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martedì 18 settembre 2018

Sessualità ecologica e pansessualità... - Tutto ritorna...


Risultati immagini per shiva maschile femminile

Tutto ritorna... dunque! Nella filosofia cinese dello yin e dello yang si afferma che quando il maschile ha raggiunto l'espansione massima tende a invertirsi ed altrettanto avviene al femminile. Cosa significa? Lo yang maturo si rivolge verso se stesso e quindi sorge l'omosessualità. Altrettanto avviene per lo Yin che si trasforma in lesbismo. 

La teoria della pansessualità, elaborata da Peter Boom, nella sua espressione più "pulita"  cerca di spiegare  questa direzione o tendenza.

La Teoria della Pansessualità (comprendente tutte le tendenze sessuali dell’uomo, siano esse occasionali o permanenti) è basata sull’osservazione dei fenomeni naturali ed è un argomento di ricerca riconosciuto dalla sessuologia mondiale.

La Teoria si propone di far superare i correnti “pregiudizi” spesso causa di disordine, emarginazione ed esclusione nella società contemporanea.

Chiunque può esser nato con specifiche tendenze sessuali o può svilupparle successivamente e, se non dannose socialmente, non dovrebbe reprimerle.

La nostra sessualità, come i nostri sentimenti, può risvegliarsi in una scala di intensità e modi verso persone di qualsiasi sesso, età ed aspetto, vive, morte o immaginarie, verso animali, cose e verso noi stessi.

Laddove il sesso viene considerato “peccaminoso” possono crearsi conflitti interni, esterni e fobie.

Considerato che tutti gli stimoli vengono dalla natura, ed essendo noi parte di essa, non siamo in grado di eluderli. Se una certa tendenza sessuale emerge, sicuramente le risultanti necessità e risposte sono anch’esse naturali e parte di un processo subconscio.

La storia e l’antropologia raccontano l’infinita variabilità del comportamento sessuale: la libertà di vivere il pansessualismo può certamente sciogliere alcune nevrosi, inutili sensi di colpa e di vergogna. Sarebbe sufficiente accettare la nostra ed altrui sessualità con maggiore apertura mentale per placare l’ansia causata dal credere di aver commesso un “peccato”.

In effetti la Teoria della Pansessualità aiuta a comprendere le numerose vie sessuali presenti o latenti in noi per accettarle e viverle con intelligenza, responsabilità e  naturalezza.



Paolo D'Arpini

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martedì 24 luglio 2012

Cos’é l’amore e cosa é il sesso, e cos’é l’ascesi mistica?

Dopo il carnevale - Dipinto di Franco Farina 

Se facciamo un’analisi accurata sui processi emozionali e fisiologici scopriamo che in verità non c’é una reale scissione fra i sentimenti cosiddetti “puri” e lo “sconvolgimento” ormonale fisico. L’estasi é una forma di orgasmo e l’amore nelle sue varie forme ha sempre una componente fisica, con rilascio di endorfine nel corpo.

Persino nello yoga viene descritto il processo di risalita dell’energia “femminile” Shakti/Kundalini, lungo il canale spinale, come una sorta di viaggio verso il ricongiungimento con l’aspetto “maschile” Shiva… é da questa unione che sorge la piena consapevolezza di Sé.

Anche nell’esperienza empirica della vita quotidiana scopriamo che il maschile e il femminile, che sono solo aspetti funzionali alla manifestazione duale della vita, tendono continuamente verso la congiunzione. Forse esteriormente possono anche non apparire in forma propriamente maschile o femminile (vedi anche la teoria della pansessualità di Peter Boom) ma sicuramente assumono una forma “attiva e passiva”, o Yin e Yang se preferiamo una terminologia taoista.

Quindi bisogna partire dal presupposto che l’energia sessuale non é antagonista all’espressione amorosa, anzi ne é la componente cinetica.

