"...Di sicuro chi nasce oggi se sopravviverà ai miasmi tossici dell'inquinamento, ai veleni nel cibo e nell'acqua, allo stress di lavori accelerati e sottopagati, alle guerre per l'acqua, non avrà né la voglia né la forza di fare figli. Vogliamo veramente distruggere la specie umana inseguendo il PIL lo spread e la crescita infinita? E questo il mondo che vogliamo? Un mondo dove per risparmiare 15 minuti sacrifica sorgenti, boschi, devasta le valli e stupra le montagne?" (I.Z.)
“La distruzione della cultura precede la coltura dei campi di battaglia. La distruzione della cultura e la coltura della guerra, una corollario dell'altra, raggiungono la piena efficacia quando marciano assieme. Il triste fenomeno sociale in questi giorni è osservabile in Italia. La droga festivalizia, creata per addormentare le facoltà cognitive, marcia allo stesso monotono ritmo delle bombe che esplodono...” (Giorgio Stern)
“Viviamo in un mondo dove il falso e l'artificio hanno preso il posto del vero e del semplice. Questo è il meccanismo dell’apparenza - che prende il posto del “naturale” - dell’intrinseca verità. E ciò avviene attraverso una caleidoscopica mascherata che sterilmente si avvicenda nel riflesso degli specchietti. Gira e rigira il caleidoscopio e gli specchietti mostrano fugaci composizioni. Nel gioco sterile dell’esteriorità...” (Saul Arpino)
"La cultura della cancellazione è un fenomeno moderno di ostracismo online e fisico volto a rimuovere o boicottare persone, opere o simboli ritenuti offensivi o non conformi al politicamente corretto. Questo approccio è visto da alcuni come giustizia sociale, ma da altri come censura e bullismo culturale..." (Wikipedia)