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martedì 18 settembre 2018

Sessualità ecologica e pansessualità... - Tutto ritorna...


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Tutto ritorna... dunque! Nella filosofia cinese dello yin e dello yang si afferma che quando il maschile ha raggiunto l'espansione massima tende a invertirsi ed altrettanto avviene al femminile. Cosa significa? Lo yang maturo si rivolge verso se stesso e quindi sorge l'omosessualità. Altrettanto avviene per lo Yin che si trasforma in lesbismo. 

La teoria della pansessualità, elaborata da Peter Boom, nella sua espressione più "pulita"  cerca di spiegare  questa direzione o tendenza.

La Teoria della Pansessualità (comprendente tutte le tendenze sessuali dell’uomo, siano esse occasionali o permanenti) è basata sull’osservazione dei fenomeni naturali ed è un argomento di ricerca riconosciuto dalla sessuologia mondiale.

La Teoria si propone di far superare i correnti “pregiudizi” spesso causa di disordine, emarginazione ed esclusione nella società contemporanea.

Chiunque può esser nato con specifiche tendenze sessuali o può svilupparle successivamente e, se non dannose socialmente, non dovrebbe reprimerle.

La nostra sessualità, come i nostri sentimenti, può risvegliarsi in una scala di intensità e modi verso persone di qualsiasi sesso, età ed aspetto, vive, morte o immaginarie, verso animali, cose e verso noi stessi.

Laddove il sesso viene considerato “peccaminoso” possono crearsi conflitti interni, esterni e fobie.

Considerato che tutti gli stimoli vengono dalla natura, ed essendo noi parte di essa, non siamo in grado di eluderli. Se una certa tendenza sessuale emerge, sicuramente le risultanti necessità e risposte sono anch’esse naturali e parte di un processo subconscio.

La storia e l’antropologia raccontano l’infinita variabilità del comportamento sessuale: la libertà di vivere il pansessualismo può certamente sciogliere alcune nevrosi, inutili sensi di colpa e di vergogna. Sarebbe sufficiente accettare la nostra ed altrui sessualità con maggiore apertura mentale per placare l’ansia causata dal credere di aver commesso un “peccato”.

In effetti la Teoria della Pansessualità aiuta a comprendere le numerose vie sessuali presenti o latenti in noi per accettarle e viverle con intelligenza, responsabilità e  naturalezza.



Paolo D'Arpini

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martedì 15 maggio 2012

26 maggio 2012 - Corre un anno senza Peter Boom, vivendo come sarebbe piaciuto a lui..

In memoria di Peter Boom


Francesco Uda, anch’egli amico di Peter Boom, mi scrive da Viterbo per informarmi che si sta organizzando la celebrazione del primo anniversario della sua dipartita: “Forza e coraggio ci vediamo il 26 maggio. Una Festa per ricordare l’amico PETER BOOM che il 26 maggio 2011 ci ha lasciato. Nella mattinata, chi vuole, autonomamente e senza cerimonie, potrà visitare i resti mortali dell’amico Peter nel cimitero di Viterbo. Ore 16:00 apertura della Sala dove si vedranno foto e video su PETER, chi vuole potrà parlare di Peter, narrare aneddoti, leggere, cantare, recitare.. Info. http://www.peterboom.it/arrivare.html

Ho pensato perciò di scrivere anch’io qualcosa….

Ricordo la raccomandazione costante con la quale Peter mi salutava ogni volta che stavamo per lasciarci: “Mi raccomando, comportati male..”. Beh, debbo dire che ho sempre seguito il suo consiglio e soprattutto adesso che lui è salito oltre il “Cielo dei Giusti” mi impegno moltissimo a rompere i coglioni a tutti ed manifestare quel che sono senza remore, malgrado gli acciacchi dell’incipiente vecchiaia….

