Gianni Rodari" da lui curato per l'editrice Stampa Alternativa. Durante la serata si terrà anche una meditazione a cura di Franco Augello ed una spiegazione astrologica evolutiva sul momento presente a cura di Nazzarena Marchegiani.  Vi aspettiamo... Paolo D'Arpini

Stefano Panzarasa

lunedì 7 maggio 2012

Treia - I primi giorni della Festa dei Precursori (2) narrati da Nelly Gozzi

Dipinto di Giuseppina Mazzocco


Porto la mia testimonianza della Festa dei Precursori

Caro Paolo, devo ringraziarVi per l’accoglienza e la cordialità tua e di Caterina, il vostro sorriso luminoso mi trasmette quella leggera ebrezza di vita gioiosa e pace che altro non è che la base del mio essere.

Apprezzo lo sforzo organizzativo in linea con il sistema di vita odierno, nulla c’è di fisso; da un programma iniziale continuamente si aggiusta si modifica si corregge, ogni persona che si aggiunge fa cambiare l’insieme e si continua a modellare la giornata come l’artista fa con la sua opera d’arte.
Questo mi ricollega al filo comune degli argomenti trattati dagli invitati:
inventarsi un nuovo modello di vivere, di socialità comune, in linea con la madre terra partendo dal passato, (poiché l’uomo deve ricordare dalle esperienze passate il meglio per salvarlo e il peggio per non ricadere sui propri errori),
elaborare un sogno o una possibilità diversa nel presente da realizzare nel futuro prossimo.

INSOMMA LA SPERIMENTAZIONE che passa dalle piccole cose materiali, alla sfera delle relazioni, per poi continuare nell’interno della nostra anima, ed infine riunire tutti i filtri, e come in un calendoscopio guardarci dentro con meraviglia.
La Festa dei Precursori, come il tuo Giornaletto di Saul sono per me, essere curioso, una grande fonte di scoperte, essendo cittadina da sempre ed impiegata da sempre, il mio mondo cadenzato da obblighi monotoni e futili, mi spinge ad avventurarmi in sogni ed in realtà diverse come ad esempio quella agricola e rurale, di cui però non mi sento di avere sufficienti conoscenze per interpretarla.


IN CONCLUSIONE:
un nuovo modello sociale, basato sul rispetto di chi ci ospita e tra il genere umano, dove non c’è potere ma solo libertà, uguaglianza e comprensione per i singoli individui. La propria libertà di espressione non deve pesare sugli altri _ la propria creatività deve portare alla condivisione con altri come un dono non come una imposizione.

Nelly Gozzi

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Rispostina di Caterina Regazzi:

Cara Nelly, é stato un piacere per noi avere qui te e la tua amica Adele e condividiamo le tue riflessioni.

La gioia di vivere é una componente della vita, appunto che mai dovrebbe mancare, un po' come il "sale della vita" della performance a cui abbiamo assistito. Purtroppo spesso, chi più chi meno, ci dimentichiamo che grande dono é essere al mondo e gli eventi esterni ci fanno di volta in volta gioire o cadere in depressione. Ed allora ci mettiamo a cercare, un nuovo lavoro, un nuovo compagno di vita, nuove amicizie, nuove pratiche, nuove terre, ma quando abbiamo fatto un cambiamento, anche radicale, abbiamo sempre trovato la felicità?

Forse per un po' di tempo può sembrare così, ma poi subentrano altri fattori, la noia, il disagio, il non sentirsi comunque a casa o nella propria pelle. Ci pervade un senso di incompletezza. Forse dobbiamo percepire che noi non siamo il nostro corpo e neanche la nostra mente, che dentro a tutto ciò c'é il nostro essere, la nostra coscienza, che é sempre lì, immutabile, non influenzabile, pulita, se riusciamo a dimenticare le sovrastrutture che ci hanno condizionato dalla nascita. E se ci riconosciamo per un momento, saremo sempre più capaci di ritrovarci e di riconoscerci di nuovo e ancora ed allora, tutto quel che c'é fuori di noi avrà si importanza, ma solo perché aspiriamo al bene dell'umanità, pur nel fiume della vita, che non é certo, esteriormente, uguale per tutti.
Con noi stessi non saremo mai più soli e infelici, ma completi.

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Rispostina di Paolo D'Arpini:

Ingegneria psichica.. forse potrà essere una nuova specializzazione alla quale potrai dedicarti. In fondo ogni costruzione nasce prima come immagine/disegno e poi viene realizzata come struttura. La stessa cosa si può dire del comportamento umano rispetto alle tendenze e forme pensiero. Costruire non è difficile, in fondo, quando si è on the move, in movimento, costante... è come camminare che non richiede alcuno sforzo malgrado l'apparente instabilità che viene "corretta" passo dopo passo.

Star fermi è più difficile che camminare, Per questo nelle discipline militari fanno stare i soldati sull'attenti, immobili. La loro immobilità è il risultato di una grande tensione.
Tu, cara Nelly, sei "on the move", come noi tutti precursori,  verso  un nuovo andamento.. Precursori che abbandonano la posizione stabile dell'appoggiarsi su quattro zampe, che inoltre superano l'ergersi su due piedi per tentare di eleversi al cielo (con la virtualizzazione del pensiero). Tu sei una dei precursori che hanno compreso che la vita è solo movimento, solo spettacolo passeggero. Lavoro, impegni, fatica, serietà d'intenti, finalità e scopi da raggiungere....? Stanno tutti nel film della vita... Goditi il momento e sappi che ogni considerazione sull'utile od inutile, sul bello e sul brutto è semplice immaginazione! 