Ma nella religione cattolica la parola “amore” viene spesso utilizzata in modo contorto ed alienante, ad esempio -afferma Peter Boom- la gerontocrazia vaticana ha abusato della santissima parola amore della quale non conoscono il significato, compreso forse meglio duemila anni fa da un Cristo che certamente non avrebbe permesso quella pedofilia ed il plurifavoreggiamento di essa perpetrata senza amore, per puro sfruttamento sessuale di bambine e bambini da preti frustrati e senza scrupoli..” (http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2010/11/papa-ratzinger-che-non-conosce-lamore.html )

Forse la prima cosa da fare per salvare il salvabile della religione cattolica, sarebbe quella di consentire il matrimonio ai preti, seguito immediatamente dall’apertura al sacerdozio femminile e successivo abbandono del meccanismo di potete politico ed economico vaticano. In tal modo sacerdoti e le sacerdotesse rientrerebbero nel “popolo” dal quale provengono e di cui sono parte. L’eliminazione del papato è un punto di immediata risoluzione per avviare questo processo di emendamento interno.

Nel  film di Nanni Moretti “Habemus papam”, in cui ha lavorato l'amico Peter Boom autore della teoria della Pansessualità,  in parte vengono toccate queste tematiche… ed in effetti le spinte a voler salvare la “religione” dalle grinfie dei suoi scherani malsani è già presente all’interno della sana comunità cristiana, penso ad esempio ai cattolici vegetariani, alle comunità alternative sociali, etc.

Paolo D'Arpini



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Intervento di  Antonio Sbisà:
La scala orgasmica
A certe donne ed a certi uomini iniziano ad avvenire fenomeni molto strani e felici. Quando fanno all’amore, si trovano immersi in espansioni passionali ed animiche profonde, lunghe, quasi fuori dal controllo del tempo. Possono raggiungere processi orgasmici molto potenti e scuotenti. Vortici di piaceri e di amore si alternano a profonde ondate di rilassamento. Si arriva progressivamente ad un apice, ad un culmine. Ma dopo non avviene una discesa, uno scarico dell’energia e del piacere. L’orgasmo e l’estasi arrivano ad un certo punto, poi si fermano e si rilassa la situazione, entrando in immersioni dilatanti e gustose. Ma l’entusiasmo orgasmico rimane vivo e provoca e si espande in ondate permanenti di entusiasmo, di gioia, e di fertile creatività, di intens...a celebrazione devozionale. Queste aree di gioia vitale epica si espandono verso tutte le persone e le attività della vita quotidiana. Quando poi le due persone riprendono a fare all’amore, che siano ore o giorni dopo, l’orgasmo inizia..da dove era rimasto prima, come se gli orgasmi si accumulassero su di loro. Ogni singolo atto sessuale diventa un nuovo lancio nell’infinita beatitudine. Le persone entrano allora gradualmente in forme di entusiasmo e di creatività permanente, si espandono nell’esplorazione del magico e del divino, melanconie o problemi e depressioni sono ormai un ricordo vago. L’intelligenza lucida e consapevole scioglie i problemi, una volontà tenace e ferrea felice fa avanzare, un cuore traboccante entra nell’amore universale. Non sono certamente finite le sfide della vita, i dolori e le prove provocano e rinforzano. Ma la spinta orgasmica ed estatica fa sentire immersi negli amanti, in tutti i rapporti, nel divino.

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Articoli sulla pansessualità:

martedì 15 maggio 2012

26 maggio 2012 - Corre un anno senza Peter Boom, vivendo come sarebbe piaciuto a lui..

In memoria di Peter Boom


Francesco Uda, anch’egli amico di Peter Boom, mi scrive da Viterbo per informarmi che si sta organizzando la celebrazione del primo anniversario della sua dipartita: “Forza e coraggio ci vediamo il 26 maggio. Una Festa per ricordare l’amico PETER BOOM che il 26 maggio 2011 ci ha lasciato. Nella mattinata, chi vuole, autonomamente e senza cerimonie, potrà visitare i resti mortali dell’amico Peter nel cimitero di Viterbo. Ore 16:00 apertura della Sala dove si vedranno foto e video su PETER, chi vuole potrà parlare di Peter, narrare aneddoti, leggere, cantare, recitare.. Info. http://www.peterboom.it/arrivare.html”

Ho pensato perciò di scrivere anch’io qualcosa….