Ma, visto che siamo in tema di memoriali, vorrei fare una breve cronistoria del mio rapporto amicale con Peter Boom. Tutto cominciò quando lui ancora abitava a Nepi, durante una mostra d’arte su Dioniso e sull’edera del comune amico Gigetto. Diciamo che  sarà stato nel 1991 o nel 1992, anno della Scimmia di Acqua molto adatta alla trasmissione culturale trasgressiva. Di lì a poco girammo assieme, sotto la macchina da presa di Felici, il documentario “Un barbaro a Nepi” in cui tra l’altro si chiedeva l’istituzione del matrimonio fra “innamorati dello stesso sesso” (il termine l’ha usato Obama in un suo recente discorso elettorale).

Nel 1993 abbiamo corretto assieme le bozze del suo ultimo libro “Duemila e venti, il Nuovo Messia”. Per una decina di giorni dalla mattina alla sera, nel salone luminoso e comodo del piano nobile del Circolo vegetariano VV.TT., seduti al tavolone appositamente creato dalla Ciarla di Calcata, abbiamo trascorso il tempo a parlare di ecologia, di arte, di laicità, di società in decadenza, della fine del mondo e del Nuovo Messia (che verrà..?). Poi nel gennaio del 1994 il libro usci per i piombi della Big di Gianfranco Paris, la stessa casa editrice che editava il nostro mensile Etruria. Ovvio che, subito dopo il libro, in cui si parlava di rapporti pansessuali, sorgesse lo stimolo di fondare un Comitato per la Pansessualità, che fu registrato al comune di Viterbo (lettera consegnata all’allora sindaco Gabbianelli) dallo stesso Peter Boom, che ne era il coordinatore.

Sul tema della Pansessualità Peter produsse una serie impressionante di documenti e ricerche, tant’è che negli anni preparammo diverse manifestazioni sul tema, sia a Calcata che a Viterbo ed a Roma. Altro passo importante compiuto  fu quello della fondazione del comitato per la Spiritualità Laica, avvenuto a Calcata e successivamente esportato a Roma. Sulla spiritualità laica organizzammo vari convegni anche a Viterbo, di uno rammento un bellissimo manifesto realizzato da Giovanni Auriemma.

Ma non voglio fare qui una cronistoria di tutti gli atti compiuti assieme al “fratello” Peter. Però debbo menzionare l’incoraggiamento che lui mi diede, in un particolare momento di difficoltà nella mia vita (dal 2004 al 2006) in cui stavo abbandonando ogni attività sociale ed informativa (vivevo senza luce elettrica in una specie di stamberga), a quel punto mi obbligò a ricevere l’aiuto tecnico di Francesco Uda, il quale mi rifornì di un computer da lui accroccato, e ripresi così a scrivere ed a organizzare eventi e incontri culturali. Proprio su questa scia organizzammo a Bagnaia un meeting anti-papale, in previsione della visita di Ratzinger nel 2009 (ricordo che all’incontro in piazza noi eravamo tre o quattro, mentre Peter mi disse che lì ad osservarci c’erano almeno altrettanti agenti della Digos, che lui conosceva bene), in quella occasione Peter voleva che io andassi ad abitare nel suo orto di Bagnaia, ove c’era una piccola costruzione, ma io -pur ringraziandolo della sua offerta- declinai l’invito, non mi sentivo ancora pronto di abbandona Calcata.

L’ultimo dei nostri incontri fu anche un clou artistico finale, avvenne durante la prima biennale d’arte creativa di Viterbo, da me promossa in collaborazione con l’APAI nel 2010, in cui Peter tenne una importante conferenza sul messaggio degli alberi, nella ex chiesa di San Salvatore a San Carluccio. Dopodiché abbandonai Calcata e la Tuscia al loro destino e mi ritirai nel “buen retiro” di Treia, nella casa avita della mia compagna Caterina.

Ed è proprio a Treia, il 27 maggio 2011, che mi giunse la lettera di Giovanni: “Ciao Paolo, devo purtroppo comunicarti che ieri sera Peter è morto a casa sua a seguito di un arresto cardiaco. Tra oggi e domani eseguiranno un autopsia per accertarsi della causa del decesso. Ti chiedo cortesemente di diffondere a conoscenti e amici. Ti terrò aggiornato per i funerali civili…” Al che gli risposi: “Grazie per avermi informato… speriamo che la Sua Anima riposi in pace… Provvederò ad informare gli amici e conoscenti” E subito dopo scrissi questo comunicato: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2011/05/peter-boom-come-io-lho-conosciuto-di.html.

