mercoledì 11 marzo 2026

Le religioni sono forme pensiero utili al controllo sociale… solo l’auto-consapevolezza ecologica è vera spiritualità!

 


“Non esiste cosa nascosta che non sia manifesta”. (Detto Popolare)

Scriveva Bernardino del Boca: “Il messaggio divino d’amore e di fratellanza di Gesù Cristo, la filosofia del Buddha, la saggezza di Socrate, l’umiltà di Leonardo da Vinci, l’esempio dei santi, dei saggi e dei pensatori di tutte le epoche, non rappresentano la cultura. Sono come le stelle in cielo, luminose e lontane, spesso dimenticate. L’uomo dimentica di contemplare il cielo come dimentica di ascoltare la voce della saggezza”.

Il cristianesimo è nato come filosofia pacifista e “porgi l’altra guancia” ed “ama il prossimo tuo come te stesso” sono i detti principali del Vangelo di Gesù. La nonviolenza di Gandhi nasce egualmente da una profonda fede verso la considerazione che tutti siamo parte della stessa esistenza, uomini piante ed animali.

Contemporaneamente, nel rispetto dei vari elementi del creato, permane la coscienza che la terra, l’acqua, l’aria, etc. sono beni comuni che non debbono essere alienati all’uomo ed agli altri animali. Forse come non mai oggi sento che la attuazione di una proposizione ecologista profonda, disgiunta dal credo religioso, sarebbe oltremodo necessaria per garantire la continuità della civiltà umana.. per non parlare della sua sopravvivenza “bruta” (anche in considerazione dell’alienazione sempre più forte con i cicli naturali e l’avvelenamento dell’habitat).

La specie umana è in continua evoluzione e così dovremmo poter prendere coscienza che il nostro vivere si svolge in un contesto inscindibile. Di fatto è così… solo che dobbiamo capirlo e viverlo, prima a livello personale e poi a livello di comunità. Ognuno può e deve “comprendere” la necessità di riequilibrare il suo stile di vita non sentendosi però obbligato da una ideologia o da una spinta etica, la maturazione deve avvenire per auto-consapevolezza ecologica e fisiologica.

Capisco che questa condizione esistenziale richiede una maturazione individuale ed un riavvicinamento alla propria natura originale che non può essere il risultato di una “scelta” o di un “credo” … La vita al momento opportuno e con i modi che gli sono consoni  condurrà l’uomo verso la sua natura originale..

Questo ritorno, questa coscienza di Sé  nell’Esistenza universale, non è una esperienza particolare, non ha bisogno di nomi o di attributi, è semplice Riconoscersi in Ciò che è…

Paolo D’Arpini

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I punti chiave del pensiero di  Paolo D'Arpini: 

La vera spiritualità non risiede nelle dottrine organizzate o nelle ideologie, che egli considera "forme pensiero" create per il condizionamento sociale e il controllo delle masse. Al contrario, egli promuove una visione basata sull'auto-consapevolezza ecologica e sul senso di appartenenza alla natura.

Critica alle religioni/ideologie: Le ritiene strutture intellettuali o dogmatiche che separano l'uomo dalla propria essenza e dalla natura, funzionali a mantenere un ordine sociale gerarchico.

Auto-consapevolezza ecologica: È definita come la comprensione profonda di essere parte integrante dell'esistente, superando l'ego individuale (spiritualità laica).

Bioregionalismo: Il ritorno a una dimensione locale, vivendo in armonia con la "bioregione" (il territorio in cui si vive), riconoscendone l'anima e il senso di identità.

"Vivere senza dire io": Un approccio interiore che mira a spogliare l'individuo dalle costruzioni mentali dell'ego, per favorire una connessione autentica con il tutto.

In sintesi, per Paolo D'Arpini, la vera spiritualità è naturale, laica e legata alla terra, opposta a qualsiasi imposizione dogmatica o ideologica.

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