Ricordo la raccomandazione costante con la quale Peter mi salutava ogni volta che stavamo per lasciarci: “Mi raccomando, comportati male..”. Beh, debbo dire che ho sempre seguito il suo consiglio e soprattutto adesso che lui è salito oltre il “Cielo dei Giusti” mi impegno moltissimo a rompere i coglioni a tutti ed manifestare quel che sono senza remore, malgrado gli acciacchi dell’incipiente vecchiaia….

Ma, visto che siamo in tema di memoriali, vorrei fare una breve cronistoria del mio rapporto amicale con Peter Boom. Tutto cominciò quando lui ancora abitava a Nepi, durante una mostra d’arte su Dioniso e sull’edera del comune amico Gigetto. Diciamo che  sarà stato nel 1991 o nel 1992, anno della Scimmia di Acqua molto adatta alla trasmissione culturale trasgressiva. Di lì a poco girammo assieme, sotto la macchina da presa di Felici, il documentario “Un barbaro a Nepi” in cui tra l’altro si chiedeva l’istituzione del matrimonio fra “innamorati dello stesso sesso” (il termine l’ha usato Obama in un suo recente discorso elettorale).

Nel 1993 abbiamo corretto assieme le bozze del suo ultimo libro “Duemila e venti, il Nuovo Messia”. Per una decina di giorni dalla mattina alla sera, nel salone luminoso e comodo del piano nobile del Circolo vegetariano VV.TT., seduti al tavolone appositamente creato dalla Ciarla di Calcata, abbiamo trascorso il tempo a parlare di ecologia, di arte, di laicità, di società in decadenza, della fine del mondo e del Nuovo Messia (che verrà..?). Poi nel gennaio del 1994 il libro usci per i piombi della Big di Gianfranco Paris, la stessa casa editrice che editava il nostro mensile Etruria. Ovvio che, subito dopo il libro, in cui si parlava di rapporti pansessuali, sorgesse lo stimolo di fondare un Comitato per la Pansessualità, che fu registrato al comune di Viterbo (lettera consegnata all’allora sindaco Gabbianelli) dallo stesso Peter Boom, che ne era il coordinatore.

Sul tema della Pansessualità Peter produsse una serie impressionante di documenti e ricerche, tant’è che negli anni preparammo diverse manifestazioni sul tema, sia a Calcata che a Viterbo ed a Roma. Altro passo importante compiuto  fu quello della fondazione del comitato per la Spiritualità Laica, avvenuto a Calcata e successivamente esportato a Roma. Sulla spiritualità laica organizzammo vari convegni anche a Viterbo, di uno rammento un bellissimo manifesto realizzato da Giovanni Auriemma.

Ma non voglio fare qui una cronistoria di tutti gli atti compiuti assieme al “fratello” Peter. Però debbo menzionare l’incoraggiamento che lui mi diede, in un particolare momento di difficoltà nella mia vita (dal 2004 al 2006) in cui stavo abbandonando ogni attività sociale ed informativa (vivevo senza luce elettrica in una specie di stamberga), a quel punto mi obbligò a ricevere l’aiuto tecnico di Francesco Uda, il quale mi rifornì di un computer da lui accroccato, e ripresi così a scrivere ed a organizzare eventi e incontri culturali. Proprio su questa scia organizzammo a Bagnaia un meeting anti-papale, in previsione della visita di Ratzinger nel 2009 (ricordo che all’incontro in piazza noi eravamo tre o quattro, mentre Peter mi disse che lì ad osservarci c’erano almeno altrettanti agenti della Digos, che lui conosceva bene), in quella occasione Peter voleva che io andassi ad abitare nel suo orto di Bagnaia, ove c’era una piccola costruzione, ma io -pur ringraziandolo della sua offerta- declinai l’invito, non mi sentivo ancora pronto di abbandona Calcata.

L’ultimo dei nostri incontri fu anche un clou artistico finale, avvenne durante la prima biennale d’arte creativa di Viterbo, da me promossa in collaborazione con l’APAI nel 2010, in cui Peter tenne una importante conferenza sul messaggio degli alberi, nella ex chiesa di San Salvatore a San Carluccio. Dopodiché abbandonai Calcata e la Tuscia al loro destino e mi ritirai nel “buen retiro” di Treia, nella casa avita della mia compagna Caterina.