Ecco, con queste poche parole ho voluto ricordare vari momenti dell’amicizia profonda e della collaborazione culturale tra me e Peter Boom.

Paolo D’Arpini

………………….

Alcune frasi (prese a caso dal mio archivio) di Peter Boom:

“Proprio all’avvicinarsi del mio 75-esimo abbiamo deciso con il mio legale, l’avvocato Paolo Pirani, di avviare un processo civile nei confronti della ASL di Viterbo, in quanto il processo penale iniziato anni fa (non sto scherzando!) è stato archiviato il 16 febbraio del 2009. Non sono molto pratico di processi, anzi non ne capisco niente e molta gente mi ha detto che era meglio lasciar perdere perché non avrei preso un ragno dal buco…”

“Se continueranno testardamente a riempirci di crocifissi con attaccato quel povero Cristo che pensò di sacrificarsi per salvare tutti noi, allora mettessero almeno un’altra immagine accanto e cioè quella di un terribilmente torturato corpo di Giordano Bruno dato alle fiamme in piazza Campo de’ Fiori a Roma e … visto che sono un pansessuale ci metterei pure un bel quadruccio di Alfredo Ormando datosi alle fiamme proprio in piazza San Pietro in protesta contro la perfida e gravissima emarginazione perpetuata dai cosiddetti preti cristiani”

“Già una ventina di anni fa avevamo suggerito, assieme a Paolo D’Arpini, di aprire i Parchi dell’Amore e speriamo che da Bari questa iniziativa si spanda per tutti i comuni d’Italia preferendo la comodità, la sicurezza e l’igiene all’ipocrisia” (http://www.pansexuality.it)

“Notizia ferale: un’agguerrita organizzazione di gay atei americani ha creato un laboratorio segreto per contrastare la chiesa sottoponendo gli eterosessuali a tremende scariche elettriche per farli diventare omosessuali, un ottimo metodo -secondo loro- per evitare il pericolo di sovrappopolazione”

“…nella religione cattolica la parola “amore” viene spesso utilizzata in modo contorto ed alienante, ad esempio la gerontocrazia vaticana ha abusato della santissima parola amore della quale non conoscono il significato, compreso forse meglio duemila anni fa da un Cristo che certamente non avrebbe permesso quella pedofilia ed il plurifavoreggiamento di essa perpetrata senza amore, per puro sfruttamento sessuale di bambine e bambini da preti frustrati e senza scrupoli..”

“Nel settembre 2003 fui reso handicappato da una iniezione anestetica spinale (anzi due, perché alla prima il dottor Lepri non riuscì a penetrare con l’ago dentro la spina dorsale) all’ospedale Belcolle di Viterbo. Avevo firmato per l’anestesia totale spiegando al dottore le ragioni di questa mia esigenza. Quando uscì dall’ospedale dopo l’operazione (eseguita alla perfezione dal
chirurgo Massimo Fattorini) non sentivo più quando il piede della gamba destra mi arrivava a terra. Mi consigliarono di prendere il Neurontin, che non mi fece niente. Dopo sei mesi un medico mi disse che non sarei più guarito perché i nervi ancora non riescono a guarirli, in questo caso il nervo sciatico della mia gamba destra risultò lesionato”


“Mi chiamo Peter Boom e boom, nella mia lingua l’olandese, significa albero. Sono un alberello di media statura, molto più basso della maggior parte degli alberi. La quercia arriva a 40 metri di altezza, ma viene superata dal frassino e dal faggio. Nelle nostre zone climatiche l’abete può raggiungere i sessanta metri, giusto per far notare quanto sono piccolo io…”

“Come autore della Teoria e della Filosofia della Pansessualità ho sempre considerato che gli esseri umani in principio portano dentro di sé tutte le opzioni sessuali comprese quelle pedofile. Naturalmente le possibilità nocive della nostra sessualità devono venir evitate, soprattutto quelle violente e/o senza consenso, come si riscontra spesso nei confronti di minori. Inoltre un minore d’età il più delle volte non è ancora capace di discernere cosa sia dannoso o no e di dare il proprio consenso o meno.Più problematica si presenta la situazione di bambini poveri, subnormali, handicappati, come quelli sordomuti violentati sistematicamente in un istituto religioso nel nord Italia”