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Commento di Giuseppina Mazzocco:

Caro Paolo
con piacere ho visto che hai inserito nella risposta a Nelly, la riproduzione di un mio dipinto ad acquerello, ti ringrazio perché tu l'hai scelto, per cui ti ha comunicato "qualcosa".
Esso è la "forza del perdono" dove puoi notare quella parte negativa e scura, che rappresenta la malvagità e la negatività umana che viene quasi coperta dalla luce e dall'amore di coloro che lo sanno perdonare  Talvolta è difficile è perdonare ma se ci compenetriamo e pensiamo che nel volere divino  siamo tutti fratelli, non sarebbe così impossibile.
Ci costa ma ciò che entra nel nostro cuore è uno spirito di pace e armonia.
Un caro saluto da Pinuccia.

domenica 6 maggio 2012

Treia - I primi giorni della Festa dei Precursori narrati da una compartecipe a tempo pieno: Caterina Regazzi

Caterina Regazzi al Circolo VV.TT. di Treia
 


Il primo fine settimana della Festa dei Precursori é trascorso. Per me é cominciato anche prima, al venerdì pomeriggio (4 maggio) io sono partita da Spilamberto, passata da Riccione a prendere Upahar e i suoi strumenti, incontrato le amiche Nelly e Adele da Modena, e arrivata a Treia per l'ora di cena, dove Paolo ci ha fatto trovare uno dei suoi favolosi minestoni fumanti.  Ci aveva messo anche una buona dose di fave, essendo questo il periodo, e qui a Treia questi legumi sono uno dei cibi più comuni ed apprezzati.

Prima di cena però le ragazze hanno voluto prendere un primo contatto col paese e quindi abbiamo fatto una bella passeggiata, per mostrare loro la piazza, il teatro, la strada che attraversa tutto il borgo. Dopo cena Paolo ha accesso al volo un fuoco nel camino e Upahara con la sua chitarra e la sua bella voce morbida ci ha fatto entrare in noi stessi con un'atmosfera magica.

La mattinata del sabato, 5 maggio, é trascorsa tra colazione, altra passeggiata per alcuni, mentre io e Paolo restavamo a casa a preparare il pranzo e ad attendere altri partecipanti, Vittorio, Maria e poi gli artisti che avrebbero esposto le loro opere al circolo ed infine Michele, Antonio e la onnipresente Sonia, la nostra fedele amica esperta di erbe. Dopo un semplice pranzo conviviale nella grande cucina siamo partiti in tutta fretta per la passeggiata con Sonia.  Il pomeriggio si prevedeva ricco di interventi e quindi non ci si poteva tardare troppo in campagna.

Con Sonia avevamo appuntamento davanti al vecchio lavatoio,  all'inizio di un sentiero battuto ormai diverse volte che però riserva sempre una grande abbondanza di specie vegetali, come l'Eufrasia, il Centonchio, il Farinaccio, la Parietaria, l'abbondante Senape, il Papavero, il Cardo Mariano, la Fumaria, l'Aglio orsino, la Silene, l'Ortica, la Cicoria e le sue simili, il Tarassaco, la Calendula, la Malva, il Sambuco e di queste ed altre piante Sonia ci ha raccontato usi terapeutici e alimentari.

Sono già diverse volte che vado con Sonia ad esplorae il mondo delle erbe, che é un mondo veramente sterminato e mi rendo conto di quanto la Natura ci offre per tutto quel che ci può abbisognare e che noi non conosciamo mai abbastanza, preferendo andare in farmacia ad ogni piccolo disturbo.

Nel pomeriggio un altro esperto, Umberto Rocchi, ci ha accennato all'uso e alle possibilità di aiutare con gli olii essenziali e gli altri derivati delle piante, disturbi vari, come quelli psichici.

Dopo la passeggiata siamo rientrati al Circolo dove fervevano i lavori per l'allestimento della mostra. Al termine dei preparativi ci siamo radunati dentro  e dopo i saluti di Paolo e la presentazione della mostra "E la Terra sentii nell'Universo" da parte di Nazzareno Vicarelli e la mia piccola presentazione della mostra "Arte della Natura"  sono cominciati i discorsi: il Presidente della Proloco Francesco Pucciarelli ci ha dato il suo saluto e augurio per il proseguimento dell'evento, il professor Alberto Meriggi ci ha parlato della regolamentazione della produzione dei cibi con l'agricoltura e le attività artigianali (come la macinazione dei cereali, la produzione del pane) negli statuti comunali alla fine del medioevo. Altri si sono succeduti a parlare, ognuno ha avuto la possibilità di dire il suo pensiero e raccontare la sua esperienza. Al termine delle parole abbiamo assistito alle performance degli artisti Giancarlo Pucci e Rossella ("Il parto dell'opera d'arte" e "Le nozze d'oro con l'arte") con strumenti e vestiti davvero singolari e di Fulgor Silvi, definita da Paolo "una performance spaccapietre".