Ed è proprio a Treia, il 27 maggio 2011, che mi giunse la lettera di Giovanni: “Ciao Paolo, devo purtroppo comunicarti che ieri sera Peter è morto a casa sua a seguito di un arresto cardiaco. Tra oggi e domani eseguiranno un autopsia per accertarsi della causa del decesso. Ti chiedo cortesemente di diffondere a conoscenti e amici. Ti terrò aggiornato per i funerali civili…” Al che gli risposi: “Grazie per avermi informato… speriamo che la Sua Anima riposi in pace… Provvederò ad informare gli amici e conoscenti” E subito dopo scrissi questo comunicato: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2011/05/peter-boom-come-io-lho-conosciuto-di.html.

Ecco, con queste poche parole ho voluto ricordare vari momenti dell’amicizia profonda e della collaborazione culturale tra me e Peter Boom.

Paolo D’Arpini

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Alcune frasi (prese a caso dal mio archivio) di Peter Boom:

“Proprio all’avvicinarsi del mio 75-esimo abbiamo deciso con il mio legale, l’avvocato Paolo Pirani, di avviare un processo civile nei confronti della ASL di Viterbo, in quanto il processo penale iniziato anni fa (non sto scherzando!) è stato archiviato il 16 febbraio del 2009. Non sono molto pratico di processi, anzi non ne capisco niente e molta gente mi ha detto che era meglio lasciar perdere perché non avrei preso un ragno dal buco…”

“Se continueranno testardamente a riempirci di crocifissi con attaccato quel povero Cristo che pensò di sacrificarsi per salvare tutti noi, allora mettessero almeno un’altra immagine accanto e cioè quella di un terribilmente torturato corpo di Giordano Bruno dato alle fiamme in piazza Campo de’ Fiori a Roma e … visto che sono un pansessuale ci metterei pure un bel quadruccio di Alfredo Ormando datosi alle fiamme proprio in piazza San Pietro in protesta contro la perfida e gravissima emarginazione perpetuata dai cosiddetti preti cristiani”

“Già una ventina di anni fa avevamo suggerito, assieme a Paolo D’Arpini, di aprire i Parchi dell’Amore e speriamo che da Bari questa iniziativa si spanda per tutti i comuni d’Italia preferendo la comodità, la sicurezza e l’igiene all’ipocrisia” (http://www.pansexuality.it)

“Notizia ferale: un’agguerrita organizzazione di gay atei americani ha creato un laboratorio segreto per contrastare la chiesa sottoponendo gli eterosessuali a tremende scariche elettriche per farli diventare omosessuali, un ottimo metodo -secondo loro- per evitare il pericolo di sovrappopolazione”

“…nella religione cattolica la parola “amore” viene spesso utilizzata in modo contorto ed alienante, ad esempio la gerontocrazia vaticana ha abusato della santissima parola amore della quale non conoscono il significato, compreso forse meglio duemila anni fa da un Cristo che certamente non avrebbe permesso quella pedofilia ed il plurifavoreggiamento di essa perpetrata senza amore, per puro sfruttamento sessuale di bambine e bambini da preti frustrati e senza scrupoli..”

“Nel settembre 2003 fui reso handicappato da una iniezione anestetica spinale (anzi due, perché alla prima il dottor Lepri non riuscì a penetrare con l’ago dentro la spina dorsale) all’ospedale Belcolle di Viterbo. Avevo firmato per l’anestesia totale spiegando al dottore le ragioni di questa mia esigenza. Quando uscì dall’ospedale dopo l’operazione (eseguita alla perfezione dal
chirurgo Massimo Fattorini) non sentivo più quando il piede della gamba destra mi arrivava a terra. Mi consigliarono di prendere il Neurontin, che non mi fece niente. Dopo sei mesi un medico mi disse che non sarei più guarito perché i nervi ancora non riescono a guarirli, in questo caso il nervo sciatico della mia gamba destra risultò lesionato”


“Mi chiamo Peter Boom e boom, nella mia lingua l’olandese, significa albero. Sono un alberello di media statura, molto più basso della maggior parte degli alberi. La quercia arriva a 40 metri di altezza, ma viene superata dal frassino e dal faggio. Nelle nostre zone climatiche l’abete può raggiungere i sessanta metri, giusto per far notare quanto sono piccolo io…”