“Sarebbe ora che venisse fatta piena luce sulla morte di Papa Luciani il quale, sembra, volesse mettere fine alle illegalità commesse dallo IOR, istituto da mettere sotto stretto controllo internazionale in quanto il riciclaggio sporco è destabilizzante non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa e probabilmente per tutto il mondo. Un poveraccio che non teme la verità, Peter Boom”

“…abbiamo pensato  di organizzare a Viterbo un Comitato per la cultura le pari opportunità ed i diritti civili, nel centro storico di Bagnaia, circoscrizione di Viterbo, in un locale di mia proprietà che potrebbe essere la sede di tale comitato… (settembre 2009)”

“La spinta (drive) sessuale può essere indirizzata verso infinite ed a volte anche incredibili manifestazioni. Non solo verso esseri umani, ma anche verso animali o con l’ausilio di svariati oggetti. Naturalmente non tutta la gamma di queste opzioni è consigliabile. E’ bellissimo se viene praticato con Amore verso gli Altri, verso la Natura e verso se Stessi”

“…grazie a politici (volutamente?) incompetenti, spesso corrotti, il sistema fiscale è inefficiente così come l’apparato giudiziario che a causa della farraginosità e la conseguente lunghezza dei processi dà ampia possibilità di sfuggire alle condanne a chi può permettersi buoni avvocati (frodi edilizie – terremoti – etcetera, etcetera). Ho sentito dire addirittura che quasi nessun imprenditore sia scampato al dover pagare tangenti o far comunque favori a trasversali politici nel caso di appalti pubblici”


Un giovane Peter Boom in una foto provocatoria


Testimonianze riprese dai media: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/02/17/n%c2%b0-5-%e2%80%93-cronache-commenti-testimonianze-ufficiali%e2%80%a6-sul-circolo-vegetariano-di-calcata-e-sulla-teoria-della-pansessualita-descrizione-sincretica-delle-varie-espressioni-sessual/  

sabato 31 marzo 2012

Treia, all’alba - Maratonina di prima mattina e “Pesce d’Aprile” – Non occorre prenotare... (tanto non ci saremo..)

Esterno del Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia



Il 1° di aprile, giorno per antonomasia dedicato agli scherzi ed ai lazzi, era in effetti una festa per sdrammatizzare la vita, per alleggerire le tensioni e portare un tocco di goliardia, magari pure un po’ profana, anche nelle chiese e nei conventi…

Nell’antico calendario romano  questo giorno, le calende d'aprile, era considerato nefasto "tempestatem significat", scriveva Columella,  ma subito dopo venivano giorni favorevoli.  Il 2 e 3 aprile erano giorni comiziali ed il 4 aprile si svolgevano i giochi dedicati alla Magna Mater, che  secondo i libri Sibillini corrispondevano al momento il cui la statua della Dea era stata portata da Pegaso a Roma. Il 5 aprile  veniva celebrata la festa della Fortuna Primigenia, dea della provvidenza della natura, patrona di tutto il popolo romano, il suo culto fu l’ultimo ad essere cancellato  ed era ancora in auge nel VI secolo d.C. Sfidando le durissime pene dei papi-padroni, i devoti si recavano a Palestrina a chiedere aiuto alla Dea. Il tempio dedicato a Fortuna si erge ancora oggi in quella città, parzialmente inglobato nel Palazzo Colonna.


Eh, quelli della paganità erano altri tempi… i sacrifici primaverili, in verità dedicati a Bacco, si compivano con l’offerta di focacce a base di formaggio, latte, uova  e farina.. e non c'era la barbara usanza di far secco l'agnello... che però non manca mai alla mensa papale pasquale.