Al termine delle esibizioni effimere  pizzata veloce alle "Antiche Mura" di Treia e rientro a casa per festeggiare il Wesak con i canti di Upahar, bravissimo come al solito e molto coinvogente.

Poi  tutti a nanna, stanchi, ma felici.

Il tutto é stato molto intenso.

La domenica, 6 maggio,  colazione, chiacchiere, passeggio, pulizie generali e cucinatura da parte di Michele Meomartino che ha preparato un pranzo ottimo con quel che c'era: arance condite, tartine con un pesto a base di ortica, una goccia di marmellata di rosa canina e pecorino, frittata con le patate, spaghetti spezzati conditi con un intingolo di piselli e fave, mele, avanzo di pasta del giorno prima, crostata di Nelly e dolce di Orietta, un'altra amica che ci ha raggiunti all'ultimo minuto. Subito appresso seguita dalla ritardataria Stefania con figlio ed amica.. che si erano persi per le vie di Treia.

Le partenze dei visitatori "forestieri" sono iniziate anche prima di pranzo e, un po' alla spicciolata, subito dopo pranzo anche gli altri si sono eclissati.  Sotto una pioggia battente. Verso la fine  del pomeriggio  io e Paolo siamo rimasti soli e ci siamo andati a buttare sul letto dove abbiamo dormito per un bel po' e al risveglio abbiamo pensato che, in futuro,  ci piacerebbe organizzare  qualche "settimana della vita in comune". Che ne pensate?

Intanto vi lascio qui...  A breve seguiranno altri interventi, memorie e resoconti deghli altri compartecipi..

Caterina Regazzi


P.S. La festa dei Precursori si conclude  con gli eventi del 12 e 13 maggio 2012, in cui -particolarmente- segnalo la performance artistica canora di Stefano Panzarasa che canterà e mimerà le poesie di Gianni Rodari da lui musicate e presenterà il libro "L'Orecchio Verde di Gianni Rodari" da lui curato... Non mancate. Info, 333.6023090 - 0733/216293



Disegno di Luzzati sul Libro Orecchio Verde di Gianni Rodari

venerdì 27 aprile 2012

L'estetica come sintonia spirituale tra l’uomo, l’universo e Dio... Se ne parla a Treia durante la Festa dei Precursori 2012

Gigliola Rosciani mentre scolpisce al Circolo VV.TT. di Treia


“Per sottrarsi al mondo non c’è mezzo più sicuro dell’arte, e per legarsi ad esso non c’é mezzo più sicuro dell’arte. Anche nel momento della felicità massima e della massima  pena abbiamo bisogno dell’artista.”    (Johann Wolfgang von Goethe, da “Le affinità elettive”)


L’estetica costituisce un’espressione spirituale dell’uomo del tutto simile, sia pure nella diversità, alla spiritualità religiosa. Pertanto l’arte e la meditazione esprimono due vie attraverso le quali l’umano e il divino comunicano e manifestano la loro simbolica del mistero. In particolare l’arte non si limita ad essere la fabbrica del bello, ma realizza una sintonia spirituale tra l’uomo, l’universo e Dio.

Così l’artista  di fronte al Creato, dà voce alla situazione biblica dell’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio. Infatti i due ruoli dell’homo faber e del deus faber  si incontrano nella spiritualità della produzione artistica, pertanto soprattutto nelle arti figurative la spiritualità dell’artista trae ispirazione dal modello ideale attraverso il quale Dio, come autore del Creato, lascia nella natura le tracce del suo intervento creativo.

Perciò l’uomo contemplando l’universo naturale accoglie le vestigia del divino facendole sue nella realizzazione di una singolare sintonia spirituale, attraverso la quale egli stesso si trasforma in un creatore collaboratore di Dio nel momento in cui assume la figura del divino artista.

Tale modello estetico trova la sua sintesi paradigmatica tra l’estetico e il religioso nel Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi. Questo esempio letterario è nel contempo un’espressione della sublimità e una manifestazione di preghiera. Perciò questa composizione poetica costituisce nel nostro caso un esempio prezioso ed unico nel quale l’artista celebra e manifesta l’elemento divino che è nell’uomo la traccia e il simbolo vivente del suo creatore.

Anche l’arte contemporanea nonostante la sua lontananza dal naturalismo delle tradizionali produzioni figurative possiede in sé l’essenza religiosa delle espressioni estetiche se pure il suo linguaggio costituisce spesso un codice ermetico che comunica il disorientamento nichilista testimone di una crisi di identità, in cui oggi è immerso il nostro pianeta nell’immagine del villaggio globale.

Di fronte a questa situazione l’estetica della natura è comunque una via privilegiata per il recupero di una profonda spiritualità che accomuna in una armonia  universale l’uomo, la natura e Dio.       

Aurelio Rizzacasa

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Di questo e simili temi se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si tiene al Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia, dal 5 al 13 maggio 2012. La manifestazione comprende due mostre d'arte.

domenica 8 aprile 2012

Caterina Regazzi: "Sviluppar​e un rapporto più 'umano' con gli animali" - Uomo/Natur​a/Animali, Bioregiona​lismo ed Ecologia Profonda

Caterina Regazzi al lavoro nell'orto di Treia


Il mio lavoro, veterinaria USL, mi porta a contatto quasi quotidianamente con allevamenti di animali allevati per la produzione di carne e derivati, latte e derivati, uova.