“Come autore della Teoria e della Filosofia della Pansessualità ho sempre considerato che gli esseri umani in principio portano dentro di sé tutte le opzioni sessuali comprese quelle pedofile. Naturalmente le possibilità nocive della nostra sessualità devono venir evitate, soprattutto quelle violente e/o senza consenso, come si riscontra spesso nei confronti di minori. Inoltre un minore d’età il più delle volte non è ancora capace di discernere cosa sia dannoso o no e di dare il proprio consenso o meno.Più problematica si presenta la situazione di bambini poveri, subnormali, handicappati, come quelli sordomuti violentati sistematicamente in un istituto religioso nel nord Italia”

“Sarebbe ora che venisse fatta piena luce sulla morte di Papa Luciani il quale, sembra, volesse mettere fine alle illegalità commesse dallo IOR, istituto da mettere sotto stretto controllo internazionale in quanto il riciclaggio sporco è destabilizzante non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa e probabilmente per tutto il mondo. Un poveraccio che non teme la verità, Peter Boom”

“…abbiamo pensato  di organizzare a Viterbo un Comitato per la cultura le pari opportunità ed i diritti civili, nel centro storico di Bagnaia, circoscrizione di Viterbo, in un locale di mia proprietà che potrebbe essere la sede di tale comitato… (settembre 2009)”

“La spinta (drive) sessuale può essere indirizzata verso infinite ed a volte anche incredibili manifestazioni. Non solo verso esseri umani, ma anche verso animali o con l’ausilio di svariati oggetti. Naturalmente non tutta la gamma di queste opzioni è consigliabile. E’ bellissimo se viene praticato con Amore verso gli Altri, verso la Natura e verso se Stessi”

“…grazie a politici (volutamente?) incompetenti, spesso corrotti, il sistema fiscale è inefficiente così come l’apparato giudiziario che a causa della farraginosità e la conseguente lunghezza dei processi dà ampia possibilità di sfuggire alle condanne a chi può permettersi buoni avvocati (frodi edilizie – terremoti – etcetera, etcetera). Ho sentito dire addirittura che quasi nessun imprenditore sia scampato al dover pagare tangenti o far comunque favori a trasversali politici nel caso di appalti pubblici”


Un giovane Peter Boom in una foto provocatoria


Testimonianze riprese dai media: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/02/17/n%c2%b0-5-%e2%80%93-cronache-commenti-testimonianze-ufficiali%e2%80%a6-sul-circolo-vegetariano-di-calcata-e-sulla-teoria-della-pansessualita-descrizione-sincretica-delle-varie-espressioni-sessual/  

giovedì 18 agosto 2011

Pansessualità e sessualità naturale sono sinonimi? Analisi sui costumi sessuali delle antiche popolazioni del Centro Italia


Copie di antiche statue di divinità femminili - Foto di Gustavo Piccinini

La sessualità “concettuale” assume forme contorte in cui la trasgressione alla norma si trasforma in ipotesi di soddisfazione puramente mentali.

Da questo comportamento innaturale sorgono due aspetti, il primo è la perdita della naturalezza e dello stimolo sessuale vissuto con innocenza, l’altro è l’adattamento alle tendenze immaginate con conseguente accettazione della sessualità deviata. Mi spiego meglio.

Oggigiorno sembrerebbe che la libertà sessuale sia un fatto acquisito nella nostra società, ma ciò avviene solo in forma virtuale, massimamente nelle immagini e nelle prefigurazioni, il che significa che la sessualità non è più vissuta come un fatto naturale, come mangiare bere dormire evacuare respirare, bensì come uno sfogo alle frustrazioni ed un compensativo all’incapacità di provare attraverso il sesso quelle emozioni che solitamente dovrebbero accompagnarlo.

Il sesso è diventato un prodotto di consumo.

Come tale si vende nei giornali, nelle televisioni, in internet, nelle strade, nelle discoteche… oppure se non si può acquistarlo lo si ruba, sotto forma di stupro e violenza o di onanismo da pornografia.