Ma torniamo al 1° di aprile, che è meglio... La teoria più credibile, per giustificare l'origine del ripetersi  di lazzi e scherzi  in questo giocoso giorno di primavera,  è quella del  “Risus Paschalis”  una tradizione nordica  nella quale  (per tutto il medioevo) si compivano atti impudici  spesso legati a più antichi riti “bacchici” che sancivano l’inizio della primavera e del risveglio della natura. Infatti anche il “pesce” (simbolo del primo aprile) è un antichissimo simbolo fallico e l’idea di attaccare un pesce finto sulla schiena dei giovinetti  voleva significare che essi avevano raggiunto la maturità ed erano pronti ad usarla…. (Una specie di ‘avviso ai naviganti’ per celebrare la  maturità sessuale).

Negli anni questa tradizione si è trasformata in una presa in giro della eccessiva semplicità  e goffagine  e  chi ne rimane vittima dimostra di non essere stato abbastanza accorto nell’interpretare le reali intenzioni di chi lo provoca  -appiccicandogli un pesce nel posteriore. Infatti l’appiccicare il pesce sulla schiena significa che la vittima è stata “gabbata”...  
 

Ma di  simili tradizioni goderecce  sono piene le cronache locali delle provincie  d’Italia, dove l’uomo è ancora legato alla terra, agli animali ed alla fecondazione delle zolle. E quest’anno a fecondare le zolle dell'orto di Treia ci penseranno  i partecipanti alla “Maratonina di prima mattina” una celebrazione fantastica  iniziata dal Circolo vegetariano tanti anni fa.


Tutti coloro che vogliono partecipare debbono presentarsi a Treia, davanti all'ingresso del Circolo VV.TT., in Via Sacchette 15/a, in tenuta ginnica, alle ore 3.30,  prima dell’alba, muniti di secchiello e paletta per la raccolta del guano che i numerosi piccioni  depositano davanti all'uscio, poi  il concime verrà da ognuno disperso nell'orto, in salita e di corsa. La luna quasi piena illuminerà l’operazione ridicola  ma utile  e feconda (tra l'altro gli escrementi di piccione lasciati davanti all'uscio farebbero scivolare i soci).

La cerimonia conclusiva  si tiene alle ore 12.00, sempre  nelle adiacenze  del Circolo Vegetariano VV.TT., dove verranno distribuiti i cotillons (pesci d’aprile) che daranno diritto a ricchi premi di consolazione, fra cui il libro di Peter Boom “2020, il Nuovo Messia” in cui si annuncia l’imminente fine del mondo.  La manifestazione termina  all’aperto con la condivisione di biscotti e dolcetti che ognuno dei partecipanti avrà portato con sé.
Paolo D’Arpini
Info.  circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293


Nota: In una delle trascorse edizioni ebbi la sorpresa di leggere sulle pagine romane del Corriere della Sera la pubblicazione del nostro Pesce d’Aprile. Una notizia di cronaca dal duplice valore che descriveva questa iniziativa del Circolo, definendola “uno scherzo e quindi non soggetta a controlli di partecipazione”.

venerdì 23 marzo 2012

Il libero pensiero e la spiritualità laica... nel mondo della concettualizzazione


Scriveva l'amico Peter Boom (nel marzo 2008):

Il Libero Pensiero, l’opposto del pensiero fisso che inesorabilmente è ogni volta destinato a finire, si adatta e crea la possibilità di cambiamento, si svolge trasversalmente e scava con energìa irrefrenabile nella coscienza delle persone. Il Libero Pensiero è “perfettibile” e mai viene considerato “perfetto”, scorre come l’acqua nel fiume senza fermarsi (panta rei) e quando si scontra con qualche ostacolo (dogma o pensiero fisso) cercherà di spostarlo, di scavarlo, di logorarlo, di passarci sotto, dai lati o sopra innalzandosi.... 


La libertà di pensiero, quindi, rappresenta una forza spirituale fondamentale per un cambiamento positivo della società.  La stessa Costituzione italiana risponde ai principi di libertà ed uguaglianza ereditati dalla rivoluzione francese. L’avvento delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea, la sconfitta delle dittature naziste, fasciste e comuniste sono senza dubbio frutto del Libero Pensiero, di una spiritualità laica che di continuo subisce il rifiuto e la negazione da parte di chi professa il pensiero fisso per convenienza o perché si illude di avere in tasca la verità.