Durante i miei studi,  oltre 30 anni fa (che impressione!) ho studiato le tecniche dell'allevamento intensivo, le strutture, le tecniche, le diverse tipologie di questo allevamento, a seconda della specie e dell'attitudine degli animali allevati, come se l'unico sistema o almeno il migliore, fosse questo: ho superato esami di zootecnia e di tecnica mangimistica in cui l'allevamento rurale non era neanche contemplato. Gli animali in questi allevamenti sono tenuti costantemente confinati se non addirittura al chiuso per tutta la loro vita. Per molti di essi (suini, pollame) l'unico momento in cui vedono la luce del sole é l'uscita dall'allevamento per il macello.

Tempo  fa un'amica mi ha chiesto (in qualità di "esperta) di accompagnarla al mercatino della domenica di Spilamberto, in cui si vendono varie categorie di pollame, perché voleva acquistare alcune galline. Mi sono preoccupata perché pensavo volesse acquistarle per ucciderle e cucinarle, invece, fortunatamente, voleva metter su un piccolo pollaio, per avere un po' di uova. Un piccolo allevamento rurale, quindi. Beh, dopo l'acquisto siamo andate dove ha il terreno e un casotto recintato, con un bel pezzetto di terra per sistemarle. Con tutti i cinque anni di università e 52 esami sostenuti, mi sono sentita alle prime armi: cosa va messo sul fondo del pollaio? all'interno del casotto è bene mettere dei ripiani alti con delle cassette-nido? il casotto va chiuso di notte con loro dentro? l'acqua e le granaglie vanno messe dentro o fuori? devo ricominciare tutto da capo e l'esperienza di qualche vero contadino, di quelli di una volta è molto più ricca e utile delle mie conoscenze scolastiche.

Si sta creando attorno all'allevamento intensivo un movimento di opinione, che punta il dito sulla sofferenza che questo ingenera in esseri viventi che fanno parte del nostro stesso mondo, che condividono con noi questo passaggio sulla nostra bella e martoriata Madre Terra e sui danni diretti e indiretti da esso causati.

Ma dall'altra parte, c'è ancora una moltitudine di operatori, che di questo lavoro vivono, anche se con profitti molto più modesti di una volta; penso agli anni '70 col boom della fettina ogni giorno ed io sono cresciuta in quegli anni, con quel sistema. Sembra che la riconversione di queste attività sia impossibile e si può anche capire che persone che hanno investito tutte le loro risorse, competenze, e aspettative per un futuro tranquillo per loro e magari anche per i loro figli, non siano favorevoli a  buttare tutto al macero e ricominciare sul nuovo, con una nuova consapevolezza.  Questa consapevolezza tarda a diffondersi in certi settori e strati culturali e non voglio giudicare.

Ci sono tradizioni gastronomiche e culinarie che sono il simbolo di certe regioni e che una gran parte della popolazione tiene a mantenere ed anzi a consolidare e a diffondere, se possibile.
E quindi, se in generale diminuisce il consumo della carne (ma non so di quanto), si cercano nuovi mercati e allora si cerca di "sfondare" in paesi come la Russia, gli Stati Uniti e tanti altri. Con le difficoltà burocratiche e le incertezze dei mercati che la cosa comporta.

E poi si assiste a una campagna contro l'uccisione degli agnelli e dei capretti per Pasqua. Questi animali vivono poche settimane prima di essere macellati, ma almeno quelle poche settimane le vivono bene, l'allevamento degli ovicaprini é ancora un allevamento naturale o abbastanza naturale, mentre ad esempio, il vitello viene tolto dalla madre appena nato, nutrito con latte artificiale e, anche se nell'allevamento sono rispettate le norme sul benessere  animale (si fa per dire) , rinchiuso in una gabbia di ampiezza appena sufficiente per girarsi per un mese e poi trasferito in un box con altri suoi simili. I suini non hanno un trattamento migliore. Se dobbiamo essere contrari all'uccisione degli animali non possiamo essere emotivi e intenerirci per un'immagine da copertina. Ma va bene perché parlando degli uni si parla degli altri.

Io, del resto, non sono completamente contraria al consumo di carne, ma sono per un ritorno all'uso che se ne faceva circa 60 anni fa, prima dell'avvento dell'allevamento industriale. Sono convinta che l'agricoltura ha bisogno del concime animale, non certo della quantità di letame e liquami che attualmente vengono prodotti e che inquinano sempre più le falde acquifere e l'atmosfera o, in alternativa, comportano un costo esorbitante per lo smaltimento, con depuratori che raramente funzionano secondo le ottimistiche previsioni con cui furono costruiti.

Questo tipo di allevamento comunque ed i problemi etici che comporta fa parte del sistema economico in cui ci ritroviamo volenti o nolenti immersi: a fronte della meccanizzazione del lavoro, della informatizzazione dei servizi, il lavoro, nonostante la disoccupazione, per chi un lavoro ce l'ha, non é diminuito e ci possiamo considerare "schiavi" del lavoro. Un contadino, per poter giudagnare abbastanza da vivere deve lavorare 12 ore al giorno e sfruttare con metodi artificiali (concimi di sintesi, antibiotici negli animali) le risorse che ha a disposizione, ma anche il più fortunato impiegato le sue 8 ore le deve fare e così via.