Anticamente la sessualità era “trasmessa” al momento opportuno, come una qualsiasi “conoscenza” (sia pur innata)  da comprendere nelle sue sfaccettature ed abilità, ciò avveniva in forme sacrali in modo che la sessualità venisse riconosciuta come un dono ed una bellezza della natura. Ciò potrebbe sembrare “amorale” secondo il giudizi morale della nostra società perbenista ed ipocrita, ma la morale finta porta solo alla perversione mentre l’amoralità mantiene la società umana in una condizione di naturalezza ed innocenza.

Mi sovviene del giovinetto Krishna, un’incarnazione divina, che amoreggiava con Rada, anch’essa considerata incarnazione della madre divina. Krishna avrà avuto 14 o 15 anni mentre Rada, che era pure sposata, ne aveva molti più di lui… eppure entrambi sono venerati in India come il simbolo dell’amore “puro”, della devozione reciproca e della sessualità pulita. Noi diremmo che Rada ha fatto la “nave scuola” di Krishna ma ciò è molto, molto riduttivo ed anche stupido. Io propendo a considerarla l’impartitrice del vero amore… Questa di Rada e Krishna è una storia di cinquemila anni fa ma oggi come si trasmette l’amore?

Lasciatemi però continuare nell’analisi storica. E prendo ad esempio la consegna dei misteri sessuali nelle popolazioni italiche prima dell’avvento definitivo del patriarcato (i cui fondatori in Europa furono essenzialmente i greci ed i romani). Vediamo invece cosa succedeva al tempo dei lucumoni falisci.

A scuola di sesso dal lucumone.

Era una notte buia e tempestosa…. Ecco l’inizio classico con cui Charlie Brown iniziava le sue fiabe, ricordate? Andrebbe bene per parlare di qualsiasi argomento e quindi va bene anche per parlare di costumi sessuali antichi. Ma non voglio qui illustrare le diverse propensioni ed attitudini (questo tema è trattato nell’articolo sulla pansessualità) anche se esse stesse sono parte del bagaglio istintuale dell’uomo. Quello che mi interessa toccare è la sessualità come forma di spiritualità e “religione” della vita.

Nella società umana da tempo immemorabile è stata data grande rilevanza al sesso, l’atto sessuale è stato posto in cima alla scala dei valori umani (prima che subentrasse l’oscurantismo sessuofobico dei culti monoteisti).

Questo interesse per l’amore sessuale è dovuto non solo al “richiamo della carne” –uno stimolo che ha sempre condizionato i rapporti sociali- ma soprattutto alla consapevolezza che il rapporto “procreativo” ha sovente esercitato una potente attrattiva nella mente umana che ha visto in esso l’unica possibilità conosciuta di perpetuare la propria esistenza. La ricerca dell’eternità, in questo caso, passa attraverso quella “trasmissione di sé” che appunto sta alla base del rapporto sessuale, un modo insomma di perpetuare e suffragare l’io…

Gli animali, soprattutto i mammiferi, dedicano alle attività sessuali e riproduttive gran parte delle loro energie, anzi la loro vita è centrata sulla sessualità, la loro esistenza è scandita dalla pulsione sessuale e dai suoi ritmi e regole. Non si può fare a meno di osservare nell’uomo ciò che avviene nei suoi fratelli animali. Ma c’è qualcosa che contraddistingue l’uomo nell’espletamento delle funzioni riproduttive: la perdita dell’estro femminile ed anche la capacità di sublimare o trasformare il rapporto sessuale in atto rituale e di adorazione, ovvero in gesto d’amore. Non voglio ora prendere ad esempio l’estrema sublimazione, quella dell’asceta che rivolge il suo desiderio sessuale verso una divinità astratta, o verso il Sé, trasformando lo stimolo carnale in energia mistica. Vorrei piuttosto evidenziare come la relazione sessuale sia divenuta, nel corso di questa nostra civiltà umana, un modo di esprimere religiosità e sentimento. La prima religione conosciuta dall’uomo è quella della Madre Terra, la sua pratica era già evidente nelle statuine femminili che evocavano la capacità fertilizzatrice trasposta all’umano. Ciò avvenne nel cosiddetto periodo matristico. Persino l’uso di grotte o spelonche od oscure foreste come luogo di culto delle “madri” è sinonimo di una religiosità che poneva al primo posto la sessualità.

