martedì 22 febbraio 2022

Fonti energetiche a spese del paesaggio...?



I media nazionali stanno proponendo il nuovo spot pubblicitario di Edison, che illustra il piano dell’azienda per la transizione energetica. Edison è la più antica società energetica in Europa; da oltre 135 anni opera nell’approvvigionamento, produzione e vendita di elettricità e gas e nei servizi energetici e ambientali.

Nelle dichiarazioni che accompagnano lo spot stesso, il piano viene definito come coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e di transizione ecologica espressi nel PNIEC italiano e nel Green Deal europeo che, integrando le diverse fonti di produzione con sistemi di flessibilità, prevede, al 2030, 5 GW di capacità installata tra eolico, fotovoltaico e idroelettrico, 3 miliardi di euro di investimenti su tutto il territorio nazionale, per lo sviluppo eolico e fotovoltaico, 1 GW di stoccaggio e flessibilità, inclusi sistemi di pompaggio idroelettrici e batterie, per garantire sicurezza e adeguatezza del sistema. Al 2030 la generazione rinnovabile rappresenterà il 40% del mix produttivo di Edison con uno sforzo significativo nell’abbattimento delle emissioni climalteranti.

Le cifre di questo mix di offerta energetica rendono evidente come il piano di Edison preveda necessariamente anche il ricorso al gas naturale e la produzione low carbon, sia per garantire la sicurezza energetica del Paese attraverso l’approvvigionamento di gas, sia per contribuire alla progressiva decarbonizzazione dei trasporti pesanti e marittimi grazie al GNL. Completano le direttrici di sviluppo da un lato la crescita della base clienti e dell’offerta di servizi a valore aggiunto e di mobilità sostenibile, dall’altro le attività dei servizi energetici offerti a clienti industriali e PA, che nei prossimi anni richiederanno sempre di più soluzioni integrate per massimizzare la loro efficienza e ridurre l’impatto ambientale.

L’accattivante spot propone in particolare alcune domande rivolte a tutti i cittadini (e utenti):

E se il passato e il futuro si potessero incontrare?
E se per salvare il paesaggio, un po’ lo cambiassimo?
E se il futuro iniziasse dal guardare le nostre città sotto una luce diversa?
E se oltre al modo di muoverci rivoluzionassimo anche quello di fermarci?
E se la trasformazione del mondo iniziasse da casa nostra?
E se la vera fonte dell’energia pulita fosse il tuo impegno?

Sono tutte domande a cui ognuno di noi potrà provare a fornire una propria risposta. Per restare sul nostro tema di riferimento – il paesaggio – la risposta più ovvia crediamo non possa che essere affermativa: d’accordissimo, cambiamo (un po’…) il paesaggio. Ma in meglio. E, dunque, la domanda ci pare formulata male o in modo solo parziale (e invitiamo l’agenzia pubblicitaria che ha curato la campagna Edison a completare/migliorare la domanda stessa).

Anzi, già che ci siamo sarebbe opportuno – per uno spirito di “servizio” alle nostre comunità che pare voler essere radicato come fondo al messaggio promo/pubblicitario – di aggiungere ancora una domanda (meglio: una considerazione) al momento assente: e se iniziassimo ad avere (anche) bisogno di meno energia, cioè a ridurre drasticamente gli sprechi?.

Una domanda certamente banale e naif. Ma che sarebbe ora in tanti inziassimo a declinare.
E non solo per pura pubblicità…

Alessandro Mortarino 


 Fonte: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/02/e-se-per-salvare-il-paesaggio-un-po-lo-cambiassimo-le-domande-provocatorie-di-edison/

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