Una volta c'era lo slogan "lavorare meno lavorare tutti" oggi, chi ci governa dice che per salvare l'Italia dobbiamo lavorare di più, per più tempo e in di più. Ma, lavorare tanto, per fare cosa? Per produrre cosa? Beni, molte volte inutili, che gli altri dovranno acquistare a costo di sacrifici per poter perpetuare il sistema. La meccanizzazione, l'informatizzazione sarebbero dovute servire per alleggerire la vita e lasciare all'essere umano più tempo per il resto della vita, l'amicizia, le relazioni sociali, l'amore, la cura di noi stessi e degli altri, dei nostri figli, dei nostri anziani, il riposo,

Smettiamo di consumare beni inutili, impariamo ad accontentarci, a riappropriarci delle nostre innate capacità di sopravvivenza, pensando al futuro nostro e del pianeta.

Caterina Regazzi



venerdì 6 aprile 2012

Wesak 2012 a Treia - Nel contesto della Festa dei Precursori (XXVIII Edizione)

Wesak 2012 a Treia


Anche quest'anno la fortuna ci arride, il 5 maggio iniziano i festeggiamenti per la XXVIII edizione della Festa dei Precursori, in ricorrenza della fondazione del Circolo vegetariano VV.TT.,  ed il 6 maggio è luna piena... ed è anche l'anniversario del Wesak, in cui si festeggia la nascita del Buddha. Si festeggia pure il compleanno dell'amico fraterno Upahar, da poco tornato dal suo annuale ritiro spirituale di Tiruvannamalai (sulla Montagna Sacra di Arunachala in Tamil Nadu). Quindi la giornata è particolarmente indicata per la meditazione e per i canti armonici. Perciò la sera del 6 maggio 2012, dopo il completamento del programma culturale stabilito per la Festa, si terrà una sessione di bajan  e meditazione.

Nel Libro dei Mutamenti  l’esagramma connesso a questo mese delle rose, maggio,  é “La Risolutezza”: il luminoso rimuove deciso il tenebroso. Forte e sereno, cioè risoluto ed armonioso. L’archetipo magico della stagione é quello del Serpente, antico simbolo di saggezza, che dice: “Io detengo la chiave dei misteri della vita. Inarrendevole, inesorabile e profondo, avanzo con andatura costante sulla solida terra”


Programma del 6 maggio 2012 (per il Wesak):

h. 19.30 – A conclusione delle attività  sociali diurne (vedi programma in locandina sottostante),   condivisione sacrale del cibo vegetariano da ognuno portato.

h.  20.30 – Riflessione sull’archetipo lunare e sul significato di “Wesak” in termini fisici, mentali e spirituali.

h.  21.00 –  Canto di mantra con accompagnamento di strumenti musicali. Segue meditazione.


Alcune considerazioni esoteriche lunari:

La luna ci appare sotto diversi aspetti che si chiamano fasi lunari e che  dipendono dalle posizioni relative del sole e della luna, rispetto alla terra.  Il tempo impiegato dalla luna a compiere un giro completo intorno alla terra  equivale a circa ventisette giorni solari medi.

Una di queste fasi è il plenilunio e si ha quando la luna non è più tra la  terra e il sole, ma è la terra che si trova tra la luna e il sole. In questo  modo la faccia illuminata della luna ci è chiaramente visibile e non è più  celata verso il sole.

Il momento più fruttifero del plenilunio, è quello che va da due giorni  prima del plenilunio, abbraccia il giorno centrale in cui avviene, e prosegue nei due giorni dopo. Questi sono i  giorni magici nei quali è possibile  sfruttare al massimo l’energia positiva di questo periodo, preparandosi ad essi  dal momento in cui termina il novilunio, ovvero quindici giorni prima del  plenilunio (i giorni variano da mese a mese). Durante questi  giorni, la “Gerarchia Spirituale” attiva energie  Cosmiche, Solari e Planetarie specifiche, con le quali inonda l’umanità,  invitandola a salire verso l’alto.

La meditazione è un potente metodo di servizio all’umanità quando la mente  viene usata come un canale di ricezione delle energie di luce, amore e volontà  di bene, e per dirigerle nella coscienza umana. Il momento del plenilunio di  ogni mese offre la grande opportunità di meditare – meglio se in gruppo – come  mezzo di cooperare con il Piano divino o Intenzione per il nostro mondo.

Paolo D'Arpini


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Link per ascoltare l'introduzione ai canti di Upahar:
http://www.youtube.com/watch?v=NgsUtJQlDpQ

giovedì 29 marzo 2012

“No agli OGM e sì al ritorno dell’agricoltura contadina” - Se ne parlerà a Treia durante la Festa dei Precursori dal 5 al 13 maggio 2012

Il governo dei tecnici, a voce del ministro Clini, è tornato a  proporre (sollecitato evidentemente dalle lobbyes trans-nazionali),  l'introduzione delle coltivazioni OGM in Italia.  

Questo  mentre si fanno più evidenti i danni legati all'uso di OGM, per l'irrorazione di sostanze chimiche aggiunte e per l'impazzimento genetico naturale.