Questa visione panteistica di rispetto verso la sessualità fu importante non solo nelle cosiddette società matriarcali ma anche nei periodi successivi in cui l’uomo (il maschio) assunse una maggiore considerazione sociale con la conseguente “mascolinizzazione” delle divinità.

Per fare un esempio concreto di questi aspetti parlerò delle due civiltà che contraddistinsero il nostro Lazio. Da una parte c’erano i Falisci, la cui caratteristica fu quella di vivere in armonia con la natura. La nazione falisca era una libera confederazione di unità indipendenti e sovrane in cui i luoghi sacri erano i corsi d’acqua, le rocce, gli alberi e le caverne che venivano usate per scopi rituali (oltre che abitativi).

La divinità principale dei falisci era femminile, l’incarnazione della Madre Terra in forma di Giunone, la dea dell’abbondanza e della fertilità. Diverso invece fu l’atteggiamento dei “cugini” romani (sicuramente una branchia separatasi dal contesto falisco), i quali per contraddistinguersi e manifestare il loro spirito guerriero scelsero Marte come protettore, esemplare è il loro atteggiamento verso la sessualità se poi esaminiamo la storia del ratto delle sabine….

In verità i romani furono in Italia i veri iniziatori del patriarcato. La loro società era basata sulla dominanza maschile e dalla conseguente necessità di affermazione e di conquista (una devianza che osserviamo anche nel detto mafioso “comannari è mejjo che fotteri” (comandare è meglio che far l’amore).

Fortunatamente per la specie umana, però, né i romani né gli altri dominatori successivamente intervenuti poterono cancellare il rispetto spontaneo che ha continuato a manifestarsi in tutta la penisola, vedi il mantenimento del culto della Madonna, alquanto anomalo nel contesto di una religione patriarcale come il cristianesimo. Sino ad oggi… ma oggi?

Con lo sfilacciamento della solidarietà al femminile e la perdita del rispetto verso l’amore sessuale anche qui in Italia rischiamo grosso…. Infatti cancellando “l’adorazione” e la considerazione verso il femminino, perdiamo la capacità di esprimere bellezza e poesia attraverso il rapporto sessuale. Spesso ho notato che dove questo “rispetto amoroso” viene a mancare subentra la pornografia e la licenza e l’amore decade ad una semplice meccanica delle membra.

Attenzione non sto facendo un discorso “moralista” anzi se leggerete bene sino in fondo capirete che sono totalmente contrario alla morale, che la morale stessa è la madre dell’immoralità, mentre la mancanza del senso morale (amoralità) è la condizione per il mantenimento nella società umana di stimoli e sentimenti sani ed innocenti Comunque andiamo avanti nell’analisi sul passato trascorso.

I Falisci, per quanto detto sopra, non possono in ogni caso essere considerati delle mammolette, come si potrebbe sospettare dai loro atteggiamenti di venerazione verso il femminino e verso la natura. Al contrario essi rappresentano un modo giusto di agire in cui la violenza viene accettata solo in forma di autodifesa, difatti fu proverbiale la loro resistenza ai romani che infine li sconfissero solo grazie all’inganno. Radendo infine al suolo anche l’indomita Falleri, l’imprendibile rocca falisca, facendola poi ricostruire nella pianura lungo la via Amerina (l’attuale Faleri Novi a Fabbrica di Roma).

La verità sui falisci è che essi valutarono come “bonum optimum” la libertà, l’eguaglianza e la loro civiltà, basata sulla spontanea propagazione, non aveva alcuna propensione alla rapina, tipica dei “cugini” romani.

Fortunatamente questo spirito nobile e di spontaneità e naturalezza comportamentale della “gens” dei Falisci non andò completamente perduto ma restò almeno nelle cerimonie dei riti fescennini (rimasti in auge anche a Roma per diversi secoli) ed in parte anche nelle norme paritarie del diritto romano.

Ritorno ora alle usanze sessuali religiose dei Falisci per far notare come oggi potrebbero tornare di utilità. I termini che spesso uso di ecologia e spiritualità naturale o laica, in cui si presuppone la piena armonia e pariteticità fra l’energia maschile e femminile, sono solo un altro nome per quella visione olistica che contraddistinse i buoni Falisci (come tutte le altre popolazioni di origine indoeuropea che vivevano nel centro Italia). Anche per loro ogni cosa era sacra, il mantenimento dello habitat era la loro filosofia e forma primaria di economia, l’acqua rappresentava la capacità di fertilizzare il suolo e di sostenere e purificare la vita, gli animali erano compagni di viaggio ed amici, gli alberi simboli della forza generatrice della terra, la natura nelle sue variegate manifestazioni e stagioni era vista come “mater”.