Il Libero Pensiero è planetario, esiste, magari nascosto, anche nei paesi sotto regimi dittatoriali o fortemente repressivi, il libero pensiero non si può ammazzare, la persona sì, come Giordano Bruno che resistendo alle terribili torture fino alla morte, portò il suo pensiero attraverso i secoli fino a noi.

Certo, anche la "libertà di pensiero" è un’etichetta, come lo sono le religioni, i partiti politici, etc., ma è una di quelle poche, pochissime etichette che coltiva appunto una spiritualità libera, è una scuola dalla quale gli apprendisti escono con le loro idee avendo imparato ad agire per un mondo migliore, basato sulla libertà, sull’uguaglianza e la fratellanza.

Un libero pensatore è ben conscio di rimanere sempre un apprendista anche quando ha raggiunto le più alte vette della filosofia, è agnosta, cioè umilmente ammette di non sapere.
C’è chi non ha bisogno di etichette e che ugualmente vive e propugna i suddetti principi per favorire la libera espressione ed organizzarsi per ottenere una convivenza con diritti civili ed umani uguali per tutti...
(Peter Boom)


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Alcune mie considerazioni sulla libertà espressiva nella Spiritualità Laica (Stesso periodo):

Spiritualità Laica è chiaramente un’immagine, un concetto, in cui inserire tutte quelle forme naturali di “spiritualità” sperimentate dall’uomo. Siamo  consapevoli di muoverci all’interno della concettualizzazione  dobbiamo perciò far riferimento all’agente primo  evocato  con l’idea di spiritualità.

Se partiamo dalla comprensione  di ciò che viene osservato -esterno od interno- non possiamo far a meno di riscontrare che ogni “percezione” avviene per tramite della mente. La mente non può esser definita fisica, anche se utilizza la struttura psicosomatica come base esperenziale, la natura della mente è sottile, è lo stesso pensiero, ed ogni pensiero ha la sua radice nell’io. Quindi l’unica realtà soggettiva ed oggettiva attraverso la quale  possiamo dire di essere presenti è questo "io".

Chiamarlo “spirito” è un modo per distinguerlo dalla tendenza identificativa con il corpo, ed è un modo per ricordarci che la “coscienza” è la nostra vera natura. Quell’io – o spirito- che è la sola certezza che abbiamo, è l’unica cosa che vale la pena di conoscere e realizzare. Malgrado la capacità proiettiva della mente, capace di dividersi in varie forme,  mai può scindersi quell’io radice, quello spirito.

L’io è assoluto in ognuno. Allora la spiritualità è il perseguire coscientemente la propria natura, il proprio io.  Spiritualità laica è il riconoscere questo processo   in qualsiasi forma  si manifesti.
C’è equanimità e distacco, non proselitismo sul metodo praticato (appendice marginale della ricerca).  Questa visione laica ha in sé una capacità sincretica ma anche la consapevolezza dell’insignificanza della specificità della forma in cui l’indagine si manifesta.   Si comprende che ogni “modo” è solo un’espressione dello stesso processo in  fasi diverse. Il percorso  cambia con le necessità del momento e con le  pulsioni  individuali.
E’ la  sincerità, onestà, perseveranza, che importano. Non ci sono pensieri, gesti, riti, dottrine da privilegiare.  I flussi passano la sorgente è perenne.  Sii ciò che sei, diceva un saggio dell’India, ed uno dell’occidente rispose: Conosci te stesso.   In questo girotondo intorno al Sé ogni strada è buona per stare in cerchio. Ma per uscirne fuori..?   Occorre una  conferma al proprio esistere?  No di certo, perché ognuno lo sa da sé senza ombra di dubbio. Questa coscienza-esistenza non è massonica, cristiana, buddista, sciamanica, zingara o chissà che, è la vera ed unica “realtà” condivisa da ognuno.

A che pro  quindi ricercare un riscontro esterno -mascherato da riflessione-   se ci separa nello  spirito?  Le etichette sono inutili.
(Paolo D'Arpini)