Il problema degli OGM è anche economico... Infatti trattandosi di sementi brevettate il loro acquisto deve avvenire tramite i produttori che ne detengono il copy right: Syngenta e Monsanto. Due multinazionali che sono viste come responsabili  di fallimenti e suicidi di migliaia di  piccoli contadini in varie parti del mondo. Gli OGM, infatti, non sono soltanto costosi ed inquinanti, sono pure anti etici e fonte di scollamento sociale, oltre  che di perdita delle antiche varietà arboree locali.
  
Come dicevamo  gli  OGM non escludono l'uso dei veleni, per combattere le "malerbe", e  mentre le piantine geneticamente modificate sono immuni  a tali veleni le "malerbe" vengono seccate.  Ma il fatto che gli OGM siano immuni non significa che non assorbono parte delle componenti chimiche,  durante la loro crescita e maturazione, inoltre gli antipassitari ed i concimi di sintesi  vanno a finire nell’aria e nelle falde acquifere, rovinandole irrimediabilmente.

(Andrebbero  comunque  riconsiderate  le proprietà ed i possibili usi officinali ed alimentari delle cosidette "malerbe"... e di questo in particolare ne parleremo durante l'ecursione erboristica del 5 maggio 2012 a Treia)

Altro motivo di  contrarietà agli Ogm è la globalizzazione della produzione ed incremento dell'agricoltura intensiva, che impone una concorrenza feroce e tecniche agronomiche  che siano in grado di ridurre sempre più i costi di lavorazione. Anche in Italia  vi è già la corsa ad una agricoltura  monocolturale, che ha impedito la tipica rotazione agraria ed ha favorito l’insorgenza di malerbe infestanti e di parassiti resistenti. Da qui l’aumento nell'uso di veleni.

La tecnica degli Ogm non farebbe altro che confermare e consolidare questo tipo di agricoltura intensiva, che punta tutto alle rese ettaro, ma ci ha tolto i sapori e gli odori tipici dei nostri prodotti agricoli.

Le vacche degli allevamenti industriali  sono nutrite con foraggi OGM  ed il latte non sa più di niente, così pure  i formaggi a pasta molle. Purtroppo la tecnica degli Ogm non serve solo ad ottenere un'ipotetica maggior resistenza, ma anche per avere patate con più amido, frutta di maggiore dimensione,  ecc. Modificando la struttura interna delle piante si creano anche nuove sostanze che certamente non sono benefiche per l'organismo umano. 

Noi chiediamo una politica che sostenga il mondo della piccola agricoltura e lo metta in condizione di sopravvivere dignitosamente alle sfide della grande distribuzione e della globalizzazione, permettendogli di dare il meglio di sé con pratiche agronomiche tradizionali. Per questo motivo va salvaguardato il prezzo dei prodotti agricoli italiani e va emessa una legge che dia trasparenza al mercato, mettendo in condizione il consumatore di riconoscere il prodotto bioregionale, la filiera di produzione e le qualità organolettiche.

Vanno semplificate le norme burocratiche relative alla trasformazione in casa di alcuni prodotti agricoli, e va ripensata l'imposizione dell'IMU (e di altre gabelle) sui fabbricati d'uso rurale. Infine andrebbe disincentivato l'allevamento industriale, causa di enorme inquinamento e spreco energetico, ed  incentivato il ritorno al piccolo allevamento ed alla piccola agricoltura, con ripristino dei sistemi di tratturazione e lavorazione dei campi con forza animale, in modo di riproporre un ciclo naturale (concime, pulizia dei fondi, etc.).

È urgente tornare alle sane pratiche agricole della rotazione agraria, dove il contenimento delle malerbe e dei parassiti veniva fatto ruotando sullo stesso terreno varie colture, e nel contempo si salvaguardava la struttura e la sostanza organica del terreno, immettendo letame naturale e favorendo le migliaia di esseri viventi che popolano il sottosuolo e trasformano la sostanza organica in humus. L’uso massiccio di concimi chimici, di veleni, ed ora dei prospettati Ogm, ci ha portato e vieppiù ci porterà verso una precoce desertificazione dei nostri terreni e alla scomparsa dei sapori.

Paolo D'Arpini
Rete Bioregionale Italiana


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Di questo e simili argomenti se ne parlerà durante la Festa dei Precursori, che si tiene a Treia dal 5 al 13 maggio 2012. Programma: http://paolodarpini.blogspot.it/2012/03/treia-macerata-festa-dei-precursori.html

lunedì 26 marzo 2012

Treia - Dal 5 al 13 maggio 2012: "La Festa dei Precursori... perché...?"



Il futuro non ha bisogno di rivoluzioni.. il futuro ha bisogno di un nuovo esperimento!” (Osho)

Ancora oggi, dopo 28 anni che l'evento si ripete, c'è qualcuno che mi chiede "...perchè hai  chiamato questa cosa,  la Festa dei Precursori?". Me lo chiedono con una nota di rimprovero, in quanto la parola "precursori" assomiglia molto ad "incursori", insomma ha un che di militaresco.  