Questa considerazione per la vita era evidente anche in campo sessuale, attraverso il rispetto per questa energia ed attraverso la prudenza neri rapporti. Prudenza significa “non coercizione” bensì capacità di “allettamento”. Un sano e libero rapporto sessuale che anche oggi andrebbe vissuto nella capacità di compiacersi reciprocamente e non per godimento usufruttuario o per soddisfazione di interessi di sorta.

La natura ci spinge ad amarci l’un l’altra e non a sfruttare le nostre qualità in termini di prestazione… o di guadagno (anche come immagine… vedi lo sfruttamento in tal senso del corpo umano maschile e -più spesso- femminile).

Vediamo ancora qual’era il diverso significato dell’iniziazione sessuale presso i due nuclei storici di questi due popoli che parlavano entrambi la stesa lingua, il latino.

Presso i romani l’iniziazione aveva essenzialmente le caratteristiche di una emancipazione al maschile, diverso era invece il significato presso i giovanetti e giovanette dell’Agro Falisco. L’iniziazione falisca, pur non conosciuta nei particolari, aveva caratteristiche di coniugazione fra i due sessi, entrambi coinvolti nei riti ed aiutati da sacerdoti e sacerdotesse, a riconoscere la propria sessualità come forme complementari, in modo da segnare un indirizzo comportamentale. Le caverne, dicevo prima, erano spesso i luoghi d’incontro preposti a tali cerimonie… possiamo tentare d’immaginare una processione di adolescenti candidamente vestiti, con abiti nuovi, ognuna ed ognuno con una lampada nella mano, entrare in silenzio e reverenza nell’antro buio per apprendervi vicendevolmente i misteri dell’amore!

Forse, chissà, qualcosa di simile avveniva anche durante i riti dionisiaci o proto-cristiani, allorché i ragazzi –maschi e femmine assieme- si avviavano a ricevere i sacramenti, potremmo definirla un'iniziazione pansessule?  Purtroppo oggi queste funzioni sono state spogliate di ogni carattere iniziatico lasciando l’apprendimento pratico della sessualità alla pornografia o peggio ancora alla più perversa pedofilia religiosa.

Recentemente ancora ed ancora si fa un gran parlare di trasmettere l’educazione sessuale, in chiave teorico illustrativa, come fosse una materia scolastica, tipo matematica o religione… Ma non c’è nulla di peggio per cancellare ogni romanticismo e mistero verso la sessualità, non c’è niente di peggio per trasformare l’amore in mera strumentalizzazione corporale. Alla fine vince ancora una volta l’immoralità mascherata da morale. Vince la perfidia dell’allontanamento dalle sane abitudini umane, trasformando il sesso in “consumo ragionato”.

In tal modo il rapporto vien vissuto in forma di assimilazione esterna a sé o di apprendimento virtuale (avulso dalla quotidianità). Così si lascia la sperimentazione all’estemporaneità o, peggio ancora, alla sopraffazione di chi magari approfitta dell’interesse morboso risvegliato nelle ingenue menti giovanili.

A questo punto sarebbe decisamente meglio rispolverare il metodo popolare alla “Grazie zia..” Oppure lasciare che la conoscenza sessuale –non più sporcata dalla proibizione moralistica o banalizzata dall’uso edonistico- diventi una parte integrante della vita di ognuno, una libertà espressiva che segue la natura, nella consapevolezza che l’energia sessuale appartiene alla vita e non c’è bisogno di “compiacere” nessuno adattandosi alle leggi di mercato per conquistarsi un “pezzetto” d’amore.

Il percorso all’inverso da compiere, dopo secoli di condizionamento che hanno portato al “matrimonio” (pagamento della madre), allo stupro ed alla perversione, è lungo e difficile ma è l’unico da intraprendere per riportare l’uomo alla sua pienezza emotiva e sessuale.

Paolo D’Arpini