Magari  autodefinirsi "precursori"  fa pensare che ci vogliamo gloriare del nostro essere antesignani. Beh, che posso farci... la verità, come spesso ho accennato in varie occasioni,  è che il "precursore" è  semplicemente colui che si prende tutte le pizze in faccia e non raccoglie mai niente. Il precursore è chi ara, zappa e semina e non raccoglie. Dopo arriva sempre qualcuno, più bravo o più furbo o più fortunato,  che riveste il manto del trionfatore,  sale sul carro e afferma ad alta voce, fra due ali festanti di folla, quel che noi precursori siamo andati sussurrando, spesso azzittiti od inascoltati, a destra e manca. 

Essere un precursore sovente comporta di  finire sul rogo,  significa che si vive in povertà e che il proprio lavoro viene considerato al meglio l'opera stramba di un fuori di testa. Precursore e laico (nel senso antico ovviamente) hanno quasi lo stesso significato... quello di indicare chi è "fuori".... chi è ribelle al sistema.   

Allorché, nella primavera del 1984, decisi di fondare il circolo vegetariano VV.TT. lo feci nella piena consapevolezza che lo scopo della nuova associazione sarebbe stato quello di andare contro…

Eravamo un manipolo di ribelli quel giorno davanti al notaio Giuseppe Togandi nel suo studio di Orte e mentre compivamo il nostro dovere giurando fedeltà alle finalità del sodalizio stavamo anche andando contro tutte le norme consolidate di ogni vecchio sodalizio, affermando (tra l’altro): “Lo scopo dell’associazione è quello di istituire e promuovere in tutti gli spazi ritenuti opportuni pratiche per lo sviluppo spirituale e meditazioni collettive, sperimentazioni di sopravvivenza in luoghi selvaggi e seminari sull’uso armonico delle riserve della natura, organizzare e promuovere la ricerca di cure naturali per la mente e per il corpo, dimostrare e divulgare l’importanza di un’esistenza armonica e piena d’amore…”.

Insomma stavano fondando una nuova "religione", una spiritualità laica,   facendo finta di niente…

Il fatto è che per mettere in pratica queste finalità associative -necessariamente- dovevamo andar contro le regole e le consuetudini della società in cui viviamo.. Insomma ci siamo presi la briga di incarnare un cambiamento, ribellandoci alle norme restrittive e meschine della cultura corrente. Rinunciando a trarne benefici materiali per noi stessi. Insomma lavoriamo a gratis: "Non lo fo per piacer mio ma per compiacere a Dio...".  

Ecco perché dal 1984 celebriamo La Festa dei Precursori, ogni anno, per ricordarci quello scopo prefisso e proseguire indefessi nella meta di rompere il ghiaccio verso nuove frontiere dell’intelligenza umana.

Alcuni   fra i soliti detrattori dicono che siamo sessantottini non pentiti, oppure che siamo inveterati illusi, poiché il nostro voler cambiare il mondo si risolve in un nulla… Sarà così… ma almeno stiamo cercando di farlo cominciando dal cambiare noi stessi, decidendo per noi stessi quei comportamenti necessari a creare una nuova civiltà umana. 

Perciò ci definiamo “ribelli” e non “rivoluzionari” poiché, come disse Osho, il rivoluzionario appartiene ad una sfera terrena mentre il ribelle e la sua ribellione sono sacri. Il rivoluzionario sente il bisogno di rivolgersi alla folla, muovendosi in ambiti politici e di governo, insomma ha bisogno di “potere”. Ed il potere sempre corrompe (lo sappiamo bene) ed i rivoluzionari che lo hanno assunto ne sono stati corrotti. Il potere ha cambiato la loro mente mentre la società è rimasta la stessa, solo i nomi sono cambiati.

Per questo il mondo ha bisogno di precursori ribelli e questo è un momento in cui se non vi saranno parecchi spiriti ribelli i nostri giorni sulla terra, come specie umana, sono contati…  Gli scienziati, i politici, i finanzieri, i religiosi stanno scavando la nostra tomba e siamo molto vicino al punto di non ritorno…

"Dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere e di agire, creare più energia meditativa, sviluppare più amore ed armonia. Per farlo dobbiamo distruggere il vecchio, la sua bruttura, le sue putride ideologie, le sue stupide emarginazioni, le superstizioni idiote e creare un nuovo essere umano dagli occhi limpidi..." Parole di Osho. 



Una discontinuità con il passato, ecco il significato della ribellione, continuando a percorrere coraggiosamente nuovi sentieri con spirito di sacrificio e discriminazione. Insomma andiamo avanti a fare i rompighiaccio, senza occupare alcun luogo, senza perseguire alcun potere, semplicemente sperimentando la nostra crescita in tutti i particolari del vivibile….

Ora il tempo è maturo, negli anni a venire o l’uomo scomparirà o sulla terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa e quell’essere umano sarà anch'egli un precursore.

Paolo D’Arpini

Circolo Vegetariano VV.TT.
Via Sacchette, 15/a - Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293

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Di questo e simili temi se ne parlerà durante La Festa dei Precursori 2012, che si tiene nella sede del Circolo Vegetariano VV.TT. dal 5 al 13 maggio 2012 (vedi programma nella locandina soprastante)


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Ringraziamenti:

Ringrazio la mia adorata compagna Caterina Regazzi che mi da ospitalità ed  ha messo a disposizione  lo spazio di Via Sacchette per farne la nuova sede del Circolo.

Ringrazio tutti gli amici sinceri e le associazioni amiche che collaborano alla buona riuscita di questa festa.

Ringrazio il Comune e la Proloco di Treia per aver concesso il patrocinio morale all'evento.

Ringrazio gli artisti e gli uomini di cultura e di spirito, gli agricoltori, gli artigiani che partecipano alle diverse iniziative.

Possano essi tutti cogliere il frutto  raro della Conoscenza!


Caterina Regazzi al Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia



sabato 24 marzo 2012

Treia, il luogo del ben-essere spirituale e fisico - La Luna e il Sole...

Il Sole e la Luna - Treia (Macerata)



Due o tre giorni fa ho ricevuto la visita di Mario Foglia, un giovane uomo che vive a Treia e che ha fondato l'associazione Il Sole e la Luna, che si trova nel circondario del paese un po' fuori del centro abitato. Mi ha fatto molto piacere scoprire che un cercatore che si interroga sui misteri della vita ed ha scelto di condurre un'esistenza in sintonia con il suo pensiero porti avanti un discorso spirituale laico e di benessere psicofisico, egli vive ed opera qui da un anno circa. Recentemente ha ospitato nel suo centro una seduta di guarigione con un gruppo di suonatori di digiritù e prossimamente presenterà tecniche di meditazione vippasana ed altro ancora. Lui personalmente insegna hata yoga e non solo a Treia anche ad Ancona ed in vari centri delle Marche... Gli ho chiesto di raccontarmi la sua esperienza e lui mi ha mandato qualcosa, che potete leggere qui di seguito..
(Paolo D'Arpini)



L’Associazione La Luna e Il Sole nasce dall’idea di condividere la ricerca personale suscitata in noi da un’iniziale irrequietudine che, nel tempo, si è trasformata in entusiasmo.

Come ricercatori ci siamo incamminati in questo percorso verso la consapevolezza di sé e del Sé e, spinti da una forte motivazione personale, abbiamo voluto sperimentare, curiosare, approfondire ciò che abbiamo appreso attraverso le esperienze sensoriali, spirituali ed umane raccolte e respirate nell’arco degli anni trascorsi nell’universo del Ben-Essere Olistico. Abbiamo iniziato questo percorso con la fiducia di chi sa che alcune domande avrebbero trovato le giuste risposte e anche con l’accettazione che alcune, o molte di esse, sarebbero rimaste insolute, ma sempre con la gratitudine verso quanto sarebbe o meno arrivato. Con spontaneità, è nata l’esigenza di trasmettere quanto appreso attraverso un dialogo creativo continuo che ci ha dato, in realtà, più di quanto abbiamo donato.

Questo perché l’intento resta quello della condivisione e della crescita nella parità. Per noi le esperienze, che siano sensoriali, energetiche o percettive, non sono mai individuali ma strumenti di comunione. Ognuno porta con sé la propria ricchezza personale che condivisa aiuta ciascuno a raggiungere e far emergere la propria autenticità.

I nostri operatori e collaboratori posseggono tutti una formazione ampia e professionale maturata attraverso corsi di specializzazione soprattutto nelle tecniche di massaggio proposte, sull’interconnessione tra l’Energia della Natura e quella dell’individuo, i riti e le tecniche tramandati dalle antiche culture orientali ed occidentali e le moderne scoperte scientifiche, la meditazione e, naturalmente, lo yoga, al quale non vogliamo, per scelta, attribuire nessuna specifica definizione. Abbiamo affidato la nostra formazione oltre che a percorsi specializzanti con formatori riconosciuti ed apprezzati anche all’esperienza diretta e personale con la pratica quotidiana e attraverso il metodo di apprendimento e di accrescimento che preferiamo: il viaggio.

L’India, in particolare, ci ha permesso di incontrare Maestri accanto ai quali abbiamo potuto percorrere, metaforicamente e praticamente, le antiche vie della Saggezza, dormendo nei templi e negli altri luoghi sacri e raggiungendo, come la tradizione vuole, le sorgenti del Gange in Himalaya.

La nostra associazione organizza corsi, percorsi, incontri, eventi ed attività per promuovere e diffondere lo sviluppo della consapevolezza interiore e il raggiungimento del benessere fisico, emotivo e mentale. L’Associazione si occupa principalmente di Corsi di Yoga, seminari di Respirazione e Meditazione, seminari di Massaggio Sonoro con il Didgeridoo, seminari di Danza Indiana, Massaggio Bioenergetico, Massaggio Psicosomatico e l’Ortho-Bionomy.

Il nostro intento principale rimane comunque la creazione di momenti in cui approfondire antiche e nuove tecniche, o in cui incontrare e dialogare con ricercatori, conoscitori ed appassionati con cui condividere gli approfondimenti tematici sullo Yoga e su ogni altro argomento che può aiutare ed aiutarci in modo aperto e disinteressato nel percorso evolutivo che abbiamo scelto di percorrere sempre rimanendo saldi nel nostro proposito di cura di sé e degli altri attraverso la semplicità, la gratitudine e la gioia.

Mario Foglia


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Di questo e simili temi se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si tiene al Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia, dal 5 al 13 maggio 2012 - Programmi:  http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=festa+dei+precursori